Geometra Stefano Farina & SEIDUESEI.org S.r.l.


SICUREZZANETWORK è...


Fai Click Qui per entrare

protezione civile

 

È stata pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 47:2018 in materia di Protezione Civile.
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e Città di Lissone, è stato elaborato dal Tavolo “Sistema di Protezione Civile Locale” e si compone di due sezioni:

  • UNI/PdR 47.1 “Protezione Civile – Linee guida tecnico-organizzative per un sistema di Protezione Civile locale”;
  • UNI/PdR 47.2 “Protezione Civile – Sistemi di gestione per la Protezione Civile”.

PRASSI DI RIFERIMENTO UNI-PdR 47 2018

L’obiettivo della prima parte della UNI/PdR è quello di:

  • definire le linee guida tecnico-organizzative relative all’attivazione di un sistema di Protezione Civile locale, individuando le caratteristiche che tale sistema dovrebbe avere per potersi facilmente integrare e per operare nel contesto socio-territoriale;
  • delineare una cornice metodologica uniforme sui sistemi di protezione civile delle organizzazioni deputate a tale funzione e fornire una guida alle singole Organizzazioni;
  • favorire l’omogeneità e la compatibilità fra Organizzazioni confinanti o comunque deputate ad attività coordinate nell’ambito della protezione civile;
  • individuare le caratteristiche che un sistema di protezione civile deve avere per potersi facilmente integrare e operare nel contesto socio-territoriale, consentire alle Organizzazioni che la applicano di conoscere i rischi che gravano sul proprio territorio, di svolgere le proprie funzioni in caso di Emergenza e di erogare verso la popolazione il servizio di protezione civile in maniera efficace, sia in normalità, sia in situazioni di emergenza.

PRASSI DI RIFERIMENTO UNI-PdR 47 2018

La parte seconda della prassi di riferimento, invece, definisce un sistema di gestione della protezione civile che consente a un’organizzazione di sviluppare e attuare politiche e obiettivi che tengano conto delle buone pratiche, nonché delle prescrizioni legali e tecniche in vigore. Il documento non fornisce comunque criteri specifici di prestazione delle strutture di protezione civile, né requisiti dettagliati per la progettazione di un servizio di protezione civile.

In sostanza la prassi di riferimento è applicabile da qualunque organizzazione che desideri realizzare un Sistema di Gestione della Protezione Civile per controllare e ridurre i rischi presenti sul territorio, anche in rapporto alle Organizzazioni confinanti il cui territorio possa risultare esposto a rischi simili o connessi, nonché attuare, mantenere e migliorare continuamente il proprio Sistema di Gestione della Protezione Civile.

Si ricorda che le prassi di riferimento – ora scaricabili dal Catalogo online – sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

 

Per saperne di più sulla normativa in materia di PROTEZIONE CIVILE (Decreto Legislativo 2 gennaio 2018 nr. 1) visita il nostro portale della protezione civile


Codice_Protezione_Civile_DLgs_1-2018

Norma numero : UNI/PdR 47.1:2018
Titolo : Protezione civile – Linee guida tecnico-organizzative per un sistema di Protezione Civile locale

Data entrata in vigore : 26 ottobre 2018
 
Sommario : La prassi di riferimento UNI/PdR 47 è strutturata in 2 sezioni, numerate da 1 a 2.
Il presente documento definisce le linee guida tecnico-organizzative relative all’attivazione di un sistema di Protezione Civile locale, individuando le caratteristiche che tale sistema dovrebbe avere per potersi facilmente integrare e per operare nel contesto socio-territoriale.
La prassi di riferimento, inoltre, ha lo scopo di delineare una cornice metodologica uniforme sui sistemi di protezione civile delle organizzazioni deputate a tale funzione, di fornire una guida alle singole organizzazioni e, infine, di favorire l’omogeneità e la compatibilità fra organizzazioni confinanti o comunque deputate ad attività coordinate nell’ambito della protezione civile
 
PRASSI DI RIFERIMENTO UNI-PdR 47 2018

Norma numero : UNI/PdR 47.2:2018
Titolo : Protezione civile – Sistemi di gestione per la Protezione Civile

Data entrata in vigore : 26 ottobre 2018

Sommario : La prassi di riferimento UNI/PdR 47 è strutturata in 2 sezioni, numerate da 1 a 2.
La sezione 2 definisce un Sistema di Gestione della Protezione Civile che consente ad un’Organizzazione di sviluppare e attuare politiche e obiettivi che tengano conto delle buone pratiche, nonché delle prescrizioni legali e tecniche in vigore
 
PRASSI DI RIFERIMENTO UNI-PdR 47 2018

 

[Fonte: UNI.com]

Si è tenuto martedì 25 settembre presdo la sede di Confcommercio nord Sardegna di Olbia il Convegno: Protezione Civile tra eventi e pubbliche manifestazioni.

Si è trattato del terzo evento della serie iniziata a fine maggio a Cagliari e bella quale si era parlanto di #circolareGabrielli e #direttivaMorcone, proseguita a luglio a Sassari con l’appena pubblicata #direttivaeventi, mentre in questo ultimo incontro è stata introdotta anche la #CircolareProtezioneCivile che ha chiarito il ruolo dei #VolontariDiProtezioneCivile.

Tre eventi nei quali il relatore Geom. Stefano Farina ha cercato di far comprendere che la base di partenza è quella della #normativa e non quella della consuetudine o delle scelte del singolo (sia esso organizzatore o funzionario con in capo responsabilità decisionali), che con la norma nulla hanno a che fare.

Volontariato: firmata la circolare sull’attivazione e l’impiego delle organizzazioni nelle manifestazioni pubbliche

6 agosto 2018

Il documento definisce le attività che possono essere svolte dai volontari e quelle non consentite

Il Capo del Dipartimento, Angelo Borrelli, ha adottato una circolare sull’impiego del volontariato organizzato di protezione civile nelle manifestazioni pubbliche.

Il documento, precedentemente condiviso con le Regioni e le Province Autonome, l’ANCI e la Consulta del Volontariato di protezione civile, integra la recente Direttiva del Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno del 18 luglio, che ha ridefinito, in via generale, i modelli organizzativi e procedurali per garantire la sicurezza delle manifestazioni pubbliche.

La circolare del Capo del Dipartimento stabilisce che il Volontariato organizzato di protezione civile può essere impiegato esclusivamente per svolgere attività di natura organizzativa e di assistenza alla popolazione e non deve interferire con i servizi di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Vengono previste due modalità di intervento, a seconda che esso operi come struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile o, in alternativa, che intervenga in via di una relazione diretta con gli organizzatori degli eventi.

Nel primo caso si interviene in quegli eventi che, per entità, rilevanza o altre peculiari caratteristiche, richiedono l’assunzione, in capo alle Autorità pubbliche preposte, di specifiche misure per la gestione delle attività, disciplinate dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012 che li definisce ‘eventi a rilevante impatto locale’. Si tratta di una specifica attività di protezione civile e l’intervento del volontariato risponde alle regole e prassi che si applicano solitamente, anche in emergenza.

Diversamente, le organizzazioni che, per statuto, possono operare anche in settori diversi da quello di protezione civile, possono svolgere specifiche attività richieste dagli organizzatori delle manifestazioni pubbliche, nel quadro di una relazione diretta tra i due soggetti. L’intervento, in questo caso, si svolge in un ambito che non ricade all’interno delle regole della protezione civile.

La circolare definisce quali attività possono essere svolte dai volontari di protezione civile nelle manifestazioni pubbliche e quali, invece, non sono consentite, richiamando in forma sistematica la normativa vigente.

L’emanazione della circolare è stata sollecitata dal momento che, con la stagione estiva, la richiesta di impiego delle organizzazioni di volontariato in manifestazioni pubbliche di ogni genere è molto elevata, e si propone di chiarire ruoli e responsabilità per consentire, se ne ricorrano i presupposti, un intervento del volontariato rispettoso della grande professionalità e del ruolo specifico degli operatori, all’interno di un contesto di sicurezza.

 

 


[Di seguito anche l’approfondimento tratto dal sito della Protezione Civile Emilia Romagna ]

Attivazione e impiego del volontariato nelle manifestazioni pubbliche, Direttiva del Dipartimento

Il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha emanato una Direttiva che si propone di precisare le modalità di attivazione e di impiego del volontariato nelle manifestazioni pubbliche. Frutto del confronto con rappresentanze delle Regioni, delle Province autonome, dell’Anci e dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, il testo porta la data del 6 agosto 2018.

Viene, innanzitutto, ribadito che non rientrano nell’azione di protezione civile gli interventi e le opere per eventi programmati o programmabili in tempo utile, che possano determinare criticità organizzative (riunioni, cortei, raduni, eventi in piazza, spettacoli…). L’articolo 16 del Codice della protezione civile (D.Lgs 1/2018) specifica che il volontariato, su richiesta delle autorità di protezione civile competenti, può assicurare il proprio supporto limitatamente ad aspetti di natura organizzativa e di assistenza alla popolazione, senza mai interferire con l’approntamento e l’attuazione dei servizi che attengono alle competenze della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La Direttiva procede, poi, a specificare due tipologie: la partecipazione delle organizzazioni di volontariato in ambiti non riconducibili a scenari di protezione civile, e la partecipazione in qualità di struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile.

Nel primo caso, il volontariato di protezione civile può legittimamente svolgere specifiche attività richieste dagli organizzatori della manifestazione pubblica, fatte salve le disposizioni in materia fiscale, solo qualora esse risultino lecitamente eseguibili a cura dei propri aderenti (i volontari devono disporre delle abilitazioni o certificazioni richieste) e siano compatibili e coerenti con l’oggetto associativo statutariamente definito.

Non trattandosi di svolgimento di attività di protezione civile, è esclusa l’applicazione dei benefici previsti dal Codice (artt. 39 e 40), sia da parte del Dipartimento che della Regione interessata. È inoltre escluso l’utilizzo di loghi, stemmi ed emblemi riconducibili alla protezione civile; i volontari dovranno indossare specifiche pettorine o abiti forniti dall’organizzazione, in modo da essere chiaro che l’attività è svolta nell’ambito dell’evento e non in qualità di volontariato di protezione civile.

Nel secondo caso, si fa riferimento a eventi che, per entità, rilevanza o altre caratteristiche, richiedono l’assunzione in capo alle Autorità pubbliche di specifiche misure volte a garantire una gestione ordinata dell’evento. In tali circostanze (“evento a rilevante impatto locale”), è possibile la mobilitazione del volontariato di protezione civile. La Regione avrà cura di verificare la rispondenza delle richieste rispetto ai compiti che i volontari sono chiamati a svolgere; in tal caso, l’applicazione dei benefici resta subordinata al rispetto delle eventuali procedure regionali.

La Direttiva, specifica, inoltre quali attività possono essere svolte e quali no.

Sì a supporto organizzativo alle attività amministrative e di segretaria, ad attività socio-assistenziali, al soccorso e all’assistenza sanitaria, alla predisposizione e somministrazione di pasti, all’informazione alla popolazione.

Al contrario, non possono essere svolte dal volontariato di protezione civile le seguenti mansioni: servizi di controllo agli ingressi di spettacoli (riservati alle guardie giurate e al personale iscritto all’apposito registro prefettizio); servizi di controllo degli accessi e di instradamento (riservati agli steward); servizi di assistenza sussidiaria nei porti, aeroporti e nelle stazioni ferroviarie (riservati agli istituti di vigilanza o alle guardie giurate); servizi di vigilanza; protezione delle aree interessate dall’evento, mediante controlli e bonifiche; controlli nelle aree di rispetto e/o prefiltraggio; adozione di impedimenti fisici al transito di veicoli. Ulteriore puntualizzazione: al volontariato di protezione civile è totalmente preclusa la facoltà di svolgere servizi di polizia stradale e regolazione del traffico.

Se all’organizzazione di volontariato venisse richiesta la disponibilità ad occuparsi del servizio antincendio, occorrerà verificare la rispondenza dei servizi richiesti con le effettive competenze disponibili, e comunque non si dovrà fare alcun riferimento ad attività di protezione civile, essendo fra gli scopi sociali solo l’antincendio boschivo, ferme restando le competenze esclusive del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

 

Leggi il documento 6 agosto 2018 Circolare DPCVSN-45427 del 6agosto2018 su limiti impiego volontariato

Pubblicato sulla GAZZETTA UFFICIALE del 22 gennaio 2018 il
DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 1
Codice della protezione civile. (18G00011)
(GU Serie Generale n.17 del 22-01-2018)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/02/2018

(*) Nota In Gazzetta Ufficiale 22-1-2018 il Decreto Legislativo e' stato pubblicato contraddistinto dal nr. 224.
In Gazzetta Ufficiale 23-1-2018 e' stata apportata la seguente modifica:
Il numero di inserzione di Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana,
attribuito al decreto legislativo citato in epigrafe, riportato nel sommario,
nonche' alla pag. 1, prima colonna, della sopra indicata Gazzetta Ufficiale,
e' 1 e non 224 come erroneamente indicato.
Pertanto, dove e' scritto: DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 224.
leggasi: DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 1
(Raccolta 2018)

Il Nuovo Codice della Protezione Civile Nazionale - D.Lgs. 1/2018

Ulteriori informazioni ed approfondimenti li potrete trovare sul sito che abbiamo dedicato all'argomento: www.CodiceDellaProtezioneCivile.it

 


DECRETO LEGISLATIVO: Riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile, in attuazione della legge 16 marzo 2017, n. 30

RIFORMA DEL SISTEMA NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE

Attuazione della legge 16 marzo 2017, n. 30, recante delega al governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile (decreto legislativo - esame definitivo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della legge di riforma del sistema nazionale della protezione civile (legge 16 marzo 2017, n. 30).

L'obiettivo del provvedimento e' il rafforzamento complessivo dell'azione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attivita' operative in emergenza.

A questo scopo, il decreto:

  • chiarisce in modo piu' netto la differenziazione tra la linea politica e quella amministrativa e operativa ai differenti livello di governo territoriale;
  • migliora la definizione della catena di comando e di controllo in emergenza in funzione delle diverse tipologie di emergenze;
  • definisce le attivita' di pianificazione volte a individuare a livello territoriale gli ambiti ottimali che garantiscano l'effettivita' delle funzioni di protezione civile;
  • stabilisce la possibilita' di svolgere le funzioni da parte dei comuni in forma aggregata e collegata al fondo regionale di protezione civile;
  • migliora la definizione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nell'ambito del servizio di protezione civile, quale componente fondamentale;
  • introduce il provvedimento della "mobilitazione nazionale", preliminare a quello della dichiarazione dello stato d'emergenza;
  • individua procedure piu' rapide per la definizione dello stato di emergenza, con un primo stanziamento non collegato come attualmente alla ricognizione del danno;
  • finalizza il fondo regionale di protezione civile al potenziamento territoriale e al concorso alle emergenze di livello regionale;
  • coordina le norme in materia di volontariato di protezione civile, anche in raccordo con le recenti norme introdotte per il Terzo settore e con riferimento alla partecipazione del volontariato alla pianificazione di protezione civile.

Il testo definisce le finalita', le attivita' e la composizione del Servizio nazionale della Protezione civile, quale sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall'insieme delle competenze e delle attivita' volte a tutelare l'integrita' della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o dall'attivita' dell'uomo. Sono comprese tra tali attivita' quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla pianificazione e gestione delle emergenze e al loro superamento.

Si individuano le autorita' di protezione civile che, secondo i principi di sussidiarieta', differenziazione e adeguatezza, garantiscono l'unitarieta' dell'ordinamento esercitando, in relazione ai rispettivi ambiti di governo, le funzioni di indirizzo politico in materia di protezione civile. Il testo conferma poi l'attuale classificazione degli eventi emergenziali di protezione civile in base alla loro dimensione e gravita'.

Per quanto riguarda l'attivita' per la previsione dei rischi, si stabilisce che il sistema di allertamento, articolato in un livello nazionale e uno regionale, abbia come obiettivo, ove possibile, il preannuncio in termini probabilistici degli eventi, nonche' il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale degli stessi e dell'evoluzione degli scenari di rischio, al fine di attivare il servizio nazionale della protezione civile ai differenti livelli territoriali; si prevede inoltre in modo esplicito la partecipazione dei cittadini, in forma singola o associata, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile, in correlazione alle esigenze di diffusione della conoscenza di tali strumenti e della relativa informazione.

Si delinea poi il quadro generale per la gestione delle emergenze di rilievo nazionale, articolato in diverse fasi:

  • la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale della protezione civile, che consente un intervento del sistema nazionale anche in fase preventiva, ove possibile;
  • la dichiarazione dello stato di emergenza, con la definizione di un primo stanziamento da destinare all'avvio delle attivita' di soccorso e di assistenza alla popolazione. Tale fase si attiva al verificarsi degli eventi di livello nazionale, a seguito di una valutazione speditiva eseguita dal dipartimento della protezione civile, sulla base delle informazioni ricevute in raccordo con i territori, nelle more della ricognizione puntuale del danno (oggi il primo stanziamento avviene dopo la ricognizione del danno con allungamento dei tempi di delibera e di intervento);
  • l'individuazione delle ulteriori risorse necessarie per il prosieguo delle attivita', a seguito della valutazione dell'effettivo impatto dell'evento;

Tra le principali novita' riguardanti lo stato di emergenza, si prevede, in particolare, che la dichiarazione non possa superare in termini temporali i 12 mesi piu' 12, in luogo dei 6 mesi piu' 6 previsti oggi. Inoltre, le ordinanze di protezione civile sono emanate acquisita l'intesa delle Regioni interessate e possono intervenire, oltre che riguardo all'organizzazione e all'effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalita' dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, alla gestione dei rifiuti, delle macerie e alle misure volte a garantire la continuita' amministrativa, anche riguardo all'attivazione delle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale dei cittadini e delle attivita' economiche e produttive direttamente interessate dall'evento per fronteggiare le necessita' piu' urgenti.

Per dare il giusto risalto alla partecipazione dei cittadini alle attivita' di protezione civile, si regolamentano le attivita' di volontariato organizzato, definendo in maniera chiara i gruppi comunali di protezione civile e introducendo la responsabilita' del cittadino rispetto alle indicazioni date dalle autorita' di protezione civile ai diversi livelli.

Per quanto riguarda, infine, le misure e gli strumenti organizzativi e finanziari per la realizzazione delle attivita' di protezione civile, il testo prevede una ripartizione delle risorse in tre fondi:

  • fondo nazionale di protezione civile per le attivita' di previsione e prevenzione (risorse per lo svolgimento delle attivita' di previsione e prevenzione dei rischi assicurate dal dipartimento della protezione civile gia' iscritte al bilancio);
  • fondo per le emergenze nazionali (per gli eventi emergenziali nazionali);
  • fondo regionale di protezione civile (fondo che contribuisce al potenziamento del sistema di protezione civile regionale e concorre agli interventi di carattere regionale).

Il provvedimento e' stato integrato in esito all'intesa sancita in sede di Conferenza unificata e recepisce alcune osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, nonche' le condizioni espresse dalle Commissioni parlamentari competenti.


 

WORKSHOP

L’attività di Protezione Civile
e Associazioni di Volontariato
nella gestione delle emergenze

GIOVEDÌ 19 MAGGIO 2016

ore 14.30 – 17.00

Sala da definire

Bologna – Centro Fiera
(ingresso Ovest Costituzione e Nord)

 

 

Diventa sempre più importante, nel contesto storico attuale, saper valutare e gestire le emergenze tenendo conto di diversi fattori di rischio legati anche alla sicurezza degli operatori chiamati ad intervenire durante una situazione di pericolo.

Durante il convegno verranno presentati alcuni casi di studio utili per promuovere l’adozione di buone prassi nella gestione delle emergenze.

Relatori:

Stefano Farina

Massimiliano Longhi

Gianpaolo Caputo

Ines Foresti

Gregorio Barberi

ISCRIZIONI E PROGRAMMA COMPLETO

  • Organizzato da: AiFOS – Ass. Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro Referente: D.ssa Nirvana Salvi – Email: convegni@aifos.ithttp://www.aifos.eu/Tel. 030 6595032 –

    Rivolto a: Direzione generale, Direzione amministrativa, Direzione sanitaria, Tecnico della prevenzione, Docente, Studente, Operatore socio-sanitario, Libero professionista ASPP/RSPP, Preposti, RLS, Psicologo delle organizzazioni, Medico Competente Risorse Umane

The post L’ATTIVITÀ DI PROTEZIONE CIVILE E ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO NELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE appeared first on CORSI.in.

L'articolo L’ATTIVITÀ DI PROTEZIONE CIVILE E ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO NELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE sembra essere il primo su GLI ARTICOLI DI PIATTAFORMASITI.

AIFOS-01

WORKSHOP

I rischi interferenziali
nel cantiere dell’ospedale

MERCOLEDÌ 18 MAGGIO 2016

ore 15.00 – 17.00

Sala da definire

Bologna – Centro Fiera
(ingresso Ovest Costituzione e Nord)

 

 

Valutare e gestire i diversi rischi che le attività da svolgere in un cantiere ospedaliero comportano (sia all’interno dello stesso che interferendo con le ordinarie attività lavorative) è un compito assai complesso.

Spetta al Coordinatore della sicurezza – in accordo con il Servizio Prevenzione e Protezione ospedaliero, la committenza e la direzione lavori – redigere e far rispettare un crono-programma dettagliato che tenga conto di tutti gli attori presenti nello sviluppo di un cantiere temporaneo e mobile, in questo caso specificatamente riferito all’ambito ospedaliero.

È inoltre fondamentale che il Coordinatore della sicurezza:

a) indichi quali sono le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive necessarie per eliminare o ridurre al minimo i rischi;

b) effettui le verifiche che quanto previsto venga adottato;

c) adegui, se necessario, il piano di sicurezza e di coordinamento in base all’evoluzione dei lavori ed alle problematiche riscontrate.

Docente: Geom. Stefano Farina, Formatore qualificato AiFOS e Referente Gruppo di lavoro AiFOS Costruzioni con esperienza ventennale come Coordinatore di cantieri ospedalieri.

 

ISCRIZIONI E PROGRAMMA COMPLETO

  • Organizzato da: AiFOS – Ass. Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro Referente: D.ssa Nirvana Salvi – Email: convegni@aifos.ithttp://www.aifos.eu/Tel. 030 6595032 –

    Rivolto a: Direzione sanitaria, Tecnico della prevenzione, Docente, Progettista ASPP/RSPP, Coordinatore Cantiere, RLS

    Abstract: Valutare e gestire i diversi rischi che le varie attività da svolgere in un cantiere ospedaliero comportano all’interno dello stesso. Spetta al Coordinatore della Sicurezza creare e far rispettare un crono-programma dettagliato che tenga conto di tutti gli attori presenti nello sviluppo di un cantiere temporaneo e mobile, in questo caso specificatamente riferito all’ambito ospedaliero.

     

    L’evento fornirà i crediti per RSPP/ASPP, RLS e Coordinatori per la sicurezza.

The post I RISCHI INTERFERENZIALI NEL CANTIERE DELL’OSPEDALE appeared first on CORSI.in.

L'articolo I RISCHI INTERFERENZIALI NEL CANTIERE DELL’OSPEDALE sembra essere il primo su GLI ARTICOLI DI PIATTAFORMASITI.

BOLOGNA EXPO SANITA

 

 

 

L’attività di Protezione Civile e Associazioni di Volontariato nella gestione delle emergenze

Bologna, EXPO SANITA’ –  ore 14:30 – 17:00

Convegno – Ingresso libero – Capienza sala: 100 posti AIFOS-01

  • Organizzato da: AiFOS – Ass. Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro
    Referente: D.ssa Nirvana Salvi – Email: convegni@aifos.ithttp://www.aifos.eu/Tel. 030 6595032 –

    Rivolto a: Direzione generale, Direzione amministrativa, Direzione sanitaria, Tecnico della prevenzione, Docente, Studente, Operatore socio-sanitario, Libero professionista ASPP/RSPP, Preposti, RLS, Psicologo delle organizzazioni, Medico Competente Risorse Umane

    Abstract:
    Diventa sempre più importante, nel contesto storico attuale, saper valutare e gestire le emergenze tenendo conto di diversi fattori di rischio legati anche alla sicurezza degli operatori che intervengono durante una situazione di pericolo. Il convegno sarà promotore di alcuni casi di studio relativi alla gestione delle emergenze e alle relative buone prassi.

    Sono previsti n. 2 crediti per Formatori della Sicurezza in base al Decreto Interministeriale del 6/03/2013 – Area tematica n. 2 Rischi Tecnici

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 32, dell’8 febbraio 2012, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 novembre 2011, n. 231 recante “Regolamento di attuazione dell’articolo 3, comma 2, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, relativamente all’individuazione delle particolari esigenze connesse all’espletamento delle attività del Dipartimento della protezione civile, nel conseguimento delle finalità proprie dei servizi di protezione civile.

Domande e Quesiti Tecnici

DOMANDE E QUESITI TECNICI


Calendario

Il calendario di SICURELLOsi


FORMAZIONE

CALENDARIO
CORSI, CONVEGNI, SEMINARI
WORKSHOP ED ALTRI EVENTI

GUARDA IL NOSTRO CALENDARIO DEI CORSI, CONVEGNI, SEMINARI, WORKSHOP
 

 

 


Centro Formazione AiFOS

CENTRO FORMAZIONE AIFOS


La SEIDUESEI.org S.r.l. e'

CENTRO DI FORMAZIONE AiFOS
per il TRENTINO ALTO ADIGE
 

Sommario del sito




Vai alla pagina FACEBOOK di SICURELLO.siVai alla nostra pagina GOOGLE+Guarda i nostri TWITTLa nostra pagina su LINKEDinGuarda il canale di SICURELLO.si su YOUTUBEI Feed RSS di SICUREZZANETWORK il PORTALE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO



Accreditamento

La SEIDUESEI.org S.r.l. e' Organismo di formazione in materia di sicurezza sul lavoro accreditato con codice organismo nr. 1093 dalla Provincia Autonoma di Trento – Servizio Europa - Ufficio Fondo Sociale Europeo.