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GLI INFLUENCER DELLE EMERGENZE: COSA E' SUCCESSO DOPO L'ARTICOLO

A seguito della pubblicazione dell'articolo su PuntoSicuro sono stati tantissimi i contatti, i riscontri positivi e le manifestazioni di interesse che mi sono arrivati.
Devo dire che l'idea è nata sabato sera (8 dicembre) dopo il debriefing TEDxTrento 2018 in cui avevamo parlato anche di gestione dei flussi di persone per  l'evento del 2019 (vedi Mirta Alberti quali riflessioni scateni?).
Rientrando verso casa, alla radio, gli aggiornamenti su quanto successo ad Ancona. E la mente ha iniziato a lavorare autonomamente e l'articolo, nonché il progetto collegato da intraprendere, sono usciti di getto, praticamente in tempo zero (chiaramente poi c'è stato un momento di revisione e perfezionamento).
 
Qualcuno mi chiede cosa bisogna fare, altri hanno proposte e idee, altri manifestano perplessità per un'idea che va oltre agli obblighi normativi: "non si rispetta/applicano le leggi esistenti, vedi il D.Lgs. 81/2008, vuoi che un qualcosa di volontario venga applicato?".

E invece il punto è proprio questo: non lavorare sugli obblighi, ma sulla cultura delle persone (non importa l'età, non importa lo status sociale, non importa il ruolo, non importa la scolarizzazione, ...), sul condividere in una situazione di emergenza il proprio essere una "persona" che può fare la differenza.
 
AiFOS Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro, il suo Presidente Rocco Vitale ed il suo Segretario Generale Francesco Naviglio , ci hanno creduto da subito, appena letta la bozza di proposta che avevo anticipato a loro già nella tarda serata di sabato.
 
Ed ora "rimbocchiamoci le maniche" ed iniziamo a lavorare.

 


 

Di seguito l'articolo pubblicato nei giorni scorsi:

 

Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza?

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sul molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare ed ai comportamenti delle persone.

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi al recente convegno “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti (link alle slide). Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati dello sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

L’effetto gregge esiste

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:
Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su  http://arxiv.org/abs/1504.04064
G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovo all’interno di un’area più o meno grande.

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perché non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.
Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.

Grazie alla disponibilità di Fabio Marsili – Around The Show srl, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo click sull’immagine è possibile vedere il video citato.

Video Messaggio Sicurezza ATS - Around The Show srl
Nota: fai click sull’immagine per aprire la pagina con il Video Messaggio Sicurezza proiettato al Modena Park 2017

Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;

  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, organizzato da Fabio Fila e Doc Servizi e al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare. Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”. È certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico coordinato dall’Arch. Lara Calanni Pileri, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione. Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

L’articolo è stato pubblicato su:

L'articolo GLI INFLUENCER DELLE EMERGENZE proviene da EVENTI E PUBBLICHE MANIFESTAZIONI.

Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza?

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sul molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare ed ai comportamenti delle persone.

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi al recente convegno “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti (link alle slide). Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati dello sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

L’effetto gregge esiste

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:
Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su  http://arxiv.org/abs/1504.04064
G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovo all’interno di un’area più o meno grande.

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perché non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.
Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.

Grazie alla disponibilità di Fabio Marsili – Around The Show srl, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo click sull’immagine è possibile vedere il video citato.

Video Messaggio Sicurezza ATS - Around The Show srl
Nota: fai click sull’immagine per aprire la pagina con il Video Messaggio Sicurezza proiettato al Modena Park 2017

Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;

  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, organizzato da Fabio Fila e Doc Servizi e al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare. Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”. È certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico coordinato dall’Arch. Lara Calanni Pileri, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione. Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

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Mancano sette giorni a TedX Trento 2018 e l’organizzazione dell’evento è in piena attività da tempo.

Come ormai tradizione, anche per questa edizione di TedX Trento, tutti i passaggi (progettazione, programmazione, aspetti organizzativi e gestionali), sono stati effettuati mediante un confronto continuo con gli aspetti e le necessità legate alla safety.

Di rilievo la scelta legata alle verifiche interferenze rispetto agli altri eventi che di svolgeranno in contemporanea in luoghi adiacenti.

Obiettivo: garantire una efficace gestione delle emergenze.

L’appuntamento è per sabato primo dicembre presso il Teatro Sociale di Trento.

TedX TRENTO 2018:

HIC SUNT LEONES

Responsabile della sicurezza evento: Geom Stefano Farina.

L'articolo La SAFETY di un evento parte da lontano. proviene da EVENTI E PUBBLICHE MANIFESTAZIONI.

Safety Eventi

NORME TECNICHE PER LA SAFETY EVENTI

La corretta ed efficace progettazione “safety eventi” non può prescindere dalla conoscenza della UNI EN 13200-8.

06 novembre 2018

Pubblicato oggi su PUNTOSICURO.it un articolo che riassume le norme tecniche per la Safety Eventi, ovvero le modalità da adottare per una corretta ed efficace progettazione “safety eventi” che non può prescindere dalla conoscenza della UNI EN 13200-8.

Di seguito l’articolo a firma del Geom. Stefano Farina:

Dopo anni di “oblio” negli ultimi 18 mesi si sta parlando con una discreta frequenza dei problemi legati alla programmazione, progettazione, organizzazione e gestione di safety e security negli eventi (e non solo in quelli di pubblico spettacolo).

Numerose sono state le Circolari e Direttive emanate che, riallacciandosi alle normative vigenti in materia, vanno a dettare regole riguardanti le modalità di gestione della safety e – parzialmente – della security degli eventi.

A smuovere le acque è stata la Circolare emanata dal Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, all’indomani di quanto successo il Piazza San Carlo a Torino il 3 giugno 2017, alla quale si sono succedute varie Circolari e Direttive, l’ultima delle quali è stata la direttiva a firma del Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, Prefetto Matteo Piantedosi, pubblicata il 18 luglio 2018

( Nuovi modelli procedurali per l’organizzazione degli eventi).

Tutto però parte dalle numerose leggi nazionali, regionali e provinciali, nonché dai regolamenti comunali che coinvolgono vari aspetti progettuali e gestionali, riguardanti gli eventi stessi.

Forse però in questi ultimi mesi, perlomeno in talune situazioni ed in alcune realtà, si è un po’ perso di vista il significato relativo alla “progettazione dell’evento” riconducendo tutto alla redazione del mero “piano di prevenzione incendi” e/o al “piano di emergenza e di evacuazione”, conforme alle norme tecniche di progettazione antincendio e norme di sicurezza per la costruzione/esercizio di impianti, scelta che  viene sostenuta sulla base di indicazioni generali presenti nelle linee guida allegate alla citata Direttiva del luglio 2018, dove al punto 1 (NORMATIVA PRESA A RIFERIMENTO) è indicato:

“Per la definizione delle misure di mitigazione del rischio da attuarsi nelle manifestazioni oggetto del presente documento sono state prese come riferimento le seguenti normative di sicurezza:

  • DM 19.08.1996  Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.
  • DM 18.03.1996  Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi.”

A questo proposito, di recente in un convegno sul tema “eventi”,  mi è anche capitato di sentir dire da un relatore, membro di una Commissione di Vigilanza, che esclusivamente i professionisti “ex-818” possono redigere un piano di sicurezza eventi, indicazione che non deriva da nessuna legge nazionale o norma tecnica vigente, ma semplicemente un parere personale del relatore, che però egli ha trasformato in un vincolante obbligo per gli organizzatori eventi che a quella Commissione devono fare riferimento per le richieste autorizzative.

La realtà invece dovrebbe essere differente, in quanto la progettazione della sicurezza della manifestazione non deve svilupparsi solo sulla base della prevenzione incendi, ma anche su altri – altrettanto importanti – aspetti che lo stesso Prefetto Gabrielli nella sua circolare del 2017 citava.

Cerchiamo allora di esaminare l’argomento legato ad una corretta progettazione di un evento prendendo come punto di partenza una norma tecnica che – a mio avviso – dovrebbe essere conosciuta dai progettisti eventi ed approfondita nei suoi molteplici aspetti: la Norma UNI EN 13200-8: Installazioni per spettatori – gestione della sicurezza.

A questo punto una premessa è d’obbligo: questa norma tecnica, come tutte quelle ad essa associate o che in qualche modo possono essere collegate o riconducibili alla presenza di “spettatori” (*1), è una norma volontaria, che detta delle indicazioni generali che il singolo progettista dovrà poi applicare alle esigenze del proprio evento, va però detto che molti degli aspetti indicati sono una traccia importante da utilizzare.

Partiamo allora dall’analizzare alcuni degli aspetti peculiari della UNI EN 13200-8:2017 che è stata pubblicata in lingua italiana il 6 febbraio 2018, in recepimento della norma europea, ed è stata elaborata allo scopo di specificare i criteri generali per la gestione della sicurezza degli spettatori ed i cui principi fondamentali sono appropriati per tutti gli eventi, indipendentemente dalla dimensione, dall’attività o dal profilo del pubblico.

La misura in cui questi dettagli possono essere adottati è variabile ed è possibile che, a seconda delle dimensioni dell’evento, non tutti i processi e le procedure indicate siano appropriati. Tuttavia, come precisato nell’introduzione della norma, tutti gli eventi dovrebbero cercare di raggiungere i più alti livelli possibili evidenziati dal documento stesso.

In particolare la UNI EN 13200-8:2017:

  • specifica le caratteristiche generali di gestione della sicurezza nelle installazioni per spettatori;
  • indica la configurazione e la pianificazione della gestione;
  • analizza i criteri per mantenere quanto programmato prima, durante e dopo ogni evento;
  • tratta
    • del personale addetto alla sicurezza;
    • della politica di sicurezza;
    • delle procedure di sicurezza.

La norma non si occupa invece dei ruoli di sicurezza della polizia o di agenzie specializzate.

Analizziamo allora i contenuti della norma, riprendendone gli elementi peculiari e partendo da alcune delle definizioni in essa contenute che cerchiamo di riassumere per categorie

Definizioni generali

  • Area di attività – ovvero la zona in cui si volge l’evento;
  • Barriera – che viene definita come qualsiasi elemento di un’installazione per spettatori, permanente o temporaneo, destinato a impedire alle persone di cadere e a trattenere, fermare o guidare le persone (ricordo che per quanto attiene ai tipi di barriere utilizzati nelle installazioni per spettatori il riferimento è alla UNI EN 13200-3 “Installazioni per gli spettatori – Parte 3: Elementi di separazione – Requisiti”, entrata in vigore il giorno 11 ottobre 2018;
  • Capacità il numero totale di spettatori per il quale sono progettate l’installazione per spettatori o alcune divisioni della stessa (blocco o settore).

 Definizioni legate ai documenti

  • Piano di emergenza – piano preparato per gestire un incidente nelle installazioni per spettatori o nelle vicinanze, nella definizione si precisa che esso è di proprietà dei servizi di emergenza e/o dell’autorità locale;
  • Piano di evacuazione – si tratta del Documento organizzativo che assicura che le installazioni per spettatori possano essere evacuate in caso di emergenza secondo il piano di emergenza;
  • Piano di gestione – è invece il Documento per mantenere. prima, durante e dopo l’evento, lo stato ottimale dell’installazione per spettatori in conformità al certificato o alla licenza di protezione e sicurezza, se richiesto;
  • Pianta delle installazioni per spettatori – definita come le caratteristiche di progettazione delle installazioni per spettatori e dell’ambiente circostante, in aggiunta alla strategia di sicurezza/protezione durante gli eventi;
  • Politica di sicurezza – ovvero il documento sviluppato, rivisto e monitorato dall’organizzatore dell’evento o dalla direzione generale;
  • Piano di Contingenza – il Documento organizzativo che definisce quali azioni intraprendere in risposta ad incidenti che si verificano sul luogo e che potrebbero pregiudicare la sicurezza del pubblico o interrompere le normali operazioni legate all’evento;
  • Procedure di sicurezza – il piano operativo e di emergenza, contenente ruoli e responsabilità, livelli di personale, valutazioni del rischio, disposizioni mediche e contingenze.

Definizioni legate ai soggetti

  • Organizzatore dell’evento – persona (od organizzazione) responsabile della produzione di eventi partendo dalla progettazione e fino al suo completamento;
  • Responsabile della sicurezza – molto importante la definizione del Responsabile della Sicurezza ovvero la persona che supervisiona la gestione delle operazioni per la sicurezza del giorno dell’evento, incluse la pianificazione pre-evento e la valutazione post-evento;
  • Steward – definito come membro del team di gestione della sicurezza, impegnato a garantire la sicurezza e il benessere di tutti gli spettatori;
  • Responsabile degli steward – si tratta di un membro del team di gestione della sicurezza, cha ha già precedenti esperienze come steward ed ha pertanto un ruolo più avanzato e responsabile;
  • Gestore delle installazioni – fondamentalmente uno dei soggetti più importanti dell’organigramma legato alla sicurezza dell’evento e che è definita come la persona responsabile della gestione delle installazioni per conto del proprietario o dell’organizzatore dell’evento;
  • Direzione generale – in questo caso la definizione è più ampia e va a ricomprendere
    • consiglio di amministrazione,
    • proprietario delle installazioni,
    • presidente di un’installazione per spettatori,
    • organizzatore dell’evento
    • responsabile della sicurezza.
  • Supervisore, Membro del team di gestione della sicurezza che ha lavorato precedentemente come steward prima di essere promosso a un ruolo di supervisione.
  • Infine una definizione interessante è anche quella del Gruppo consultivo per la sicurezza (SAG), ovvero il forum all’interno del quale la direzione delle installazioni per spettatori e altri organi (autorità locali, polizia, vigili del fuoco e soccorso medico) forniscono consigli di sicurezza specifici.

Vi sono poi altre definizioni tra le quali citiamo: Area di osservazione, Area esterna, Circolazione, Manuale dell’operatore, Persona competente, Protezione, Sala di controllo, Superficie di visione inclinata, Tornello.

Dalla lettura delle definizioni, risulta interessante notare quella che potrebbe sembrare una mancanza, ovvero non vi è la definizione di “progettista dell’evento”, ma la lettura integrale del documento è invece chiarificatrice su questo aspetto in quanto, non viene separato l’aspetto “progettuale” da quello “operativo”, ma in realtà vi sono varie figure che eseguono le valutazioni e predispongono i documenti. Una di esse è il gestore delle installazioni, un’altra è quella del Responsabile della Sicurezza che include, all’interno del suo ruolo, anche la “pianificazione pre-evento” dalla quale derivano poi molte delle scelte e la stesura dei relativi documenti.

E’ d’obbligo precisare che in questo ambito stiamo parlando di “progettazione della sicurezza dell’evento” e non di quella legata alle strutture ( palchi, tribune, ecc.) che è invece appannaggio di figure tecniche differenti che con i vari soggetti, compreso il Responsabile della Sicurezza, devono collaborare ed interfacciarsi.

Passiamo ora ad analizzare altri punti norma ovvero quelli legati ai documenti ed alla loro redazione.

Uno dei principali è sicuramente quello della Valutazione del rischio che è il punto di partenza che il gestore delle installazioni e/o il responsabile della sicurezza devono preparare al fine di:

•    identificare il sito e i pericoli specifici dell’evento;

•    quantificare i rischi associali ai pericoli;

•    identificare le misure di controllo esistenti;

•    identificare controlli o procedure addizionali.

L’esito del processo di valutazione del rischio deve servire a limitare la gravità dei pericoli e/o ridurre la probabilità che i rischi si verifichino.

Interessante la precisazione che la valutazione del rischio deve essere condotta sempre da una persona competente, ovvero da una figura che abbia con sufficiente formazione ed esperienza per soddisfare le norme professionali nazionali pertinenti ai compiti del proprio ruolo.

Un ulteriore documento indicato è la Mappa del territorio, che deve essere sviluppata dal gestore delle installazioni per spettatori in collaborazione con le autorità locali e altre parti interessate. Essa fornisce informazioni sulla mobilità durante gli eventi con particolare riferimento alla necessità di identificare percorsi separati di flusso e di evacuazione per le diverse categorie di spettatori, oltre a informazioni per ridurre al minimo qualsiasi interferenza con la mobilità ordinaria. In tale mappa troveremo l’identificazione dei sistemi di accesso e di mobilità, prevedendo ad esempio percorsi separati ed aree di parcheggio per le diverse categorie di spettatori, l’implementazione e miglioramento dei servizi di trasporto pubblico, il piano medico generale che tenga conto dei percorsi di emergenza e delle strutture ospedaliere allertate in circostanze normali e in situazioni di emergenza, l’identificazione di percorsi separati sulla base delle effettive esigenze dell’evento.

Vi è poi la Pianta delle installazioni per spettatori che deve essere sviluppata dal gestore delle installazioni (anche in collaborazione con il SAG) e comprende, tra i vari aspetti, la mobilità e accesso nell’area esterna, le indicazioni relative alla circolazione di spettatori in ciascuna area o settore separato, il punto di controllo dei biglietti, il sistema delle vie di uscita, le strade pubbliche e personale addetto ai servizi, la configurazione di ciascuna area o settore con relativa capacità, i piani/disegni per i vari livelli con riferimento a entrate, cancelli di uscita, siti pericolosi, posizione delle sale di emergenza, pronto soccorso e controllo durante l’incontro, posizione del collegamento e coordinamento degli allarmi, posizione delle telecamere CCTV e della rispettiva area di controllo.

Veniamo poi al Piano di gestione che, sviluppato dal gestore delle installazioni, deve contenere il piano per la manutenzione delle condizioni di protezione ordinarie (monitoraggio, manutenzione e condizioni operative, il piano per il mantenimento della protezione ordinaria e del livello di sicurezza durante l’evento, il piano medico e apparecchiature di pronto soccorso, in esercizio o in emergenza, il piano di prevenzione antincendio e di controllo ed infine quello relativo alla manutenzione preventiva programmata.

Un ulteriore documento è il Piano di contingenza che è necessario per coprire tutti gli incidenti prevedibili, grandi o piccoli. Questi varieranno secondo la configurazione dell’installazione per spettatori e gli sport che essa ospita. Al punto 4.3.8 è presente un elenco non esaustivo di situazioni che si possono verificare, tra esse citiamo:

  • Guasto strutturale, come per esempio danni del vento, subsidenza, erosione, fulmine, impatto dello spostamento e delle dinamiche degli spettatori, guasto di strutture smontabili temporanee
  • Condizioni atmosferiche avverse
  • Guasto delle attrezzature
  • Perdita di servizi o utenze come elettricità, gas, acqua, fogne, gruppo elettrogeno di emergenza locale o gruppi di continuità (UPS), fornitura inadeguata o interrotta di cibo e bevande
  • Perdita o guasto dei sistemi di comunicazione
  • Guasto della gestione della sicurezza (assenza di personale chiave, come responsabile della sicurezza e personale di sicurezza, numero insufficiente di steward correttamente formati, valutati e qualificati)

Ed altre ancora (difficoltà di trasporto, orario dell’evento modificato, incendio o fumo eccessivo, allarme bomba/pacco sospetto, fuoriuscita di gas o incidente chimico, incidenti correlati con gli spettatori, …).

Veniamo poi al Piano di emergenza, documento peraltro molto conosciuto. In questo punto norma è interessante a tal proposito l’indicazione che, anche se i piani di contingenza sono preparati del gestore delle installazioni e/o dal responsabile della sicurezza e il piano di emergenza è preparato dai servizi di emergenza, i due piani devono essere compatibili tra loro. Sembra quasi un’affermazione scontata, ma non sempre tale compatibilità viene riscontrata nella realtà.

Per quanto attiene invece le Procedure di sicurezza per l’evento devono essere esaminate e sviluppate dal responsabile della sicurezza o dal gestore delle installazioni (in collaborazione con il SAG) e devono contenere

  • La pianificazione prima dell’evento che comprende
    • La valutazione del rischio dell’evento,
    • L’organizzazione di stewarding,
    • Il manuale dell’operatore,
    • Il piano medico,
    • Il piano di gestione del traffico,
    • Il piano di contingenza,
    • Il piano di emergenza,
    • I regolamenti delle installazioni per spettatori,
    • La pianificazione dell’esercizio,
    • La riunione informativa preventiva
    • Le verifiche e controlli che andranno effettuati
  • I controlli e verifiche durante l’evento;
  • I risultati dei controlli e delle verifiche eseguiti dopo l’evento e a seguire (applicando il piano di contingenza, riunione informativa, ispezioni post-evento).

Riguardo alle procedure di sicurezza ricordiamo che una corretta progettazione dell’evento deve tenere conto anche della presenza di spettatori con esigenze speciali (es. vari tipi di disabilità), in questo caso il riferimento va alla norma UNI CEN/TR 15913:2009 – Installazioni per gli spettatori – Criteri di disposizione degli spazi di osservazione per spettatori con esigenze speciali, dove ad esempio vi sono specifici richiami ai rischi per gli utilizzatori di sedie a rotelle rispetto agli spostamenti in avanti della folla, o altre indicazioni legate alla gestione delle emergenze.

Un ultimo aspetto che andiamo ad affrontare riguardo alla “documentazione” è quello legato al Regolamento delle installazioni per spettatori che, a seconda della natura dell’evento, dovrà includere alcune indicazioni tra le quali – ad esempio – l’elenco di divieti generali o legati ai comportamenti (danni alla struttura, ostruzione dei passaggi, razzismo e introduzione di striscioni, bandiere con messaggi politici, religiosi e violenti, fuochi d’artificio, droni, accesso e interruzione dell’ingresso nelle installazioni per spettatori sotto l’influenza di una droga e/o alcol).

Al fine di non dilungarci ulteriormente vi rimandiamo alla lettura della norma per l’analisi di altri documenti (ad esempio il Manuale dell’operatore, il Piano di stewarding, il Piano di gestione dell’evento, il Piano di sicurezza antincendio) o l’approfondimento di quelli sopra enunciati.

Ultimi passaggi di questa mia analisi della UNI EN 13200-8:2017 riguardano la figura del Responsabile della Sicurezza che viene analizzata molto in dettaglio nelle sue competenze e ruoli, ed in particolare viene precisato anche che

  • Il responsabile della sicurezza deve avere il controllo completo delle questioni relative alla gestione operativa della sicurezza in un giorno di evento e deve essere presente
  • Nei giorni degli eventi, un responsabile della sicurezza deve avere l’autorità per prendere decisioni relative alla sicurezza senza dover riferire a membri della direzione generale o del consiglio
  • La direzione generale può nominare uno o più sostituti competenti del responsabile della sicurezza che possano gestire l’evento in assenza del responsabile della sicurezza. I sostituti devono aver lavorato a fianco del responsabile della sicurezza per almeno quattro eventi e quindi aver gestito un numero di eventi sotto la diretta supervisione del responsabile della sicurezza, e aver dimostrato il necessario grado di competenza, prima di assumersi la responsabilità.

Naturalmente la norma è molto più strutturata e complessa rispetto a questa mia riflessione ed approfondisce numerosi altri aspetti, tra i quali i doveri basilari degli steward, la pianificazione dell’evento con l’analisi dei pericoli anche in caso di attività sportive, le riunioni informative sulla sicurezza, ed altro ancora. Certamente una lettura della stessa è un consiglio che i soggetti coinvolti nella realizzazione di un evento dovrebbero fare proprio, ma anche a livello legislativo, ma anche rispetto a Circolari e Direttive emanate, essa potrebbe essere un punto di partenza per una riflessione globale su questo argomento.

A titolo informativo, riportiamo il sommario del punto 4 della norma ed i titoli degli allegati della norma stessa:

4  PRINCIPI GENERALI

4.1     Generalità

4.1.1  Introduzione
4.1.2  Personale addetto alla sicurezza
4.1.3  Direzione generale
4.1.4  Responsabili della sicurezza
4.1.5  Supervisori
4.1.6  Responsabili degli steward
4.1.7  Steward

4.2     Politica di sicurezza

4.2.1  Generalità
4.2.2  Mappa del territorio
4.2.3  Pianta delle installazioni per spettatori
4.2.4  Valutazione del rischio
4.2.5  Piano di gestione

4.3     Procedure di sicurezza per l’evento

4.3.1  Generalità
4.3.2  Pianificazione prima dell’evento
4.3.3  Gruppo consultivo per la sicurezza (SAG)
4.3.4  Manuale dell’operatore
4.3.5  Piano medico
4.3.6  Piano di gestione del traffico
4.3.7  Piano di emergenza
4.3.8  Piano di contingenza
4.3.9  Regolamento delle installazioni per spettatori
4.3.10     Riunione informativa sulla sicurezza
4.3.11     Verifiche e controlli prima degli eventi
4.3.12     Verifiche e controlli durante gli eventi

 

APPENDICE      A         CONTENUTO DEL MANUALE DELL’OPERATORE
APPENDICE      B         RIUNIONE INFORMATIVA PRELIMINARE E CONCLUSIVA
APPENDICE      C          DISPOSIZIONI PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA      SICUREZZA
APPENDICE      D         ORGANIGRAMMA OPERATIVO DELLA SICUREZZA
APPENDICE      E          ATTREZZATURA DEGLI STEWARD
APPENDICE      F          LIBRETTO TASCABILE IN DOTAZIONE AL PERSONALE DI SICUREZZA
APPENDICE      G         MAPPA DEL TERRITORIO
APPENDICE      H         PIANTA DELLE INSTALLAZIONI PER SPETTATORI

 

Infine una precisazione che ritengo sia dovuta.
Il presente articolo è stato redatto sulla base

  • della lettura della norma UNI EN 13200-8:2018 alla quale si rimanda per ogni riferimento e dettaglio;
  • dagli approfondimenti fatti in base alle normative vigenti, nonché circolari e direttive emanate negli ultimi mesi;
  • dell’esperienza da me maturata nell’ambito di varie consulenze relative ad eventi e pubbliche manifestazioni;
  • dalle analisi fatte con colleghi che si occupano di tali argomenti;
  • dal confronto che si è sviluppato in occasione di numerosi Seminari e Convegni in materia di Eventi ai quali ho partecipato in ambito nazionale.

Quanto scritto nasce da considerazioni personali e non vuole in nessun modo essere una interpretazione applicativa della norma tecnica stessa, ma si tratta di una semplice analisi soggettiva partendo però da dati oggettivi e non interpretativi.

 (*1) Elenco delle norme UNI

Riportiamo di seguito l’elenco (non esaustivo) delle norme UNI in materia

UNI EN 13200-1:2012  Installazioni per spettatori – Parte 1: Caratteristiche generali degli spazi di osservazione per spettatori

UNI CEN/TR 13200-2:2006 Installazioni per gli spettatori – Criteri di disposizione degli spazi di servizio – Parte 2: Caratteristiche e situazioni nazionali

UNI EN 13200-3:2018 Installazioni per gli spettatori – Parte 3: Elementi di separazione – Requisiti

UNI EN 13200-4:2007 Installazioni per gli spettatori – Parte 4: Sedute – Caratteristiche di prodotto

UNI EN 13200-5:2007 Installazioni per gli spettatori – Parte 5: Tribune telescopiche

UNI EN 13200-6:2013 Installazioni per spettatori – Parte 6: Tribune smontabili (temporanee)

UNI EN 13200-7:2014 Installazioni per spettatori – Parte 7: Elementi e percorsi di entrata e di uscita

UNI EN 13200-8:2017 Installazioni per spettatori – Parte 8: Gestione della sicurezza

UNI CEN/TR 15913:2009 Installazioni per gli spettatori – Criteri di disposizione degli spazi di osservazione per spettatori con esigenze speciali

UNI/TR 11639:2016 Installazioni per gli spettatori – Caratteristiche generali degli spazi di osservazione per gli spettatori – Spiegazione di alcuni punti della UNI EN 13200-1

UNI/TR 11449:2012 Installazioni per gli spettatori – Elementi di separazione – Spiegazione di alcuni punti della UNI EN 13200-3

UNI/TR 11699:2017 Installazioni per gli spettatori – Sedute – Spiegazione di alcuni punti della UNI EN 13200-4

UNI 11143-6:2005 Acustica – Metodo per la stima dell’impatto e del clima acustico per tipologia di sorgenti – Parte 6: Rumore da luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo

 

Geom. Stefano Farina

Vicepresidente AiFOS Protezione Civile, Consigliere Nazionale AiFOS

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TEDxTRENTO2018 - HIC SUNT LEONES

Proseguono le attività di preparazione dell’edizione 2018 dell’evento TEDx Trento che si svolgerà al Teatro Sociale di Trento e che vedono SICURELLO.si SAFETY come Partner Tecnico per la sicurezza.

Una nuova edizione del TEDxTrento che vi porterà oltre. Oltre tutto ciò che conoscete, oltre ogni limite, oltre la vostra immaginazione. Un esploratore si è spinto troppo oltre, cosa troverà?

Nel frattempo godetevi questo trailer ruggente registrato presso il Teatro di Levico Terme (TN) e ad ARTE SELLA The Contemporary Mountain.

 

Location:

ARTE SELLA - TEDx Trento 2018

#SICURELLO.si SAFETY #sicurezza #antincendio

TEDx Trento 2018: HIC SUNT LEONES

TEDxTRENTO2018-TRAILER

Si è tenuto martedì 25 settembre presdo la sede di Confcommercio nord Sardegna di Olbia il Convegno: Protezione Civile tra eventi e pubbliche manifestazioni.

Si è trattato del terzo evento della serie iniziata a fine maggio a Cagliari e bella quale si era parlanto di #circolareGabrielli e #direttivaMorcone, proseguita a luglio a Sassari con l’appena pubblicata #direttivaeventi, mentre in questo ultimo incontro è stata introdotta anche la #CircolareProtezioneCivile che ha chiarito il ruolo dei #VolontariDiProtezioneCivile.

Tre eventi nei quali il relatore Geom. Stefano Farina ha cercato di far comprendere che la base di partenza è quella della #normativa e non quella della consuetudine o delle scelte del singolo (sia esso organizzatore o funzionario con in capo responsabilità decisionali), che con la norma nulla hanno a che fare.

In attesa dell’edizione 2018 dell’evento TEDx Trento è stato pubblicato il trailer di presentazione.

Le riprese sono state effettuate ad #ArteSella e presso il Teatro di Levico Terme.

Durante la registrazione presso #ArteSella il Geom. Stefano Farina ha curato la sicurezza antincendio.

tedxtrento.com

 

#sicurezza #antincendio

OPERATORI QUALIFICATI E FORMATI

La Circolare Gabrielli prevede che l’organizzatore predisponga un piano di impiego di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione,
osservazione ed assistenza del pubblico.

Anche la Direttiva Eventi parla di Operatori in possesso di adeguata formazione in materia.

Il problema è capire come qualificare, formare ed informare gli OPERATORI EVENTI
[denominati anche Steward Eventi] in quanto il tipo di formazione necessaria non è indicato in nessuna
normativa o circolare.
E’ pertanto compito dell’organizzatore poter dimostrare in maniera oggettiva il rispetto di questi adempimenti.

Una valutazione dei soggetti, una formazione reale, concreta, documentata, un’informazione puntale e specifica,
diventano pertanto dei requisiti indispensabili per poter rispettare quanto previsto dalle normative.

La scelta dei formatori, del progetto formativo e dei relativi contenuti, sono requisito indispensabile per la tutela dell’organizzatore e per un corretto svolgimento dell’evento.
Un errore nella valutazione può portare a conseguenze gravi (anche in ambito penale e risarcitorio) e pertanto gli organizzatori devono poter “dormire sonni tranquilli” mediante una corretta pianificazione di tutti gli aspetti e la scelta di partner affidabili a cui affidare la progettazione della sicurezza dell’evento e la corretta esecuzione di tutti i passaggi legati alla Safety dell’evento stesso.

LA FORMAZIONEQuanto deve durare la formazione?
Quali devono essere i contenuti?
Quali gli aspetti da affrontare?
Come eseguire la formazione?
E per l’informazione come ci si deve comportare?

Noi possiamo fornirti tutte le risposte necessarie e progettare/erogare la formazione che ti serve.

 

I CORSIContattaci per aver informazioni sui CORSI per ADDETTI EVENTI

 

 

Circolare Gabrielli: a Cagliari AiFOS fa il punto della situazione

Il punto della situazione sulle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche legate alla Circolare Gabrielli

Giovedì 24 maggio si è svolto a Cagliari su iniziativa di AiFOS e AiFOS Protezione Civile il convegno dal titolo “Protezione Civile tra eventi e manifestazioni: la circolare Gabrielli“. L’evento, svoltosi presso la sala convegni di Confcommercio Cagliari, ha ottenuto il patrocinio di INAIL Direzione Regionale Sardegna.

Circolare Gabrielli

L’iniziativa nasce dalla necessità di comprendere meglio la portata delle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche, al fine di definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori, i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nella gestione della security e della safety: due espressioni chiave che definiscono l’organizzazione degli eventi in Italia.

Più che soddisfacente la partecipazione all’evento, con la presenza di circa settanta persone in sala ed una rilevante presenza istituzionale: Questore e vice Questore di Cagliari, Comando Generale dei Carabinieri della Regione Sardegna, il Responsabile settore volontariato e protezione civile della Regione Sardegna, i responsabili della polizia locale e i funzionari della Protezione Civile di diversi comuni della Sardegna, e non per ultimo le associazioni di volontariato iscritte presso l’albo regionale della Protezione Civile Sardegna e tutti i Professionisti operanti nel settore della sicurezza e RSPP.

Ringraziamo tutti i partecipanti per il contributo formulato e la pazienza prestata alle quattro ore consecutive di orazione ma soprattutto dall’attento ascolto e dal dibattito abilmente orchestrato da Stefano Farina, Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile. L’organizzazione dell’evento è stata curata dai Centri di Formazione AiFOS I.S.Fo.S. Srl e Consulteam Srl.

 

CagliariEventiCircolareGabrielli

 

 

Sono numerosi i momenti formativi ai quali abbiamo partecipato e parteciperemo in qualità di formatori.

Oltre alla formazione degli addetti Safety siamo impegnati nella formazione dei formatori, degli organizzatori e dei professionisti eventi. Un ulteriore aspetto riguarda invece la divulgazione della tematica legata alla sicurezza negli eventi e nelle pubbliche manifestazioni con la partecipazione a Convegni e Seminari Tecnici.

Di seguito i prossimi appuntamenti:

Brescia, 11 dicembre 2018
Corso “La gestione della sicurezza negli eventi: il ruolo del professionista
Organizzato da AiFOS

Docenti: Lara Calanni PileriAntonella Grange

 

Brescia, 22 e 23 novembre 2018
Corso “La gestione della sicurezza negli eventi: il ruolo del professionista
Organizzato da AiFOS

Docenti: Lara Calanni PileriAntonella Grange

 

Trieste, 30 e 31 ottobre 2018
Corso “La gestione della sicurezza negli eventi: il ruolo del professionista
Organizzato da FIREST S.r.l.

 

Brescia, 28 settembre 2018
Corso “Eventi in sicurezza per formatori
Organizzato da AiFOS

Docenti: Lara Calanni Pileri

 

Olbia, 25 settembre 2018
Convegno “PROTEZIONE CIVILE – TRA EVENTI E MANIFESTAZIONI – La Circolare Gabrielli”
Convegno organizzato da AIFOS, CFA Geom. Pino Masia, ISFOS S.r.l.
Relatore: Stefano Farina

 

Vedi anche le principali attività divulgative che ci hanno visto impegnati:

Sassari, 19 luglio 2018
Convegno “PROTEZIONE CIVILE – TRA EVENTI E MANIFESTAZIONI – La Circolare Gabrielli e la nuova Direttiva Eventi
Convegno organizzato da AIFOS, CFA Geom. Pino Masia, ISFOS S.r.l.
Relatore: Stefano Farina

 

Chiaverano (TO), 18 luglio 2018
Convegno “La Circolare Gabrielli: Obblighi e responsabilità nella gestione delle manifestazioni”
Convegno organizzato da Comune di Chiaverano e ICOGEI
Relatore: Lara Calanni Pileri

 

Cagliari, 12 e 13 luglio 2018
Corso ISFOS “La gestione della sicurezza negli eventi: il ruolo del professionista

Docente: Lara Calanni Pileri e Antonella Grange

 

Como, 06 giugno 2018
Convegno: “DM 96 Sicurezza e Prevenzione per gli eventi”
Organizzato da Ge.Co. s.r.l.
Relatore: Lara Calanni Pileri

 

Cagliari, 24 maggio 2018
Convegno “PROTEZIONE CIVILE – TRA EVENTI E MANIFESTAZIONI – La Circolare Gabrielli
Convegno organizzato da AIFOS, AIFOS Protezione Civile, ISFOS S.r.l.

Relatore: Stefano Farina

 

Rimini, 9 maggio 2018
Relazione sul tema “Presentazione case history e buone prassi di utilizzo della tecnologia al fine di progettare e gestire al meglio la sicurezza del pubblico nei piccoli e grandi eventi.”, Convegno “Pubblico sicuro: dalla teoria alla tecnologia”
Music Inside Rimini – M.I.R. – DOC Servizi
Relatore: Stefano Farina

 

Magnago (MI), 05 maggio 2018
Formazione Operatori Safety
Docente: Lara Calanni Pileri

 

Brescia, 21 aprile 2018
Formazione Operatori Safety
Docente: Lara Calanni Pileri e Antonella Grange

 

Trento, 20 aprile 2018
Formazione Operatori Safety “Trento Film Festival della Montagna”
Organizzato da SEIDUESEI.org S.r.l.

Docente: Lara Calanni Pileri

 

Roma, 18 aprile 2018
Convegno: “Safety & Security: sicurezza a 360°”
Organizzato da AiFOS
Relatore: Lara Calanni Pileri

 

Courgné (TO), 15 aprile 2018
Formazione Operatori Safety
Docente: Lara Calanni Pileri

 

Brescia, 26 marzo 2018
Formazione Formatori per eventi
Organizzato da AiFOS

Docente: Lara Calanni PileriAntonella Grange

 

Gallarate (VA), 16 marzo 2018
Seminario Tecnico: “Gestione Safety & Security nelle pubbliche manifestazioni – La Circolare Gabrielli”
Organizzato da SAFETY CONTACT srl
Relatore: Stefano Farina

 

Trento, 3 marzo 2018
Formazione Operatori Safety  “Trento Smart City Week 2018”
Docente: Stefano Farina

 

Trento, 20 – 22 febbraio 2018
Videoconferenza “La sicurezza nei cantieri pubblico spettacolo”

Due edizioni in videoconferenza riservato a dipendenti della Provincia Autonoma di Trento e altri Enti Pubblici – TSM
Docente: Stefano Farina

 

Brescia, 9 febbraio 2018
Convegno “PROTEZIONE CIVILE – TRA EVENTI E MANIFESTAZIONI”

Organizzato da AIFOS ed AIFOS PROTEZIONE CIVILE
Relatori: Lara Calanni Pileri e Stefano Farina

Fai click qui per guardare il video del Convegno oppure vai sulla pagina Facebook di AiFOS Protezione Civile 

 

Riotorto (LI) 20 dicembre 2017
Formazione Operatori Safety
Docente: Lara Calanni Pileri

 

TRENTO – Civezzano (TN), 22 novembre 2017
Formazione Operatori Safety “TEDx Trento 2017”
Docente: Stefano Farina

 

Cuorgné (TO), 06 novembre 2017
Seminario Tecnico organizzato dal Comune sul tema “La responsabilità e le procedure nell’organizzazione degli eventi”
Docente: Lara Calanni Pileri

 

Brescia, 24 luglio 2017
Videoconferenza Aifos “La gestione delle pubbliche manifestazioni tra safety e security”
Relatore: Stefano Farina

 

Brescia, 15 luglio 2017
Videoconferenza Aifos “La gestione delle pubbliche manifestazioni tra safety e security”
Relatore: Stefano Farina 

 

Bersone (TN), 5 luglio 2017
Formazione Operatori Safety  “Festa delle Associazioni”
Docente: Stefano Farina 

 

 

SICUREZZA NELL’UTILIZZO DI FUOCHI D’ARTIFICIO: CONTROLLO E ISPEZIONE

Una circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, fa il punto sugli aspetti legati alla sicurezza nell’ambito della produzione, trasporto ed utilizzo di Fuochi d’Artificio.

Articolo di Stefano Farina

Con una specifica circolare di data 11 maggio 2018 [n. 557/PAS/XV.H.MASS(6)] il Ministero dell’Interno ha fatto il punto sugli aspetti legati alla sicurezza nell’ambito della produzione, trasporto ed utilizzo di Fuochi d’Artificio.

 

In particolare la Circolare, avente come oggetto: Fabbriche e depositi di fuochi d’artificio ex art. 47 TULPS. Attività di monitoraggio, controllo e ispezione, partendo dal presupposto che con l’approssimarsi della stagione estiva, durante la quale è più frequente l’impiego di prodotti pirotecnici in occasione di eventi pubblici a carattere locale, sottolinea l’esigenza di assicurare la più accurata ed attenta vigilanza a tutela della pubblica e privata incolumità.

Naturalmente la Circolare è indirizzata ai soggetti che devono effettuare i controlli e la vigilanza, ma al suo interno affronta in maniera dettagliata tutti gli aspetti che devono essere considerati nel “ciclo di vita” dei fuochi d’artificio.

Vediamo in dettaglio quanto previsto:

  • verifica che i titolari di licenza di fabbriche e depositi presenti sul territorio osservino scrupolosamente la normativa tecnica ed amministrativa di settore.
  • effettuazione di opportuni ed adeguati controlli mirati ad accertare la puntuale osservanza delle regole da parte dei titolari delle licenze di fabbricazione (rilasciate dal Prefetto ex art. 47 T.U.L.P.S), con l’ausilio eventuale di personale appartenente al nucleo artificieri.

Per quanto riguarda tali aspetti è interessante il richiamo al contenuto della circolare n. 557/PAS/U/010964/XV.H.MASS(77)SM del 05.07.2016, a firma del Capo della Polizia — Direttore Generale della P.S., con la quale erano state diramate le “Linee guida per le Commissioni Tecniche Territoriali in sede di sopralluogo ispettivo presso fabbriche e depositi di fuochi d’artificio“, pubblicate sul sito istituzionale della Polizia di Stato.

Tali linee guida costituiscono un utile manuale operativo, completo di una lista di controlli che agevola le verifiche in corso di sopralluogo, nel quale sono compendiate le nozioni fondamentali in tema di idoneità ed operatività delle strutture operanti nella fabbricazione e deposito dei fuochi d’artificio con particolare riferimento agli aspetti attinenti alla sicurezza di dette attività.

  • Attuazione di una mirata campagna di sensibilizzazione, attraverso comunicazioni volte a richiamare l’attenzione sugli obblighi previsti dalle vigenti disposizioni e dalle eventuali ulteriori prescrizioni imposte all’atto del rilascio delle licenze a mente dell’art. 9 T.U.L.P.S.

Riguardo a tale campagna viene inoltre consigliata la diffusione dei contenuti dell’opuscolo dell’INAIL dal titolo: Indicazioni operative per le aziende del settore pirotecnico.

Tale opuscolo – frutto della collaborazione tra l’Inail, il Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, la Direzione armamenti terrestri del Segretariato generale della Difesa/DNA e il Dipartimento della Pubblica sicurezza, Ufficio per l’amministrazione generale del Ministero dell’interno – alla luce dell’analisi delle principali criticità, intende fornire alcune indicazioni sulla gestione dei rischi più rilevanti e sull’attuazione degli aspetti normativi in termini di salute e sicurezza dei lavoratori, inclusa l’implementazione delle specifiche norme di prevenzione incendi.

 

 

 

L’opera di sensibilizzazione dovrà inoltre riguardare la necessità di:

  1. osservare scrupolosamente i limiti di carico di materiali esplodenti e dei prodotti pirotecnici stabiliti nelle rispettive licenze;
  2. provvedere, senza ritardo e nel rispetto delle cautele imposte dalla legge e dagli altri obblighi di diligenza, al trasferimento dei prodotti finiti dai laboratori di fabbricazione ai locali di deposito;
  3. dare scrupolosa attuazione agli obblighi di registrazione delle materie prime e dei prodotti finiti stabiliti dall’art. 55 T.U.L.P.S.;
  4. attenersi al rigoroso rispetto delle metodologie e regole tecniche di lavorazione;
  5. assicurare che la manipolazione dei prodotti e delle materie esplodenti siano effettuate esclusivamente da soggetti in possesso della capacità tecnica di cui all’art. 101 del R.D. n. 635/1940, eventualmente coadiuvati da collaboratori adeguatamente formati allo scopo.
  • Approfondito controllo delle licenze di trasporto rilasciate agli operatori di settore, al fine di monitorare se vi sia una sproporzione tra la quantità di prodotti che una struttura è autorizzata a fabbricare o detenere e il totale dei quantitativi di prodotti movimentati per l’allestimento di spettacoli pirotecnici autorizzati ai sensi dell’art. 57 T.U.L.P.S., o per il rifornimento di altri depositi.

 

Un ulteriore aspetto di riflessione riguarda inoltre la sensibilizzazione dei Sindaci che rivestono la qualità di Autorità di Pubblica Sicurezza, affinché il rilascio delle prescritte licenze per lo svolgimento degli spettacoli pirotecnici ex art. 57 T.U.L.P.S. avvenga nel più rigoroso rispetto delle norme di sicurezza, dando sempre preventiva informazione al Questore, al Dirigente del locale Commissariato di Polizia ovvero al Comandante della Stazione dei Carabinieri.

 

Partendo da questo ultimo aspetto indicato nella Circolare, nell’ottica di una corretta la progettazione della sicurezza degli eventi, vogliamo inoltre soffermarci ad approfondire alcuni aspetti legati all’organizzazione e gestione eventi e per fare ciò riprendiamo in linea generale quelle che sono le indicazioni presenti nelle citate linee guida e nella bibliografia tecnica:

Area di Sparo

È l’area in cui vengono posizionati gli artifici destinati allo spettacolo pirotecnico ed i loro eventuali mezzi di lancio.

L’area di sparo:

  • deve essere opportunamente delimitata con apposita segnaletica e, se ritenuto necessario, cintata;
  • in ogni caso deve esservi vietato l’accesso del pubblico;
  • gli artifici dovranno esservi disposti in modo da evitare reciproche influenze con possibilità di accensioni accidentali.

 

Distanza di sicurezza per il pubblico:

Essa è determinata in base al calibro degli artifici impiegabili e in base al tipo degli stessi – fuochi a terra e fuochi aerei – e va da 30 m. a 200 m.

Tali indicazioni trovano applicazione anche in caso di utilizzo degli articoli pirotecnici muniti della marcature CE salvo che il fabbricante imponga distanze di sicurezza superiori.

Anche per l’impiego di articoli il cui calibro superi quelli massimi indicati calibro 210 mm per i cilindrici e calibro 400 mm per gli sferici) si dovrà applicare la distanza più cautelativa, quindi maggiore, che emerga dal raffronto della distanza massima pari a 200 m e quella indicata ovvero ricavabile dai dati della relativa etichetta.

In mancanza di tali indicazioni acquisibili dall’etichetta, il pirotecnico dovrà provvedere all’allestimento tenendo conto delle distanze minime di sicurezza risultanti da idonea documentazione relativa ai prodotti che s’intendono utilizzare, fornita dall’Ente Notificato.

E’ evidente che il pirotecnico concorre in maniera determinante, con le conseguenti connesse responsabilità, al corretto allestimento dello spettacolo pirotecnico ed al rispetto delle distanze di sicurezza dall’area di sparo in relazione alle necessarie valutazioni sulle condizioni concrete dei siti prescelti.

Resta ferma, in ogni caso, la facoltà della competente Autorità di P.S. di innalzare le distanze di sicurezza (che sono da considerarsi come limiti minimi) sotto forma di prescrizioni ex art 9 T.U.L.P.S.

Per una migliore comprensione, riportiamo di seguito uno schema riassuntivo relativo alle distanze di sicurezza: ( tratto da www.vigilfuoco.it/sitiVVF/ascolipiceno/Ing. Mauro Malizia – FUOCHI ARTIFICIALI – NORMATIVA DI SICUREZZA )

Zona di sicurezza:

E’ lo spazio posto tra l’area di sparo e le zone aperte al pubblico, in esso non è consentito l’accesso o la sosta al pubblico ma solo di un’aliquota di personale preposto al soccorso pubblico in grado di intervenire anche nell’area di sparo in caso di incidente.

Gli edifici, le costruzioni e le strutture di qualsiasi genere esistenti non devono essere abitate o frequentate durante lo svolgimento dello spettacolo e devono essere sufficientemente distanti per non subire danni.

 

Ricordiamo infine che la necessità di consapevolezza e conoscenza dei pericoli, la corretta valutazione dei rischi ed il rispetto delle regole in questo settore è certamente un elemento cardine della prevenzione, anche perché – come evidenziato dall’INAIL – il settore dei prodotti pirotecnici, sebbene costituisca un comparto circoscritto in termini di numero di aziende e addetti, rientra tra quelli più rischiosi nel quale si sono verificati incidenti con infortuni quasi sempre mortali, anche plurimi.

 

 

Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS – Referente Nazionale Progetto AiFOS Costruzioni

 

 

 

[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

DirettivaEventiSassari

Le nuove regole per l’organizzazione e gestione delle feste.

Il giorno dopo la sua emanazione se ne è parlato in un Convegno a Sassari.

 

Il titolo del Convegno era chiaro PROTEZIONE CIVILE, tra eventi e manifestazioni. La Circolare Gabrielli”, ma il 19 luglio a Sassari oltre alla Circolare Gabrielli si è parlato anche e soprattutto della nuova “Direttiva Eventi” che era stata emanata poche ore prima.

Il Convegno che si è svolto nelle sale della Confcommercio Nord Sardegna di Sassari a partire dalle 9:00 di giovedì 19 luglio è stato organizzato dai Centri Formazione Aifos della Sardegna CFA Professionale Masia e ISFOS S.r.l., ed ha approfondito uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi, ovvero quello della sicurezza nell’organizzazione di eventi, pubbliche manifestazioni e spettacoli.

Presieduto da Antonio Sole, Presidente Confcommercio Nord Sardegna, il momento informativo aveva l’obiettivo di analizzare le normativa vigente e le circolari emanate nell’ultimo anno al fine di comprendere meglio la portata delle disposizioni in materia di sicurezza, definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori ed i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della security e della safety dell’evento.

E dalla nuova “Direttiva Eventi” è partito Pino Masia che nel suo intervento aveva il compito di presentare le motivazioni che hanno portato ad organizzare il Convegno, mentre il moderatore dell’incontro Efisio Porcedda, Vice presidente AiFOS, ha presentato la situazione degli eventi in Italia dopo l’emanazione della Circolare Gabrielli.

Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile, in oltre tre ore di intervento ha poi cercato di illustrare gli aspetti normativi, i limiti applicativi e le soluzioni che possono essere adottate nell’organizzazione degli eventi.

Nel suo intervento Stefano Farina ha poi presentato nel dettaglio la nuova direttiva e l’allegato “Nuovi modelli procedurali per l’organizzazione in sicurezza degli eventi”, specificandone le peculiarità, i limiti e le problematiche applicative.

Tra i vari aspetti sottolineati vi è quello dei soggetti chiamati a ricoprire il ruolo di “operatore eventi”, ovvero chi all’interno delle feste ha dei ruoli di accoglienza e gestione del pubblico. Negli ultimi mesi erano stati quasi sempre utilizzati operatori professionali con una formazione di addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza rischio alto( indicazioni derivanti da una lettura generica della Circolare Morcone), il Ministero del Lavoro, nella nuova direttiva, prevede invece che gli operatori possono essere anche altri soggetti purché in possesso di adeguata formazione in materia (ad esempio volontari delle associazioni che frequentano appositi corsi specifici).

Nel corso del Convegno c’è stato anche l’intervento importante e non rituale dell’Ing Falpo comandante Vvf di SASSARI, che partendo proprio dalla nuova Direttiva ha illustrato quale sarà la linea di intervento del proprio comando.

 

 

LA TECNOLOGIA DEI DRONI AL TUO SERVIZIO

Se necessario potrà essere effettuata l’analisi preliminare dell’area dell’evento tramite riprese con i DRONI,
tramite riprese video e fotografie dall’alto (per aree non critiche).

RILIEVO CON DRONI

Una migliore comprensione degli aspetti legati alla gestione delle emergenze ed alla predisposizione dei relativi piani è certamente legata alla perfetta conoscenza del territorio.
Essa si può ottenere mediante l’effettuazione di videoriprese o fotografie scattate dall’alto, in tal modo si potranno effettuare migliori analisi e produrre la necessaria documentazione.

L’attività viene svolta dall’Arch. Lara Calanni Pileri in possesso dell’attestato ENAC di Pilota APR rilasciato in conformità al Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto (aree non critiche).




SICURELLOsi FORMAZIONE OPERATORI SAFETY EVENTI

Direttiva Eventi – Formazione Operatori Safety

SICURELLO.SI #SAFETY propone i materiali per la formazione degli operatori

Oltre 150 slide liberamente modificabili dal docente e nate dall’esperienza nell’ambito dell’organizzazione e gestione di eventi di piccole e medie dimensioni ed utilizzate negli ultimi mesi nella formazione di decine di operatori in tutta Italia.

Slide semplici, chiare, colorate e ricche di immagini, modificabili e personalizzabili liberamente in base alle proprie esigenze formative.

Per chi effettua l’acquisto entro il 6 agosto 2018, le slide sono in vendita ad un prezzo scontato.
Inoltre verrà inviato gratuitamente un pacchetto di immagini .jpg di grande dimensione, relative alla cartellonistica di emergenza e antincendio della UNI EN ISO 7010, utilizzabili per esercitazioni, simulazioni e quant’altro necessario.

Le slide ed il pacchetto regalo vi verranno recapitati il 9 agosto 2018 all’indirizzo email con il quale vi siete registrati ed avete effettuato l’acquisto.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci al numero 0461 925385 o all’indirizzo email shop@sicurello.it

www.sicurello.it

Le slide SICURELLO.SI #SAFETY possono essere utilizzate per la formazione degli operatori eventi previsto dalla Circolare Gabrielli del 07 giugno 2017 e dalla Direttiva Eventi del 18 luglio 2018.

 

In particolare la Circolare Gabrielli prevede

ASPETTI SAFETY

[ESTRATTO]

… necessità di qualificare – nell’ambito del processo di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni – gli aspetti di Safety, quali i dispositivi e le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone e quelli di Security, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai fini dell’individuazione delle migliori strategie operative.

In tale ambito, per quanto riguarda le misure attinenti la Safety – facendo salve le competenze degli organismi previsti dalla normativa di settore, quali le Commissioni Provinciali e Comunali di Vigilanza sui pubblici spettacoli, nonché le competenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), del Centro Operativo Misto (C.O.M.) e del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) – dovranno essere accertate le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza:

[…]
  • piano di impiego, a cura dell’organizzazione, di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico;
[…]

Mentre la Direttiva Eventi del 18 luglio 2018, al punto 8 delle Linee Guida ribadisce

8.   OPERATORI DI SICUREZZA

Nell’ambito della gestione della sicurezza, devono essere previsti operatori destinati alle seguenti mansioni:

  • assistenza all’esodo;
  • instradamento e monitoraggio dell’evento;
  • lotta all’incendio.

Per l’espletamento di tali mansioni, l’organizzatore della manifestazione si avvarrà di operatori di sicurezza in possesso dei seguenti requisiti:

1.  Soggetti iscritti ad Associazioni di protezione civile riconosciute nonché personale in quiescenza già appartenente alle forze dell’ordine, alle forze armate, ai Corpi dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco, al Servizio Sanitario per i quali sia stata attestata l’idoneità psico-fisica, ovvero altri operatori in possesso di adeguata formazione in materia;

2.  Addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza, formati con corsi di livello C ai sensi del DM 10 marzo 1998 e abilitati ai sensi dell’art. 3 della Legge 609/96.

Per lo svolgimento della funzione di assistenza all’esodo, all’instradamento ed al monitoraggio dell’evento possono essere impiegati operatori in possesso dei requisiti, indistintamente, di cui ai precedenti punti 1 e 2.

Il numero complessivo di operatori di sicurezza addetti a tali funzioni non dovrà essere inferiore ad una unità ogni 250 persone presenti. Ogni venti operatori dovrà essere previsto almeno un coordinatore di funzione.

A questi operatori deve essere aggiunto un numero di addetti alla lotta antincendio e alla gestione delle emergenze in possesso dei requisiti di cui al punto 2, individuato sulla base della valutazione dei rischi di incendio e conformemente alla pianificazione di emergenza.

Per le manifestazioni caratterizzate da un’alta affluenza sarà richiesto, come stabilito dall’art. 19 del D.Lvo 139/2006 s.m.i.  il servizio di vigilanza antincendio al Comando dei Vigili del Fuoco competente per territorio.

Vengono pertanto confermati quali operatori sia coloro che con un percorso di volontariato strutturato o un percorso professionalizzante hanno acquisito competenze utili ai fini del ruolo da ricoprire, sia coloro che hanno ricevuto una formazione specifica in materia di assistenza all’esodo, instradamento e monitoraggio dell’evento. Affiancati inevitabilmente da addetti alla lotta all’incendio in numero congruo e con formazione da DM 10 marzo 1998 completa di abilitazione.

In riferimento ai volontari della Protezione Civile occorrerà raccordarsi a quanto stabilito dalle indicazioni regionali già emanate per l’attivazione degli stessi.

 

 

Le nostre slide, utilizzate – in tutta Italia – a partire dalla fine di giugno 2017 nella formazione degli operatori safety eventi, sono predisposte proprio per permettere ai formatori di trasmettere agli operatori safety eventi tutte le informazioni necessarie per ricoprire il proprio ruolo.

Ricorda che la Formazione Opeeratori Safety Eventi, oltre ad essere obbligatoria, è necessaria per il corretto svolgimento di qualsiasi tipologia di Evento e Pubblica Manifestazione, per la tutela del pubblico dell’Evento.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci al numero 0461 925385 o all’indirizzo email shop@sicurello.it

www.sicurello.it

Le nostre attivita’:
Progettazione sicurezza e ruolo di
Responsabile Sicurezza Evento Trento Smart City Week 2018
Ruolo ricoperto da Stefano Farina

 

Le oltre 150 slide della serie SICURELLO.SI #SAFETY possono essere utilizzate per la formazione degli operatori safety eventi previsto dalla Circolare Gabrielli del 07 giugno 2017 e dalla Direttiva Eventi del 18 luglio 2018 e sono state utilizzate a partire dalla fine di giugno 2017 in numerosi eventi formativi, informativi, divulgativi in Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Sardegna, Lazio, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna,
…e nell’ambito di Convegni, Seminari, Videoconferenze e WorkShop a carattere nazionale.

 

Le nostre attivita’:
Progettazione sicurezza e ruolo di
Responsabile Sicurezza Evento Trento Film Festival – Montagna Libri 2018
Ruolo ricoperto da Stefano Farina

 

Le oltre 150 slide della serie SICURELLO.SI #SAFETY sono nate dall’esperienza diretta nella progettazione e gestione sicurezza eventi maturata dal Geom. Stefano Farina a partire dal 2008, ovvero un’esperienza decennale in un settore dove di sicurezza si è iniziato a parlare solo da pochi mesi.

 

 

 

 

 

 

 

Sicurezza degli eventi in umbria: g.r. preadotta linee guida

Perugia, 25 lug. 018

“Migliorare le procedure relative alla circolare Gabrielli in materia di sicurezza negli eventi pubblici, all’insegna della responsabilità e della semplificazione, per consentire alle piccole manifestazioni che costituiscono l’ossatura della nostra economia turistica vita più facile”. È questo l’obiettivo delle “Linee Guida regionali per la progettazione ed attuazione delle misure di sicurezza ed incolumità negli eventi temporanei di ogni tipo” preadottate dalla giunta regionale su proposta del vice presidente della Giunta regionale, con delega alle politiche della sicurezza urbana, Fabio Paparelli. 

Le norme a carico dei soggetti organizzatori e degli enti locali previste dalla circolare Gabrielli, anche se oggetto di recente revisione, lasciano alle Regioni, in virtù delle competenze legislative concorrenti in tema di polizia amministrativa, spazi ulteriori di intervento sulla complessità di procedure, sull’impiego di risorse umane e conseguentemente sui costi, che lo pro-Loco in particolare sono chiamate a sostenere.  Per fare fronte a queste problematiche, la Regione Umbria, in accordo con ANCI Umbria e con UNPLI, ha attivato un laboratorio formativo condotto dal professore Saverio Linguanti, con l’obiettivo di definire delle Linee Guida regionali per la progettazione ed attuazione delle misure di sicurezza ed incolumità negli eventi temporanei di ogni tipo.

“Con le Linee Guida regionali – ha spiegato Paparelli – si intende pertanto agevolare, pianificare e rendere omogeneo il lavoro sia degli organizzatori delle manifestazioni pubbliche che degli enti locali, per quanto ovviamente di competenza regionale nella materia. Le semplificazioni proposte, fanno ovviamente salve le prerogative delle istituzioni deputate alla tutela dell’ordine pubblico, cui abbiamo chiesto un parere, data la delicatezza dei temi. Il vademecum rappresenta uno strumento importante che passerà al vaglio del Cal prima della definitiva adozione”.

Il provvedimento amplia la possibilità di utilizzo della SCIA negli eventi in base alle dimensioni dell’ente, realizzando contestualmente una semplificazione procedimentale ed una responsabilizzazione degli organizzatori senza pregiudicare in alcun modo l’incolumità e la sicurezza dei partecipanti, garantita dalla necessità di predisporre una valutazione generale delle criticità dell’evento da sottoporre sia al vaglio comunale, sia al vaglio finale degli organi dello Stato competenti.

Le Linee Guida regionali saranno applicabili a tutti i tipi di eventi temporanei, a prescindere dallo scopo di lucro o meno dell’organizzatore dell’evento, svolti all’aperto o al chiuso, come ad esempio agli eventi di tipo politico, religioso, sportivo, di trattenimento o spettacolo, di commercio, fieristico, ed ogni altro evento simile nel quale sia prevista l’apertura al pubblico e la messa a disposizione delle attività in essi organizzate. Le Linee Guida offrono indicazioni operative sulle variabili dei fattori di rischio da considerare nel momento in cui il soggetto organizzatore costruisce la Relazione di Incolumità Generale, la quale dovrà essere inviata all’amministrazione comunale competente per territorio. Ma dall’altro danno anche indicazioni ai Comuni in merito alla valutazione dell’evento e alla valutazione della relazione di incolumità presentata dal soggetto organizzatore. Inoltre nelle Linee Guida si danno chiarimenti in merito all’impiego delle diverse figure addette alla sicurezza nelle manifestazioni pubbliche, richiamate nelle varie circolari ministeriali, alla loro formazione, competenze e funzioni. In particolare nelle Linee Guida si fa riferimento alle seguenti figure: addetto alla sicurezza antincendio, addetto al pronto soccorso, addetto ai servizi di controllo, addetti generici volontari, utilizzo della protezione civile per eventi rilevanti.

[Fonte Regione Umbria]

Sei un formatore, sei il presidente di un’associazione di volontari, sei un ente che ha bisogno di formare i propri ADDETTI ALLA SAFETY EVENTO (addetto ai servizi di controllo, addetti generici volontari) utilizza i materiali della serie SICURELLO.si SAFETY per effettuare la formazione.

SICURELLOsi-SAFETY-01

 

 

DirettivaEventiSassari

Le nuove regole per l’organizzazione e gestione delle feste.

Il giorno dopo la sua emanazione se ne è parlato in un Convegno a Sassari.

 

Il titolo del Convegno era chiaro PROTEZIONE CIVILE, tra eventi e manifestazioni. La Circolare Gabrielli”, ma il 19 luglio a Sassari oltre alla Circolare Gabrielli si è parlato anche e soprattutto della nuova “Direttiva Eventi” che era stata emanata poche ore prima.

Il Convegno che si è svolto nelle sale della Confcommercio Nord Sardegna di Sassari a partire dalle 9:00 di giovedì 19 luglio è stato organizzato  dai Centri Formazione Aifos della Sardegna CFA Professionale Masia e ISFOS S.r.l., ed ha approfondito uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi, ovvero quello della sicurezza nell’organizzazione di eventi, pubbliche manifestazioni e spettacoli.

Presieduto da  Antonio Sole, Presidente Confcommercio Nord Sardegna, il momento informativo aveva l’obiettivo di analizzare le normativa vigente e le circolari emanate nell’ultimo anno al fine di comprendere meglio la portata delle disposizioni in materia di sicurezza, definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori ed i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della security e della safety dell’evento.

E dalla nuova “Direttiva Eventi” è partito Pino Masia che nel suo intervento aveva il compito di presentare le motivazioni che hanno portato ad organizzare il Convegno, mentre il moderatore dell’incontro Efisio Porcedda, Vice presidente AiFOS, ha presentato la situazione degli eventi in Italia dopo l’emanazione della Circolare Gabrielli.

Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile, in oltre tre ore di intervento ha poi cercato di illustrare gli aspetti normativi, i limiti applicativi e le soluzioni che possono essere adottate nell’organizzazione degli eventi.

Nel suo intervento Stefano Farina ha poi presentato nel dettaglio la nuova direttiva e l’allegato “Nuovi modelli procedurali per l’organizzazione in sicurezza degli eventi”, specificandone le peculiarità, i limiti e le problematiche applicative.

Tra i vari aspetti sottolineati vi è quello dei soggetti chiamati a ricoprire il ruolo di “operatore eventi”, ovvero chi all’interno delle feste ha dei ruoli di accoglienza e gestione del pubblico. Negli ultimi mesi  erano stati quasi sempre utilizzati operatori professionali con  una formazione di addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza rischio alto( indicazioni derivanti da una lettura generica della Circolare Morcone), il Ministero del Lavoro, nella nuova direttiva, prevede invece che gli operatori possono essere anche altri soggetti purché in possesso di adeguata formazione in materia (ad esempio volontari delle associazioni che frequentano appositi corsi specifici).

Nel corso del Convegno c’è stato anche l’intervento importante e non rituale dell’Ing Falpo comandante Vvf di SASSARI, che partendo proprio dalla nuova Direttiva ha illustrato quale sarà la  linea di intervento del proprio comando.

 

 

 

NUOVI MODELLI PROCEDURALI PER L’ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI

Il Ministero dell’Interno in data 18 luglio 2018 ha emanato una nuova direttiva che detta indicazioni per garantire alti livelli di sicurezza nelle pubbliche manifestazioni.

Articolo a cura di Lara Calanni Pileri, Antonella Grange, Stefano Farina.

 Dopo oltre un anno di dibattiti e discussioni, eventi cancellati e malumori, in data 18 luglio 2018 il Ministero dell’Interno con una direttiva a firma del Capo di Gabinetto Prefetto Matteo Piantedosi, ha cercato di dare indicazioni concrete ed attuabili, nonchè modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di eventi e manifestazioni pubbliche

 

Tale direttiva nasce dal monitoraggio degli esiti applicativi e dal confronto con gli enti esponenziali delle realtà territoriali, di una rivisitazione e di una reductio ad unum delle precedenti linee di indirizzo. Tanto, allo scopo di consentire l’individuazione di più efficaci strategie operative a salvaguardia dell’incolumità e della sicurezza dei partecipanti, nel rispetto delle tradizioni storico – culturali e del patrimonio economico – sociale delle collettività locali.

 

Un presupposto al lavoro fatto è legato alla necessità di superare talune rigidità rilevate nell’applicazione pratica e nei contenuti del modello organizzativo e procedurale fornito in via sperimentale nel luglio 2017 ed allegato Circolare Morcone di data 28 luglio 2017.

Di fatto la prima differenza si esplica nel non trovare più la tabella di valutazione del rischio, dall’esito della quale si dovevano desumere azioni più o meno gravose.

 

Le nuove indicazioni – che tengono luogo delle precedenti (ad esempio la Circolare Gabrielli e la Direttiva Morcone) – sono intese a ridefinire alcuni passaggi procedurali e a favorire, nell’ottica di un “approccio flessibile” alla gestione del rischio, la migliore parametrazione delle misure cautelari rispetto alle “vulnerabilità” in concreto rilevate in relazione a ciascun evento.

 

Con riferimento alle pubbliche manifestazioni sottoposte a regime autorizzatorio, viene precisato che l’iniziativa spetta all’organizzatore, che invierà al Comune, con congruo anticipo rispetto alla data dell’evento, l’istanza corredata dalla documentazione necessaria, recante anche l’indicazione delle misure di sicurezza che si intende adottare.

 

Ove si tratti di eventi di pubblico spettacolo, il Comune, ai fini del rilascio dell’autorizzazione, secondo le previsioni dell’art. 80 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, acquisirà il parere della Commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

 

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Nelle altre ipotesi, invece, il Comune potrà rilasciare direttamente il provvedimento autorizzativo, indicando nello stesso le misure di sicurezza da adottarsi.

 

Qualora nella fase istruttoria vengano in rilievo profili di security o di safety, di tale complessità e delicatezza da richiedere un’analisi coordinata e integrata e, comunque, qualora si profilino peculiari condizioni di criticità connesse alla tipologia dell’evento, alla conformazione del luogo, al numero e alle caratteristiche dei partecipanti, il Sindaco, o il Presidente della Commissione di vigilanza, ne informerà la Prefettura.

 

Saranno poi i soggetti deputati, una volta acquisita la documentazione prodotta dall’organizzatore e qualora ne constatino l’effettiva esigenza, a sottoporre l’argomento all’esame del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargato alla partecipazione del Comandante provinciale dei Vigili del fuoco.

 

In tal caso, nell’ambito del Comitato, saranno definiti i dispositivi di security, nonché valutati quelli di safety, eventualmente modificando o implementando le misure previste dall’organizzatore, ove ciò risulti necessario in un’ottica di ottimizzazione dell’efficacia del generale dispositivo di sicurezza.

 

A questo fine, il Comitato potrà fare riferimento all’unito documento, recante “Linee guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità” – che allegato alla direttiva – diventa un utile supporto per l’individuazione delle più idonee misure di contenimento del rischio in relazione a manifestazioni caratterizzate da rilevanti profili di complessità o delicatezza.

 

Potrà comunque essere valutata l’opportunità di svolgere ulteriori approfondimenti, con il coinvolgimento delle Forze di Polizia, dei Vigili del fuoco e delle altre istituzioni e realtà associative interessate, allo scopo di rendere le prescrizioni di carattere generale ivi contenute maggiormente conformi alle peculiarità del territorio e delle manifestazioni programmate in sede locale.

 

Infine, con riferimento alle manifestazioni di cui agli artt. 18 e 25 (vedasi note finali) del R.D. n. 773 del 1931, il Questore, secondo le consuete e consolidate prassi amministrative, interesserà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica solo in relazione a quegli eventi che implicano un livello di rischio tale da imporre una valutazione coordinata da parte delle autorità preposte.

 

Nell’ambito di tale Consesso, integrato dal Comandante provinciale dei Vigili del fuoco, potranno valutarsi, unitamente ai profili di security, le eventuali misure di safety ritenute necessarie all’integrazione del generale dispositivo di sicurezza.

 

Alla direttiva sono poi allegate le linea guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità nelle quali, in dieci punti, vengono riportate le indicazioni da seguire per la caratterizzazione  e   il dimensionamento delle misure di sicurezza finalizzate al contenimento del rischio in  manifestazioni pubbliche che si tengono in luoghi all’aperto in cui si profilino peculiari condizioni di criticità connesse alla tipologia dell’evento, alla conformazione del luogo, al numero e alle caratteristiche dei partecipanti,   non assoggettate ai procedimenti di cui all’art. 80 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773. (ndr. teatro o di un luogo di pubblico spettacolo)

 

Viene anche precisato che per le manifestazioni di pubblico spettacolo che si tengono in luoghi all’aperto assoggettate ai procedimenti di cui all’articolo 80 del regio decreto 18 giugno 1931 n. 773 e che presentino peculiari condizioni di criticità, le linee guida possono costituire un utile riferimento integrativo degli aspetti non già ricompresi nelle vigenti norme di sicurezza per esse applicabili.

 

 

Vediamo ora nel dettaglio i 10 punti delle Linee Guida.

 

1.   NORMATIVA PRESA A RIFERIMENTO

Per la definizione delle misure di mitigazione del rischio da attuarsi nelle manifestazioni oggetto del documento sono state prese come riferimento le seguenti normative di sicurezza:

DM 19.08.1996

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.

DM 18.03.1996

Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi.

 

2.   REQUISITI DI ACCESSO ALL’AREA

  • Accessibilità mezzi di soccorso:

     –        larghezza: 3.50 m.

     –        altezza libera: 4.00 m.

     –        raggio di volta: 13 m.

     –        pendenza: non superiore al 10%

     –        resistenza al carico: almeno 20 t (8 sull’asse anteriore e 12 sull’asse posteriore)

  • Individuazione delle aree di ammassamento per i mezzi di soccorso   per la gestione operativa di scenari incidentali configurabili come maxi-emergenze.

Per quanto possibile, oltre ai requisiti di accesso all’area sopra citati dovrà essere individuata una viabilità dedicata ai mezzi di soccorso che consenta di raggiungere l’area della manifestazione senza interferire con i flussi in esodo degli occupanti.

 

3.   PERCORSI DI ACCESSO ALL’AREA E DI DEFLUSSO DEL PUBBLICO

Qualora esigenze diverse da quelle di safety richiedano percorsi separati di accesso all’area e di deflusso del pubblico, la stessa misura è consentita purché:

a) i varchi utilizzati come ingressi alla manifestazione abbiano caratteristiche idonee ai fini dell’esodo, in caso d’emergenza;

oppure

b) il sistema di esodo sia completamente indipendente dai predetti varchi di accesso.

 

4.   CAPIENZA DELL’AREA DELLA MANIFESTAZIONE

Per le aree destinate alle manifestazioni dovrà essere definita una capienza massima, avendo come riferimento una densità di affollamento massima pari a 2 persone/m2. L’affollamento definito dal parametro sopra citato dovrà essere comunque verificato con la larghezza dei percorsi di allontanamento dall’area, applicando il parametro di capacità di deflusso di 250 persone/modulo.

Il numero di varchi di allontanamento non dovrà essere inferiore a tre, ed essi dovranno essere collocati in posizione ragionevolmente contrapposta.

La larghezza minima dei varchi e delle vie di allontanamento inserite nel sistema di vie d’esodo non dovrà essere inferiore a 2.40 m.

Gli ingressi alle aree delimitate dell’evento, anche se di libero accesso, devono essere controllati attraverso sistemi quali, ad esempio, l’emissione di titolo di accesso gratuito ovvero con conta-persone.

 

5.   SUDDIVISIONE DELLA ZONA IN SETTORI

Per affollamento fino a 10.000 persone non è richiesta, ai fini di safety, la suddivisione in settori.

Per affollamento superiore a 10.000 persone e fino a 20.000 persone, si dovrà prevedere la separazione in almeno due settori.

Per affollamento superiore a 20.000 persone si dovrà prevedere la separazione in almeno tre settori. I settori devono essere realizzati secondo i seguenti requisiti:

  • i settori dovranno essere separati tra loro mediante l’interposizione di spazi liberi in cui è vietato lo stazionamento di pubblico ed automezzi non in emergenza aventi larghezza non inferiore a 5 metri.
  • lungo   la   delimitazione   della   suddetta   zona   di   separazione   si   dovranno   prevedere   degli attraversamenti presidiati in ragione di uno ogni 10 m.
  • le separazioni di tipo “mobile” devono garantire la resistenza ad una pressione su metro lineare superiore a 300 N/m al fine di evitare che, a seguito di ribaltamento, le stesse separazioni possano causare la caduta di persone e il conseguente calpestamento.
  • lungo le separazioni di tipo mobile si dovranno prevedere degli attraversamenti presidiati in ragione di uno ogni 10 m

La direttiva riporta inoltre uno schema esemplificativo che costituisce un’ipotesi di suddivisione dell’area in settori.

Tale soluzione può ritenersi applicabile ove i lati non delimitati da transenne antipanico consentano l’allontanamento del pubblico verso le vie di esodo.

L’esigenza di dover delimitare l’intera area interessata dall’evento per esigenze non solo di safety, ma anche di security, potrebbe essere soddisfatta anche interponendo opportuni spazi liberi di idonea superficie, da ricavare lungo il perimetro della zona occupata dal pubblico, ovvero annettendo la viabilità adiacente.

 

6.   PROTEZIONE ANTINCENDIO

Si dovrà prevedere un congruo numero di estintori portatili, di adeguata capacità estinguente, collocati in postazioni controllate. Gli estintori portatili potranno essere integrati con estintori carrellati da posizionare nell’area del palco / scenografia.

Ove non disponibile una rete di idranti, si dovrà prevedere la presenza sul posto di almeno un automezzo antincendio dedicato messo a disposizione dall’organizzatore.

In manifestazioni ove sia prevista l’affluenza di oltre 20.000 persone dovrà essere richiesto il servizio di vigilanza antincendio di cui all’art. 18 del D.Lgs. 8 marzo 2006 n.139, con l’impiego di automezzi antincendio VV.F., secondo le disposizioni dettate dal D.M. Interno 22 febbraio 1996 n.n. 261.

 

7.   GESTIONE DELL’EMERGENZA-PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE

Si dovrà provvedere alla pianificazione delle procedure da adottare in caso d’emergenza tenendo conto delle caratteristiche del sito e del tipo di evento.

In esito alla valutazione dei rischi, il responsabile dell’organizzazione dell’evento dovrà redigere un piano d’emergenza che dovrà riportare:

  • le azioni da mettere in atto in caso d’emergenza tenendo conto degli eventi incidentali ipotizzati nella valutazione dei rischi;
  • le procedure per l’evacuazione dal luogo della manifestazione, con particolare riferimento alla designazione del personale addetto all’instradamento della folla;
  • le disposizioni per richiedere l’intervento degli Enti preposti al soccorso e fornire le necessarie informazioni finalizzate al buon esito delle attività poste in essere dai succitati Enti;
  • le apparecchiature e i sistemi eventualmente disponibili per la comunicazione tra gli Enti presenti e l’organizzazione dell’evento;
  • le specifiche misure per l’assistenza alle persone diversamente abili.

I possibili scenari incidentali saranno classificati per livelli nell’ambito dei quali dovrà essere individuata la competenza in materia d’intervento.

Dovrà essere prevista la possibilità di comunicazione con il pubblico degli elementi salienti del piano d’emergenza prima, durante ed alla fine della manifestazione. In particolare, facendo ricorso ad apposita messaggistica, dovranno essere fornite preventivamente informazioni sui percorsi di allontanamento, sulle procedure operative predisposte per l’evento e sulle figure che svolgono un ruolo attivo nella gestione dell’emergenza.

Si dovrà altresì prevedere, nell’ipotesi di evento incidentale, la possibilità di comunicare, in tempo reale, con il pubblico, per fornire indicazioni sui comportamenti da adottare finalizzati al superamento della criticità.

Dovrà essere previsto un sistema di diffusione sonora le cui caratteristiche impiantistiche devono prevedere:

  • alimentazione elettrica con linea dedicata;
  • livello sonoro tale da essere udibile in tutta l’area della manifestazione;
  • presenza di un congruo numero di postazioni per le comunicazioni di emergenza in funzione delle caratteristiche dell’area della manifestazione.

Inoltre si dovrà prevedere, in loco, un centro di coordinamento per la gestione della sicurezza che consenta, altresì, le comunicazioni tra gli Enti presenti e tra questi ultimi e l’organizzazione.

 

Nell’installazione della segnaletica di sicurezza si dovrà tenere conto dell’esigenza di segnalare la presenza di ostacoli non immediatamente visibili in caso di aree affollate, soprattutto quando questi siano a ridosso dei varchi di allontanamento. A tal fine si potrà far ricorso, oltre che alla segnaletica di sicure zza di tipo ordinario conforme al D. L.vo 81/2008, anche ad ulteriori sistemi di segnalazione ad alta visibilità, per manifestazioni in orario serale, indicanti sia eventuali barriere non rimovibili, sia l’ubicazione dei varchi di esodo. Tali sistemi di segnalazione dovranno essere posizionati ad un’altezza tale da poter essere visibili da ogni punto dell’area della manifestazione.

 

8.   OPERATORI DI SICUREZZA

Nell’ambito della gestione della sicurezza, devono essere previsti operatori destinati alle seguenti mansioni:

  • assistenza all’esodo;
  • instradamento e monitoraggio dell’evento;
  • lotta all’incendio.

Per l’espletamento di tali mansioni, l’organizzatore della manifestazione si avvarrà di operatori di sicurezza in possesso dei seguenti requisiti:

1.  Soggetti iscritti ad Associazioni di protezione civile riconosciute nonché personale in quiescenza già appartenente alle forze dell’ordine, alle forze armate, ai Corpi dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco, al Servizio Sanitario per i quali sia stata attestata l’idoneità psico-fisica, ovvero altri operatori in possesso di adeguata formazione in materia;

2.  Addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza, formati con corsi di livello C ai sensi del DM 10 marzo 1998 e abilitati ai sensi dell’art. 3 della Legge 609/96.

Per lo svolgimento della funzione di assistenza all’esodo, all’instradamento ed al monitoraggio dell’evento possono essere impiegati operatori in possesso dei requisiti, indistintamente, di cui ai precedenti punti 1 e 2.

Il numero complessivo di operatori di sicurezza addetti a tali funzioni non dovrà essere inferiore ad una unità ogni 250 persone presenti. Ogni venti operatori dovrà essere previsto almeno un coordinatore di funzione.

 A questi operatori deve essere aggiunto un numero di addetti alla lotta antincendio e alla gestione delle emergenze in possesso dei requisiti di cui al punto 2, individuato sulla base della valutazione dei rischi di incendio e conformemente alla pianificazione di emergenza.

Per le manifestazioni caratterizzate da un’alta affluenza sarà richiesto, come stabilito dall’art. 19 del D.Lvo 139/2006 s.m.i.  il servizio di vigilanza antincendio al Comando dei Vigili del Fuoco competente per territorio.

Vengono pertanto confermati quali operatori sia coloro che con un percorso di volontariato strutturato o un percorso professionalizzante hanno acquisito competenze utili ai fini del ruolo da ricoprire, sia coloro che hanno ricevuto una formazione specifica in materia di assistenza all’esodo, instradamento e monitoraggio dell’evento. Affiancati inevitabilmente da addetti alla lotta all’incendio in numero congruo e con formazione da DM 10 marzo 1998 completa di abilitazione.

In riferimento ai volontari della Protezione Civile occorrerà raccordarsi a quanto stabilito dalle indicazioni regionali già emanate per l’attivazione degli stessi.

 

9.   MANIFESTAZIONI DINAMICHE IN SPAZI NON DELIMITATI

Per le manifestazioni dinamiche in spazi non delimitati in cui non è presente un unico punto di convergenza e di stazionamento dei partecipanti, dovranno essere osservati i seguenti requisiti essenziali.

  • Divieto di detenzione nell’ambito del singolo banco o autonegozio di quantitativi di GPL in utilizzo e deposito superiori a 75 kg.
  • Rispetto di una distanza di sicurezza non inferiore a m. 3 tra banchi e/o auto negozi che impiegano GPL
  • Gli impianti elettrici e gli impianti utilizzatori di liquidi o gas combustibili devono essere conformi alle specifiche norme tecniche e alla regola dell’arte; tale conformità dovrà essere dichiarata a firma di tecnici abilitati e presentata ai competenti uffici del Comune ove viene svolta la manifestazione.
  • Disponibilità di estintori portatili di idonea capacità estinguente in ragione di uno ogni 100 m2 di area coperta ed utilizzata.

 

10. CASI PARTICOLARI

Per le manifestazioni storiche caratterizzate da peculiari criticità e per le quali le condizioni di tutela dei beni storici, monumentali ed ambientali non consentano la completa attuazione delle misure riportate nella presente linea guida potrà farsi ricorso, ai fini del calcolo dei parametri dell’affollamento e dell’esodo, ai metodi prestazionali previsti dagli strumenti propri dell’ingegneria della sicurezza.

A tal proposito, adottando l’approccio ingegneristico, il progettista dovrà dettagliare i passaggi che conducono ad individuare le condizioni più rappresentative del rischio al quale l’attività è esposta e quali siano i livelli di prestazione cui riferirsi in relazione agli obiettivi di sicurezza da perseguire.

In funzione degli obiettivi di sicurezza individuati, il progettista dovrà indicare quali sono i parametri significativi presi a riferimento per garantire il raggiungimento degli stessi obiettivi.

Pertanto, dovranno essere quantificati i livelli di prestazione, intendendo con ciò l’individuazione di valori di riferimento rispetto ai quali verificare che le scelte progettuali in termini di misure di sicurezza adottate consentano di perseguire i risultati attesi. Tali valori potranno essere desunti dalla specifica letteratura tecnica riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Infine, in esito ai risultati dell’elaborazione effettuata, essi costituiranno i parametri di riferimento per attestare il raggiungimento dei livelli di prestazione prefissati e validare la progettazione proposta.

 

Naturalmente quella che abbiamo dato è una prima lettura di questa importante direttiva, ci riserviamo successivi passaggi su alcuni degli aspetti ancora necessitano di approfondimento.

 

 

Note Finali

REGIO DECRETO N. 773 DEL 1931

DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’ORDINE PUBBLICO E ALLA INCOLUMITA’ PUBBLICA

 

CAPO I

DELLE RIUNIONI PUBBLICHE E DEGLI ASSEMBRAMENTI IN LUOGHI PUBBLICI

Art. 18

I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

E’ considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.

[…]

Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali.

 

CAPO II

DELLE CERIMONIE RELIGIOSE FUORI DEI TEMPLI E DELLE PROCESSIONI ECCLESIASTICHE O CIVILI

Art. 25

Chi promuove o dirige funzioni, cerimonie o pratiche religiose fuori dei luoghi destinati al culto, ovvero processioni ecclesiastiche o civili nelle pubbliche vie, deve darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

TITOLO III

DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI SPETTACOLI, ESERCIZI PUBBLICI, AGENZIE, TIPOGRAFIE, AFFISSIONI, MESTIERI GIROVAGHI, OPERAI E DOMESTICI

CAPO I

DEGLI SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI

Art. 80

L’autorità di pubblica sicurezza non può concedere la licenza per l’apertura di un teatro o di un luogo di pubblico spettacolo, prima di aver fatto verificare da una commissione tecnica la solidità e la sicurezza dell’edificio e l’esistenza di uscite pienamente adatte a sgombrarlo prontamente nel caso di incendio.

Le spese dell’ispezione e quelle per i servizi di prevenzione contro gli incendi sono a carico di chi domanda la licenza.

 

Articolo a cura di

Lara Calanni Pileri, Referente Progetto AiFOS Eventi

Antonella Grange – Referente Progetto AiFOS Montagna – Consigliere Nazionale AiFOS 

Stefano Farina – Referente Progetto AiFOS Costruzioni – Consigliere Nazionale AiFOS  

 

[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

SICUREZZA NELL’UTILIZZO DI FUOCHI D’ARTIFICIO: CONTROLLO E ISPEZIONE

Una circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, fa il punto sugli aspetti legati alla sicurezza nell’ambito della produzione, trasporto ed utilizzo di Fuochi d’Artificio.

Articolo di Stefano Farina

Con una specifica circolare di data 11 maggio 2018 [n. 557/PAS/XV.H.MASS(6)] il Ministero dell’Interno ha fatto il punto sugli aspetti legati alla sicurezza nell’ambito della produzione, trasporto ed utilizzo di Fuochi d’Artificio.

 

In particolare la Circolare, avente come oggetto: Fabbriche e depositi di fuochi d’artificio ex art. 47 TULPS. Attività di monitoraggio, controllo e ispezione, partendo dal presupposto che con l’approssimarsi della stagione estiva, durante la quale è più frequente l’impiego di prodotti pirotecnici in occasione di eventi pubblici a carattere locale, sottolinea l’esigenza di assicurare la più accurata ed attenta vigilanza a tutela della pubblica e privata incolumità.

Naturalmente la Circolare è indirizzata ai soggetti che devono effettuare i controlli e la vigilanza, ma al suo interno affronta in maniera dettagliata tutti gli aspetti che devono essere considerati nel “ciclo di vita” dei fuochi d’artificio.

Vediamo in dettaglio quanto previsto:

  • verifica che i titolari di licenza di fabbriche e depositi presenti sul territorio osservino scrupolosamente la normativa tecnica ed amministrativa di settore.
  • effettuazione di opportuni ed adeguati controlli mirati ad accertare la puntuale osservanza delle regole da parte dei titolari delle licenze di fabbricazione (rilasciate dal Prefetto ex art. 47 T.U.L.P.S), con l’ausilio eventuale di personale appartenente al nucleo artificieri.

Per quanto riguarda tali aspetti è interessante il richiamo al contenuto della circolare n. 557/PAS/U/010964/XV.H.MASS(77)SM del 05.07.2016, a firma del Capo della Polizia — Direttore Generale della P.S., con la quale erano state diramate le “Linee guida per le Commissioni Tecniche Territoriali in sede di sopralluogo ispettivo presso fabbriche e depositi di fuochi d’artificio“, pubblicate sul sito istituzionale della Polizia di Stato.

Tali linee guida costituiscono un utile manuale operativo, completo di una lista di controlli che agevola le verifiche in corso di sopralluogo, nel quale sono compendiate le nozioni fondamentali in tema di idoneità ed operatività delle strutture operanti nella fabbricazione e deposito dei fuochi d’artificio con particolare riferimento agli aspetti attinenti alla sicurezza di dette attività.

  • Attuazione di una mirata campagna di sensibilizzazione, attraverso comunicazioni volte a richiamare l’attenzione sugli obblighi previsti dalle vigenti disposizioni e dalle eventuali ulteriori prescrizioni imposte all’atto del rilascio delle licenze a mente dell’art. 9 T.U.L.P.S.

Riguardo a tale campagna viene inoltre consigliata la diffusione dei contenuti dell’opuscolo dell’INAIL dal titolo: Indicazioni operative per le aziende del settore pirotecnico.  

Tale opuscolo – frutto della collaborazione tra l’Inail, il Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, la Direzione armamenti terrestri del Segretariato generale della Difesa/DNA e il Dipartimento della Pubblica sicurezza, Ufficio per l’amministrazione generale del Ministero dell’interno – alla luce dell’analisi delle principali criticità, intende fornire alcune indicazioni sulla gestione dei rischi più rilevanti e sull’attuazione degli aspetti normativi in termini di salute e sicurezza dei lavoratori, inclusa l’implementazione delle specifiche norme di prevenzione incendi.

 

 

 

L’opera di sensibilizzazione dovrà inoltre riguardare la necessità di:

  1. osservare scrupolosamente i limiti di carico di materiali esplodenti e dei prodotti pirotecnici stabiliti nelle rispettive licenze;
  2. provvedere, senza ritardo e nel rispetto delle cautele imposte dalla legge e dagli altri obblighi di diligenza, al trasferimento dei prodotti finiti dai laboratori di fabbricazione ai locali di deposito;
  3. dare scrupolosa attuazione agli obblighi di registrazione delle materie prime e dei prodotti finiti stabiliti dall’art. 55 T.U.L.P.S.;
  4. attenersi al rigoroso rispetto delle metodologie e regole tecniche di lavorazione;
  5. assicurare che la manipolazione dei prodotti e delle materie esplodenti siano effettuate esclusivamente da soggetti in possesso della capacità tecnica di cui all’art. 101 del R.D. n. 635/1940, eventualmente coadiuvati da collaboratori adeguatamente formati allo scopo.
  • Approfondito controllo delle licenze di trasporto rilasciate agli operatori di settore, al fine di monitorare se vi sia una sproporzione tra la quantità di prodotti che una struttura è autorizzata a fabbricare o detenere e il totale dei quantitativi di prodotti movimentati per l’allestimento di spettacoli pirotecnici autorizzati ai sensi dell’art. 57 T.U.L.P.S., o per il rifornimento di altri depositi.

 

Un ulteriore aspetto di riflessione riguarda inoltre la sensibilizzazione dei Sindaci che rivestono la qualità di Autorità di Pubblica Sicurezza, affinché il rilascio delle prescritte licenze per lo svolgimento degli spettacoli pirotecnici ex art. 57 T.U.L.P.S. avvenga nel più rigoroso rispetto delle norme di sicurezza, dando sempre preventiva informazione al Questore, al Dirigente del locale Commissariato di Polizia ovvero al Comandante della Stazione dei Carabinieri.

 

Partendo da questo ultimo aspetto indicato nella Circolare, nell’ottica di una corretta la progettazione della sicurezza degli eventi, vogliamo inoltre soffermarci ad approfondire alcuni aspetti legati all’organizzazione e gestione eventi e per fare ciò riprendiamo in linea generale quelle che sono le indicazioni presenti nelle citate linee guida e nella bibliografia tecnica:

                   Area di Sparo

È l’area in cui vengono posizionati gli artifici destinati allo spettacolo pirotecnico ed i loro eventuali mezzi di lancio.

L’area di sparo:

  • deve essere opportunamente delimitata con apposita segnaletica e, se ritenuto necessario, cintata;
  • in ogni caso deve esservi vietato l’accesso del pubblico;
  • gli artifici dovranno esservi disposti in modo da evitare reciproche influenze con possibilità di accensioni accidentali.

 

Distanza di sicurezza per il pubblico:   

Essa è determinata in base al calibro degli artifici impiegabili e in base al tipo degli stessi – fuochi a terra e fuochi aerei – e va da 30 m. a 200 m.

Tali indicazioni trovano applicazione anche in caso di utilizzo degli articoli pirotecnici muniti della marcature CE salvo che il fabbricante imponga distanze di sicurezza superiori.

Anche per l’impiego di articoli il cui calibro superi   quelli massimi indicati calibro 210  mm  per  i  cilindrici  e  calibro  400  mm  per  gli  sferici) si dovrà applicare la distanza più cautelativa, quindi maggiore, che emerga dal raffronto della distanza massima pari a 200 m e quella indicata ovvero ricavabile dai dati della relativa etichetta.

In mancanza di tali indicazioni acquisibili dall’etichetta, il pirotecnico dovrà  provvedere  all’allestimento  tenendo  conto  delle  distanze  minime di sicurezza risultanti da idonea documentazione relativa ai prodotti che s’intendono utilizzare,  fornita  dall’Ente  Notificato.

E’ evidente che il pirotecnico concorre in maniera determinante, con le conseguenti connesse responsabilità, al corretto allestimento dello spettacolo pirotecnico ed al rispetto delle distanze di sicurezza dall’area di sparo in relazione alle necessarie valutazioni sulle condizioni concrete dei siti prescelti.

Resta ferma, in ogni caso, la facoltà della competente Autorità di P.S. di innalzare le distanze di sicurezza (che sono da considerarsi come limiti minimi) sotto forma di prescrizioni ex art 9 T.U.L.P.S.

Per una migliore comprensione, riportiamo di seguito uno schema riassuntivo relativo alle distanze di sicurezza: ( tratto da www.vigilfuoco.it/sitiVVF/ascolipiceno/Ing. Mauro Malizia – FUOCHI ARTIFICIALI – NORMATIVA DI SICUREZZA )

Zona  di  sicurezza:

E’  lo  spazio  posto  tra  l’area  di  sparo  e  le  zone  aperte  al  pubblico,  in  esso  non  è  consentito  l’accesso  o  la  sosta  al  pubblico  ma  solo  di  un’aliquota di personale preposto al soccorso pubblico in grado di intervenire anche nell’area di sparo in caso di incidente.

Gli edifici, le costruzioni e le strutture di qualsiasi genere esistenti non devono essere abitate o frequentate durante lo svolgimento dello spettacolo e devono essere sufficientemente distanti per non subire danni.

 

Ricordiamo infine che la necessità di consapevolezza e conoscenza dei pericoli, la corretta valutazione dei rischi ed il rispetto delle regole in questo settore è certamente un elemento cardine della prevenzione, anche perché – come evidenziato dall’INAIL – il settore dei prodotti pirotecnici, sebbene costituisca un comparto circoscritto in termini di numero di aziende e addetti, rientra tra quelli più rischiosi nel quale si sono verificati incidenti con infortuni quasi sempre mortali, anche plurimi.

 

 

Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS – Referente Nazionale Progetto AiFOS Costruzioni

 

 

 

[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

Circolare Gabrielli

Circolare Gabrielli: a Cagliari AiFOS fa il punto della situazione

Il punto della situazione sulle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche legate alla Circolare Gabrielli

Giovedì 24 maggio si è svolto a Cagliari su iniziativa di AiFOS e AiFOS Protezione Civile il convegno dal titolo “Protezione Civile tra eventi e manifestazioni: la circolare Gabrielli“. L’evento, svoltosi presso la sala convegni di Confcommercio Cagliari, ha ottenuto il patrocinio di INAIL Direzione Regionale Sardegna.

L’iniziativa nasce dalla necessità di comprendere meglio la portata delle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche, al fine di definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori, i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nella gestione della security e della safety: due espressioni chiave che definiscono l’organizzazione degli eventi in Italia.

Più che soddisfacente la partecipazione all’evento, con la presenza di circa settanta persone in sala ed una rilevante presenza istituzionale: Questore e vice Questore di Cagliari, Comando Generale dei Carabinieri della Regione Sardegna, il Responsabile settore volontariato e protezione civile della Regione Sardegna, i responsabili della polizia locale e i funzionari della Protezione Civile di diversi comuni della Sardegna, e non per ultimo le associazioni di volontariato iscritte presso l’albo regionale della Protezione Civile Sardegna e tutti i Professionisti operanti nel settore della sicurezza e RSPP.

Ringraziamo tutti i partecipanti per il contributo formulato e la pazienza prestata alle quattro ore consecutive di orazione ma soprattutto dall’attento ascolto e dal dibattito abilmente orchestrato da Stefano Farina, Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile. L’organizzazione dell’evento è stata curata dai Centri di Formazione AiFOS I.S.Fo.S. Srl e Consulteam Srl.

 

Ulteriori informazioni sulla Circolare Gabrielli sul sito www.circolaregabrielli.it

 

Circolare Gabrielli Safety

….
CIRCOLARE 7 giugno 2017 – NR. 555/OP/0001991/2017/1

La Circolare Gabrielli – www.circolaregabrielli.it

ASPETTI SAFETY della Circolare Gabrielli

[ESTRATTO]

I recenti fatti di Torino hanno posto in evidenza la necessità di qualificare – nell’ambito del processo di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni – gli aspetti di Safety, quali i dispositivi e le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone e quelli di Security, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai fini dell’individuazione delle migliori strategie operative.

In tale ambito, per quanto riguarda le misure attinenti la Safety – facendo salve le competenze degli organismi previsti dalla normativa di settore, quali le Commissioni Provinciali e Comunali di Vigilanza sui pubblici spettacoli, nonché le competenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), del Centro Operativo Misto (C.O.M.) e del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) – dovranno essere accertate le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza:

  • capienza delle aree di svolgimento dell’evento, per la valutazione del massimo affollamento sostenibile, in particolare, per quanto concerne le iniziative programmate in aree pubbliche di libero accesso, al fine di evitare sovraffollamenti che possano compromettere le condizioni di sicurezza, gli organizzatori dovranno essere invitati a regolare e monitorare gli accessi, ove possibile anche mediante sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso fino all’esaurimento della capacità ricettiva dell’area interessata, che sarà interdetta già nella zona di rispetto anche con l’ausilio delle forze di polizia;
  • percorsi separati di accesso all’area e deflusso del pubblico con indicazione dei varchi;
  • piani di emergenza e di evacuazione, anche con l’approntamento dei mezzi antincendio, predisposti dall’organizzazione dell’evento, con esatta indicazione delle vie di fuga e correlata capacità di allontanamento in forma ordinata;
  • suddivisione in settori dell’area di affollamento, in relazione all’estensione della stessa, con previsione di corridoi centrali e perimetrali all’interno, per le eventuali emergenze ed interventi di soccorso;
  • piano di impiego, a cura dell’organizzazione, di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico;
  • spazi di soccorso, raggiungibili dai mezzi di assistenza, riservati alla loro sosta e manovra;
  • spazi e servizi di supporto accessori, funzionali allo svolgimento dell’evento o alla presenza di pubblico;
  • previsione a cura della Componente dell’Emergenza e Urgenza Sanitaria di un’adeguata assistenza sanitaria, con individuazione di aree e punti di primo intervento, fissi o mobili, nonché indicazione dei nosocomi di riferimento e loro potenzialità di accoglienza e specialistica;
  • presenza di impianto di diffusione sonora e/o visiva, per preventivi e ripetuti avvisi ed indicazioni al pubblico da parte dell’organizzatore o delle autorità, concernenti le vie di deflusso e i comportamenti da tenere in caso di eventuali criticità;
  • valutazione di provvedimenti finalizzati al divieto di somministrazione e vendita di alcolici e altre bevande in bottiglie di vetro e lattine, che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità.

Per saperne di più: www.circolaregabrielli.it

 


SAFETY EVENTI

….
ASPETTI ORGANIZZATIVI

Attività connesse alla realizzazione dell’evento in capo agli organizzatori

  • PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE DELL’EVENTO
    • Valutazione dei luoghi
    • Definizione normative applicabili (es. D.Lgs. 81/2008 Titolo IV, articolo 26, ecc.)
    • Identificazione dei soggetti coinvolti e degli operatori
  • PREDISPOSIZIONE DI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA
    • Piano di emergenza
    • Definizione esigenze sanitarie
    • Documentazione relativa alla formazione/informazione degli operatori
    • Piano di autocontrollo HACCP
  • OTTENIMENTO DEI PERMESSI ED AUTORIZZAZIONI
    • Commissione di Vigilanza
    • Unità territoriale 118
    • Autorizzazioni comunali
    • Questura

 

 

La Circolare Gabrielli prevede che l’organizzatore/gli organizzatori predispongano un piano di impiego di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico.

Come qualificare, formare ed informare gli OPERATORI EVENTI [denominati anche Steward Eventi] non è indicato in nessuna normativa o circolare, è pertanto compito dell’organizzatore poter dimostrare in maniera oggettiva il rispetto di questi adempimenti.

Una valutazione dei soggetti, una formazione reale, concreta, documentata, un’informazione puntale e specifica, diventano pertanto dei requisiti indispensabili per poter rispettare quanto previsto dalle normative.

La scelta dei formatori, del progetto formativo e dei relativi contenuti,
sono requisito indispensabile per la tutela dell’organizzatore e per un corretto svolgimento dell’evento.
Un errore nella valutazione può portare a conseguenze gravi (anche in ambito penale e risarcitorio) e
pertanto gli organizzatori devono poter “dormire sonni tranquilli” mediante una corretta pianificazione di
tutti gli aspetti e la scelta di partner affidabili a cui affidare la progettazione della sicurezza dell’evento
e la corretta esecuzione di tutti i passaggi legati alla safety dell’evento stesso.

Per saperne di più: www.circolaregabrielli.it

 

 

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Si svolgerà dal 26 aprile al 6 maggio 2018 la 66 edizione del Trento Film Festival che ci vede impegnati nella manifestazione con vari ruoli:
– Coordinamento Sicurezza Cantiere di allestimento e disallestimento sia in fase progettuale che in fase esecutiva
– Consulenti per tutte le procedure documentali relative alla sicurezza
– Ruolo di responsabile della sicurezza
– Addetti Safety Evento (integrazione della squadra presente).

SICURELLO.si è inoltre partner tecnico della manifestazione.

Si è svolto dal 12 al 16 aprile 2018 l’evento Trento Smart City Week che ci ha visti impegnati nella manifestazione con vari ruoli:
– Coordinamento Sicurezza Cantiere di allestimento e disallestimento sia in fase progettuale che in fase esecutiva
– Consulenti per tutte le procedure documentali relative alla sicurezza (Polizia Amministrativa, Questura, 118)
– Ruolo di responsabile della sicurezza e responsabile delle emergenze evento
– Addetti Safety Evento.

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