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Apprendisti

Su PUNTOSICURO.it, Sergio Bani, ASL Bergamo, approfondisce gli aspetti legati alla tutela dei minori sul lavoro in un articolo intitolato:
Apprendisti e i minori: i lavori vietati e le visite mediche abrogate.
Breve vademecum dei Certificati Sanitari abrogati e le indicazioni per la tutela dei minori sul lavoro con l’elenco dei lavori vietati.

Riprendiamo parte dell’articolo e vi rimandiamo a PUNTOSICURO.it per la lettura integrale dell’intervento.

È disponibile sul sito dell’ASL di Bergamo un riepilogo delle tutele del lavoro dei minori e un vademecum relativo alla soppressione delle certificazioni sanitarie in materia di sicurezza lavoro, risultante dall’articolo 42 della Legge 98/2013.

In particolare scompaiono le Visite Mediche per gli Apprendisti e i Minori non esposti a fattori di rischio normati, anche se permangono, in ogni caso, a carico del Datore di Lavoro, le  Visite Mediche preventive e periodiche per gli apprendisti e minori esposti a fattori di rischio normati. In quest’ultimo caso, gli accertamenti di idoneità alla mansione dovranno essere svolti dal Medico Competente nominato a cura del Datore di Lavoro, come previsto dal D.Lgs. 81/08.

Per gli Adolescenti e i fanciulli permangono le lavorazioni vietate di cui  all’allegato I (lavori vietati ai minori di anni 18):
Legge ordinaria del Parlamento n. 977 del 17/10/1967   :Tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti, modificata dal Decreto   Legislativo 4 agosto 1999, n. 345    modificato a sua volta dal D.lgs.262/00 in “Attuazione della   direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro”
Legge 17 ottobre 1967, n. 977 – Art. 6.
1. È vietato adibire gli   adolescenti alle lavorazioni, ai processi e ai lavori indicati nell’Allegato   I.
2. In deroga al divieto del   comma 1, le lavorazioni, i processi e i lavori indicati nell’Allegato I   possono essere svolti dagli adolescenti per indispensabili motivi didattici o   di formazione professionale e soltanto per il tempo strettamente necessario   alla formazione stessa svolta in aula o in laboratorio adibiti ad attività   formativa, oppure svolte in ambienti di lavoro di diretta pertinenza del   datore di lavoro dell’apprendista purchè siano svolti sotto la sorveglianza   di formatori competenti anche in materia di prevenzione e di protezione e nel   rispetto di tutte le condizioni di sicurezza e di salute previste dalla   vigente legislazione.
3. Fatta eccezione per gli   istituti di istruzione e di formazione professionale, l’attività di cui al   comma 2 deve essere preventivamente autorizzata dalla direzione provinciale   del lavoro, previo parere dell’azienda unità sanitaria locale competente per   territorio, in ordine al rispetto da parte del datore di lavoro richiedente   della normativa in materia di igiene e di sicurezza sul lavoro.
4. Per i lavori comportanti   esposizione a  radiazioni   ionizzanti si applicano le disposizioni di cui al decreto   legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
5. In caso di esposizione media   giornaliera degli adolescenti al rumore superiore a 80 decibel LEP-d il   datore di lavoro, fermo restando l’obbligo di ridurre al minimo i rischi   derivanti dall’esposizione al rumore mediante misure tecniche, organizzative   e procedurali, concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla   fonte, fornisce i mezzi individuali di protezione dell’udito e una adeguata   formazione all’uso degli stessi. In tale caso, i lavoratori devono utilizzare   i mezzi individuali di protezione.
6. L’Allegato I è adeguato al   progresso tecnico e all’evoluzione della normativa comunitaria con decreto   del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il   Ministro della Sanità. “.
D. Lgs. N 345/99: ALLEGATO I con le modifiche del D.Lgs.  18 Agosto n° 262/00
I. Lavorazioni che espongono ai   seguenti agenti:
    1. Agenti fisici:
    a) atmosfera a pressione superiore a quella naturale, ad esempio in contenitori   sotto  pressione, immersione   sottomarina,  fermo restando le   disposizioni di cui al  decreto del   Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 321;
    b) rumori  con esposizione  superiore al valore  previsto dall’art. 42, comma 1, del decreto   legislativo 15 agosto 1991, n. 277.
    2. Agenti biologici:
    a) agenti biologici dei gruppi 3 e    4, ai sensi del titolo VIII del decreto  legislativo    n.  626  del 1994    e  di  quelli    geneticamente modificati del gruppo II di cui  ai decreti legislativi 3 marzo 1993, n. 91   e n. 92.
    3. Agenti chimici:
    a)  sostanze e  preparati classificati  tossici (T),  molto tossici (T+), corrosivi  (C), esplosivi (E) o  estremamente infiammabili (F+) ai sensi del   decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni  e integrazioni  e    del decreto  legislativo 16  luglio 1998, n. 285;
    b)  sostanze e  preparati    classificati nocivi  (Xn)  ai sensi    dei decreti legislativi  di cui   al  punto 3 a)  e comportanti uno  o più rischi descritti dalle seguenti   frasi:
    1) pericolo di effetti irreversibili molto gravi (R39);
    2) possibilità di effetti irreversibili (R40);
    3) può provocare sensibilizzazione mediante inalazione (R42);
    4)  può  provocare sensibilizzazione  per    contatto  con la  pelle (R43);
    5) può provocare alterazioni genetiche ereditarie (R46);
    6) pericolo  di gravi danni  per la    salute in caso  di esposizione prolungata   (R48);
    7) può ridurre la fertilità (R60);
    8) può danneggiare i bambini non ancora nati (R61);
    c) sostanze  e preparati   classificati irritanti  (Xi) e   comportanti uno o più rischi descritti dalle seguenti frasi:
    1) può provocare sensibilizzazione mediante inalazione (R42);
    2)  può  provocare sensibilizzazione  per    contatto  con la  pelle (R43);
    d)  sostanze  e    preparati  di   cui    al  titolo  VII    del  decreto legislativo n. 626   del 1994;
    e) piombo e composti;
    f) amianto.
II. Processi e lavori:
    1)  Processi  e    lavori  di   cui    all’allegato  VIII  del    decreto legislativo n. 626 del 1994.
    2)  Lavori  di fabbricazione  e  di  manipolazione di  dispositivi, ordigni ed  oggetti diversi  contenenti esplosivi, fermo  restando le disposizioni di  cui al    decreto del  Presidente   della  Repubblica 19 marzo 1956, n.   302.
    3) Lavori in serragli contenenti    animali feroci o velenosi nonché condotta e governo di tori e   stalloni.
    4) Lavori di mattatoio.
    5)  Lavori  comportanti    la  manipolazione  di    apparecchiature  di produzione,  di  immagazzinamento  o  di   impiego  di  gas    compressi, liquidi o in soluzione.
    6) Lavori su tini, bacini, serbatoi, damigiane o bombole contenenti agenti   chimici di cui al punto I.3.
    7)  Lavori edili  di demolizione,  allestimento e  smontaggio delle armature esterne ed   interne delle costruzioni.
    8)  Lavori  comportanti    rischi  elettrici da  alta    tensione  come definita   dall’art. 268 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.   547.
    9) Lavori  il cui ritmo  è determinato  dalla macchina e  che sono pagati a cottimo.
    10) Esercizio  dei forni a  temperatura superiore  a 500 C    come ad esempio  quelli  per la produzione di ghisa, ferroleghe,   ferro o acciaio; operazioni di demolizione, ricostruzione e riparazione degli   stessi; lavoro ai laminatoi.
    11) Lavorazioni nelle fonderie.
    12) Processi elettrolitici.
    13) Produzione di gomma sintetica; lavorazione della gomma naturale e   sintetica.
    14) Produzione dei metalli ferrosi e non ferrosi e loro leghe.
    15) Produzione e lavorazione dello zolfo.
    16) Lavorazioni di escavazione, comprese le operazioni di estirpazione   del materiale,  di  collocamento e smontaggio delle armature,   di conduzione e manovra dei mezzi meccanici, di taglio dei massi.
    17) Lavorazioni  in   gallerie,  cave, miniere, torbiere  e  industria   estrattiva in genere.
    18) Lavorazione meccanica dei minerali e delle rocce, limitatamente alle  fasi di    taglio, frantumazione,    polverizzazione, vagliatura  a secco   dei prodotti polverulenti.
    19) Lavorazione dei tabacchi.
    20) Lavori di costruzione, trasformazione, riparazione, manutenzione e   demolizione  delle navi, esclusi i  lavori di officina eseguiti nei reparti a   terra.
    21) Produzione di calce ventilata.
    22) Lavorazioni che espongono a rischio silicotigeno.
    23) Manovra degli apparecchi  di   sollevamento a trazione meccanica, ad eccezione di ascensori e montacarichi.
    24) Lavori in pozzi, cisterne ed ambienti assimilabili.
    25) Lavori nei magazzini frigoriferi.
    26) Lavorazione, produzione e manipolazione comportanti esposizione a   prodotti farmaceutici.
    27)  Condotta dei  veicoli di    trasporto e  di macchine  operatrici semoventi con  propulsione meccanica nonché  lavori di pulizia  e di servizio dei motori e degli organi di   trasmissione che sono in moto.
    28) Operazioni di metallizzazione a spruzzo.
    29) Legaggio ed  abbattimento   degli alberi.
    30) Pulizia di camini e focolai negli impianti di combustione.
    31) Apertura, battitura, cardatura    e pulitura delle fibre tessili, del crine vegetale ed animale, delle   piume e dei peli.
    32) Produzione e lavorazione di fibre minerali e artificiali.
    33) Cernita e trituramento degli stracci e della carta usata.
    34)  Lavori con  impieghi di    martelli pneumatici,  mole ad  albero flessibile e altri strumenti   vibranti; uso di pistole fissachiodi.
    35) Produzione di polveri metalliche.
    36)  Saldatura e   taglio dei metalli con arco elettrico o con fiamma ossidrica o   ossiacetilenica.
    37)  Lavori  nelle    macellerie  che comportano  l’uso    di  utensili taglienti, seghe e   macchine per tritare.

L’articolo approfondisce poi il tema degli Adempimenti per le Ditte che intendono adibire minori a lavorazioni vietate secondo l’allegato I del D.Lgs 345/99 e succ. modificazioni  

Fonte: Sergio Bani, ASL Bergamo / PUNTOSICURO.it

 

 

 

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