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circolare

Volontariato: firmata la circolare sull’attivazione e l’impiego delle organizzazioni nelle manifestazioni pubbliche

6 agosto 2018

Il documento definisce le attività che possono essere svolte dai volontari e quelle non consentite

Il Capo del Dipartimento, Angelo Borrelli, ha adottato una circolare sull’impiego del volontariato organizzato di protezione civile nelle manifestazioni pubbliche.

Il documento, precedentemente condiviso con le Regioni e le Province Autonome, l’ANCI e la Consulta del Volontariato di protezione civile, integra la recente Direttiva del Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno del 18 luglio, che ha ridefinito, in via generale, i modelli organizzativi e procedurali per garantire la sicurezza delle manifestazioni pubbliche.

La circolare del Capo del Dipartimento stabilisce che il Volontariato organizzato di protezione civile può essere impiegato esclusivamente per svolgere attività di natura organizzativa e di assistenza alla popolazione e non deve interferire con i servizi di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Vengono previste due modalità di intervento, a seconda che esso operi come struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile o, in alternativa, che intervenga in via di una relazione diretta con gli organizzatori degli eventi.

Nel primo caso si interviene in quegli eventi che, per entità, rilevanza o altre peculiari caratteristiche, richiedono l’assunzione, in capo alle Autorità pubbliche preposte, di specifiche misure per la gestione delle attività, disciplinate dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012 che li definisce ‘eventi a rilevante impatto locale’. Si tratta di una specifica attività di protezione civile e l’intervento del volontariato risponde alle regole e prassi che si applicano solitamente, anche in emergenza.

Diversamente, le organizzazioni che, per statuto, possono operare anche in settori diversi da quello di protezione civile, possono svolgere specifiche attività richieste dagli organizzatori delle manifestazioni pubbliche, nel quadro di una relazione diretta tra i due soggetti. L’intervento, in questo caso, si svolge in un ambito che non ricade all’interno delle regole della protezione civile.

La circolare definisce quali attività possono essere svolte dai volontari di protezione civile nelle manifestazioni pubbliche e quali, invece, non sono consentite, richiamando in forma sistematica la normativa vigente.

L’emanazione della circolare è stata sollecitata dal momento che, con la stagione estiva, la richiesta di impiego delle organizzazioni di volontariato in manifestazioni pubbliche di ogni genere è molto elevata, e si propone di chiarire ruoli e responsabilità per consentire, se ne ricorrano i presupposti, un intervento del volontariato rispettoso della grande professionalità e del ruolo specifico degli operatori, all’interno di un contesto di sicurezza.

 

 


[Di seguito anche l’approfondimento tratto dal sito della Protezione Civile Emilia Romagna ]

Attivazione e impiego del volontariato nelle manifestazioni pubbliche, Direttiva del Dipartimento

Il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha emanato una Direttiva che si propone di precisare le modalità di attivazione e di impiego del volontariato nelle manifestazioni pubbliche. Frutto del confronto con rappresentanze delle Regioni, delle Province autonome, dell’Anci e dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, il testo porta la data del 6 agosto 2018.

Viene, innanzitutto, ribadito che non rientrano nell’azione di protezione civile gli interventi e le opere per eventi programmati o programmabili in tempo utile, che possano determinare criticità organizzative (riunioni, cortei, raduni, eventi in piazza, spettacoli…). L’articolo 16 del Codice della protezione civile (D.Lgs 1/2018) specifica che il volontariato, su richiesta delle autorità di protezione civile competenti, può assicurare il proprio supporto limitatamente ad aspetti di natura organizzativa e di assistenza alla popolazione, senza mai interferire con l’approntamento e l’attuazione dei servizi che attengono alle competenze della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La Direttiva procede, poi, a specificare due tipologie: la partecipazione delle organizzazioni di volontariato in ambiti non riconducibili a scenari di protezione civile, e la partecipazione in qualità di struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile.

Nel primo caso, il volontariato di protezione civile può legittimamente svolgere specifiche attività richieste dagli organizzatori della manifestazione pubblica, fatte salve le disposizioni in materia fiscale, solo qualora esse risultino lecitamente eseguibili a cura dei propri aderenti (i volontari devono disporre delle abilitazioni o certificazioni richieste) e siano compatibili e coerenti con l’oggetto associativo statutariamente definito.

Non trattandosi di svolgimento di attività di protezione civile, è esclusa l’applicazione dei benefici previsti dal Codice (artt. 39 e 40), sia da parte del Dipartimento che della Regione interessata. È inoltre escluso l’utilizzo di loghi, stemmi ed emblemi riconducibili alla protezione civile; i volontari dovranno indossare specifiche pettorine o abiti forniti dall’organizzazione, in modo da essere chiaro che l’attività è svolta nell’ambito dell’evento e non in qualità di volontariato di protezione civile.

Nel secondo caso, si fa riferimento a eventi che, per entità, rilevanza o altre caratteristiche, richiedono l’assunzione in capo alle Autorità pubbliche di specifiche misure volte a garantire una gestione ordinata dell’evento. In tali circostanze (“evento a rilevante impatto locale”), è possibile la mobilitazione del volontariato di protezione civile. La Regione avrà cura di verificare la rispondenza delle richieste rispetto ai compiti che i volontari sono chiamati a svolgere; in tal caso, l’applicazione dei benefici resta subordinata al rispetto delle eventuali procedure regionali.

La Direttiva, specifica, inoltre quali attività possono essere svolte e quali no.

Sì a supporto organizzativo alle attività amministrative e di segretaria, ad attività socio-assistenziali, al soccorso e all’assistenza sanitaria, alla predisposizione e somministrazione di pasti, all’informazione alla popolazione.

Al contrario, non possono essere svolte dal volontariato di protezione civile le seguenti mansioni: servizi di controllo agli ingressi di spettacoli (riservati alle guardie giurate e al personale iscritto all’apposito registro prefettizio); servizi di controllo degli accessi e di instradamento (riservati agli steward); servizi di assistenza sussidiaria nei porti, aeroporti e nelle stazioni ferroviarie (riservati agli istituti di vigilanza o alle guardie giurate); servizi di vigilanza; protezione delle aree interessate dall’evento, mediante controlli e bonifiche; controlli nelle aree di rispetto e/o prefiltraggio; adozione di impedimenti fisici al transito di veicoli. Ulteriore puntualizzazione: al volontariato di protezione civile è totalmente preclusa la facoltà di svolgere servizi di polizia stradale e regolazione del traffico.

Se all’organizzazione di volontariato venisse richiesta la disponibilità ad occuparsi del servizio antincendio, occorrerà verificare la rispondenza dei servizi richiesti con le effettive competenze disponibili, e comunque non si dovrà fare alcun riferimento ad attività di protezione civile, essendo fra gli scopi sociali solo l’antincendio boschivo, ferme restando le competenze esclusive del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

 

Leggi il documento 6 agosto 2018 Circolare DPCVSN-45427 del 6agosto2018 su limiti impiego volontariato

Circolare nr 18/E del 1 agosto 2018 dell’Agenzia delle Entrate

”Questioni fiscali di interesse delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche ”

Pubblicata la Circolare nr. 18/E del 1 agosto 2018 avente per oggetto: ”Questioni fiscali di interesse delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche di cui all’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, emerse nell’ambito del Tavolo tecnico tra l’Agenzia delle entrate ed il Comitato Olimpico Nazionale Italiano”.

La circolare – destinata alle ASD (e alle società sportive dilettantistiche) – modifica radicalmente alcuni principi cardine della 398 (LEGGE 16 DICEMBRE 1991 – Disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche) e di fatto dalle prime informazioni sembra che impatterà su molte associazioni sportive che hanno la partita iva e che hanno optato per il regime agevolato.

Tra le quasi 80 pagine sono previste novità sulla definizione di quali entrate sono considerabili istituzionali – quindi detassate – e quali no e probabilmente molte associazioni rischiano di dover abbandonare il regime fiscale agevolato (entrando quindi in regime ordinario con tutti gli appesantimenti che questo comporta) oppure dovranno cambiare l’organizzazione delle proprie attività.

É anche possibile che alcune entrate che venivano considerate de-commercializzate (quindi detassate) non lo saranno più.

La Circolare riguarda le Associazioni sportive, ma per estensione – secondo alcuni consulenti del settore – queste nuove regole potrebbero essere applicate anche ad altri tipi di associazione.

 

Scarica la Circolare: AgenziaEntrate-Circolare18E

DirettivaEventiSassari

Le nuove regole per l’organizzazione e gestione delle feste.

Il giorno dopo la sua emanazione se ne è parlato in un Convegno a Sassari.

 

Il titolo del Convegno era chiaro PROTEZIONE CIVILE, tra eventi e manifestazioni. La Circolare Gabrielli”, ma il 19 luglio a Sassari oltre alla Circolare Gabrielli si è parlato anche e soprattutto della nuova “Direttiva Eventi” che era stata emanata poche ore prima.

Il Convegno che si è svolto nelle sale della Confcommercio Nord Sardegna di Sassari a partire dalle 9:00 di giovedì 19 luglio è stato organizzato  dai Centri Formazione Aifos della Sardegna CFA Professionale Masia e ISFOS S.r.l., ed ha approfondito uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi, ovvero quello della sicurezza nell’organizzazione di eventi, pubbliche manifestazioni e spettacoli.

Presieduto da  Antonio Sole, Presidente Confcommercio Nord Sardegna, il momento informativo aveva l’obiettivo di analizzare le normativa vigente e le circolari emanate nell’ultimo anno al fine di comprendere meglio la portata delle disposizioni in materia di sicurezza, definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori ed i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della security e della safety dell’evento.

E dalla nuova “Direttiva Eventi” è partito Pino Masia che nel suo intervento aveva il compito di presentare le motivazioni che hanno portato ad organizzare il Convegno, mentre il moderatore dell’incontro Efisio Porcedda, Vice presidente AiFOS, ha presentato la situazione degli eventi in Italia dopo l’emanazione della Circolare Gabrielli.

Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile, in oltre tre ore di intervento ha poi cercato di illustrare gli aspetti normativi, i limiti applicativi e le soluzioni che possono essere adottate nell’organizzazione degli eventi.

Nel suo intervento Stefano Farina ha poi presentato nel dettaglio la nuova direttiva e l’allegato “Nuovi modelli procedurali per l’organizzazione in sicurezza degli eventi”, specificandone le peculiarità, i limiti e le problematiche applicative.

Tra i vari aspetti sottolineati vi è quello dei soggetti chiamati a ricoprire il ruolo di “operatore eventi”, ovvero chi all’interno delle feste ha dei ruoli di accoglienza e gestione del pubblico. Negli ultimi mesi  erano stati quasi sempre utilizzati operatori professionali con  una formazione di addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza rischio alto( indicazioni derivanti da una lettura generica della Circolare Morcone), il Ministero del Lavoro, nella nuova direttiva, prevede invece che gli operatori possono essere anche altri soggetti purché in possesso di adeguata formazione in materia (ad esempio volontari delle associazioni che frequentano appositi corsi specifici).

Nel corso del Convegno c’è stato anche l’intervento importante e non rituale dell’Ing Falpo comandante Vvf di SASSARI, che partendo proprio dalla nuova Direttiva ha illustrato quale sarà la  linea di intervento del proprio comando.

 

 

 

Circolare Gabrielli

Circolare Gabrielli: a Cagliari AiFOS fa il punto della situazione

Il punto della situazione sulle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche legate alla Circolare Gabrielli

Giovedì 24 maggio si è svolto a Cagliari su iniziativa di AiFOS e AiFOS Protezione Civile il convegno dal titolo “Protezione Civile tra eventi e manifestazioni: la circolare Gabrielli“. L’evento, svoltosi presso la sala convegni di Confcommercio Cagliari, ha ottenuto il patrocinio di INAIL Direzione Regionale Sardegna.

L’iniziativa nasce dalla necessità di comprendere meglio la portata delle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche, al fine di definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori, i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nella gestione della security e della safety: due espressioni chiave che definiscono l’organizzazione degli eventi in Italia.

Più che soddisfacente la partecipazione all’evento, con la presenza di circa settanta persone in sala ed una rilevante presenza istituzionale: Questore e vice Questore di Cagliari, Comando Generale dei Carabinieri della Regione Sardegna, il Responsabile settore volontariato e protezione civile della Regione Sardegna, i responsabili della polizia locale e i funzionari della Protezione Civile di diversi comuni della Sardegna, e non per ultimo le associazioni di volontariato iscritte presso l’albo regionale della Protezione Civile Sardegna e tutti i Professionisti operanti nel settore della sicurezza e RSPP.

Ringraziamo tutti i partecipanti per il contributo formulato e la pazienza prestata alle quattro ore consecutive di orazione ma soprattutto dall’attento ascolto e dal dibattito abilmente orchestrato da Stefano Farina, Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile. L’organizzazione dell’evento è stata curata dai Centri di Formazione AiFOS I.S.Fo.S. Srl e Consulteam Srl.

 

Ulteriori informazioni sulla Circolare Gabrielli sul sito www.circolaregabrielli.it

 

Circolare Gabrielli Safety

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CIRCOLARE 7 giugno 2017 – NR. 555/OP/0001991/2017/1

La Circolare Gabrielli – www.circolaregabrielli.it

ASPETTI SAFETY della Circolare Gabrielli

[ESTRATTO]

I recenti fatti di Torino hanno posto in evidenza la necessità di qualificare – nell’ambito del processo di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni – gli aspetti di Safety, quali i dispositivi e le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone e quelli di Security, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai fini dell’individuazione delle migliori strategie operative.

In tale ambito, per quanto riguarda le misure attinenti la Safety – facendo salve le competenze degli organismi previsti dalla normativa di settore, quali le Commissioni Provinciali e Comunali di Vigilanza sui pubblici spettacoli, nonché le competenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), del Centro Operativo Misto (C.O.M.) e del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) – dovranno essere accertate le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza:

  • capienza delle aree di svolgimento dell’evento, per la valutazione del massimo affollamento sostenibile, in particolare, per quanto concerne le iniziative programmate in aree pubbliche di libero accesso, al fine di evitare sovraffollamenti che possano compromettere le condizioni di sicurezza, gli organizzatori dovranno essere invitati a regolare e monitorare gli accessi, ove possibile anche mediante sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso fino all’esaurimento della capacità ricettiva dell’area interessata, che sarà interdetta già nella zona di rispetto anche con l’ausilio delle forze di polizia;
  • percorsi separati di accesso all’area e deflusso del pubblico con indicazione dei varchi;
  • piani di emergenza e di evacuazione, anche con l’approntamento dei mezzi antincendio, predisposti dall’organizzazione dell’evento, con esatta indicazione delle vie di fuga e correlata capacità di allontanamento in forma ordinata;
  • suddivisione in settori dell’area di affollamento, in relazione all’estensione della stessa, con previsione di corridoi centrali e perimetrali all’interno, per le eventuali emergenze ed interventi di soccorso;
  • piano di impiego, a cura dell’organizzazione, di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico;
  • spazi di soccorso, raggiungibili dai mezzi di assistenza, riservati alla loro sosta e manovra;
  • spazi e servizi di supporto accessori, funzionali allo svolgimento dell’evento o alla presenza di pubblico;
  • previsione a cura della Componente dell’Emergenza e Urgenza Sanitaria di un’adeguata assistenza sanitaria, con individuazione di aree e punti di primo intervento, fissi o mobili, nonché indicazione dei nosocomi di riferimento e loro potenzialità di accoglienza e specialistica;
  • presenza di impianto di diffusione sonora e/o visiva, per preventivi e ripetuti avvisi ed indicazioni al pubblico da parte dell’organizzatore o delle autorità, concernenti le vie di deflusso e i comportamenti da tenere in caso di eventuali criticità;
  • valutazione di provvedimenti finalizzati al divieto di somministrazione e vendita di alcolici e altre bevande in bottiglie di vetro e lattine, che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità.

Per saperne di più: www.circolaregabrielli.it

 


SAFETY EVENTI

….
ASPETTI ORGANIZZATIVI

Attività connesse alla realizzazione dell’evento in capo agli organizzatori

  • PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE DELL’EVENTO
    • Valutazione dei luoghi
    • Definizione normative applicabili (es. D.Lgs. 81/2008 Titolo IV, articolo 26, ecc.)
    • Identificazione dei soggetti coinvolti e degli operatori
  • PREDISPOSIZIONE DI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA
    • Piano di emergenza
    • Definizione esigenze sanitarie
    • Documentazione relativa alla formazione/informazione degli operatori
    • Piano di autocontrollo HACCP
  • OTTENIMENTO DEI PERMESSI ED AUTORIZZAZIONI
    • Commissione di Vigilanza
    • Unità territoriale 118
    • Autorizzazioni comunali
    • Questura

 

 

La Circolare Gabrielli prevede che l’organizzatore/gli organizzatori predispongano un piano di impiego di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico.

Come qualificare, formare ed informare gli OPERATORI EVENTI [denominati anche Steward Eventi] non è indicato in nessuna normativa o circolare, è pertanto compito dell’organizzatore poter dimostrare in maniera oggettiva il rispetto di questi adempimenti.

Una valutazione dei soggetti, una formazione reale, concreta, documentata, un’informazione puntale e specifica, diventano pertanto dei requisiti indispensabili per poter rispettare quanto previsto dalle normative.

La scelta dei formatori, del progetto formativo e dei relativi contenuti,
sono requisito indispensabile per la tutela dell’organizzatore e per un corretto svolgimento dell’evento.
Un errore nella valutazione può portare a conseguenze gravi (anche in ambito penale e risarcitorio) e
pertanto gli organizzatori devono poter “dormire sonni tranquilli” mediante una corretta pianificazione di
tutti gli aspetti e la scelta di partner affidabili a cui affidare la progettazione della sicurezza dell’evento
e la corretta esecuzione di tutti i passaggi legati alla safety dell’evento stesso.

Per saperne di più: www.circolaregabrielli.it

 

 

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Sicurezza nei cantieri: nuova norma Uni 11578:2015

ROMA – Grazie alla recente norma Uni 11578:2015 viene realizzato un altro importante passo avanti nella risoluzione delle problematiche legate alle carenze di tipo legislativo e, soprattutto, di normativa tecnica relative ai dispositivi di ancoraggio a cui vanno fissati i sistemi individuali di protezione contro le cadute dall’alto. Nella maggior parte delle installazioni vengono utilizzati, infatti, dispositivi di ancoraggio che vengono lasciati sul luogo di lavoro indefinitamente senza essere rimossi. Grazie alla nuova norma UNI – “Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente – Requisiti e metodi di prova” – trova risoluzione una parte di queste problematiche.

“Una normativa dagli obiettivi ambiziosi”. “La norma ha obiettivi ambiziosi – spiega Luca Rossi del Dit Inail che, insieme al collega Luigi Cortis, ne ha seguito l’iter – In primo luogo colma le lacune create dalle precedenti norme Uni (Uni En 795:2012 e Uni Cen/Ts 16415:2013, ndr) in relazione al campo di applicazione e alla destinazione d’uso dei dispositivi di ancoraggio contro le cadute dall’alto, separando definitivamente quelli destinati all’installazione permanente da quelli non destinati a non esserlo. Nel contempo, migliora i requisiti e metodi di prova delle precedenti normative e, infine, non crea barriere commerciali a scapito dei prodotti eventualmente già conformi alle norme antecedenti”.

Definite tre tipologie di dispositivi di ancoraggio. Entrando nei dettagli del documento, la nuova norma Uni 11578 mantiene – come detto – un’analogia con le precedenti Uni En 795:2012 e Uni Cen/Ts 16415:2013 e descrive tre tipologie di dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente progettati esclusivamente per l’utilizzo coi dispostivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto (dispositivo di ancoraggio di tipo A, in un ancoraggio puntuale con uno o più punti di ancoraggio non scorrevoli; dispositivo di ancoraggio di tipo C, in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio flessibile che devia dall’orizzontale di non più di 15°; dispositivo di ancoraggio di tipo D, in un ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio rigida che devia dall’orizzontale di non più di 15°).

Gli altri recenti interventi tecnico/normativi. Va ricordato, inoltre, che la recente pubblicazione della ‘norma d’uso’ relativa ai sistemi di ancoraggio in copertura Uni 11560:2014 va a completare la normativa tecnica di settore e la circolare del ministero del Lavoro e politiche sociali n.3 del 2015 bene si inserisce nel contesto delle norme tecniche, fornendo importanti chiarimenti e utili linee di indirizzo, per quanto riguarda i dispositivi di ancoraggio, in relazione alla legislazione applicabile.

 

Fonte: INAIL


 

 

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Attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori

10 giugno 2013

Circolare n. 21 del 10 giugno 2013

Con circolare n. 21 dell’10 giugno 2013 vengono forniti chiarimenti, tenuto conto della circolare n.12/2013 del medesimo Ministero, in merito all’applicazione dell’Accordo del 22 febbraio 2012 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell’art.73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e successive modifiche ed integrazioni.

[ fonte: LAVORO.GOV.IT ]

 

 

 

 

 

Attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori

Circolare n. 12 dell’11 marzo 2013  
Con  circolare n. 12 dell’11 marzo 2013 vengono forniti chiarimenti in merito all’applicazione dell’Accordo del 22 febbraio 2012 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i  soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell’art.73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e successive modifiche ed integrazioni.

 

 

 

 

 

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