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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 12 dicembre 2018

Misure di sicurezza ed integrita’ delle reti di comunicazione elettronica e notifica degli incidenti significativi. (19A00317) (GU Serie Generale n.17 del 21-01-2019)

 

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 

  Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003,  n.  259,  recante  il Codice  delle  comunicazioni  elettroniche,  modificato  dal  decreto

legislativo 28 maggio 2012,  n.  70  in  attuazione  delle  direttive 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e 2009/136/CE in materia di trattamento dei dati personali  e  tutela della vita privata;

  Visti in particolare, gli articoli 16-bis  e  16-ter  del  predetto decreto legislativo n. 259 del 2003 e successive modificazioni;

  Vista la legge 3  agosto  2007,  n.  124,  recante  il  sistema  di informazione per la sicurezza della Repubblica e la nuova  disciplina del segreto;

  Vista  la  direttiva  adottata  con  decreto  del  Presidente   del Consiglio dei ministri del 17 febbraio 2017, recante indirizzi per la protezione  cibernetica  e  la   sicurezza   informatica   nazionali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2017;

  Visto il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65, che ha recepito la direttiva (UE) 2016/1148 in materia di sicurezza delle reti e  dei sistemi informativi, ed in particolare l’art. 8 e l’art. 12, comma  6 relativi rispettivamente al CSIRT  Italiano  e  all’organo  istituito presso il Dipartimento informazioni per la sicurezza  incaricato,  ai

sensi delle direttive  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri adottate sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), delle attivita’ di prevenzione e  preparazione  ad eventuali situazioni di crisi e di  attivazione  delle  procedure  di allertamento;

  Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003,  n.  196,  recante  il «Codice in materia di protezione dei dati personali»;

  Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni di  concerto  con il Ministro dell’economia e  delle  finanze  del  15  febbraio  2006,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del  7  aprile  2006,  n.  82,  e relativo ai compensi dovuti per prestazioni conto terzi eseguite  dal Ministero delle comunicazioni,  ai  sensi  dell’art.  6  del  decreto legislativo 30 dicembre 2003, n. 366;

  Visto il decreto della Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  5 dicembre 2015, n. 158, recante il Regolamento di  organizzazione  del Ministero dello sviluppo economico, ed in particolare l’art.  14  che affida all’Istituto superiore delle comunicazioni e delle  tecnologie dell’informazione      l’      individuazione      delle       misure tecnico-organizzative di  sicurezza  ed  integrita’  delle  reti,  la verifica del rispetto delle stesse e la notifica degli  incidenti  di sicurezza significativi agli  organi  europei  competenti,  ai  sensi degli articoli 16-bis e 16-ter  del  decreto  legislativo  1°  agosto 2003, n. 259, in accordo con i soggetti istituzionali  competenti  e, in particolare, con l’Agenzia per l’Italia Digitale;

  Vista la  legge  31  luglio  1997,  n.  249,  recante  «Istituzione dell’Autorita’ per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  e  norme  sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo» e, in particolare, l’art. 1;

  Tenuto conto delle indicazioni contenute  nei  documenti  elaborati dall’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e  dell’informazione (ENISA) con il contributo degli  Stati  membri  dell’Unione  europea: «Technical  guidance  on  the  security  measures  in  Article   13a» -Versione 2.0, Ottobre 2014 e «Technical  guidance  on  the  incident

reporting in Article 13» Versione 2.1, Ottobre 2014;

  Considerata la necessita’ di attuare le disposizioni  dei  suddetti articoli 16-bis e 16-ter,  al  fine  di  incrementare  i  livelli  di sicurezza delle reti e la disponibilita’ dei servizi su tali reti;

  Considerati i dati pubblicati nell’Osservatorio  trimestrale  delle comunicazioni  a  cura   dell’Autorita’   per   le   garanzie   nelle comunicazioni relativamente alla  base  di  utenti  nazionali  per  i servizi voce e dati su rete fissa e rete mobile;

  Sentiti i fornitori di reti e servizi di comunicazione  elettronica e le relative Associazioni;

  Sentite l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e l’Agenzia per l’Italia Digitale;

Decreta:

Art. 1 – Definizioni

 

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

     a) «incidente di  sicurezza»:  una  violazione  della  sicurezza  o perdita dell’integrita’ che determina un malfunzionamento delle  reti e dei servizi di comunicazione elettronica;

  b) «asset critico»: un’infrastruttura in grado di  fornire  servizi di comunicazione elettronica a un  significativo  numero  di  utenti, espresso  in  termini  percentuali  rispetto  alla  base  di   utenti nazionale dei medesimi servizi;

  c) «sicurezza e integrita’ della rete»: condizioni  che  assicurano la  disponibilita’  e  continuita’  dei  servizi   di   comunicazioni elettroniche forniti;

  d) «base di utenti nazionale»: il numero totale di utenti finali  a livello nazionale per singolo servizio di comunicazioni elettroniche,

da intendersi come:

  – numero di accessi complessivi da rete fissa (sia voce che dati);

  – numero complessivo delle SIM attive  Human  (per  traffico  voce  e dati).

2. Per quanto non espressamente previsto dal comma 1, si  applicano le definizioni del  decreto  legislativo  1°  agosto  2003,  n.  259, recante il «Codice delle comunicazioni elettroniche».

 

 Art. 2 – Scopo del decreto


  1. Il presente decreto attua le disposizioni degli articoli  16-bis e 16-ter del decreto legislativo  1°  agosto  2003,  n.  259,  e,  in particolare, persegue i seguenti obiettivi:

  a) individuare adeguate misure di natura  tecnico  –  organizzativa per  la  sicurezza  e  l’integrita’  delle  reti  e  dei  servizi  di comunicazione elettronica,  al  fine  di  conseguire  un  livello  di sicurezza delle reti adeguato al rischio esistente e di garantire  la disponibilita’ e continuita’ dei servizi su tali reti,  prevenendo  e limitando gli  impatti  di  incidenti  che  possono  pregiudicare  la sicurezza per gli utenti e per le reti interconnesse;

  b) definire i casi in cui le violazioni della  rete  o  la  perdita dell’integrita’ sono da considerarsi  significative,  ai  fini  della notifica da parte dei fornitori di reti e  servizi  di  comunicazione alle competenti Autorita’,nonche’  le  relative  modalita’  di  tale notifica.

 

 Art. 3 – Campo di applicazione


1. Il presente decreto  si  applica  ai  servizi  di  comunicazione elettronica di seguito riportati:

  a) accesso alla rete fissa o mobile da postazione fissa;

  b) accesso alla rete fissa o mobile da terminale mobile.

 

2. Il presente decreto si applica ai fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica che servono un numero di  utenti  effettivo pari o superiore all’1% della base di utenti  nazionale  per  ciascun servizio di cui al comma 1, calcolato sulla base dei dati  pubblicati dall’Osservatorio   trimestrale   delle comunicazioni    a    cura dell’Autorita’ per  le  garanzie  nelle  comunicazioni.  Il  presente decreto si applica  altresi’  ai  fornitori  di  reti  e  servizi  di comunicazione elettronica che servono un numero di  utenti  effettivo pari o superiore ad un milione.

 

 Art. 4 – Misure di sicurezza e integrita’ delle reti


1. I fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica  sono
tenuti ad adottare le seguenti misure di sicurezza e integrita’ delle reti e dei servizi:

    a) politica di sicurezza approvata dalla Direzione aziendale:

  1)  predisporre  una  documentata   politica   relativamente   alla sicurezza e alla integrita’ delle reti di comunicazione e dei servizi forniti;

  2) definire una dettagliata politica di  sicurezza  per  gli  asset critici e i processi aziendali;

  3) definire e mantenere aggiornata una politica  di  sicurezza  per tutti gli aspetti elencati nelle successive lettere;

b) gestione del rischio:  

  1) individuare i principali rischi per la sicurezza e  l’integrita’ delle reti  e  dei  servizi  di  comunicazione  elettronica  forniti, tenendo conto delle minacce che insistono sugli asset critici;

  2) definire una metodologia di gestione  dei  rischi  e  utilizzare strumenti basati sugli standard di settore;

  3) verificare l’effettivo utilizzo di tali metodologie e  strumenti di gestione del rischio da parte del personale;

  4) assicurarsi che i rischi residui,  anche  derivanti  da  vincoli realizzativi,  siano  minimizzati  rispetto  alla  probabilita’   del verificarsi di incidenti significativi e che  siano  accettati  dalla Direzione;

 

c) struttura organizzativa:

  1)  identificare   ruoli   per   il   personale   e   le   relative responsabilita’ in autonomia di esercizio;

  2) conferire,  con  formale  nomina,  ruoli  e  responsabilita’  al personale;

  3) assicurare la reperibilita’, in caso di incidenti di  sicurezza, del personale responsabile;

 

d) servizi e prodotti forniti da terze parti:

  1) definire i requisiti di sicurezza nei contratti con terze parti;

  2) verificare il rispetto dei requisiti fissati nei contratti;

  3) assicurare che i rischi residui che non sono gestiti dalla terza parte siano minimizzati rispetto alla probabilita’ del verificarsi di incidenti e che siano accettati dalla Direzione;

  4)  tenere  traccia  ed  eventualmente  gestire  gli  incidenti  di sicurezza  relativi  a  terze  parti  o  da  esse  causati   che   si ripercuotono sulla rete o sul servizio erogato;

 

e) formazione e gestione del personale:

  1) definire un piano di formazione del personale;

  2) prevedere un’adeguata ed aggiornata formazione del personale con ruoli di responsabilita’;

  3) organizzare corsi di formazione e sessioni di  sensibilizzazione

per tutto il personale;

  4) verificare le conoscenze acquisite dal personale;

  5) definire appropriate procedure per gestire le nuove assunzioni e la rotazione del personale che ricopre ruoli di responsabilita’;

  6) revocare diritti di accesso, se non piu’ giustificati;

  7) definire procedure di intervento per violazioni delle  politiche di sicurezza di cui  alla  lettera  a),  che  mettano  a  rischio  la sicurezza e l’integrita’ delle reti e dei  servizi  di  comunicazione elettronica;

f) sicurezza fisica e logica:

  1)   definire   condizioni,   responsabilita’   e   procedure   per l’assegnazione,  la  revoca   dei   diritti   di   accesso,   e   per l’approvazione delle eventuali eccezioni;

  2) definire meccanismi di autenticazione appropriati, a seconda del tipo di accesso;

  3)  adottare  meccanismi  di  protezione  da  accessi  fisici   non autorizzati o da eventi imprevisti quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, furti con scasso, incendi, inondazioni;

  4) adottare meccanismi di controllo di accesso  logico  appropriati per l’accesso alla rete e ai sistemi di informazione per  consentirne solo l’uso autorizzato;

  5) verificare che utenti e sistemi abbiano  ID  univoci  e  possano accedere ad altri servizi e sistemi previa autenticazione;

  6) monitorare e registrare gli accessi;

 

  7) prevedere meccanismi di  protezione  degli  impianti  funzionali all’erogazione del servizio, quali, a titolo esemplificativo  ma  non esaustivo, elettricita’ e gas;

g) integrita’ della rete e dei sistemi informativi:

  1) implementare sistemi di protezione e di  rilevamento  di  codice malevolo che possa alterare la funzionalita’ dei sistemi;

  2) assicurarsi che il software impiegato nella rete e  nei  sistemi informativi non venga manomesso o alterato;

  3) assicurarsi che i dati critici sulla sicurezza, quali, a  titolo esemplificativo ma non esaustivo,  password  e  chiavi  private,  non siano divulgati o manomessi;

h) gestione operativa:

      1)  predisporre  le  procedure  operative   e   individuare   i responsabili per il funzionamento dei sistemi critici;

      2)  predisporre  procedure  per  la   gestione   di   eventuali cambiamenti;

      3) attenersi alle procedure predefinite  quando  si  effettuano attivita’ sui sistemi critici;

      4)  registrare  e  documentare  ogni   modifica   o   attivita’ effettuata sui sistemi critici;

      5) predisporre e aggiornare un  database  delle  configurazioni dei sistemi critici per eventuali ripristini delle stesse;

      6) predisporre e aggiornare un inventario degli asset critici;

i) gestione degli incidenti di sicurezza:

      1) prevedere una struttura tecnica con  adeguata  competenza  e disponibilita’ incaricata della gestione degli incidenti;

      2) predisporre e aggiornare un database degli incidenti;

      3) esaminare i principali incidenti e redigere relazioni  sugli stessi, che contengano informazioni sulle azioni intraprese  e  sulle raccomandazioni per ridurre il rischio  del  ripetersi  di  incidenti analoghi;

      4)  definire  e  implementare  processi  e   sistemi   per   il rilevamento degli incidenti;

      5) definire procedure per informare gli utenti su incidenti  in corso o risolti, oltreche’ il CSIRT italiano e  l’Istituto  superiore delle  comunicazioni  e  delle   tecnologie   dell’informazione   del Ministero dello sviluppo economico (di seguito anche  ISCTI)  secondo quanto   previsto   dal   presente   decreto,   notiziando   comunque preventivamente il CSIRT e l’ISCTI;

      6) definire  procedure  per  la  segnalazione  degli  incidenti significativi ai sensi del successivo art. 5.

j) continuita’ operativa:

      1) predisporre e implementare piani di emergenza per gli  asset critici;

      2)  monitorare  l’attivazione  e  l’esecuzione  di   piani   di emergenza, registrando i tempi di ripristino dell’operativita’ e  del servizio;

      3)  predisporre  e  mantenere  una  appropriata  capacita’   di disaster recovery;

      4)  implementare  procedure  per  le  attivita’  di  ripristino dell’operativita’ e dei servizi;

k) monitoraggio, test e controllo:

      1) sottoporre a test reti, sistemi informativi e nuove versioni del software prima di utilizzarli o collegarli a sistemi esistenti;

      2) implementare il monitoraggio e la registrazione dello  stato e degli eventi dei sistemi critici;

      3) impostare gli  strumenti  per  raccogliere  e  archiviare  i registri dei sistemi critici;

      4)  configurare  strumenti  per   la   raccolta   e   l’analisi automatizzata di dati e registri di monitoraggio;

      5)  predisporre  un   programma   per   la   realizzazione   di esercitazioni periodiche per testare piani di disaster recovery e  di ripristino dei backup;

      6) implementare strumenti per test automatizzati;

      7)  assicurarsi  che  i  sistemi  critici  siano  sottoposti  a scansioni e test di sicurezza  regolarmente,  in  particolare  quando vengono introdotti nuovi sistemi e in seguito a modifiche;

      8) monitorare la conformita’ agli standard e alle  disposizioni normative.

2. Le misure di cui al comma 1 si riferiscono agli  asset  critici, individuati secondo le modalita’ di cui all’Allegato  1  al  presente decreto, in cui il valore della percentuale dell’utenza, che  l’asset e’ potenzialmente in grado di servire per ciascun servizio di cui  al comma 1, e’ pari o superiore all’1% della base  di  utenti  nazionale per quel servizio, sulla base dei dati  pubblicati  dall’Osservatorio trimestrale delle comunicazioni a cura dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni. Le misure di  cui  al comma  1  si  riferiscono altresi’ agli asset critici individuati  secondo  i  criteri  di  cui all’Allegato 1 al presente decreto in cui il numero della  potenziale utenza servita e’ pari o superiore ad un milione.

 

 Art. 5 – Incidenti significativi

 1. I parametri che definiscono la significativita’ di un  incidente di sicurezza sono la durata del disservizio e  la  percentuale  degli utenti colpiti rispetto al totale degli utenti nazionali del servizio interessato.

 2. In attuazione dei parametri di cui  all’art.  3,  comma  2,  gli incidenti sono da considerarsi significativi, nei seguenti casi:

  a) durata superiore ad un’ora e percentuale  degli  utenti  colpiti superiore al quindici per cento del totale degli utenti nazionali del servizio interessato;

  b) durata superiore a due ore e percentuale  degli  utenti  colpiti superiore al dieci per cento del totale degli  utenti  nazionali  del servizio interessato;

  c) durata superiore  a  quattro  ore  e  percentuale  degli  utenti colpiti superiore  al  cinque  per  cento  del  totale  degli  utenti nazionali del servizio interessato;

  d) durata superiore a sei ore e percentuale  degli  utenti  colpiti superiore al due per cento del  totale  degli  utenti  nazionali  del servizio interessato;

  e) durata superiore ad otto ore e percentuale degli utenti  colpiti superiore all’uno per cento del totale  degli  utenti  nazionali  del servizio interessato.

3. Nei  casi  di  cui  al  comma  2,  i  fornitori  di  servizi  di comunicazione elettronica segnalano  tempestivamente  l’incidente  al CSIRT di cui all’art. 8 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65 e all’ISCTI. La comunicazione e’ effettuata  entro  ventiquattro  ore dall’avvenuta rilevazione dell’incidente,  con  l’indicazione  almeno delle seguenti informazioni, qualora disponibili:

  a) servizio interessato;

  b) durata dell’incidente qualora concluso, ovvero  la  stima  della conclusione se ancora in corso;

  c) impatto stimato sull’utenza del servizio interessato in  termini percentuali rispetto alla base di utenti nazionale  per  il  medesimo servizio.

4. Entro cinque giorni dalla segnalazione di  cui  al  comma  3,  i fornitori di servizi  di  comunicazione  elettronica  trasmettono  al CSIRT e all’ISCTI un rapporto in cui sono riportati:

  a) descrizione dell’incidente;

  b) causa dell’incidente quale, a titolo  meramente  esemplificativo ma non esaustivo, errore umano,  guasto,  fenomeno  naturale,  azioni malevoli, guasti causati da terze parti;

  c) conseguenze sul servizio fornito;

  d) infrastrutture e sistemi colpiti;

  e) impatto sulle interconnessioni a livello nazionale;

  f) azioni di risposta per mitigare l’impatto dell’incidente;

  g) azioni per ridurre la probabilita’ del ripetersi  dell’incidente o di incidenti simili.

  Eventuali informazioni rilevanti emerse  successivamente  all’invio del suddetto rapporto saranno  oggetto  di  un  rapporto  integrativo trasmesso con la massima sollecitudine al CSIRT e all’ISCTI.

5. L’ISCTI inoltra tempestivamente le comunicazioni di cui ai commi 3 e 4 all’organo di cui all’art. 12, comma 6, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65.

6. L’ISCTI invia all’Agenzia ENISA e alla Commissione  europea  con periodicita’ annuale un report sugli incidenti segnalati,  contenente le informazioni di cui ai  commi  3  e 4,  senza  l’indicazione  dei fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica interessati.

7. Nei casi in cui gli incidenti di cui al comma 3 possono avere un impatto su reti e servizi di un altro Stato membro,  i  fornitori  di reti e servizi di comunicazione elettronica informano tempestivamente il CSIRT e l’ISCTI per la successiva  notifica  all’Agenzia  ENISA  e all’Autorita’ dello Stato membro interessato.

Art. 6 – Rispetto degli obblighi

1.  Entro  novanta  giorni  dall’entrata  in  vigore  del  presente decreto, i fornitori di reti e servizi di  comunicazione  elettronica trasmettono all’ISCTI l’elenco  degli  asset  critici  oggetto  delle misure di cui all’art. 4, individuati  secondo  i  criteri  stabiliti nell’Allegato 1, e implementano tali misure nei successivi centoventi giorni.

2. Ai fini  della  valutazione  del  soddisfacimento  delle  misure definite nell’art. 4, comma 1 del  presente  decreto,  l’ISCTI  tiene conto anche dell’eventuale possesso di certificazioni di  conformita’ a  standard  riconosciuti  a  livello  internazionale  che  attestano l’applicazione di tali misure.

3.  Al  fine  di  verificare   la   corretta   applicazione   delle disposizioni  contenute   nel   presente   decreto,   l’ISCTI   puo’, autonomamente o su  impulso  dell’Autorita’  per  le  garanzie  nelle comunicazioni, effettuare verifiche e controlli presso  le  sedi  dei fornitori di reti  e  servizi  di  comunicazione  elettronica,  anche avvalendosi  degli  Ispettorati  territoriali  o  di   un   organismo qualificato indipendente.

  Ai sensi  dell’art.  16-ter,  comma  2,  lettera  b),  del  decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, i relativi oneri finanziari  sono sostenuti  dai  fornitori  di  reti  e   servizi   di   comunicazione elettronica.

  Qualora dette attivita’ ispettive siano eseguite da  personale  del Ministero dello sviluppo economico si applica un rimborso delle spese sostenute calcolato  sulla  base  delle  disposizioni  contenute  nel decreto 15 febbraio 2006 del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

  4. Qualora a seguito delle verifiche e  dei  controlli  di  cui  al comma 3 venga riscontrata la mancata applicazione delle  disposizioni del presente decreto, l’ISCTI diffida i fornitori di reti  e  servizi di comunicazione elettronica a  regolarizzare  la  propria  posizione entro un termine congruo decorso il quale, in caso di inottemperanza,

trovano applicazione le sanzioni di cui all’art. 98, commi da 4 a 12, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.

 

Art. 7 – Disposizioni finali

  1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

  2. Il presente decreto e’ modificato almeno ogni due anni.

  3. Il presente decreto entra in vigore il  giorno  successivo  alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

    Roma, 12 dicembre 2018                                                  

 

Allegato 1

Modalita’ per l’individuazione degli asset critici di cui all’art. 4, comma 2

 

    Il presente  allegato  si  applica  a  ciascun  servizio  di  cui all’art. 3, comma 1.

1. Identificazione degli asset.

    Valutazione degli asset utilizzati per erogare i servizi  di  cui all’art. 3, comma 1, identificando per ciascuno di tali servizi tutti gli asset, propri o di terzi, che contribuiscono  anche  parzialmente alla fornitura dei servizi alla propria base di utenti.

2. Descrizione degli asset.

    Individuazione degli asset identificati in termini  funzionali  e architetturali per ciascun servizio di cui all’art. 3, comma 1, sulla base della seguente ripartizione di elementi funzionali:

      a) accesso (concentratori di rete fissa e apparati  della  rete radio di accesso);

      b) commutazione (autocommutatori, router);

      c) trasporto (apparati e cavi della rete ottica);

      d) controllo e gestione (sistemi di  segnalazione,  sistemi  di autenticazione, Domain Name System – DNS,  Home  Location  Register – HLR, sistemi di gestione di rete).

3. Topologia, caratteristiche e distribuzione degli asset nella rete.

    a)  Identificazione  degli  asset   in   termini   topologici   e dimensionali nella rete  relativamente  alle  tipologie  di  elementi funzionali definite al punto precedente;

    b) distribuzione geografica e caratteristiche di ridondanza degli asset che compongono le tipologie degli elementi;

    c) numerosita’ dei suddetti asset;

    d) interconnessioni tra i suddetti asset.

4. Esclusione degli asset.

    Individuazione degli asset dei quali,  sulla  base  di  opportune motivazioni, si prevede l’esclusione dall’insieme di  quelli  oggetto della valutazione



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