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Spettacolo

GLI INFLUENCER DELLE EMERGENZE: COSA E' SUCCESSO DOPO L'ARTICOLO

A seguito della pubblicazione dell'articolo su PuntoSicuro sono stati tantissimi i contatti, i riscontri positivi e le manifestazioni di interesse che mi sono arrivati.
Devo dire che l'idea è nata sabato sera (8 dicembre) dopo il debriefing TEDxTrento 2018 in cui avevamo parlato anche di gestione dei flussi di persone per  l'evento del 2019 (vedi Mirta Alberti quali riflessioni scateni?).
Rientrando verso casa, alla radio, gli aggiornamenti su quanto successo ad Ancona. E la mente ha iniziato a lavorare autonomamente e l'articolo, nonché il progetto collegato da intraprendere, sono usciti di getto, praticamente in tempo zero (chiaramente poi c'è stato un momento di revisione e perfezionamento).
 
Qualcuno mi chiede cosa bisogna fare, altri hanno proposte e idee, altri manifestano perplessità per un'idea che va oltre agli obblighi normativi: "non si rispetta/applicano le leggi esistenti, vedi il D.Lgs. 81/2008, vuoi che un qualcosa di volontario venga applicato?".

E invece il punto è proprio questo: non lavorare sugli obblighi, ma sulla cultura delle persone (non importa l'età, non importa lo status sociale, non importa il ruolo, non importa la scolarizzazione, ...), sul condividere in una situazione di emergenza il proprio essere una "persona" che può fare la differenza.
 
AiFOS Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro, il suo Presidente Rocco Vitale ed il suo Segretario Generale Francesco Naviglio , ci hanno creduto da subito, appena letta la bozza di proposta che avevo anticipato a loro già nella tarda serata di sabato.
 
Ed ora "rimbocchiamoci le maniche" ed iniziamo a lavorare.

 


 

Di seguito l'articolo pubblicato nei giorni scorsi:

 

Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza?

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sul molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare ed ai comportamenti delle persone.

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi al recente convegno “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti (link alle slide). Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati dello sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

L’effetto gregge esiste

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:
Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su  http://arxiv.org/abs/1504.04064
G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovo all’interno di un’area più o meno grande.

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perché non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.
Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.

Grazie alla disponibilità di Fabio Marsili – Around The Show srl, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo click sull’immagine è possibile vedere il video citato.

Video Messaggio Sicurezza ATS - Around The Show srl
Nota: fai click sull’immagine per aprire la pagina con il Video Messaggio Sicurezza proiettato al Modena Park 2017

Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;

  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, organizzato da Fabio Fila e Doc Servizi e al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare. Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”. È certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico coordinato dall’Arch. Lara Calanni Pileri, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione. Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

L’articolo è stato pubblicato su:

L'articolo GLI INFLUENCER DELLE EMERGENZE proviene da EVENTI E PUBBLICHE MANIFESTAZIONI.

Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza?

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sul molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare ed ai comportamenti delle persone.

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi al recente convegno “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti (link alle slide). Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati dello sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

L’effetto gregge esiste

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:
Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su  http://arxiv.org/abs/1504.04064
G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovo all’interno di un’area più o meno grande.

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perché non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.
Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.

Grazie alla disponibilità di Fabio Marsili – Around The Show srl, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo click sull’immagine è possibile vedere il video citato.

Video Messaggio Sicurezza ATS - Around The Show srl
Nota: fai click sull’immagine per aprire la pagina con il Video Messaggio Sicurezza proiettato al Modena Park 2017

Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;

  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, organizzato da Fabio Fila e Doc Servizi e al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare. Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”. È certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico coordinato dall’Arch. Lara Calanni Pileri, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione. Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

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L'articolo GLI INFLUENCER DELLE EMERGENZE proviene da EVENTI E PUBBLICHE MANIFESTAZIONI.

Circolare n. 35 del 24 dicembre 2014

Allestimento palchi: dal Ministero del Lavoro direttive tecnico-organizzative

Con la circolare n.35 del 24 dicembre 2014, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce istruzioni operative tecnico – organizzative riguardanti l’allestimento e la gestione delle opere temporanee e delle attrezzature da impiegare nella produzione e realizzazione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di manifestazioni fieristiche alla luce del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014.
 

Su conforme parere del Gruppo di Lavoro, istituito preso il Ministero e costituito da rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Coordinamento tecnico delle Regioni e dell’Inail, allo scopo di fornire le istruzioni operative tecnico – organizzative per l’allestimento e la gestione delle opere temporanee e delle attrezzature da impiegare nella produzione e realizzazione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e manifestazioni fieristiche, alla luce del Decreto Interministeriale del 22 luglio 2014, sono state elaborate ed approvate le Istruzioni Operative

 

 

 

 


Segnaliamo che su SICURELLOsi NETWORK è presente la SICURELLO.si INFO 37 “Breve guida all’applicazione del Decreto Interministeriale Palchi

DECRETO INTERMINISTERIALE PALCHI

Leggi il D.Lgs. 81/2008 integrato con il D.Interm. 22 luglio 2014 Capo II – Manifestazioni Fieristiche

Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 - Manifestazioni Fieristiche

 

Il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, ha modificato quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 nell’ambito degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche.

Il decreto se applica a tutte le attività ove sarà necessario aprire cantieri di realizzazione strutture provvisorie per spettacoli quali palchi, teatri tenda, strutture di illuminazione, allestimenti fieristici ed altre situazioni di cantieri di pubblico spettacolo. Nel decreto sono previsti alcuni ambiti di cantieri spettacoli per i quali il decreto non si applica (strutture di dimensioni ridotte).

 

 

 

 

 

 

 

Effettua il download del testo integrale D.L.gs. 81/2008 TITOLO IV  (cantieri temporanei o mobili) con le indicazioni e prescrizioni del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 per il settore delle Manifestazioni Fieristiche


 

Leggi anche il testo integrale del D.Interm. 22 luglio 2014.

 

 

 

 

 


Estratto:

DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

Definizioni

a) Gestore: soggetto giuridico che gestisce il Quartiere fieristico;

b) Organizzatore: soggetto giuridico che organizza la manifestazione fieristica;

c) Espositore: azienda o altro soggetto giuridico che partecipa alla manifestazione fieristica con

disponibilità di un’area specifica;

d) Allestitore: soggetto che è titolare del contratto di appalto per montaggio dello stand, smontaggio dello

stand ed eventuale realizzazione delle strutture espositive;

e) Stand: singola area destinata alla partecipazione alla manifestazione fieristica dell’Espositore;

f) Spazio complementare allestito: area allestita destinata a sale convegni, mostre, uffici e altri servizi a

supporto dell’esposizione fieristica;

g) Quartiere fieristico: struttura fissa, o altro spazio destinato ad ospitare la manifestazione fieristica,

dotata di una propria organizzazione logistica e relativa agibilità, destinata allo svolgimento di

manifestazioni fieristiche;

h) Struttura allestitiva: insieme degli elementi utilizzati per l’allestimento di uno stand o di uno spazio

complementare allestito;

i) Tendostruttura: struttura portante con telo di copertura, sia aperta che chiusa ai lati.

Campo di applicazione

Attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per

manifestazioni fieristiche, fatte salve le esclusioni.

Esclusioni

Le disposizioni del decreto interministeriale 22/07/2014 non operano per le attività in caso:

strutture allestitive cha abbiano un’altezza inferiore a 6,50 m rispetto a un piano stabile;

strutture allestitive biplanari che abbiano una superficie della proiezione in pianta del piano

superiore fino a 100 m²

tendostrutture e opere temporanee strutturalmente indipendenti, realizzate con elementi

prodotti da un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi

massimi, previsti dallo stesso, la cui altezza complessiva, compresi gli elementi di copertura

direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 8,50 m di altezza rispetto a un

piano stabile.

Particolari esigenze

Si applicano le disposizioni di cui al presente decreto, in considerazione delle particolari esigenze che

caratterizzano le attività di lavoro tipiche delle manifestazioni fieristiche di seguito elencate:

a) compresenza di più imprese esecutrici nelle aree di lavoro, con permanenza di durata

variabile;

b) compresenza di un elevato numero di lavoratori, autonomi o dipendenti, nelle aree di lavoro,

con permanenza di durata variabile e con svolgimento di mansioni diverse tra loro;

c) frequente presenza di imprese e lavoratori di diverse nazionalità nelle aree di lavoro;

d) necessità di completamento dei lavori in tempi brevi, compatibili con lo svolgimento

programmato degli eventi;

e) necessità di realizzazione dei lavori in spazi ristretti;

f) possibilità di operare in contesti caratterizzati da vincoli architettonici o ambientali;

g) rischi derivanti dalle condizioni meteorologiche e ambientali in relazione alle attività da

svolgersi in luoghi aperti;

h) presenza di più stand contigui nello stesso quartiere fieristico.

TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

INTEGRATO E MODIFICATO CON DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

CAPO II – “MANIFESTAZIONI FIERISTICHE”

Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

Art. 88. Campo di applicazione

1. Il presente capo contiene disposizioni specifiche relative alle misure per la tutela della salute e per la

sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili quali definiti all’articolo 89, comma 1, lettera a).

2. Le disposizioni del presente capo non si applicano:

a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali;

b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attività minerarie esistenti entro il perimetro dei permessi di

ricerca, delle concessioni o delle autorizzazioni;

c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze della miniera: gli impianti fissi interni o esterni, i

pozzi, le gallerie, nonché i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le

opere e gli impianti destinati all’arricchimento dei minerali, anche se ubicati fuori del perimetro delle

concessioni;

d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e trasporto dei prodotti delle cave ed alle operazioni di

caricamento di tali prodotti dai piazzali;

e) alle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel

territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine

comunque soggette ai poteri dello Stato;

f) ai lavori svolti in mare;

g) alle attività svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese,

purché tali attività non implichino l’allestimento di un cantiere temporaneo o mobile;

g-bis) ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento,

nonché ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore a dieci uomini-giorno, finalizzati alla

realizzazione o alla manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non espongano i lavoratori ai rischi di

cui all’allegato XI;

g-ter), alle attività di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, che non comportino lavori edili o di

ingegneria civile di cui all’allegato X.

2-bis. Le disposizioni di cui al presente titolo si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e

alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle

relative attività, individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che

deve essere adottato entro il 31 dicembre 2013.

Art. 89. Definizioni

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per:

a) cantiere temporaneo o mobile, di seguito denominato: «cantiere»: qualunque luogo in cui si effettuano

lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’allegato X il luogo nel quale si svolgono le attività

di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per

manifestazioni fieristiche, fatte salve le esclusioni eccezioni di cui al comma 3 del decreto interministeriale

22/07/2014 ;

b) committente: il soggetto gestore, organizzatore, o espositore che ha la titolarità e che esercita i poteri

decisionali e di spesa, per conto del quale si effettuano le attività di approntamento e smantellamento di

strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per manifestazioni fieristiche limitatamente

all’ambito di esplicazione dei richiamati poteri per conto del quale l’intera opera viene realizzata,

indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opera pubblica,

il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto;

c) responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso

attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e

successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento;

d) lavoratore autonomo: persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera

senza vincolo di subordinazione;

e) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 91;

f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per l’esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese

affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra

committente e impresa esecutrice;

g) uomini-giorno: entità presunta del cantiere rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate

dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione dell’opera;

h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in

riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono

riportati nell’allegato XV così come modificato ed integrato dal decreto interministeriale 22/07/2014 e devono

tener conto dell’allegato IV del decreto interministeriale 22/07/2014 e delle informazioni contenute nel

documento unico di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26 del d. lgs.81/08 redatto dal gestore o

dall’organizzatore, i cui contenuti minimi sono descritti nell’allegato V del decreto interministeriale

22/07/2014;

i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione

dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Nel caso in cui titolare

del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga la funzione di promuovere la partecipazione

delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei

lavori, l’impresa affidataria è l’impresa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto

individuata dal consorzio nell’atto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralità

di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori come

affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione;

i-bis) impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e

materiali;

l) idoneità tecnico-professionale: possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di

macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare.

Art. 90. Obblighi del committente o del responsabile dei lavori

1. Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle

misure generali di tutela di cui all’articolo 15, in particolare:

a) deve acquisire le informazioni di cui all’allegato IV e V del decreto interministeriale 22/07/2014 relative

agli spazi ove realizzare le attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture

o opere temporanee per manifestazioni fieristiche al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed

organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o

successivamente;

b) all’atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro.

1-bis. Per i lavori pubblici l’attuazione di quanto previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti

attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista.

2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell’opera, prende in

considerazione unicamente il documento di cui all’articolo 91, comma 1, lettera a) (il P.S.C.) i documenti di

cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b).

3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il

committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori,

contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.

4. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il

committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per

l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98.

5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica

impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.

6. Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, ha facoltà

di svolgere le funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

7. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese affidatarie, alle imprese esecutrici e ai

lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del coordinatore per

l’esecuzione dei lavori. Tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere.

8. Il committente o il responsabile dei lavori ha facoltà di sostituire in qualsiasi momento, anche

personalmente, se in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, i soggetti designati in attuazione dei commi

3 e 4.

9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o

ad un lavoratore autonomo:

a) verifica l’idoneità tecnico-professionale mediante l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di

commercio industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, corredato da

autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’allegato XVII del D. Lgs. 81/08. delle

imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da

affidare, con le modalità di cui all’allegato XVII. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uominigiorno

e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI, il requisito di cui al periodo che

precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del

certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità

contributiva, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre

2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, corredato da

autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’allegato XVII;

b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica,

corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’Istituto nazionale della previdenza sociale

(INPS), all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una

dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più

rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200

uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI, il requisito di cui al periodo

che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di

regolarità contributiva e dell’autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;

c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o

della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’articolo 99, il documento unico di

regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-

bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28

gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui

alle lettere a) e b).

Nei confronti delle imprese esecutrici straniere la verifica dell’idoneità tecnico professionale può essere

dimostrata per mezzo del modello di cui all’allegato II del decreto interministeriale 22/07/2014.

10. In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 o del fascicolo di cui

all’articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui all’articolo 99,

quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei

lavoratori autonomi, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. L’organo di vigilanza comunica l’inadempienza

all’amministrazione concedente.

11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in

base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del

coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.

 

 

 

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Leggi il D.Lgs. 81/2008 integrato con il D.Interm. 22 luglio 2014 Capo I – Spettacoli musicali, cinematografici, teatrali

Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 - Spettacoli Musicali 

Il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, ha modificato quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 nell’ambito degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche.

Il decreto se applica a tutte le attività ove sarà necessario aprire cantieri di realizzazione strutture provvisorie per spettacoli quali palchi, teatri tenda, strutture di illuminazione, allestimenti fieristici ed altre situazioni di cantieri di pubblico spettacolo. Nel decreto sono previsti alcuni ambiti di cantieri spettacoli per i quali il decreto non si applica (strutture di dimensioni ridotte).

 

 

 

 

 

 

 

Effettua il download del testo integrale D.L.gs. 81/2008 TITOLO IV  (cantieri temporanei o mobili) con le indicazioni e prescrizioni del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 per il settore degli spettacoli musicali, cinematografici, teatrali


 

Leggi anche il testo integrale del D.Interm. 22 luglio 2014.

 

 

 

 

 


Estratto:

DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

Campo di applicazione

Attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee, compreso il loro allestimento e disallestimento con

impianti audio, luci e scenotecnici, realizzate per spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di

intrattenimento, fatte salve le esclusioni.

Esclusioni

Le disposizioni del decreto interministeriale 22/07/2014 non operano per le attività:

che si svolgono al di fuori delle fasi di montaggio e smontaggio di opere temporanee di cui al comma

precedente;

di montaggio e smontaggio di pedane di altezza fino ai 2 m rispetto a un piano stabile, non connesse

ad altre strutture o supportanti altre strutture;

di montaggio e smontaggio di travi, sistemi di travi o graticci sospesi a stativi o a torri con

sollevamento manuale o motorizzato, il cui montaggio avviene al suolo o sul piano del palco e la cui

altezza finale rispetto a un piano stabile, misurata all’estradosso, non superi 6 m nel caso di stativi e 8

m nel caso di torri;

di montaggio e smontaggio delle opere temporanee prefabbricate, realizzate con elementi prodotti da

un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi massimi, previsti

dallo stesso, la cui altezza complessiva rispetto a un piano stabile, compresi gli elementi di copertura

direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 7 m.

Particolari esigenze

Si applicano le disposizioni di cui al presente decreto, in considerazione delle particolari esigenze che

caratterizzano le attività di lavoro tipiche degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali di seguito

indicate:

a) Compresenza di più imprese esecutrici nelle aree di lavoro, con permanenza di durata

variabile

b) compresenza di un elevato numero di lavoratori, autonomi o dipendenti, nelle aree di lavoro,

con permanenza di durata variabile e con svolgimento di mansioni diverse tra loro;

c) frequente presenza di imprese e lavoratori di diverse nazionalità nelle aree di lavoro;

d) necessità di completamento dei lavori in tempi brevi, compatibili con lo svolgimento

programmato degli spettacoli;

e) necessità di realizzazione dei lavori in spazi ristretti;

f) possibilità di operare in contesti caratterizzati da vincoli architettonici o ambientali;

g) rischi derivanti dalle condizioni meteorologiche e ambientali in relazione alle attività da

svolgersi in luoghi aperti.

D. LGS. 81/08 : TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

INTEGRATO E MODIFICATO CON DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

CAPO I – “SPETTACOLI MUSICALI, CINEMATOGRAFICI E TEATRALI”

Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

Art. 88. Campo di applicazione

1. Il presente capo contiene disposizioni specifiche relative alle misure per la tutela della salute e per la

sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili quali definiti all’articolo 89, comma 1, lettera a).

2. Le disposizioni del presente capo non si applicano:

a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali;

b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attività minerarie esistenti entro il perimetro dei permessi di

ricerca, delle concessioni o delle autorizzazioni;

c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze della miniera: gli impianti fissi interni o esterni, i

pozzi, le gallerie, nonché i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le

opere e gli impianti destinati all’arricchimento dei minerali, anche se ubicati fuori del perimetro delle

concessioni;

d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e trasporto dei prodotti delle cave ed alle operazioni di

caricamento di tali prodotti dai piazzali;

e) alle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel

territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine

comunque soggette ai poteri dello Stato;

f) ai lavori svolti in mare;

g) alle attività svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese,

purché tali attività non implichino l’allestimento di un cantiere temporaneo o mobile;

g-bis) ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento,

nonché ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore a dieci uomini-giorno, finalizzati alla

realizzazione o alla manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non espongano i lavoratori ai rischi di

cui all’allegato XI;

g-ter), alle attività di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, che non comportino lavori edili o di

ingegneria civile di cui all’allegato X.

2-bis. Le disposizioni di cui al presente titolo si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e

alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle

relative attività, individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che

deve essere adottato entro il 31 dicembre 2013.

Art. 89. Definizioni

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per:

a) cantiere temporaneo o mobile, di seguito denominato: «cantiere»: qualunque luogo in cui si effettuano

lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’allegato X il luogo nel quale si svolgono le attività

di montaggio e smontaggio di opere temporanee, compreso il loro allestimento o disallestimento con

impianti audio, luci e scenotecnici, realizzate per spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di

intrattenimento fatte salve le eccezioni di cui al comma 3 del decreto interministeriale 22/07/2014 ;

b) committente: il soggetto che ha la titolarità e che esercita i poteri decisionali e di spesa, per conto del

quale vengono realizzate le attività di cui al decreto interministeriale 22/07/2014 indipendemente da

eventuali frazionamenti della loro realizzazione. per conto del quale l’intera opera viene realizzata,

indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opera pubblica,

il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto;

c) responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso

attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e

successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento;

d) lavoratore autonomo: persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera

senza vincolo di subordinazione;

e) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 91;

f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per l’esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese

affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra

committente e impresa esecutrice;

g) uomini-giorno: entità presunta del cantiere rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate

dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione dell’opera;

h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in

riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono

riportati nell’allegato XV così come modificato ed integrato dal decreto interministeriale 22/07/2014;

i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione

dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Nel caso in cui titolare

del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga la funzione di promuovere la partecipazione

delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei

lavori, l’impresa affidataria è l’impresa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto

individuata dal consorzio nell’atto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralità

di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori come

affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione;

i-bis) impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e

materiali;

l) idoneità tecnico-professionale: possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di

macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare.

Art. 90. Obblighi del committente o del responsabile dei lavori

1. Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle

misure generali di tutela di cui all’articolo 15, in particolare:

a) deve acquisire le informazioni di cui all’allegato I del decreto interministriale 22/07/2014 al momento

delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si

svolgeranno simultaneamente o successivamente;

b) all’atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro.

1-bis. Per i lavori pubblici l’attuazione di quanto previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti

attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista.

2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell’opera, prende in

considerazione unicamente il documento di cui all’articolo 91, comma 1, lettera a) (il P.S.C.) i documenti di

cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b).

3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il

committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori,

contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.

 

 

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Cantieri spettacoli musicali: in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto interministeriale contenente le disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività

Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro  

Pubblicato il decreto interministeriale 22 luglio 2014

Con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, sono state individuate, ex articolo 88, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 81/2008, così come modificato dalla Legge n. 98/2013 di conversione del D.L. n. 69/2013, le disposizioni che si applicano “agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività”.

Se ne dà avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie Generale, n. 183 dell’8 agosto 2014.

Il decreto se applica a tutte le attività ove sarà necessario aprire cantieri di realizzazione strutture provvisorie per spettacoli quali palchi, teatri tenda, strutture di illuminazione, allestimenti fieristici ed altre situazioni di cantieri di pubblico spettacolo. Nel decreto sono previsti alcuni ambiti di cantieri spettacoli per i quali il decreto non si applica (strutture di dimensioni ridotte).

 

CANTIERI SPETTACOLI: SICUREZZA NEL PUBBLICO SPETTACOLO/PALCHI

 

Ricordiamo che AIFOS ha già programmato per il 23 ottobre a Bologna un Convegno sul tema. “SICUREZZA NEL PUBBLICO SPETTACOLO: LA FORMAZIONE CONSAPEVOLE DI ATTORI E TECNICI” al quale parteciperà in qualità di relatore anche il Geom. Stefano Farina.

Il convegno nasce dalle problematiche legate all’allestimento di palchi per spettacoli di vario genere e di strutture per manifestazioni fieristiche, per l’analisi delle quali da tempo AIFOS ha costituito un gruppo di lavoro e sta lavorando ad un progetto formativo sperimentale.

Il convegno vuole evidenziare l’importanza di formazione consapevole in ambito di sicurezza sul lavoro in un settore, quello del pubblico spettacolo e dei cantieri spettacoli, fino ad oggi poco considerato.

 

 

 

 

 

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