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Sicurezza

Sicurezza degli eventi in umbria: g.r. preadotta linee guida

Perugia, 25 lug. 018

“Migliorare le procedure relative alla circolare Gabrielli in materia di sicurezza negli eventi pubblici, all’insegna della responsabilità e della semplificazione, per consentire alle piccole manifestazioni che costituiscono l’ossatura della nostra economia turistica vita più facile”. È questo l’obiettivo delle “Linee Guida regionali per la progettazione ed attuazione delle misure di sicurezza ed incolumità negli eventi temporanei di ogni tipo” preadottate dalla giunta regionale su proposta del vice presidente della Giunta regionale, con delega alle politiche della sicurezza urbana, Fabio Paparelli. 

Le norme a carico dei soggetti organizzatori e degli enti locali previste dalla circolare Gabrielli, anche se oggetto di recente revisione, lasciano alle Regioni, in virtù delle competenze legislative concorrenti in tema di polizia amministrativa, spazi ulteriori di intervento sulla complessità di procedure, sull’impiego di risorse umane e conseguentemente sui costi, che lo pro-Loco in particolare sono chiamate a sostenere.  Per fare fronte a queste problematiche, la Regione Umbria, in accordo con ANCI Umbria e con UNPLI, ha attivato un laboratorio formativo condotto dal professore Saverio Linguanti, con l’obiettivo di definire delle Linee Guida regionali per la progettazione ed attuazione delle misure di sicurezza ed incolumità negli eventi temporanei di ogni tipo.

“Con le Linee Guida regionali – ha spiegato Paparelli – si intende pertanto agevolare, pianificare e rendere omogeneo il lavoro sia degli organizzatori delle manifestazioni pubbliche che degli enti locali, per quanto ovviamente di competenza regionale nella materia. Le semplificazioni proposte, fanno ovviamente salve le prerogative delle istituzioni deputate alla tutela dell’ordine pubblico, cui abbiamo chiesto un parere, data la delicatezza dei temi. Il vademecum rappresenta uno strumento importante che passerà al vaglio del Cal prima della definitiva adozione”.

Il provvedimento amplia la possibilità di utilizzo della SCIA negli eventi in base alle dimensioni dell’ente, realizzando contestualmente una semplificazione procedimentale ed una responsabilizzazione degli organizzatori senza pregiudicare in alcun modo l’incolumità e la sicurezza dei partecipanti, garantita dalla necessità di predisporre una valutazione generale delle criticità dell’evento da sottoporre sia al vaglio comunale, sia al vaglio finale degli organi dello Stato competenti.

Le Linee Guida regionali saranno applicabili a tutti i tipi di eventi temporanei, a prescindere dallo scopo di lucro o meno dell’organizzatore dell’evento, svolti all’aperto o al chiuso, come ad esempio agli eventi di tipo politico, religioso, sportivo, di trattenimento o spettacolo, di commercio, fieristico, ed ogni altro evento simile nel quale sia prevista l’apertura al pubblico e la messa a disposizione delle attività in essi organizzate. Le Linee Guida offrono indicazioni operative sulle variabili dei fattori di rischio da considerare nel momento in cui il soggetto organizzatore costruisce la Relazione di Incolumità Generale, la quale dovrà essere inviata all’amministrazione comunale competente per territorio. Ma dall’altro danno anche indicazioni ai Comuni in merito alla valutazione dell’evento e alla valutazione della relazione di incolumità presentata dal soggetto organizzatore. Inoltre nelle Linee Guida si danno chiarimenti in merito all’impiego delle diverse figure addette alla sicurezza nelle manifestazioni pubbliche, richiamate nelle varie circolari ministeriali, alla loro formazione, competenze e funzioni. In particolare nelle Linee Guida si fa riferimento alle seguenti figure: addetto alla sicurezza antincendio, addetto al pronto soccorso, addetto ai servizi di controllo, addetti generici volontari, utilizzo della protezione civile per eventi rilevanti.

[Fonte Regione Umbria]

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NUOVI MODELLI PROCEDURALI PER L’ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI

Il Ministero dell’Interno in data 18 luglio 2018 ha emanato una nuova direttiva che detta indicazioni per garantire alti livelli di sicurezza nelle pubbliche manifestazioni.

Articolo a cura di Lara Calanni Pileri, Antonella Grange, Stefano Farina.

 Dopo oltre un anno di dibattiti e discussioni, eventi cancellati e malumori, in data 18 luglio 2018 il Ministero dell’Interno con una direttiva a firma del Capo di Gabinetto Prefetto Matteo Piantedosi, ha cercato di dare indicazioni concrete ed attuabili, nonchè modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di eventi e manifestazioni pubbliche

 

Tale direttiva nasce dal monitoraggio degli esiti applicativi e dal confronto con gli enti esponenziali delle realtà territoriali, di una rivisitazione e di una reductio ad unum delle precedenti linee di indirizzo. Tanto, allo scopo di consentire l’individuazione di più efficaci strategie operative a salvaguardia dell’incolumità e della sicurezza dei partecipanti, nel rispetto delle tradizioni storico – culturali e del patrimonio economico – sociale delle collettività locali.

 

Un presupposto al lavoro fatto è legato alla necessità di superare talune rigidità rilevate nell’applicazione pratica e nei contenuti del modello organizzativo e procedurale fornito in via sperimentale nel luglio 2017 ed allegato Circolare Morcone di data 28 luglio 2017.

Di fatto la prima differenza si esplica nel non trovare più la tabella di valutazione del rischio, dall’esito della quale si dovevano desumere azioni più o meno gravose.

 

Le nuove indicazioni – che tengono luogo delle precedenti (ad esempio la Circolare Gabrielli e la Direttiva Morcone) – sono intese a ridefinire alcuni passaggi procedurali e a favorire, nell’ottica di un “approccio flessibile” alla gestione del rischio, la migliore parametrazione delle misure cautelari rispetto alle “vulnerabilità” in concreto rilevate in relazione a ciascun evento.

 

Con riferimento alle pubbliche manifestazioni sottoposte a regime autorizzatorio, viene precisato che l’iniziativa spetta all’organizzatore, che invierà al Comune, con congruo anticipo rispetto alla data dell’evento, l’istanza corredata dalla documentazione necessaria, recante anche l’indicazione delle misure di sicurezza che si intende adottare.

 

Ove si tratti di eventi di pubblico spettacolo, il Comune, ai fini del rilascio dell’autorizzazione, secondo le previsioni dell’art. 80 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, acquisirà il parere della Commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

 

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Nelle altre ipotesi, invece, il Comune potrà rilasciare direttamente il provvedimento autorizzativo, indicando nello stesso le misure di sicurezza da adottarsi.

 

Qualora nella fase istruttoria vengano in rilievo profili di security o di safety, di tale complessità e delicatezza da richiedere un’analisi coordinata e integrata e, comunque, qualora si profilino peculiari condizioni di criticità connesse alla tipologia dell’evento, alla conformazione del luogo, al numero e alle caratteristiche dei partecipanti, il Sindaco, o il Presidente della Commissione di vigilanza, ne informerà la Prefettura.

 

Saranno poi i soggetti deputati, una volta acquisita la documentazione prodotta dall’organizzatore e qualora ne constatino l’effettiva esigenza, a sottoporre l’argomento all’esame del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargato alla partecipazione del Comandante provinciale dei Vigili del fuoco.

 

In tal caso, nell’ambito del Comitato, saranno definiti i dispositivi di security, nonché valutati quelli di safety, eventualmente modificando o implementando le misure previste dall’organizzatore, ove ciò risulti necessario in un’ottica di ottimizzazione dell’efficacia del generale dispositivo di sicurezza.

 

A questo fine, il Comitato potrà fare riferimento all’unito documento, recante “Linee guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità” – che allegato alla direttiva – diventa un utile supporto per l’individuazione delle più idonee misure di contenimento del rischio in relazione a manifestazioni caratterizzate da rilevanti profili di complessità o delicatezza.

 

Potrà comunque essere valutata l’opportunità di svolgere ulteriori approfondimenti, con il coinvolgimento delle Forze di Polizia, dei Vigili del fuoco e delle altre istituzioni e realtà associative interessate, allo scopo di rendere le prescrizioni di carattere generale ivi contenute maggiormente conformi alle peculiarità del territorio e delle manifestazioni programmate in sede locale.

 

Infine, con riferimento alle manifestazioni di cui agli artt. 18 e 25 (vedasi note finali) del R.D. n. 773 del 1931, il Questore, secondo le consuete e consolidate prassi amministrative, interesserà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica solo in relazione a quegli eventi che implicano un livello di rischio tale da imporre una valutazione coordinata da parte delle autorità preposte.

 

Nell’ambito di tale Consesso, integrato dal Comandante provinciale dei Vigili del fuoco, potranno valutarsi, unitamente ai profili di security, le eventuali misure di safety ritenute necessarie all’integrazione del generale dispositivo di sicurezza.

 

Alla direttiva sono poi allegate le linea guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità nelle quali, in dieci punti, vengono riportate le indicazioni da seguire per la caratterizzazione  e   il dimensionamento delle misure di sicurezza finalizzate al contenimento del rischio in  manifestazioni pubbliche che si tengono in luoghi all’aperto in cui si profilino peculiari condizioni di criticità connesse alla tipologia dell’evento, alla conformazione del luogo, al numero e alle caratteristiche dei partecipanti,   non assoggettate ai procedimenti di cui all’art. 80 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773. (ndr. teatro o di un luogo di pubblico spettacolo)

 

Viene anche precisato che per le manifestazioni di pubblico spettacolo che si tengono in luoghi all’aperto assoggettate ai procedimenti di cui all’articolo 80 del regio decreto 18 giugno 1931 n. 773 e che presentino peculiari condizioni di criticità, le linee guida possono costituire un utile riferimento integrativo degli aspetti non già ricompresi nelle vigenti norme di sicurezza per esse applicabili.

 

 

Vediamo ora nel dettaglio i 10 punti delle Linee Guida.

 

1.   NORMATIVA PRESA A RIFERIMENTO

Per la definizione delle misure di mitigazione del rischio da attuarsi nelle manifestazioni oggetto del documento sono state prese come riferimento le seguenti normative di sicurezza:

DM 19.08.1996

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.

DM 18.03.1996

Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi.

 

2.   REQUISITI DI ACCESSO ALL’AREA

  • Accessibilità mezzi di soccorso:

     –        larghezza: 3.50 m.

     –        altezza libera: 4.00 m.

     –        raggio di volta: 13 m.

     –        pendenza: non superiore al 10%

     –        resistenza al carico: almeno 20 t (8 sull’asse anteriore e 12 sull’asse posteriore)

  • Individuazione delle aree di ammassamento per i mezzi di soccorso   per la gestione operativa di scenari incidentali configurabili come maxi-emergenze.

Per quanto possibile, oltre ai requisiti di accesso all’area sopra citati dovrà essere individuata una viabilità dedicata ai mezzi di soccorso che consenta di raggiungere l’area della manifestazione senza interferire con i flussi in esodo degli occupanti.

 

3.   PERCORSI DI ACCESSO ALL’AREA E DI DEFLUSSO DEL PUBBLICO

Qualora esigenze diverse da quelle di safety richiedano percorsi separati di accesso all’area e di deflusso del pubblico, la stessa misura è consentita purché:

a) i varchi utilizzati come ingressi alla manifestazione abbiano caratteristiche idonee ai fini dell’esodo, in caso d’emergenza;

oppure

b) il sistema di esodo sia completamente indipendente dai predetti varchi di accesso.

 

4.   CAPIENZA DELL’AREA DELLA MANIFESTAZIONE

Per le aree destinate alle manifestazioni dovrà essere definita una capienza massima, avendo come riferimento una densità di affollamento massima pari a 2 persone/m2. L’affollamento definito dal parametro sopra citato dovrà essere comunque verificato con la larghezza dei percorsi di allontanamento dall’area, applicando il parametro di capacità di deflusso di 250 persone/modulo.

Il numero di varchi di allontanamento non dovrà essere inferiore a tre, ed essi dovranno essere collocati in posizione ragionevolmente contrapposta.

La larghezza minima dei varchi e delle vie di allontanamento inserite nel sistema di vie d’esodo non dovrà essere inferiore a 2.40 m.

Gli ingressi alle aree delimitate dell’evento, anche se di libero accesso, devono essere controllati attraverso sistemi quali, ad esempio, l’emissione di titolo di accesso gratuito ovvero con conta-persone.

 

5.   SUDDIVISIONE DELLA ZONA IN SETTORI

Per affollamento fino a 10.000 persone non è richiesta, ai fini di safety, la suddivisione in settori.

Per affollamento superiore a 10.000 persone e fino a 20.000 persone, si dovrà prevedere la separazione in almeno due settori.

Per affollamento superiore a 20.000 persone si dovrà prevedere la separazione in almeno tre settori. I settori devono essere realizzati secondo i seguenti requisiti:

  • i settori dovranno essere separati tra loro mediante l’interposizione di spazi liberi in cui è vietato lo stazionamento di pubblico ed automezzi non in emergenza aventi larghezza non inferiore a 5 metri.
  • lungo   la   delimitazione   della   suddetta   zona   di   separazione   si   dovranno   prevedere   degli attraversamenti presidiati in ragione di uno ogni 10 m.
  • le separazioni di tipo “mobile” devono garantire la resistenza ad una pressione su metro lineare superiore a 300 N/m al fine di evitare che, a seguito di ribaltamento, le stesse separazioni possano causare la caduta di persone e il conseguente calpestamento.
  • lungo le separazioni di tipo mobile si dovranno prevedere degli attraversamenti presidiati in ragione di uno ogni 10 m

La direttiva riporta inoltre uno schema esemplificativo che costituisce un’ipotesi di suddivisione dell’area in settori.

Tale soluzione può ritenersi applicabile ove i lati non delimitati da transenne antipanico consentano l’allontanamento del pubblico verso le vie di esodo.

L’esigenza di dover delimitare l’intera area interessata dall’evento per esigenze non solo di safety, ma anche di security, potrebbe essere soddisfatta anche interponendo opportuni spazi liberi di idonea superficie, da ricavare lungo il perimetro della zona occupata dal pubblico, ovvero annettendo la viabilità adiacente.

 

6.   PROTEZIONE ANTINCENDIO

Si dovrà prevedere un congruo numero di estintori portatili, di adeguata capacità estinguente, collocati in postazioni controllate. Gli estintori portatili potranno essere integrati con estintori carrellati da posizionare nell’area del palco / scenografia.

Ove non disponibile una rete di idranti, si dovrà prevedere la presenza sul posto di almeno un automezzo antincendio dedicato messo a disposizione dall’organizzatore.

In manifestazioni ove sia prevista l’affluenza di oltre 20.000 persone dovrà essere richiesto il servizio di vigilanza antincendio di cui all’art. 18 del D.Lgs. 8 marzo 2006 n.139, con l’impiego di automezzi antincendio VV.F., secondo le disposizioni dettate dal D.M. Interno 22 febbraio 1996 n.n. 261.

 

7.   GESTIONE DELL’EMERGENZA-PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE

Si dovrà provvedere alla pianificazione delle procedure da adottare in caso d’emergenza tenendo conto delle caratteristiche del sito e del tipo di evento.

In esito alla valutazione dei rischi, il responsabile dell’organizzazione dell’evento dovrà redigere un piano d’emergenza che dovrà riportare:

  • le azioni da mettere in atto in caso d’emergenza tenendo conto degli eventi incidentali ipotizzati nella valutazione dei rischi;
  • le procedure per l’evacuazione dal luogo della manifestazione, con particolare riferimento alla designazione del personale addetto all’instradamento della folla;
  • le disposizioni per richiedere l’intervento degli Enti preposti al soccorso e fornire le necessarie informazioni finalizzate al buon esito delle attività poste in essere dai succitati Enti;
  • le apparecchiature e i sistemi eventualmente disponibili per la comunicazione tra gli Enti presenti e l’organizzazione dell’evento;
  • le specifiche misure per l’assistenza alle persone diversamente abili.

I possibili scenari incidentali saranno classificati per livelli nell’ambito dei quali dovrà essere individuata la competenza in materia d’intervento.

Dovrà essere prevista la possibilità di comunicazione con il pubblico degli elementi salienti del piano d’emergenza prima, durante ed alla fine della manifestazione. In particolare, facendo ricorso ad apposita messaggistica, dovranno essere fornite preventivamente informazioni sui percorsi di allontanamento, sulle procedure operative predisposte per l’evento e sulle figure che svolgono un ruolo attivo nella gestione dell’emergenza.

Si dovrà altresì prevedere, nell’ipotesi di evento incidentale, la possibilità di comunicare, in tempo reale, con il pubblico, per fornire indicazioni sui comportamenti da adottare finalizzati al superamento della criticità.

Dovrà essere previsto un sistema di diffusione sonora le cui caratteristiche impiantistiche devono prevedere:

  • alimentazione elettrica con linea dedicata;
  • livello sonoro tale da essere udibile in tutta l’area della manifestazione;
  • presenza di un congruo numero di postazioni per le comunicazioni di emergenza in funzione delle caratteristiche dell’area della manifestazione.

Inoltre si dovrà prevedere, in loco, un centro di coordinamento per la gestione della sicurezza che consenta, altresì, le comunicazioni tra gli Enti presenti e tra questi ultimi e l’organizzazione.

 

Nell’installazione della segnaletica di sicurezza si dovrà tenere conto dell’esigenza di segnalare la presenza di ostacoli non immediatamente visibili in caso di aree affollate, soprattutto quando questi siano a ridosso dei varchi di allontanamento. A tal fine si potrà far ricorso, oltre che alla segnaletica di sicure zza di tipo ordinario conforme al D. L.vo 81/2008, anche ad ulteriori sistemi di segnalazione ad alta visibilità, per manifestazioni in orario serale, indicanti sia eventuali barriere non rimovibili, sia l’ubicazione dei varchi di esodo. Tali sistemi di segnalazione dovranno essere posizionati ad un’altezza tale da poter essere visibili da ogni punto dell’area della manifestazione.

 

8.   OPERATORI DI SICUREZZA

Nell’ambito della gestione della sicurezza, devono essere previsti operatori destinati alle seguenti mansioni:

  • assistenza all’esodo;
  • instradamento e monitoraggio dell’evento;
  • lotta all’incendio.

Per l’espletamento di tali mansioni, l’organizzatore della manifestazione si avvarrà di operatori di sicurezza in possesso dei seguenti requisiti:

1.  Soggetti iscritti ad Associazioni di protezione civile riconosciute nonché personale in quiescenza già appartenente alle forze dell’ordine, alle forze armate, ai Corpi dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco, al Servizio Sanitario per i quali sia stata attestata l’idoneità psico-fisica, ovvero altri operatori in possesso di adeguata formazione in materia;

2.  Addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza, formati con corsi di livello C ai sensi del DM 10 marzo 1998 e abilitati ai sensi dell’art. 3 della Legge 609/96.

Per lo svolgimento della funzione di assistenza all’esodo, all’instradamento ed al monitoraggio dell’evento possono essere impiegati operatori in possesso dei requisiti, indistintamente, di cui ai precedenti punti 1 e 2.

Il numero complessivo di operatori di sicurezza addetti a tali funzioni non dovrà essere inferiore ad una unità ogni 250 persone presenti. Ogni venti operatori dovrà essere previsto almeno un coordinatore di funzione.

 A questi operatori deve essere aggiunto un numero di addetti alla lotta antincendio e alla gestione delle emergenze in possesso dei requisiti di cui al punto 2, individuato sulla base della valutazione dei rischi di incendio e conformemente alla pianificazione di emergenza.

Per le manifestazioni caratterizzate da un’alta affluenza sarà richiesto, come stabilito dall’art. 19 del D.Lvo 139/2006 s.m.i.  il servizio di vigilanza antincendio al Comando dei Vigili del Fuoco competente per territorio.

Vengono pertanto confermati quali operatori sia coloro che con un percorso di volontariato strutturato o un percorso professionalizzante hanno acquisito competenze utili ai fini del ruolo da ricoprire, sia coloro che hanno ricevuto una formazione specifica in materia di assistenza all’esodo, instradamento e monitoraggio dell’evento. Affiancati inevitabilmente da addetti alla lotta all’incendio in numero congruo e con formazione da DM 10 marzo 1998 completa di abilitazione.

In riferimento ai volontari della Protezione Civile occorrerà raccordarsi a quanto stabilito dalle indicazioni regionali già emanate per l’attivazione degli stessi.

 

9.   MANIFESTAZIONI DINAMICHE IN SPAZI NON DELIMITATI

Per le manifestazioni dinamiche in spazi non delimitati in cui non è presente un unico punto di convergenza e di stazionamento dei partecipanti, dovranno essere osservati i seguenti requisiti essenziali.

  • Divieto di detenzione nell’ambito del singolo banco o autonegozio di quantitativi di GPL in utilizzo e deposito superiori a 75 kg.
  • Rispetto di una distanza di sicurezza non inferiore a m. 3 tra banchi e/o auto negozi che impiegano GPL
  • Gli impianti elettrici e gli impianti utilizzatori di liquidi o gas combustibili devono essere conformi alle specifiche norme tecniche e alla regola dell’arte; tale conformità dovrà essere dichiarata a firma di tecnici abilitati e presentata ai competenti uffici del Comune ove viene svolta la manifestazione.
  • Disponibilità di estintori portatili di idonea capacità estinguente in ragione di uno ogni 100 m2 di area coperta ed utilizzata.

 

10. CASI PARTICOLARI

Per le manifestazioni storiche caratterizzate da peculiari criticità e per le quali le condizioni di tutela dei beni storici, monumentali ed ambientali non consentano la completa attuazione delle misure riportate nella presente linea guida potrà farsi ricorso, ai fini del calcolo dei parametri dell’affollamento e dell’esodo, ai metodi prestazionali previsti dagli strumenti propri dell’ingegneria della sicurezza.

A tal proposito, adottando l’approccio ingegneristico, il progettista dovrà dettagliare i passaggi che conducono ad individuare le condizioni più rappresentative del rischio al quale l’attività è esposta e quali siano i livelli di prestazione cui riferirsi in relazione agli obiettivi di sicurezza da perseguire.

In funzione degli obiettivi di sicurezza individuati, il progettista dovrà indicare quali sono i parametri significativi presi a riferimento per garantire il raggiungimento degli stessi obiettivi.

Pertanto, dovranno essere quantificati i livelli di prestazione, intendendo con ciò l’individuazione di valori di riferimento rispetto ai quali verificare che le scelte progettuali in termini di misure di sicurezza adottate consentano di perseguire i risultati attesi. Tali valori potranno essere desunti dalla specifica letteratura tecnica riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Infine, in esito ai risultati dell’elaborazione effettuata, essi costituiranno i parametri di riferimento per attestare il raggiungimento dei livelli di prestazione prefissati e validare la progettazione proposta.

 

Naturalmente quella che abbiamo dato è una prima lettura di questa importante direttiva, ci riserviamo successivi passaggi su alcuni degli aspetti ancora necessitano di approfondimento.

 

 

Note Finali

REGIO DECRETO N. 773 DEL 1931

DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’ORDINE PUBBLICO E ALLA INCOLUMITA’ PUBBLICA

 

CAPO I

DELLE RIUNIONI PUBBLICHE E DEGLI ASSEMBRAMENTI IN LUOGHI PUBBLICI

Art. 18

I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

E’ considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.

[…]

Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali.

 

CAPO II

DELLE CERIMONIE RELIGIOSE FUORI DEI TEMPLI E DELLE PROCESSIONI ECCLESIASTICHE O CIVILI

Art. 25

Chi promuove o dirige funzioni, cerimonie o pratiche religiose fuori dei luoghi destinati al culto, ovvero processioni ecclesiastiche o civili nelle pubbliche vie, deve darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

TITOLO III

DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI SPETTACOLI, ESERCIZI PUBBLICI, AGENZIE, TIPOGRAFIE, AFFISSIONI, MESTIERI GIROVAGHI, OPERAI E DOMESTICI

CAPO I

DEGLI SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI

Art. 80

L’autorità di pubblica sicurezza non può concedere la licenza per l’apertura di un teatro o di un luogo di pubblico spettacolo, prima di aver fatto verificare da una commissione tecnica la solidità e la sicurezza dell’edificio e l’esistenza di uscite pienamente adatte a sgombrarlo prontamente nel caso di incendio.

Le spese dell’ispezione e quelle per i servizi di prevenzione contro gli incendi sono a carico di chi domanda la licenza.

 

Articolo a cura di

Lara Calanni Pileri, Referente Progetto AiFOS Eventi

Antonella Grange – Referente Progetto AiFOS Montagna – Consigliere Nazionale AiFOS 

Stefano Farina – Referente Progetto AiFOS Costruzioni – Consigliere Nazionale AiFOS  

 

[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

SICUREZZA NELL’UTILIZZO DI FUOCHI D’ARTIFICIO: CONTROLLO E ISPEZIONE

Una circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, fa il punto sugli aspetti legati alla sicurezza nell’ambito della produzione, trasporto ed utilizzo di Fuochi d’Artificio.

Articolo di Stefano Farina

Con una specifica circolare di data 11 maggio 2018 [n. 557/PAS/XV.H.MASS(6)] il Ministero dell’Interno ha fatto il punto sugli aspetti legati alla sicurezza nell’ambito della produzione, trasporto ed utilizzo di Fuochi d’Artificio.

 

In particolare la Circolare, avente come oggetto: Fabbriche e depositi di fuochi d’artificio ex art. 47 TULPS. Attività di monitoraggio, controllo e ispezione, partendo dal presupposto che con l’approssimarsi della stagione estiva, durante la quale è più frequente l’impiego di prodotti pirotecnici in occasione di eventi pubblici a carattere locale, sottolinea l’esigenza di assicurare la più accurata ed attenta vigilanza a tutela della pubblica e privata incolumità.

Naturalmente la Circolare è indirizzata ai soggetti che devono effettuare i controlli e la vigilanza, ma al suo interno affronta in maniera dettagliata tutti gli aspetti che devono essere considerati nel “ciclo di vita” dei fuochi d’artificio.

Vediamo in dettaglio quanto previsto:

  • verifica che i titolari di licenza di fabbriche e depositi presenti sul territorio osservino scrupolosamente la normativa tecnica ed amministrativa di settore.
  • effettuazione di opportuni ed adeguati controlli mirati ad accertare la puntuale osservanza delle regole da parte dei titolari delle licenze di fabbricazione (rilasciate dal Prefetto ex art. 47 T.U.L.P.S), con l’ausilio eventuale di personale appartenente al nucleo artificieri.

Per quanto riguarda tali aspetti è interessante il richiamo al contenuto della circolare n. 557/PAS/U/010964/XV.H.MASS(77)SM del 05.07.2016, a firma del Capo della Polizia — Direttore Generale della P.S., con la quale erano state diramate le “Linee guida per le Commissioni Tecniche Territoriali in sede di sopralluogo ispettivo presso fabbriche e depositi di fuochi d’artificio“, pubblicate sul sito istituzionale della Polizia di Stato.

Tali linee guida costituiscono un utile manuale operativo, completo di una lista di controlli che agevola le verifiche in corso di sopralluogo, nel quale sono compendiate le nozioni fondamentali in tema di idoneità ed operatività delle strutture operanti nella fabbricazione e deposito dei fuochi d’artificio con particolare riferimento agli aspetti attinenti alla sicurezza di dette attività.

  • Attuazione di una mirata campagna di sensibilizzazione, attraverso comunicazioni volte a richiamare l’attenzione sugli obblighi previsti dalle vigenti disposizioni e dalle eventuali ulteriori prescrizioni imposte all’atto del rilascio delle licenze a mente dell’art. 9 T.U.L.P.S.

Riguardo a tale campagna viene inoltre consigliata la diffusione dei contenuti dell’opuscolo dell’INAIL dal titolo: Indicazioni operative per le aziende del settore pirotecnico.  

Tale opuscolo – frutto della collaborazione tra l’Inail, il Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, la Direzione armamenti terrestri del Segretariato generale della Difesa/DNA e il Dipartimento della Pubblica sicurezza, Ufficio per l’amministrazione generale del Ministero dell’interno – alla luce dell’analisi delle principali criticità, intende fornire alcune indicazioni sulla gestione dei rischi più rilevanti e sull’attuazione degli aspetti normativi in termini di salute e sicurezza dei lavoratori, inclusa l’implementazione delle specifiche norme di prevenzione incendi.

 

 

 

L’opera di sensibilizzazione dovrà inoltre riguardare la necessità di:

  1. osservare scrupolosamente i limiti di carico di materiali esplodenti e dei prodotti pirotecnici stabiliti nelle rispettive licenze;
  2. provvedere, senza ritardo e nel rispetto delle cautele imposte dalla legge e dagli altri obblighi di diligenza, al trasferimento dei prodotti finiti dai laboratori di fabbricazione ai locali di deposito;
  3. dare scrupolosa attuazione agli obblighi di registrazione delle materie prime e dei prodotti finiti stabiliti dall’art. 55 T.U.L.P.S.;
  4. attenersi al rigoroso rispetto delle metodologie e regole tecniche di lavorazione;
  5. assicurare che la manipolazione dei prodotti e delle materie esplodenti siano effettuate esclusivamente da soggetti in possesso della capacità tecnica di cui all’art. 101 del R.D. n. 635/1940, eventualmente coadiuvati da collaboratori adeguatamente formati allo scopo.
  • Approfondito controllo delle licenze di trasporto rilasciate agli operatori di settore, al fine di monitorare se vi sia una sproporzione tra la quantità di prodotti che una struttura è autorizzata a fabbricare o detenere e il totale dei quantitativi di prodotti movimentati per l’allestimento di spettacoli pirotecnici autorizzati ai sensi dell’art. 57 T.U.L.P.S., o per il rifornimento di altri depositi.

 

Un ulteriore aspetto di riflessione riguarda inoltre la sensibilizzazione dei Sindaci che rivestono la qualità di Autorità di Pubblica Sicurezza, affinché il rilascio delle prescritte licenze per lo svolgimento degli spettacoli pirotecnici ex art. 57 T.U.L.P.S. avvenga nel più rigoroso rispetto delle norme di sicurezza, dando sempre preventiva informazione al Questore, al Dirigente del locale Commissariato di Polizia ovvero al Comandante della Stazione dei Carabinieri.

 

Partendo da questo ultimo aspetto indicato nella Circolare, nell’ottica di una corretta la progettazione della sicurezza degli eventi, vogliamo inoltre soffermarci ad approfondire alcuni aspetti legati all’organizzazione e gestione eventi e per fare ciò riprendiamo in linea generale quelle che sono le indicazioni presenti nelle citate linee guida e nella bibliografia tecnica:

                   Area di Sparo

È l’area in cui vengono posizionati gli artifici destinati allo spettacolo pirotecnico ed i loro eventuali mezzi di lancio.

L’area di sparo:

  • deve essere opportunamente delimitata con apposita segnaletica e, se ritenuto necessario, cintata;
  • in ogni caso deve esservi vietato l’accesso del pubblico;
  • gli artifici dovranno esservi disposti in modo da evitare reciproche influenze con possibilità di accensioni accidentali.

 

Distanza di sicurezza per il pubblico:   

Essa è determinata in base al calibro degli artifici impiegabili e in base al tipo degli stessi – fuochi a terra e fuochi aerei – e va da 30 m. a 200 m.

Tali indicazioni trovano applicazione anche in caso di utilizzo degli articoli pirotecnici muniti della marcature CE salvo che il fabbricante imponga distanze di sicurezza superiori.

Anche per l’impiego di articoli il cui calibro superi   quelli massimi indicati calibro 210  mm  per  i  cilindrici  e  calibro  400  mm  per  gli  sferici) si dovrà applicare la distanza più cautelativa, quindi maggiore, che emerga dal raffronto della distanza massima pari a 200 m e quella indicata ovvero ricavabile dai dati della relativa etichetta.

In mancanza di tali indicazioni acquisibili dall’etichetta, il pirotecnico dovrà  provvedere  all’allestimento  tenendo  conto  delle  distanze  minime di sicurezza risultanti da idonea documentazione relativa ai prodotti che s’intendono utilizzare,  fornita  dall’Ente  Notificato.

E’ evidente che il pirotecnico concorre in maniera determinante, con le conseguenti connesse responsabilità, al corretto allestimento dello spettacolo pirotecnico ed al rispetto delle distanze di sicurezza dall’area di sparo in relazione alle necessarie valutazioni sulle condizioni concrete dei siti prescelti.

Resta ferma, in ogni caso, la facoltà della competente Autorità di P.S. di innalzare le distanze di sicurezza (che sono da considerarsi come limiti minimi) sotto forma di prescrizioni ex art 9 T.U.L.P.S.

Per una migliore comprensione, riportiamo di seguito uno schema riassuntivo relativo alle distanze di sicurezza: ( tratto da www.vigilfuoco.it/sitiVVF/ascolipiceno/Ing. Mauro Malizia – FUOCHI ARTIFICIALI – NORMATIVA DI SICUREZZA )

Zona  di  sicurezza:

E’  lo  spazio  posto  tra  l’area  di  sparo  e  le  zone  aperte  al  pubblico,  in  esso  non  è  consentito  l’accesso  o  la  sosta  al  pubblico  ma  solo  di  un’aliquota di personale preposto al soccorso pubblico in grado di intervenire anche nell’area di sparo in caso di incidente.

Gli edifici, le costruzioni e le strutture di qualsiasi genere esistenti non devono essere abitate o frequentate durante lo svolgimento dello spettacolo e devono essere sufficientemente distanti per non subire danni.

 

Ricordiamo infine che la necessità di consapevolezza e conoscenza dei pericoli, la corretta valutazione dei rischi ed il rispetto delle regole in questo settore è certamente un elemento cardine della prevenzione, anche perché – come evidenziato dall’INAIL – il settore dei prodotti pirotecnici, sebbene costituisca un comparto circoscritto in termini di numero di aziende e addetti, rientra tra quelli più rischiosi nel quale si sono verificati incidenti con infortuni quasi sempre mortali, anche plurimi.

 

 

Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS – Referente Nazionale Progetto AiFOS Costruzioni

 

 

 

[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

Circolare Gabrielli Safety

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CIRCOLARE 7 giugno 2017 – NR. 555/OP/0001991/2017/1

La Circolare Gabrielli – www.circolaregabrielli.it

ASPETTI SAFETY della Circolare Gabrielli

[ESTRATTO]

I recenti fatti di Torino hanno posto in evidenza la necessità di qualificare – nell’ambito del processo di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni – gli aspetti di Safety, quali i dispositivi e le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone e quelli di Security, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai fini dell’individuazione delle migliori strategie operative.

In tale ambito, per quanto riguarda le misure attinenti la Safety – facendo salve le competenze degli organismi previsti dalla normativa di settore, quali le Commissioni Provinciali e Comunali di Vigilanza sui pubblici spettacoli, nonché le competenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), del Centro Operativo Misto (C.O.M.) e del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) – dovranno essere accertate le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza:

  • capienza delle aree di svolgimento dell’evento, per la valutazione del massimo affollamento sostenibile, in particolare, per quanto concerne le iniziative programmate in aree pubbliche di libero accesso, al fine di evitare sovraffollamenti che possano compromettere le condizioni di sicurezza, gli organizzatori dovranno essere invitati a regolare e monitorare gli accessi, ove possibile anche mediante sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso fino all’esaurimento della capacità ricettiva dell’area interessata, che sarà interdetta già nella zona di rispetto anche con l’ausilio delle forze di polizia;
  • percorsi separati di accesso all’area e deflusso del pubblico con indicazione dei varchi;
  • piani di emergenza e di evacuazione, anche con l’approntamento dei mezzi antincendio, predisposti dall’organizzazione dell’evento, con esatta indicazione delle vie di fuga e correlata capacità di allontanamento in forma ordinata;
  • suddivisione in settori dell’area di affollamento, in relazione all’estensione della stessa, con previsione di corridoi centrali e perimetrali all’interno, per le eventuali emergenze ed interventi di soccorso;
  • piano di impiego, a cura dell’organizzazione, di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico;
  • spazi di soccorso, raggiungibili dai mezzi di assistenza, riservati alla loro sosta e manovra;
  • spazi e servizi di supporto accessori, funzionali allo svolgimento dell’evento o alla presenza di pubblico;
  • previsione a cura della Componente dell’Emergenza e Urgenza Sanitaria di un’adeguata assistenza sanitaria, con individuazione di aree e punti di primo intervento, fissi o mobili, nonché indicazione dei nosocomi di riferimento e loro potenzialità di accoglienza e specialistica;
  • presenza di impianto di diffusione sonora e/o visiva, per preventivi e ripetuti avvisi ed indicazioni al pubblico da parte dell’organizzatore o delle autorità, concernenti le vie di deflusso e i comportamenti da tenere in caso di eventuali criticità;
  • valutazione di provvedimenti finalizzati al divieto di somministrazione e vendita di alcolici e altre bevande in bottiglie di vetro e lattine, che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità.

Per saperne di più: www.circolaregabrielli.it

 


SAFETY EVENTI

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ASPETTI ORGANIZZATIVI

Attività connesse alla realizzazione dell’evento in capo agli organizzatori

  • PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE DELL’EVENTO
    • Valutazione dei luoghi
    • Definizione normative applicabili (es. D.Lgs. 81/2008 Titolo IV, articolo 26, ecc.)
    • Identificazione dei soggetti coinvolti e degli operatori
  • PREDISPOSIZIONE DI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA
    • Piano di emergenza
    • Definizione esigenze sanitarie
    • Documentazione relativa alla formazione/informazione degli operatori
    • Piano di autocontrollo HACCP
  • OTTENIMENTO DEI PERMESSI ED AUTORIZZAZIONI
    • Commissione di Vigilanza
    • Unità territoriale 118
    • Autorizzazioni comunali
    • Questura

 

 

La Circolare Gabrielli prevede che l’organizzatore/gli organizzatori predispongano un piano di impiego di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico.

Come qualificare, formare ed informare gli OPERATORI EVENTI [denominati anche Steward Eventi] non è indicato in nessuna normativa o circolare, è pertanto compito dell’organizzatore poter dimostrare in maniera oggettiva il rispetto di questi adempimenti.

Una valutazione dei soggetti, una formazione reale, concreta, documentata, un’informazione puntale e specifica, diventano pertanto dei requisiti indispensabili per poter rispettare quanto previsto dalle normative.

La scelta dei formatori, del progetto formativo e dei relativi contenuti,
sono requisito indispensabile per la tutela dell’organizzatore e per un corretto svolgimento dell’evento.
Un errore nella valutazione può portare a conseguenze gravi (anche in ambito penale e risarcitorio) e
pertanto gli organizzatori devono poter “dormire sonni tranquilli” mediante una corretta pianificazione di
tutti gli aspetti e la scelta di partner affidabili a cui affidare la progettazione della sicurezza dell’evento
e la corretta esecuzione di tutti i passaggi legati alla safety dell’evento stesso.

Per saperne di più: www.circolaregabrielli.it

 

 

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E’ online il catalogo corsi contenente le nostre PROPOSTE PER I CENTRI DI FORMAZIONE

Le nostre proposte formative per Associazioni, Società, Enti Formativi, Ordini e Collegi Professionali,  Centri di Formazione.
La proposta prevede:

  • Modulo formativo con docente certificato secondo lo standard UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012 e/o Iscritto ai Registri Professionali Formatori;
  • Scelta della durata del modulo: 4 ore (base) o 8 ore (avanzato);
  • Per tutti i moduli avanzati e per parte di quelli base: esercitazioni d’aula con specifici materiali della serie
    I Materiali di SICURELLO.si;
  • Predisposizione dei test di fine corso;
  • Possibilità di gestione dell’intero modulo formativo (progettazione, erogazione, registrazione delle presenze, verifica di apprendimento, ecc.);
  • Possibilità di personalizzazione della locandina del modulo formativo con l’aggiunta del Vostro logo aziendale;
  • I materiali utilizzati per la lezione, nonché ulteriori documenti (facsimile, moduli, checklist, schemi tecnici ed altri supporti, approfondimenti, ecc.), verranno messi a disposizione dei partecipanti tramite la nostra piattaforma corsi
    (www.piattaformacorsi.it) e saranno scaricabili tramite nome utente e password condivisa. Accessibilità 6/12 mesi dalla data di attivazione del corso;
  • Possibilità di personalizzazione della pagina di “download materiali” della piattaformacorsi con il Vostro logo aziendale affiancato a quello di SICURELLO.si.
  • In caso dell’attivazione di più corsi sarà possibile predisporre un indirizzo del tipo nomeazienda.piattaformacorsi.it ed una maggiore personalizzazione delle pagine con logo ed indirizzo Aziendale su tutte le pagine);
  • Possibilità inserimento del momento formativo nel calendario della nostra piattaforma CORSI.in con pagina personalizzata con il Vostro logo aziendale (visibilità 6/12 mesi dalla data di attivazione del corso).
  • Ulteriori opzioni in merito a corsi e personalizzazione dei medesimi.

Fai click qui per scaricare il catalogo completo delle nostre proposte per i centri di formazione.

EVENTI FORMATIVI 
VIDEOCONFERENZE 2018 
AGGIORNAMENTO R.S.P.P. E 
COORDINATORI SICUREZZA CANTIERI


Sono stati attivati i corsi di aggiornamento 2018 per coordinatori sicurezza cantieri ed rspp tramite videoconferenza.

Ulteriori informazioni su corsi.in

Programma moduli:

 

12 gen 2018

Web 01a

AMIANTO: RISCHI E PREVENZIONI 

Web 01b

FIBRE ARTIFICIALI VETROSE (es. lana di vetro): RISCHI E PREVENZIONI 

 

26 gen 2018 

Web 02a

CANTIERI: DEMOLIZIONI E PIANO DELLE DEMOLIZIONI (prima parte) 

Web 02b
CANTIERI: DEMOLIZIONI E PIANO DELLE DEMOLIZIONI (seconda parte) 

 

16 feb 2018 

Web 03a

CANTIERI: QUALE FORMAZIONE PER I LAVORATORI? 

Web 03b

ATTREZZATURE NORMATE E NON NORMATE: QUALE FORMAZIONE PER I LAVORATORI? 

 

23 feb 2018 

Web 04a

CANTIERI: REALIZZAZIONE E MONTAGGIO DI CASE IN LEGNO (prima parte) 

Web 04b

CANTIERI: REALIZZAZIONE E MONTAGGIO DI CASE IN LEGNO (seconda parte) 

 

09 mar 2018 

Web 05a

IL DECRETO INTERMINISTERIALE 4 MARZO 2013 

Web 05b

I CANTIERI CHE COINVOLGONO LA VIABILITA’ STRADALE 

 

26 mar 2018 

Web 06a

GLI IMPIANTI ELETTRICI DI CANTIERE E LA CEI 64-17 

Web 06b

GLI IMPIANTI ELETTRICI DI CANTIERE ED IL RUOLO DEL COORD. PER LA SICUREZZA 

 

06 apr 2018 

Web 07a

CANTIERI: GLI SCAVI (prima parte) 

Web 07b

CANTIERI: GLI SCAVI E LA TAVOLA TECNICA SUGLI SCAVI (seconda parte) 

 

27 apr 2018 

Web 08a

I CANTIERI DI ALLESTIMENTO OPERE TEMPORANEE PUBBLICO SPETTACOLO ED EVENTI 

Web 08b

GESTIONE E ORGANIZZAZIONE IN SICUREZZA DEGLI EVENTI DI PUBBLICO SPETTACOLO 

 

04 mag 2018 

Web 09a

LA VALUTAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E COORDINAMENTO SICUREZZA CANTIERI 

Web 09b
LA VALUTAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E COORDINAMENTO SICUREZZA CANTIERI 

 

11 mag 2018 

Web 10a

LAYOUT DI CANTIERE E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE DELLE FASI LAVORATIVE (prima parte) 

Web 10b
LAYOUT DI CANTIERE E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE DELLE FASI LAVORATIVE (seconda parte) 

 

18 mag 2018 

Web 11a

La SICUREZZA DEI TECNICI CHE ENTRANO IN CANTIERE (prima parte) 

Web 11b

La SICUREZZA DEI TECNICI CHE ENTRANO IN CANTIERE (seconda parte) 

 

 

Tutte le videoconferenze dei sottomoduli "Web a" si tengono dalle ore 14 alle ore 16 

Tutte le videoconferenze dei sottomoduli "Web b" si tengono dalle ore 16.30 alle ore 18.30 

 

SICUREZZA EDIFICI: IL RUOLO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO
Compiti, organizzazione e responsabilità

TORINO
mercoledì 16 marzo 2016
ore 14.30 – 18.00

Sala Convegni CSI Piemonte
Corso Unione Sovietica, 216

 

Apertura dei lavori e saluti istituzionali

Prof. Rocco Vitale, Presidente AiFOS

Dott. Maurizio Gatto*, Vice Prefetto di Torino, Coordinatore del Comitato Permanente Salute e Sicurezza sul lavoro

Prof. Nicoletto Raimondo, Consigliere Nazionale AiFOS, Direttore C.F.A. Myosotis

Interventi

Prof.ssa Laura Castelletto, Dirigente scolastico
“Da Dirigente a Dirigente – Verso una gestione attiva e pianificata della sicurezza delle scuole”

Geom. Stefano Farina, Referente Nazionale AiFOS settore costruzioni
“Il rapporto tra l’Istituzione Scolastica e gli Enti Pubblici Proprietari”

Prof. Corrado Guarrasi, RSPP scolastico, responsabile RES (Rete per la Sicurezza) della Provincia di Torino
“Le criticità determinate dal coordinamento con soggetti diversi”

Domande dal pubblico e conclusioni

EVENTO GRATUITO con iscrizione obbligatoria

FAI CLICK QUI PER SAPERNE DI PIU’

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Modulo 02 LOCANDINA I venerdi di SICURELLOsi

Articolo 26: Non solo D.U.V.R.I.

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Gli obblighi connessi all’articolo 26: contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione nei vari settori (industriale, artigianale, servizi, pubblica amministrazione, …)

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I venerdì di SICURELLO.si – 2° Modulo Formativo

Trento,  venerdì 04 marzo 2016 – orario 8:30-12:30

 

Destinatari:

RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, RLS, RUP, Responsabili dei lavori, Coordinatori Sicurezza Cantieri, TPALL, Organi di Vigilanza, Consulenti, Formatori, Responsabili aziendali ufficio ordini/acquisiti.

E’ previsto il rilascio di attestato individuale valido per l’aggiornamento RSPP, ASPP, RLS, Formatori (area rischi tecnici), Coordinatori per la Sicurezza, Datori di Lavoro e Dirigenti secondo l’art. 97 comma 3 ter.

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Descrizione del momento formativo:

Nonostante la redazione del D.U.V.R.I. – documento valutazione rischi interferenti previsto dal D.Lgs. 81/2008 al comma 3 dell’articolo 26 – sia divenuta ormai una prassi consolidata, l’analisi degli infortuni ed i sopralluoghi nelle aziende dimostrano che non sempre tale documento risulta essere idoneo o i suoi contenuti correttamente applicati.

Inoltre emerge un aspetto non certamente secondario che riguarda la carente applicazione degli altri commi dello stesso articolo, in particolare quando non vi sono interferenze tra le attività.

Non sempre il Committente dei lavori ed il Datore di Lavoro ove tali opere vengono eseguite sono lo stesso soggetto o la stessa persona. In questo caso come ci si deve comportare sia in caso di attività interferenti che nel caso non vi siano interferenze?

Il momento formativo intende analizzare questi ed altri aspetti, proponendo un approfondimento delle varie tematiche con lo studio di situazioni tipiche e presentando alcune proposte operative.

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DOWNLOAD:

oppure

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Modulo01 LOCANDINA I venerdi di SICURELLOsi

CANTIERI: Quale formazione, informazione ed addestramento sono necessari per i lavoratori

 

Cosa prevede la normativa vigente, quali gli adempimenti obbligatori, quali le scadenze, come documentare correttamente quanto fatto in materia di addestramento dei lavoratori

 

I venerdì di SICURELLO.si – 1° Modulo Formativo

Trento,  venerdì 05 febbraio – orario 8:30-12:30

 

Destinatari:

RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, RLS, RUP , Responsabili dei lavori, Coordinatori Sicurezza Cantieri, TPALL, Consulenti, Formatori, Responsabili aziendali ufficio del personale.

E’ previsto il rilascio di attestato individuale valido per l’aggiornamento RSPP, ASPP, RLS, Formatori (area rischi tecnici), Coordinatori per la Sicurezza, Datori di Lavoro e Dirigenti secondo l’art. 97 comma 3 ter.

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Descrizione del momento formativo:

Il D.Lgs. 81/2008 e le sue successive modificazioni e integrazioni prevedono l’obbligo – per il datore di lavoro – di formare, informare ed addestrare i lavoratori.
Ma quali sono gli obblighi effettivi da considerare?

Alcune risposte sono arrivate dall’approvazione degli Accordi Stato Regioni in materia di formazione dei lavoratori, dirigenti e preposti e da quelli relativi all’utilizzo di alcune attrezzature.

Altre risposte sono inserite in normative specifiche (esempio: montaggio ponteggi, posa segnaletica su strade aperte al traffico, spazi confinati, ecc.).

Ma per le attrezzature non previste negli accordi che si deve fare?

E cosa dobbiamo fare per le altre situazioni di lavoro (esempio casseratura solai, attività con rischi di caduta dall’alto, montaggio trabattelli, utilizzo scale portatili, ecc.)?  In questo caso gli  obblighi sono invece meno evidenti e quasi sottointesi, pur essendo altrettanto importanti, ma il datore di lavoro come si deve attivare?

Il momento formativo vuole, in modo chiaro ed univoco, illustrare tutti gli obblighi in capo al datore di lavoro, fornendo risposte chiare e strumenti concreti per operare nel rispetto della normativa e dalla salute e sicurezza dei lavoratori.

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DOWNLOAD:

oppure

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Guarda l’intervista al Geom. Stefano Farina in occasione di MADE EXPO sul tema “Nuove metodologie di formazione per la sicurezza nel settore delle costruzioni” (Padova, novembre 2010)

 

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Modulo 04 LOCANDINA I venerdi di SICURELLOsi

Dall’AMIANTO alle FIBRE ARTIFICIALI VETROSE: Rischi e Prevenzioni

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Dove possiamo ancora trovare l’amianto e quali sono i rischi dovuti alla presenza di Fibre Artificiali Vetrose all’interno degli ambienti di lavoro. Quali le procedure e le prevenzioni da adottare?

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I venerdì di SICURELLO.si – 4° Modulo Formativo

Trento,  venerdì 13 maggio 2016 – orario 8:30-12:30

 

Destinatari:

RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, RLS, RUP, Responsabili dei lavori, Coordinatori Sicurezza Cantieri, TPALL, Organi di Vigilanza, Consulenti, Formatori, Tecnici di Cantiere, Responsabili aziendali Ufficio Tecnico.

E’ previsto il rilascio di attestato individuale valido per l’aggiornamento RSPP, ASPP, RLS, Formatori (area rischi tecnici), Coordinatori per la Sicurezza, Datori di Lavoro e Dirigenti secondo l’art. 97 comma 3 ter.

 

Descrizione del momento formativo:

Da anni ormai si parla di bonifica dell’amianto, ma a tutt’oggi la valutazione del rischio molte volte è limitata alla verifica della presenza dei classici pannelli in fibrocemento o dei rivestimenti isolanti delle tubazioni.

L’amianto invece è presente in decine di prodotti e non sempre questa presenza viene correttamente valutata. Ne consegue che l’esposizione per tecnici e lavoratori è elevata con elevato rischio di contrarre una malattia invalidante o mortale.

Anche alcuni tipi di fibre artificiali vetrose risultano essere cancerogene. A anche in questo caso non sempre ne viene correttamente valutata la presenza ed di conseguenza vengono omesse le necessarie ed idonee misure di tutela. Quali tipologie di fibre devono essere gestite in ambito sicurezza ed in che modo?

I documenti della sicurezza sono idonei alla prevenzione delle malattie professionali derivanti dalla presenza di queste sostanze negli ambienti di lavoro (industrie, aziende, uffici, magazzini e depositi)?

Nei cantieri di demolizione e ristrutturazione è stata fatta una preventiva e corretta valutazione della presenza di queste fibre? Ed in agricoltura?

Il momento formativo intende illustrare obblighi, responsabilità ed adempimenti in capo al Datore di Lavoro, all’RSPP, ai Responsabili dei lavori ed ai Coordinatori per la sicurezza.

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DOWNLOAD:

oppure

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Guarda l’intervista di PUNTOSICURO al Geom. Stefano Farina ed al Dott. Paolo Varesi (componente della Commissione Consultiva, ex art. 6 del D.Lgs. 81/2008) sul tema “Amianto nei cantieri ed in agricoltura” (Bologna, ottobre 2015)

 

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Modulo 05 LOCANDINA I venerdi di SICURELLOsi

 

IL CANTIERE E LA GESTIONE DI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DELLA SICUREZZA

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Per tutte le attività svolte nei cantieri temporanei o mobili è necessario predisporre una specifica documentazione per la sicurezza. Ma non sempre è chiaro quali documenti vadano predisposti e soprattutto chi e come devono essere controllati e conservati.

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I venerdì di SICURELLO.si – 5° Modulo Formativo

Trento,  venerdì 10 giugno – orario 8:30-12:30

 

Destinatari:

RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, RLS, RUP , Responsabili dei lavori, Coordinatori Sicurezza Cantieri, TPALL, Organi di Vigilanza, Consulenti, Formatori, Tecnici di Cantiere, Responsabili aziendali Ufficio Tecnico.

E’ previsto il rilascio di attestato individuale valido per l’aggiornamento RSPP, ASPP, RLS, Formatori (area rischi tecnici), Coordinatori per la Sicurezza, Datori di Lavoro e Dirigenti secondo l’art. 97 comma 3 ter.

 

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Descrizione del momento formativo:

La documentazione relativa alla sicurezza di cantiere non deve essere vista come un mero obbligo normativo, ma un’opportunità di corretta valutazione dei rischi all’interno del cantiere ed un notevole miglioramento delle condizioni lavorative e di conseguenza una riduzione dei tempi di lavoro.

Effettivamente numerosi sono i documenti e gli adempimenti ai quali i Datori di Lavoro, i Responsabili dei Lavori ed i Coordinatori della Sicurezza devono sottostare ed ai quali devono ottemperare. Una buona predisposizione dei materiali necessari ed una loro corretta gestione, rende di fatto più facile il rispetto di questi adempimenti e migliora la sicurezza del cantiere.

Molte volte vengono prodotti documenti inutili od inutilizzabili rendendo necessario “rimettere mano più volte” allo stesso documento o rischiando di non aver valutato correttamente la situazione lavorativa.

Anche l’aspetto sanzionatorio per documenti carenti o inidonei non può essere sottovalutato sia in caso di sopralluogo dell’Organo di Vigilanza, sia (a maggior ragione) in caso di infortunio.

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DOWNLOAD:

oppure

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FIREST - TRIESTE

Articolo 26: Non solo D.U.V.R.I.

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Gli obblighi connessi all’articolo 26: contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione nei vari settori (industriale, artigianale, servizi, pubblica amministrazione, …)

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I CORSI di SICURELLO.si
Trieste,  martedì 17 maggio 2016 – orario 9:00-13:00 / 14:00-18:00

 

dal sito FIREST:

FIREST-LOGO

Articolo 26: non solo D.U.V.R.I.

Gli obblighi connessi all’articolo 26: contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione nei vari settori.

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni al corso “Articolo 26: non solo D.U.V.R.I.” valido come aggiornamento per ASPP, RSPP, RLS, Coordinatori Sicurezza Cantieri e Formatori in programma a Trieste presso la nostra sede il giorno 17 Maggio 2016.

Articolo 26: non solo D.U.V.R.I.

Di seguito è possibile scaricare il programma dettagliato del corso ed il modulo di iscrizione.

Vai sul sito FIREST per maggiori informazioni

ACOST TRENTO

ACOST MODULO 04 – Trento, 30 settembre 2016 – orario: 14:30-18:30

Il Decreto Interministeriale 4 marzo 2013

I fattori esterni connessi alla presenza di traffico veicolare che comportano rischi per il cantiere ed il decreto interministeriale 4 marzo 2013 relativo alla sicurezza nella posa segnaletica stradale: quali risvolti per l’attività del coordinatore in fase progettuale e durante l’esecuzione dei lavori (non solo stradali).

La normativa vigente, i contenuti dei documenti della sicurezza (PSC, POS, DVR,…), le valutazioni in capo al coordinatore per la sicurezza, verifiche e controlli.

 

docente: Geom. Stefano Farina

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APRI LA SCHEDA DEL MOMENTO FORMATIVO

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ACOST TRENTO

ACOST MODULO 05 – Trento, 18 novembre 2016 – orario: 14:30-18:30

Il Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i.: Analisi del decreto a otto anni dalla sua pubblicazione.  (contenuto orientativo dell’intervento in corso di definizione)

La normativa vigente, gli approfondimenti nell’ambito cantieri, i dubbi applicativi, dalla voce di chi ha vissuto la stesura del decreto in prima persona.

 

 

docente: Dott. Lorenzo Fantini

codocente: Geom. Stefano Farina

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APRI LA SCHEDA DEL MOMENTO FORMATIVO

 

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SICURELLO.si

I CORSI di SICURELLO.si

I CANTIERI DI ALLESTIMENTO OPERE TEMPORANEE PUBBLICO SPETTACOLO ED EVENTI

 

I corsi di SICURELLO.si

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Analisi della normativa, le figure della sicurezza, obblighi e responsabilità, proposte operative e tecniche.

 

 

Destinatari:

RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, RLS, RUP , Responsabili dei lavori, Coordinatori Sicurezza Cantieri, TPALL, Consulenti, Formatori, Committenti, Agenzie Spettacolo.

E’ previsto il rilascio di attestato individuale valido per l’aggiornamento RSPP, ASPP, RLS, Formatori (area rischi tecnici), Coordinatori per la Sicurezza, Datori di Lavoro e Dirigenti secondo l’art. 97 comma 3 ter.

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Descrizione del momento formativo:

Il Decreto 22 luglio 2014, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, ha modificato quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 nell’ambito degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche.

 

Il momento formativo vuole, in modo chiaro ed univoco, illustrare tutti gli obblighi in capo al datore di lavoro, fornendo risposte chiare e strumenti concreti per operare nel rispetto della normativa e dalla salute e sicurezza dei lavoratori.


SICURELLO.si

Oltre ad aver partecipato in qualità di docente o relatore a vari momenti formativi e divulgativi sul tema (Bologna, Brescia, Cagliari, Maranello, …), il docente ha una pregressa esperienza in questo ambito ed ha recentemente partecipato come Responsabile dei Lavori, Coordinatore per la sicurezza, Responsabile della Gestione Emergenze, alla realizzazione dell’evento TED X TRENTO SALON ai piedi delle Pale di San Martino – Dolomiti UNESCO.

TED x Trento Salon - PALE DI SAN MARTINO

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ACOST TRENTO 6 MAGGIO 2015 - Dott.ssa Antonella Grange 

ACOST MODULO 03
Trento, 06 maggio 2016 
orario: 14:30-18:30

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Safety Leadership e Comunicazione efficace. Motivazione dei soggetti nell’attuazione delle strategie di sicurezza.

Teorie e tecniche di comunicazione, orientate alla risoluzione di problemi e alla cooperazione; teorie di gestione dei gruppi e leadership.

Il D.Lgs. 81/2008 ha introdotto, nei contenuti della formazione dei coordinatori, gli aspetti legati a comunicazione e leadership. I coordinatori che hanno effettuato la loro attività formativa prima del 2008 non sempre hanno approfondito tali fattori che risultano fondamentali nei rapporti tra tutti i soggetti. Il modulo intende affrontare ed approfondire quanto previsto dalla normativa nell’ottica del coordinamento cantieri.

docente: Dott.ssa Antonella Grange
codocente: Geom. Stefano Farina

ACOST TRENTO

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ACOST TRENTO  - Geom. Stefano Farina

ACOST MODULO 02
Trento, 22 marzo 2016
orario: 14:30-18:30

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Attività del coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva: il controllo del cantiere.

Analisi dell’attività del coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva con la visita di un cantiere complesso.

docente: Geom. Stefano Farina

 

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ACOST TRENTO  - Geom. Stefano Farina 

ACOST MODULO 01
Trento, 19 febbraio 2016
orario: 14:30-18:30

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La valutazione degli spazi confinati in cantiere: dal P.S.C. al coordinamento in fase esecutiva.

Identificazione degli spazi confinati, prescrizioni e prevenzioni, procedure di lavoro, soggetti coinvolti, controllo della documentazione, le attrezzature utilizzabili (in aula verrà posizionato un tripode con arganello e sistema di trattenuta per meglio far comprendere le problematiche relative alla gestione).

docente: Geom. Stefano Farina

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