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Sicurezza nelle attività di posa segnaletica stradale: le novità

Pubblicato il decreto con le procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare: dal 15 marzo si cambia.

21 febbraio 2019

Pubblicato oggi su PUNTOSICURO.it un articolo che approfondisce gli aspetti relativi al nuovo D.M. 22 gennaio 2019 in materia di sicurezza nei lavori di posa segnaletica cantieri stradali.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2019 è stato pubblicato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – 22 gennaio 2019 relativo all’individuazione delle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare.

 

La pubblicazione del nuovo Decreto avviene in quanto è stata ravvisata la necessità di aggiornare le previsioni del Decreto Ministeriale 4 marzo 2013, che a partire dal 15 marzo risulterà abrogato.

Fermo restando la configurazione già adottata dal vecchio D.M., da una attenta lettura del D.M. 22 gennaio 2019 emergono numerose ed in alcuni casi sostanziali modifiche rispetto alla normativa precedente.

 

Di seguito andiamo ad approfondire le principali modifiche introdotte, tenendo conto che il settore legato alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare risulta essere uno di quelli con elevato impatto di infortuni mortali e pertanto risulta necessario e fondamentale sensibilizzare e formare correttamente i lavoratori di questo settore, ma altrettanto importante è – come automobilisti – ricordarci che quando troviamo degli operai in strada dobbiamo rispettare le regole indicate: limitazione della velocità, divieto di sorpasso, … e soprattutto non distrarci, magari guardando il cellulare (regola che vale sempre quando si è alla guida, ma a maggior ragione quando ci imbattiamo in un cantiere su strada aperta al traffico).

Un primo aspetto che risalta dalla lettura comparata tra il vecchio D.M. ed il nuovo riguarda i soggetti che devono essere obbligatoriamente formati.

 

Nel punto 2 (Destinatari dei corsi) troviamo la prima differenza, i corsi sono diretti ai lavoratori e preposti adibiti alle attività connesse alla segnaletica, mentre sparisce l’estensione presente sul D.M. abrogato “o comunque addetti ad attività in presenza di traffico”.

Di particolare rilievo invece è la composizione della squadra (Allegato I Punto 2.1.): mentre nel D.M. 4 MARZO 2013 la squadra era composta in maggioranza da operatori che avevano completato il percorso formativo previsto, nel D.M. 22 gennaio 2019 tutti gli operatori devono aver completato il percorso formativo. Inoltre la squadra dovrà essere composta in maggioranza da operatori che abbiano esperienza nella categoria di strada interessata dagli interventi.

Passando poi ai contenuti della formazione, abbiamo le seguenti modifiche:

  • Vengono eliminati i cenni sulla legislazione generale di sicurezza;
  • Viene confermato che il percorso formativo è differenziato per categoria di strada;
  • Viene introdotta la tematica delle tecniche di integrazione e revisione della segnaletica per cantieri, che vanno ad affiancare quelle già previste relative all’installazione e rimozione;
  • Sparisce la locuzione “operatori” (es. percorso formativo per gli operatori) e compare quella più classica di “lavoratori” (es. percorso formativo per lavoratori).
  • Invariati rimangono i tempi della formazione, ma sia il modulo tecnico (tre ore per i lavoratori, cinque ore per i preposti), che quello pratico di 4 ore, sarà concernente le categorie di strade nonché le attività di emergenza.
  • Dal punto di vista della formazione viene disciplinato il passaggio da “lavoratore” a “preposto”. In questa situazione, se il nuovo preposto ha già effettuato il percorso formativo come lavoratore, la formazione dovrà essere integrata, in relazione ai compiti dal medesimo esercitati, con un corso della durata di quattro ore più una prova di verifica finale.  I contenuti di tale formazione comprenderanno:     

a)  modulo tecnico della durata di un’ora;     

b)  modulo pratico sulla comunicazione e sulla simulazione dell’addestramento della durata di tre ore;

c)   prova di verifica finale (prova pratica). 

  • Viene innalzato il numero di partecipanti per ogni corso a 35 unità (in precedenza 25), mentre rimane inalterato il rapporto massimo istruttore/allievi 1 a 6 (almeno un docente ogni sei allievi).

 

Completamente riscritto il punto 10 dell’allegato II relativo al modulo di aggiornamento della formazione dei lavoratori e dei preposti. L’aggiornamento

  • sarà distribuito nel corso di ogni quinquennio successivo al corso di formazione (attualmente era ogni quattro anni);
  • sarà effettuato per mezzo di interventi formativi della durata complessiva minima di sei ore (attualmente erano tre), in particolare in caso di modifiche delle norme tecniche e in caso di interruzione prolungata dell’attività lavorativa;

Gli aggiornamenti formativi potranno essere effettuati anche sui luoghi di lavoro.

 

Novità anche per quanto riguarda i formatori e gli istruttori. Di seguito le tipologie ed i requisiti previsti:

  • il docente della parte teorica potrà essere
    • il responsabile del Servizio di prevenzione e protezione aziendale con esperienza almeno triennale nel settore stradale;
    • personale interno o esterno con esperienza documentata, almeno quinquennale, nel settore della formazione o nel settore della prevenzione, sicurezza e salute nei cantieri stradali.
  • l’istruttore della parte pratica sarà un soggetto con esperienza professionale documentata nel campo dell’addestramento pratico o nei ruoli tecnici operativi o di coordinamento, almeno quinquennale, nelle tecniche di installazione e rimozione dei sistemi segnaletici adottati per garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione stradale.

 

Al termine del triennio successivo all’adozione del decreto, per la effettuazione di docenze riferite alla parte teorica, il personale esterno dovrà essere in possesso dei requisiti di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, del 6 marzo 2013, n. 65, con esperienza professionale nel settore della prevenzione, sicurezza e salute nei cantieri stradali, mentre rimangono inalterati i requisiti per il personale interno e per gli istruttori.

 

All’allegato I (criteri minimi per la posa, il mantenimento e la rimozione della segnaletica di delimitazione e di segnalazione delle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare) oltre a quella già citata relativa alla composizione della squadra, vi sono una serie di altre modifiche, alcune delle quali di particolare rilievo, tra le quali segnaliamo:

  • Nuovi vincoli e regole relativi agli spostamenti di personale a piedi in talune situazioni;
  • Aggiunta la valutazione del rischio di investimento accidentale degli operatori a piedi da parte di un veicolo di supporto in caso di tamponamento del veicolo stesso;
  • Il punto 4.3 – Discesa dal veicolo – è stato ampliato anche alla risalita sul veicolo stesso;
  • Al punto 4.4 viene previsto che qualora il veicolo sia posizionato sulla corsia di sorpasso (strade ad almeno due corsie per ogni senso di marcia) l’uscita dal cantiere dovrà avvenire (preferibilmente) al termine del cantiere stesso;
  • Sono state apportate numerose modifiche ai punti relativi alle modalità di segnalazione di situazioni di emergenza;
  • Sono state apportate modifiche alle modalità di segnalazione e delimitazione dei cantieri fissi;
  • Praticamente riscritto il punto 7.6 relativo alla “segnalazione e delimitazione dei cantieri mobili”. In questo caso da rilevare un errore che già era presente nel vecchio D.M. e che vede i cantieri mobili come sottocategoria dei cantieri fissi, mentre in realtà si tratta di un qualcosa di differente.

Di rilievo la procedura per i cantieri mobili su strade di tipo C con attività di un solo veicolo operativo la presegnalazione dell’attività viene agevolata mediante la posa di un segnale mobile di preavviso con PMV o equivalente segnale a terra (tipo Fig. II 391 art. 31 Reg. C.d.s.) posto sulla prima piazzola utile (o area equivalente) in entrambi i sensi di marcia e sulle intersezioni.

  • Tutto nuovo infine il punto 8 relativo alle segnalazioni di interventi all’interno di gallerie con una corsia per senso di marcia.  

 

Ha trovato soluzione anche una situazione (manovra in retromarcia del furgone che effettua il recupero della segnaletica stessa) che a mio avviso comportava dei problemi talune volte particolarmente rilevanti e che in passato ha causato non pochi problemi. Al punto 7.5. troviamo scritto: In particolare nei tratti privi della corsia di emergenza ove le manovre in retromarcia possono risultare particolarmente difficoltose e pericolose, la rimozione della segnaletica di preavviso può essere effettuata nel senso del traffico supportata da adeguata presegnalazione.

 

Concludendo, nel consigliare una lettura integrale del D.M. mi pongo comunque una domanda:

Il D.M. 4 marzo 2013 risulta abrogato, il nuovo D.M. prevede che i lavoratori ed i preposti possano effettuare attività su strada esclusivamente se preventivamente formati alla luce dell’allegato II del D.M. 22 gennaio 2019 stesso e non vi sono indicazioni specifiche o transitorie relative alla validità della formazione pregressa di chi è già stato formato o di chi ha fatto l’aggiornamento pari a 3 ore. La logica ci porterebbe a sostenere che, vista la quasi completa sovrapposizione tra i contenuti dei corsi previsti nelle due norme, i corsi già effettuati risultano essere validi. Forse un chiarimento in merito sarebbe importante.

Un’ultima valutazione nell’ottica della sicurezza e della conoscenza delle procedure: vista anche l’introduzione di nuove ed importanti modifiche nei criteri di apposizione, mantenimento e rimozione della segnaletica, a mio avviso sarebbe importante che le aziende programmassero, nel breve periodo, dei moduli di aggiornamento di almeno tre ore ai quali far partecipare il personale già formato sulla base del vecchio D.M. Tempistiche che a tutti gli effetti rientrano in quelle che sono le indicazioni relative alla distribuzione dell’aggiornamento di sei ore nel corso di ogni quinquennio.  

 

 

Geom. Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS e Referente Gruppo di Lavoro Costruzioni di AiFOS

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[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

 

SICURELLO.si & SICURELLO.no AUGURI DI BUON NATALE 2018

Le immagini dell’insicurezza: ospite a sorpresa

Brescia, 21 Dic – E’ ormai Natale e tutti noi dovremmo essere più buoni ed allora oggi SICURELLO.no, nella sua puntata numero 380, anziché utilizzare immagini di situazioni reali, ha pensato di proporre un momento di riflessione sulla sicurezza fatto in un modo un po’ diverso, un modo che serve anche come pretesto per farci gli auguri di buone feste.

 

Ecco allora SICURELLO.si che analizza dalla sua ottica alcune situazioni legate alla sicurezza sul lavoro, alla sicurezza stradale ed alla vita di tutti i giorni.

 

Si passa dalle cadute dall’alto, alla caduta dei materiali dai mezzi di trasporto; dalla difficoltà di trovare dei momenti di relax per se stessi (siamo sempre di corsa che si tratti di attività lavorative “classiche” o legate alla famiglia ed all’ambiente domestico), alla velocità quando ci spostiamo in macchina.

Lasciandovi alla lettura del fumetto di SICURELLO.si dal titolo UN OSPITE A SORPRESA, colgo l’occasione per inviare a tutti voi i miei migliori auguri di Buon Natale e Buone Feste, allargando l’augurio alla speranza che il 2019 possa finalmente essere un anno di svolta, lasciando SICURELLO.no senza lavoro perché di situazioni di insicurezza non ce ne sono più. Auguri a tutti voi, ai vostri collaboratori ed alle vostre famiglie.

 

clicca sull’immagine per scaricare “il racconto di Natale” di Sicurello

 

Geom. Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS e Referente Gruppo di Lavoro Costruzioni di AiFOS.   

 

Consigliere Nazionale AiFOS – Vicepresidente AiFOS Protezione Civile

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[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

Gli articoli delle IMMAGINI dell’INSICUREZZA di SICURELLO.no pubblicati su PUNTOSICURO.si nell’anno 2018:

 21 Dicembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: ospite a sorpresa

Un momento di riflessione sulla sicurezza fatto in un modo un po’ diverso.


14 Dicembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: non prendiamoci in… giro

La cura dei particolari negli eventi sportivi


7 Dicembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: …ed alla fine un “ex-voto”?

Due operatori su un trabattello che eseguono l’attività sotto la sorveglianza del Committente, ma…


30 Novembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: basta starci attenti

Come se fosse un “fil di ferro”, ma più grosso!!!


23 Novembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: ponte su ruote o PLE?

Più che un ponteggio, si tratta di un ponte su ruote o un’anomala PLE.


16 Novembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: mercatini di Natale

Speriamo che a Natale ci arrivino (sani e salvi).


9 Novembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: obbligatorio l’elmetto per i pedoni

Chi va a dotare i pedoni che liberamente transitano sul marciapiede dello specifico DPI?


31 Ottobre 2018: Le immagini dell’insicurezza: alla Fiera….

Tanti stand, tanti seminari, tanti convegni dove si parlava di sicurezza, tanti D.P.I., tante attrezzature sicure, però qualche “sfumatura” ha attirato l’attenzione


26 Ottobre 2018: Le immagini dell’insicurezza: Formazione e addestramento inefficaci?

Ma questi sanno il rischio che stanno correndo?


19 Ottobre 2018: Le immagini dell’insicurezza: tra ombrelli e piattaforme fluttuanti

Il braccio della PLE invade in toto la sede stradale: ma la sicurezza dov’è?


12 Ottobre 2018: Le immagini dell’insicurezza: giochiamo a nascondino?

Il classico nascondino si presta ad essere giocato con molte varianti, ma non tutte sicure!


5 Ottobre 2018: Le immagini dell’insicurezza: demolizione controllata!

Cosa potrebbe succedere al lavoratore in caso di cedimento della struttura in demolizione?


28 Settembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: come ti aggancio!

Il gancio sale e scende, mentre la sicurezza scende sempre più in basso.


21 Settembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: a cavallo dell’ape… car

Che sia un metodo alternativo per permettere anche all’autista di provvedere alla posa dei coni?


14 Settembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: intervento a cantiere aperto

Un cantiere tutto aperto che forse andrebbe chiuso.


7 Settembre 2018: Le immagini dell’insicurezza: come ti “parcheggio” la gru

Gli elementi dell’insicurezza ci sono tutti…


31 Agosto 2018: Le immagini dell’insicurezza: la torre pendente

Oltre al buon senso e al codice della strada…


3 Agosto 2018: Le immagini dell’insicurezza: verifiche e controlli delle funi

Un paio di morsetti e tanto nastro isolante.


27 Luglio 2018: Le immagini dell’insicurezza: il portacasco

Il D.Lgs. 81/2008 all’articolo 78 comma e prevede che i lavoratori provvedano alla cura dei DPI messi a loro disposizione.


20 Luglio 2018: Le immagini dell’insicurezza: rischiare la vita

Chi presterebbe soccorso a questo lavoratore in caso di infortunio? Cosa prevedevano i documenti della sicurezza redatti per lo specifico cantiere?


13 Luglio 2018: Le immagini dell’insicurezza: scalare con le scale

Cosa prevedevano i documenti della sicurezza redatti per il cantiere?


6 Luglio 2018: Le immagini dell’insicurezza: sempre in cerca di una scossa

All’improvviso lo sguardo corre verso l’alto e la sorpresa è certamente elettrizzante.


29 Giugno 2018: Le immagini dell’insicurezza: tempo scaduto?

E non m’annoio e non che non m’annoio, anzi si


22 Giugno 2018: Le immagini dell’insicurezza: la differenza dei piccoli gesti

Un articolo a quattro mani: quando i piccoli gesti possono fare la differenza.


15 Giugno 2018: Le immagini dell’insicurezza: lo scivolo

La lamiera c’è, l’inclinazione pure, quello che manca è il tappetone gonfiabile alla base.


8 Giugno 2018: Le immagini dell’insicurezza: una scala sulla spalla e via

Abilità o incoscienza nel trasporto ed utilizzo di scale portatili.


1 Giugno 2018: Le immagini dell’insicurezza: un cartello inutile

Un po’ più di attenzione è certamente necessaria.


25 Maggio 2018: Le immagini dell’insicurezza: quando non esistono protezioni

Attraverso la recinzione di un cantiere: il rischio cadute dall’alto in assenza di protezioni.


18 Maggio 2018: Le immagini dell’insicurezza: un bagno fuori stagione

Nelle immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no di oggi i componenti da aggregare ci sono tutti, quello che difetta sono però le quantità!


11 Maggio 2018: Le immagini dell’insicurezza: l’alza bandiera

Il servizio manutenzione è prontamente intervenuto. 


4 Maggio 2018: Le immagini dell’insicurezza: uomo a terra

L’operaio è inciampato?


27 Aprile 2018: Le immagini dell’insicurezza: la solita improvvisazione

Cosa comporta l’improvvisazione nel comparto edile?


13 Aprile 2018: Le immagini dell’insicurezza: una situazione nera

Una situazione che certamente è nera, molto nera.


6 Aprile 2018: Le immagini dell’insicurezza: la griglia di protezione dell’elica?

L’ho appena tolta!


30 Marzo 2018: Le immagini dell’insicurezza: cosa manca?

Qualche “legnetto” ed ecco fatto.


23 Marzo 2018: Le immagini dell’insicurezza: dalla Saint Kitts e Nevis

IN-Sicurezza dal Mondo: il pericolo c’è, a prescindere della normativa!


16 Marzo 2018: Le immagini dell’insicurezza: ha perso le gambe!

Una bella raccolta di insicurezza sotto a un unico piano di lavoro!


9 Marzo 2018: Le immagini dell’insicurezza: Stare zitti? No grazie!!!

In un quartiere densamente abitato…


2 Marzo 2018: Come riscaldarsi in un cantiere stradale?

Freddo? Ormai siamo alla “canna del gas”.


23 Febbraio 2018: Le immagini dell’insicurezza

Per fortuna qualcuno mette il gilet ad alta visibilità. Forse però qualcosa non va!!!


16 Febbraio 2018: Come stanno in piedi i “tralicci”?

Fil di ferro strutturale (Cit.)


9 Febbraio 2018: Le immagini dell’insicurezza

Cosa ci insegna il montaggio dell’insegna?


2 Febbraio 2018: Le immagini dell’insicurezza

Crisi di identità di un nastro segnaletico.


26 Gennaio 2018: Tra un’interferenza e l’altra

L’interferenza tra le attività di smontaggio del ponteggio e la viabilità circostante.


19 Gennaio 2018: Le immagini dell’insicurezza

Il vero ponte su ruote


12 Gennaio 2018: Le immagini dell’insicurezza: PLE fai da te

A mali estremi, estremi rimedi…


 

  

 
 

Elenco degli articoli delle IMMAGINI dell’INSICUREZZA di SICURELLO.no pubblicati :

 

  

 

Gestione delle emergenze: un aiuto dagli in influencer

Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza.

11dicembre 2018

Pubblicato oggi su PUNTOSICURO.it un articolo che approfondisce gli aspetti relativi ai comportamenti delle persone in caso di emergenza e lancia una proposta applicativa in materia.

Di seguito l’articolo a firma del Geom. Stefano Farina.

 

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sui molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare e ai comportamenti delle persone.

 

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

 

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi allo Storytelling: “storie di fortuna e d’infortunio (pdf) organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti. Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

 

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

 

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati della sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

 

L’effetto gregge esiste

 

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:

Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su

http://arxiv.org/abs/1504.04064 G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

 

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

 

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovono all’interno di un’area più o meno grande.

 

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

 

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perchè non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.

 

Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.
    Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;  
  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando uno specifico progetto.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

 

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare.

 

Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”.

 

E’ certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

 

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione.

 

Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS – Vicepresidente AiFOS Protezione Civile

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