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info NORMATIVA

Aggiornamenti normativi ed approfondimenti

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Aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni» nella direzione della sicurezza a 360 gradi

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018. L'analisi del Consigliere Nazionale AiFOS Stefano Farina.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2018 sono state pubblicate le nuove Norme Tecniche delle Costruzioni: si tratta del testo aggiornato delle norme che sostituiscono quelle approvate con il decreto ministeriale 14 gennaio 2008. Le NTC definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità. Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere. 

Una importante sottolineatura riguarda le indicazioni applicative per l’ottenimento delle prestazioni previste, per le quali si precisa che per quanto non espressamente specificato nella norma ci si può riferire a normative di comprovata validità e ad altri documenti tecnici (elencati nel Cap. 12 della norma stessa) ed in particolare a quelle fornite dagli Eurocodici, che  con le relative Appendici Nazionali costituiscono indicazioni di comprovata validità e forniscono il sistematico supporto applicativo. Quest’ultimo è un passaggio importantissimo che dovrebbe essere applicato anche in altri ambiti dove spesso si riscontra la presenza di sovrapposizioni non sempre coerenti tra norme tecniche ed altre norme (un banale esempio per tutti: l’allegato XXV del D.Lgs. 81/2008 e le UNI EN ISO 7010 con la necessità di chiarirne l’equivalenza tramite la circolare n. 30 del 16/07/2013).

Analizzando il nuovo testo, si ritengono molto importanti i capitoli dedicati agli aspetti della progettazione antisismica degli edifici, un settore che purtroppo in Italia è stato da molti sottovalutato e sottostimato. In questo ambito, l’ideale sarebbe stato quello di eliminare definitivamente la distinzione tra costruzioni in zona sismica e aree a bassa od assente sismicità (Capitolo 4 COSTRUZIONI CIVILI E INDUSTRIALI e Capitolo 7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE), anche perché ormai è assodato che comunque la progettazione di una struttura deve tenere conto di questo non secondario fattore.
Nel riportare di seguito i titoli dei singoli capitoli vogliamo sottolineare come, ancora una volta, la sicurezza degli edifici diventa una parte integrante sia della sicurezza e salute sul lavoro, sia degli ambienti di vita.

Capitolo 1 - Oggetto
Capitolo 2 - Sicurezza e Prestazioni Attese
Capitolo 3 - Azioni sulle Costruzioni
Capitolo 4 - Costruzioni Civili e Industriali
Capitolo 5 - Ponti
Capitolo 6 - Progettazione Geotecnica
Capitolo 7 - Progettazione per Azioni Sismiche
Capitolo 8 - Costruzioni Esistenti
Capitolo 9 - Collaudo Statico
Capitolo 10 - Redazione dei Progetti Strutturali Esecutivi e delle Relazioni di Calcolo
Capitolo 11 - Materiali e Prodotti ad Uso Strutturale
Capitolo 12 - Riferimenti Tecnici

Pur nella complessità della norma, se andiamo a leggerla nell’ottica della “salute e sicurezza sul lavoro”, vi sono alcune novità introdotte che risultano molto importanti.

Riservandoci ulteriori approfondimenti, vogliamo però evidenziare quanto inserito nel capitolo 8 Costruzioni Esistenti, dove al punto 8.3 (Valutazione della sicurezza delle costruzioni esistenti), vengono ripresi alcuni degli aspetti già previsti dalla normativa precedente, ovvero dalle NTC2008, e ne vengono aggiunti altri molto importanti e dove troviamo indicato:

La valutazione della sicurezza [dell’edificio] deve effettuarsi quando ricorra anche una sola delle seguenti situazioni: 

  • riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa della struttura o di alcune sue parti dovuta a:
    • significativo degrado e decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali,
    • deformazioni significative conseguenti anche a problemi in fondazione;
    • danneggiamenti prodotti
      • da azioni ambientali (sisma, vento, neve e temperatura),
      • da azioni eccezionali (urti, incendi, esplosioni) o
      • da situazioni di funzionamento ed uso anomali;
  • provati gravi errori di progetto o di costruzione; 
  • cambio della destinazione d’uso della costruzione o di parti di essa, con variazione significativa dei carichi variabili e/o passaggio ad una classe d’uso superiore;
  • esecuzione di interventi non dichiaratamente strutturali, qualora essi interagiscano, anche solo in parte, con elementi aventi funzione strutturale e, in modo consistente, ne riducano la capacità e/o ne modifichino la rigidezza;
  • ogni qualvolta si eseguano gli interventi strutturali [come meglio indicati in un successivo punto];
  • opere realizzate in assenza o difformità dal titolo abitativo, ove necessario al momento della costruzione, o in difformità alle norme tecniche per le costruzioni vigenti al momento della costruzione.

L’attenta lettura dell’ultimo paragrafo, ed in particolare “opere realizzate…in difformità alle norme tecniche per le costruzioni vigenti al momento della costruzione” ritengo che non abbia bisogno di ulteriori sottolineature e ci da il senso di una norma che va sicuramente nella direzione della sicurezza a 360 gradi, ma anche dell’attivazione dei necessari approfondimenti riguardo alla parte statica di molti edifici esistenti o di alcuni elementi di essi (pensiamo solo a ringhiere, balconi, rampe scale). Certamente uno sprone anche nell’ottica della Valutazione dei Rischi.

In particolare, se ricorrono i casi sopra indicati, la valutazione della sicurezza, argomentata con apposita relazione, deve permettere di stabilire se:

  1. l’uso della costruzione possa continuare senza interventi;
  2. l’uso debba essere modificato (declassamento, cambio di destinazione e/o imposizione di limitazioni e/o cautele nell’uso); 
  3. sia necessario aumentare la sicurezza strutturale, mediante interventi.

Qualora le circostanze di cui ai punti precedenti riguardino porzioni limitate della costruzione, la valutazione della sicurezza potrà essere effettuata anche solo sugli elementi interessati e su quelli con essi interagenti, tenendo presente la loro funzione nel complesso strutturale, posto che le mutate condizioni locali non incidano sostanzialmente sul comportamento globale della struttura.

Le Norme Tecniche delle Costruzioni 2018 entreranno in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

Fai click qui per leggere l'articolo sul sito di AiFOS. 

 

La protezione dai fulmini dei parchi avventura

I parchi avventura (percorsi acrobatici in altezza, percorsi su corde alte e percorsi vita sospesi) sono strutture composte da percorsi aerei, ponti tibetani ed altri elementi, realizzati in legno, corda e cavi d’acciaio.

CopFulminiParchiAvventura

In Italia i parchi avventura sono circa 200. Il lavoro è dedicato al rischio di fulminazione e ai danni prodotti dai fulmini per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e dei visitatori dei parchi avventura.


Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2017

Pubblicato sulla GAZZETTA UFFICIALE del 22 gennaio 2018 il
DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 1
Codice della protezione civile. (18G00011)
(GU Serie Generale n.17 del 22-01-2018)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/02/2018

(*) Nota In Gazzetta Ufficiale 22-1-2018 il Decreto Legislativo e' stato pubblicato contraddistinto dal nr. 224.
In Gazzetta Ufficiale 23-1-2018 e' stata apportata la seguente modifica:
Il numero di inserzione di Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana,
attribuito al decreto legislativo citato in epigrafe, riportato nel sommario,
nonche' alla pag. 1, prima colonna, della sopra indicata Gazzetta Ufficiale,
e' 1 e non 224 come erroneamente indicato.
Pertanto, dove e' scritto: DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 224.
leggasi: DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 1
(Raccolta 2018)

Il Nuovo Codice della Protezione Civile Nazionale - D.Lgs. 1/2018

Ulteriori informazioni ed approfondimenti li potrete trovare sul sito che abbiamo dedicato all'argomento: www.CodiceDellaProtezioneCivile.it

 


DECRETO LEGISLATIVO: Riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile, in attuazione della legge 16 marzo 2017, n. 30

RIFORMA DEL SISTEMA NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE

Attuazione della legge 16 marzo 2017, n. 30, recante delega al governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile (decreto legislativo - esame definitivo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della legge di riforma del sistema nazionale della protezione civile (legge 16 marzo 2017, n. 30).

L'obiettivo del provvedimento e' il rafforzamento complessivo dell'azione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attivita' operative in emergenza.

A questo scopo, il decreto:

  • chiarisce in modo piu' netto la differenziazione tra la linea politica e quella amministrativa e operativa ai differenti livello di governo territoriale;
  • migliora la definizione della catena di comando e di controllo in emergenza in funzione delle diverse tipologie di emergenze;
  • definisce le attivita' di pianificazione volte a individuare a livello territoriale gli ambiti ottimali che garantiscano l'effettivita' delle funzioni di protezione civile;
  • stabilisce la possibilita' di svolgere le funzioni da parte dei comuni in forma aggregata e collegata al fondo regionale di protezione civile;
  • migliora la definizione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nell'ambito del servizio di protezione civile, quale componente fondamentale;
  • introduce il provvedimento della "mobilitazione nazionale", preliminare a quello della dichiarazione dello stato d'emergenza;
  • individua procedure piu' rapide per la definizione dello stato di emergenza, con un primo stanziamento non collegato come attualmente alla ricognizione del danno;
  • finalizza il fondo regionale di protezione civile al potenziamento territoriale e al concorso alle emergenze di livello regionale;
  • coordina le norme in materia di volontariato di protezione civile, anche in raccordo con le recenti norme introdotte per il Terzo settore e con riferimento alla partecipazione del volontariato alla pianificazione di protezione civile.

Il testo definisce le finalita', le attivita' e la composizione del Servizio nazionale della Protezione civile, quale sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall'insieme delle competenze e delle attivita' volte a tutelare l'integrita' della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o dall'attivita' dell'uomo. Sono comprese tra tali attivita' quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla pianificazione e gestione delle emergenze e al loro superamento.

Si individuano le autorita' di protezione civile che, secondo i principi di sussidiarieta', differenziazione e adeguatezza, garantiscono l'unitarieta' dell'ordinamento esercitando, in relazione ai rispettivi ambiti di governo, le funzioni di indirizzo politico in materia di protezione civile. Il testo conferma poi l'attuale classificazione degli eventi emergenziali di protezione civile in base alla loro dimensione e gravita'.

Per quanto riguarda l'attivita' per la previsione dei rischi, si stabilisce che il sistema di allertamento, articolato in un livello nazionale e uno regionale, abbia come obiettivo, ove possibile, il preannuncio in termini probabilistici degli eventi, nonche' il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale degli stessi e dell'evoluzione degli scenari di rischio, al fine di attivare il servizio nazionale della protezione civile ai differenti livelli territoriali; si prevede inoltre in modo esplicito la partecipazione dei cittadini, in forma singola o associata, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile, in correlazione alle esigenze di diffusione della conoscenza di tali strumenti e della relativa informazione.

Si delinea poi il quadro generale per la gestione delle emergenze di rilievo nazionale, articolato in diverse fasi:

  • la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale della protezione civile, che consente un intervento del sistema nazionale anche in fase preventiva, ove possibile;
  • la dichiarazione dello stato di emergenza, con la definizione di un primo stanziamento da destinare all'avvio delle attivita' di soccorso e di assistenza alla popolazione. Tale fase si attiva al verificarsi degli eventi di livello nazionale, a seguito di una valutazione speditiva eseguita dal dipartimento della protezione civile, sulla base delle informazioni ricevute in raccordo con i territori, nelle more della ricognizione puntuale del danno (oggi il primo stanziamento avviene dopo la ricognizione del danno con allungamento dei tempi di delibera e di intervento);
  • l'individuazione delle ulteriori risorse necessarie per il prosieguo delle attivita', a seguito della valutazione dell'effettivo impatto dell'evento;

Tra le principali novita' riguardanti lo stato di emergenza, si prevede, in particolare, che la dichiarazione non possa superare in termini temporali i 12 mesi piu' 12, in luogo dei 6 mesi piu' 6 previsti oggi. Inoltre, le ordinanze di protezione civile sono emanate acquisita l'intesa delle Regioni interessate e possono intervenire, oltre che riguardo all'organizzazione e all'effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalita' dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, alla gestione dei rifiuti, delle macerie e alle misure volte a garantire la continuita' amministrativa, anche riguardo all'attivazione delle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale dei cittadini e delle attivita' economiche e produttive direttamente interessate dall'evento per fronteggiare le necessita' piu' urgenti.

Per dare il giusto risalto alla partecipazione dei cittadini alle attivita' di protezione civile, si regolamentano le attivita' di volontariato organizzato, definendo in maniera chiara i gruppi comunali di protezione civile e introducendo la responsabilita' del cittadino rispetto alle indicazioni date dalle autorita' di protezione civile ai diversi livelli.

Per quanto riguarda, infine, le misure e gli strumenti organizzativi e finanziari per la realizzazione delle attivita' di protezione civile, il testo prevede una ripartizione delle risorse in tre fondi:

  • fondo nazionale di protezione civile per le attivita' di previsione e prevenzione (risorse per lo svolgimento delle attivita' di previsione e prevenzione dei rischi assicurate dal dipartimento della protezione civile gia' iscritte al bilancio);
  • fondo per le emergenze nazionali (per gli eventi emergenziali nazionali);
  • fondo regionale di protezione civile (fondo che contribuisce al potenziamento del sistema di protezione civile regionale e concorre agli interventi di carattere regionale).

Il provvedimento e' stato integrato in esito all'intesa sancita in sede di Conferenza unificata e recepisce alcune osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, nonche' le condizioni espresse dalle Commissioni parlamentari competenti.


 

La Circolare Gabrielli Pubbliche Manifestazioni del 7 giugno 2017

I recenti fatti di Torino hanno posto in evidenza la necessità  di qualificare – nell’ambito del processo di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni – gli aspetti di Safety, quali i dispositivi e le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità  delle persone e quelli di Security, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai fini dell’individuazione delle migliori strategie operative. In tale ambito, per quanto riguarda le misure attinenti la Safety – facendo salve le competenze degli organismi previsti dalla normativa di settore, quali le Commissioni Provinciali e Comunali di Vigilanza sui pubblici spettacoli, nonchè le competenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), del Centro Operativo Misto (C.O.M.) e del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) – dovranno essere accertate le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza… Leggi la Circolare Gabrielli Pubbliche Manifestazioni 

 

 

Per saperne di più sulla Circolare Gabrielli Pubbliche Manifestazioni visita il sito: CircolareGabrielli.it

 

Circolare Gabrielli Pubbliche Manifestazioni

 

Gazzetta Ufficiale

In Gazzetta Ufficiale il DECRETO 11 maggio 2017 

Impianti aerei e terrestri. Disposizioni tecniche riguardanti l’esercizio e la manutenzione degli impianti a fune adibiti al trasporto pubblico di persone. (17A03379) (GU Serie Generale n.118 del 23-05-2017)

 

Sono approvate le «Disposizioni tecniche riguardanti l'esercizio
e la manutenzione degli impianti a fune adibiti al trasporto pubblico
di persone» riportate nell'allegato tecnico, che del presente decreto
costituisce parte integrante.
  2. Le disposizioni  riportate  nell'allegato  tecnico  al  presente
decreto costituiscono l'articolazione in forma organica  delle  norme
che regolano l'esercizio e la manutenzione degli impianti a fune  per
il trasporto delle persone.
  3. Resta ferma la possibilita'  di  utilizzare  soluzioni  tecniche
diverse da quelle prospettate dalle stesse disposizioni, a condizione
che venga dimostrata la conformita' ai requisiti  essenziali  di  cui
all'Allegato II della Direttiva 2000/9/CE.
Il decreto entra in vigore il giorno 24 maggio 2017.
 
 
(Allegato )
                                                             Allegato
                     IMPIANTI AEREI E TERRESTRI
Disposizioni tecniche riguardanti l'esercizio e la manutenzione degli
      impianti a fune adibiti al trasporto pubblico di persone
              Capitolo 1 - Oggetto e scopo delle norme
    1.1. Ambito.
    Le presenti disposizioni tecniche si applicano alle funivie, alle
funicolari, alle sciovie a fune alta e bassa e  alle  slittinovie  in
trasporto pubblico destinate al trasporto di persone come definite al
punto 1.1 dell'allegato al D.D. 337/2012.
    1.2. Scopo.
    Scopo delle presenti disposizioni tecniche e' una  rielaborazione
organica  della   precedente   normativa   relativa   al   personale,
all'esercizio,  alle  verifiche  e  prove  funzionali,   alle   prove
periodiche, alla manutenzione  e  alle  modifiche  tecniche  che  non
costituiscono varianti costruttive.
    1.3. Definizioni.
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                | Personale addetto alla conduzione|
|                                |dell'impianto a fune preposto, nel|
|                                |luogo a cui e' assegnato, a       |
|                                |sorvegliare l'esercizio, svolgendo|
|Agente (di stazione, di vettura,|le mansioni previste dal          |
|di sorveglianza)                |Regolamento di esercizio.         |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                | Il Capo servizio ha il compito di|
|                                |eseguire e far eseguire tutte le  |
|                                |disposizioni contenute nel        |
|                                |Regolamento d'esercizio e quelle  |
|                                |impartite dal Direttore           |
|                                |dell'esercizio per la sicurezza e |
|Capo servizio                   |la regolarita' dell'esercizio.    |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                | Modalita' di effettuazione       |
|                                |dell'esercizio nella quale il     |
|                                |personale addetto non e'          |
|                                |direttamente presente             |
|                                |sull'impianto, ma lo comanda da   |
|                                |una postazione remota, con il     |
|Comando da remoto               |supporto della telesorveglianza.  |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Commissione nominata              |
|                                |dall'Autorita' di sorveglianza ed |
|Commissione per le verifiche e  |incaricata dell'espletamento delle|
|prove funzionali (C.V.P.F)      |verifiche e prove funzionali.     |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Controlli da effettuarsi durante  |
|                                |l'esercizio per verificare il     |
|                                |regolare funzionamento            |
|                                |dell'impianto, con periodicita'   |
| Controlli in esercizio         |giornaliera e mensile.            |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                | Controllo eseguito da personale  |
|                                |competente, ma non necessariamente|
|                                |abilitato ai sensi della apposita |
| Controllo a vista              |UNI EN ISO 9712:2012.             |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Corsa durante la quale un agente, |
|                                |opportunamente attrezzato, compie |
|                                |il percorso da valle a monte, o   |
| Corsa di prova                 |viceversa, ispezionando la linea. |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |I compiti del Direttore           |
|                                |dell'Esercizio o il Responsabile  |
|                                |dell'Esercizio sono definiti dal  |
|Direttore dell'Esercizio o il   |decreto ministeriale 18 febbraio  |
|Responsabile dell'Esercizio     |2011.                             |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Comando manuale che inibisce la   |
|                                |possibilita' di intervento di una |
|Dispositivo di esclusione       |funzione di sorveglianza.         |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Comando manuale che non esclude   |
|                                |completamente una funzione di     |
|Dispositivo di parzializzazione |sorveglianza, ma la degrada.      |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Ditta che realizza l'impianto a   |
|                                |fune o componenti specifici di    |
|Ditta costruttrice              |esso.                             |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Amministrazione pubblica che      |
|                                |rilascia la concessione o         |
|                                |l'autorizzazione di linee di      |
|                                |pubblico trasporto mediante       |
|Ente concedente                 |impianti a fune.                  |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Controllo non distruttivo eseguito|
|                                |da personale competente abilitato |
|                                |ai sensi della apposita UNI EN ISO|
|Esame visivo (VT)               |9712:2012.                        |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Funzionamento dell'impianto senza |
|                                |presenziamento da parte di agenti,|
|                                |affidando le funzioni di          |
|                                |regolazione e controllo           |
|                                |dell'impianto a dispositivi       |
|Esercizio automatico            |automatici.                       |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Periodo nel quale l'impianto e'   |
|                                |disponibile per effettuare il     |
|                                |servizio. Durante tale periodo    |
|                                |l'impianto oltre che in servizio  |
|                                |pubblico, puo' anche essere: in   |
|                                |fase di controllo, in servizio    |
|                                |privato, in pausa o in            |
|Esercizio                       |manutenzione ordinaria.           |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Insieme delle operazioni che      |
|                                |permettono, in caso di blocco     |
|                                |dell'impianto, di riportare i     |
|                                |passeggeri in un luogo sicuro,    |
|                                |anche utilizzando mezzi esterni   |
|Evacuazione                     |all'impianto.                     |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Processo che conduce, dal         |
|                                |rilevamento di un previsto evento |
|                                |rischioso, all'emissione di       |
|                                |opportuni provvedimenti,          |
|                                |classificabile, secondo il caso,  |
|                                |come funzione di sicurezza oppure |
|Funzione di sorveglianza        |come funzione di protezione.      |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Periodo nel quale l'impianto non  |
|                                |e' predisposto ad effettuare      |
|Fuori esercizio                 |l'esercizio.                      |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Il macchinista provvede alla      |
|                                |manovra ad alla sorveglianza      |
|                                |dell'impianto, attenendosi al     |
|                                |Regolamento di esercizio ed alle  |
|                                |istruzioni fornitegli dal Capo    |
|                                |servizio o dal Responsabile       |
|Macchinista                     |dell'esercizio.                   |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |La manutenzione periodica degli   |
|                                |impianti e' l'insieme delle       |
|                                |attivita' atte a ridurre la       |
|                                |probabilita' di guasto, la        |
|                                |degradazione del funzionamento di |
|                                |un impianto e a mantenere in      |
|                                |efficienza ed in buono stato di   |
|                                |conservazione l'impianto ed i suoi|
|                                |componenti. Essa puo' essere      |
|                                |ordinaria, oppure straordinaria   |
|Manutenzione periodica ordinaria|correlata alle revisioni          |
|o straordinaria                 |quinquennali e generali.          |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |La manutenzione straordinaria e'  |
|                                |una manutenzione non programmata  |
|Manutenzione straordinaria non  |nel M.U.M., o conseguente ad      |
|programmata                     |eventi verificatisi sull'impianto.|
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Periodo successivo alla messa a   |
|                                |punto dell'impianto e propedeutico|
|                                |alle verifiche e prove funzionali,|
|                                |in cui e' verificata              |
|Periodo di prova                |l'affidabilita' dell'impianto.    |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Documento che descrive la         |
|                                |pianificazione delle risorse umane|
|                                |e materiali e le attivita'        |
|                                |finalizzate ad attuare            |
|                                |l'evacuazione dei passeggeri su   |
|Piano di evacuazione            |uno o piu' impianti.              |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Piano di Intervento per il        |
|                                |Distacco Artificiale delle        |
|P.I.D.A.V.                      |Valanghe.                         |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Piano di Intervento per la        |
|                                |Sospensione Temporanea            |
|                                |dell'Esercizio in caso di pericolo|
|P.I.S.T.E.                      |di valanghe.                      |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Periodo successivo alle verifiche |
|                                |e prove funzionali e precedente   |
|                                |l'apertura al servizio pubblico,  |
|                                |nel quale si provano tutti i tipi |
|                                |di azionamento e le modalita' di  |
|                                |esercizio con il personale da     |
|                                |adibire al servizio pubblico      |
|                                |dell'impianto e con l'eventuale   |
|                                |assistenza delle imprese          |
|                                |fornitrici delle apparecchiature  |
|                                |meccaniche, elettriche ed         |
|Pre-esercizio                   |elettroniche.                     |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Esercitazione periodica necessaria|
|                                |per l'addestramento delle squadre |
|                                |di soccorso e per il controllo dei|
|                                |mezzi e dei materiali previsti nel|
|Prova di evacuazione            |piano di evacuazione.             |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Manovra che permette di riportare |
|                                |i veicoli con i loro passeggeri   |
|                                |nelle stazioni, utilizzando delle |
|                                |procedure codificate e dei mezzi  |
|Recupero                        |propri dell'impianto.             |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Apparecchio in grado di           |
|                                |visualizzare, memorizzare e       |
|                                |restituire informazioni sul       |
|                                |funzionamento di un impianto      |
|                                |funiviario sia in condizioni di   |
|Registratore di eventi          |normalita' che di anormalita'.    |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Il Responsabile del soccorso      |
|                                |provvede ad attuare le            |
|                                |disposizioni contenute nel piano  |
|Responsabile del soccorso       |di soccorso approvato.            |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Servizio effettuato dopo il       |
|                                |tramonto del sole che richieda una|
|Servizio pubblico notturno      |idonea illuminazione artificiale. |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Trasporto di persone e cose al di |
|                                |fuori del servizio pubblico da    |
|                                |svolgersi secondo opportune       |
|                                |disposizioni emanate dal          |
|                                |proprietario o gestore atte a     |
|                                |garantire la sicurezza dei        |
|Servizio privato                |trasportati.                      |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Servizio con offerta              |
|                                |indifferenziata, reso alla        |
|                                |collettivita', con un periodo di  |
|                                |apertura al pubblico e con orario |
|                                |prestabilito comunicato           |
|                                |dall'esercente all'ente concedente|
|                                |e con l'emissione di un titolo di |
|Servizio pubblico               |viaggio, ove previsto.            |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Il servizio si dice in condizioni |
|                                |normali quando l'impianto si trova|
|                                |correttamente predisposto in tutte|
|                                |le sue parti e in stato di        |
|                                |consenso alla marcia (con tutti i |
|                                |dispositivi di sorveglianza e di  |
|                                |protezione efficienti) e quindi in|
|Servizio in condizioni normali  |condizioni di sicurezza.          |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Particolare modalita' di          |
|                                |evacuazione che utilizza un       |
|                                |azionamento e uno o piu' veicoli  |
|                                |autonomi in grado di raggiungere i|
|                                |veicoli fermi in linea e di       |
|                                |trasferire i viaggiatori in un    |
|Soccorso                        |luogo sicuro.                     |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Modalita' di comando dell'impianto|
|                                |da stazioni diverse dalla motrice,|
|                                |utilizzata al fine di consentire, |
|                                |durante le fasi che precedono     |
|                                |l'apertura e seguono la chiusura  |
|                                |giornaliera del servizio pubblico,|
|                                |il solo trasferimento del         |
|                                |personale da una stazione         |
|                                |all'altra, quando, ad esempio,    |
|                                |durante la pausa notturna         |
|                                |prolungata, la stazione motrice   |
|Telecomando                     |possa restare non presidiata.     |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Modalita' di sorveglianza che     |
|                                |rende disponibili le informazioni |
|                                |sullo stato dell'impianto o di    |
|                                |parti di esso, da un punto di     |
|                                |controllo presenziato, diverso da |
|Telesorveglianza                |quello da sorvegliare.            |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Procedure aventi lo scopo di      |
|                                |verificare se un dispositivo, un  |
|                                |circuito, un sistema od altro e'  |
|                                |in grado di svolgere la funzione  |
|Test funzionali                 |prefissata.                       |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Insieme delle attivita' volte a   |
|                                |verificare la possibilita' che    |
|                                |l'impianto possa essere sottoposto|
|                                |alle verifiche e prove funzionali |
|Verifiche e prove interne       |dell'impianto.                    |
+--------------------------------+----------------------------------+
|                                |Prove volte ad accertare il       |
|                                |persistere della piena            |
|                                |funzionalita' dell'impianto a     |
|                                |seguito di lavori di manutenzione |
|                                |straordinaria o modifiche delle   |
|Verifica straordinaria          |modalita' di esercizio.           |
+--------------------------------+----------------------------------+
                        Capitolo 2 - Personale
    2.1. Premessa
    Il presente capitolo raggruppa le  disposizioni  da  adottare  in
merito al personale per  garantire  la  regolarita'  e  la  sicurezza
dell'esercizio degli impianti a fune in servizio pubblico.
    Per i diversi tipi di  impianto,  la  consistenza  del  personale
necessario alla loro conduzione e le mansioni ed i  compiti  ad  esso
attribuiti sono definiti nel Regolamento di esercizio.
    2.2. Personale addetto all'esercizio
    Sono preposti all'esercizio degli impianti di cui al  punto  1.1,
l'esercente,  il   Direttore   dell'esercizio   o   il   Responsabile
dell'esercizio (o l'Assistente Tecnico se previsto) ed  il  personale
dell'impianto i cui requisiti e le  modalita'  di  abilitazione  sono
disciplinati dal decreto ministeriale 18 febbraio 2011 e dal  decreto
ministeriale 288/2014.
    Il personale operativo addetto a svolgere funzioni  di  sicurezza
nella conduzione  degli  impianti  a  fune  durante  il  servizio  e'
generalmente costituito da:
      il Capo servizio;
    il macchinista;
    gli agenti di vettura e di stazione (di rinvio o di transito);
    gli agenti di sorveglianza (per gli  impianti  con  controllo  da
remoto).
    Per gli impianti dotati di telesorveglianza delle  stazioni,  non
e'  richiesta  la  presenza  di  personale  presso   l'impianto.   Il
Regolamento di esercizio dispone le relative modalita'  di  esercizio
di tali impianti.
    Per gli impianti di categoria D, di cui al  decreto  ministeriale
18 febbraio 2011, l'eventuale necessita' di macchinisti ed agenti  e'
indicata nel Regolamento di esercizio.
    2.3. Numero di addetti per tipologia di impianto
    Nel Regolamento di esercizio di ciascun impianto e'  definita  la
consistenza minima del personale presente sull'impianto per garantire
lo  svolgimento  dell'esercizio  in   sicurezza;   variazioni   della
consistenza minima possono essere previste per eventuali occasioni di
servizio ridotto o particolare.
    Inoltre, al fine di assicurare la regolarita' dell'esercizio, per
tener conto delle assenze per riposo periodico, congedo  o  malattia,
oltre al numero di persone di cui  sopra  deve  essere  previsto  del
personale sostituto.
    Per  impianti  con  stazioni  adiacenti   (ad   esempio   sciovie
parallele)  puo'  essere  ammessa  la  sorveglianza  di  entrambe  le
stazioni da parte di  un  unico  agente  o  macchinista.  Particolari
prescrizioni di esercizio dovranno essere inserite nel Regolamento di
esercizio.
    2.4. Mansioni e obblighi del personale dell'impianto
    Durante l'esercizio, il funzionamento dell'impianto  deve  essere
seguito dal personale addetto, che verifica  e  cura  che  tutti  gli
apparati dell'impianto siano efficienti. In  particolare  durante  il
servizio pubblico, il macchinista e gli agenti si comportano in  modo
da  assicurare  la  regolarita'  del  servizio  stesso  e   informano
tempestivamente il Capo servizio o il Responsabile dell'esercizio  di
qualsiasi anormalita' riscontrata;  questo  ultimo  informa,  se  del
caso,  il  Direttore  dell'esercizio  (o  l'Assistente   Tecnico   se
previsto),  per  ottenere  le  necessarie  istruzioni  onde  adottare
tempestivamente i  provvedimenti  atti  ad  eliminare  i  difetti  di
funzionamento.
    In caso di incidente, il personale in servizio  sull'impianto  e'
tenuto a prestare soccorso ed a porre in  essere  ogni  provvedimento
opportuno  nell'ambito  delle  proprie  funzioni  per   limitare   le
conseguenze dei danni occorsi e per  impedirne  altri.  Il  personale
altresi' si adopera con perizia e diligenza anche in circostanze  non
espressamente previste  dalle  norme  di  esercizio,  ai  fini  della
sicurezza e della regolarita'.
    2.4.1. Obblighi dell'esercente
    Per quanto non contenuto all'art. 6 del decreto  dirigenziale  18
febbraio 2011, l'esercente e' tenuto a:
    a) provvedere  alla  nomina  del  Direttore  o  del  Responsabile
dell'esercizio (o dell'Assistente Tecnico se previsto),  ovvero  alla
sua sostituzione secondo quanto previsto dal decreto dirigenziale  18
febbraio 2011;
    b) provvedere alla dotazione del personale necessario a garantire
la sicurezza e la regolarita'  dell'esercizio,  almeno  nella  misura
minima stabilita nel Regolamento d'esercizio di ciascun impianto;
    c) comunicare all'Autorita' di sorveglianza, prima  dell'apertura
dell'impianto,  l'organico  del  personale   di   ciascun   impianto,
comprendente l'elenco dei nominativi, firmato  dal  Direttore  o  dal
Responsabile dell'esercizio (o dall'Assistente Tecnico se previsto) e
dal Capo servizio, le qualifiche e gli estremi  dell'abilitazione  di
ciascun addetto. Ogni variazione di personale intervenuta nel periodo
di esercizio deve essere comunicata alla predetta  Autorita'  con  le
modalita' di cui sopra entro il termine di 10 giorni;
    d) rispettare le disposizioni riguardanti il personale  contenute
in norme di legge e nel Regolamento di esercizio di ciascun impianto,
nonche' a quelle  impartite  dall'Autorita'  di  sorveglianza  o  dal
Direttore  o  dal  Responsabile  dell'esercizio  (o   dall'Assistente
Tecnico se previsto);
    e) provvedere  alla  disponibilita'  dei  materiali  soggetti  ad
usura, di ricambio e di scorta, su indicazione del  Capo  servizio  o
del Direttore o del Responsabile  dell'esercizio  (o  dell'Assistente
Tecnico se previsto), assicurando, se prescritto dalle norme tecniche
di sicurezza per la costruzione e l'esercizio di impianti a fune,  la
disponibilita'  di  idonei  locali  sia  per  la  conservazione   dei
materiali e delle attrezzature, sia per l'esecuzione delle operazioni
di manutenzione ordinaria;
    f) dar corso ai lavori di manutenzione e di  revisione  richiesti
dall'Autorita' di sorveglianza o dal  Direttore  o  dal  Responsabile
dell'esercizio  (o  dall'Assistente  Tecnico  se  previsto)  per   la
sicurezza e regolarita' dell'esercizio;
    g)   ove   necessario,   stipulare   apposite   convenzioni   con
organizzazioni pubbliche o private in grado di  fornire  durevolmente
ed a titolo obbligatorio  mezzi  e  personale  idoneo  ed  in  numero
sufficiente  per  un'eventuale  evacuazione  dei  passeggeri  e   per
l'effettuazione delle esercitazioni periodiche di evacuazione;
    h) sospendere l'esercizio qualora all'impianto non dovesse essere
preposto alcun Direttore o Responsabile dell'esercizio (o  Assistente
Tecnico se previsto) (ad esempio a seguito di  dimissioni  e  mancata
sostituzione),  dandone  immediata  comunicazione  all'Autorita'   di
sorveglianza;
    i) sottoscrivere una polizza assicurativa per la  responsabilita'
civile.
    2.4.2. Compiti del Direttore dell'esercizio
    Il compiti del Direttore dell'esercizio sono definiti dal decreto
dirigenziale 18 febbraio 2011.
    2.4.3. Compiti del Responsabile dell'esercizio
    I compiti  del  Responsabile  dell'esercizio  sono  definiti  dal
decreto dirigenziale 18 febbraio 2011.
    2.4.4. Compiti dell'Assistente tecnico
    I compiti  dell'Assistente  tecnico  sono  definiti  dal  decreto
dirigenziale 18 febbraio 2011.
    2.4.5. Compiti del Capo servizio
    Il Capo servizio ha il compito di eseguire e far  eseguire  tutte
le  disposizioni  contenute  nel  Regolamento  d'esercizio  e  quelle
impartite  dal  Direttore  dell'esercizio  per  la  sicurezza  e   la
regolarita'  dell'esercizio.  Egli  interviene  inoltre,  di  propria
iniziativa,  in  caso  di  situazioni  non  previste,  integrando  le
disposizioni ricevute con opportuni provvedimenti volti a garantire o
a ripristinare la sicurezza e la regolarita' dell'esercizio.
    In particolare il Capo servizio:
    a) effettua i controlli periodici mensili  di  sua  competenza  e
verifica l'effettuazione di quelli di competenza  del  macchinista  e
degli agenti specificati nei punti 2.4.6 e 2.4.7;
    b) durante  il  servizio  deve  trovarsi  sempre  in  prossimita'
dell'impianto o degli impianti dei quali e'  responsabile  ed  essere
reperibile in ogni momento mediante mezzi di  comunicazione  e  poter
raggiungere l'impianto entro un tempo massimo di 30 minuti;
    c) esercita il controllo sull'impianto e sul regolare flusso  dei
viaggiatori;
    d)  vigila  sull'attivita'  e  sul  corretto  comportamento   del
personale, anche  nei  confronti  dei  viaggiatori,  relazionando  al
Direttore dell'esercizio eventuali inadempienze;
    e) effettua regolarmente i controlli sullo stato delle funi;
    f) provvede alla manutenzione degli impianti, compresi i mezzi di
evacuazione in dotazione, secondo il programma e le istruzioni  delle
ditte costruttrici  e  del  Direttore  dell'esercizio,  compilando  o
sottoscrivendo il Registro di controllo e manutenzione;
    g) provvede all'effettuazione dei controlli mensili in esercizio,
compilando i relativi verbali e controllando la regolare  tenuta  del
Registro giornale;
    h) provvede affinche' sia assicurata la pronta disponibilita' del
personale e dei mezzi necessari per  le  operazioni  di  evacuazione,
compresa la percorribilita' dell'eventuale  sentiero  di  soccorso  o
della   passerella,   ed   effettua   periodicamente   le    relative
esercitazioni con le squadre all'uopo previste;
    i) coordina o collabora, secondo quanto stabilito al punto  3.14,
alle operazioni di evacuazione;
    j) da' immediata  comunicazione  all'esercente  ed  al  Direttore
dell'esercizio nel caso in cui si verifichino incidenti od eventi che
possono dar luogo a pericolo durante l'esercizio;
    k)  segnala  tempestivamente  al   Direttore   dell'esercizio   e
all'esercente eventuali guasti, difetti o  anomalie  degli  impianti,
allo scopo di ricevere le relative istruzioni;
    l) provvede affinche' venga osservato l'orario di servizio;
    m) risponde della buona conservazione dei materiali  soggetti  ad
usura, di scorta e di ricambio, compresa la segnaletica di impianto;
    n) comunica al Direttore dell'esercizio ed all'esercente l'elenco
dei materiali soggetti ad usura e dei materiali di ricambio necessari
per l'esercizio e la manutenzione;
    o) prende tutte le  iniziative  atte  a  garantire  la  sicurezza
dell'esercizio in caso di condizioni atmosferiche  avverse  o  eventi
particolari;
    p)  nel  caso  di  eventi  e  condizioni  atmosferiche  tali   da
pregiudicare la sicurezza o di anomalie tecniche che compromettano la
sicurezza del trasporto,  sospende  il  servizio,  dandone  immediata
comunicazione all'esercente e al Direttore dell'esercizio  ed  annota
sul Registro giornale l'evento o l'anomalia e la causa  eventualmente
accertata. Nel caso in cui l'impianto sia provvisto di P.I.S.T.E. e/o
di P.I.D.A.V., pone in  atto  quanto  in  essi  previsto,  a  seguito
dell'indicazione di chiusura ricevuta da parte del  responsabile  dei
piani stessi;
    q) stabilisce i compiti del personale dell'impianto,  nei  limiti
della relativa abilitazione, controllandone l'efficienza, i  turni  e
la presenza sul lavoro, anche in relazione all'entita' del traffico;
    r)  accerta  la  disponibilita'  del  personale   necessario   in
conformita' al Regolamento  di  esercizio  e  alle  disposizioni  del
Direttore dell'esercizio;
    s)  e'  responsabile  dei  dispositivi  di  parzializzazione   ed
esclusione (ad esempio chiavi, commutatori) e verifica che  tutte  le
eventuali   parzializzazioni   ed   esclusioni   operate,   da    lui
espressamente autorizzate, siano registrate sul Registro giornale;
    t) preclude il trasporto di persone o di cose che a suo  giudizio
possano pregiudicare la sicurezza e la regolarita' dell'esercizio;
    u)   propone,   per   l'abilitazione   a   cura   del   Direttore
dell'esercizio, i macchinisti e gli agenti verificandone il  possesso
delle competenze  necessarie  all'espletamento  delle  mansioni  loro
affidate;
    v) cura la  manutenzione  e  la  dislocazione  della  segnaletica
relativa all'esercizio in stazione  ed  in  linea,  dell'attrezzatura
antincendio e di pronto soccorso;
    w) assiste  il  Direttore  dell'esercizio  nell'addestramento  ed
aggiornamento del personale e durante le ispezioni periodiche.
    2.4.6. Compiti del macchinista
    Il  macchinista  provvede  alla  manovra  ad  alla   sorveglianza
dell'impianto,  attenendosi  al  Regolamento  di  esercizio  ed  alle
istruzioni  fornitegli  dal  Capo   servizio   o   dal   Responsabile
dell'esercizio.
    In particolare:
    a) verifica, eventualmente coadiuvato dagli agenti,  il  regolare
stato  di  efficienza  dell'intero   impianto   (apparecchiature   di
sicurezza, stazioni non motrici e linea comprese)  e  quindi  manovra
l'impianto;
    b) durante il servizio resta nei pressi  del  posto  di  manovra,
sempre  pronto  ad  intervenire   e   a   sorvegliare   il   corretto
funzionamento della stazione motrice;
    c) esegue, con l'aiuto degli agenti, i  prescritti  controlli  in
esercizio  giornalieri  di  sua  competenza,  curandone  la  regolare
annotazione nel Registro giornale;
    d) arresta  l'impianto  e  da'  immediatamente  notizia  al  Capo
servizio o  al  Responsabile  dell'esercizio  in  caso  di  guasti  o
anomalie  rilevati  durante  il  suo  funzionamento,  attendendo   le
relative  istruzioni  o,  in  caso  di  urgenza,  provvede   di   sua
iniziativa; in seguito, annota sul Registro giornale quanto  accaduto
ed i provvedimenti adottati;
    e)  collabora  con  il  Capo  servizio  o  con  il   Responsabile
dell'esercizio a tutte le operazioni di  carattere  tecnico,  secondo
gli  ordini  da  quest'ultimo  impartiti,  compresi  il  recupero   o
l'evacuazione dei viaggiatori;
    f) si accerta che nessun viaggiatore sia presenti sui veicoli  al
termine del servizio ed ogniqualvolta venga sospeso il  funzionamento
dell'impianto;
    g) verifica, ogniqualvolta debba mettere in moto l'impianto,  che
detta manovra possa essere attuata senza  alcun  danno  a  persone  e
cose, attendendo comunque il consenso degli altri agenti di  stazione
e/o di vettura;
    h) eventualmente coadiuvato dagli agenti, impedisce agli estranei
l'accesso alla zona  dei  macchinari  e  alle  zone  interessate  dal
traffico dei viaggiatori o dal movimento dei veicoli,  ed  interviene
nel caso  in  cui  si  avveda  di  un  irregolare  comportamento  dei
viaggiatori;
    i) preclude il trasporto di persone o cose  che  a  suo  giudizio
possano pregiudicare la sicurezza dell'esercizio;
    j) chiude, al termine del servizio, gli ingressi all'impianto  ed
appone gli appositi cartelli per interdire l'accesso alla stazione di
sua competenza da parte di estranei;
    k)  collabora  alle  operazioni  di  evacuazione  secondo  quanto
previsto dal piano di evacuazione;
    l)  svolge  le  ulteriori  mansioni   specifiche   previste   dal
Regolamento di esercizio.
    2.4.7. Compiti dell'agente
    L'agente provvede alla sorveglianza della parte di impianto a lui
assegnata e all'assistenza ai viaggiatori.
    In particolare:
    a) effettua i controlli periodici di sua competenza;
    b) rimane costantemente sul posto di lavoro assegnatogli dal Capo
servizio o dal Responsabile dell'esercizio durante il servizio;
    c)  collabora  con  il  Capo  servizio  o  con  il   Responsabile
dell'esercizio e  con  il  macchinista  in  tutte  le  operazioni  di
carattere tecnico, secondo gli ordini da essi impartiti, compresi  il
recupero o l'evacuazione dei viaggiatori;
    d) arresta l'impianto in caso di pericolo;
    e) cura la manutenzione delle aree di imbarco e di sbarco;
    f) sorveglia le operazioni di imbarco e di sbarco  ed  assiste  i
passeggeri, su loro richiesta oppure a  propria  discrezione,  se  ne
ricorre la necessita';
    g) preclude il trasporto di persone o cose  che  a  suo  giudizio
possano pregiudicare la sicurezza dell'esercizio;
    h) impedisce agli estranei l'accesso alla zona dei  macchinari  e
alle zone interessate dal traffico dei viaggiatori  o  dal  movimento
dei veicoli ed interviene nel caso in cui si avveda di un  irregolare
comportamento dei viaggiatori;
    i)  sorveglia  il  buon  funzionamento  della  stazione   a   lui
assegnata;
    j) chiude, al termine del servizio, gli ingressi all'impianto  ed
apporre gli appositi cartelli per interdire l'accesso  alla  stazione
di sua competenza da parte di estranei;
    k)  collabora  alle  operazioni  di  evacuazione  secondo  quanto
previsto dal piano di evacuazione;
    l)  svolge  le  ulteriori  mansioni   specifiche   previste   dal
Regolamento di esercizio.
    L'agente alla stazione di sbarco di sciovia, oltre  alle  lettere
dalla a) alla l):
    m) controlla che il comportamento dei dispositivi di  traino  sia
regolare in relazione alle loro caratteristiche di funzionamento. Nel
caso in cui i dispositivi di traino siano  collegati  permanentemente
alla fune e muniti di  recuperatori,  pone  attenzione  affinche'  il
riavvolgimento delle funicelle avvenga rapidamente senza  dare  luogo
ad  impigliamenti.  Qualora  si  tratta  di  dispositivi  ad  attacco
temporaneo, deve invece  assicurarsi  che  i  dispositivi  stessi  si
distacchino dalla fune con regolarita' e tempestivita';
    n) controlla il corretto funzionamento dei dispositivi di arresto
in caso di mancato sgancio degli sciatori nonche' di quelli  previsto
per il mancato recupero della funicella dei traini.
    L'agente alla stazione di imbarco di sciovia, oltre alle  lettera
dalla a) alla l):
    o) cura che gli sciatori in partenza si tengano pronti sul  posto
indicato e che l'accesso degli stessi al punto  di  partenza  avvenga
lungo l'itinerario delimitato da apposite transenne, in modo  che  si
susseguano sulla pista nel numero corrispondente  alla  capacita'  di
ciascun traino;
    p)  si  tiene  pronto  ad  agevolare  l'operazione  di   attacco,
eventualmente accompagnando per il tratto  iniziale  lo  sciatore  in
partenza.
    L'agente di vettura, oltre alle lettere dalla a) alla l):
    q) agevola la salita e la discesa dei  viaggiatori,  controllando
che gli stessi attendano sulla banchina di imbarco  e  che  l'accesso
alla vettura avvenga in modo regolato e  ordinato,  in  modo  che  si
susseguano all'ingresso  nel  numero  corrispondente  alla  capacita'
della vettura e che abbandonino la  vettura,  liberando  la  zona  di
sbarco e seguendo itinerari prestabiliti;
    r) controlla che  la  vettura  abbia  un  comportamento  regolare
nell'entrata/uscita  in  stazione,  osservando   in   particolare   i
rallentamenti nelle zone di dazio;
    s) provvede alla sorveglianza delle apparecchiature di vettura;
    t) rende inaccessibili  la  stazione  e  la  vettura  al  termine
dell'orario di servizio, chiudendo le porte della vettura e del piano
di imbarco;
    u) osserva,  in  caso  di  avverse  condizioni  atmosferiche,  il
regolare transito della vettura lungo la  linea,  all'incrocio  delle
vetture ed in corrispondenza dei sostegni, le oscillazioni delle funi
e la fase di avvicinamento alla stazione, in modo da poter  avvertire
immediatamente  il  macchinista  di   ogni   anomalia   eventualmente
riscontrata.
                 Capitolo 3 - Modalita' di esercizio
    3.1. Premessa
    Il presente capitolo  raggruppa  le  modalita'  di  esercizio  in
servizio pubblico, disciplinando i casi particolari.
    3.2. Orari nel servizio pubblico
    Il  servizio  pubblico  si  svolge  secondo  l'orario  comunicato
dall'esercente all'ente concedente.
    3.3. Servizio in condizioni normali
    Il servizio  pubblico  dell'impianto  in  condizioni  normali  si
effettua utilizzando gli azionamenti principale o di riserva,  quando
l'impianto si trova correttamente predisposto in tutte le sue parti e
in  stato  di  consenso  alla  marcia  e  le  condizioni   ambientali
(meteorologiche e di visibilita') non richiedono  alcuna  precauzione
particolare. Il funzionamento dell'impianto con  i  dispositivi  o  i
circuiti di sicurezza esclusi e' di norma vietato,  ad  eccezione  di
quanto contemplato ai punti successivi.
    3.4. Servizio in condizioni limitate
    Quando non siano soddisfatti i requisiti per il servizio pubblico
in condizioni normali, la prosecuzione  del  servizio  e'  consentita
soltanto nel caso in cui sia garantita l'incolumita' dei  passeggeri,
del  personale  e  dei  terzi  e  comunque  solamente  per  il  tempo
strettamente  necessario  a  riparare  i  dispositivi   degradati   o
compromessi o per installare i ricambi.
    Le modalita' di esclusione dei dispositivi di sorveglianza  e  le
misure di compensazione che devono  essere  adottate,  da  parte  del
personale, nel caso di difetti segnalati o di guasto dei  dispositivi
suddetti, sono previste in  progetto  e  nel  M.U.M.  E'  ammessa  la
prosecuzione del servizio con esclusione parziale  (parzializzazione)
di taluni dispositivi, esclusivamente secondo le modalita' e nei casi
espressamente previsti nel Regolamento di esercizio dell'impianto.
    3.5. Servizio in condizioni eccezionali
    Limitatamente al tempo necessario  per  risolvere  situazioni  di
emergenza, di ordine  pubblico,  di  necessita'  di  svuotamento  dei
comprensori, di trasporto intervallivo o di incendio nei pressi della
linea o situazioni similari e' ammessa la modifica  temporanea  della
velocita' di  penalizzazione,  conseguente  alle  esclusioni  o  alle
parzializzazioni dei dispositivi di sorveglianza.
    A tal fine il Capo servizio o il Responsabile dell'esercizio,  in
accordo con il Direttore dell'esercizio (o  l'Assistente  Tecnico  se
previsto), individua le misure di compensazione ritenute opportune.
    3.6. Funzionamento con azionamenti di riserva, di recupero  e  di
soccorso delle funivie e delle funicolari
    Salvo  quanto  non  disciplinato   dall'art.   18   del   decreto
ministeriale 400/98, nel caso di guasto tale da impedire  la  ripresa
della marcia dell'impianto con l'azionamento principale e se esso non
e' rapidamente riparabile, il servizio prosegue con l'azionamento  di
riserva, ove disponibile.
    Se il guasto impedisce  anche  la  marcia  con  l'azionamento  di
riserva, oppure se l'impianto non ne  e'  dotato,  il  Capo  servizio
dispone  invece  il  recupero  dei  viaggiatori  in  linea   mediante
l'azionamento relativo.
    Infine, quando, per guasto non riparabile in tempi  brevi  o  per
altre cause di forza maggiore, si  preveda  che  l'impianto  rimarra'
fermo a lungo, il Capo servizio dispone  rapidamente  l'inizio  delle
operazioni di evacuazione dei viaggiatori.
    3.7. Sospensione dell'esercizio per manutenzione
    Ai periodi di esercizio sono alternati periodi  di  manutenzione,
ed in particolare nel caso di esercizio  continuativo,  i  lavori  di
manutenzione,  da  effettuarsi  secondo  le  indicazioni   specifiche
contenute nel manuale di uso e manutenzione (M.U.M.),  devono  essere
pianificati, eventualmente  prevedendo  dei  periodi  di  sospensione
dell'esercizio.
    Devono inoltre essere effettuati periodicamente i controlli e  le
ispezioni di cui ai paragrafi 6.3 e  6.4,  onde  accertare  il  buono
stato di conservazione ed il corretto funzionamento dell'impianto.
    3.8. Adempimenti specifici per le sciovie e le seggiovie
    3.8.1. Modalita' per le sciovie
    Per le sciovie deve provvedersi:
    alla buona conservazione della pista di  risalita,  sia  nel  suo
profilo  rispetto  alla  configurazione  della  fune,  sia  in  senso
trasversale alla linea, in modo da  garantire  comunque  il  rispetto
della sagoma libera prescritta;
    alla scelta della velocita', sugli impianti dotati di azionamento
a velocita' di regime variabile, in  relazione  al  sussistere  delle
condizioni di buono stato della neve sia nell'area di  partenza,  sia
lungo la pista di risalita, sia allo sbarco;
    al   mantenimento   dello   spessore   prescritto   a    progetto
dell'innevamento su eventuali ponti lungo la  pista  di  risalita  ed
all'efficienza dei cigli a scarpa in corrispondenza dei sostegni;
    alla rimozione di eventuali tratti ghiacciati  e  al  riporto  di
neve fresca, onde evitare comunque  che  la  pista  di  risalita  sia
ghiacciata.
    Qualora i predetti provvedimenti siano insufficienti  a  tutelare
la sicurezza dei viaggiatori, il servizio deve essere sospeso.
    3.8.2. Modalita' per le seggiovie
    Il personale deve curare che le piste di accesso e di deflusso  e
le relative banchine di imbarco/sbarco siano in  ordine  e  prive  di
ostacoli o discontinuita'.
    Sulle banchine innevate di imbarco/sbarco deve  essere  mantenuta
la distanza di progetto tra il pavimento dell'area di imbarco e/o  di
sbarco e  la  superficie  di  seduta  dei  veicoli;  in  particolare,
l'altezza della neve nelle stazioni deve  essere  mantenuta  tale  da
consentire il passaggio di una seggiola  con  la  barra  di  chiusura
abbassata, a meno che idonee misure alternative non lo impediscano.
    Nelle seggiovie adibite al trasporto promiscuo, i  pedoni  e  gli
sciatori devono prendere posto su veicoli distinti. Il  trasporto  di
sciatori, con e senza sci ai piedi,  sulla  medesima  seggiola,  deve
essere  previsto  dal  Regolamento  di  esercizio.  A  tal  fine,  la
regolazione del flusso dei pedoni, sia in entrata che in uscita, deve
avvenire con piste distinte da quelle degli sciatori  e  deve  essere
realizzata  mediante  cancelli  di  accesso  e  piste   completamente
separate e ben individuabili da ciascuna categoria di viaggiatori. La
salita e la discesa dei pedoni  e  degli  sciatori  senza  sci  dalle
seggiole  deve  avvenire  quando  la   velocita'   del   veicolo   e'
stabilizzata ad un valore  non  superiore  a  quello  ammesso  per  i
pedoni. Tale valore puo' essere  ottenuto  anche  con  una  riduzione
temporanea della velocita'; in tal caso, l'arrivo del veicolo  carico
di  pedoni  nella  stazione  opposta  deve   provocare   l'automatica
riduzione di velocita' ovvero un apposito segnale acustico,  generato
automaticamente,    deve    segnalare    all'agente    di    stazione
l'approssimarsi del veicolo carico,  affinche'  il  personale  riduca
opportunamente la velocita'.
    Gli  impianti  esistenti  devono  adeguare   le   apparecchiature
elettriche a quanto sopra riportato in occasione della prima scadenza
di revisione generale utile.
    Nel caso di seggiovie equipaggiate  con  pedana  mobile  atta  ad
agevolare l'imbarco degli sciatori  e  quando  la  pedana  stessa  e'
inattiva, l'impianto puo' comunque  esser  mantenuto  disponibile  al
servizio, previa sistemazione del piano di imbarco con idoneo  strato
di neve e, qualora prescritto dalla normativa  tecnica  specifica,  a
seguito di congrua riduzione della velocita'.
    L'accesso dei pedoni alla banchina di imbarco e' ammesso soltanto
a pedana ferma.
    Nel caso di seggiole carenate ed in condizioni di vento, comunque
non tali da dover adottare le cautele di cui al successivo punto 3.9,
ma che lascino presagire  la  possibilita'  di  raffiche  improvvise,
devono essere  adottate  disposizioni  di  esercizio  affinche'  ogni
seggiola  sia  occupata  da  almeno  due  passeggeri,   si   occupino
preferibilmente i sedili centrali e sia  indicato  ai  passeggeri  di
viaggiare con cupola chiusa.
    Nel caso di seggiovie a collegamento temporaneo che effettuino il
trasporto in discesa di soli  pedoni,  e'  possibile,  in  situazioni
occasionali, trasportare in discesa anche sciatori con sci ai  piedi,
riducendo opportunamente la capacita'  della  seggiola  ed  innevando
opportunamente la banchina di sbarco.
    Nel caso in cui il cancelletto automatico di accesso all'impianto
non sia efficiente, il servizio puo' proseguire mediante  regolazione
degli accessi da parte di un  agente  ed  eventuale  riduzione  della
velocita';  in  tali  condizioni   non   e'   comunque   ammesso   il
funzionamento della pedana mobile di imbarco, se presente.
    3.8.3. Trasporto dei bambini sulle seggiovie
    Il trasporto sulle  seggiovie  di  bambini  non  accompagnati  e'
consentito solo nel caso che questi abbiano altezza non  inferiore  a
1,25 m, ad eccezione dei bambini di altezza inferiore a  1,25  m  che
dimostrino di aver compiuto gli 8 anni di eta'.
    I responsabili e le  persone  alle  quali  i  responsabili  hanno
affidato, anche  informalmente,  i  bambini,  devono  preliminarmente
valutarne l'attitudine ad utilizzare una seggiovia,  organizzarsi  di
conseguenza  ed  informarli  sulle   regole   di   utilizzo   e   sul
comportamento da tenere sulla seggiovia, anche in caso di arresto.
    Nel caso di gruppi organizzati, i responsabili e le persone  alle
quali i responsabili hanno affidato, anche informalmente, i  bambini,
devono scegliere preliminarmente gli accompagnatori  tra  le  persone
presenti all'imbarco, e  assicurarsi  che  accettino  il  ruolo  loro
affidato.
    Gli accompagnatori possono essere:
    i responsabili (parenti o congiunti);
    le persone  alle  quali  i  responsabili  hanno  affidato,  anche
informalmente, i bambini (ad esempio: maestri di sci,  guide  alpine,
amici);
    coloro che all'atto dell'imbarco hanno accettato di  accompagnare
i bambini.
    Gli accompagnatori devono essere in grado di  aiutare  i  bambini
con  i  quali  viaggiano,  in  particolare  per  quanto  riguarda  la
movimentazione della barra di chiusura all'imbarco ed allo sbarco.
    In caso di imbarco di bambini gli agenti di stazione devono:
    verificare la presenza dell'accompagnatore sulla seggiola;
    sorvegliare le operazioni di imbarco sino all'abbassamento  della
barra di chiusura e allo sbarco all'innalzamento della stessa.
    3.9. Sospensione del servizio per vento e per altre cause
    Il Capo servizio o  il  Responsabile  dell'esercizio  dispone  la
sospensione del servizio ogni qualvolta  le  condizioni  atmosferiche
siano  tali  da  pregiudicare  la   sicurezza   dei   viaggiatori   o
dell'impianto.
    In caso di vento che possa provocare pericolose oscillazioni  dei
veicoli e/o delle funi, il servizio deve  essere  sospeso  dopo  aver
portato in stazione tutti i viaggiatori che si trovano in linea,  con
velocita' opportunamente ridotta e adottando tutte le precauzioni del
caso.
    Al raggiungimento della prima soglia di velocita' del vento,  che
provoca un  allarme  sonoro,  il  Capo  servizio  o  il  Responsabile
dell'esercizio deve aumentare la sua  attenzione  sulle  oscillazioni
dei veicoli.
    Per le funivie, la seconda soglia di velocita' massima del vento,
oltre la quale il servizio deve essere comunque sospeso, e'  indicata
nel progetto e riportata nel Regolamento di esercizio. A tale  valore
di velocita' del vento, il Direttore o il Responsabile dell'esercizio
(o l'Assistente Tecnico  se  previsto)  sceglie  se  l'impianto  deve
essere rallentato opportunamente in  modo  automatico  ad  un  valore
comunque inferiore al 70% della velocita' nominale  o  arrestato;  in
ogni caso la linea deve essere  scaricata.  In  caso  di  diminuzione
dell'intensita' del vento, al di sotto della soglia, il Capo servizio
o il Responsabile  dell'esercizio  puo'  decidere  di  riprendere  il
normale servizio, riportando l'impianto alla velocita' nominale.
    Se invece l'azione del vento  e'  tale  da  rendere  difficoltosa
anche  l'ultimazione  della  corsa  di  svuotamento  della  linea   a
velocita' ridotta, l'impianto  deve  essere  arrestato,  avvisando  i
viaggiatori con i mezzi a disposizione circa le ragioni dell'arresto,
tranquillizzandoli ed eventualmente provvedendo all'evacuazione degli
stessi se si ritenga improbabile la diminuzione  dell'intensita'  del
vento.
    3.10. Presidio delle stazioni e dei veicoli
    Fatto salvo quanto previsto al punto 3.22, durante il servizio le
stazioni e, nelle sciovie, i punti di attacco  e  di  distacco  degli
sciatori, devono  essere  permanentemente  presidiati  dal  personale
addetto, e deve inoltre essere efficiente un sistema di comunicazione
interno fra le stazioni stesse ed i veicoli, qualora  presidiati.  Il
Regolamento di esercizio deve  contenere  le  particolari  condizioni
operative per le fasi di predisposizione o di chiusura  del  servizio
durante le quali, secondo apposite procedure, e'  consentito  che  le
stazioni non siano  presidiate,  per  evitare  che  i  passeggeri  si
imbarchino in tali fasi senza la sorveglianza del personale.
    Per le funivie bifune con movimento a va e vieni o a va o vieni e
per le funicolari, quando le apparecchiature elettriche dell'impianto
lo consentano, e' ammesso il  servizio  con  comando  dalle  vetture,
secondo  le  particolari  modalita'  indicate  nel   Regolamento   di
esercizio: in tal caso, la stazione motrice deve  essere  presidiata.
In caso di arresto  durante  la  corsa,  il  macchinista  o  il  Capo
servizio devono poter intervenire rapidamente per assumere,  in  caso
di necessita', il comando dell'impianto.
    Per le cabine delle funivie con capacita' fino  a  35  persone  e
delle funicolari esistenti, a prescindere  dalla  capienza,  se  sono
rispettate le condizioni di cui  al  punto  3.22,  non  e'  richiesto
l'agente di  vettura.  Capacita'  superiori  possono  essere  ammesse
subordinatamente a specifiche condizioni costruttive e di  esercizio,
derivanti da una specifica analisi di rischio.
    Per gli impianti realizzati prima dell'entrata  in  vigore  delle
presenti disposizioni che gia' sono  eserciti  senza  presidio  delle
vetture, e' possibile mantenere tale modalita' di esercizio.
    Nuove  richieste  potranno  essere  accettate  solo  se   vengono
rispettate le condizioni che seguono:
    a) il sistema di controllo  di  dazio  sia  realizzato  a  doppio
canale, sia previsto il rallentamento automatico della  velocita'  in
ingresso in stazione, sia presente un controllo di punto fisso e  sia
presente la protezione di uomo morto su funivie  dotate  di  impianti
elettrici non certificati;
    b) gli agenti  dell'impianto  possano  facilmente  e  rapidamente
raggiungere i veicoli ed  entrarvi  in  qualunque  progressiva  della
linea si trovino, senza alcun intervento dei passeggeri;
    c) esista un impianto  sonoro  che  permetta  al  macchinista  di
comunicare con gli occupanti delle vetture, a  qualunque  progressiva
esse si  trovino,  e  inoltre,  sulle  vetture,  esista  un  impianto
citofonico bidirezionale che permetta di parlare con le postazioni di
comando; le comunicazioni tra i veicoli ed almeno una delle stazioni,
sempre presidiate, debbano essere  possibili  anche  in  presenza  di
accavallamento delle funi di manovra sulle portanti;
    d) non vi sia presente in  cabina,  o  sia  inibito,  il  comando
manuale di intervento del freno sulla fune portante o sulle rotaie.
    Per le funivie con movimento a va e vieni o a va o vieni, oltre a
quanto indicato alle lettere da a) a  d)  sono  previse  le  seguenti
ulteriori richieste:
    e) se sono presenti sostegni di linea, velocita' massima  durante
la corsa pari a 7 m/s per le funivie a portante singola e 8  m/s  per
le funivie a doppia  portante;  velocita'  superiori  possono  essere
ammesse subordinatamente  a  specifiche  condizioni  costruttive  (ad
esempio intervia, distanze di sicurezza,  raggi  di  curvatura  delle
scarpe e libere  oscillazioni)  e  di  esercizio,  derivanti  da  una
specifica analisi di rischio;
    f) siano installati  dispositivi  che  informino  il  macchinista
dello stato di vento in linea in corrispondenza dei sostegni;
    g) la vettura sia chiusa e costruita in modo  che  i  viaggiatori
non possano uscire senza un intervento dall'esterno;
    h) qualora si effettui  il  servizio  notturno,  la  linea  ed  i
veicoli devono  risultare  efficacemente  illuminati  in  maniera  da
risultare chiaramente visibili da una almeno delle stazioni.
    Per le funicolari oltre a quanto indicato alle lettere da a) a d)
sono previse le seguenti ulteriori richieste:
    i) la vettura sia  dotata  di  porte  di  emergenza,  sbloccabili
dall'interno, in modo che  i  viaggiatori  possano  uscire  senza  un
intervento dall'esterno, lo sblocco della  porta  comporta  l'arresto
dell'impianto;
    j) sia installato un adeguato sistema di  telesorveglianza  della
linea, delle aree di imbarco e sbarco ed anche dell'interno dei  vani
passeggeri, con video installato nella postazione di comando;
    k) i veicoli devono essere dotati di  dispositivi  che  arrestino
automaticamente l'impianto in caso di  urto  contro  un  ostacolo  in
linea.
    3.11. Chiusura degli accessi alle stazioni
    Quando  l'impianto   e'   chiuso   al   pubblico,   deve   essere
adeguatamente impedita l'accessibilita'  alle  stazioni,  tramite  le
entrate e le uscite normalmente utilizzate dal pubblico stesso. A tal
fine dovranno inoltre essere apposti, in punti ben visibili, cartelli
segnaletici unificati.
    3.12.  Ripresa   del   servizio   giornaliera   o   dopo   eventi
meteorologici
    Giornalmente prima di iniziare il  servizio  e  ogniqualvolta  il
servizio venga ripreso a seguito di sospensione provocata da  avverse
condizioni atmosferiche, sono effettuati i controlli di cui al  punto
6.4.1  e  quant'altro   il   Capo   servizio   o   del   Responsabile
dell'esercizio  ritenga  necessario  adottare   onde   accertare   il
mantenimento delle condizioni di sicurezza.
    3.13.  Prevenzione  contro   i   rischi   derivanti   da   eventi
meteorologici
    Per  la  prevenzione  contro  i  rischi   derivanti   da   eventi
meteorologici  tali  da  pregiudicare  la  sicurezza  dell'esercizio,
l'esercente e' tenuto ad adottare  sistemi  di  collegamento  diretto
giornaliero con gli appositi servizi di informazione meteorologica  e
nivometrica nazionali e locali, affinche'  il  Capo  servizio  o  del
Responsabile dell'esercizio possa adottare, se del caso, i  necessari
provvedimenti per la chiusura preventiva dell'impianto.
    3.14. Evacuazione
    3.14.1. Responsabili, convenzioni e mezzi
    L'evacuazione dei viaggiatori rimasti  in  linea  consiste  nelle
operazioni  pianificate  che  permettono  loro,  in  caso  di  blocco
dell'impianto, di raggiungere un luogo sicuro.
    Il Regolamento di esercizio,  o  l'allegato  che  ne  costituisce
parte integrante, riporta il piano  dettagliato  per  l'effettuazione
delle operazioni di evacuazione.
    Il Responsabile dell'attuazione di tale piano e' di norma il Capo
servizio. Il Direttore dell'esercizio puo' individuare nel  piano  di
evacuazione altre figure responsabili esperte per lo svolgimento o il
coordinamento delle operazioni  di  evacuazione.  Detti  responsabili
debbono avere gli  stessi  requisiti  fisici  previsti  per  il  Capo
Servizio e debbono essere previsti i loro sostituti.
    Il  Responsabile  dell'attuazione  del  piano  deve   accertarsi,
durante il servizio, della disponibilita' del personale previsto  dal
piano stesso. A tale scopo, possono essere preventivamente  stipulate
convenzioni tra l'esercente e le organizzazioni pubbliche  e  private
specializzate che  si  impegnino  a  fornire  del  personale  per  le
operazioni di evacuazione della linea. Se  previsto  in  convenzione,
detto personale esterno puo'  adottare  mezzi  e  metodi  propri  per
raggiungere  i  veicoli,  mentre  per  effettuare  la   discesa   dei
viaggiatori dai veicoli  direttamente  a  terra,  occorre  utilizzare
dispositivi e  metodi  di  calata  conformi  alla  normativa,  ovvero
approvati nel  piano  di  evacuazione  e,  specificatamente  per  gli
impianti realizzati dopo l'applicazione  della  direttiva  2000/9/CE,
inseriti nella certificazione del sottosistema 6.
    I mezzi  e  le  attrezzature  di  proprieta'  del  concessionario
necessari per l'effettuazione  dell'evacuazione  della  linea  devono
rimanere custoditi, a cura del Capo servizio, presso l'impianto o  in
altro luogo di raccolta, ad una distanza tale da  non  rallentare  le
operazioni di evacuazione. In caso di piu' impianti afferenti  ad  un
unico luogo di raccolta dell'attrezzatura e che possono utilizzare  i
medesimi dispositivi di evacuazione, la  consistenza  numerica  delle
attrezzature   puo'   essere   commisurata    all'esigenza    massima
dell'impianto a tal fine piu' gravoso.
    Il Capo servizio e' altresi' responsabile della  manutenzione  di
tali mezzi e attrezzature, in modo  che  ne  sia  garantita  in  ogni
momento la disponibilita' ed efficienza.
    Durante  l'evacuazione  dei  passeggeri,  occorre  verificare   e
mantenere l'arresto dell'impianto. L'evacuazione di un passeggero non
deve compromettere la sicurezza degli altri occupanti il  veicolo  in
attesa di evacuazione.
    Nei quindici minuti successivi all'arresto dell'impianto, il Capo
servizio:
    deve cominciare il recupero dei veicoli, oppure
    deve richiedere al Responsabile  dell'attuazione  del  piano  che
avvii l'evacuazione dei passeggeri.
    Se il Capo  servizio  ha  la  certezza  di  poter  effettuare  il
recupero dei veicoli rispettando i tempi stabiliti al punto 7.1.4 del
decreto direttoriale del 16 novembre 2012  n.  337  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 285  del  6  dicembre  2012,
puo' interrompere in qualunque  momento  l'evacuazione  avvisando  il
Responsabile dell'attuazione del piano.
    3.14.2. Informazione
    L'informazione dei passeggeri consiste:
    nello stabilire con essi, nel tempo  piu'  breve  possibile,  una
comunicazione per rassicurarli;
    nel  renderli   edotti   sullo   svolgimento   delle   operazioni
intraprese;
    nell'indicare loro la condotta da tenere.
    L'informazione va ripetuta con la  frequenza  necessaria  e  puo'
essere data ad esempio:
    da terra,  dal  personale  preposto  a  tal  fine  e  munito,  se
necessario, di megafono;
    da altoparlanti ubicati sulle strutture di linea;
    da sistemi sonori ubicati sui veicoli;
    dagli agenti di vettura nei veicoli presidiati.
    L'informazione e' fornita in  modo  chiaro  e  semplice,  e  deve
essere udibile indipendentemente dalla posizione  dei  veicoli  sulla
linea ed anche in condizioni meteorologiche piu' sfavorevoli.
    3.14.3. Modalita' di attuazione del piano di evacuazione
    L'eventuale partecipazione attiva ai  metodi  di  evacuazione  da
parte dei passeggeri e' ammessa se non risultano compromessi  ne'  la
sicurezza ne' il regolare svolgimento del piano  di  evacuazione.  Se
sull'impianto e' previsto il trasporto di persone disabili, nel piano
devono essere previste idonee modalita' per la loro evacuazione.
    Per garantire lo  svolgimento  delle  operazioni  di  evacuazione
anche  in  condizioni  di  scarsa  visibilita'   si   deve   disporre
rapidamente di idonei mezzi di illuminazione.
    3.14.4. Formazione
    L'adeguatezza del piano di evacuazione deve essere favorevolmente
verificata in loco  prima  dell'apertura  dell'impianto  al  servizio
pubblico.
    L'esercente, in qualita' di datore  di  lavoro,  deve  curare  la
formazione, l'istruzione  e  l'esercitazione  dei  partecipanti  alle
operazioni di evacuazione da esso dipendenti.
    Le organizzazioni pubbliche e private specializzate convenzionate
di cui al punto 3.14.1 devono periodicamente curare la formazione dei
propri soccorritori.
    3.15. Servizio pubblico notturno
    Per servizio notturno si intende quello effettuato dopo  mezz'ora
dal tramonto del  sole  che  richieda  un'illuminazione  artificiale.
L'autorizzazione  al  trasporto  pubblico  nelle  ore   notturne   e'
rilasciata  solo  dopo  che  sia  stata  dimostrata  la   sufficienza
dell'impianto  di  illuminazione  delle  stazioni  e   della   linea,
soprattutto  nei  riguardi  della  facilita'  di   esecuzione   delle
eventuali operazioni di recupero o di evacuazione dei viaggiatori  in
tali condizioni.
    Per gli impianti realizzati  prima  dell'entrata  in  vigore  del
presente decreto che gia' svolgono  servizio  notturno  e'  possibile
mantenere tale modalita' di esercizio.
    Nuove richieste potranno essere accettate solo se  e'  rispettato
quanto contenuto nel punto 16.2.9 del  decreto  direttoriale  del  16
novembre 2012, n. 337 pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  -  Serie
generale - n. 285 del 6 dicembre 2012.
    3.16. Sorveglianza durante l'esercizio
    Qualora l'Autorita' di sorveglianza accerti, durante l'esercizio,
riduzioni delle condizioni di sicurezza rispetto a quanto riscontrato
all'atto della prima apertura dell'impianto, l'esercente e' tenuto  a
ripristinare  le  suddette  condizioni,  fatte  salve   le   sanzioni
previste.  Qualora  dette  riduzioni   siano   tali   da   costituire
pregiudizio  per   l'incolumita'   del   pubblico,   l'autorizzazione
all'esercizio o il nulla  osta  tecnico  all'esercizio  dell'impianto
sono sospesi ai sensi dell'art. 100, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 753/80.
    3.17. Esclusioni dal trasporto
    Sono esclusi dal trasporto i viaggiatori che si trovino in  stato
di alterazione delle condizioni  psichiche,  quelli  che  trasportano
oggetti che impediscano un'agevole salita sui veicoli, nonche' quelli
che, per il loro stato o il loro comportamento, possano  pregiudicare
la sicurezza propria e degli altri viaggiatori, disturbare gli  altri
viaggiatori o turbare l'ordine pubblico.
    3.18. Anomalie durante il servizio
    La  constatazione  da  parte  del  personale  operativo  di   una
situazione anomala o di un  incidente  deve  portare  ad  intervenire
immediatamente ed eventualmente ad arrestare l'impianto.
    Qualsiasi arresto imprevisto dell'impianto, automatico o manuale,
deve essere seguito da  un'analisi  della  situazione  da  parte  del
macchinista, il cui risultato puo' indurre il macchinista  stesso  ad
informare o meno il Capo servizio.
    Quando l'arresto rischia di prolungarsi, conformemente  a  quanto
previsto nel Regolamento di esercizio, il  personale  operativo  deve
informare tempestivamente i passeggeri.
    3.19. Incidenti
    In caso di incidente, sono prioritari i soccorsi agli infortunati
che  abbiano  subito  lesioni.  Qualora  necessario,  devono   essere
allertate le persone e le organizzazioni previste.
    Negli   impianti   ubicati   in   localita'   ove   non    esista
un'organizzazione permanente per il pronto  soccorso  di  viaggiatori
infortunati, deve essere predisposta  a  cura  dell'esercente  almeno
l'attrezzatura di primo soccorso e almeno in una stazione.
    A seguito di incidenti, ancorche' senza danni alle persone,  ove,
a  giudizio  dell'Autorita'  di  sorveglianza,  sorgano   dubbi   sul
permanere delle necessarie condizioni di sicurezza,  la  stessa  puo'
disporre  l'effettuazione  di  revisioni  straordinarie  all'impianto
interessato, ovvero a sue singole parti, stabilendone ove occorra  le
modalita'.
    3.20. Trasporto delle persone disabili
    3.20.1. Trasporto delle persone disabili su impianti che svolgono
trasporto pubblico locale.
    Al riguardo l'impianto che effettua il trasporto pubblico  locale
deve essere conforme alla normativa relativa  all'abbattimento  delle
barriere architettoniche vigente.
    3.20.2. Trasporto delle persone disabili su impianti a  fune  che
non effettuano trasporto pubblico locale
    Qualora sugli impianti  a  vocazione  sportiva  sia  previsto  il
trasporto di  persone  disabili,  occorre  provvedere  alle  seguenti
operazioni e sistemazioni.
    Il trasporto dei viaggiatori disabili, compresi  i  loro  ausili,
richiede una  preliminare  pianificazione  da  parte  dell'esercente,
anche riguardo  alle  operazioni  di  evacuazione.  L'esercente  deve
quindi predisporre istruzioni e formare  il  personale  sull'utilizzo
degli  impianti  da  parte  di   viaggiatori   disabili   e   fornire
informazioni alla clientela.
    3.20.2.1. Gruppi funzionali di persone disabili
    Sono individuati gruppi funzionali di persone  disabili  ai  fini
dell'utilizzo degli impianti funiviari, cosi' come individuati  dalla
circolare ministeriale n. 54940-08.10.04 del 28 maggio 2009:
    a) Sitting: persone non  in  grado  di  utilizzare  gli  impianti
rimanendo in piedi e che, pertanto,  necessitano  di  ausili  per  lo
scivolamento sulla neve qualora debbano utilizzare impianti funiviari
con lo scopo di praticare lo sci;
    b) Standing: persone che riescono ad accedere  agli  impianti  da
"in piedi", sebbene affetti da menomazioni;
    c) Blind: persone affette da cecita' assoluta e parziale.
    3.20.2.2. Sistemazione degli imbarchi e dei veicoli
    Prima  dell'imbarco,  le  sciovie  e  le  seggiovie   sono   rese
accessibili tramite un passaggio di larghezza adeguata per permettere
il transito dei viaggiatori disabili con i loro ausili.
    Sugli impianti dotati di tappeto di imbarco o di allineamento, il
passaggio per le persone disabili deve essere sostanzialmente in asse
con l'impianto, al fine di evitare ai viaggiatori di dover  manovrare
i loro ausili per l'imbarco, a  meno  che  non  avvenga  ad  impianto
fermo.
    Le stazioni degli  impianti  con  veicoli  chiusi  devono  essere
realizzate in modo che le operazioni di accesso e uscita (fuori dalla
stazione sino al veicolo) di persone con i loro ausili non richiedano
l'assistenza di piu' di una persona.
    Per consentire l'accesso a persone disabili su carrozzina, le vie
di transito devono soddisfare i seguenti requisiti:
    vie di transito con pendenza delle rampe non superiore all'8%;
    ingresso al veicolo pressoche' in piano;
    pendenza della rampa successiva allo sbarco non superiore all'8%;
    cambiamenti di direzione solo su aree in piano;
    superficie antiscivolo.
    I soli veicoli appositamente  adibiti  al  trasporto  di  persone
disabili devono avere una larghezza minima di accesso di 80 cm.
    I veicoli adibiti al trasporto di persone disabili, nel  caso  in
cui sia possibile una decelerazione elevata (ad esempio nel  caso  di
intervento del freno sulla fune portante) devono essere dotati almeno
di un punto di attacco per la carrozzina con adeguata  resistenza,  a
meno che gli ingombri interni siano tali  da  garantire  comunque  la
stabilita' della stessa.
    3.20.2.3. Accessibilita'  all'impianto  da  parte  delle  persone
disabili
    Nel Regolamento di esercizio  deve  essere  stabilito  il  numero
massimo delle persone con disabilita' ammesse contemporaneamente  sui
singoli impianti e su ogni veicolo, in funzione delle caratteristiche
degli  impianti  stessi,  del  territorio  e   della   natura   della
disabilita', al fine di garantire la sicurezza dei trasportati.
    Se la persona, a causa della natura  della  propria  disabilita',
necessita di un'assistenza  o  dell'uso  di  ausili  deve,  prima  di
acquistare il titolo di trasporto, accordarsi con  l'esercente  circa
le modalita' di viaggio.
    Inoltre la persona disabile deve comunicare al personale  addetto
all'impianto le eventuali particolari esigenze  per  l'imbarco  e  lo
sbarco (arresto, rallentamento).
    Se la persona disabile utilizza ausili specifici, puo' utilizzare
gli impianti di risalita del comprensorio per i  quali  dimostra  che
essa e' compatibile, anche  mediante  omologazione  o  certificazione
rilasciata da un ente riconosciuto. In caso contrario, se l'esercente
ritiene che l'ausilio non omologato  non  possa  essere  valutato  in
altro modo (ad esempio per confronto con altre  ausili  certificati),
puo' condizionare il trasporto al superamento di un test  preliminare
con il consenso dell'utente, il cui esito negativo  puo'  portare  al
rifiuto del trasporto.
    3.20.2.3.1. Requisiti di ammissione degli ausili sulle sciovie
    Gli  ausili  utilizzabili  su  sciovie  da  viaggiatori  disabili
(generalmente appartenenti al gruppo «sitting» o  «standing»)  devono
possedere i seguenti requisiti:
    attacco e rilascio di facile utilizzo  ed  affidabile,  anche  in
caso di caduta;
    possibilita' di evitare l'arretramento dello sciatore e  del  suo
equipaggiamento in caso di caduta o sgancio accidentale (presenza  di
anti-arretramento sui  mezzi  di  ausilio  o  possibilita'  da  parte
dell'utente di fermare l'ausilio).
    3.20.2.3.2. Requisiti di ammissione degli ausili sulle seggiovie
    Gli ausili utilizzabili  su  seggiovie  da  viaggiatori  disabili
(generalmente appartenenti al gruppo «sitting» o  «standing»)  devono
possedere i seguenti requisiti.
    All'imbarco:
    l'altezza del sedile dell'ausilio  deve  essere  compatibile  con
quella della seduta del veicolo;
    la parte inferiore del sedile dell'ausilio,  deve  essere  idonea
(non   scivolosa,   resistente,   non   abrasiva,   senza   asperita'
significative);
    l'ausilio deve permettere l'abbassamento della barra di chiusura.
    Per l'evacuazione verticale deve essere possibile agganciare  con
facilita' l'attrezzatura  per  le  operazioni  di  calata  verticale,
mantenendo la stabilita' dell'utente durante il salvataggio.
    3.20.2.4. Modalita' di esercizio
    Quando si trasporta una persona disabile il  personale  operativo
deve:
    tener  conto  delle  dimensioni  degli  ausili  ed  eventualmente
limitare il numero di viaggiatori a bordo del veicolo ed in linea;
    se e' necessario un  accompagnatore,  trasportarlo  sullo  stesso
veicolo;
    rallentare o arrestare l'impianto a seconda della richiesta della
persona disabile;
    informare, a  cura  del  personale  all'imbarco,  l'agente  della
stazione di sbarco del trasporto della persona disabile.
    Riguardo le sciovie, al fine di salvaguardare  la  sicurezza  dei
viaggiatori che seguono, in caso di caduta  della  persona  disabile,
deve essere previsto un tratto con traini non occupati tra la persona
disabile  e  il  suo  eventuale  accompagnatore   e   i   viaggiatori
successivi.   Questo   intervallo   dipende   principalmente    dalla
conformazione del terreno della linea di risalita.
    Per quanto riguarda le linee guida di regole comportamentali  che
gli esercenti devono adottare qualora intendano consentire l'utilizzo
degli impianti  alle  categorie  di  viaggiatori  definite  al  punto
3.20.2.1, si rinvia alla tabella riepilogativa di cui alla  circolare
ministeriale n.  54940-08.10.04  del  28  maggio  2009  e  successive
eventuali modifiche e  integrazioni  che  si  rendano  necessarie  in
relazione a variazioni dello stato dell'arte.
    3.21. Trasporti speciali
    3.21.1. Ammissibilita' al trasporto
    E' consentito  il  trasporto  di  cose,  attrezzature  o  animali
durante il servizio  pubblico  a  condizione  che  la  sicurezza  del
trasporto non ne venga pregiudicata, che il proprietario degli stessi
ne garantisca la custodia durante il viaggio e che tale trasporto non
interferisca con quello degli altri passeggeri.
    Obblighi o limitazioni, a cui il trasporto speciale sull'impianto
e' assoggettato, sono riportati sul Regolamento di esercizio.
    Il Direttore dell'esercizio o il Responsabile  dell'esercizio  (o
l'Assistente   Tecnico   se   previsto),   secondo    la    categoria
dell'impianto, deve fornire al personale addetto al servizio tutte le
necessarie  istruzioni  per  escludere  dal  trasporto  in   servizio
pubblico i viaggiatori che intendano trasportare merci o animali  che
possano costituire una qualsiasi fonte di pericolo.  L'impianto  deve
essere dotato di appositi avvisi riportanti gli obblighi ed i divieti
per l'utenza interessata che stabiliscano, se del  caso,  particolari
limitazioni (ad esempio  di  orario)  e/o  speciali  cautele  per  il
trasporto di determinate  categorie  di  merci,  ove  tale  trasporto
presenti peculiarita' diverse da quelle normalmente praticate  per  i
viaggiatori ordinari.
    3.21.2. Trasporto di cose
    Il trasporto di cose  puo'  essere  consentito,  fatte  salve  le
diverse disposizioni dell'Autorita' di sorveglianza, se lo spazio  lo
permette e se la sicurezza  delle  persone  e  dell'impianto  non  e'
compromessa in ragione della stabilita', del peso, dell'ingombro  (e'
in generale  da  considerarsi  ingombrante  o  non  trasportabile  un
oggetto che abbia un peso eccessivo oppure una forma  che  condizioni
il corretto accesso al veicolo da parte dei viaggiatori, o che  possa
far variare i franchi imposti dalla sagoma  limite  in  linea  ed  in
stazione, o che impedisca  l'uso  corretto  delle  protezioni  per  i
viaggiatori)  e  della  pericolosita'   (ad   esempio   pericolo   di
esplosione, incendio, tossicita').
    Specifiche informazioni sono esposte al pubblico.
    3.21.3. Trasporto di biciclette, mezzi di scivolamento o similari
    Il trasporto di biciclette, fun-bob e altri mezzi  similari  puo'
essere effettuato all'interno  delle  cabine  di  funivie  dotate  di
veicoli chiusi e di  funicolari  terrestri,  conformemente  al  punto
3.21.2.
    Il  trasporto  di  biciclette,  fun-bob  e   altre   attrezzature
appropriate sui veicoli aperti o esternamente  a  veicoli  chiusi  e'
ammesso solo in presenza di specifiche autorizzazioni delle Autorita'
di sorveglianza. Si considerano attrezzature appropriate  quelle  per
le quali e' dimostrata la compatibilita' con  il  tipo  di  impianto,
anche mediante certificazione rilasciata da un ente riconosciuto.
    Le biciclette, i fun-bob e gli altri mezzi  similari  trasportati
su funivie dotate di veicoli aperti, o esternamente a veicoli chiusi,
devono essere vincolati in modo stabile al veicolo durante  tutto  il
percorso.
    Il Regolamento  di  esercizio  deve  contenere  disposizioni  che
regolamentino  le  modalita'  di  trasporto  del  mezzo  (biciclette,
fun-bob  e  altri   mezzi   similari),   con   particolare   riguardo
all'osservanza dei seguenti criteri:
    a) deve essere garantito il  fissaggio  del  mezzo  conformemente
alle istruzioni specifiche sull'argomento contenute  nel  M.U.M.;  in
ogni caso devono essere adottati criteri o disposizioni per garantire
il fissaggio stabile e sicuro dell'intero mezzo al veicolo;
    b) nelle seggiovie e, ove ritenuto necessario, anche nelle  altre
tipologie d'impianti, la procedura di carico e scarico del  mezzo  e'
di  norma  effettuata  dal  personale  dell'impianto;  durante   tale
operazione, deve comunque essere garantita la normale  assistenza  ai
viaggiatori nelle fasi di imbarco e sbarco;
    c) gli  agenti  di  valle  e/o  di  monte  devono  precludere  il
trasporto del mezzo nel caso questo possa pregiudicare la sicurezza e
la regolarita' dell'esercizio per i trasportati e  per  i  terzi  (ad
esempio superamento della portata del veicolo, superamento del carico
massimo indicato nella targa del dispositivo dedicato, configurazioni
del mezzo non compatibili con il dispositivo dedicato) e  assicurarsi
che  il  mezzo  sia  privo  di  elementi  e  accessori  sfilabili   o
sganciabili che  possano  cadere  in  linea.  A  tal  riguardo  nelle
stazioni deve essere installata apposita cartellonistica che  informi
i viaggiatori sull'obbligo di eliminare gli elementi e gli  accessori
sfilabili  o  sganciabili  dal  mezzo,  prima  che  lo  stesso  venga
caricato;
    d) ai fini  della  regolarita'  dell'esercizio,  l'impianto  deve
essere approntato per permettere anche il trasporto dei  mezzi  sopra
citati nell'eventuale fase di discesa;
    e) il piano di evacuazione deve essere adattato alla modalita' di
trasporto;
    f) l'esercente deve estendere l'assicurazione per il trasporto in
oggetto.
    3.21.4. Utilizzo di sciovie con  pista  di  risalita  in  tessuto
artificiale o da parte di sciatori dotati di  pattini  a  cingoli  su
piste erbose
    In relazione alle particolari condizioni in cui  si  effettua  il
traino degli utenti dotati  di  pattini  a  cingoli  o  su  piste  di
risalita in tessuto artificiale, gli  impianti  devono  in  tal  caso
soddisfare le seguenti caratteristiche,  fatto  salvo  il  limite  di
impiego dei sottosistemi e componenti di sicurezza certificati:
    a) lunghezza inclinata della pista di risalita  non  maggiore  di
500 m;
    b) velocita' massima non superiore a 2 m/s;
    c) equidistanza minima dei dispositivi di  traino  monoposto  non
inferiore a 6 s;
    d) pendenza massima della  corda  congiungente  le  stazioni  non
superiore al 30%;
    e) pendenza massima sia della pista di risalita  che  della  fune
non superiore al 40%.
    Devono essere comunque rispettate le dimensioni trasversali della
pista fissate al punto 3.3 del decreto direttoriale del  16  novembre
2012 n. 337 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n.
285 del 6 dicembre 2012.
    La  manutenzione  della  pista,  sia  per  quanto  attiene   alla
continuita' della superficie che  per  quanto  concerne  l'efficienza
dell'ancoraggio  al  suolo  della  pista  di  risalita   in   tessuto
artificiale, deve essere tenuta in efficienza e in sicurezza dal Capo
servizio o dal Responsabile dell'esercizio.
    3.21.5. Utilizzo di sciovie con slitte, carrellini o biciclette
    Le sciovie che trainano slitte dedicate o carrellini o biciclette
sono impianti nei  quali  il  trasporto  dei  viaggiatori  si  svolge
mediante  speciali   veicoli,   di   norma   messi   a   disposizione
dall'esercente, circolanti su apposita pista di risalita e  collegati
alla fune traente, durante la salita, mediante dispositivi di  traino
analoghi a quelli delle sciovie.
    Se l'utente utilizza propria  slitta,  carrellino  o  bicicletta,
puo' utilizzare l'impianto se dimostra  che  essi  sono  compatibili,
mediante  omologazione  o  certificazione  rilasciata  da   un   ente
riconosciuto.  In  caso  contrario,  se   l'esercente   ritiene   che
l'attrezzo non omologato non possa essere valutato in altro modo  (ad
esempio per confronto con altri certificati),  puo'  condizionare  il
trasporto al superamento di un  test  preliminare,  con  il  consenso
dell'utente, il cui  esito  negativo  puo'  portare  al  rifiuto  del
trasporto.
    L'impianto deve soddisfare i seguenti requisiti  fatto  salvo  il
limite  di  impiego  dei  sottosistemi  e  componenti  di   sicurezza
certificati:
    a) la velocita' di esercizio non superiore a 2 m/s per le  slitte
e 1,5 m/s per i carrellini con ruote;
    b) l'intervallo di tempo tra due  veicoli  consecutivi  non  deve
essere inferiore a 8 secondi  per  le  slitte  e  15  secondi  per  i
carrellini con ruote;
    c) la pendenza della pista di risalita non deve superare il 35%;
    d) la pista di sgancio  deve  essere  in  discesa,  con  pendenza
longitudinale nel senso del moto non  inferiore  al  10%  e  pendenza
trasversale tale da favorire l'allontanamento rapido del veicolo.
    Le slitte, i carrellini e le biciclette, che  non  sono  elemento
dell'impianto, devono comunque soddisfare i seguenti requisiti:
    a)  il  dispositivo  di  attacco  del  veicolo  al  traino   deve
consentire il distacco comandabile dall'occupante il veicolo per ogni
evenienza; in aggiunta e' ammessa l'adozione del distacco  automatico
del medesimo in corrispondenza della pista di sgancio;
    b) le caratteristiche dell'attacco al traino devono  essere  tali
da favorire, dopo  ogni  eventuale  deviazione  laterale  durante  la
risalita, il rientro del veicolo nella pista;
    c) omologazione o certificazione delle slitte, dei  carrellini  e
degli attacchi delle biciclette, rilasciata da un ente  riconosciuto,
attestanti la compatibilita' con l'impianto.
    Inoltre, quando la pendenza massima della pista  di  risalita  e'
superiore al 10%, le slitte ed i carrellini devono essere  dotati  di
dispositivo anti-retromarcia.
    L'eventuale funzionamento contemporaneo con sciatori e con slitte
o carrellini e' approvato da parte dell'Autorita' di  sorveglianza  e
regolamentato caso per caso,  in  funzione  della  visibilita'  della
linea e della pendenza massima.
    3.21.6. Trasporto di animali
    Sono ammessi al trasporto solamente gli animali domestici.
    Su  sciovie  e  slittinovie,  il  trasporto  di  animali  non  e'
generalmente ammesso. Su gli altri tipi di impianti e' consentito  il
trasporto di animali solo se la taglia  e  la  tipologia,  nonche'  i
sistemi  di  ausilio  al  trasporto,  permettono  al  viaggiatore  di
trasportare l'animale in sicurezza.
    I viaggiatori con animali al seguito devono comunque adottare  le
precauzioni  necessarie  e  vigilare   sulla   sicurezza   ed   sulla
incolumita' propria e dei terzi.
    Circa il trasporto  di  cani,  vige  l'obbligo  di  guinzaglio  e
museruola. Sugli impianti con veicoli aperti  e  sulle  cabinovie,  i
cani di razze considerate pericolose dall'ordinanza 9 settembre  2003
del Ministero della  salute  «Tutela  dell'incolumita'  pubblica  dal
rischio di aggressioni da parte di  cani  potenzialmente  pericolosi»
(gruppi primo  e  secondo  della  classificazione  della  federazione
cinologica  internazionale)  vanno  trasportati  separatamente  dagli
altri viaggiatori, ad eccezione dei possessori.
    Nei limiti del rispetto di quanto riportato nel  presente  punto,
il  trasporto  di  animali   puo'   essere   ulteriormente   regolato
dall'esercente.
    3.22. Esercizio con parti di impianti non presidiate
    Per gli impianti realizzati prima dell'entrata  in  vigore  delle
presenti disposizioni tecniche  che  gia'  sono  eserciti  con  parti
dell'impianto senza presidio e' possibile mantenere tale modalita' di
esercizio.
    Nuove richieste potranno essere accettate solo se  e'  realizzato
un sistema di telesorveglianza che rispetta le seguenti condizioni:
    deve essere possibile sorvegliare tutte  le  parti  dell'impianto
che normalmente sono controllate dal personale  addetto  al  presidio
(ad esempio: passaggio sui sostegni, organi  in  movimento,  zone  di
afflusso, fosse, contrappesi, porte di piano, veicoli);
    devono essere inoltre previsti, dal  punto  di  sorveglianza,  la
segnalazione ed il ripristino delle funzioni rilevanti ai fini  della
sicurezza dell'esercizio intervenute nel luogo telesorvegliato;
    le parti di impianto telesorvegliate dovranno essere  rapidamente
raggiungibili   da   personale   all'uopo   reperibile,    ai    fini
dell'accertamento di eventuali cause di anomalie nel funzionamento  e
di conseguenze di possibili inconvenienti;
    deve essere possibile, nei luoghi accessibili ai viaggiatori,  la
comunicazione  audio  bidirezionale  con  il  personale,  e  di  tale
possibilita' i viaggiatori devono essere informati.
    3.23. Esercizio automatico
    L'esercizio  automatico  dell'impianto  e'  effettuato  senza  il
presenziamento  del  macchinista  ed  eventualmente   degli   agenti,
affidando  le  funzioni   di   comando,   regolazione   e   controllo
dell'impianto a dispositivi automatici e la  vigilanza  da  remoto  a
personale all'uopo preposto.
    L'esercizio automatico puo' essere  autorizzato  solamente  sugli
impianti i cui veicoli effettuano  fermata  in  corrispondenza  delle
stazioni di imbarco e sbarco; non puo' quindi essere  autorizzato  su
impianti con veicoli a moto continuo.
    Le segnalazione di arresto o di anomalia  dell'impianto  generate
dai dispositivi automatici devono essere recepite immediatamente  dal
personale preposto alla vigilanza in remoto.
    In caso di arresto dell'impianto, per le operazioni di recupero o
di evacuazione, il personale deve essere reperibile entro un  periodo
di tempo ragionevole e comunque non superiore a 30 minuti.
    Nei luoghi accessibili ai viaggiatori deve  essere  possibile  la
comunicazione audio bidirezionale con il personale, ed i  viaggiatori
devono essere informati di tale possibilita'.
    Le  modalita'  di  esercizio   automatico   e   le   disposizioni
particolari per i viaggiatori devono essere riportate nel Regolamento
di esercizio.
    In caso di forti variazioni delle condizioni  meteorologiche,  il
personale  e'  tenuto  a  verificare   direttamente   le   condizioni
dell'impianto.
    3.24. Trasferimento del personale con telecomando non in servizio
pubblico
    Nelle fasi propedeutiche all'apertura e alla chiusura giornaliera
al servizio pubblico la movimentazione degli impianti puo'  svolgersi
utilizzando  il   telecomando   da   altra   stazione   non   motrice
esclusivamente  per  effettuare  il   trasferimento   del   personale
dell'impianto da una  stazione  all'altra  quando  durante  la  pausa
notturna la stazione motrice possa restare non presidiata.
    Per gli impianti realizzati  prima  dell'entrata  in  vigore  del
presente decreto che  gia'  svolgono  corse  in  telecomando  non  in
servizio pubblico e' possibile mantenere tale modalita' di esercizio.
    Nuove  richieste  potranno  essere  accettate  solo  se   vengono
rispettate le seguenti condizioni.
    Il luogo ove e' ubicato  il  telecomando  e'  presidiato  durante
tutto il suo impiego.
    Per l'utilizzo del telecomando devono essere soddisfatte tutte le
condizioni previste per la telesorveglianza ed il comando da remoto.
    Tale sistema va comunque proposto con le  dovute  giustificazioni
ed approvato dall'Autorita' di sorveglianza caso per caso e  comunque
in base ad  una  apposita  procedura  da  riportare  nel  Regolamento
dell'esercizio.
    3.25. Disposizioni per i viaggiatori e segnaletica
    3.25.1. Comportamento dei viaggiatori
    I  viaggiatori  devono  rispettare   le   norme   contenute   nel
Regolamento di esercizio dell'impianto per la parte che li  riguarda,
e tutte quelle altre particolari disposizioni che, al fine di evitare
incidenti, sono impartite,  in  circostanze  speciali,  dagli  agenti
dell'impianto.
    Le disposizioni per i viaggiatori, gli orari e le tariffe  devono
essere esposte nelle stazioni di imbarco in luogo  ben  visibile.  Le
disposizioni riguardanti gli obblighi  ed  i  divieti  devono  essere
riportate anche nelle lingue straniere piu' diffuse in loco.
    I viaggiatori devono  comportarsi  in  maniera  da  non  arrecare
pericolo o danni ad altre persone.
    I  trasgressori  delle  disposizioni,  regolarmente   portate   a
conoscenza del pubblico a mezzo di appositi  comunicati  affissi  sia
nelle stazioni sia in linea, la cui inosservanza puo' arrecare  serio
pregiudizio alla incolumita' degli altri viaggiatori, sono  segnalati
all'autorita' giudiziaria dal personale dell'impianto, ai sensi degli
articoli 432 e 650 del codice penale.
    Per le altre trasgressioni si applica il decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 753/80.
    Nelle stazioni ed in linea devono essere esposti al pubblico,  in
maniera ben visibile,  i  cartelli  monitori  pertinenti  di  cui  al
capitolo 13 del decreto direttoriale del  16  novembre  2012  n.  337
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 285  del  6
dicembre 2012, nonche' eventuali  altri  avvisi  ritenuti  utili  per
l'esercizio.
    3.25.2. Disposizioni per i viaggiatori
    Si elencano le principali disposizioni  per  i  viaggiatori,  che
possono  essere  integrate  dal  Direttore   dell'esercizio   o   dal
Responsabile dell'esercizio (o l'Assistente Tecnico se previsto).
      a) I  viaggiatori  devono  munirsi  del  prescritto  titolo  di
viaggio prima di servirsi dell'impianto.  Il  biglietto  deve  essere
esibito al personale a richiesta.
    Nel prezzo del biglietto e' compreso il diritto al  trasporto  di
un piccolo bagaglio non ingombrante, e tale  da  consentire  comunque
una corretta  posizione  del  viaggiatore  sul  veicolo,  nonche'  la
corretta manovra del dispositivo di chiusura.
    E'  consentito  il  trasporto  di  altro  tipo  di   bagaglio   o
attrezzatura sportiva, secondo modalita' stabilite dall'esercente  in
accordo  con  il  Direttore  o  il  Responsabile  dell'esercizio   (o
l'Assistente Tecnico se previsto) in modo che  cio'  non  costituisca
intralcio e pericolo per i viaggiatori.
    L'ordine di precedenza  per  la  salita  e'  dato  esclusivamente
dall'ordine di presentazione alla partenza salvo che per il personale
di servizio, gli incaricati della sorveglianza e soccorso e  per  gli
speciali casi approvati dall'Autorita' di sorveglianza.
      b)  I  viaggiatori  sono  tenuti  a  rispettare  le  istruzioni
indicate dagli appositi cartelli monitori affissi sia nelle  stazioni
che in linea. Devono  altresi'  rispettare  le  norme  emanate  dalle
Autorita' di sorveglianza ed osservare  tutte  le  altre  particolari
disposizioni che, al fine di evitare incidenti, vengono impartite dal
personale dell'impianto.
    c) E' vietata  la  salita  alle  persone  in  evidente  stato  di
alterazione   delle   condizioni   psichiche   ovvero   quelle    non
sufficientemente protette in  relazione  alle  condizioni  climatiche
ambientali, quelle  portanti  oggetti  che  impediscono  una  agevole
salita sui veicoli, nonche' quelle che per il loro stato  o  il  loro
comportamento possano pregiudicare la sicurezza propria e degli altri
viaggiatori, disturbare i viaggiatori e turbare l'ordine pubblico.
    d) Per gli impianti seggioviari e' necessario rispettare anche le
seguenti indicazioni:
    il trasporto dei bambini non accompagnati e' consentito solo  nel
caso che questi abbiano altezza non inferiore a 1,25 m. I bambini  di
altezza inferiore a 1,25 m,  per  poter  viaggiare  non  accompagnati
debbono dimostrare di aver compiuto 8 anni di eta';
    presentarsi sulla banchina di imbarco secondo il  numero  massimo
di posti consentito dal veicolo;
    subito  dopo  l'imbarco,  abbassare  la  barra  di  chiusura  del
veicolo; nel caso in cui per tale manovra il viaggiatore richieda  la
collaborazione del personale addetto, il passeggero  deve  agevolarne
l'operazione;
    in linea, mantenere nel veicolo la posizione corretta,  vigilando
sull'eventuale proprio bagaglio e sulla posizione degli sci, i  quali
vanno tenuti paralleli e appoggiati sul poggia-sci, quando presente;
    prima dello sbarco  aprire  la  barra  di  chiusura  del  veicolo
solamente  in  corrispondenza   dell'apposito   cartello   posto   in
prossimita' della stazione di arrivo;
    all'arrivo discendere lungo la banchina di sbarco predisposta  ed
allontanarsi rapidamente lungo il percorso indicato.
    e) Il trasporto degli animali e' consentito ai  sensi  del  punto
3.21.6.
    f) Alla partenza i viaggiatori devono  mettersi  nelle  posizioni
che sono ad essi indicate dagli agenti.
    g) In linea ai viaggiatori e' vietato:
    provocare in qualsiasi modo oscillazioni dei veicoli;
    viaggiare sui veicoli in posizione scorretta;
    aprire ogni dispositivo di chiusura e sicurezza dei veicoli;
    scendere o salire dai veicoli in assenza di  diverse  indicazioni
da parte del personale operativo;
    far sporgere o gettare oggetti di qualsiasi tipo dal veicolo;
    fumare durante il viaggio.
      h) Nelle stazioni ai viaggiatori e' vietato:
    in assenza del personale addetto,  ad  eccezione  degli  impianti
telesorvegliati o ad esercizio automatico di  cui  ai  punti  3.22  e
3.23, accedere alle banchine di imbarco e, in particolare, salire sul
veicolo;
    seguire percorsi non prestabiliti nelle  stazioni  e  manomettere
qualsiasi dispositivo dell'impianto;
    fumare.
    i) Nel caso di evacuazione dei viaggiatori in linea, essi  devono
porre attenzione alle comunicazioni. I viaggiatori dovranno attendere
il  personale  addetto  all'evacuazione  conservando   la   posizione
corretta sui veicoli.
    j)  Sulle  funivie  e  funicolari,  i   viaggiatori   muniti   di
dispositivi di protezione  antivalanga  del  tipo  «air  bag»  devono
disattivare o mettere in sicurezza tale dispositivo prima di accedere
ai veicoli. Uno specifico cartello ben visibile deve  essere  esposto
alle stazioni di imbarco.
    k) Sulle sciovie,  i  viaggiatori  dotati  di  snowboard  devono,
durante il tragitto, mantenere il piede posteriore non attaccato alla
tavola.
    l) I viaggiatori che non  osservino  le  disposizioni  precedenti
saranno  ritenuti  responsabili  degli   eventuali   danni   arrecati
all'esercente, agli altri viaggiatori ed a terzi.
    m) Il viaggiatore che non sia pratico del  sistema  di  trasporto
dell'impianto deve avvertire il personale dell'impianto e  richiedere
le istruzioni del caso. Su richiesta degli interessati  il  personale
provvedera' a rallentare la velocita' dell'impianto o a fermarlo  per
favorire la salita o la discesa.
    n) Gli eventuali reclami dei viaggiatori riguardanti il  servizio
devono essere inviati all'Autorita' di sorveglianza  con  l'indirizzo
preciso del reclamante, senza del quale saranno considerati anonimi e
non si dara' ad essi alcun seguito, ovvero scritti sul registro per i
reclami conservato nella stazione di partenza e tenuto a disposizione
del pubblico.
    o) I  trasgressori  delle  disposizioni  regolarmente  portate  a
conoscenza  del  pubblico  a  mezzo  di  appositi  cartelli   affissi
dall'esercente sia nelle stazioni che in linea, la  cui  inosservanza
puo' arrecare serio pregiudizio  all'incolumita'  dei  viaggiatori  e
degli  agenti  o  rechi  danno  agli   impianti,   saranno   deferiti
all'autorita' giudiziaria dagli agenti  responsabili  dell'esercizio,
qualora il fatto integri una delle ipotesi di reato,  previste  dagli
articoli 432 e 650 del codice penale; per trasgressioni  meno  gravi,
gli stessi trasgressori, saranno perseguiti ai sensi dell'art. 18 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 753/80.
    3.25.3. Pubblicita' sugli impianti
    Nel caso in cui  possano  essere  compromesse  la  partecipazione
attiva del passeggero durante il viaggio e le operazioni di  imbarco,
sbarco, nonche' la sua attenzione circa le disposizioni  relative  al
comportamento da  mantenere  ai  fini  della  sicurezza,  e'  vietato
apporre pubblicita' nelle stazioni, sui sostegni e sui veicoli  degli
impianti a fune.
               Capitolo 4 - Documenti per l'esercizio
    4.1. Documenti di impianto
    Per  ciascun  impianto  devono  essere  disponibili  i   seguenti
documenti:
    a) l'ultimo verbale dell'ispezione annuale  o  il  verbale  delle
verifiche e prove funzionali;
    b) l'autorizzazione all'esercizio;
    c) i manuali di uso e manutenzione forniti dai costruttori;
    d) il Regolamento di esercizio;
    e) le ulteriori e particolari disposizioni di  esercizio  (ordini
di servizio  del  Direttore  o  del  Responsabile  dell'esercizio  (o
dell'Assistente Tecnico se previsto);
    f) il piano di evacuazione, allegato al Regolamento di esercizio;
    g) le disposizioni relative  a  controlli  particolari,  oltre  a
quelli contenuti nel manuale, eventualmente prescritti dall'Autorita'
di sorveglianza o dal Direttore o dal Responsabile dell'esercizio  (o
dall'Assistente Tecnico se previsto);
    h) le disposizioni per i viaggiatori (contenute  nel  Regolamento
di esercizio e da esporre al pubblico);
    i) l'elenco del personale dell'impianto addetto all'esercizio;
    j) i disegni costruttivi, gli schemi elettrici e le relazioni  di
calcolo aggiornati;
    k) il Registro giornale;
    l) il Registro di controllo e manutenzione;
    m)  l'archivio  della  ulteriore  documentazione  relativa   alla
manutenzione periodica e ai controlli ed ispezioni periodici;
    n) rapporti di ammissibilita' sullo stato delle funi;
    o) verbali di impalmatura;
    p) verbali di esecuzione attacco di estremita';
    q) verbali di riconoscimento e posa in opera di funi non CE;
    r) comunicazioni dell'elenco personale;
    s) comunicazioni del programma  di  esercizio  (date  apertura  e
chiusura all'esercizio);
    t) comunicazioni di incidenti/anomalie.
    I documenti di cui alle lettere a), c), d), e), f), g),  h),  i),
k), gli schemi  elettrici,  gli  schemi  idraulici  ed  i  principali
disegni  di  cui  alla  lettera  j),  devono  anche  essere  presenti
sull'impianto.
    Ai fini della tutela dei trasportati  i  documenti  di  cui  alle
lettere a), d), e), f), g), r), gli aggiornamenti  dei  documenti  di
cui alla lettera c), i verbali delle visite annuali, n), o), p),  q),
s) e t), la comunicazione dell'avvenuta verifica periodica di messa a
terra elettrica (da effettuarsi ai sensi del decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 462/2001), devono essere depositati anche  presso
l'Autorita' di sorveglianza.
    4.1.1. Verbale dell'ispezione annuale
    Il verbale dell'ispezione annuale deve contenere le registrazioni
relative a quanto richiesto al successivo punto6.3.
    Questi documenti devono  essere  datati  e  firmati  a  cura  del
Direttore dei lavori o del Direttore o il Responsabile dell'esercizio
(o l'Assistente Tecnico se previsto).
    4.1.2. Manuale d'uso e manutenzione
    Il M.U.M. e' definito all'art 1.3 dell'allegato  al  decreto  del
Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti  n.  203  di  data  1°
dicembre 2015 e da' evidenza fra l'altro:
    a un programma generale di  manutenzione  e  di  ispezione  delle
varie parti, sia meccaniche che elettriche, con le istruzioni per  la
manutenzione periodica, preventiva e/o correttiva, specificando se le
relative operazioni possono essere effettuate in opera ovvero  previo
smontaggio in officina;
    per quanto riguarda i sottosistemi ed i componenti  di  sicurezza
certificati, alle istruzioni di manutenzione e  controllo  desumibili
dai  documenti  di  utilizzo  approvati  dall'organismo   notificato,
all'elenco degli elementi costruttivi, degli organi meccanici  e  dei
componenti elettrici e elettronici che partecipano alle  funzioni  di
sicurezza, con l'indicazione impegnativa per  ciascuno  di  essi,  in
base all'esperienza della stessa ditta costruttrice, dei parametri  e
dei relativi limiti in  base  ai  quali  deve  essere  effettuata  la
sostituzione.
    Copia del suddetto manuale, comprendente  tutte  le  prescrizioni
fissate dai costruttori, deve essere depositata presso l'Autorita' di
sorveglianza.
    4.1.3. Regolamento di esercizio
    Il  Regolamento  di   esercizio   e'   proposto   dal   Direttore
dell'esercizio, secondo  uno  schema  predisposto  dall'Autorita'  di
sorveglianza. Esso e'  successivamente  controfirmato  dall'esercente
dell'impianto e approvato, ai sensi dell'art.  102  del  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 753/80, dagli enti competenti.
    Per le sciovie e le slittinovie, il Regolamento di  esercizio  e'
predisposto   e   sottoscritto   dal   Responsabile   dell'esercizio,
eventualmente d'intesa con l'Assistente tecnico, ovvero dal Direttore
dell'esercizio.
    Il  Regolamento  di  esercizio  contiene  tutte  le  disposizioni
interne che e' necessario osservare onde  garantire  la  sicurezza  e
regolarita'   dell'esercizio   dell'impianto,   in   relazione   alle
caratteristiche e peculiarita' dell'esercizio.
    Nel Regolamento di esercizio  devono  essere  inserite  tutte  le
speciali condizioni,  prescrizioni  e  cautele  che,  ai  fini  della
sicurezza  e  della  regolarita'   del   servizio,   l'Autorita'   di
sorveglianza  e  l'ente  concedente,  nell'ambito  delle   rispettive
attribuzioni,   ritengano   di   stabilire    in    relazione    alle
caratteristiche ed  alle  peculiarita'  dell'impianto,  nonche'  alle
particolari cautele stabilite  nelle  prescrizioni  di  tipo  C)  del
verbale  delle  verifiche  e   prove   funzionali   formulate   dalla
Commissione incaricata, di cui all'art. 5 del decreto del  Presidente
della  Repubblica  n.  753/80,  nonche'  le   prescrizioni   indicate
dall'analisi di sicurezza dell'impianto che riguardano l'esercizio.
    Il  Regolamento  di   esercizio   deve   inoltre   contenere   le
disposizioni riguardanti:
    a) le mansioni  e  gli  obblighi  dell'esercente,  del  Direttore
dell'esercizio (per le  sciovie  del  Responsabile  dell'esercizio  e
dell'Assistente tecnico, ove previsto);
    b) la consistenza, le qualifiche, le mansioni, gli obblighi ed il
comportamento del personale dell'impianto;
    c) le modalita' di effettuazione del servizio pubblico,  distinte
tra disposizioni per il servizio in condizioni normali, limitate e in
circostanze eccezionali;
    d) i viaggiatori e i relativi titoli di viaggio, i  rapporti  col
personale, il comportamento da tenersi nell'evenienza  di  operazioni
di evacuazione, le sanzioni in caso di trasgressioni e le indicazioni
per gli eventuali reclami, con riferimento  a  quanto  stabilito  dai
titoli II e VII  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.
753/80;
    e) il dettaglio delle operazioni  da  effettuare  per  l'apertura
giornaliera dell'impianto nelle diverse modalita' di esercizio;
    f) i controlli e le ispezioni periodici, distinti in giornalieri,
mensili, annuali o di riapertura  stagionale,  nonche'  le  ispezioni
straordinarie e i controlli periodici sulle funi;
    g) il piano di evacuazione.
    4.1.4. Piano di evacuazione
    Il piano  di  evacuazione  comprende  essenzialmente  i  seguenti
punti:
    a) definizione degli obiettivi delle operazioni  di  evacuazione,
precisando le caratteristiche della linea, il numero  dei  veicoli  e
dei passeggeri  in  linea  nelle  diverse  configurazioni  e  portate
previste, le distanze massime dal terreno, i punti  di  ricovero  dei
passeggeri;
    b) modalita'  di  evacuazione  da  adottare  nei  diversi  tratti
dell'impianto, indicati in un profilo longitudinale, copia del  quale
deve essere tenuta nel locale di manovra, con il dettaglio dei  mezzi
per il raggiungimento dei veicoli in linea da parte dei soccorritori,
nonche'  di  quelli  per  la  discesa  dei  viaggiatori  dai  veicoli
direttamente a terra; nella scelta dei metodi e  dei  mezzi  si  deve
tenere conto dell'eventuale presenza di bambini di tutte le eta';
    c)  istruzioni,  anche  tramite  rappresentazioni  grafiche,  per
l'utilizzo dei mezzi;
    d)  indicazione  del  luogo  di  coordinamento  e  dei  mezzi  di
comunicazione necessari;
    e)  numero  e  composizione   delle   squadre   di   evacuazione,
specificazione dei tratti di linea assegnati a  ciascuna  squadra  in
conformita' al profilo longitudinale di cui alla lettera  b),  elenco
dei mezzi di soccorso in dotazione a ciascuna  di  esse  e  luogo  di
deposito;
    f) specificazione dei  compiti  di  ciascuna  squadra  (trasporto
delle attrezzature a pie' d'opera, modalita'  di  raggiungimento  dei
veicoli da parte dei soccorritori,  evacuazione  dei  viaggiatori  al
suolo e loro accompagnamento in un luogo sicuro);
    g) numeri telefonici di riferimento per l'attivazione del piano;
    h) contenuto delle comunicazioni standard ai viaggiatori  tramite
altoparlanti o telefono;
    i) schema riassuntivo contenente:
    provenienza e composizione di ciascuna squadra di evacuazione;
    tratto di linea assegnato e distanza dal suolo;
    numero di veicoli e numero massimo dei viaggiatori nel tratto  di
linea di propria competenza;
    adozione   di   eventuali   lampade   portatili   ed   apparecchi
ricetrasmittenti;
      j) modalita'  e  periodicita'  delle  esercitazioni,  anche  su
impianti similari, che il  personale  preposto  all'evacuazione  deve
effettuare per acquisire la necessaria esperienza.
    A seconda  del  metodo  di  evacuazione,  il  piano  contiene  le
indicazioni specifiche che vengono dettagliate nei successivi punti.
    4.1.4.1. Evacuazione a  terra  (mediante  calata  verticale,  con
scale, lungo camminamenti)
    Qualora i  veicoli  siano  presidiati,  l'agente  di  vettura  e'
normalmente incaricato dell'evacuazione dei passeggeri.
    Il personale addetto all'evacuazione all'interno dei veicoli deve
poter comunicare con la squadra a terra.
    Per le  campate  in  cui  l'altezza  dei  veicoli  dal  suolo  e'
inferiore o uguale a 6 m, il piano puo' prevedere, per  l'evacuazione
dei viaggiatori, l'utilizzo di scale metalliche leggere.  Oltre  alle
scale deve comunque essere sempre disponibile  un  altro  sistema  di
evacuazione dei viaggiatori inerti.
    4.1.4.2. Evacuazione lungo le funi (mediante veicoli di soccorso)
    Il veicolo  di  soccorso  deve  essere  presidiato.  Deve  essere
mantenuta una comunicazione diretta tra il veicolo di soccorso ed  il
posto di manovra.
    Qualora il veicolo di soccorso non sia dotato di  dispositivo  di
arresto della propria marcia direttamente a bordo,  la  comunicazione
con il posto di comando  deve  essere  continuativa,  e  ad  una  sua
eventuale interruzione deve seguire l'immediato arresto del  veicolo.
La ripresa della marcia avviene quindi successivamente al  ripristino
della comunicazione con il posto di comando.
    Per facilitare le operazioni di accostamento nell'oscurita', deve
essere prevista un'idonea illuminazione della vettura da raggiungere.
    4.1.4.3. Altri metodi di evacuazione
    Per  realizzare  l'evacuazione  dei  passeggeri  possono   essere
utilizzati mezzi o dispositivi  esterni  all'impianto  alle  seguenti
condizioni:
    siano idonei per il trasferimento  di  persone  e  soddisfino  le
norme e le  regolamentazioni  che  li  riguardano  (per  esempio  gli
elevatori a piattaforma idraulica);
    la loro integrazione nel piano di evacuazione tenga  conto  della
loro disponibilita'.
    Quando l'utilizzo di un mezzo o dispositivo esterno,  ad  esempio
l'elicottero, e' legato a condizioni meteorologiche favorevoli  o  ad
altri fattori aleatori, il piano  di  evacuazione  non  deve  basarsi
principalmente su tale mezzo o dispositivo. L'impiego di  elicotteri,
inoltre, deve essere  regolato  mediante  specifici  accordi  tra  le
parti.
    4.1.5. Registro giornale
    Il Registro giornale e' definito  all'art  1.3  dell'allegato  al
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n.  203  di
data 1° dicembre 2015.
    In particolare, giornalmente, devono essere annotati:
    i nominativi del personale, le relative funzioni ed il rispettivo
orario di servizio;
    le condizioni atmosferiche (temperatura esterna e intensita'  del
vento  sulla  base  della  strumentazione  disponibile)  al   momento
dell'apertura  al  pubblico   e   le   variazioni   che   influenzino
l'esercizio;
    la velocita' di esercizio;
    l'orario di apertura e chiusura al pubblico;
    l'indicazione del contaore o del contacorse;
    il  numero  dei  trasportati,  qualora  sia  richiesto  dall'Ente
concedente.
    In ogni caso nel Registro giornale sono registrate le anomalie, i
problemi e  gli  incidenti,  precisandone  le  cause  e  gli  effetti
relativi, e gli interventi adottati di qualsiasi natura.
    Il Registro  giornale  deve  essere  compilato  e  firmato  negli
appositi spazi dal personale incaricato  per  l'esecuzione  dei  vari
controlli,  controfirmato  giornalmente  dal  Capo  servizio  o   dal
Responsabile  dell'esercizio   e,   periodicamente,   dal   Direttore
dell'esercizio nel corso dei suoi sopralluoghi sull'impianto;  questi
ultimi devono avere cadenza almeno mensile.
    Il Registro giornale deve essere predisposto dal Direttore o  dal
Responsabile dell'esercizio  (o  l'Assistente  Tecnico  se  previsto)
tenendo conto delle particolarita' dell'impianto e dei  controlli  ed
ispezioni periodici previsti dalle  norme  in  vigore  e  dal  M.U.M.
dell'impianto.
    Il  Registro  giornale  deve   essere   tenuto   a   disposizione
dell'Autorita' di sorveglianza e di altri organi  aventi  titolo  per
almeno 5 anni, ed esibito ad ogni loro richiesta.
    4.2. Comunicazione di anomalie di esercizio e incidenti
    La comunicazione delle anomalie e degli incidenti e' disciplinata
dall'art. 93 del decreto del Presidente della Repubblica n. 753/80.
    4.3. Registro di controllo e manutenzione
    Deve  essere  tenuto  un  registro   annuale   di   controllo   e
manutenzione di tutti i componenti dell'impianto.
    Il registro e'  predisposto  dal  Direttore  o  dal  Responsabile
dell'esercizio (o dall'Assistente Tecnico se previsto) sulla base del
M.U.M. dell'impianto, ed e' controfirmato dal Capo servizio.
    Il registro riporta la denominazione dell'impianto, il nominativo
del Direttore o del Responsabile  dell'esercizio  (o  dell'Assistente
Tecnico se previsto) e del Capo servizio,  la  data  di  apertura  al
pubblico esercizio,  la  data  di  riferimento  per  le  scadenze  di
revisione e le ore effettuate dall'impianto all'inizio del periodo di
manutenzione cui il registro stesso si riferisce.
    Per ogni componente, ed eventualmente per le  singole  parti  del
componente stesso, il registro deve contenere il tipo, la frequenza e
la metodologia di controllo e manutenzione, il rimando  alla  sezione
del M.U.M. ove sono compiutamente descritte le operazioni che  devono
essere  svolte,  lo  spazio   per   la   registrazione   della   data
dell'intervento  e  dell'identificativo  del  manutentore,  un  campo
libero per la registrazione di note o anomalie riscontrate durante le
operazioni e le relative azioni intraprese. Ulteriormente,  per  ogni
componente,   deve   essere   registrata   l'eventuale   manutenzione
straordinaria effettuata.
    Il registro  e'  conservato  a  cura  del  Capo  servizio  o  del
Responsabile dell'esercizio  e  una  copia  deve  essere  disponibile
presso  l'esercente.  Il  registro  puo'  essere  anche  su  supporto
informatico.
    Copia del registro deve essere  allegata  alla  relazione  finale
delle revisioni  generali  e  quinquennali  di  cui  al  decreto  del
Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti  n.  203  di  data  1°
dicembre 2015.
Capitolo 5 - Procedure per l'espletamento  delle  verifiche  e  prove
          funzionali per gli impianti di nuova costruzione
    5.1. Generalita'
    Le presenti procedure per l'espletamento delle verifiche e  prove
funzionali, di cui  all'art.  5  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica n. 753/80, valgono in sede di prima apertura  al  pubblico
esercizio degli impianti di nuova costruzione.
    L'esercente  provvede  all'esecuzione  dei  lavori   secondo   il
progetto approvato. Nel caso in cui in corso  d'opera  si  rendessero
necessarie varianti sostanziali al progetto, si applicano  le  stesse
procedure tecniche previste dal decreto direttoriale del 16  novembre
2012 n. 337 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n.
285  del 6 dicembre 2012 per gli impianti di nuova costruzione.
    La  costruzione  e'  eseguita  sotto  la  responsabilita'  di  un
Direttore dei lavori abilitato  all'esercizio  della  professione  di
ingegnere e iscritto all'Ordine degli Ingegneri.  Il  nominativo  del
Direttore  dei  lavori  e  la  data  dell'inizio  dei   lavori   sono
comunicati,   oltreche'   all'ente   concedente,   all'Autorita'   di
sorveglianza, prima dell'inizio dei lavori medesimi.
    5.2.  Domanda  per  l'effettuazione  delle  prove   e   verifiche
funzionali
    Ultimati  i  lavori,  l'esercente  presenta  istanza   in   bollo
all'Autorita' di sorveglianza, nonche' all'ente  concedente,  qualora
l'impianto    rientri    nelle    sue    attribuzioni,    richiedendo
l'effettuazione della verifiche e prove funzionali  ed  allegando  la
documentazione di cui al successivo punto 5.3.
    5.3. Documentazione a cura del direttore dei lavori
    Il  Direttore  dei  lavori  predispone  a   propria   firma,   la
documentazione necessaria da consegnare all'Autorita' di sorveglianza
da parte dell'esercente:
    la dichiarazione di cui al successivo punto 5.3.1;
    il verbale delle prove interne;
    l'eventuale completamento  del  M.U.M.  dell'infrastruttura,  dei
componenti e dei sottosistemi di sicurezza;
    gli allegati di cui al successivo punto 5.3.3.
    Nel caso in cui la direzione lavori sia svolta da  piu'  soggetti
per parti diverse dell'impianto, ciascuno presenta i documenti  sopra
riportati per la parte di propria competenza.
    5.3.1. Dichiarazione del Direttore dei lavori
    Il Direttore dei lavori rilascia una dichiarazione attestante:
    a) che l'impianto  e'  completamente  ultimato  e  che  tutte  le
relative opere sono state eseguite a regola d'arte, in conformita' al
progetto ed alle eventuali varianti approvate  e  sotto  l'osservanza
delle norme tecniche in vigore e al decreto legislativo n. 210 del 12
giugno 2003 di recepimento della direttiva 2000/9/CE;
    b) che sia il  tracciato,  sia  le  progressive  e  le  quote  di
appoggio delle funi, sia la natura e le caratteristiche  dei  terreni
interessati  dalle  fondazioni,  corrispondono  ai  dati  previsti  a
progetto;
    c) che, sulla  base  dei  documenti  e  certificati  esibiti  dai
costruttori e degli eventuali accertamenti espletati direttamente, ha
verificato la corrispondenza dei materiali utilizzati, per qualita' e
per  caratteristiche  meccaniche,  alle  previsioni  di  progetto,  e
comunque la conformita' a quanto stabilito dalle norme applicabili in
materia; attesta inoltre, sulla  base  di  certificati  in  esito  ad
idonee prove non distruttive, che tutti gli  elementi  strutturali  e
gli organi meccanici, il cui eventuale cedimento  puo'  compromettere
la  sicurezza  delle  persone  e  per  i   quali   non   ricorre   la
certificazione CE, sono ammissibili in opera;
    d) che l'impianto di messa a terra elettrica risulta conforme  ai
requisiti di sicurezza  previsti  dalla  norma  CEI  64-8  e  s.m.i.,
nonche' dalla norma CEI 11-1 e s.m.i. se l'impianto e' interessato da
cabina elettrica di trasformazione, e che l'impianto risulta protetto
contro i fulmini secondo le prescrizioni della norma CEI EN 62305/1-4
e s.m.i.; a  tal  fine  allega  specifiche  relazioni,  eventualmente
redatte da tecnici specialisti in materia, corredate  di  certificati
relativi ai controlli e alle misure effettuati;
    e) che e' stato favorevolmente effettuato un  idoneo  periodo  di
prova.
    5.3.2. Lievi modifiche in corso d'opera
    Ove nel corso dei lavori si sia reso necessario, d'intesa con  il
progettista, apportare  lievi  modifiche  a  talune  delle  soluzioni
costruttive previste nel progetto e  nelle  eventuali  varianti  gia'
approvate, il Direttore dei lavori  deve  darne  comunicazione  nella
dichiarazione di cui al precedente  punto  5.3.1,  giustificando  con
apposita documentazione le soluzioni adottate.
    5.3.3. Allegati alla dichiarazione del Direttore dei lavori
    In allegato alla dichiarazione di cui al precedente punto  5.3.1,
il Direttore dei lavori produce la seguente documentazione necessaria
da   consegnare,   da   parte   dell'esercente,   all'Autorita'    di
sorveglianza, la quale l'acquisisce agli atti:
    a) certificato relativo al collaudo statico delle opere civili di
infrastruttura (definite all'art. 15.1 del decreto  direttoriale  del
16 novembre 2012 n. 337 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  -  Serie
generale - n. 285 del 6 dicembre  2012)  rilasciato  ai  sensi  della
legge 5 novembre 1971, n. 1086, e della legge 2 febbraio 1974, n. 64,
nonche' ai sensi di specifiche  leggi  regionali  e  provinciali,  se
emanate;
    b) dichiarazioni di  conformita',  di  cui  all'ultimo  paragrafo
della lettera q) del punto 2.1.2. del  decreto  direttoriale  del  16
novembre 2012 n. 337 pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale   -  Serie
generale - n. 285  del 6 dicembre 2012,  non  ancora  consegnate,  in
particolare quelle del Sottosistema  1  di  cui  all'Allegato  1  del
decreto legislativo n. 210/2003  relativo  alle  funi  dell'impianto,
comprensive dell'esecuzione di teste fuse ed impalmature;
    c) relazione circa l'esito dell'esame magnetoinduttivo effettuato
sulle funi dopo la loro messa in opera, ai sensi delle vigenti  norme
tecniche, nonche' i relativi verbali di prova;
    d) certificazioni  e  documentazioni,  rilasciate  ai  sensi  del
decreto ministeriale n. 37/2008, concernenti gli  impianti  elettrici
di cui al capitolo 16 del decreto direttoriale del 16  novembre  2012
n. 337 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 285
del 6 dicembre 2012 e quelli non  funiviari  ubicati  nella  funivia,
l'impianto di messa  a  terra  e  il  coordinamento  selettivo  delle
protezioni;
    e)  relativamente  all'antincendio,  la  relazione  di   corretta
esecuzione  dei  lavori  prevista  al   punto   8.5.2   del   decreto
direttoriale del 16 novembre 2012 n. 337  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale - Serie generale - n. 285  del 6  dicembre  2012,  nonche',
ove ricorra,  la  copia  della  segnalazione  certificata  di  inizio
attivita' (SCIA) inviata al  Comando  dei  VV.  FF.  ai  sensi  della
normativa vigente in materia;
    f) relativamente all'antinfortunistica, l'attestazione di cui  al
punto 17.2.4 del decreto direttoriale del 16  novembre  2012  n.  337
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n.  285 del  6
dicembre 2012;
    g) la risposta alle prescrizioni e riserve elencate nell'atto  di
autorizzazione alla costruzione e quelle emerse a seguito  dell'esame
del progetto;
    h) ogni  altra  dichiarazione  di  professionista  del  quale  il
Direttore dei lavori si sia  avvalso  per  le  parti  specialistiche,
attestante la  loro  corretta  esecuzione  e  messa  a  punto,  ferma
restando la  responsabilita'  generale  dello  stesso  Direttore  dei
lavori per il  coordinamento  e  la  reciproca  compatibilita'  delle
parti;
    i) dichiarazioni dei responsabili delle  ditte  fornitrici  degli
elementi strutturali  dell'impianto,  degli  organi  meccanici  e  di
componenti specialistici, per i quali non ricorre  la  certificazione
CE,  attestanti  la  corretta  esecuzione  delle   lavorazioni,   con
particolare riguardo all'esecuzione  delle  saldature,  dei  montaggi
effettuati, sia in fabbrica che sull'impianto,  nonche'  la  corretta
messa a punto ed il corretto funzionamento dei diversi  meccanismi  e
dispositivi;
    j) certificati, ad eccezione di quelli relativi alle opere civili
di infrastruttura gia' oggetto di collaudo  statico,  riguardanti  la
corrispondenza alle specifiche indicate dalle  vigenti  tabelle  UNI,
nonche'  alle  vigenti  norme  regolamentari  in   materia   per   la
composizione chimica, le caratteristiche meccaniche e il processo  di
fabbricazione dei  materiali  impiegati,  nonche'  le  certificazioni
riguardanti l'esito dei controlli non  distruttivi  effettuati  sugli
elementi strutturali  e  sugli  organi  meccanici  il  cui  eventuale
cedimento puo' compromettere la sicurezza delle persone e per i quali
non ricorre la certificazione CE.
    5.4. Adempimenti del  proposto  Direttore  dell'esercizio  o  del
Responsabile dell'esercizio
    Prima dell'espletamento degli accertamenti preliminari di cui  al
successivo  punto   5.5,   la   persona   proposta   come   Direttore
dell'esercizio   o    Responsabile    dell'esercizio,    quest'ultima
congiuntamente  con  il  professionista  designato  come   Assistente
Tecnico, quando ricorre il caso, presenta, al fine dell'approvazione,
all'Autorita' di sorveglianza e ai competenti organi regionali  o  ai
loro delegati, per gli impianti rientranti nelle  loro  attribuzioni,
una bozza del Regolamento di esercizio dell'impianto, il  quale  deve
anche comprendere il piano di evacuazione corredato,  se  ricorre  il
caso, delle copie degli atti  relativi  agli  eventuali  accordi  per
l'organizzazione  dell'evacuazione   stipulati   con   organizzazioni
pubbliche o private.
    5.5. Accertamenti preliminari e nomina della Commissione  per  le
verifiche e prove funzionali (C.V.P.F.)
    L'Autorita' di sorveglianza, ricevuta la domanda di cui al  punto
5.2  per  l'effettuazione  delle  verifiche  e  prove  funzionali   e
acquisiti agli atti i documenti di cui ai precedenti punti 5.3 e 5.4,
dei  quali  verifica  la  completezza,  effettua  se  del  caso,  per
accertare la disponibilita'  dell'impianto  alle  verifiche  e  prove
funzionali, una visita preliminare sull'impianto, e procede all'esame
degli  eventuali  elaborati  tecnici  presentati  a  scioglimento  di
riserve o richieste di integrazione contenute nel nulla osta tecnico;
in relazione all'esito favorevole di tali accertamenti,  la  predetta
Autorita'  procede  quindi  alla  nomina  della  Commissione  per  le
verifiche e prove funzionali (C.V.P.F.)  che  eseguira'  le  prove  e
verifiche funzionali, con l'eventuale partecipazione dell'ente locale
competente ai fini della regolarita' dell'esercizio.
    5.6. Effettuazione delle verifiche e prove funzionali
    Alle verifiche e prove funzionali, oltre alla C.V.P.F. di cui  al
precedente punto 5.5 e all'eventuale rappresentante della  Regione  o
dell'Ente  locale  competente  per  la  regolarita'   dell'esercizio,
intervengono, fornendo tutta la necessaria assistenza:
    il Direttore dei lavori;
    il  proposto  Direttore   dell'esercizio   od   il   Responsabile
dell'esercizio e, se ricorre il  caso,  il  professionista  designato
come Assistente tecnico;
    il concessionario o un suo rappresentante;
    il  progettista  o  un   rappresentante   tecnico   della   ditta
costruttrice.
    5.6.1. Attrezzature per l'espletamento delle  verifiche  e  prove
funzionali
    Il Direttore dei lavori, d'intesa con le imprese che hanno curato
la fornitura e il  montaggio  dei  veicoli  e  delle  apparecchiature
meccaniche, degli  equipaggiamenti  elettrici  ed  elettronici,  deve
assicurare  la  disponibilita'  presso   l'impianto   di   tutte   le
attrezzature  e   di   tutte   le   strumentazioni   necessarie   per
l'espletamento delle verifiche e prove funzionali.
    5.6.2. Attivita' della  Commissione  per  le  verifiche  e  prove
funzionali (C.V.P.F)
    La C.V.P.F., presa visione del progetto, dei relativi nulla  osta
tecnici, degli eventuali elaborati aggiuntivi e  di  variante,  delle
dichiarazioni  rilasciate  e  dei  documenti  consegnati  di  cui  ai
precedenti punti 5.3 e 5.4, nonche'  dei  risultati  degli  eventuali
accertamenti  e  controlli  speciali  espletati  presso  le   imprese
costruttrici, ovvero  presso  laboratori  ufficiali,  su  particolari
elementi dell'impianto, procede quindi:
    a) ad una visita all'impianto per verificarne, in via generale  e
con particolare riferimento alle parti  piu'  significative  ai  fini
della sicurezza, la corrispondenza alle  previsioni  di  progetto  ed
eventualmente, per quanto non  esplicitamente  previsto  a  progetto,
alla specifica normativa tecnica in vigore per l'impianto;
    b) all'effettuazione di  prove  di  funzionamento  a  vuoto  e  a
carico, intese ad accertare il buon comportamento  dell'impianto  nel
suo  complesso  ed  il   corretto   funzionamento   dei   dispositivi
interessanti la  sicurezza  nelle  piu'  significative  modalita'  di
esercizio;
    c) ai particolari adempimenti  per  lo  scioglimento  di  riserve
formulate in sede di esame del progetto o degli elaborati  aggiuntivi
o di variante;
    d) alle  ulteriori  verifiche  e  prove  che,  a  giudizio  della
C.V.P.F.  stessa,  dovessero  risultare  necessarie  in  relazione  a
speciali   situazioni   riscontrate   nell'impianto   o    nel    suo
funzionamento;
    e) all'effettuazione di manovre di evacuazione simulate da  parte
del personale preposto, con  l'impiego  delle  attrezzature  all'uopo
predisposte.
    Le prove connesse con  gli  adempimenti  di  cui  sopra,  vengono
proposte dalla C.V.P.F. al Direttore dei lavori, ove previsto,  o  al
Direttore o al Responsabile dell'esercizio (o all'Assistente  Tecnico
se  previsto)  ed  eseguite,  comprese  le   eventuali   manovre   di
evacuazione, sotto la responsabilita'  di  quest'ultimo,  sentito  il
progettista o un rappresentante tecnico della ditta costruttrice.
    I risultati delle suddette verifiche e prove sono riportati in un
apposito documento che costituisce l'allegato «A»  al  verbale  delle
verifiche e prove funzionali.
    5.6.3. Verbale delle verifiche e prove funzionali
    Espletati  tutti  gli  adempimenti  di  cui  sopra,  la  C.V.P.F.
incaricata delle verifiche e delle prove funzionali redige il verbale
con il quale:
    a) prende atto della documentazione che le e'  stata  sottoposta,
esprimendo se del caso le proprie osservazioni al riguardo;
    b) da' riscontro alle eventuali riserve contenute negli  atti  di
approvazione del progetto, il cui scioglimento sia stato  subordinato
a particolari adempimenti da effettuare nel corso delle  verifiche  e
prove funzionali, esprimendo  il  proprio  giudizio  in  ordine  allo
scioglimento di tali riserve;
    c)  illustra  gli  eventuali  rilievi  emersi  nel  corso   degli
accertamenti  preliminari  o  delle  verifiche  e  prove  funzionali,
esprimendo se del caso le proprie osservazioni al riguardo.
    Sulla base  degli  adempimenti  espletati,  la  C.V.P.F.  formula
infine le  proprie  conclusioni  sulla  disponibilita'  all'esercizio
dell'impianto, stabilisce la  necessita'  e  l'eventuale  durata  del
periodo di pre-esercizio e,  se  del  caso,  puo'  subordinarle  alle
condizioni cosi' individuate:
    Prescrizioni  di  tipo  A:   da   attuare   prima   dell'apertura
dell'impianto   al   pubblico   esercizio,    poiche'    direttamente
interessanti  la  sicurezza  dell'impianto,  dei  viaggiatori  e  non
sostituibili in  alcun  modo,  anche  temporaneamente,  con  speciali
modalita' di esercizio;
    Prescrizioni di  tipo  B:  da  attuare  entro  periodi  di  tempo
determinati dalla C.V.P.F.;
    Prescrizioni di  tipo  C:  particolari  cautele  e  modalita'  di
esercizio, che potranno essere  sia  temporanee  che  permanenti,  da
inserire nel Regolamento di esercizio.
    5.7. Nulla osta tecnico per l'apertura al pubblico esercizio
    Il nulla osta tecnico ai fini della sicurezza per  l'apertura  al
pubblico esercizio di ogni impianto e' rilasciato, ai sensi dell'art.
4  del  decreto  del   Presidente   della   Repubblica   n.   753/80,
dall'Autorita' di sorveglianza alla Regione  o  all'ente  concedente,
senza  specifica  richiesta  di  questi  ultimi,  e  per   conoscenza
all'esercente ed e' subordinato:
    alle risultanze favorevoli del verbale delle  verifiche  e  prove
funzionali;
    all'ottemperanza alle  eventuali  prescrizioni  di  tipo  A)  con
verbale di constatazione da parte dell'Autorita' di sorveglianza  con
la  partecipazione  del  proposto  Direttore  di  esercizio   o   del
Responsabile dell'esercizio o del Direttore dei lavori;
    al  corretto  funzionamento  dell'impianto  durante   l'eventuale
periodo di pre-esercizio da parte del proposto Direttore di esercizio
o del Responsabile dell'esercizio;
    alla nomina  del  Direttore  dell'esercizio  o  del  Responsabile
dell'esercizio e del  Capo  servizio  e,  se  ricorre  il  caso,  del
professionista designato come Assistente tecnico;
    all'abilitazione  dei  singoli  agenti  con  le   loro   mansioni
interessanti la sicurezza  dell'esercizio,  da  parte  del  Direttore
dell'esercizio o del Responsabile dell'esercizio  o,  se  ricorre  il
caso, del professionista designato come Assistente tecnico;
    all'approvazione o nulla osta  del  Regolamento  di  esercizio  e
dell'allegato piano di evacuazione;
    al deposito del modello di Registro giornale.
    5.8. Registro italiano degli impianti a fune
    Successivamente all'apertura dell'impianto, per  provvedere  alla
sua iscrizione nel registro italiano degli impianti a fune (RIF),  le
Autorita' di sorveglianza  e  gli  Uffici  periferici  del  Ministero
(USTIF) inviano alla sede centrale del Ministero  la  scheda  tecnica
dell'impianto.
    Capitolo 6 - Manutenzione, ispezioni e controlli in esercizio
    6.1. Generalita'
    Per verificare il permanere delle  condizioni  di  sicurezza  per
l'esercizio degli impianti, ai sensi dell'art. 100  del  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 753/80, si effettuano le manutenzioni,
i controlli funzionali e le ispezioni, che si distinguono in ordinari
e in straordinari. Sono ordinari  quelli  previsti  con  periodicita'
fissa  (manutenzione  periodica,  controlli  giornalieri  e  mensili,
ispezioni annuali); sono straordinari quelli eseguiti dopo lavori  di
manutenzione straordinaria, varianti costruttive, eventi  eccezionali
o modifiche delle modalita' di esercizio.
    6.2. Manutenzione degli impianti
    6.2.1. Manuale d'uso e manutenzione
    Il  costruttore  delle   apparecchiature   meccaniche   e   degli
equipaggiamenti elettrici  ed  elettronici  deve  fornire  il  M.U.M.
all'esercente e all'Autorita' di sorveglianza, assieme al progetto.
    Il M.U.M. contiene una tabella di  sintesi  delle  operazioni  di
manutenzione previste nonche' le attivita' e le periodicita'  che  il
costruttore prevede per  le  ispezioni  annuali  ed  i  controlli  in
esercizio.
    Il M.U.M. contiene inoltre un piano  dei  controlli,  di  cui  e'
parte  integrante,  da  eseguire  nelle  revisioni   quinquennali   e
generali.
    Il M.U.M. riporta, tra l'altro, le liste di controllo, che devono
contenere i valori nominali e  le  tolleranze  ammesse,  nonche'  gli
intervalli di sostituzione dei componenti.
    Per le operazioni di  manutenzione,  ivi  comprese  le  attivita'
speciali (quali ad esempio spostamento delle funi, rifacimento  teste
fuse, spostamento dei morsetti), i controlli a  vista  e  quelli  non
distruttivi devono essere  indicate  le  specifiche  esecutive  ed  i
criteri di accettazione dei difetti eventualmente riscontrati.
    6.2.2. Impianti realizzati prima  dell'applicazione  del  decreto
legislativo n. 210/2003
    Per gli impianti, o parti di essi, installati prima  dell'entrata
in vigore del  decreto  legislativo  n.  210/2003  vale,  per  quanto
riguarda la manutenzione, l'ispezione e il  controllo  in  esercizio,
quanto  contenuto  nel  relativo  manuale   d'uso   e   manutenzione,
aggiornato  secondo  quanto  contenuto  nelle  presenti  disposizioni
tecniche.
    6.2.3. Modifiche al M.U.M.
    Il Direttore o il  Responsabile  dell'esercizio  (o  l'Assistente
Tecnico se previsto), con l'assistenza di un esperto  qualificato  di
3° livello secondo la UNI EN ISO 9712:2012 e d'intesa  con  la  ditta
costruttrice o sentita una ditta specializzata  qualora  la  predetta
ditta  costruttrice  non  sia  piu'  esistente,  puo'  modificare  le
istruzioni fornite dal costruttore con  gli  interventi  che  ritiene
opportuni, ad esempio sulla base  dell'analisi  dei  risultati  delle
precedenti revisioni, della statistica di difettosita'  e  criticita'
riscontrata   su   componenti   di   impianti   analoghi,   dell'eta'
dell'impianto, delle ore di esercizio e delle  sollecitazioni  subite
dai vari componenti.
    Le  modifiche  alle  istruzioni  di  manutenzione,  ispezione   e
controllo in esercizio  dei  componenti  o  sottosistemi  certificati
devono essere approvate dall'organismo notificato che ne ha curato la
certificazione. Prima del suo utilizzo, una copia  del  M.U.M.  cosi'
aggiornata   e'   consegnata   all'esercente   e   all'Autorita'   di
sorveglianza.
    Gli  aggiornamenti  del  M.U.M.,  la  cui  omessa   comunicazione
potrebbe   avere   un'influenza    diretta    sulla    sicurezza    e
sull'affidabilita'  dell'impianto,  sono  comunicati  a   tutti   gli
esercenti  interessati  dagli  aggiornamenti  e  alle  Autorita'   di
sorveglianza da parte del costruttore.
    6.2.4. Attrezzature per la manutenzione
    Per la manutenzione periodica devono  essere  disponibili  presso
l'impianto gli attrezzi, le apparecchiature, i dispositivi di prova e
di misura nonche' le zavorre necessarie per le prove a carico.
    6.2.5. Ricambi
    Le parti di ricambio  necessarie  devono  essere  disponibili  in
quantita' adeguate, immagazzinate in  modo  opportuno  e  prontamente
utilizzabili.
    6.2.6. Registrazione della manutenzione
    Le attivita'  svolte  ed  i  risultati  della  manutenzione  sono
riportati sul Registro di controllo e manutenzione, di cui  al  punto
4.3. La registrazione di ogni lavoro di manutenzione  periodica  deve
essere siglata  dall'esecutore  e  sottoscritta  da  parte  del  Capo
servizio, che se ne assume la responsabilita'.
    6.3. Ispezioni sugli impianti
    6.3.1. Modalita' di svolgimento delle ispezioni
    Le ispezioni  periodiche  devono  dimostrare  che  lo  stato,  il
comportamento dinamico,  le  caratteristiche  tecniche  e  l'utilizzo
dell'impianto sono conformi al progetto approvato.
    L'ispezione e' condotta  sotto  la  diretta  responsabilita'  del
Direttore  o  del  Responsabile  dell'esercizio  (o   dell'Assistente
Tecnico se previsto) ed in presenza del Capo servizio e di  personale
abilitato e comprende la misurazione, la prova e la valutazione delle
condizioni effettive dell'impianto per il suo utilizzo in  sicurezza.
Per le opere strutturali si deve garantire  tramite  una  sistematica
sorveglianza che i requisiti di progetto siano sempre soddisfatti nel
corso della propria durata di utilizzo.
    In caso di esito negativo  delle  ispezioni  il  Direttore  o  il
Responsabile dell'esercizio  (o  l'Assistente  Tecnico  se  previsto)
adottano gli opportuni provvedimenti correttivi.
    Le istruzioni per lo svolgimento delle singole prove previste per
l'ispezione sono contenute nel M.U.M.. I  risultati  delle  ispezioni
devono  essere  verbalizzati  dal  Direttore   o   dal   Responsabile
dell'esercizio (o dall'Assistente Tecnico se previsto).
    6.3.2. Eventi particolari che causano danni all'impianto
    Qualora eventi particolari dovessero verificarsi durante la  vita
dell'impianto,  quali  ad  esempio  incidenti,  eventi  meteorologici
eccezionali, valanghe, considerevoli smottamenti del terreno,  devono
essere  effettuate  particolari  ispezioni  immediate   delle   parti
coinvolte nell'evento. I  risultati  delle  ispezioni  devono  essere
verbalizzati dal  Direttore  o  dal  Responsabile  dell'esercizio  (o
dall'Assistente   Tecnico   se   previsto)   con   indicazione    dei
provvedimenti che si  intendono  adottare.  Il  predetto  verbale  e'
inviato tempestivamente all'Autorita' di sorveglianza.
    6.3.3.  Ispezioni  sulle  opere  strutturali  dopo  la  messa  in
esercizio
    Relativamente alle opere strutturali, da tre a sei mesi  dopo  la
messa in esercizio, si devono sottoporre a controllo visivo tutte  le
parti ed in particolare tutti i componenti di  acciaio  in  relazione
alla  formazione  di  cricche  sui  cordoni  di  saldatura   e   alla
deformazione di aste e profilati, alla  verifica  del  serraggio  dei
bulloni, nonche' all'integrita' delle opere civili.
    6.3.4. Ispezioni in caso di interruzione dell'esercizio
    Se l'esercizio e' interrotto per un periodo  da  un  mese  a  sei
mesi, prima della ripresa si eseguono i controlli mensili di  cui  al
M.U.M. e le prove  aggiuntive  in  conformita'  ai  successivi  punti
6.3.5.3 e 6.3.5.4.
    Se l'esercizio e' interrotto per piu' di sei  mesi,  prima  della
ripresa si effettua un'ispezione annuale in conformita' ai successivi
punti 6.3.5, 6.3.5.1, 6.3.5.2, 6.3.5.3, 6.3.5.4, 6.3.5.5 e 6.3.5.6.
    Dopo l'esecuzione di lavori  di  manutenzione  straordinaria  non
programmata o  di  modifica  dell'impianto  si  effettuano  le  prove
dell'ispezione  annuale   di   cui   al   successivo   punto   6.3.5,
relativamente alla parte manutenuta o modificata e alle parti da essa
influenzate.
    6.3.5. Ispezioni annuali
    Per accertare lo stato di conservazione  e  di  funzionamento  di
tutte le varie parti dell'impianto, il Direttore  o  il  Responsabile
dell'esercizio (o l'Assistente Tecnico  se  previsto)  deve  eseguire
almeno una volta nel corso di ogni anno un'ispezione  secondo  quanto
riportato nel M.U.M. e secondo le seguenti indicazioni.
    In occasione di tale ispezione si devono effettuare inoltre:
    a) il controllo del funzionamento degli azionamenti e dei sistemi
frenanti,  nelle  condizioni  della  linea  caricata  nel  modo  piu'
sfavorevole (ad eccezione delle sciovie)  e  comunque  corrispondente
alle piu' gravose  modalita'  di  esercizio;  per  gli  impianti  non
automotori, il carico, se  ammesso  dall'Autorita'  di  sorveglianza,
puo' essere opportunamente simulato;
    b) il controllo delle funzioni e  dei  dispositivi  elettrici  ed
elettromeccanici  di  protezione  e   di   sicurezza,   rilevando   e
verificando i livelli di intervento e  le  soglie  previste,  nonche'
degli impianti di telecomunicazione;
    c) il controllo dei freni automatici, nel caso di impianti dotati
di freni di vettura, sia per verificarne la forza frenante,  sia  per
verificarne l'intervento, a seguito della  riduzione  della  tensione
delle funi di manovra (prova cosiddetta di «finto taglio»);
    d) il controllo dello stato delle vie di corsa,  delle  piste  di
risalita, della linea, degli imbarchi e degli sbarchi e delle vie  di
allontanamento, in caso di distacco  in  linea  sulle  sciovie  o  di
evacuazione verticale per gli impianti aerei;
    e) il controllo  dell'interazione  tra  l'impianto  e  l'ambiente
esterno;
    f) una prova di evacuazione utilizzando l'attrezzatura,  i  mezzi
ed il personale previsti dal piano di evacuazione; questa prova  puo'
anche essere effettuata su un impianto  della  stessa  tipologia  che
utilizza mezzi di  evacuazione  similari.  In  ogni  caso,  per  ogni
singolo impianto, deve essere verificata l'integrita', la completezza
e la disponibilita' dell'attrezzatura e dei mezzi di  soccorso  e  la
percorribilita' delle vie di raggiungimento dei luoghi sicuri;
    g)  verifica,  mediante  esame  del  Registro  di   controllo   e
manutenzione, dell'esecuzione di tutte le operazioni ivi previste nel
periodo intercorso dalla precedente ispezione.
    6.3.5.1. Opere civili di infrastruttura
    Nel corso dell'ispezione annuale, tramite controllo  a  vista  si
effettuano le seguenti attivita':
    a) controlli a vista indicati al punto 6.3.3;
    b) constatazione di danni alle opere  strutturali  in  seguito  a
gelo, caduta di pietre, neve, assestamenti o eventi simili;
    c) individuazione delle piante a fianco della linea evidentemente
instabili o che pregiudicano il  regolare  passaggio  dei  veicoli  o
l'evacuazione verticale;
    d) ispezione delle strutture portanti  in  cemento  armato  e  di
calcestruzzo normale o precompresso, allo  scopo  di  individuare  la
presenza di fessurazioni e altri danni;
    e)  ispezione  sullo  stato  di  sicurezza  delle  fondazioni   e
dell'ambiente ad esse circostante, incluso lo stato dei tirafondi  di
ancoraggio.
    6.3.5.2. Dispositivi meccanici
    Nel corso  dell'ispezione  annuale,  si  effettuano  le  seguenti
attivita':
    a) controllo a vista e prove  funzionali  dei  diversi  motori  e
componenti  della  catena  cinematica  (azionamenti  principale,   di
riserva, di recupero e di soccorso);
    b) controllo a vista e prove funzionali  di  ogni  singolo  freno
nelle condizioni  di  carico  nominale,  con  i  diversi  sistemi  di
intervento e  con  tutti  i  tipi  di  azionamento,  registrandone  i
risultati; nelle sciovie le prove sono eseguite con l'impianto vuoto;
    c) controllo dell'intervento automatico dei freni di vettura, con
impianto fermo, e registrazione del valore della soglia di intervento
a seguito della  riduzione  della  tensione  delle  funi  di  manovra
(«finto taglio») e  della  forza  frenante,  mediante  dinamometro  o
registrando la coppia impianto con pinze chiuse singolarmente;
    d) controllo a vista delle scarpe delle  funi  portanti  e  delle
pulegge; controllo dei rulli, delle rulliere e dei bilancieri;
    e)  controllo  a  vista  di  tutti  i  dispositivi  meccanici  di
tensionamento e delle stazioni; in particolare controllo del corretto
cadenzamento, dei tempi  e  della  forza  di  chiusura  dei  cancelli
d'imbarco;
    f) controllo a vista e prova dei dispositivi per il recupero  dei
veicoli,  con  l'effettuazione   di   un'esercitazione,   verificando
l'addestramento del personale adibito a tali operazioni.
    6.3.5.3. Funi
    Si  effettuano  i  controlli   annuali   previsti   dal   decreto
dirigenziale n. 144 del 18 maggio 2016 concernente  le  «Prescrizioni
tecniche riguardanti l'esercizio e la manutenzione delle funi  e  dei
loro attacchi per gli impianti a fune adibiti al  trasporto  pubblico
di persone».
    6.3.5.4. Dispositivi elettrici
    Nel  corso  dell'ispezione  annuale,  si  eseguono   i   seguenti
controlli:
    a) controllo dello stato generale e prove funzionali di  tutti  i
dispositivi e delle installazioni elettriche, rilevando e verificando
i livelli di intervento e le soglie previste;
    b) controllo dello stato generale  dei  dispositivi  di  messa  e
terra e protezione  contro  i  fulmini,  e  di  protezione  contro  i
contatti diretti e indiretti.
    6.3.5.5. Dispositivi di sorveglianza e segnalazione
    Nel  corso  dell'ispezione  annuale,  si  eseguono   i   seguenti
controlli:
    a)  controllo  e  prove  di   funzionamento   dei   circuiti   di
sorveglianza   e   dei   dispositivi    di    segnalazione    e    di
telecomunicazione;
    b)  controllo  e  prove  di  funzionamento  dei  dispositivi   di
segnalazione dei guasti nelle stazioni, nei veicoli e in linea;
    c) controllo delle resistenze elettriche delle funi isolate;
    d) controllo e prove di funzionamento degli anemometri.
    6.3.5.6. Veicoli e dispositivi di traino
    Per i veicoli e i dispositivi di traino, annualmente, si eseguono
i seguenti controlli:
    a) controllo a vista di ogni veicolo o  di  ogni  dispositivo  di
traino;
    b) almeno il 20% delle morse e dei morsetti e'  sottoposto  a  un
controllo a vista allo stato smontato. Queste morse sono  selezionate
secondo un  procedimento  di  rotazione  in  modo  da  garantire  che
l'intervallo tra i  controlli  consecutivi  di  ogni  morsa  non  sia
maggiore di 5 anni. In tale  occasione,  sul  predetto  campione,  e'
eseguito il controllo non distruttivo sulle morse e sui  morsetti  di
cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti  n.
203 di data 1° dicembre 2015. Questo tipo di controllo delle morse  e
l'annessa prova di funzionamento deve avvenire secondo le  istruzioni
del costruttore;
    c) ad eccezione delle sciovie, tutte le  morse  smontate  di  cui
alla lettera b) devono essere sottoposte ad un  controllo  di  tenuta
minima necessaria allo  scorrimento  su  fune;  per  gli  impianti  a
collegamento temporaneo la prova puo' essere eseguita  anche  tramite
sistemi equivalenti;
    d) controllo dell'efficienza delle porte  e  dei  dispositivi  di
chiusura e di interblocco;
    e)  controllo  del  dispositivo  di  misurazione  del  carico   e
dell'eventuale conteggio delle persone;
    f) controllo dell'intervento dei freni sul veicolo;
    g)  per  gli  impianti  collegamento  temporaneo,  verifica   del
permanere sia del rendimento che dei  parametri  significativi  delle
morse, mediante l'uso delle apposite attrezzature da  banco  disposte
in una delle stazioni: in particolare deve essere rilevata la  misura
della forza di serraggio tra le ganasce e della forza  erogata  dalle
molle, quest'ultima  sia  per  la  configurazione  corrispondente  al
diametro nominale della fune, che per  il  limite  inferiore  per  il
quale, secondo il M.U.M., la morsa puo' ancora essere utilizzata.
    6.4. Controlli in esercizio
    I controlli in esercizio devono  essere  effettuati  ad  impianto
fermo, durante una corsa di prova e durante l'esercizio da parte  del
personale  abilitato,  rispettando   integralmente   le   indicazioni
riportate nel Registro giornale e le istruzioni del M.U.M..
    I risultati dei controlli devono essere verbalizzati per iscritto
dal personale dell'impianto, secondo le  rispettive  attribuzioni,  e
registrati sul Registro giornale.
    6.4.1. Controlli e corsa di prova giornalieri
    Prima dell'apertura al servizio pubblico, si eseguono  una  corsa
di prova ed i controlli giornalieri previsti dal M.U.M. e  quelli  di
seguito elencati:
    a) controllo dell'argano e verifica  del  regolare  funzionamento
dei freni, compreso  la  funzionalita'  dell'arresto  elettrico  alla
massima  velocita'  di  esercizio  nonche'   la   funzionalita'   dei
dispositivi per la variazione della velocita' di marcia ;
    b) controllo della  carica  delle  batterie  dei  dispositivi  di
sorveglianza e dei motori termici;
    c) verifica che i valori dei parametri da riportare sul  Registro
giornale rientrino nell'intervallo ammissibile;
    d)   verifica   che   tutti   i   dispositivi   d'arresto   siano
raggiungibili;
    e) verifica della  regolare  accensione  dei  motori  termici  di
recupero;
    f)  verifica  del   regolare   funzionamento   del   collegamento
telefonico fra le stazioni;
    g) verifica della liberta' di corsa del carrello  di  tensione  e
del contrappeso; nel caso di tensionamento idraulico, verifica  della
posizione del cilindro di tensione;
    h) controllo della tenuta e  delle  pressioni  di  esercizio  dei
sistemi idraulici o pneumatici;
    i) verifica, a campione, del regolare funzionamento degli arresti
di emergenza e degli interruttori di manutenzione  nelle  stazioni  e
sulle vetture, degli strumenti di misura;
    j) funzionalita' del circuito di sicurezza di linea;
    k) controllo di irregolarita' evidenti o danni ai  veicoli  e  ai
dispositivi di traino, a seguito di controllo visivo;
    l) controllo della regolarita' delle aree di imbarco e di  sbarco
nelle stazioni, ed in  particolare  del  corretto  funzionamento  del
cancelletto;
    m) controllo  dell'integrita'  dei  veicoli  e  dei  carrelli  ed
eliminazione di eventuali accumuli di neve o formazioni  di  ghiaccio
su di essi;
    n) controllo della posizione  delle  funi  su  pulegge,  rulli  e
scarpe nonche' della funzionalita' dei raschiaghiaccio su puleggia;
    o) per  gli  impianti  a  collegamento  temporaneo,  in  ciascuna
stazione, verifica visiva del regolare funzionamento  dei  meccanismi
di accelerazione, di rallentamento e di movimentazione dei veicoli  e
della corretta predisposizione dei relativi dispositivi di controllo;
la corsa di prova deve essere eseguita in modo  che  tutte  le  morse
utilizzate  in  servizio  passino  sugli  appositi   dispositivi   di
controllo dell'ammorsamento situati in una delle stazioni;
    p) per le funicolari terrestri, controllo  dello  stato  regolare
degli accessi alle vetture e delle entrate ed  uscite  delle  vetture
dalle stazioni e, durante la corsa di prova,  controllo  dell'assenza
di ostacoli e  materiale  pericoloso  lungo  la  via  di  corsa,  del
corretto  posizionamento  della  fune  nei  rulli  di  linea  e,  ove
sussiste, del passaggio regolare delle vetture sugli scambi;
    q) per le funicolari terrestri,  controllo  ed  ispezione,  prima
della partenza, delle vetture,  dei  carrelli  con  le  ruote,  degli
organi del freno sulle rotaie, degli encoder per il rilevamento della
velocita' e degli  impianti  idraulici,  comprensivi  delle  relative
tubazioni, per la verifica di eventuali perdite di olio;
    r) per le pedane  mobili  di  imbarco  e  di  allineamento  delle
seggiovie, controllo dello stato del nastro e regolare  funzionamento
dei meccanismi, della regolarita'  delle  fasi  di  avviamento  e  di
arresto, nonche' della proporzionalita' tra la velocita' del nastro e
quella della fune.
    Durante la corsa di prova l'agente all'uopo addetto, munito di un
apparecchio  ricetrasmittente  e  prendendo  posto  su  un   veicolo,
controlla la linea, ed in particolare:
    a) le rulliere, assicurandosi del corretto passaggio della fune e
dei veicoli sulle stesse, nonche'  del  regolare  posizionamento  dei
rulli, della loro integrita' e della loro liberta' di  rotazione  sui
cuscinetti e dell'assenza di rumori anomali;
    b) l'assenza di ghiaccio o neve o altri ostacoli sulle  strutture
di linea;
    c)  la  percorribilita'  del  sentiero  per   l'evacuazione   dei
viaggiatori;
    d) il rispetto delle distanze di sicurezza verticali  e  laterali
in stazione ed in  linea  nonche'  l'allineamento  della  fune  sulle
rulliere;
    e) l'assenza di impedimenti al movimento dell'anemometro;
    f) il regolare funzionamento degli altoparlanti in linea;
    g) i dispositivi di protezione lungo  la  risalita  (per  esempio
imbottiture, reti di protezione, conche di raccolta) e  le  barriere,
verificando se sono in buono stato;
    h)  la  segnaletica  prevista,  verificandone   la   presenza   e
valutandone la leggibilita';
    i) l'assenza di  pietre,  valanghe  o  smottamenti  di  terra,  a
seguito di eventi naturali sopravvenuti, che  potrebbero  mettere  in
pericolo la sicurezza dell'impianto;
    j) per le sciovie e le slittinovie, durante la  corsa  di  prova,
controllo dello stato della pista di  risalita.  Per  le  sciovie  su
ghiacciaio, controllo della configurazione della linea  eventualmente
modificata  dal  movimento  del  ghiacciaio,  anche   rispetto   alla
superficie innevata;
    k)  in  particolare  per  le  pedane  mobili  di  imbarco  e   di
allineamento, la posizione della pedana mobile rispetto alla puleggia
nel  caso  di  stazione  tenditrice,  l'efficienza  della  protezioni
relative alla velocita' del tappeto (confronto con la velocita'  fune
e  sovravelocita')  e  l'efficienza  della  protezione  di   corretta
equidistanza dei veicoli.
    Durante la corsa di prova:
    a) e' vietato il trasporto di persone non  addette  all'esercizio
dell'impianto;
    b) deve essere disponibile un collegamento radio tra il personale
addetto all'esercizio, ad eccezione delle sciovie con linea visibile;
    c) in generale la cabina di comando della stazione  motrice  deve
essere presidiata.  In  caso  contrario  deve  essere  presidiata  la
stazione di rinvio ove e' effettuato il telecomando della marcia.
    Inoltre, se su  parti  dell'impianto  sono  stati  constatati  la
formazione di ghiaccio oppure  l'accumulo  di  neve,  che  comportano
rischi per le persone, il servizio puo' avere  inizio  solo  dopo  la
loro rimozione.
    Dopo  forti  nevicate,   bufere,   temporali   o   altri   eventi
eccezionali, verificatisi soprattutto durante la notte,  prima  della
corsa di prova deve  essere  effettuata  una  ricognizione  lungo  la
linea, anche al  fine  di  verificare  che  le  piante  presenti  non
costituiscano pericolo per l'esercizio.
    6.4.2. Controlli mensili
    Si devono eseguire i controlli  mensili  previsti  dal  M.U.M.  e
quelli di seguito elencati:
    a) controlli mensili delle funi previsti dal decreto dirigenziale
n. 144 del 18  maggio  2016  concernente  le  «Prescrizioni  tecniche
riguardanti l'esercizio e la  manutenzione  delle  funi  e  dei  loro
attacchi per gli impianti a fune adibiti  al  trasporto  pubblico  di
persone»;
    b) sulle funivie bifune, in occasione della verifica della linea,
deve  essere  controllato  lo  stato  delle   scarpe   dei   sostegni
(accertandone anche il consumo e la regolare  lubrificazione)  e  dei
loro attacchi;
    c)  controllo  dei   collegamenti   delle   funi   (per   esempio
impalmature);
    d) controllo della posizione reciproca delle funi e delle  rotaie
nelle zone di  accoppiamento  e  disaccoppiamento  degli  impianti  a
collegamento temporaneo;
    e) controllo dello stato esterno, della posizione e  dell'attacco
dei rulli, delle pulegge e delle deviazioni, nonche' dei  dispositivi
di riposizionamento e delle scarpe delle funi portanti;
    f) per gli impianti  a  collegamento  temporaneo,  controllo  dei
dispositivi ubicati sulle travi  di  accelerazione,  decelerazione  e
trasferimento, per la sorveglianza dei veicoli nelle stazioni;
    g) controllo nelle stazioni dell'ingresso, dell'uscita e del giro
stazione dei veicoli o dei dispositivi di traino;
    h) verifica dello stato di usura delle  guarnizioni  di  tutti  i
freni e della regolare posizione dei ceppi dei freni stessi;
    i)  prova  dei  sistemi  di  frenatura  elettrici   e   meccanici
dell'argano tramite misurazione degli spazi e/o dei tempi di  frenata
con veicoli vuoti o dispositivi di traino non utilizzati;
    j) azionamento manuale dei freni  sulla  fune  portante  o  sulla
rotaia  ad  impianto  fermo  e  verifica  della  funzionalita'  degli
interruttori di freno chiuso;
    k) prova e verifica della corretta taratura delle sorveglianze di
sovravelocita' elettriche e meccanica, nonche'  della  protezione  di
antiritorno anche «in bianco», per i soli impianti automotori;
    l) controllo a vista dello stato esterno dei veicoli, verificando
in particolare: l'efficienza dei dispositivi di chiusura delle  porte
e dei dispositivi di traino e lo stato delle barre di chiusura  delle
seggiole;
    m) per le funivie bifune «a va e vieni» o «a va  o  vieni»  prova
delle  sorveglianze  di  concordanza  del  senso  di  marcia   e   di
stazionamento, anche con appositi test se disponibili, e  azionamento
manuale  del  secondo  finecorsa  di  stazione,  ove  presente,   che
determina l'intervento del freno di emergenza;
    n) controllo a vista  dei  sostegni  di  linea,  con  particolare
riguardo alle  scale  di  accesso  ed  alle  pedane  di  manutenzione
verificando la posizione delle funi, l'allineamento  delle  rulliere,
la regolare rotazione dei rulli ed il consumo delle loro guarnizioni;
    o) movimentazione dell'impianto con tutti gli  azionamenti  e  le
alimentazioni  disponibili,  compresa  quella  derivante  da   gruppi
elettrogeni, se previsti; controllo del funzionamento dell'argano  di
recupero, senza disinnestare la  puleggia  motrice,  procedendo  alla
messa in moto dell'impianto, verificando  il  regolare  funzionamento
dei relativi  sistemi  frenanti  e  controllando  in  tale  occasione
l'eventuale scorta di combustibile;
    p)  controllo  dei  dispositivi  di  tensione,  con   particolare
riguardo agli attacchi di estremita' della fune  tenditrice  ed  agli
interruttori di finecorsa del  contrappeso,  ovvero  del  sistema  di
tensione idraulico e del carro mobile di rinvio;
    q) verifica dei dispositivi prova molle, mediante morsa  rossa  o
adottando una procedura equivalente atta  a  verificare  la  corretta
taratura dei prova molle. Nel caso di apparecchiature di prova  delle
molle  con  canali  ridondati  e  reciprocamente  controllati,   tale
controllo non e' necessario;
    r) verifica del regolare funzionamento degli arresti di emergenza
e degli interruttori di manutenzione nelle stazioni e sulle vetture;
    s) prova di efficienza e verifica dei livelli di  taratura  delle
protezioni  di   massima   corrente/coppia   e   di   incremento   di
corrente/coppia;  tali  verifiche   sono   eseguite   utilizzando   i
dispositivi di prova a tal scopo predisposti, seguendo le  istruzioni
fornite dal M.U.M.;
    t)  verifica  del  permanere  nel  tempo  degli  sforzi  frenanti
sviluppati dai  freni  meccanici,  eventualmente  mediante  prova  di
tenuta amperometrica;
    u) verifica delle protezioni atte a controllare la tensione delle
funi;
    v) in particolare per gli  impianti  a  collegamento  temporaneo,
controllo a vista di tutte le morse ad una velocita' convenientemente
ridotta, ad esempio da un punto di osservazione posto in  prossimita'
di una rotaia di scorrimento; controllo  dello  stato  di  integrita'
geometrica delle molle, se in vista, delle ruote di scorrimento e del
rullo di comando dell'apertura/chiusura delle ganasce.
    6.4.3. Controlli in  esercizio  e  corsa  di  prova  dopo  eventi
eccezionali.
    Dopo eventi  eccezionali  (ad  esempio:  forte  vento,  tempesta,
formazione di ghiaccio, nevicate copiose, valanghe,  fulmini,  caduta
di alberi, atti vandalici)  prima  della  ripresa  del  servizio,  si
effettuano i controlli in esercizio adeguati alla  situazione  e  una
corsa di prova. Quest'ultima deve  essere  preceduta  da  un'adeguata
ricognizione della linea. Tali controlli sono annotati  sul  Registro
giornale.
    6.5. Documentazione
    6.5.1. Documenti per i controlli e le ispezioni
    I risultati  dei  controlli  in  esercizio  sono  registrati  sul
Registro giornale.
    I risultati delle ispezioni annuali sono registrati  sul  verbale
dell'ispezione annuale.
    Il Direttore o il  Responsabile  dell'esercizio  (o  l'Assistente
Tecnico  se  previsto),  prima  dell'apertura  all'esercizio,   invia
all'Autorita'  di  sorveglianza  una  dichiarazione   circa   l'esito
positivo della predetta ispezione annuale.
    Il Registro giornale e il verbale delle ispezioni annuali  devono
essere conservati presso gli uffici dell'esercente  o  sull'impianto.
Il Registro di controllo e manutenzione, di cui al punto 6.2.6,  deve
essere consegnato  all'Autorita'  di  sorveglianza  in  copia,  anche
informatica, in occasione delle  revisioni  quinquennali  o  generali
degli impianti.
Capitolo 7 - Visite e prove periodiche dell'Autorita' di sorveglianza
    7.1. Accertamenti sugli impianti
    L'Autorita' di sorveglianza ha facolta' di disporre in  qualsiasi
momento accertamenti sugli  impianti,  ai  sensi  dell'art.  100  del
decreto del Presidente della Repubblica n. 753/80, per verificare che
il servizio si svolga in condizioni di sicurezza.
    Il   personale   dell'Autorita'    di    sorveglianza    tecnica,
nell'esercizio  delle  proprie  funzioni,  ha  diritto  al  trasporto
gratuito.
    In occasione di tali  accertamenti  l'Autorita'  di  sorveglianza
puo' prescrivere specifiche prove sull'impianto.
    Resta altresi' salva la facolta' dell'Autorita'  di  sorveglianza
di revocare l'autorizzazione o il nulla osta tecnico di cui  all'art.
4 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  n.  753/80  qualora
sorgano dubbi sul permanere delle necessarie condizioni di sicurezza.
    A seguito di incidenti  o  disservizi,  ancorche'  non  ne  siano
derivati  danni  alle  persone,  ove  a  giudizio  dell'Autorita'  di
sorveglianza, sentito il Direttore o il  Responsabile  dell'esercizio
(o l'Assistente Tecnico se previsto),  sorgano  dubbi  sul  permanere
delle  necessarie  condizioni  di  sicurezza,  puo'  venir   disposta
l'effettuazione di ispezioni e  controlli  straordinari  all'impianto
interessato o a sue singole parti,  stabilendone  caso  per  caso  le
modalita'.
    7.2. Partecipazione dell'Autorita' di sorveglianza alle ispezioni
annuali
    La partecipazione dei tecnici dell'Autorita' di sorveglianza alle
ispezioni di cui al punto 6.3.5 e' obbligatoria  in  occasione  delle
verifiche e prove effettuate dopo il primo  anno  dall'autorizzazione
all'apertura dell'impianto al pubblico esercizio, o alla prosecuzione
dello stesso dopo la revisione generale o dopo una ispezione speciale
e, successivamente, ogni tre anni. Per le sciovie e le slittinovie la
partecipazione obbligatoria dei suddetti tecnici e' fissata al quinto
e al decimo anno dall'autorizzazione  all'apertura  dell'impianto  al
pubblico esercizio o alla prosecuzione dello stesso dopo la revisione
generale. Gli articoli 1, 2  e  3  del  decreto  dirigenziale  del  9
gennaio 2012 si intendono sostituite con quando sopra disciplinato.
Capitolo  8 -  Regolazioni,  riparazioni  e  sostituzioni   che   non
                 costituiscono variante costruttiva
    8.1. Riparazioni e sostituzioni con parti  di  ricambio  come  da
progetto
    I lavori di riparazione  e  sostituzione  con  elementi  come  da
progetto  devono  essere  annotati  sul  Registro  di   controllo   e
manutenzione di cui al precedente punto  6.2.6  e  la  loro  regolare
esecuzione deve  essere  convalidata  dal  Capo  Servizio  e  portata
tempestivamente  a  conoscenza  del  Direttore  o   il   Responsabile
dell'esercizio  (o  l'Assistente  Tecnico  se  previsto).  Si  devono
utilizzare solo parti di ricambio equivalenti e certificate ai  sensi
del decreto legislativo n. 210/2003.
    Al termine della riparazione o sostituzione si effettua una prova
di efficienza.
    Per le opere civili di infrastruttura  la  riparazione  comprende
l'eliminazione dei danni causati anche  dall'invecchiamento  e  dalla
normale usura.
    Prima della riparazione e dell'eliminazione  di  un  danno  nelle
opere civili di infrastruttura se ne  deve  chiarire  la  causa  che,
quando  possibile,  deve  essere  sempre  preventivamente  eliminata.
Quando non e' possibile eliminare la causa di  un  danno,  si  devono
controllare, verificare e attuare misure appropriate in  funzione  di
quanto riscontrato nelle ispezioni.
    8.2. Modifiche e  sostituzioni  che  non  costituiscono  variante
costruttiva
    Le  modifiche  o  le  sostituzioni  di   componenti   con   altri
equivalenti  e  certificati  ai  sensi  del  decreto  legislativo  n.
210/2003,  sotto  il  profilo  tecnico  funzionale,  non  costituenti
variante costruttiva, ne' riparazione  o  sostituzione  con  elementi
come da progetto, ai sensi del precedente  punto  8.1,  sono  gestite
come segue.
    Il Direttore o il  Responsabile  dell'esercizio  (o  l'Assistente
Tecnico se previsto)  e'  tenuto  a  darne  comunicazione  preventiva
all'Autorita'  di  sorveglianza.  Tale  comunicazione  preventiva  e'
finalizzata ad illustrare in maniera sintetica la sostituzione che si
intende  apportare  sull'impianto,  allo  scopo  di  individuare   le
possibili  ripercussioni  sulla   sicurezza   e   sulla   regolarita'
dell'esercizio.
    L'Autorita' di sorveglianza valuta l'entita'  della  sostituzione
ed eventualmente, nel caso in cui sia ritenuto necessario il rilascio
del nulla osta tecnico, acquisisce la documentazione progettuale  per
la procedura approvativa e, successivamente,  dopo  il  rilascio  del
citato nulla osta  tecnico,  acquisisce  la  documentazione  di  fine
lavori ed effettua una visita di constatazione.
    Nel caso in cui la sostituzione sia  ritenuta  dall'Autorita'  di
sorveglianza  non  soggetta  ad  autorizzazione,   l'esercente   puo'
effettuare i lavori; il Direttore o il Responsabile dell'esercizio (o
l'Assistente Tecnico se previsto)  trasmette  la  relazione  di  fine
lavori  che  e'  acquisita  agli  atti  da  parte  dell'Autorita'  di
sorveglianza.
    Per  gli  impianti  realizzati  antecedentemente  all'entrata  in
vigore del decreto legislativo n. 210/2003  e'  possibile  utilizzare
componenti  realizzati  secondo  la  normativa  italiana  vigente  al
momento dell'entrata in vigore del decreto legislativo  n.  210/2003,
oppure componenti o sottosistemi simili  certificati,  purche'  siano
verificate le seguenti condizioni:
    a) compatibilita' dei componenti o sottosistemi  certificati  con
le altre parti dell'impianto con le quali essi si interfacciano;
    b) rispetto  dei  limiti  di  impiego  di  cui  ai  documenti  di
certificazione per i suddetti componenti o sottosistemi;
    c)  condizioni  di  sicurezza   almeno   equivalenti   a   quelle
originarie.
    Per qualsiasi  aggiornamento  che  la  ditta  costruttrice  delle
apparecchiature  elettriche  apporti  al  software  del  sistema   di
sorveglianza,  il  Direttore  o  il  Responsabile  dell'esercizio  (o
l'Assistente Tecnico se  previsto)  deve  essere  informato  mediante
opportuna  documentazione  e   gli   deve   essere   consegnata   una
dichiarazione   attestante   che   le   funzioni   di    sorveglianza
dell'impianto   risultano   efficienti   anche   a   seguito    degli
aggiornamenti. Il  Direttore  o  il  Responsabile  dell'esercizio  (o
l'Assistente Tecnico se previsto), in funzione dell'incidenza che gli
aggiornamenti eseguiti hanno avuto o potrebbero avere sulle  funzioni
di sicurezza, valuta se informare o meno l'Autorita' di sorveglianza.
    8.3. Regolazioni/interventi dell'impianto durante l'esercizio
    8.3.1. Regolazioni/interventi permanenti
    Al fine di  migliorare  la  regolarita'  dell'esercizio  il  Capo
servizio,  in  accordo  con  il  Direttore   dell'esercizio,   o   il
Responsabile  dell'esercizio  puo'   effettuare   delle   regolazioni
permanenti o piccoli interventi, agli  organi  dell'impianto  e  alle
tarature dei dispositivi di sorveglianza.
    Ogni modifica permanente alle tarature  deve  essere  autorizzata
preventivamente dal Direttore di esercizio/Responsabile di  esercizio
(o  dall'Assistente  Tecnico   se   previsto),   il   quale   ha   la
responsabilita' di verificare, se del caso in loco  ed  eventualmente
sentendo  la  ditta  costruttrice  dell'impianto,  l'idoneita'  della
modifica effettuata.
    Il  Direttore   di   esercizio/Responsabile   di   esercizio   (o
l'Assistente Tecnico se previsto) deve  notificare  all'Autorita'  di
sorveglianza   competente   per    territorio,    con    le    idonee
giustificazioni, le modifiche e gli interventi attuati, i  quali  non
possono in alcun caso avere rilievo sulle prestazioni dell'impianto.
    Non sono  soggette  alla  notifica  le  modifiche  permanenti  se
relative ad organi  ed  elementi  non  direttamente  interessanti  la
sicurezza.
    8.3.2. Regolazioni/interventi provvisori
    Il Capo servizio, in accordo con il Direttore o  il  Responsabile
dell'esercizio (o l'Assistente Tecnico se previsto),  puo'  apportare
modifiche provvisorie agli organi dell'impianto e alle  tarature  dei
dispositivi di sorveglianza quando queste siano  ritenute  necessarie
per concludere esclusivamente il servizio giornaliero,  a  condizione
che siano mantenute, adottando le necessarie misure di  compensazione
previste dal  costruttore,  condizioni  di  sicurezza  equivalenti  a
quelle iniziali. Il giorno successivo  l'esercizio  non  puo'  essere
ripreso.
    Nei tempi tecnici strettamente necessari, devono  successivamente
essere ripristinate le condizioni  iniziali  di  funzionamento  degli
organi e dei dispositivi di sorveglianza dell'impianto  sottoposti  a
modifica provvisoria e quindi potra' essere ripreso l'esercizio.
    8.3.3. Teleassistenza
    Alle condizioni riportate ai precedenti punti 8.3.1 e 8.3.2 sotto
la supervisione del Capo servizio e del Direttore o  il  Responsabile
dell'esercizio  (o  l'Assistente  Tecnico  se  previsto)   e   previa
predisposizione con apposita chiave  hardware  di  consenso  inserita
sull'impianto, e' ammesso l'intervento in teleassistenza della  ditta
costruttrice delle apparecchiature elettriche.
    La connessione «on line» dell'impianto e il relativo consenso per
la modifica dei parametri,  e'  consentita  solamente  per  il  tempo
strettamente necessario a svolgere tale operazione.
    La connessione deve avvenire  con  modalita'  che  assicurino  la
protezione da agenti esterni dei dati  trasmessi  attraverso  essa  e
quelli gia' presenti nel software.
    8.3.4. Registrazione sul Registro giornale
    Qualsiasi  modifica,  di  carattere   tanto   permanente   quanto
provvisoria,   deve   essere   annotata   sul    Registro    giornale
dell'impianto.
                   Capitolo 9 - Norme transitorie
    9.1 Disposizioni di esercizio
    9.1.1 Obblighi di adeguamento sull'esercizio
    Ove  non  diversamente  previsto  nelle   presenti   disposizioni
tecniche, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto tutte le disposizioni  di  esercizio  relative  agli
impianti esistenti devono essere adeguate ai contenuti  del  presente
decreto. L'esercente dovra' inviare all'Autorita' di sorveglianza, ai
fini  approvativi,  il  Regolamento  di  esercizio  con  i   relativi
allegati, tra i quali il Piano di evacuazione,  pena  la  revoca  del
nulla osta o dell'autorizzazione di cui all'art. 4  del  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 753/80, nonche' il Registro  giornale,
il Registro di controllo e  manutenzione,  il  Verbale  di  ispezione
annuale e il Rapporto di ammissibilita' sullo stato delle funi.
    9.1.2  Partecipazione   dell'Autorita'   di   sorveglianza   alle
ispezioni annuali
    A  partire  dall'anno  solare   2017,   la   periodicita'   della
partecipazione dell'Autorita' di sorveglianza alle ispezioni  annuali
su tutti gli impianti e' adeguata all'articolo 7.2.
    9.1.3 Modifiche al piano dei controlli
    Quando per effetto delle nuove  scadenze  di  cui  al  punto  2.1
dell'allegato al decreto del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti n. 203 di data 1° dicembre 2015 occorra modificare il piano
dei controlli non distruttivi  relativo  alle  revisioni  speciali  e
generali,  il  Direttore  o   il   Responsabile   dell'esercizio   (o
l'Assistente Tecnico se previsto), con  l'assistenza  di  un  esperto
qualificato di 3° livello secondo la UNI EN  ISO  9712  e  successive
eventuali modificazioni, d'intesa con la ditta costruttrice o sentita
una ditta specializzata qualora la predetta  ditta  costruttrice  non
sia  piu'  esistente,  individua  tutte  le  parti  dell'impianto  da
sottoporre  a  controlli   specifici,   indicando   la   difettosita'
ammissibile e le modalita' delle prove. Le indicazioni sui  controlli
da eseguire sono contenute nel nuovo piano dei controlli da  allegare
come documento specifico al manuale d'uso e manutenzione, di  cui  e'
parte integrante.
    9.1.4 Contenuti del piano dei controlli
    Il nuovo piano  dei  controlli,  di  cui  al  punto  9.1.3,  deve
prevedere controlli non distruttivi, a campione nel caso di revisioni
quinquennali, da  parte  di  personale  qualificato,  sugli  elementi
costruttivi,  sugli  organi  meccanici  e  sulle  relative  giunzioni
saldate, contro la cui rottura  non  esistono  efficaci  accorgimenti
tecnici atti a tutelare la sicurezza dei viaggiatori e del personale.
Il Direttore o il Responsabile dell'esercizio (o l'Assistente Tecnico
se previsto) o il Responsabile dell'esercizio (o l'Assistente tecnico
se previsto) deve  dare  esecuzione  al  piano  e  prevedere  che  il
rifacimento delle eventuali teste fuse per i dispositivi  di  attacco
delle funi portanti, traenti, zavorra  e  tenditrici  sia  effettuato
entro e non oltre i cinque anni precedenti. 

 

ANAC LINEE GUIDA RUP

In Gazzetta Ufficiale le Linee Guida Responsabile Unico del Procedimento (RUP)

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

DELIBERA 26 ottobre 2016 

Linee guida n. 3, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti «Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni». (Delibera n. 1096). (16A08166) (GU Serie Generale n.273 del 22-11-2016)

 

Scarica il testo della Determina ANAC DETERMINA RUP

Scarica il testo della Relazione AIR  ANAC RELAZIONE

Tra i passaggi delle Linee Guida da sottolineare il
punto 6 (Compiti del RUP per i lavori nella fase di esecuzione),
dove alla lettera d) troviamo scritto che il RUP
svolge, su delega del soggetto di cui all’articolo 26, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81, i compiti ivi previsti, qualora non sia prevista la predisposizione del piano di sicurezza e di coordinamento
OVVERO
nei cantieri PUBBLICI in TITOLO IV, in caso di impresa unica, il RUP redige il DUVRI!!!

Leggi il testo completo:

L’AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

I. Indicazioni di carattere generale in  materia  di  RUP,  ai  sensi
  dell’art. 213, comma 2, del codice dei contratti pubblici.
1. Ambito di applicazione.
  1.1. L’art. 31 individua le  funzioni  del  RUP  negli  appalti  di
lavori, servizi e forniture e nelle concessioni. Le  disposizioni  in
esso contenute  si  applicano  anche  alle  stazioni  appaltanti  che
ricorrono ai sistemi di acquisto e di negoziazione delle centrali  di
committenza o che operano in  aggregazione  e,  per  espresso  rinvio
dell’art.  114,  ai   settori   speciali   (gas,   energia   termica,
elettricita’, acqua, trasporti, servizi postali, sfruttamento di area
geografica). Disposizioni particolari sono, invece,  previste  per  i
servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura, per il  caso  di
appalti di particolare complessita’  e  per  gli  appalti  di  lavori
aggiudicati con la formula del contraente generale, mentre  la  norma
in esame non  si  applica  alle  stazioni  appaltanti  che  non  sono
pubbliche amministrazioni ed enti pubblici. Dette stazioni appaltanti
sono tenute  a  individuare,  secondo  i  propri  ordinamenti  e  nel
rispetto  dei  criteri  di  economicita’,  efficacia,  imparzialita’,
pubblicita’ e trasparenza, uno o piu’ soggetti cui affidare i compiti
propri del responsabile del procedimento, limitatamente  al  rispetto
delle norme del Codice alla cui osservanza sono tenute.
2. Nomina del responsabile del procedimento.
  2.1. Per ogni singola procedura di affidamento di un appalto  o  di
una  concessione,  le  stazioni  appaltanti,  con  atto  formale  del
responsabile dell’unita’ organizzativa, nominano un RUP per  le  fasi
della programmazione, progettazione, affidamento ed  esecuzione.  Per
gli affidamenti relativi a lavori, il RUP deve essere nominato  prima
del progetto di fattibilita’ tecnica ed  economica  e,  nel  caso  di
lavori  non  assoggettati  a  programmazione,  contestualmente   alla
decisione di realizzare gli stessi. Per i  servizi  e  le  forniture,
invece, il RUP deve essere nominato contestualmente alla decisione di
acquisire i servizi e le forniture.
  2.2. Il RUP, nell’esercizio delle sue  funzioni,  e’  qualificabile
come pubblico ufficiale.  Le  funzioni  di  RUP  non  possono  essere
assunte dal personale che versa nelle  ipotesi  di  cui  al  comma  2
dell’art. 42 del Codice, ne’ dai soggetti che sono stati  condannati,
anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel
capo I del titolo II del libro secondo del codice  penale,  ai  sensi
dell’art.  35-bis  del  decreto  legislativo  n.   165/2001,   stante
l’espresso divieto che la norma contiene in  ordine  all’assegnazione
di tali soggetti agli uffici preposti, tra l’altro,  all’acquisizione
di beni, servizi e forniture, anche con  funzioni  direttive,  tenuto
conto che le funzioni di RUP sono assegnate ex lege (art. 5, comma 2,
legge  7  agosto  1990,  n.  241)  al  dirigente  preposto  all’unita
organizzativa responsabile ovvero assegnate ai  dipendenti  di  ruolo
addetti all’unita’ medesima (art. 31,  comma  1,  terzo  periodo  del
Codice). Le funzioni di RUP devono  essere  svolte  nel  rispetto  di
quanto previsto  dal  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.
62/2013  e  dal  Codice  di  comportamento   adottato   da   ciascuna
amministrazione   aggiudicatrice,   nonche’   in   osservanza   delle
specifiche disposizioni contenute nel Piano triennale di  prevenzione
della corruzione adottato dall’amministrazione. Il ruolo di  RUP  e’,
di regola, incompatibile con le funzioni di commissario di gara e  di
presidente della commissione  giudicatrice  (art.  77,  comma  4  del
Codice), ferme restando le acquisizioni giurisprudenziali in  materia
di possibile coincidenza.
  2.3. Il Responsabile Unico del Procedimento deve essere  in  regola
con gli obblighi formativi di cui all’art. 7 decreto  del  Presidente
della Repubblica  n.  137/2012  «Regolamento  recante  riforma  degli
ordinamenti  professionali,  a  norma  dell’art.  3,  comma  5,   del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148».
  2.4. Il RUP svolge i propri compiti con il supporto dei  dipendenti
dell’amministrazione   aggiudicatrice.   Inoltre,   nel    caso    di
inadeguatezza dell’organico, il responsabile del procedimento propone
all’amministrazione aggiudicatrice l’affidamento delle  attivita’  di
supporto  obbligatorio  secondo  le  procedure  e  con  le  modalita’
previste dalla parte II, titolo I e titolo III, sez. II, capo III del
Codice. Gli affidatari  devono  essere  muniti  di  assicurazione  di
responsabilita’ civile professionale per  i  rischi  derivanti  dallo
svolgimento delle attivita’ di propria competenza. Gli affidatari dei
servizi  di  supporto  non  possono  partecipare  agli  incarichi  di
progettazione ovvero ad appalti  e  concessioni  di  lavori  pubblici
nonche’ a subappalti e cottimi dei lavori pubblici con riferimento ai
quali abbiano espletato  i  propri  compiti  direttamente  o  per  il
tramite di altro soggetto che  risulti  controllato,  controllante  o
collegato a questi ai sensi dell’art. 24, comma 7, del  Codice.  Alla
stazione  appaltante  e’  data  la  possibilita’  di  istituire   una
struttura stabile a supporto dei RUP e di conferire, su  proposta  di
quest’ultimo, incarichi a sostegno dell’intera procedura o  di  parte
di  essa,  nel  caso  di  appalti  di  particolare  complessita’  che
richiedano  necessariamente  valutazioni   e   competenze   altamente
specialistiche.
  2.5. Per i lavori  e  per  i  servizi  attinenti  all’ingegneria  e
all’architettura  il   RUP   deve   essere   un   tecnico   abilitato
all’esercizio della professione  o,  quando  l’abilitazione  non  sia
prevista  dalle  norme  vigenti,  un  funzionario  tecnico  anche  di
qualifica non dirigenziale.
   
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Le funzioni di RUP non possono essere assunte dal personale che versa
nelle ipotesi di cui al comma 2 dell’art.  42  del  Codice,  ne’  dai
soggetti che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in
giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo  II  del  libro
secondo del codice penale, ai  sensi  dell’art.  35-bis  del  decreto
legislativo n. 165/2001.
Il ruolo di RUP e’, di  regola,  incompatibile  con  le  funzioni  di
commissario di gara e di presidente  della  commissione  giudicatrice
(art. 77,  comma  4  del  Codice),  ferme  restando  le  acquisizioni
giurisprudenziali in materia di possibile coincidenza.
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3. Compiti del RUP in generale.
  3.1  Fermo  restando  quanto  previsto  dall’art.  31  e  da  altre
specifiche disposizioni del Codice,  nonche’  dalla  legge  7  agosto
1990,  n.  241,  il  RUP  vigila  sullo  svolgimento  delle  fasi  di
progettazione, affidamento ed esecuzione di ogni singolo intervento e
provvede a creare le condizioni affinche’  il  processo  realizzativo
risulti condotto in modo unitario in relazione ai tempi  e  ai  costi
preventivati, alla qualita’ richiesta, alla manutenzione programmata,
alla sicurezza e alla  salute  dei  lavoratori  e  in  conformita’  a
qualsiasi altra disposizione di legge in materia.
II. Compiti specifici del RUP, requisiti di professionalita’, casi di
  coincidenza del RUP con il progettista o il direttore dei lavori  o
  dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 31,  comma  5  del  Codice  dei
  contratti pubblici.
4. Requisiti di professionalita’ del RUP per appalti e concessioni di
  lavori.
  4.1. Il  RUP  deve  essere  in  possesso  di  specifica  formazione
professionale,  soggetta  a  costante  aggiornamento,  e  deve   aver
maturato un’adeguata esperienza professionale  nello  svolgimento  di
attivita’ analoghe a quelle  da  realizzare  in  termini  di  natura,
complessita’ e/o importo dell’intervento, alternativamente:
    a. alle dipendenze di stazioni appaltanti, nel  ruolo  di  RUP  o
nello svolgimento di mansioni nell’ambito tecnico/amministrativo;
    b. nell’esercizio di un’attivita’ di lavoro autonomo, subordinato
o di consulenza in favore di imprese operanti nell’ambito dei  lavori
pubblici o privati;
  4.2.  Nello  specifico,  per  quanto  concerne  gli  appalti  e  le
concessioni di lavori:
    a) per gli importi inferiori a  1.000.000,00  euro  il  RUP  deve
essere almeno in possesso di un diploma  rilasciato  da  un  istituto
tecnico superiore di secondo grado al termine di un  corso  di  studi
quinquennale (es. diploma di perito industriale, perito  commerciale,
perito agrario, agrotecnico,  perito  edile,  geometra/tecnico  delle
costruzioni, ecc.), in  possesso  di  un’anzianita’  di  servizio  ed
esperienza di  almeno  dieci  anni  nell’ambito  dell’affidamento  di
appalti e concessioni di lavori;
    b) per gli importi pari o superiori a 1.000.000,00 di euro il RUP
e inferiori alla soglia di cui all’art. 35 del Codice, deve essere in
possesso di una laurea triennale in architettura, ingegneria, scienze
e tecnologie agrarie, scienze e tecnologie  forestali  e  ambientali,
scienze e tecnologie geologiche o equipollenti,  scienze  naturali  e
abilitazione  all’esercizio  della  professione,  nelle  more   della
previsione di apposite sezioni speciali per l’iscrizione al  relativo
Albo. In ogni  caso  deve  possedere  un’anzianita’  di  servizio  ed
esperienza di almeno  cinque  anni  nell’ambito  dell’affidamento  di
appalti e concessioni  di  lavori.  Possono  svolgere,  altresi’,  le
funzioni di RUP i tecnici in possesso di diploma di  geometra/tecnico
delle costruzioni purche’ in possesso di un’anzianita’ di servizio ed
esperienza di almeno quindici anni  nell’ambito  dell’affidamento  di
appalti e concessioni di lavori;
    c) per gli importi pari o superiori alla soglia di  cui  all’art.
35 del  Codice,  il  RUP  deve  essere  in  possesso  di  una  laurea
magistrale o specialistica nelle materie indicate  alla  lettera  b),
abilitazione  all’esercizio  della  professione,  nelle  more   della
previsione di apposite sezioni speciali per l’iscrizione al  relativo
albo.  Deve,  inoltre,  possedere  un’anzianita’   di   servizio   ed
esperienza di almeno  cinque  anni  nell’ambito  dell’affidamento  di
appalti e concessioni di lavori.
  4.3. In ogni caso, a decorrere dalla data di entrata in vigore  del
nuovo sistema di qualificazione  delle  stazioni  appaltanti  di  cui
all’art. 38 del Codice, a prescindere dall’importo del contratto, per
i lavori particolarmente complessi, secondo  la  definizione  di  cui
all’art. 3, comma 1, lettera oo) del Codice, il RUP dovra’ possedere,
oltre ai requisiti di cui alla lettera c), la  qualifica  di  project
manager,   essendo   necessario   enfatizzare   le   competenze    di
pianificazione e gestione dello sviluppo di specifici progetti, anche
attraverso il coordinamento di tutte le risorse a disposizione, e gli
interventi finalizzati ad assicurare  l’unitarieta’  dell’intervento,
il raggiungimento degli obiettivi nei tempi e nei costi previsti,  la
qualita’ della prestazione e il controllo dei rischi.
   
===============
 Il RUP e’ in  possesso  di  titolo  di  studio  e  di  esperienza  e
formazione professionale commisurati alla tipologia e all’entita’ dei
lavori da  affidare.  Per  appalti  di  particolare  complessita’,  a
decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  del  nuovo  sistema  di
qualificazione delle stazioni  appaltanti  di  cui  all’art.  38  del
Codice, il RUP deve possedere anche la qualifica di project manager.
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5. Compiti del RUP  per  i  lavori,  nelle  fasi  di  programmazione,
  progettazione e affidamento.
  5.1. Indicazioni generali.
  5.1.1. I compiti fondamentali del RUP sono specificati all’art. 31,
comma 4, per le varie fasi del  procedimento  di  affidamento.  Altri
compiti assegnati al RUP sono individuati nel Codice in  relazione  a
specifici adempimenti che caratterizzano le fasi  dell’affidamento  e
dell’esecuzione  del  contratto.  Inoltre,  per  espressa  previsione
dell’art. 31, comma 3, il RUP, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n.
241,  svolge   tutti   i   compiti   relativi   alle   procedure   di
programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione previste dal
Codice, che non siano specificatamente attribuiti ad altri  organi  o
soggetti.
  5.1.2. Nella fase di programmazione,  il  RUP  formula  proposte  e
fornisce  dati  e  informazioni  utili,  oltre  che  al  fine   della
predisposizione del programma triennale dei  lavori  pubblici  e  dei
relativi aggiornamenti annuali, anche per  la  preparazione  di  ogni
altro atto di programmazione di contratti pubblici e  dell’avviso  di
preinformazione,  nelle   fasi   di   affidamento,   elaborazione   e
approvazione del  progetto  di  fattibilita’  tecnica  ed  economica,
definitivo ed esecutivo, nelle procedure di scelta del contraente per
l’affidamento di appalti e concessioni, in  occasione  del  controllo
periodico del  rispetto  dei  tempi  programmati  e  del  livello  di
prestazione, qualita’ e prezzo, nelle fasi di esecuzione  e  collaudo
dei lavori.
  5.1.3. Il responsabile del procedimento:
      a) promuove, sovrintende e coordina le  indagini  e  gli  studi
preliminari idonei a consentire la definizione degli aspetti  di  cui
all’art. 23, comma 1, del Codice;
      b) promuove l’avvio delle procedure di variante urbanistica;
      c)  svolge  le  attivita’  necessarie  all’espletamento   della
conferenza dei servizi, curando gli adempimenti di pubblicita’  delle
relative deliberazioni e assicurando l’allegazione del verbale  della
conferenza tenutasi sul progetto di fattibilita’ tecnica ed economica
posto  a  base  delle  procedure  di  appalto  di  progettazione   ed
esecuzione e di affidamento della concessione di lavori pubblici;
      d) individua i lavori di particolare rilevanza sotto il profilo
architettonico,  ambientale,  paesaggistico,  agronomo  e  forestale,
storico  artistico,   conservativo   o   tecnologico   accertando   e
certificando,  sulla  base   degli   atti   forniti   dal   dirigente
dell’amministrazione   aggiudicatrice   preposto    alla    struttura
competente, l’eventuale presenza, negli  interventi,  delle  seguenti
caratteristiche:
        1. utilizzo di materiali e componenti innovativi;
        2.  processi  produttivi  innovativi  o  di  alta  precisione
dimensionale e qualitativa;
        3. esecuzione in luoghi che presentano difficolta’  logistica
o particolari problematiche  geotecniche,  idrauliche,  geologiche  e
ambientali;
        4.  complessita’  di  funzionamento  d’uso  o  necessita’  di
elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalita’;
        5. esecuzione in ambienti aggressivi che,  come  tali,  siano
capaci di provocare malattie o alterazioni morbose a uomini e animali
o di distruggere e danneggiare piante e coltivazioni;
        6.  necessita’  di  prevedere  dotazioni  impiantistiche  non
usuali;
        7. complessita’ in relazione a particolari esigenze  connesse
a vincoli architettonici, storico-artistici o conservativi;
        8. necessita’ di un progetto elaborato in  forma  completa  e
dettagliata in tutte le  sue  parti,  architettonica,  strutturale  e
impiantistica;
      e) per la progettazione dei lavori di cui al  punto  precedente
fornisce indirizzi, formalizzandoli in apposito documento, in  ordine
agli  obiettivi  generali   da   perseguire,   alle   strategie   per
raggiungerli, alle esigenze e ai bisogni da  soddisfare,  fissando  i
limiti finanziari da rispettare e indicando i  possibili  sistemi  di
realizzazione da impiegare;
      f) per  la  progettazione  dei  lavori,  inoltre,  verifica  la
possibilita’ di ricorrere alle professionalita’ interne  in  possesso
di idonea competenza oppure propone l’utilizzo  della  procedura  del
concorso di progettazione o del concorso di idee;
      g)  in  relazione  alle  caratteristiche  e   alla   dimensione
dell’intervento, promuove e definisce, sulla base  delle  indicazioni
del dirigente preposto alla struttura  competente,  le  modalita’  di
verifica dei vari livelli  progettuali,  le  procedure  di  eventuale
affidamento a soggetti esterni delle attivita’ di progettazione e  la
stima dei corrispettivi, da inserire nel quadro economico;
      h) coordina le attivita’ necessarie alla redazione del progetto
di fattibilita’ tecnica ed economica, verificando che siano  indicati
gli indirizzi che devono essere seguiti  nei  successivi  livelli  di
progettazione e i diversi gradi di approfondimento  delle  verifiche,
delle rilevazioni e degli elaborati richiesti;
      i) coordina le attivita’ necessarie alla redazione del progetto
definitivo  ed  esecutivo,  verificando  che  siano   rispettate   le
indicazioni  contenute  nel  progetto  di  fattibilita’  tecnica   ed
economica;
      j) effettua, prima dell’approvazione del progetto  in  ciascuno
dei suoi livelli, le necessarie verifiche circa  la  rispondenza  dei
contenuti del documento  alla  normativa  vigente,  il  rispetto  dei
limiti finanziari, la stima dei costi e delle fonti di finanziamento,
la rispondenza dei prezzi  indicati  ai  prezziari  aggiornati  e  in
vigore,  e  l’esistenza  dei  presupposti   di   ordine   tecnico   e
amministrativo necessari per conseguire la piena disponibilita’ degli
immobili;
      k) svolge l’attivita’ di verifica dei progetti  per  lavori  di
importo inferiore a un  milione  di  euro,  anche  avvalendosi  della
struttura di cui all’art. 31, comma 9 del Codice;
      l) sottoscrive la validazione, facendo preciso  riferimento  al
rapporto conclusivo, redatto dal soggetto preposto alla  verifica,  e
alle eventuali controdeduzioni del progettista. In caso  di  dissenso
sugli  esiti  della  verifica,  il   RUP   e’   tenuto   a   motivare
specificatamente;
      m) nel caso di lavori eseguibili per lotti, accerta e attesta:
        1. l’avvenuta redazione, ai fini dell’inserimento nell’elenco
annuale, del progetto preliminare di fattibilita’  tecnico  economica
dell’intero lavoro e la sua articolazione per lotti;
        2.  la  quantificazione,  nell’ambito  del  programma  e  dei
relativi aggiornamenti, dei mezzi finanziari necessari per  appaltare
l’intero lavoro;
      n) propone  all’amministrazione  aggiudicatrice  i  sistemi  di
affidamento dei lavori, la tipologia di contratto  da  stipulare,  il
criterio  di  aggiudicazione  da  adottare;  nel  caso  di  procedura
competitiva con negoziazione e di procedura  negoziata  senza  previa
pubblicazione di  un  bando,  promuove  il  confronto  competitivo  e
garantisce  la  pubblicita’  dei  relativi  atti,  anche  di   quelli
successivi all’aggiudicazione;
      o) convoca e presiede, nelle procedure ristrette e nei casi  di
partenariato per l’innovazione  e  di  dialogo  competitivo,  ove  ne
ravvisi la necessita’, un incontro  preliminare  per  l’illustrazione
del progetto e per consentire osservazioni allo stesso;
      p) richiede all’amministrazione aggiudicatrice la nomina  della
commissione nel caso di  affidamento  con  il  criterio  dell’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa, indicando se ricorrono i presupposti
per la nomina di componenti interni o per la richiesta all’A.N.AC. di
una lista di candidati, ai sensi dell’art. 77, comma 3 del Codice;
      q) promuove l’istituzione dell’ufficio di direzione dei  lavori
e   accerta   sulla   base   degli   atti   forniti   dal   dirigente
dell’amministrazione   aggiudicatrice   preposto    alla    struttura
competente,  la  sussistenza  delle   condizioni   che   giustificano
l’affidamento dell’incarico a  soggetti  esterni  all’amministrazione
aggiudicatrice;
      r) accerta e certifica,  sulla  base  degli  atti  forniti  dal
dirigente dell’amministrazione aggiudicatrice preposto alla struttura
competente, le situazioni di carenza di organico  in  presenza  delle
quali le funzioni di collaudatore sono affidate  a  soggetti  esterni
alla stazione appaltante;
      s)   raccoglie,   verifica   e    trasmette    all’Osservatorio
dell’A.N.AC. gli elementi relativi agli interventi di sua  competenza
anche in relazione a quanto prescritto dall’art. 213,  comma  3,  del
Codice;
      t) raccoglie i dati e le informazioni relativi agli  interventi
di sua competenza e collabora con il responsabile  della  prevenzione
della  corruzione  in  relazione   all’adempimento   degli   obblighi
prescritti dall’art. 1, comma 32, della legge n. 190/2012 s.m.i.
   
===============
Nella fase di programmazione, il RUP formula proposte e fornisce dati
e informazioni utili al  fine  della  predisposizione  del  programma
triennale dei lavori pubblici e dei relativi aggiornamenti annuali  e
di ogni altro atto di programmazione.
===============
  5.2. Verifica della documentazione amministrativa da parte del RUP.
  Il controllo della documentazione  amministrativa,  e’  svolto  dal
RUP, da un seggio di  gara  istituito  ad  hoc  oppure,  se  presente
nell’organico   della   stazione   appaltante,   da    un    apposito
ufficio/servizio a  cio’  deputato,  sulla  base  delle  disposizioni
organizzative proprie della stazione appaltante. In ogni caso il  RUP
esercita una funzione di coordinamento e  controllo,  finalizzata  ad
assicurare il  corretto  svolgimento  delle  procedure  e  adotta  le
decisioni conseguenti alle valutazioni effettuate.
  5.3. Valutazione delle offerte anormalmente basse.
  Nel bando di gara la stazione appaltante  indica  se,  in  caso  di
aggiudicazione con il criterio  del  minor  prezzo,  la  verifica  di
congruita’ delle offerte e’ rimessa direttamente al RUP e se  questi,
in ragione della particolare complessita’ delle valutazioni  o  della
specificita’ delle competenze  richieste,  debba  o  possa  avvalersi
della struttura di supporto istituita ai sensi dell’art. 31, comma 9,
del  Codice,  o  di  commissione  nominata  ad  hoc.  Nel   caso   di
aggiudicazione  con  il  criterio  dell’offerta  economicamente  piu’
vantaggiosa   individuata   sulla   base   del    miglior    rapporto
qualita’/prezzo, invece, la verifica sulle offerte anormalmente basse
e’ svolta dal RUP con il supporto della commissione nominata ex  art.
77 del Codice.
   
===============
Nella fase dell’affidamento, il RUP si occupa  della  verifica  della
documentazione amministrativa ovvero, se questa  e’  affidata  ad  un
seggio  di  gara   istituito   ad   hoc   oppure   ad   un   apposito
ufficio/servizio  a  cio’  deputato,   esercita   una   funzione   di
coordinamento e controllo, e adotta  le  decisioni  conseguenti  alle
valutazioni effettuate.
===============
   
===============
Nel caso di aggiudicazione con il criterio del minor prezzo,  il  RUP
si occupa della verifica della congruita’ delle offerte. La  stazione
appaltante puo’ prevedere che il RUP possa o  debba  avvalersi  della
struttura di supporto o di una commissione nominata ad hoc. Nel  caso
di aggiudicazione con il criterio  dell’offerta  economicamente  piu’
vantaggiosa   individuata   sulla   base   del    miglior    rapporto
qualita’/prezzo, il RUP verifica la congruita’ delle offerte  con  il
supporto della commissione giudicatrice.
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6. Compiti del RUP per i lavori nella fase di esecuzione.
  Il responsabile del procedimento:
    a) impartisce  al  direttore  dei  lavori,  con  disposizioni  di
servizio, le istruzioni occorrenti a  garantire  la  regolarita’  dei
lavori. Autorizza il direttore dei lavori alla consegna dei lavori  e
svolge le attivita’ di accertamento della data di  effettivo  inizio,
nonche’ di ogni altro termine di realizzazione degli stessi;
    b) provvede, sentito il direttore dei lavori  e  il  coordinatore
della sicurezza in fase di esecuzione, a verificare  che  l’esecutore
corrisponda alle imprese  subappaltatrici  i  costi  della  sicurezza
relativi  alle  prestazioni  affidate  in  subappalto,  senza   alcun
ribasso;
    c) adotta gli atti di competenza a  seguito  delle  iniziative  e
delle segnalazioni del coordinatore  per  la  sicurezza  in  fase  di
esecuzione sentito il direttore dei lavori, laddove tali  figure  non
coincidano;
    d) svolge, su delega del soggetto di cui all’art.  26,  comma  3,
del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, i compiti ivi previsti,
qualora non sia prevista la predisposizione del piano di sicurezza  e
di coordinamento;
    e) assume il ruolo  di  responsabile  dei  lavori,  ai  fini  del
rispetto delle norme sulla sicurezza  e  salute  dei  lavoratori  sui
luoghi  di  lavoro.  Il  RUP,  nello  svolgimento  dell’incarico   di
responsabile dei lavori, salvo diversa indicazione e fermi restando i
compiti e le responsabilita’ di cui agli articoli 90,  93,  comma  2,
99, comma 1, e 101, comma 1, del decreto legislativo 9  aprile  2008,
n. 81 richiede la nomina del coordinatore per la sicurezza in fase di
progettazione  e  del  coordinatore  per  la  sicurezza  in  fase  di
esecuzione dei lavori e vigila sulla loro attivita’;
    f) prima della consegna dei lavori, tiene conto  delle  eventuali
proposte integrative  del  piano  di  sicurezza  e  di  coordinamento
formulate dagli operatori economici, quando tale piano  sia  previsto
ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
    g)  trasmette   agli   organi   competenti   dell’amministrazione
aggiudicatrice, sentito il direttore  dei  lavori,  la  proposta  del
coordinatore per l’esecuzione dei lavori relativa  alla  sospensione,
all’allontanamento  dell’esecutore  o  dei   subappaltatori   o   dei
lavoratori autonomi dal cantiere o alla risoluzione del contratto;
    h) accerta, in corso  d’opera,  che  le  prestazioni  oggetto  di
contratto di avvalimento  siano  svolte  direttamente  dalle  risorse
umane e strumentali  dell’impresa  ausiliaria  che  il  titolare  del
contratto  utilizza  in  adempimento  degli  obblighi  derivanti  dal
contratto di avvalimento, anche  facendo  ricorso  al  direttore  dei
lavori;
    i) predispone, con riferimento ai compiti  di  cui  all’art.  31,
comma 12 del Codice, un piano di verifiche da  sottoporre  all’organo
che lo ha  nominato  e,  al  termine  dell’esecuzione,  presenta  una
relazione sull’operato dell’esecutore e sulle  verifiche  effettuate,
anche a sorpresa;
    j) controlla il progresso e lo stato di  avanzamento  dei  lavori
sulla base delle evidenze e  delle  informazioni  del  direttore  dei
lavori, al fine del rispetto degli obiettivi dei  tempi,  dei  costi,
della qualita’ delle prestazioni  e  del  controllo  dei  rischi.  In
particolare verifica: le modalita’ di esecuzione dei lavori  e  delle
prestazioni in relazione  al  risultato  richiesto  dalle  specifiche
progettuali; il rispetto della normativa tecnica; il  rispetto  delle
clausole specificate nella documentazione contrattuale  (contratto  e
capitolati) anche attraverso le verifiche di cui all’art.  31,  comma
12 del Codice;
    k) autorizza le modifiche, nonche’ le varianti, dei contratti  di
appalto in corso di validita’ anche su  proposta  del  direttore  dei
lavori, con le modalita’  previste  dall’ordinamento  della  stazione
appaltante da cui il  RUP  dipende  in  conformita’  alle  previsioni
dell’art. 106 del Codice e, in particolare, redige  la  relazione  di
cui all’art. 106, comma 14, del Codice,  relativa  alle  varianti  in
corso d’opera, in cui sono riportate  le  ragioni  di  fatto  e/o  di
diritto  che  hanno  reso  necessarie  tali  varianti.  Il  RUP  puo’
avvalersi dell’ausilio del direttore dei  lavori  per  l’accertamento
delle condizioni che giustificano le varianti.
    l) approva i prezzi relativi a nuove lavorazioni  originariamente
non previste, determinati in contraddittorio  tra  il  direttore  dei
lavori e l’impresa affidataria,  rimettendo  alla  valutazione  della
stazione appaltante le variazioni di prezzo che  comportino  maggiori
spese rispetto alle somme previste nel quadro economico;
    m) irroga le penali per il ritardato adempimento  degli  obblighi
contrattuali in contraddittorio con l’appaltatore, anche  sulla  base
delle indicazioni fornite dal direttore dei lavori;
    n) ordina la sospensione  dei  lavori  per  ragioni  di  pubblico
interesse o  necessita’,  nei  limiti  e  con  gli  effetti  previsti
dall’art. 107 del Codice;
    o) dispone la ripresa dei lavori e dell’esecuzione del  contratto
non appena siano venute  a  cessare  le  cause  della  sospensione  e
indicare il nuovo termine di  conclusione  del  contratto,  calcolato
tenendo in considerazione la durata della sospensione e  gli  effetti
da questa prodotti;
    p)  in  relazione  alle  contestazioni   insorte   tra   stazione
appaltante ed esecutore circa aspetti tecnici  che  possono  influire
sull’esecuzione dei lavori, convoca le  parti  entro  il  termine  di
quindici giorni  dalla  comunicazione  del  direttore  dei  lavori  e
promuove, in contraddittorio, l’esame  della  questione  al  fine  di
risolvere la controversia;
    q) attiva la definizione con accordo bonario ai  sensi  dell’art.
205 del Codice delle controversie  che  insorgono  in  ogni  fase  di
realizzazione dei lavori e deve  essere  sentito  sulla  proposta  di
transazione ai sensi dell’art. 208, comma 3 del Codice;
    r) propone la costituzione del collegio consultivo tecnico di cui
all’art. 207 del Codice;
    s) propone la risoluzione o la modifica del contratto  ogni  qual
volta se ne realizzino i presupposti;
    t) rilascia il certificato di pagamento,  previa  verifica  della
regolarita’  contributiva  dell’affidatario  e  del   subappaltatore,
entro sette giorni dalla ricezione del SAL da parte del direttore dei
lavori, e lo invia alla stazione appaltante  ai  fini  dell’emissione
del mandato di pagamento da parte della stazione appaltante, che deve
intervenire  entro trenta  giorni  dalla   data   di   rilascio   del
certificato di pagamento oppure dalla data di ricezione della fattura
o della richiesta equivalente di pagamento  qualora  successiva  alla
data di rilascio del certificato di pagamento;
    u)  all’esito  positivo  del  collaudo  o   della   verifica   di
conformita’ rilascia il certificato di pagamento ai  sensi  dell’art.
101,  comma  4,  previa  verifica  della   regolarita’   contributiva
dell’affidatario e del subappaltatore;
    v)  rilascia   all’impresa   affidataria   copia   conforme   del
certificato di  ultimazione  dei  lavori  emesso  dal  direttore  dei
lavori;
    w) conferma il certificato di regolare esecuzione rilasciato  dal
direttore dei lavori nei casi in cui la stazione appaltante non abbia
conferito l’incarico di collaudo ai sensi dell’art. 102, comma 2, del
Codice;
    x) trasmette all’amministrazione aggiudicatrice, ai sensi  e  per
gli effetti delle disposizioni di cui al titolo II, capo  V,  sez.  I
del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214  e  di  quelli  di  cui  al
titolo II, capo I e capo II  del regio  decreto 13  agosto  1933,  n.
1038, nonche’ dell’art. 2 della legge 14 gennaio 1994, n.  20,  entro
sessanta  giorni  dalla   deliberazione   da   parte   della   stessa
sull’ammissibilita’  del  certificato  di  collaudo,  sulle   domande
dell’esecutore  e  sui  risultati  degli  avvisi  ai  creditori,   la
documentazione    relativa    alle    fasi    della    progettazione,
dell’affidamento e dell’esecuzione del contratto ed in particolare:
      1. il contratto, la relazione al conto finale,  gli  ordinativi
di pagamento con gli allegati documenti di svolgimento della spesa  a
essi relativa;
      2. la relazione dell’organo di collaudo  e  il  certificato  di
collaudo;
      3.  la  documentazione  relativa  agli  esiti   stragiudiziali,
arbitrali  o  giurisdizionali  del  contenzioso  sulle   controversie
relative a diritti soggettivi derivanti dall’esecuzione del contratto
di cui alla parte VI del codice;
    y) rilascia il certificato di esecuzione dei lavori  entro trenta
giorni dalla richiesta dell’esecutore, con le  modalita’  telematiche
stabilite dall’A.N.AC.
   
===============
Nella fase dell’esecuzione, il RUP,  avvalendosi  del  direttore  dei
lavori,  sovraintende  a  tutte   le   attivita’   finalizzate   alla
realizzazione degli interventi affidati, assicurando  che  le  stesse
siano  svolte  nell’osservanza  delle  disposizioni  di   legge,   in
particolare di quelle in materia di sicurezza e salute sui luoghi  di
lavoro, e garantendo il rispetto dei tempi di esecuzione previsti nel
contratto e la qualita’ delle prestazioni.
===============
7. Requisiti di professionalita’ del RUP per  appalti  di  servizi  e
  forniture e concessioni di servizi.
  7.1. Il RUP e’ in possesso  di  adeguata  esperienza  professionale
maturata  nello  svolgimento  di  attivita’  analoghe  a  quelle   da
realizzare  in  termini   di   natura,   complessita’   e/o   importo
dell’intervento, alternativamente:
    a) alle dipendenze di stazioni appaltanti, nel  ruolo  di  RUP  o
nello svolgimento di mansioni nell’ambito tecnico/amministrativo;
    b) nell’esercizio di un’attivita’ di lavoro autonomo, subordinato
o di consulenza in favore di imprese.
  7.2.  Il  RUP  e’  in  possesso   di   una   specifica   formazione
professionale soggetta a  costante  aggiornamento,  commisurata  alla
tipologia e  alla  complessita’  dell’intervento  da  realizzare.  Le
stazioni appaltanti devono inserire, nei  piani  per  la  formazione,
specifici interventi rivolti ai RUP, organizzati nel  rispetto  delle
norme e degli standard di conoscenza internazionali  e  nazionali  di
project  management,  in  materia  di  pianificazione,   gestione   e
controllo dei progetti, nonche’ in materia di uso delle tecnologie  e
degli strumenti informatici.
  7.3. Nello specifico:
    a) Per i servizi e le forniture di importo inferiore alle  soglie
di cui all’art. 35 del Codice, il RUP e’ in possesso  di  diploma  di
istruzione superiore di  secondo  grado  rilasciato  da  un  istituto
tecnico superiore al termine di un  corso  di  studi  quinquennale  e
un’anzianita’  di  servizio  ed  esperienza  di  almeno  cinque  anni
nell’ambito dell’affidamento di appalti e concessioni  di  servizi  e
forniture;
  Per i servizi e le forniture pari o superiore alle  soglie  di  cui
all’art. 35 del Codice, il RUP e’ in possesso di  diploma  di  laurea
triennale, magistrale o specialistica e di un’anzianita’ di  servizio
ed esperienza di almeno cinque anni nell’ambito  dell’affidamento  di
appalti e concessioni  di  servizi  e  forniture.  Possono  svolgere,
altresi’, le funzioni di RUP coloro che sono in possesso  di  diploma
di istruzione superiore di secondo grado rilasciato  da  un  istituto
tecnico superiore al termine di un  corso  di  studi  quinquennale  e
un’anzianita’  di  servizio  ed  esperienza  di  almeno  dieci   anni
nell’ambito dell’affidamento di appalti e concessioni  di  servizi  e
forniture;
    b) Per appalti che rivestono  particolare  complessita’,  vale  a
dire  che  richiedano  necessariamente   valutazioni   e   competenze
altamente specialistiche, e’ necessario, il possesso  del  titolo  di
studio nelle materie attinenti all’oggetto dell’affidamento. Per  gli
acquisti attinenti a categorie particolari di prodotti o servizi (es.
dispositivi medici, dispositivi antincendio, sistemi informatici)  la
stazione appaltante puo’ richiedere, oltre ai requisiti di anzianita’
di servizio ed esperienza di cui alle lettera a) e  b),  il  possesso
della laurea magistrale o quinquennale, di specifiche competenze  e/o
abilitazioni  tecniche  o   dell’abilitazione   all’esercizio   della
professione, se previsto dalle vigenti disposizioni di legge.
  In ogni caso, a decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo
sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti di  cui  all’art.
38 del Codice, a  prescindere  dall’importo  del  contratto,  il  RUP
dovra’ possedere, oltre ai requisiti  gia’  indicati  nella  presente
lettera,  la  qualifica  di  project  manager,   essendo   necessario
enfatizzare le competenze di pianificazione e gestione dello sviluppo
di specifici progetti, anche attraverso il coordinamento di tutte  le
risorse a disposizione, e gli interventi  finalizzati  ad  assicurare
l’unitarieta’ dell’intervento, il raggiungimento degli obiettivi  nei
tempi e nei costi  previsti,  la  qualita’  della  prestazione  e  il
controllo dei rischi.
   
===============
Il RUP e’  in  possesso  di  titolo  di  studio  e  di  esperienza  e
formazione professionale commisurati alla tipologia e all’entita’ dei
servizi e delle forniture da affidare.  Per  appalti  di  particolare
complessita’ il RUP deve possedere un titolo di studio nelle  materie
attinenti all’oggetto dell’affidamento e, a decorrere dalla  data  di
entrata in vigore del nuovo sistema di qualificazione delle  stazioni
appaltanti di cui all’art. 38  del  Codice,  anche  la  qualifica  di
project manager.
===============
8. Compiti del RUP per appalti di servizi e forniture  e  concessioni
  di servizi.
  8.1 .  Fermo  restando  quanto  previsto  dall’art.  31,  da  altre
specifiche disposizioni del Codice e dalla legge 7  agosto  1990,  n.
241, il RUP:
    a) in ordine alla singola  acquisizione,  formula  proposte  agli
organi competenti secondo l’ordinamento della singola amministrazione
aggiudicatrice e fornisce agli stessi dati e informazioni:
      1. nella fase di  predisposizione  ed  eventuale  aggiornamento
della programmazione ai sensi  dell’art.  31,  comma  4,  lettera  a)
Codice;
      2. nella  fase  di  procedura  di  scelta  del  contraente  per
l’affidamento dell’appalto;
      3. nella fase di monitoraggio dei tempi  di  svolgimento  della
procedura di affidamento;
      4. nelle fasi di esecuzione e verifica della conformita’  delle
prestazioni eseguite alle prescrizioni contrattuali;
    b) svolge, nei limiti  delle  proprie  competenze  professionali,
anche le funzioni di direttore dell’esecuzione del  contratto,  fermo
restando quanto previsto al punto 9.1;
    c) nel rispetto di quanto previsto dall’ordinamento della singola
amministrazione aggiudicatrice, in base all’art.  31,  comma  3,  del
codice:
      1. predispone o coordina la progettazione di cui  all’art.  23,
comma 14, del Codice,  curando  la  promozione,  ove  necessario,  di
accertamenti  e  indagini  preliminari   idonei   a   consentire   la
progettazione;
      2. coordina o  cura  l’andamento  delle  attivita’  istruttorie
dirette   alla   predisposizione   del   bando   di   gara   relativo
all’intervento;
    d) richiede all’amministrazione aggiudicatrice  la  nomina  della
commissione nel caso di  affidamento  con  il  criterio  dell’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa;
    e) svolge, in coordinamento con il direttore dell’esecuzione  ove
nominato, le  attivita’  di  controllo  e  vigilanza  nella  fase  di
esecuzione,   acquisendo    e    fornendo    all’organo    competente
dell’amministrazione aggiudicatrice,  per  gli  atti  di  competenza,
dati, informazioni ed elementi utili anche ai fini  dell’applicazione
delle penali, della  risoluzione  contrattuale  e  del  ricorso  agli
strumenti di risoluzione delle controversie, secondo quanto stabilito
dal codice, nonche’ ai fini  dello  svolgimento  delle  attivita’  di
verifica della conformita’ delle prestazioni eseguite con riferimento
alle prescrizioni contrattuali;
    f) autorizza le modifiche, nonche’ le varianti  contrattuali  con
le modalita’ previste dall’ordinamento della stazione  appaltante  da
cui il RUP dipende, nei limiti fissati dall’art. 106 del Codice;
    g) compie,  su  delega  del  datore  di  lavoro  committente,  in
coordinamento con  il  direttore  dell’esecuzione  ove  nominato,  le
azioni  dirette  a  verificare,  anche  attraverso  la  richiesta  di
documentazione, attestazioni e dichiarazioni, il rispetto,  da  parte
dell’esecutore, delle  norme  sulla  sicurezza  e  sulla  salute  dei
lavoratori sui luoghi di lavoro;
    h) svolge, su delega del soggetto di cui all’art.  26,  comma  3,
del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, i compiti ivi previsti;
    i)   provvede   alla   raccolta,    verifica    e    trasmissione
all’Osservatorio dell’A.NA.C. degli elementi relativi agli interventi
di sua competenza e collabora con il responsabile  della  prevenzione
della corruzione anche in relazione a quanto prescritto dall’art.  1,
comma 32, della legge n. 190/2012 e s.m.i.;
    j) trasmette, al soggetto incaricato dell’eventuale  verifica  di
conformita’:
      1. copia degli atti di gara;
      2. copia del contratto;
      3. documenti contabili;
      4. risultanze degli accertamenti della prestazione effettuata;
      5. certificati delle eventuali prove effettuate;
    k) conferma l’attestazione di regolare esecuzione  attestata  dal
direttore dell’esecuzione;
    l) predispone, con riferimento ai compiti  di  cui  all’art.  31,
comma 12 del Codice, un piano di verifiche da  sottoporre  all’organo
che lo ha nominato e,  al  termine  dell’esecuzione,  presentare  una
relazione sull’operato dell’esecutore e sulle  verifiche  effettuate,
anche a sorpresa.
  8.2. Lo svolgimento delle operazioni preliminari  alla  valutazione
delle  offerte  e  il  procedimento  di  valutazione  delle   offerte
anormalmente basse avviene ai sensi dei paragrafi 5.2 e 5.3.
   
===============
Il RUP, nelle procedure di affidamento  di  contratti  di  servizi  e
forniture, formula proposte agli organi competenti  e  fornisce  agli
stessi dati e informazioni nelle varie fasi della procedura. Fornisce
all’organo competente dell’amministrazione  aggiudicatrice,  per  gli
atti di competenza, dati, informazioni ed  elementi  utili  anche  ai
fini dell’applicazione delle penali, della risoluzione contrattuale e
del ricorso agli strumenti di risoluzione delle controversie, nonche’
ai  fini  dello  svolgimento  delle  attivita’  di   verifica   della
conformita’  delle  prestazioni   eseguite   con   riferimento   alle
prescrizioni contrattuali.
===============
9. Importo massimo e tipologia di lavori per  i  quali  il  RUP  puo’
  coincidere con il progettista o con il direttore dei lavori.
  9.1. Il RUP puo’ svolgere, per uno o piu’ interventi e  nei  limiti
delle  proprie  competenze  professionali,  anche  le   funzioni   di
progettista o di direttore  dei  lavori,  a  condizione  che  sia  in
possesso dei seguenti requisiti:
    a.  titolo  di  studio  richiesto  dalla  normativa  vigente  per
l’esercizio della specifica attivita’ richiesta;
    b. esperienza almeno triennale o  quinquennale,  da  graduare  in
ragione della complessita’ dell’intervento, in attivita’  analoghe  a
quelle da realizzare in termini di natura, complessita’  e/o  importo
dell’intervento;
    c. specifica formazione acquisita in materia  di  programmazione,
progettazione, affidamento ed esecuzione di opere e servizi pubblici,
da parametrare, ad  opera  del  dirigente  dell’unita’  organizzativa
competente, in relazione alla tipologia dell’intervento.
  Le funzioni di RUP, progettista e direttore dei lavori non  possono
coincidere  nel  caso  di  lavori  di  speciale  complessita’  o   di
particolare rilevanza sotto il  profilo  architettonico,  ambientale,
storico-artistico e conservativo, oltre che tecnologico, nonche’  nel
caso di progetti integrali ovvero di interventi di importo  superiore
a 1.500.000 di euro. Per gli appalti di importo inferiore a 1.000.000
di euro si applicano le disposizioni di cui  all’art.  26,  comma  6,
lettera d), e comma 7, del Codice.
10. Importo massimo e tipologia di servizi e forniture per i quali il
  RUP  puo’  coincidere  con  il  progettista  o  con  il   direttore
  dell’esecuzione del contratto.
  10.1. Il responsabile del procedimento  svolge,  nei  limiti  delle
proprie competenze professionali, anche le funzioni di progettista  e
direttore dell’esecuzione del contratto. Il direttore dell’esecuzione
del contratto e’ soggetto diverso dal responsabile  del  procedimento
nei seguenti casi:
    a. prestazioni di importo superiore a 500.000 euro;
    b.  interventi  particolarmente  complessi   sotto   il   profilo
tecnologico;
    c. prestazioni che richiedono  l’apporto  di  una  pluralita’  di
competenze  (es.  servizi  a  supporto  della   funzionalita’   delle
strutture sanitarie che comprendono trasporto, pulizie, ristorazione,
sterilizzazione, vigilanza, socio sanitario, supporto informatico);
    d. interventi caratterizzati dall’utilizzo  di  componenti  o  di
processi  produttivi  innovativi  o  dalla  necessita’   di   elevate
prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalita’;
    e. per ragioni concernente l’organizzazione interna alla stazione
appaltante, che impongano il coinvolgimento di  unita’  organizzativa
diversa da  quella  cui  afferiscono  i  soggetti  che  hanno  curato
l’affidamento.
   
===============
Il RUP puo’ svolgere, per uno o piu’ interventi e  nei  limiti  delle
proprie competenze professionali, anche le funzioni di progettista  o
di direttore lavori ovvero di direttore dell’esecuzione, a condizione
che sia  in  possesso  del  titolo  di  studio,  della  formazione  e
dell’esperienza professionale necessaria e che non intervengano cause
ostative  alla  coincidenza  delle  figure  indicate   nel   presente
documento.
===============
11. Responsabile del  procedimento  negli  acquisti  centralizzati  e
  aggregati.
  11.1 Fermo restando quanto previsto dall’art.  31  del  Codice,  le
stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori:
    a. nei casi di acquisti aggregati, nominano un  RUP  per  ciascun
acquisto.
Il RUP nominato dalla stazione appaltante, in  coordinamento  con  il
direttore dell’esecuzione, ove nominato, assume i  compiti  di  cura,
controllo e vigilanza del processo di  acquisizione  con  particolare
riferimento alle attivita’ di:
  1. programmazione dei fabbisogni;
  2.   progettazione,    relativamente    all’individuazione    delle
caratteristiche essenziali del fabbisogno o  degli  elementi  tecnici
per la redazione del capitolato;
  3. esecuzione contrattuale;
  4. verifica della conformita’ delle prestazioni.
Il RUP del modulo aggregativo svolge le attivita’ di:
  1. programmazione, relativamente alla raccolta  e  all’aggregazione
dei fabbisogni e alla calendarizzazione delle gare da svolgere;
  2. progettazione degli interventi con riferimento alla procedura da
svolgere;
  3. affidamento;
  4. esecuzione per quanto di competenza.
    b. nei casi  di  acquisti  non  aggregati  da  parte  di  unioni,
associazioni o consorzi, i comuni nominano il  RUP  per  le  fasi  di
competenza e lo stesso  e’,  di  regola,  designato  come  RUP  della
singola  gara  all’interno  del  modulo  associativo   o   consortile
prescelto, secondo le modalita’ previste dai rispettivi ordinamenti;
    c. in caso di acquisti gestiti integralmente, in ogni  fase,  dal
modulo associativo o consortile prescelto,  il  RUP  sara’  designato
unicamente da questi ultimi;
    d. nei casi in cui due o piu’ stazioni appaltanti che decidono di
eseguire congiuntamente appalti e concessioni specifici e che sono in
possesso, anche cumulativamente, delle necessarie  qualificazioni  in
rapporto al valore dell’appalto o della concessione, esse  provvedono
ad individuare un unico responsabile del procedimento in  comune  tra
le stesse, per ciascuna procedura secondo quando  previsto  dall’art.
37, comma 10 del Codice.
   
===============
In caso  di  acquisti  centralizzati  e  aggregati,  le  funzioni  di
responsabile del procedimento sono  svolte  dal  RUP  della  stazione
appaltante e dal RUP del modulo  aggregativo  secondo  le  rispettive
competenze, evitando la sovrapposizione di attivita’.
===============
  Delibera approvata dal Consiglio nella seduta del 26 ottobre 2016.
    Roma, 26 ottobre 2016

                                  Il Presidente: Cantone
                               ——-
    Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 10 novembre
2016.
Il Segretario: Esposito

 

 

 

FAV Conferenza Regioni

 

 

La Conferenza delle Regioni ha reso noto il testo ufficiale delle Linee Guida in Materia di Fibre Artificiali Vetrose (FAV) aggiornato al novembre 2016.

martedì 29 novembre 2016

Sanità – CONFERENZA STATO-REGIONI DEL 10.11.2016: Intesa recante Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV): Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute – Aggiornamento 2016 – Regioni.it 

CONFERENZA STATO-REGIONI DEL 10.11.2016: Intesa recante Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV): Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute – Aggiornamento 2016

 

CONFERENZA STATO-REGIONI DEL 10.11.2016: Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV): Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute – Aggiornamento 2016”. (SALUTE)
Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131.
Repertorio Atti n.: 211/CSR del 10/11/2016 
.

Accordi Formazione RSPP

PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE 19 AGOSTO 2016 L’ACCORDO STATO REGIONI FORMAZIONE RSPP (RESPONSABILI SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE)

 
CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
 
ACCORDO 7 luglio 2016
 
Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. (Rep. Atti n. 128/CSR). (16A06077) (GU Serie Generale n.193 del 19-8-2016).
 
 
 
L’Accordo Formazione RSPP entra in vigore con il giorno 4 settembre 2016.

 



Leggi l’accordo formazione RSPP:

 

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

ACCORDO  7 luglio 2016  

Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. (Rep. Atti n. 128/CSR). (16A06077)   (GU Serie Generale n.193 del 19-8-2016)

 

LA CONFERENZA PERMANENTE

PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI

E LE PROVINCE AUTONOME

DI TRENTO E BOLZANO

 Nella odierna seduta del 7 luglio 2016;

 Visto l’art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

 Visto il  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  recante:

«Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro», e, in particolare, l’art. 32, il quale  detta  disposizioni  relative  alla individuazione delle capacità e  dei  requisiti  professionali  dei responsabili e degli addetti dei servizi di prevenzione e  protezione (RSPP e ASPP);

Vista la nota n. 29700033137P del 24 maggio 2016, con la  quale  il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ufficio  legislativo, ha trasmesso l’Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e  gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai  sensi  dell’art. 32 del  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.  81  e  successive modificazioni, che e’ stato diramato alle Regioni  il  successivo  27 maggio 2016;

Considerato che, per l’esame  del  documento  in  parola  è  stata convocata una riunione, a livello tecnico, il  15  giugno  2016,  nel corso della quale sono state  condivisi  alcuni  perfezionamenti  del testo riferiti, tra l’altro, alla sostituzione del nuovo Allegato IV, concernente le «Indicazioni metodologiche  per  la  progettazione  ed erogazione dei corsi», specificamente: 1. Profili di competenza degli ASPP/RSPP; 2. Bisogni formativi  di  ASPP  E  RSPP;  3.  Il  Progetto formativo; 4. Verifiche in itinere e finale;

Considerato che, al riguardo,  il  Ministero  del  lavoro  e  delle politiche sociali, Ufficio legislativo, a seguito di quanto condiviso nel corso della citata  riunione  tecnica  del  15  giugno  2016,  ha trasmesso con nota n. 29/0003824/L  del  16  giugno  2016,  la  nuova formulazione dello schema di  accordo  in  argomento,  che  è  stata diramata, il 21 giugno 2016, alle Regioni ed alle Province autonome;

Considerato che, nella seduta di questa Conferenza le Regioni hanno espresso avviso favorevole sull’accordo in parola, con  le  modifiche condivise nella formulazione diramata il 21 giugno 2016;

Acquisito, pertanto, nel corso dell’odierna  seduta  l’assenso  del Governo, delle Regioni e delle Province autonome;

 

Sancisce accordo

tra il Governo, le  Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento  e Bolzano, sul documento, Allegato A)  parte  integrante  del  presente atto, relativo alla  individuazione  della  durata  e  dei  contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e  gli  addetti  dei servizi di prevenzione  e  protezione,  ai  sensi  dell’art.  32  del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

Roma, 7 luglio 2016

 

Il presidente: Costa

Il segretario: Naddeo

 

Leggi l’allegato in .pdf agli accordi stato regioni formazione rspp:  ACCORDI FORMAZIONE RSPP


 

APPROFONDIMENTI ED ULTERIORI INFORMAZIONI SUL SITO DI AiFOS

APPROFONDIMENTI ED ULTERIORI INFORMAZIONI SUL SITO DI AiFOS


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(Allegato 1 )

                                                           Allegato 1 

(articolo 1, comma 1, lettera l)

«Allegato XXXVI
Parte I - Grandezze fisiche concernenti l'esposizione ai campi
elettromagnetici.
Le seguenti grandezze fisiche sono utilizzate per descrivere
l'esposizione ai campi elettromagnetici:
l'intensita' di campo elettrico (E) e' una quantita' vettoriale
che corrisponde alla forza esercitata su una particella carica
indipendentemente dal suo movimento nello spazio. E' espressa in volt
per metro (Vm-1 ). E' necessario distinguere il campo elettrico
ambientale rispetto al campo elettrico presente all'interno del corpo
(in situ) a seguito dell'esposizione al campo elettrico ambientale;
la corrente attraverso gli arti (IL ) e' la corrente che
attraversa gli arti di una persona esposta a campi elettromagnetici
nell'intervallo di frequenze comprese tra 10 MHz e 110 MHz a seguito
del contatto con un oggetto in un campo elettromagnetico o del flusso
di correnti capacitive indotte nel corpo esposto. E' espressa in
ampere (A);
la corrente di contatto (IC ) e' una corrente che compare quando
una persona entra in contatto con un oggetto conduttore a diverso
potenziale elettrico all'interno di un campo elettromagnetico. E'
espressa in ampere (A). Una corrente di contatto stabile nel tempo si
verifica quando la persona e' in contatto continuo con un oggetto
all'interno di un campo elettromagnetico. Nel momento in cui si
stabilisce tale contatto, puo' verificarsi una scarica di scintille
con correnti transitorie associate;
la carica elettrica (Q) e' la grandezza impiegata per le scariche
elettriche ed e' espressa in coulomb (C);
l'intensita' di campo magnetico (H) e' una grandezza vettoriale
che, insieme all'induzione magnetica, specifica un campo magnetico in
qualunque punto dello spazio. E' espressa in ampere per metro (Am-1
);
l'induzione magnetica (B) e' una grandezza vettoriale che
determina una forza che agisce sulle cariche in movimento. E'
espressa in tesla (T). Nello spazio libero e nei materiali biologici
l'induzione magnetica e l'intensita' del campo magnetico sono
intercambiabili in base alla seguente equivalenza: intensita' di
campo magnetico (H) pari a 1 Am-1 = induzione magnetica (B) pari a 4π
10-7 T (circa 1,25 microtesla);
densita' di potenza (S). Questa grandezza si impiega nel caso
delle frequenze molto alte, per le quali la profondita' di
penetrazione nel corpo e' piccola. Si tratta della potenza radiante
incidente perpendicolarmente a una superficie, divisa per l'area
della superficie in questione; e' espressa in watt per metro quadrato
(Wm-2 );
assorbimento specifico di energia (SA). E' l'energia assorbita
per unita' di massa di tessuto biologico e si esprime in joule per
chilogrammo (Jkg-1 ). Nel presente decreto, questa grandezza e'
utilizzata per la definizione dei limiti per gli effetti sensoriali
derivanti da esposizioni a microonde pulsate;
tasso di assorbimento specifico di energia (SAR). Si tratta del
valore mediato, su tutto il corpo o su alcune parti di esso, del
tasso di assorbimento di energia per unita' di massa di tessuto
corporeo, ed e' espresso in watt per chilogrammo (Wkg-1 ). Il SAR
riferito a tutto il corpo (a corpo intero) e' una grandezza
ampiamente accettata per porre in rapporto gli effetti termici nocivi
(sanitari) all'esposizione alle radiofrequenze (RF). Oltre al valore
del SAR medio a corpo intero, sono necessari anche valori del SAR
locale per valutare e limitare la deposizione eccessiva di energia in
parti piccole del corpo conseguenti a particolari condizioni di
esposizione, quali ad esempio il caso di un individuo esposto a RF di
frequenze di pochi MHz (ad esempio provenienti da riscaldatori
dielettrici), e di individui esposti nel campo vicino di un'antenna.
Tra le grandezze sopra citate, possono essere misurate direttamente
l'induzione magnetica (B), la corrente di contatto (IC ), la corrente
attraverso gli arti (IL ), l'intensita' di campo elettrico (E),
l'intensita' di campo magnetico (H) e la densita' di potenza (S).
Parte II - Effetti non termici.
Valori limite di esposizione e valori di azione nell'intervallo di
frequenze tra 0 Hz E 10 Mhz.
A. Valori limite di esposizione (VLE).
I VLE per le frequenze inferiori a 1 Hz (tabella A1) sono limiti
per il campo magnetico statico, la cui misurazione non e' influenzata
dalla presenza del soggetto esposto.
I VLE per le frequenze comprese tra 1 Hz e 10 MHz (tabella A2) sono
limiti per i campi elettrici indotti all'interno del corpo (in situ)
a seguito dell'esposizione a campi elettrici e magnetici variabili
nel tempo.
VLE per l'induzione magnetica esterna a frequenze tra 0 e 1 Hz.
Il VLE relativo agli effetti sensoriali e' il VLE applicabile in
condizioni di lavoro normali (tabella A1) ed e' correlato alla
prevenzione di nausea e vertigini dovute a disturbi sull'organo
dell'equilibrio, e di altri effetti fisiologici, conseguenti
principalmente al movimento del soggetto esposto all'interno di un
campo magnetico statico.
Il VLE relativo agli effetti sanitari in condizioni di lavoro
controllate (tabella A1) e' applicabile su base temporanea durante il
turno di lavoro, ove giustificato dalla pratica o dal processo
produttivo, purche' siano state adottate le misure di prevenzione di
cui all'articolo 208, comma 4.

Tabella A1

VLE per l'induzione magnetica esterna (B0 ) per frequenze comprese
tra 0 e 1 Hz

+-----------------------+---------------------+
| | VLE relativi agli |
| | effetti sensoriali |
| | [T] |
+-----------------------+---------------------+
| Condizioni di lavoro | |
| normali | 2 |
+-----------------------+---------------------+
|Esposizione localizzata| |
| degli arti | 8 |
+-----------------------+---------------------+
| | VLE relativi agli |
| |effetti sanitari [T] |
+-----------------------+---------------------+
| Condizioni di lavoro | |
| controllate | 8 |
+-----------------------+---------------------+

VLE relativi agli effetti sanitari per il campo elettrico interno
(in situ) per frequenze comprese tra 1 Hz e 10 MHz.
I VLE relativi agli effetti sanitari (tabella A2) sono correlati
alla stimolazione elettrica di tutti i tessuti del sistema nervoso
centrale e periferico nel corpo, compresa la testa.

Tabella A2

VLE relativi agli effetti sanitari per l'intensita' di campo
elettrico interno a frequenze comprese tra 1 Hz e 10 MHz

Parte di provvedimento in formato grafico
Nota A2-1: f e' la frequenza espressa in hertz (Hz).
Nota A2-2: i VLE relativi agli effetti sanitari per il campo
elettrico interno sono riferiti al valore spaziale di picco
sull'intero corpo del soggetto esposto.
Nota A2-3: i VLE sono valori di picco temporali che sono pari ai
valori efficaci (RMS) moltiplicati per √2 per i campi sinusoidali.
Nel caso di campi non sinusoidali, la valutazione dell'esposizione
effettuata ai sensi dell'articolo 209 e' di norma basata sul metodo
del picco ponderato, come descritto negli strumenti tecnici e
specialistici per la riduzione dei livelli di rischio di cui
all'articolo 28, comma 3-ter, del presente decreto. In tale ambito
potranno altresi' essere indicate procedure alternative di
valutazione scientificamente provate e validate, che conducano a
risultati comparabili.
VLE relativi agli effetti sensoriali per il campo elettrico interno
(in situ) per frequenze comprese tra 1 Hz e 400 Hz.
I VLE relativi agli effetti sensoriali (tabella A3) sono correlati
agli effetti del campo elettrico interno sul sistema nervoso centrale
nella testa, tra cui fosfeni e modifiche minori e transitorie di
talune funzioni cerebrali.

Tabella A3

VLE relativi agli effetti sensoriali per il campo elettrico interno a
frequenze comprese tra 1 Hz e 400 Hz

=============================================
| | VLE relativi agli |
| | effetti sensoriali |
| Intervallo di | [Vm-1] (valore di |
| frequenza | picco) |
+=====================+=====================+
| 1 Hz ≤ f < 10 Hz | 0,7/f |
+---------------------+---------------------+
| 10 Hz ≤ f < 25 Hz | 0,07 |
+---------------------+---------------------+
| 25 Hz ≤ f ≤ 400 Hz | 0,0028 f |
+---------------------+---------------------+

Nota A3-1: f e' la frequenza espressa in hertz (Hz).
Nota A3-2: i VLE relativi agli effetti sensoriali per il campo
elettrico interno sono riferiti al valore di picco spaziale nella
testa del soggetto esposto.
Nota A3-3: i VLE sono valori di picco temporali che sono pari ai
valori efficaci (RMS) moltiplicati per √2 per i campi sinusoidali.
Nel caso di campi non sinusoidali, la valutazione dell'esposizione
effettuata ai sensi dell'articolo 209 e' di norma basata sul metodo
del picco ponderato, come descritto negli strumenti tecnici e
specialistici per la riduzione dei livelli di rischio di cui
all'articolo 28, comma 3-ter, del presente decreto. In tale ambito
potranno altresi' essere indicate procedure alternative di
valutazione scientificamente provate e validate, che conducano a
risultati comparabili.
B. Valori di azione (VA).
I valori di azione (VA), espressi nelle grandezze fisiche
misurabili di seguito riportate, consentono una valutazione
semplificata della conformita' ai pertinenti VLE. In particolare il
rispetto dei VA garantisce il rispetto dei pertinenti VLE, mentre il
superamento dei VA medesimi corrisponde all'obbligo di adottare le
pertinenti misure di prevenzione e protezione di cui all'articolo
210:
VA (E) inferiori e VA (E) superiori, per i campi elettrici
ambientali variabili nel tempo, come indicati nella tabella B1;
VA (B) inferiori e VA (B) superiori, per l'induzione magnetica
ambientale variabile nel tempo, come indicati nella tabella B2;
VA (IC ) per la corrente di contatto, come indicati nella tabella
B3;
VA (B0 ) per l'induzione magnetica di campi magnetici statici,
come indicati nella tabella B4.
I VA per E e B corrispondono ai valori del campo elettrico e
magnetico imperturbati, calcolati o misurati sul posto di lavoro
nello spazio occupato dal corpo del lavoratore, in assenza di questi.
Il valore di B0 non e' perturbato dalla presenza del soggetto
esposto.
Valori di azione (VA) per esposizione a campi elettrici.
I VA inferiori (tabella B1, seconda colonna) per il campo elettrico
ambientale sono stabiliti al fine di prevenire scariche elettriche
nell'ambiente di lavoro, e garantiscono il rispetto dei VLE (tabelle
A2 e A3).
I VA superiori (tabella B1, terza colonna) garantiscono anch'essi
il rispetto dei VLE (tabelle A2 e A3), ma non assicurano l'assenza di
scariche elettriche a meno che non siano intraprese le misure di
protezione di cui all'articolo 210, comma 5.

Tabella B1

VA per i campi elettrici ambientali a frequenze comprese tra 1 Hz e
10 MHz

Parte di provvedimento in formato grafico
Nota B1-1: f e' la frequenza espressa in hertz (Hz).
Nota B1-2: i VA (E) inferiori e i VA (E) superiori sono valori
efficaci (RMS) che sono pari ai valori di picco divisi per √2 per i
campi sinusoidali. Nel caso di campi non sinusoidali, la valutazione
dell'esposizione effettuata ai sensi dell'articolo 209 e' di norma
basata sul metodo del picco ponderato, come descritto negli strumenti
tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio di
cui all'articolo 28, comma 3-ter, del presente decreto. In tale
ambito potranno altresi' essere indicate procedure alternative di
valutazione scientificamente provate e validate, che conducano a
risultati comparabili.
Nota B1-3: i VA sono intesi come valori massimi calcolati o
misurati nello spazio occupato dal corpo del lavoratore. Cio'
comporta una valutazione dell'esposizione conservativa e, alla
conformita' rispetto a detti valori massimi, consegue la conformita'
automatica ai VLE in tutte le condizioni di esposizione non uniformi.
Al fine di semplificare la valutazione della conformita' ai VLE,
negli strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli
di rischio di cui all'articolo 28, comma 3-ter, del presente decreto
potranno essere indicati, sulla base di una dosimetria consolidata,
criteri relativi alla media spaziale dei campi misurati in specifiche
condizioni non uniformi, da utilizzare al posto del criterio del
valore massimo spaziale. Qualora si tratti di una sorgente molto
localizzata, distante pochi centimetri dal corpo, il campo elettrico
interno (in situ), e la conformita' ai VLE, possono essere
determinati caso per caso mediante dosimetria.
Valori di azione (VA) per esposizione a campi magnetici.
I VA superiori (tabella B2, terza colonna) garantiscono il rispetto
dei VLE relativi agli effetti sanitari correlati alla stimolazione
elettrica dei tessuti nervosi periferici e centrali (tabella A2).
L'osservanza dei VA superiori assicura che non siano superati i VLE
relativi agli effetti sanitari ma, se l'esposizione della testa
supera i VA inferiori per esposizioni a frequenze fino a 400 Hz, sono
possibili effetti sensoriali, come fosfeni o modifiche minori e
transitorie dell'attivita' cerebrale. In tal caso, ove giustificato
dalla pratica o dal processo produttivo, e' possibile applicare
l'articolo 208, comma 3, lettera b).
I VA inferiori (tabella B2, seconda colonna), garantiscono per le
frequenze al di sotto di 400 Hz il rispetto dei VLE relativi agli
effetti sensoriali (tabella A3), mentre per le frequenze al di sopra
di 400 Hz coincidono con i VA superiori assicurando il rispetto dei
VLE relativi agli effetti sanitari (tabella A2).
I VA per l'esposizione degli arti (tabella B2, quarta colonna)
garantiscono il rispetto dei VLE per gli effetti sanitari relativi
alla stimolazione elettrica dei tessuti limitatamente agli arti,
tenuto conto del fatto che il campo magnetico presenta un
accoppiamento piu' debole negli arti che nel corpo intero. Questi
valori possono essere utilizzati in caso di esposizione strettamente
confinata agli arti, restando ferma la necessita' di valutare il
rispetto dei VA su tutto il corpo del lavoratore.

Tabella B2

VA per i campi magnetici ambientali a frequenze comprese tra 1 Hz e
10 MHz

Parte di provvedimento in formato grafico
Nota B2-1: f e' la frequenza espressa in Hertz (Hz).
Nota B2-2: i VA (B) inferiori e i VA (B) superiori sono valori
efficaci (RMS) che sono pari ai valori di picco divisi per √2 per i
campi sinusoidali. Nel caso di campi non sinusoidali, la valutazione
dell'esposizione effettuata ai sensi dell'articolo 209 e' di norma
basata sul metodo del picco ponderato, come descritto negli strumenti
tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio di
cui all'articolo 28, comma 3-ter, del presente decreto. In tale
ambito potranno altresi' essere indicate procedure alternative di
valutazione scientificamente provate e validate, che conducano a
risultati comparabili.
Nota B2-3: i VA sono intesi come valori massimi calcolati o
misurati nello spazio occupato dal corpo del lavoratore. Cio'
comporta una valutazione dell'esposizione conservativa e, alla
conformita' rispetto a detti valori massimi, consegue la conformita'
automatica ai VLE in tutte le condizioni di esposizione non uniformi.
Al fine di semplificare la valutazione della conformita' ai VLE,
negli strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli
di rischio di cui all'articolo 28, comma 3-ter, del presente decreto
potranno essere indicati, sulla base di una dosimetria consolidata,
criteri relativi alla media spaziale dei campi misurati in specifiche
condizioni non uniformi, da utilizzare al posto del criterio del
valore massimo spaziale. Qualora si tratti di una sorgente molto
localizzata, distante pochi centimetri dal corpo, il campo elettrico
interno (in situ), e la conformita' ai VLE, possono essere
determinati caso per caso mediante dosimetria.

Tabella B3

VA per la corrente di contatto IC

Parte di provvedimento in formato grafico
Nota B3-1: f e' la frequenza espressa in chilohertz (kHz).
Valori di azione (VA) per l'induzione magnetica esterna (B0 ) di
campi magnetici statici ai fini della prevenzione da effetti e rischi
indiretti.

Tabella B4

VA per l'induzione magnetica di campi magnetici statici

Parte di provvedimento in formato grafico
Parte III - Effetti termici.
Valori limite di esposizione e valori di azione nell'intervallo di
frequenze tra 100 kHz e 300 GHz.
A. Valori limite di esposizione (VLE).
I VLE relativi agli effetti sanitari per le frequenze comprese tra
100 kHz e 6 GHz (tabella A1) sono riferiti alla potenza (energia per
unita' di tempo) assorbita per unita' di massa di tessuto corporeo,
derivante da esposizione a campi elettrici, magnetici, ed
elettromagnetici.
Il VLE relativo agli effetti sensoriali per le frequenze comprese
tra 0,3 e 6 GHz (tabella A2) e' riferito all'energia assorbita per
ogni piccola massa (10 g) di tessuto all'interno della testa,
derivante da esposizione a campi elettromagnetici, ed e' finalizzato
alla prevenzione degli effetti uditivi provocati da esposizioni della
testa a microonde pulsate.
I VLE relativi agli effetti sanitari per le frequenze superiori a 6
GHz (tabella A3) sono riferiti alla densita' di potenza di onda
elettromagnetica incidente sulla superficie corporea.

Tabella A1

VLE relativi agli effetti sanitari per esposizione a campi
elettromagnetici
a frequenze comprese tra 100 kHz e 6 GHz

allegato grafico campi elettromagnetici

Nota A1-1: il rispetto dei VLE sul SAR locale deve essere
assicurato in termini di valore medio su ogni elemento di massa pari
a 10 g di tessuto contiguo della parte del corpo interessata; il
massimo valore del SAR locale cosi' ottenuto deve essere impiegato
per la verifica di conformita' con il pertinente VLE. Tali elementi
di massa dovrebbero essere caratterizzati da proprieta' elettriche
approssimativamente omogenee. Il concetto di massa di tessuto
contiguo puo' essere utilizzato nella dosimetria numerica, nel cui
ambito puo' anche essere utilizzata una geometria semplificata, quale
una massa cubica o sferica di tessuto, date le difficolta' pratiche
di identificazione degli elementi contigui mediante misurazioni%0

    IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

  Visto il  decreto  legislativo  12  maggio  2015,  n.  71,  recante
attuazione della direttiva 2012/35/CE concernente i requisiti  minimi
di formazione per la gente di mare;
  Visto, in particolare, l’art. 5,  comma  3,  del  predetto  decreto
legislativo;
  Visto il codice della navigazione, approvato con regio  decreto  30
marzo 1942, n. 327;
  Visto il regolamento per l’esecuzione del codice della  navigazione
(navigazione marittima), approvato con decreto del  Presidente  della
Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328;
  Visto, in particolare, l’art. 123 del codice della navigazione;
  Vista la legge 21 novembre 1985,  n.  739,  recante  adesione  alla
Convenzione del 1978 sulle norme relative alla formazione della gente
di mare, al rilascio dei brevetti ed alla guardia, adottata a  Londra
il 7 luglio 1978, e sua esecuzione;
  Vista la Convenzione del 1978 sulle norme relative alla  formazione
della gente di mare,  al  rilascio  dei  brevetti  ed  alla  guardia,
adottata a Londra il 7 luglio 1978, e sua esecuzione;
  Viste le Risoluzioni 1 e 2  adottate  in  Manila  dalla  Conferenza
delle  Parti  alla  Convenzione  Internazionale  sugli  standard   di
addestramento e tenuta della guardia (Convenzione STCW) dal 21 al  25
giugno 2010;
  Visto il Codice di formazione della gente di mare, del rilascio dei
brevetti e della guardia (Codice  STCW),  adottato  dalla  conferenza
delle Parti della convenzione STCW con la risoluzione n. 2 del 1995;
  Vista la nota della  Direzione  generale  per  la  vigilanza  sulle
autorita’  portuali,  le  infrastrutture  portuali  ed  il  trasporto
marittimo e per via d’acqua interne protocollo numero 0027366 del  30
dicembre 2015; 

Decreta:

 
Titolo I

FIGURE PROFESSIONALI E CERTIFICATI

Art. 1 

Finalita’ e campo di applicazione

  1. Il decreto disciplina i requisiti richiesti  per  conseguire  il
certificato di competenza e il certificato di addestramento.
  2. Il decreto si applica ai  lavoratori  marittimi  iscritti  nella
matricole della gente di mare italiane  che  intendono  imbarcare  su
navi mercantili soggette alle disposizioni della Convenzione STCW, ai
sensi dell’art. 115 del codice della navigazione. 

 
Art. 2 

Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto, si applicano  le  definizioni  del
decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 71.

 
 
Art. 3 

Figure professionali e certificati

  1. Sono istituite le seguenti figure professionali:
    a) allievo ufficiale di coperta;
    b) allievo ufficiale di macchina;
    c) allievo ufficiale elettrotecnico, da  intendersi  una  persona
che  sta  effettuando   l’addestramento   per   diventare   ufficiale
elettrotecnico, designata come  tale  dalla  legge  nazionale  o  dai
regolamenti.
  2. I certificati di competenza e di addestramento per la sezione di
coperta sono:
    a) ufficiale di coperta;
    b) primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o  superiore
a 3000 GT;
    c) primo ufficiale di coperta su navi di stazza compresa tra  500
e 3000 GT;
    d) comandante su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT;
    e) comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT;
    f) comune di guardia di coperta;
    g) marittimo abilitato di coperta.
  3. I certificati di competenza e di addestramento per la sezione di
macchina sono:
    a) ufficiale di macchina;
    b) primo ufficiale  di  macchina  su  navi  con  apparato  motore
principale pari o superiore a 3000 Kw;
    c) primo ufficiale  di  macchina  su  navi  con  apparato  motore
principale tra 750 e 3000 Kw;
    d) direttore di macchina imbarcato su navi  con  apparato  motore
principale pari o superiore a 3000 Kw;
    e) direttore di macchina su navi con apparato  motore  principale
tra 750 e 3000 KW;
    f) ufficiale elettrotecnico;
    g) comune di guardia in macchina;
    h) marittimo abilitato di macchina;
    i) comune elettrotecnico.
  4. I certificati di competenza per i viaggi costieri sono:
    a) ufficiale di coperta su navi di stazza inferiore a 500 GT;
    b) comandante su navi di stazza inferiore a 500 GT.

 
Titolo II

FIGURE PROFESSIONALI E CERTIFICATI DI COPERTA

 
Art. 4

                    Allievo ufficiale di coperta

  1.  L’allievo  ufficiale  di  coperta  imbarca  in   attivita’   di
addestramento nei servizi attribuiti  agli  ufficiali  di  coperta  a
bordo di navi aventi stazza lorda pari o superiore a 500 GT.
  2. L’allievo ufficiale di coperta possiede i seguenti requisiti:
    a) essere iscritto nelle matricole della gente di mare  di  prima
categoria;
    b) aver compiuto il diciottesimo anno di eta’;
    c) essere in possesso di  un  diploma  di  scuola  secondaria  di
secondo ciclo dell’istituto tecnico indirizzo trasporti  e  logistica
opzioni conduzione del mezzo navale, che fornisce  le  conoscenze  di
cui alla sezione A-II/1 del codice STCW, riconosciuto  dal  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti;
    d) in alternativa al requisito di cui alla lettera c), essere  in
possesso di un titolo di studio conclusivo di un percorso di  secondo
ciclo, integrato dal previsto percorso formativo per gli  allievi  di
coperta di cui alla sezione A-II/1 del codice STCW;
    e)   aver   frequentato,   con   esito   favorevole,   il   corso
dell’addestramento di base (basic training).
  3. Il marittimo in possesso di un  titolo  di  studio  quinquennale
deve aver completato, con esito favorevole, il percorso di formazione
per allievi per il solo settore coperta, integrativo delle competenze
specifiche di settore, istituito dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti. Il percorso formativo e’ svolto  presso  gli  istituti
autorizzati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  4. L’allievo ufficiale di coperta riceve  al  momento  dell’imbarco
dalla compagnia di navigazione un libretto di addestramento  conforme
alle disposizioni impartite dal Ministero delle infrastrutture e  dei
trasporti, secondo la regola II/1  della  Convenzione  STCW  e  della
Sezione A-II/1 del codice STCW.

 
  Art. 5

                        Ufficiale di coperta

  1. L’ufficiale di coperta assume la responsabilita’ di una  guardia
in navigazione, a livello operativo, a bordo  di  navi  senza  limiti
riguardo alle caratteristiche e alla destinazione della nave.
  2. Per conseguire il certificato di ufficiale di coperta  occorrono
i seguenti requisiti:
    a) essere in possesso di  un  diploma  di  scuola  secondaria  di
secondo ciclo dell’istituto tecnico indirizzo trasporti  e  logistica
opzioni conduzione del mezzo navale, che fornisce  le  conoscenze  di
cui alla sezione A-II/1 del codice STCW, riconosciuto  dal  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti;
    b) in alternativa al requisito di cui alla lettera b), essere  in
possesso di un titolo di studio conclusivo di un percorso di  secondo
ciclo, integrato dal previsto percorso formativo di  coperta  di  cui
alla sezione A-II/1 del codice STCW;
    c) avere effettuato dodici mesi di navigazione  in  attivita’  di
addestramento sui compiti e sulle mansioni dell’ufficiale di  coperta
di cui alla sezione A-II/1 del codice STCW a  livello  operativo,  su
navi pari o superiori a 500  GT,  soggette  alle  disposizioni  della
Convenzione STCW. Tale addestramento  e’  annotato  sul  libretto  di
addestramento di cui all’art. 4, comma 4,  del  presente  decreto,  e
puo’ essere sostituito da trentasei mesi di navigazione  in  servizio
di  coperta  su  navi  pari  o  superiori  a  500  GT  soggette  alle
disposizioni della Convenzione STCW;
    d) aver svolto durante i  periodi  di  navigazione  di  cui  alla
lettera c), almeno sei mesi in servizio di guardia di  coperta  sotto
la supervisione del comandante, ovvero di  un  ufficiale  di  coperta
dallo stesso delegato;
    e) aver frequentato, con esito favorevole,  i  corsi  antincendio
avanzato, radar osservatore normale, radar  A.R.P.A.,  ECDIS,  bridge
resource management, leadership and teamwork, presso istituti, enti o
societa’ riconosciuti idonei dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, ed essere in possesso del certificato  di  primo  soccorso
sanitario (first aid) rilasciato e/o riconosciuto dal Ministero della
salute;
    f)  essere  in  possesso  dell’attestato  di   addestramento   di
marittimo abilitato ai mezzi  di  salvataggio  (MAMS)  istituito  dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
    g)  aver  sostenuto,  con  esito  favorevole,  un  esame  teorico
pratico, dopo il completamento del periodo  di  navigazione  previsto
alle lettere c) e d), sul possesso delle competenze  e  capacita’  di
eseguire i compiti e le mansioni dell’ufficiale  di  coperta  di  cui
alla sezione A-II/1 del codice STCW, a livello operativo.
  3. Nel caso in cui l’ufficiale di coperta  e’  addetto  a  svolgere
mansioni connesse ai servizi radio di bordo deve essere  in  possesso
di apposita abilitazione  rilasciata  o  riconosciuta  dal  Ministero
dello sviluppo economico, ai sensi delle Regole  IV/1  e  IV/2  della
Convenzione STCW.
  4. Nel caso in cui  l’ufficiale  di  coperta  non  e’  in  possesso
dell’addestramento per il sistema ECDIS, il certificato e’ rilasciato
con limitazioni per il sistema ECDIS.
  5. Nel caso in cui l’ufficiale di coperta e’  assegnato  dal  ruolo
d’appello alla conduzione del battello di emergenza  veloce  (MABEV),
deve possedere l’attestato di addestramento di marittimo abilitato ai
mezzi  di  salvataggio   veloci   istituito   dal   Ministero   delle
infrastrutture e dei trasporti.

 
Art. 6

Primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiore a  3000
                                 GT

  1. Il primo ufficiale di coperta assume la responsabilita’  di  una
guardia in navigazione, a livello direttivo, a bordo di  navi  aventi
una stazza pari o superiore a 3000 GT.
  2. Per conseguire il certificato di primo ufficiale di  coperta  su
navi di stazza pari o  superiore  a  3000  GT  occorrono  i  seguenti
requisiti:
    a) essere in possesso del certificato di ufficiale di coperta;
    b) essere in possesso di un diploma di scuola  secondaria  di  II
ciclo dell’istituto tecnico indirizzo trasporti e  logistica  opzioni
conduzione del mezzo navale, che fornisce le conoscenze di  cui  alla
sezione A-II/1 del codice  STCW,  riconosciuto  dal  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti;
    c) in alternativa al requisito di cui alla lettera b), essere  in
possesso di un titolo di studio conclusivo di un percorso di  secondo
ciclo, integrato dal previsto percorso formativo  per  l’acquisizione
delle competenze specifiche di coperta di cui alla sezione A-II/1 del
codice STCW;
    d) aver effettuato diciotto mesi di navigazione  in  qualita’  di
ufficiale di coperta responsabile di una guardia  in  navigazione,  a
livello operativo, su navi di stazza pari  o  superiore  a  3000  GT,
soggette  alle  disposizioni  impartite   dalla   Convenzione   STCW,
risultanti dal libretto di navigazione;
    e) aver completato un modulo formativo e di  addestramento  sugli
standard  specifici  della  sezione  A-II/2  del  codice   STCW   per
comandanti e primi  ufficiali.  Tale  modulo  e’  svolto  presso  gli
istituti  autorizzati  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti  relativamente  ad  un  percorso  formativo  relativo  alla
acquisizione delle competenze specifiche di coperta;
    f)  aver  frequentato,  con  esito   favorevole,   i   corsi   di
addestramento ECDIS, radar A.R.P.A.,  bridge  team  work,  e  ricerca
-salvataggio presso istituti, enti o societa’ riconosciuti idonei dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ed essere in possesso
del certificato di assistenza medica (medical  care)  rilasciato  e/o
riconosciuto dal Ministero della salute;
    g)  aver  sostenuto,  con  esito  favorevole,  un  esame  teorico
pratico, dopo il completamento del periodo  di  navigazione  previsto
alla lettera  d),  sul  possesso  delle  competenze  e  capacita’  di
eseguire i compiti e le mansioni di primo ufficiale di coperta di cui
alla sezione A-II/2 del codice STCW, a livello direttivo.
  3. Nel caso in cui il primo ufficiale di coperta su navi di  stazza
pari o superiore a 3000 GT non e’ in possesso dell’addestramento  per
il sistema ECDIS, il certificato e’ rilasciato con limitazioni per il
sistema ECDIS.
  4. Nel caso in cui il primo ufficiale di coperta su navi di  stazza
pari o superiori a 3000 GT e’  assegnato  dal  ruolo  d’appello  alla
conduzione del battello di emergenza veloce (MABEV),  deve  possedere
l’attestato di addestramento  di  marittimo  abilitato  ai  mezzi  di
salvataggio veloci istituito dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.

 
  Art. 7

Primo ufficiale di coperta su navi di stazza compresa tra 500 e  3000
                                 GT

  1. Il primo ufficiale di coperta su navi di stazza compresa tra 500
e 3000 GT assume la responsabilita’ di una guardia in navigazione,  a
livello direttivo, a bordo di navi aventi una stazza compresa tra 500
e 3000 GT.
  2. Per conseguire il certificato di primo ufficiale di  coperta  su
navi di stazza compresa tra  500  e  3000  GT  occorrono  i  seguenti
requisiti:
    a) essere in possesso del certificato di ufficiale di coperta;
    b) essere in possesso di un diploma di scuola  secondaria  di  II
ciclo dell’istituto tecnico indirizzo trasporti e  logistica  opzioni
conduzione del mezzo navale, che fornisce le conoscenze di  cui  alla
sezione A-II/1 del codice  STCW,  riconosciuto  dal  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti;
    c) in alternativa al requisito di cui alla lettera b), essere  in
possesso di un titolo di studio conclusivo di un percorso di  secondo
ciclo, integrato dal  percorso  formativo  per  l’acquisizione  delle
competenze specifiche di coperta  di  cui  alla  sezione  A-II/1  del
codice STCW;
    d) aver effettuato dodici mesi  di  navigazione  in  qualita’  di
ufficiale responsabile di  una  guardia  in  navigazione,  a  livello
operativo, su navi di stazza compresa tra 500  e  3000  GT,  soggette
alle disposizioni impartite dalla Convenzione  STCW,  risultanti  dal
libretto di navigazione;
    e) aver completato un modulo formativo e di  addestramento  sugli
standard  specifici  della  sezione  A-II/2  del  codice   STCW   per
comandanti e primi ufficiali. Tale modulo e’ svolto  presso  istituti
autorizzati  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti
relativamente ad  un  percorso  formativo  per  l’acquisizione  delle
competenze specifiche di coperta;
    f)  aver  frequentato,  con  esito   favorevole,   i   corsi   di
addestramento ECDIS, radar A.R.P.A., bridge team  work  e  ricerca  –
Salvataggio conseguito presso istituti, enti o societa’  riconosciuti
idonei dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  ed  essere
in possesso del  certificato  di  assistenza  medica  (medical  care)
rilasciato e/o riconosciuto dal Ministero della salute;
    g)  aver  sostenuto,  con  esito  favorevole,  un  esame  teorico
pratico, dopo il completamento del periodo  di  navigazione  previsto
alla lettera  d),  sul  possesso  delle  competenze  e  capacita’  di
eseguire i compiti e le mansioni di primo ufficiale di coperta di cui
alla sezione A-II/2 del codice STCW, a livello direttivo.
  3. Nel caso in cui il primo ufficiale di coperta su navi di  stazza
compresa tra 500 e 3000 GT non e’ in possesso dell’addestramento  per
il sistema ECDIS, il certificato e’ rilasciato con limitazioni per il
sistema ECDIS.
  4. Nel caso in cui il primo ufficiale di coperta su navi di  stazza
compresa tra 500 e 3000 GT e’  assegnato  dal  ruolo  d’appello  alla
conduzione del battello di emergenza veloce (MABEV),  deve  possedere
l’attestato di addestramento  di  marittimo  abilitato  ai  mezzi  di
salvataggio veloci istituito dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.

 
Art. 8

       Comandante su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT

  1. Il comandante assume il comando di navi aventi una stazza pari o
superiore a 3000 GT.
  2. Per conseguire il certificato di comandante su  navi  di  stazza
pari o superiore a 3000 GT occorrono i seguenti requisiti:
    a) essere in possesso  del  certificato  di  primo  ufficiale  di
coperta su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT;
    b) essere in possesso di un diploma di scuola  secondaria  di  II
ciclo dell’istituto tecnico indirizzo trasporti e  logistica  opzioni
conduzione del mezzo navale, che fornisce le conoscenze di  cui  alla
sezione A-II/1 del codice  STCW,  riconosciuto  dal  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti;
    c) in alternativa al requisito di cui alla lettera b), essere  in
possesso di un titolo di studio conclusivo di un percorso di  secondo
ciclo, integrato dal previsto percorso formativo  per  l’acquisizione
delle competenze specifiche di coperta di cui alla sezione A-II/1 del
codice STCW;
    d) aver effettuato trentasei mesi di navigazione in  qualita’  di
ufficiale di coperta responsabile di una guardia  in  navigazione  su
navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, soggette alle disposizioni
della Convenzione STCW, risultanti dal libretto  di  navigazione.  Il
periodo di navigazione e’ ridotto a trenta  mesi,  nel  caso  in  cui
dodici mesi di navigazione sono svolti in qualita’ di primo ufficiale
su navi  di  stazza  pari  o  superiore  a  3000  GT,  soggette  alle
disposizioni della Convenzione STCW, a livello direttivo,  risultanti
dal libretto di navigazione;
    e) aver completato un modulo formativo e di  addestramento  sugli
standard  specifici  della  sezione  A-II/2  del  codice   STCW   per
comandanti e primi  ufficiali.  Tale  modulo  e’  svolto  presso  gli
istituti  autorizzati  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti    relativamente    un    percorso    formativo    relativo
all’acquisizione delle competenze specifiche di coperta;
    f)  essere  in  possesso  dell’attestato  di   addestramento   di
marittimo abilitato ai mezzi di salvataggio veloci (MABEV)  istituito
dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. Nel caso in cui il comandante su navi di stazza pari o superiore
a 3000 GT non e’ in possesso dell’addestramento per il sistema  ECDIS
e  dell’addestramento  per  i  mezzi  di   salvataggio   veloci,   il
certificato e’ rilasciato con limitazioni all’imbarco su navi  dotate
di sistema ECDIS, ovvero dotate di mezzi di salvataggio veloci.

 
Art. 9

       Comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT

  1. Il comandante su navi di stazza  compresa  tra  500  e  3000  GT
assume il comando di navi aventi stazza compresa tra 500 e 3000 GT.
  2. Per conseguire il certificato di comandante su  navi  di  stazza
compresa tra 500 e 3000 GT occorrono i seguenti requisiti:
    a) essere in possesso  del  certificato  di  primo  ufficiale  di
coperta su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT;
    b) essere in possesso di un diploma di scuola  secondaria  di  II
ciclo dell’istituto tecnico indirizzo trasporti e  logistica  opzioni
conduzione del mezzo navale, che fornisce le conoscenze di  cui  alla
sezione A-II/1 del codice  STCW,  riconosciuto  dal  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti;
    c) in alternativa al requisito di cui alla lettera b), essere  in
possesso di un titolo di studio conclusivo di un percorso di  secondo
ciclo, integrato dal previsto percorso formativo  per  l’acquisizione
delle competenze specifiche di coperta di cui alla sezione A-II/1 del
codice STCW;
    d) aver effettuato trentasei mesi di navigazione in  qualita’  di
ufficiale di coperta responsabile di una guardia  in  navigazione  su
navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT, soggette alle disposizioni
della Convenzione STCW, risultanti dal libretto  di  navigazione.  Il
periodo di navigazione e’ ridotto a ventiquattro mesi,  nel  caso  in
cui dodici mesi di navigazione  sono  svolti  in  qualita’  di  primo
ufficiale su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT, soggette alle
disposizioni della Convenzione STCW, a livello direttivo,  risultanti
dal libretto di navigazione;
    e) aver completato un modulo formativo e di  addestramento  sugli
standard  specifici  della  sezione  A-II/2  del  codice   STCW   per
comandanti e primi  ufficiali.  Tale  modulo  e’  svolto  presso  gli
istituti  autorizzati  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti relativamente ad un percorso formativo  per  l’acquisizione
delle competenze specifiche;
    f)  essere  in  possesso  dell’attestato  di   addestramento   di
marittimo abilitato ai mezzi di salvataggio veloci (MABEV)  istituito
dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. Nel caso in cui il comandante su navi di stazza compresa tra 500
e 3000 GT non e’ in possesso dell’addestramento per il sistema  ECDIS
e  dell’addestramento  per  i  mezzi  di   salvataggio   veloci,   il
certificato e’ rilasciato con limitazioni all’imbarco su navi  dotate
di sistema ECDIS, ovvero dotate di mezzi di salvataggio veloci.

DECRETO 12 luglio 2016 

Modifiche relative ai contenuti degli allegati 3A e 3B del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e alle modalita’ di trasmissione dei dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori. (16A05823) (GU Serie Generale n.184 del 8-8-2016)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

                           di concerto con

                       IL MINISTRO DEL LAVORO
                      E DELLE POLITICHE SOCIALI

  Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008,  n.  81,  e  successive
modificazioni, recante «Attuazione dell’art. 1 della legge  3  agosto
2007, n. 123, in materia di  tutela  della  salute  e  sicurezza  nei
luoghi di lavoro» e, in particolare, gli articoli 40, 41 e 58;
  Visto il decreto-legge 31  maggio  2010,  n.  78,  recante  «Misure
urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’
economica», convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30  luglio
2010, n. 122, e in particolare l’art. 7,  comma  1,  che  prevede  la
soppressione dell’ISPESL e la contestuale attribuzione delle relative
funzioni all’INAIL sotto la vigilanza  del  Ministero  del  lavoro  e
delle politiche sociali e del Ministero della salute;
  Visto il decreto del Ministro della  salute,  di  concerto  con  il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  del  9  luglio  2012,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 luglio 2012, n. 173;
  Visto il decreto del Ministro della  salute,  di  concerto  con  il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  del  6  agosto  2013,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 settembre 2013, n. 212;
  Visto, in particolare, l’art. 4, comma  2,  del  citato  decreto  9
luglio  2012,  il  quale  prevede   che   sentite   le   associazioni
scientifiche del settore, con successivi  decreti  emanati  ai  sensi
dell’art. 40, comma 2-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008,  n.
81, possono essere apportate modifiche relative  ai  contenuti  degli
allegati 3A e 3B e alle modalita’ di trasmissione dei dati;
  Acquisite le proposte del tavolo di  lavoro  costituito  presso  la
Direzione generale della prevenzione sanitaria,  con  il  compito  di
procedere, con  il  contributo  delle  associazioni  scientifiche  di
settore, all’analisi dei dati trasmessi  dai  medici  competenti  con
l’allegato 3B pervenuti sino al 30 settembre 2014, per individuare le
modifiche da apportare per migliorare la qualita’ dei  dati  raccolti
con lo stesso allegato e la loro fruibilita’ per una prevenzione piu’
efficace;
  Acquisita l’intesa in Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano  alla
seduta del 26 maggio 2016 (Rep. atti n. 96/CSR);

                              Decreta:

                               Art. 1

  1. Al decreto  del  Ministro  della  salute,  di  concerto  con  il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del 9 luglio  2012,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
  a) all’art. 4, comma 1, dopo le  parole:  «esclusivamente  per  via
telematica,» sono inserite le seguenti:  «utilizzando  unicamente  la
predetta piattaforma,»;
  b) all’allegato I (Allegato 3A,  decreto  legislativo  n.  81/2008)
nella parte denominata «Contenuti minimi della comunicazione  scritta
del giudizio di idoneita’ alla mansione»  sono  soppresse  le  parole
«Firma del lavoratore» e la nota 13;
  c) l’allegato II (Allegato  3B,  decreto  legislativo  n.  81/2008)
«Contenuti e modalita’ di trasmissione delle informazioni relative ai
dati aggregati sanitari e di rischio dei  lavoratori»  e’  sostituito
dall’allegato al presente decreto.

    Art. 2

  1. Il presente decreto entra in vigore il  giorno  successivo  alla
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
  Il presente decreto e’ inviato agli  organi  di  controllo  per  la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica
italiana.
    Roma, 12 luglio 2016

                                             Il Ministro della salute
                                                             Lorenzin
Il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali
Poletti

 

(Allegato )

                                                             Allegato
                            «Allegato II
            (Allegato 3B, decreto legislativo n. 81/2008)
      Contenuti e modalita' di trasmissione delle informazioni
  relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori»
 allegato

 

D.Lgs 50-2016

In Gazzetta Ufficiale il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n.  50

Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. (16G00062)

 

Scarica il D.Lgs. 50 2016



 

D.Lgs 50-2016

In Gazzetta Ufficiale il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n.  50

Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. (16G00062)

 

Scarica il D.Lgs. 50 2016



 

PAT NOTIFICA PRELIMINARE TRENTO

La Provincia Autonoma di Trento ha reso noto che nei prossimi giorni prenderà avvio il “Sistema per la notifica preliminare online dei cantieri edili della Provincia di Trento”.

Si tratta di un sistema, accessibile dal Portale di servizi al cittadino (www.servizionline.provincia.tn.it), il cui fine è quello di informatizzare la trasmissione delle notifiche preliminari dei cantieri edili prevista dall’art. 99 del D.Lgs 81/08.

L’invio tramite il sistema permetterà ai soggetti interessati (impresa, cittadino, ente pubblico o loro delegato) di assolvere agli obblighi di legge e sostituirà la trasmissione del modulo cartaceo.

E’ previsto un periodo di sperimentazione (di circa due mesi) durante il quale sarà possibile inviare le notifiche con le attuali modalità o con il Sistema.

L’avvio a regime, ossia con obbligo di utilizzare esclusivamenrte il Sistema informativo, è previsto per il primo giugno 2016.

 

 

direttiva concessioni 2014/23/UEITACA: ANALISI DELLA DIRETTIVA 2014/23/UE IN MATERIA DI CONTRATTI DI CONCESSIONE

Si completa della parte relativa anche ai contratti di concessione il lavoro avviato ITACA in merito all’analisi delle nuove direttive europee in materia di appalti e concessioni.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel corso della seduta del 24 settembre u.s., ha infatti approvato il documento recante “Analisi della direttiva 2014/23/UE in materia di contratti di concessione”, che fa seguito al precedente studio relativo alla Direttiva 2014/24/UE in materia di appalti pubblici, approvato dalla Conferenza nella seduta del 19 febbraio 2015.
L’analisi, frutto del gruppo di lavoro “direttive contratti” coordinato dalle Regioni Veneto e Toscana, è stato realizzato tenendo conto della nuova direttiva concessioni che, diversamente dalla direttiva appalti, è di prima generazione, connotata pertanto da ampi margini di scelta da parte degli Stati membri in ordine alle sue modalità attuative. In fase di recepimento, quindi, il legislatore nazionale sarà tenuto a valutare se disciplinare le concessioni con norme di carattere generale, in linea con l’impostazione della Direttiva, o se per contro dettare norme di maggior dettaglio. Proprio per tali aspetti il documento di Itaca ha evidenziato gli istituti della direttiva concessioni che per una corretta applicazione delle nuove disposizioni europee richiedono uno specifico chiarimento normativo in fase di recepimento.
Tra i punti approfonditi nel documento, viene in particolare evidenziato il concetto di rischio operativo, valorizzato dalla nuova direttiva, da porre in capo al concessionario quale elemento essenziale e costitutivo del contratto di concessione, ponendo l’accento sull’importanza del Piano Economico Finanziario (PEF) sia in fase di gara che di gestione del contratto.

 

Nel documento sono stati ulteriormente approfondite alcune tematiche generali e trasversali alle tre direttive:
– il principio di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza;
– il tema del conflitto di interesse e della lotta alla corruzione;
– la liberta delle amministrazioni di organizzare l’esecuzione dei propri lavori e la prestazione dei propri servizi;
– la definizione dei servizi di interesse economico generale.
Il lavoro realizzato da ITACA potrà rappresentare un utile contributo al delicato processo di recepimento in atto, da parte dello Stato, delle nuove direttive comunitarie che vedrà riformata l’intera disciplina di settore.

ITACA_Analisi DIRETTIVA 2014/23/UE concessioni  
ITACA_Analisi DIRETTIVA 2014/24/UE appalti 

 

 

DOCUMENTO DI ANALISI DELLA DIRETTIVA 2014/23/UE IN MATERIA DI CONTRATTI DI CONCESSIONE

Il presente documento è stato approvato dalla Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio nella seduta del 16 settembre 2015, ed approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 24 settembre 2015.

Il documento, elaborato nell’ambito dell’AREA Contratti Pubblici di ITACA, è stata redatto da uno specifico Gruppo di lavoro “Direttiva Concessioni”, coordinato dalla dott.ssa Ivana Malvaso (Regione Toscana) e dalla dr.ssa Maria Grazia Bortolin (Regione Veneto), composto da:

Dr.ssa Cristina Bobbio, Regione Friuli Venezia-Giulia

Dr.ssa Maria Grazia Bortolin, Regione Veneto

Dr. Leonardo Caronna, Provincia autonoma di Trento

Avv. Michele Cozzio, Esperto

Dr.ssa Anna Danzi, FINCO

Dr. Stefano Farina, AiFOS

Dr.ssa Francesca Magliocchetti, ANIEM

Dr.ssa Ivana Malvaso, Regione Toscana

Dr. Pierdanilo Melandro, ITACA

Avv. Annalisa Messina, FINCO

Avv. Paolo Michiara, Esperto

Avv. Marco Mingrone, ANCPL – Legacoop

Dr.ssa Rita Pancher, Provincia autonoma di Trento

Prof. Avv. Mariano Protto, Esperto

Avv. Massimo Ricchi, Esperto – Componente STM – MIT*

Dr.ssa Stefania Rosi Bonci, Regione Umbria

Ing. Daniela Scaccia, ANAEPA Confartigianato

Ing. Giancarlo Teresi, Regione Siciliana

Dr. Franco Tumino, già ANSEB

Avv. Federico Ventura, Esperto

 

Hanno svolto il lavoro di supervisione e revisione:

Dr.ssa Cristiana Bobbio, Dr.ssa Maria Grazia Bortolin, Dr.ssa Ivana Malvaso, Dr. Pierdanilo Melandro, Avv. Massimo Ricchi.

 

* Il contributo è di esclusiva responsabilità dell’autore e non impegna in alcun modo l’Istituzione di appartenenza.

 

ITACA, organo di supporto tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, opera attraverso specifici gruppi di lavoro composti da funzionari e dirigenti regionali competenti in materia, organizzati nelle seguenti Aree tematiche: I. Contratti Pubblici, II. Sostenibilità Energetica e Ambientale, III. Sicurezza sul Lavoro, IV. Legalità e Trasparenza, V. Capitolati tecnici e Prezzari, VI. Edilizia e Governo del Territorio, VII. Osservatorio Regionale Appalti, VIII. Partenariato Pubblico Privato.

COMMISSIONE INFRASTRUTTURE, MOBILITA’ E GOVERNO DEL TERRITORIO è una delle Commissioni permanenti istituite dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di supporto alle decisioni dell’Assemblea dei Presidenti regionali in ordine ai temi inerenti lo sviluppo delle infrastrutture per la mobilità, del trasporto in tutte le sue modalità e, in particolare, del trasporto pubblico locale, e infine sui temi degli appalti pubblici e concessioni. La Commissione si avvale di un coordinamento tecnico composto da funzionari e dirigenti regionali competenti per materia.


Di seguito riportiamo la prefazione al documento elaborato dal Gruppo di Lavoro “direttive contratti”

 

PREFAZIONE

Itaca nel suo ruolo di supporto alla Conferenza delle Regioni e agli operatori pubblici e privati che operano negli appalti ha avviato, nel 2014, un lavoro di analisi delle nuove direttive

europee in materia di appalti e concessioni, partendo dalla direttiva che disciplina gli appalti di forniture, servizi e lavori, la 24/2014.

Tale lavoro costituisce attuazione dell’iniziativa assunta dal Gruppo di lavoro “Contratti pubblici” allo scopo di rispondere ad un segnale diffuso di necessità di conoscenza delle

rilevanti e significative innovazioni che interesseranno lo strategico settore degli appalti pubblici con il recepimento delle tre Direttive europee pubblicate nel mese di marzo del 2014.

Il lavoro di analisi è stato avviato in prima battuta attraverso un Gruppo di lavoro ristretto “Direttive appalti” istituito, nell’ambito del Gruppo di lavoro “Direttive UE Appalti Pubblici”,

il 18 maggio 2014 all’interno dell’Area tematica “Contratti pubblici”. Il Documento di analisi della direttiva 24/2014 è stato approvato dalla Conferenza delle Regioni il 18 febbraio 2015.

Nel mese di marzo 2015 l’attività è proseguita attraverso l’avvio del lavoro di analisi della Direttiva 23/2014 che disciplina le concessioni di servizi e lavori.

A tal fine è stato ricostituito un gruppo di lavoro “Direttive Concessioni” composto da funzionari pubblici, rappresentanti delle categorie imprenditoriali ed esperti del settore, che ha

lavorato alla stesura del documento.

Il gruppo ristretto, in continuità con il lavoro svolto per la direttiva appalti, ha proceduto con un approccio tecnico e neutrale all’analisi del testo delle disposizioni della direttiva e dei

considerando al fine di evidenziare le opportunità e le criticità delle nuove regole sulle Concessioni di lavori e servizi – senza assumere posizioni al riguardo- tenendo conto anche

delle finalità e priorità che hanno ispirato il legislatore comunitario della riforma.

Il lavoro di analisi è stato sviluppato tenendo conto che la Direttiva Concessioni è, diversamente dalla Direttiva 24/2014, di prima generazione, connotata pertanto

dall’ampiezza dei margini di scelta degli stessi Stati membri sulle sue modalità attuative, sicché in fase di recepimento il legislatore nazionale è chiamato a valutare se disciplinare le

concessioni con norme di carattere generale in linea con l’impostazione della Direttiva, o se per contro dettare norme di maggior dettaglio. Per questo aspetto, il documento di analisi ha

evidenziato gli istituti della Direttiva concessioni che per una corretta applicazione delle nuove disposizioni europee richiedono uno specifico chiarimento normativo in fase di

recepimento.

Per altro verso la Direttiva concessioni in alcune disposizioni si sovrappone alla Direttiva 2014/24/UE. Tale sovrapposizione deve essere analizzata, però, tenendo conto della diversa

configurazione e definizione del contratto di appalto e del contratto di concessione. In tal senso, nel documento di analisi è stata sottolineata l’esigenza di considerare e specificare in

sede di recepimento il peculiare significato che queste regole sono suscettibili di assumere quando riferite al contratto di concessione.

Nello svolgimento del lavoro è stato in particolare approfondito il concetto di rischio operativo valorizzato dalla nuova direttiva da porre in capo al concessionario quale elemento

essenziale e costitutivo del contratto di concessione, ponendo l’accento sull’importanza del Piano Economico Finanziario (PEF) sia in fase di gara che di gestione del contratto.

Nel documento sono stati ulteriormente approfondite alcune tematiche generali e trasversali alle tre direttive quali quelle relative:

– al principio di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza;

– al tema del conflitto di interesse e lotta alla corruzione;

– alla liberta delle amministrazioni di organizzare l’esecuzione dei propri lavori e la prestazione dei propri servizi;

– alla definizione dei servizi di interesse economico generale.

L’analisi contenuta nel presente documento va quindi ad integrare anche l’analisi contenuta in relazione a tali argomenti nel precedente lavoro.

La conoscenza e l’analisi approfondita dei contenuti della Direttiva costituisce il punto di partenza per poter recepire le disposizioni che, come detto, per la prima volta introducono una

disciplina ad hoc per le concessioni di lavori e servizi. Questo esame costituisce un elemento necessario per il ruolo che la Conferenza delle Regioni sarà chiamata a svolgere ai fini del

rilascio del parere sul testo di recepimento e per esprimere le proprie posizioni sulle scelte che il legislatore dovrà operare, in particolare in relazione alle disposizioni a recepimento

facoltativo.

Anche nella stesura di questa analisi, con un approccio operativo, sono state messe a confronto le nuove disposizioni con le disposizioni contenute in tema di concessioni di lavori

nella direttiva 18/2004 e con quelle contenute nell’attuale normativa nazionale.

Durante l’analisi sono state evidenziate:

▪ la previsione di disposizione a recepimento obbligatorio o facoltativo;

▪ la presenza nei considerando di previsioni che andrebbero trasfuse in articoli, in quanto contenenti elementi per la corretta applicazione della direttiva;

▪ opportunità che in fase di recepimento potrebbero essere colte dal legislatore nazionale;

▪ criticità presenti anche in relazione all’attuale assetto normativo che andrebbero tenute in considerazione;

▪ l’impatto delle disposizioni sulle MPMI.

Il documento, come il precedente, evidenzia per ogni articolo i collegamenti con i considerando e i corrispondenti articoli della precedente direttiva 18/2004, contiene l’analisi

della disposizione, le opportunità, le criticità e l’impatto sulle MPMI.

La seguente analisi ha preso in considerazione gli articoli da 1 a 45, il gruppo di lavoro si è soffermato maggiormente su quegli articoli che contengono disposizioni innovative di

particolare rilievo o per le quali, all’interno del nostro ordinamento, sono presenti delle criticità applicative, che possono essere risolte in fase di recepimento.

Per ogni articolo è stata redatta una scheda di sintesi quale strumento più agevole nella fase di esame anche del testo di recepimento che sarà predisposto dal nostro legislatore.

 

Dr.ssa Ivana Malvaso

Coordinamento GdL “Direttive Concessioni” ITACA

 

Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

Formazione E-Learning Coordinatori: Modulo giuridico ed aggiornamento dei coordinatori possono svolgersi in modalità e-learning

 

DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 151 

Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunita’, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00164) (GU Serie Generale n.221 del 23-9-2015 – Suppl. Ordinario n. 53)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/09/2015

art. 20 comma 1 lettera o)

All’articolo 98, comma 3, sono inseriti,  in  fine,  i  seguenti periodi: «L’allegato  XIV  e’  aggiornato  con  accordo  in  sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano. I corsi di cui all’allegato XIV,  solo  per  il  modulo  giuridico  (28  ore),  e  i   corsi   di aggiornamento possono svolgersi in modalita’ e-learning nel  rispetto di quanto previsto dall’allegato I dell’Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano del 21 dicembre 2011 emanato  per  la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2.»  “

 

 

Formazione E-Learning Coordinatori: E’ ormai ufficiale quanto più volte ribadito in merito all’aggiornamento dei coordinatori in modalità e-learning.
Il D.Lgs. 151/2015 conferma la possibilità di effettuare la  formazione e-learning coordinatori (modulo giuridico) ed il loro aggiornamento in modalità e-learning.

Ecco il testo completo dell’articolo 98, così come modificato dal D.Lgs. 151/2015 e che si riferisce alla Formazione E-Learning Coordinatori:

Art. 98. Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori

1. Il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l’esecuzione dei lavori devono essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:
(comma così modificato dall’art. 66 del d.lgs. n. 106 del 2009)

a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM-69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 2004, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno;
b) laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al predetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorative nel settore delle costruzioni per almeno due anni;
c) diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno tre anni.

2. I soggetti di cui al comma 1, devono essere, altresì, in possesso di attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza organizzato dalle regioni, mediante le strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione e della formazione professionale, o, in via alternativa, dall’ISPESL, dall’INAIL, dall’Istituto italiano di medicina sociale, dagli ordini o collegi professionali, dalle università, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori o dagli organismi paritetici istituiti nel settore dell’edilizia. Fermo restando l’obbligo di aggiornamento di cui all’allegato XIV, sono fatti salvi gli attestati rilasciati nel rispetto della previgente normativa a conclusione di corsi avviati prima della data di entrata in vigore del presente decreto.
(comma così modificato dall’art. 66 del d.lgs. n. 106 del 2009)

3. I contenuti, le modalità e la durata dei corsi di cui al comma 2 devono rispettare almeno le prescrizioni di cui all’allegato XIV. L’allegato  XIV  e’  aggiornato  con  accordo  in  sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano. I corsi di cui all’allegato XIV,  solo  per  il  modulo  giuridico  (28  ore),  e  i   corsi   di aggiornamento possono svolgersi in modalita’ e-learning nel  rispetto di quanto previsto dall’allegato I dell’Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano del 21 dicembre 2011 emanato  per  la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2.
(comma così modificato dall’art. 20 del d.lgs. n. 151 del 2015)

4. L’attestato di cui al comma 2 non è richiesto per coloro che, non più in servizio, abbiano svolto attività tecnica in materia di sicurezza nelle costruzioni, per almeno cinque anni, in qualità di pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio e per coloro che producano un certificato universitario attestante il superamento di un esame relativo ad uno specifico insegnamento del corso di laurea nel cui programma siano presenti i contenuti minimi di cui all’allegato XIV, o l’attestato di partecipazione ad un corso di perfezionamento universitario i cui programmi e le relative modalità di svolgimento siano conformi all’allegato XIV. L’attestato di cui al comma 2 non è richiesto per coloro che sono in possesso della laurea magistrale LM-26.
(comma così modificato dall’art. 66 del d.lgs. n. 106 del 2009)

5. Le spese connesse all’espletamento dei corsi di cui al comma 2 sono a totale carico dei partecipanti.

6. Le regioni determinano la misura degli oneri per il funzionamento dei corsi di cui al comma 2, da esse organizzati, da porsi a carico dei partecipanti.

 

 

ALLEGATO XIV – Contenuti minimi del corso di formazione per i coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori
(così sostituito dall’allegato XIV al d.lgs. n. 106 del 2009)

PARTE TEORICA

Modulo giuridico per complessive 28 ore

• La legislazione di base in materia di sicurezza e di igiene sul lavoro; la normativa contrattuale inerente gli aspetti di sicurezza e salute sul lavoro; la normativa sull’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
• Le normative europee e la loro valenza; le norme di buona tecnica; le direttive di prodotto;
• Il Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare riferimento al Titolo I. I soggetti del Sistema di Prevenzione Aziendale: i compiti, gli obblighi, le responsabilità civili e penali. Metodologie per l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi;
• La legislazione specifica in materia di salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili e nei lavori in quota. Il titolo IV del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
• Le figure interessate alla realizzazione dell’opera: i compiti, gli obblighi, le responsabilità civili e penali;
• La legge quadro in materia di lavori pubblici ed i principali decreti attuativi;
• La disciplina sanzionatoria e le procedure ispettive.

Modulo tecnico per complessive 52 ore

• Rischi di caduta dall’alto. Ponteggi e opere provvisionali
• L’organizzazione in sicurezza del Cantiere. Il cronoprogramma dei lavori
• Gli obblighi documentali da parte dei committenti, imprese, coordinatori per la sicurezza
• Le malattie professionali ed il primo soccorso
• Il rischio elettrico e la protezione contro le scariche atmosferiche
• Il rischio negli scavi, nelle demolizioni, nelle opere in sotterraneo ed in galleria
• I rischi connessi all’uso di macchine e attrezzature di lavoro con particolare riferimento agli apparecchi di sollevamento e trasporto
• I rischi chimici in cantiere
• I rischi fisici: rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione
• I rischi connessi alle bonifiche da amianto
• I rischi biologici
• I rischi da movimentazione manuale dei carichi
• I rischi di incendio e di esplosione
• I rischi nei lavori di montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati
• I dispositivi di protezione individuali e la segnaletica di sicurezza

Modulo metodologico/organizzativo per complessive 16 ore

• I contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento, del piano sostitutivo di sicurezza e del piano operativo di sicurezza.
• I criteri metodologici per:

a) l’elaborazione del piano di sicurezza e di coordinamento e l’integrazione con i piani operativi di sicurezza ed il fascicolo;
b) l’elaborazione del piano operativo di sicurezza;
c) l’elaborazione del fascicolo;
d) l’elaborazione del P.I.M.U.S. (Piano di Montaggio, Uso, Smontaggio dei ponteggi;
e) la stima dei costi della sicurezza

• Teorie e tecniche di comunicazione, orientate alla risoluzione di problemi e alla cooperazione; teorie di gestione dei gruppi e leadership
• I rapporti con la committenza, i progettisti, la direzione dei lavori, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

PARTE PRATICA per complessive 24 ore

• Esempi di Piano di Sicurezza e Coordinamento: presentazione dei progetti, discussione sull’analisi dei rischi legati all’area, all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze
• Stesura di Piani di Sicurezza e Coordinamento, con particolare riferimento a rischi legati all’area, all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze. Lavori di gruppo
• Esempi di Piani Operativi di Sicurezza e di Piani Sostitutivi di Sicurezza
• Esempi e stesura di fascicolo basati sugli stessi casi dei Piano di Sicurezza e Coordinamento
• Simulazione sul ruolo del Coordinatore per la Sicurezza in fase di esecuzione

VERIFICA FINALE DI APPRENDIMENTO

La verifica finale di apprendimento deve essere effettuata da una commissione costituita da almeno tre docenti del corso, tramite:

• Simulazione al fine di valutare le competenze tecnico-professionali
• Test finalizzati a verificare le competenze cognitive

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEI CORSI

La presenza ai corsi di formazione deve essere garantita almeno nella misura del 90%.
Il numero massimo di partecipanti per ogni corso è fissato a 60 per la PARTE TEORICA e a 30 per la PARTE PRATICA.
E’ inoltre previsto l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale della durata complessiva di 40 ore, da effettuare anche per mezzo di diversi moduli nell’arco del quinquennio.

L’aggiornamento può essere svolto anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari con un numero massimo di 100 partecipanti.

Per coloro che hanno conseguito l’attestato prima dell’entrata in vigore del presente decreto, l’obbligo di aggiornamento decorre dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

 

nb: evidenziati in azzurro gli elementi che possono essere seguiti tramite Formazione E-Learning Coordinatori

 

 


Formazione E-Learning Coordinatori

La normativa sul pubblico spettacolo

Presentazione del nuovo Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 in materia di “Sicurezza Pubblico Spettacolo”.

Durata del corso: 1 ora

 

Formazione E-Learning Coordinatori 

Dalla Direttiva Macchine all’Accordo Stato Regioni 22/02/2012

Formazione E-Learning Coordinatori
 

Aggiornamento per formatori, consulenti, ASPP/RSPP e coordinatori per la formazione degli operatori che utilizzano attrezzature di lavoro (Accordo Stato Regioni 22/02/2012) e attrezzature con specifica abilitazione

Durata del corso: 4 ore

 

Vedi altri momenti formativi relativi alla Formazione E-Learning Coordinatori

 


 tag: Formazione E-Learning Coordinatori

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 

Jobs Act: approvati gli ultimi decreti attuativi

Il testo ufficiale dei quattro decreti attuativi del Jobs Act così come approvato dal Consiglio dei Ministri

 

FAI CLIC QUI per scaricare il Supplemento Ordinario n.53 alla Gazzetta ufficiale 221 del 23/09/2015 contentente i quattro Decreti Legislativi.

– Ispettorato nazionale del lavoro

In particolare, con il Decreto attuativo “Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale” il Consiglio dei Ministri, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante disposizioni per la realizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

Tale Decreto legislativo prevede, al fine di razionalizzare e semplificare l’attività ispettiva, l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro. L’Ispettorato ha personalità di diritto pubblico, ha autonomia di bilancio e “autonomi poteri per la determinazione delle norme concernenti la propria organizzazione ed il proprio funzionamento”.

La principale funzione dell’Ispettorato nazionale, risiede nel coordinamento, sulla base di direttive emanate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria. A tal fine, è stabilito nel Decreto che l’Ispettorato definisce tutta la programmazione ispettiva e le specifiche modalità di accertamento, oltre a dettare le linee di condotta e le direttive di carattere operativo per tutto il personale ispettivo (compreso quello in forza presso INPS e INAIL).

– Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro

Oltre all’Ispettorato nazionale del lavoro, nell’ambito del riordino dell’attività ispettiva, nello stesso decreto, viene istituita una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).

– Altre modifiche

Oltre a ciò – sempre in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 – il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”. In tale Decreto, alla Lettera c) si parla di “Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.

Le principali modifiche apportate riguardano:

  • la revisione della composizione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al fine di semplificare e snellire le procedure di designazione dei membri;
  • la riduzione dei componenti della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, l’introduzione di una nuova procedura di ricostituzione della Commissione e un aggiornamento delle funzioni ad essa istituzionalmente attribuite;
  • la messa a disposizione al datore di lavoro, da parte dell’Inail, anche in collaborazione con le aziende sanitarie locali per il tramite del Coordinamento Tecnico delle Regioni, di strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio;
  • lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche nelle imprese o unità produttive che superano i cinque lavoratori;
  • il miglioramento del processo di acquisizione delle informazioni necessarie per il calcolo del premio assicurativo attraverso la realizzazione di un apposito servizio sul portale dell’INAIL;
  • la trasmissione all’INAIL del certificato di infortunio e di malattia professionale esclusivamente per via telematica, con conseguente esonero per il datore di lavoro;
  • la trasmissione all’autorità di pubblica sicurezza delle informazioni relative alle denunce di infortunio mortali o con prognosi superiore a trenta giorni a carico dell’INAIL, esonerando il datore di lavoro;
  • l’abolizione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni, anticipando la soppressione dell’obbligo, connessa, nelle intenzioni del legislatore, alla emanazione del decreto interministeriale istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).

– Ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla salute e sicurezza dei lavoratori

Sempre per quanto attiene la salute e sicurezza dei lavoratori, il Consiglio dei ministri ha anche approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione della convenzione sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, n. 155, fatta a Ginevra il 22 giugno 1981, e relativo protocollo, fatto a Ginevra il 22 giugno 2002 e della convenzione sul quadro promozionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, n.187, fatta a Ginevra il 15 giugno 2006.

Gli obiettivi fondamentali degli strumenti per i quali si chiede la ratifica sono diretti a prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e creare un ambiente di lavoro sempre più sicuro e salubre mediante un’azione progressiva e coordinata sia a livello nazionale che a livello di impresa e con la piena partecipazione di tutte le parti interessate. Pertanto, vengono previste azioni in quattro ambiti:

  • formazione, attuazione e revisione periodica di una politica nazionale coerente in materia di salute, di sicurezza dei lavoratori e di ambiente di lavoro;
  • promozione del dialogo sociale mediante la partecipazione, la collaborazione e la cooperazione piena e a tutti i livelli dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle rispettive organizzazioni, nonché di tutte le altre persone interessate;
  • definizione delle funzioni, delle responsabilità, degli obblighi e dei rispettivi diritti degli interlocutori sociali;
  • sviluppo e diffusione delle conoscenze, istruzione, formazione e informazione.

FAI CLIC QUI per scaricare il Supplemento Ordinario n.53 alla Gazzetta ufficiale 221 del 23/09/2015 contentente i quattro Decreti Legislativi.

 

[ fonte AIFOS.it

 

 

 

 

Il nuovo regolamento Enac per i droni

In vigore da settembre 2015 il nuovo regolamento Enac che disciplina il volo dei droni

 

Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”

Edizione 2 del 16 luglio 2015

  • Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” – Edizione 2 del 16 luglio 2015, in formato .pdf
     
  • Relazione introduttiva al Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”, in formato .pdf
     

Data di pubblicazione del Regolamento e della relazione introduttiva: 17 luglio 2015 

[ fonte: ENAC.it]

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 
Interpelli del Ministero del Lavoro:

Riportiamo di seguito le risposte fornite dalla Commissione per gli interpelli prevista dall’articolo 12 comma 2 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nel lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81) nel primo trimestre 2015

 

  • 24/03/2015 – n. 8/2015
    istanza: benefici contributivi settore agricolo

 

  • 24/03/2015 – n. 7/2015
    istanza: autorizzazione al lavoro dei minori

 

  • 24/03/2015 – n. 6/2015
    istanza: lavoro intermittente e attività di soccorso e recupero nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati

 

  • 06/03/2015 – n. 5/2015
    istanza: fondo di solidarietà residuale e lavoratori svantaggiati delle cooperative sociali

 

  • 06/03/2015 – n. 4/2015
    istanza: L. n. 68/1999 – personale con tasso di rischio INAIL pari o superiore al 60 per mille

 

  • 06/03/2015 – n. 3/2015
    istanza: L. n. 92-2012 – benefici economici e contributivi – cause ostative

 

  • 12/01/2015 – n. 2/2015
    istanza: sgravio contributivo sulle retribuzioni di produttività

 

  • 02/01/2015 – n. 1/2015
    istanza: risoluzione rapporto di lavoro lavoratori assunti da Agenzie di somministrazione a tempo indeterminato

 

 [ fonte: lavoro.gov.it ]

 

 

 

 

 

Con il decreto milleproroghe 2015 (L. 27.02.2015, GU n. 49 del 28.02.2015 – art. 8 comma 5 bis) il termine per l’entrata in vigore dell’obbligo dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole è stato prorogato al 31 dicembre 2015 (precedente termine del 22 marzo 2015).

 


ISTITUTO PER L'INNOVAZIONE E TRASPARENZA DEGLI APPALTI E LA COMPATIBILITA’ AMBIENTALE

 

 

 

03/03/2015

Nell’ambito dell’Area “Sicurezza sui luoghi di lavoro” di ITACA, coordinata dalla Regione Toscana, è stato elaborato un prezioso contributo recante “Verifica di congruità degli oneri aziendali della sicurezza nei contratti di lavori pubblici: prime indicazioni operative”, che fa il punto sulla materia dei costi della sicurezza analizzando le disposizioni legislative in essere, la giurisprudenza e la dottrina. L’obiettivo è quello di fornire un supporto operativo soprattutto alle stazioni appaltanti, ma anche agli operatori economici, per la non facile valutazione dei cosiddetti oneri aziendali della sicurezza nella fase di gestione delle procedure per l’affidamento dei contratti pubblici.

 

Il documento è stato elaborato nell’ambito dell’AREA 3 – Sicurezza sul Lavoro, il cui responsabile è l’ing. Marco Masi (Regione Toscana) e nel quale è presente anche il geom. Stefano Farina in rappresentanza di AiFOS.

 

 

 

In Gazzetta Ufficiale 21 febbraio 2015, il Decreto del Presidente della Repubblica 19 gennaio 2015, n. 8 Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 per chiudere la procedura di infrazione 2011/4064 ai fini della corretta applicazione della direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi nonché della relativa licenza di esercizio.

Il provvedimento apporta delle integrazioni al Decreto 162 del 1999 (modificato da decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 214) al fine di adeguarne l’applicazione della Direttiva 1995, 95/16/CE – Ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e rispondere alla costituzione in mora emessa dalla Commissione europea il 21 novembre 20111.

 

 

 

Decreto del Presidente della Repubblica 19 gennaio 2015, n. 8
Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 per chiudere la procedura di infrazione 2011/4064 ai fini della corretta applicazione della direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi nonché della relativa licenza di esercizio. 
G.U. del 21 febbraio 2015, n. 43

 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
 Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, contenente nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell’esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto, la cui disciplina si applica, fra l’altro, agli ascensori considerati in servizio pubblico;
 Vista la direttiva 95/16/CE del Parlamento e del Consiglio, del 29 giugno 1995, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori;
 Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, concernente regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio, e in particolare l’articolo 11, comma 1, ai sensi del quale le disposizioni del Capo II del regolamento medesimo si applicano agli ascensori e ai montacarichi in servizio privato;
 Vista la direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE;
 Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
 Visto il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93
 Visto il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, recante attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori, ed in particolare l’articolo 16 che, confermando il potere di intervento regolamentare in tale materia, ha previsto che anche le disposizioni di attuazione della medesima direttiva 2006/42/CE, per la parte relativa alle modifiche della direttiva 95/16/CE in materia di ascensori, sono adottate con regolamento, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di modifica del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162;
 Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 214, recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162;
 Considerato che la Commissione europea, in data 24 novembre 2011, ha emesso, nei confronti dell’Italia, una lettera di costituzione in mora ai sensi dell’articolo 258 TFUE, in base, tra l’altro, alla motivazione che le disposizioni regolamentari che recepiscono le due suddette direttive comunitarie si riferiscono ai soli ascensori in servizio privato, mentre nelle direttive stesse non si rinviene tale distinzione; nonché in base alla motivazione che la disciplina relativa agli ascensori in servizio pubblico, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 753 del 1980, contengono talune disposizioni più restrittive rispetto a quanto previsto dalla direttive 95/16/CE e 2006/42/CE;
 Considerato, pertanto, che al fine di evitare l’aggravio della procedura di infrazione si rende necessario modificare le disposizioni regolamentari di cui sopra per renderle integralmente aderenti a quanto previsto dalle ripetute direttive europee;
 Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
 Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 20 giugno 2014;
 Sentita la Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
 Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 28 agosto 2014;
 Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati;
 Considerato che le competenti Commissioni del Senato della Repubblica non hanno espresso il parere nei termini prescritti;
 Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 1° dicembre 2014;
 Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, dei Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie, della giustizia, dell’economia e delle finanze, della salute, del lavoro e delle politiche sociali e degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

Emana:
 il seguente regolamento:

 Art. 1
 Modifiche agli articoli 11, 12, 13 e 17 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, così come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:
 a) all’articolo 11, comma 1, le parole: «in servizio privato» sono soppresse;
 b) all’articolo 12:
    1) la rubrica è sostituita dalla seguente: «Messa in esercizio degli ascensori e montacarichi»;
    2) al comma 1, le parole: «, non destinati a un servizio pubblico di trasporto,» sono soppresse;
 c) l’articolo 13, comma 1, è sostituito dal seguente: «1. Il proprietario dello stabile, o il suo legale rappresentante, sono tenuti ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto ivi installato, nonché a sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni. Alla verifica periodica degli ascensori, dei montacarichi e degli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0,15 m/s provvedono, secondo i rispettivi ordinamenti, a mezzo di tecnici forniti di laurea in ingegneria: 
    a) l’azienda sanitaria locale competente per territorio, ovvero, l’ARPA, quando le disposizioni regionali di attuazione della legge 21 gennaio 1994, n. 61, attribuiscono ad essa tale competenza; 
    b) la direzione territoriale del lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio, per gli impianti installati presso gli stabilimenti industriali o le aziende agricole; 
    c) la direzione generale del trasporto pubblico locale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli ascensori destinati ai servizi di pubblico trasporto terrestre, come stabilito all’articolo 1, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753;
     d) gli organismi di certificazione notificati ai sensi del presente regolamento per le valutazioni di conformità di cui all’allegato VI o X;
     e) gli organismi di ispezione “di tipo A” accreditati, per le verifiche periodiche sugli ascensori, ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020:2012, e successive modificazioni, dall’unico organismo nazionale autorizzato a svolgere attività di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008»;
d) dopo l’articolo 17 è inserito il seguente: «Art. 17-bis. (Accordo preventivo per installazione di impianti di ascensori in deroga). – 1. Relativamente agli altri mezzi alternativi appropriati da utilizzare per evitare rischi di schiacciamento per gli operatori e manutentori nei casi eccezionali in cui nell’installazione di ascensori non è possibile realizzare i prescritti spazi liberi o volumi di rifugio oltre le posizioni estreme della cabina, l’accordo preventivo di cui al punto 2.2 dell’allegato I al presente decreto, è realizzato: 
    a) in edifici esistenti, mediante comunicazione al Ministero dello sviluppo economico corredata da specifica certificazione, rilasciata da un organismo accreditato e notificato ai sensi dell’articolo 9, in merito all’esistenza delle circostanze che rendono indispensabile il ricorso alla deroga, nonché in merito all’idoneità delle soluzioni alternative utilizzate per evitare il rischio di schiacciamento;
    b) quando lo stesso è necessario per edifici di nuova costruzione, ferma restando la limitazione ai casi di impossibilità per motivi di carattere geologico, mediante preventivo accordo rilasciato dal Ministero dello sviluppo economico entro il termine previsto dalla specifica voce dell’allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 dicembre 2010, n. 272.
 

2. Gli organismi notificati trasmettono semestralmente al Ministero dello sviluppo economico l’elenco delle certificazioni rilasciate ai sensi del comma 1, lettera a), corredato di sintetici elementi di informazione sulle caratteristiche degli impianti cui si riferiscono, sulle motivazioni della deroga e sulle soluzioni alternative adottate.».

3. La documentazione da presentare all’organismo notificato, ai fini della certificazione di cui all’articolo 17-bis, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, introdotto dal comma 1, ovvero al Ministero dello sviluppo economico, ai fini della deroga di cui all’articolo 17-bis, comma 1, lettera b), del citato decreto, è stabilita con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di natura non regolamentare, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

Art. 2
 Verifiche e prove periodiche

1. Le procedure inerenti alle verifiche e prove periodiche per il funzionamento in sicurezza degli ascensori in servizio pubblico sono disciplinate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

Art. 3
 Disposizioni finanziarie

1. Le amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei compiti derivanti dal presente regolamento con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
 Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 19 gennaio 2015

 Il Presidente del Senato della Repubblica nell’esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 86 della Costituzione GRASSO

 Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri
 Lupi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
 Guidi, Ministro dello sviluppo economico
 Madia, Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione
 Lanzetta, Ministro per gli affari regionali e le autonomie
 Orlando, Ministro della giustizia
 Padoan, Ministro dell’economia e delle finanze
 Lorenzin, Ministro della salute
 Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali
 Gentiloni Silveri, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
 Visto, il Guardasigilli: Orlando

 Registrato alla Corte dei conti il 18 febbraio 2015 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne – prev. n. 375

 

 

 

 

 


Circolare n. 34 del 24 dicembre 2014

Formazione conduttori trattori: dal Ministero del Lavoro alcuni chiarimenti relativi allo svolgimento dei moduli pratici nei corsi di formazione

Con la circolare n.34 del 24 dicembre 2014, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce istruzioni operative per lo svolgimento dei moduli pratici dei corsi di formazione per lavoratori addetti alla conduzione di trattori agricoli o forestali.”    

 

 

 

Segnaliamo che su SICURELLOsi NETWORK è presente la SICURELLO.si INFO 35 relativa alla formazione nel settore agricolo/forestale.

SICURELLOsi INFO 35

 

Circolare n. 36 del 24 dicembre 2014

Esperti Radioprotezione: dal Ministero del Lavoro alcuni chiarimenti relativi allo schema attestazione del tirocinio propedeutico

Con la circolare n.35 del 24 dicembre 2014, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce chiarimenti relativi allo schema di attestazione del tirocinio propedeutico all’esame di abilitazione per l’iscrizione nell’elenco nominativo degli esperti qualificati di cui al Decreto Legislativo n.230/95 e s.m.i.

 

 

 

 


INFO

Esperti qualificati

Nell’ambito della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, la divisione III della Direzione Generale delle Relazioni industriali e dei rapporti di lavoro gestisce le procedure per l’iscrizione agli elenchi degli  esperti qualificati.

Gli esperti qualificati sono tecnici ai quali i datori di lavoro affidano l’incarico di svolgere la sorveglianza fisica dei lavoratori esposti al rischio da radiazioni ionizzanti, in possesso delle cognizioni e dell’addestramento a ciò necessari, quali definiti dall’allegato V del Decreto Legislativo n. 241 del 26 maggio 2000.

 

Normativa di riferimento:

Il candidato può effettuare la procedura di presentazione della domanda di esame di abilitazione per l’iscrizione negli elenchi degli esperti qualificati, di cui all’ Allegato V del Decreto Legislativo n. 241 del 26 maggio 2000 (pubblicato nel S.O. n. 140/L alla G.U. n. 203 del 31 agosto 2000 – serie generale), sia mediante l’invio della documentazione per posta ordinaria che, in alternativa, per via telematica.

In tale ultimo caso, l’interessato, che sia in possesso di casella di Posta Elettronica Certificata di cui all’art. 48 del d.lgs. n. 82/2005, potrà inoltrare la documentazione (schema di domanda e relativi allegati) al seguente indirizzo di Posta Elettronica Certificata: dgtutelalavoro@mailcert.lavoro.gov.it.

L’Amministrazione, ricevuta la documentazione, avvierà l’istruttoria per l’iscrizione nell’elenco degli esperti qualificati, procedendo allo scambio di informazioni e documenti con il candidato – ad eccezione di quelli soggetti all’applicazione dell’imposta di bollo – unicamente tramite PEC, inoltrandoli all’indirizzo di posta elettronica certificata espressamente dichiarato dallo stesso nello schema di domanda.

 

Modulistica per l’ammissione all’esame di abilitazione

  1. Schema di domanda
  2. Schema di attestato di tirocini
  3. Elenco dei conti correnti postali

 

Modulistica per l’iscrizione nell’elenco degli esperti qualificati

1.Schema di domanda 

 

Elenco

L’elenco comprende gli iscritti ai tre gradi di abilitazione. La cifra che precede il numero di iscrizione indica il grado di appartenenza (“1” per il primo grado, “2” per il secondo grado e “3” per il terzo grado di abilitazione).

Per la consultazione degli elenchi ufficiali è possibile rivolgersi alla D.G. Relazioni industriali e rapporti di lavoro – Divisione III.

 

Elenco degli esperti qualificati al 1 aprile 2014
Esperti qualificati primo grado limitazione attività sanitarie
Esperti qualificati secondo grado limitazione attività sanitarie

Esperti qualificati  FAQ

  • Esiste un programma?
    Si. Allegato V, punti 10, 11 e 12 del Decreto legislativo 26/5/00, n.241 pubblicato sul s.o.n. 140/L alla G.U. n. 203, del 31 agosto 2000 – serie generale;
  • Su quali testi si deve studiare?
    Non esistono, al momento, testi ufficiali;
  • In cosa consiste l’esame?
    In un colloquio orale;
  • Quanto tempo prima ed in che ordine si viene convocati?
    Almeno 15 giorni prima, tramite servizio postale, in ordine cronologico, in base al protocollo di arrivo della domanda;

  • Se non ci si presenta agli esami si può essere riconvocati nella stessa sessione ed altrimenti la tassa può valere per l’anno successivo?
    No, non si può essere riconvocati e per sostenere gli esami nella sessione successiva bisogna riprodurre una nuova domanda pagando nuovamente la tassa.

  • A chi deve essere inviata la comunicazione di inizio tirocinio?
    La comunicazione va inoltrata alla Direzione Provinciale del lavoro competente per territorio, tramite raccomandata A/R o altrimenti consegnata a mano, che provvederà ad effettuare i necessari controlli durante i tirocini stessi.

  • Quali sono le informazioni da indicare e i documenti da allegare alla domanda di ammissione all’esame?
    Alla domanda deve essere allegato:
    1) originale dell’attestato di tirocinio firmato dall’esercente delle sorgenti o da chi ne ha la delega e deve contenere per ciascun grado l’indicazione del periodo di inizio e fine tirocinio, il numero delle giornate effettivamente svolte, il dettaglio delle sorgenti oggetto del tirocinio, il nominativo dell’esperto qualificato che ha seguito il candidato durante il periodo di tirocinio. Il tirocinio non è richiesto per coloro che sono in possesso di diploma di specializzazione post-laurea in fisica sanitaria o specializzazioni equipollenti;
    2) La ricevuta originale del versamento della tassa d’esame il cui ammontare è di € 200,39 come stabilito dal decreto 8 giugno 2001, pubblicato sulla G.U. del 29/08/2001 serie generale n.200.
    Tale versamento può essere effettuato direttamente presso la Tesoreria provinciale dello Stato, territorialmente competente, ovvero sul conto corrente postale (il numero di conto corrente deve essere verificato presso la tesoreria stessa) intestato alla sezione medesima, con l’indicazione della causale di versamento e l’imputazione al capo XXVII, capitolo di entrata 3670.

 

[Fonte: Ministero del Lavoro ]

Circolare n. 35 del 24 dicembre 2014

Allestimento palchi: dal Ministero del Lavoro direttive tecnico-organizzative

Con la circolare n.35 del 24 dicembre 2014, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce istruzioni operative tecnico – organizzative riguardanti l’allestimento e la gestione delle opere temporanee e delle attrezzature da impiegare nella produzione e realizzazione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di manifestazioni fieristiche alla luce del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014.
 

Su conforme parere del Gruppo di Lavoro, istituito preso il Ministero e costituito da rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Coordinamento tecnico delle Regioni e dell’Inail, allo scopo di fornire le istruzioni operative tecnico – organizzative per l’allestimento e la gestione delle opere temporanee e delle attrezzature da impiegare nella produzione e realizzazione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e manifestazioni fieristiche, alla luce del Decreto Interministeriale del 22 luglio 2014, sono state elaborate ed approvate le Istruzioni Operative

 

 

 

 


Segnaliamo che su SICURELLOsi NETWORK è presente la SICURELLO.si INFO 37 “Breve guida all’applicazione del Decreto Interministeriale Palchi

DECRETO INTERMINISTERIALE PALCHI

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 
Nuovi Interpelli del Ministero del Lavoro: decreto capannoni, conflitto interessi asl-medico competente, applicazione art. 39 copmma 4, chiarimento RLS/ rappresentanza sindacale unitaria

 

La Commissione per gli interpelli prevista dall’articolo 12 comma 2 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nel lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81) fornisce nuove risposte ad interpello in materia di salute e sicurezza sul lavoro:

 

31/12/2014 – n. 26/2014
istanza: Applicazione del decreto interministeriale 18 aprile 2014 cosiddetto “decreto capannoni”

 

31/12/2014 – n. 27/2014
istanza: Conflitto di interessi delle AA.SS.LL nell’esplicare le attività di “sorveglianza sanitaria” assegnate al medico competente

 

31/12/2014 – n. 28/2014
istanza: Applicazione dell’art. 39, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008

 

Precisazioni dell’interpello n. 20/2014 del 06/10/2014
istanza: Elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle imprese con più di 15 lavoratori

 

 

 

 

 [ fonte: lavoro.gov.it ]

 

 

 

 

Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i.

Testo Unico Sicurezza: Pubblicato l’aggiornamento a dicembre 2014 del Testo Unico Sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Disponibile on line il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive.

Novità in questa versione del Testo Unico Sicurezza:

    • Modificati gli artt. 28 comma 3-bis e 29 comma 3 come previsto dall’art. 13 della Legge 30/10/2014, n. 161, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis”, pubblicata sulla GU n. 261 del 10/11/2014, entrata in vigore il 25/11/2014;

 

    • Sostituito il decreto dirigenziale del 22 gennaio 2014 con il decreto dirigenziale del 29 settembre 2014 riguardante il nono elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11. (avviso pubblicato nella G.U. n.230 del 3 ottobre 2014);

 

    • Inserito il Decreto interministeriale 9 settembre 2014 riguardante i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell’opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo. (avviso pubblicato nella G.U. n. 212 del 12 settembre 2014);

 

    • Inserito il decreto interministeriale 22 luglio 2014 “Disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività”;

 

    • Sostituito il decreto dirigenziale del 31 marzo 2014 con il decreto dirigenziale del 21 luglio 2014 riguardante il quarto elenco dei soggetti abilitati ad effettuare i lavori sotto tensione in sistemi di II e III categoria;

 

    • Inseriti gli interpelli dal n. 10 al n. 15 del 11/07/2014, dal n. 16 al n. 23 del 06/10/2014 e dal n. 24 al n. 25 del 04/11/2014;

 

 

L’edizione dicembre 2014 del Testo Unico Sicurezza e salute sul lavoro è stata pubblicata oggi sul sito del Ministero del lavoro ed è stata curata da

DOTT. ING. GIANFRANCO AMATO DTL VERONA GAMATO@LAVORO.GOV.IT

DOTT. ING. FERNANDO DI FIORE DTL PAVIA FDIFIORE@LAVORO.GOV.IT

 

La precedente edizione del  Testo Unico Sicurezza era stata pubblicata nel mese di maggio 2014.

 

[fonte: LAVORO.GOV.IT]

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

In G.U. i Comunicati  del Ministero sul  riconoscimento e classificazione di prodotti esplodenti ed esplosivi

Sei Comunicati del Ministero dell’Interno sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 275 del 26/11/2014.

Riconoscimento e classificazione di prodotti esplodenti ed esplosivi.

Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 275 del 26/11/2014

MINISTERO DELL’INTERNO

COMUNICATO – Riconoscimento e classificazione di alcuni prodotti esplodenti (14A09108)

COMUNICATO – Classificazione di alcuni prodotti esplosivi (14A09109)

COMUNICATO – Classificazione di un prodotto esplosivo (14A09110)

COMUNICATO – Classificazione di alcuni prodotti esplosivi (14A09111)

COMUNICATO – Classificazione di un prodotto esplosivo (14A09112)

COMUNICATO – Classificazione di un prodotto esplosivo (14A09113)

[ Fonte: Gazzetta Ufficiale ]

 

 

 


 

Art. 13

Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro Regione Veneto: dal 12 novembre 2014 abrogato l’obbligo della vidimazione del registro infortuni

LEGGE REGIONALE  n. 32 del 22 ottobre 2014

Bur n. 103 del 28 ottobre 2014

 

Modifiche e integrazioni alla legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario“.

 

La Regione Veneto ha abrogato l’obbligo della vidimazione registro infortuni. Questo il testo della norma pubblicata sulla Bur n. 103 del 28 ottobre 2014

Il Consiglio regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta regionale
promulga
la seguente legge regionale:

Art. 1
Modifiche alla legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario”

1. Dopo l’articolo 6 della legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario” è inserito il seguente:

“Art. 6 bis
Determinazioni in materia di vidimazione del registro infortuni

1. Nelle more dell’abrogazione del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”, nei termini di cui all’articolo 304 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, il registro infortuni previsto all’articolo 403 del medesimo decreto presidenziale non è soggetto all’obbligo di vidimazione stabilito dal decreto ministeriale 12 settembre 1958 “Istituzione del registro degli infortuni” e successive modificazioni, purché lo stesso sia tenuto in conformità a quanto stabilito dall’articolo 53 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.”.

Art. 2
Modifica dell’articolo 1 e del titolo della legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario”

1. All’articolo 1 della legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario” dopo le parole: “medicina del lavoro” sono aggiunte le parole “, sicurezza del lavoro”.

2. Il titolo della legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario” è così modificato: “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sicurezza del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario”.

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

LEGGE 30 ottobre 2014, n. 161 

Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis. (14G00174) (GU Serie Generale n.261 del 10-11-2014 – Suppl. Ordinario n. 83)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/11/2014

 

 

E’ stata pubblicata la legge comunitaria 2013 bis (DDL1864-B) che introduce anche alcune modifiche al D.Lgs. n. 81 del 2008.

Per quanto attiene il D.Lgs. 81/2008 le modifiche normative riguardano disposizioni in tema di valutazione dei rischi:
– nel caso di costituzione di nuova impresa,
– nel caso di rielaborazione della valutazione dei rischi
(art. 28, comma 3bis, Dlgs n. 81/2008 e 29, comma 3, Dlgs. n. 81/2008).

La norma è intervenuta a seguito della procedura d’infrazione comunitaria n. 4227/2010 avviata contro l’Italia per il non corretto recepimento della direttiva quadro (Direttiva quadro CEE n. 391 del 1989), con riferimento ai termini previsti per la redazione del documento contenente la valutazione dei rischi (in caso di una avvio di una nuova impresa o di rielaborazione della valutazione dei rischi).

La modifica introduce l’obbligo di dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, della valutazione dei rischi. Si tratta quindi di effettuare la valutazione e darne prova con idonea documentazione (ad esempio, le verifiche tecniche e le misurazioni eseguite) in attesa di redigere il vero e proprio documento di valutazione dei rischi.

Vi sono poi ulteriori articoli legati ad ulteriori aspetti inerenti la sicurezza e non direttamente collegati al D.lgs. 81/2008.

 

 

 


Ecco il testo degli articoli di modifica del D.Lgs. 81/2008

Legge 30 ottobre 2014, n. 161
Capo III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORO E DI POLITICHE SOCIALI

Art. 13
Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia  di
  salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro.  Procedura  di
  infrazione n. 2010/4227.
  1. Al decreto legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 28,  comma  3-bis,  sono  aggiunti,  in  fine,  i
seguenti periodi: «Anche in caso di costituzione di nuova impresa, il
datore di lavoro deve comunque dare  immediata  evidenza,  attraverso
idonea documentazione, dell'adempimento  degli  obblighi  di  cui  al
comma 2, lettere b), c), d), e) e f),  e  al  comma  3,  e  immediata
comunicazione al rappresentante dei lavoratori per  la  sicurezza.  A
tale documentazione  accede,  su  richiesta,  il  rappresentante  dei
lavoratori per la sicurezza»;
    b) all'articolo 29, comma 3, sono aggiunti, in fine,  i  seguenti
periodi: «Anche in  caso  di  rielaborazione  della  valutazione  dei
rischi, il datore di lavoro deve comunque  dare  immediata  evidenza,
attraverso idonea documentazione, dell'aggiornamento delle misure  di
prevenzione  e  immediata   comunicazione   al   rappresentante   dei
lavoratori  per  la  sicurezza.  A  tale  documentazione  accede,  su
richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».
 
Art. 14
Disposizioni in materia di orario di lavoro del personale delle  aree
  dirigenziali  e  del  ruolo  sanitario   del   Servizio   sanitario
  nazionale. Procedura di infrazione n. 2011/4185.
  1. Decorsi dodici mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono  abrogati  il  comma  13  dell'articolo  41  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6-bis dell'articolo  17
del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66.
  2. Per fare fronte alle esigenze derivanti  dalle  disposizioni  di
cui al comma 1, le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano  garantiscono  la  continuita'  nell'erogazione  dei  servizi
sanitari e l'ottimale funzionamento delle strutture,  senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso  una  piu'
efficiente allocazione delle risorse  umane  disponibili  sulla  base
della legislazione vigente. A tal fine, entro il termine previsto dal
comma 1, le medesime regioni e  province  autonome  attuano  appositi
processi di riorganizzazione e razionalizzazione  delle  strutture  e
dei servizi dei propri enti sanitari nel rispetto delle  disposizioni
vigenti e tenendo anche conto di quanto  disposto  dall'articolo  15,
comma 13, lettera  c),  del  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
  3. Nel rispetto di quanto previsto  dall'articolo  17  del  decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, al fine
di garantire la continuita' nell'erogazione  dei  livelli  essenziali
delle prestazioni, i contratti collettivi  nazionali  di  lavoro  del
comparto sanita' disciplinano le deroghe alle disposizioni in materia
di riposo giornaliero del personale del Servizio sanitario  nazionale
preposto ai servizi relativi all'accettazione, al trattamento e  alle
cure, prevedendo altresi' equivalenti periodi di riposo compensativo,
immediatamente successivi al periodo di lavoro da compensare, ovvero,
in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti
di riposo compensativo  non  sia  possibile  per  ragioni  oggettive,
adeguate misure di protezione del personale stesso.  Nelle  more  del
rinnovo   dei   contratti   collettivi   vigenti,   le   disposizioni
contrattuali in materia di durata settimanale dell'orario di lavoro e
di riposo giornaliero, attuative  dell'articolo  41,  comma  13,  del
decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell'articolo 17,  comma  6-bis,
del decreto legislativo 8  aprile  2003,  n.  66,  cessano  di  avere
applicazione a decorrere dalla data di abrogazione di cui al comma 1. 
 
Art. 15
Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298,  in  materia
  di salute e sicurezza per il lavoro a bordo delle  navi  da  pesca.
  Procedura di infrazione n. 2011/2098.
  1. All'allegato II al decreto legislativo 17 agosto 1999,  n.  298,
nell'osservazione preliminare, le parole da: «Gli  obblighi  previsti
dal presente  allegato»  fino  a:  «nave  da  pesca  esistente»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «Gli  obblighi  previsti  dal  presente
allegato  trovano  applicazione,  nella   misura   consentita   dalle
caratteristiche strutturali della nave, ogniqualvolta  lo  richiedano
le caratteristiche del luogo di lavoro  o  dell'attivita',  le  condi
zioni o un rischio a bordo di una nave da pesca esistente». 
 

Art. 16
Modifiche all'articolo 24 della legge 23  luglio  1991,  n.  223,  in
  materia di licenziamenti collettivi.  Procedura  di  infrazione  n.
  2007/4652. Sentenza della Corte di  giustizia  dell'Unione  europea
  del 13 febbraio 2014 nella causa C-596/12.
  1. All'articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al comma 1, primo periodo, dopo le  parole:  «piu'  di  quindici
dipendenti» sono inserite le seguenti: «, compresi i dirigenti,»;
  b) dopo il comma 1-quater e' inserito il seguente:
    «1-quinquies. Nel caso in cui l'impresa o il datore di lavoro non
imprenditore, ricorrendo le condizioni di cui  al  comma  1,  intenda
procedere  al  licenziamento  di  uno  o  piu'   dirigenti,   trovano
applicazione le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2,  3,  con
esclusione dell'ultimo periodo, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12,  14,  15  e
15-bis, e all'articolo 5, commi 1, 2 e 3,  primo  e  quarto  periodo.
All'esame di cui all'articolo 4, commi 5 e 7, relativo  ai  dirigenti
eccedenti, si procede in appositi incontri. Quando risulta  accertata
la violazione delle procedure richiamate all'articolo 4, comma 12,  o
dei criteri di scelta di cui all'articolo 5, comma 1, l'impresa o  il
datore di lavoro non imprenditore e' tenuto al  pagamento  in  favore
del dirigente di  un'indennita'  in  misura  compresa  tra  dodici  e
ventiquattro mensilita' dell'ultima retribuzione  globale  di  fatto,
avuto riguardo alla natura e alla gravita'  della  violazione,  fatte
salve le diverse previsioni sulla  misura  dell'indennita'  contenute
nei contratti e negli accordi collettivi  applicati  al  rapporto  di
lavoro»;
  c) al comma 2, le parole: «commi 1 e 1-bis» sono  sostituite  dalle
seguenti: «commi 1, 1-bis e 1-quinquies». 
 
          Note all'art. 13:
              Il testo del comma 3-bis dell'articolo 28  del  decreto
          legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione  dell'articolo
          1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia  di  tutela
          della salute e  della  sicurezza  nei  luoghi  di  lavoro),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2008, n. 101,
          S.O., come modificato dalla presente legge cosi' recita:
              "Art. 28. Oggetto della valutazione dei rischi
              1. La valutazione di  cui  all'articolo  17,  comma  1,
          lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro
          e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonche'
          nella sistemazione dei luoghi di  lavoro,  deve  riguardare
          tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori,
          ivi  compresi  quelli  riguardanti  gruppi  di   lavoratori
          esposti  a  rischi  particolari,  tra  cui   anche   quelli
          collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti
          dell'accordo  europeo  dell'8  ottobre   2004,   e   quelli
          riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza,  secondo
          quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo  2001,  n.
          151, nonche' quelli connessi  alle  differenze  di  genere,
          all'eta', alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi
          alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui  viene
          resa la prestazione di lavoro.
              1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato  di
          cui al comma 1 e' effettuata nel rispetto delle indicazioni
          di cui all' articolo 6, comma 8, lettera  m-quater),  e  il
          relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle  predette
          indicazioni  e  comunque,  anche   in   difetto   di   tale
          elaborazione, a far data dal 1° agosto 2010.
              2. Il  documento  di  cui  all'articolo  17,  comma  1,
          lettera a), redatto a conclusione della  valutazione,  puo'
          essere tenuto, nel rispetto delle previsioni  di  cui  all'
          articolo 53, su supporto informatico e deve  essere  munito
          anche  tramite  le  procedure   applicabili   ai   supporti
          informatici di cui  all'  articolo  53,  di  data  certa  o
          attestata dalla sottoscrizione del  documento  medesimo  da
          parte del datore di lavoro  nonche',  ai  soli  fini  della
          prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del
          servizio di prevenzione e  protezione,  del  rappresentante
          dei lavoratori per la sicurezza o  del  rappresentante  dei
          lavoratori per  la  sicurezza  territoriale  e  del  medico
          competente, ove nominato, e contenere:
              a) una relazione sulla valutazione di  tutti  i  rischi
          per  la  sicurezza  e   la   salute   durante   l'attivita'
          lavorativa,  nella  quale  siano  specificati   i   criteri
          adottati per la valutazione stessa. La scelta  dei  criteri
          di redazione del documento e' rimessa al datore di  lavoro,
          che vi provvede con  criteri  di  semplicita',  brevita'  e
          comprensibilita', in modo da garantirne  la  completezza  e
          l'idoneita' quale  strumento  operativo  di  pianificazione
          degli interventi aziendali e di prevenzione;
              b) l'indicazione  delle  misure  di  prevenzione  e  di
          protezione  attuate  e  dei   dispositivi   di   protezione
          individuali adottati a seguito  della  valutazione  di  cui
          all'articolo 17, comma 1, lettera a);
              c) il programma delle  misure  ritenute  opportune  per
          garantire  il  miglioramento  nel  tempo  dei  livelli   di
          sicurezza;
              d) l'individuazione delle  procedure  per  l'attuazione
          delle   misure   da   realizzare,   nonche'    dei    ruoli
          dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere,  a
          cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso
          di adeguate competenze e poteri;
              e) l'indicazione del nominativo  del  responsabile  del
          servizio di prevenzione e  protezione,  del  rappresentante
          dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale  e
          del medico competente che ha partecipato  alla  valutazione
          del rischio;
              f) l'individuazione delle  mansioni  che  eventualmente
          espongono i lavoratori a rischi  specifici  che  richiedono
          una   riconosciuta   capacita'   professionale,   specifica
          esperienza, adeguata formazione e addestramento.
              3. Il contenuto del documento di cui al  comma  2  deve
          altresi'   rispettare   le   indicazioni   previste   dalle
          specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei
          successivi titoli del presente decreto.
              3-bis. In caso di costituzione  di  nuova  impresa,  il
          datore di lavoro e' tenuto ad effettuare immediatamente  la
          valutazione dei rischi  elaborando  il  relativo  documento
          entro novanta giorni dalla data  di  inizio  della  propria
          attivita'.
              Anche in caso di  costituzione  di  nuova  impresa,  il
          datore di lavoro deve  comunque  dare  immediata  evidenza,
          attraverso idonea  documentazione,  dell'adempimento  degli
          obblighi di cui al comma 2, lettere b), c), d), e) e f),  e
          al comma 3, e immediata comunicazione al rappresentante dei
          lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione  accede,
          su richiesta,  il  rappresentante  dei  lavoratori  per  la
          sicurezza.".
              Il testo  del  comma  3  dell'articolo  29  del  citato
          decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81,  come  modificato
          dalla presente legge cosi' recita:
              "Art. 29. Modalita' di effettuazione della  valutazione
          dei rischi
              1. Il datore  di  lavoro  effettua  la  valutazione  ed
          elabora il documento  di  cui  all'articolo  17,  comma  1,
          lettera a),  in  collaborazione  con  il  responsabile  del
          servizio  di  prevenzione  e   protezione   e   il   medico
          competente, nei casi di cui all'articolo 41.
              2. Le attivita' di  cui  al  comma  1  sono  realizzate
          previa consultazione del rappresentante dei lavoratori  per
          la sicurezza.
              3. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente
          rielaborata, nel rispetto delle modalita' di cui ai commi 1
          e 2, in occasione di modifiche del  processo  produttivo  o
          della organizzazione del lavoro significative ai fini della
          salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al  grado
          di evoluzione della  tecnica,  della  prevenzione  o  della
          protezione o a seguito di infortuni significativi o  quando
          i risultati della sorveglianza sanitaria ne  evidenzino  la
          necessita'. A seguito di tale rielaborazione, le misure  di
          prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui
          ai periodi che precedono il documento  di  valutazione  dei
          rischi  deve  essere  rielaborato,   nel   rispetto   delle
          modalita' di cui ai commi 1 e  2,  nel  termine  di  trenta
          giorni dalle rispettive causali.
              Anche in caso di rielaborazione della  valutazione  dei
          rischi, il datore di lavoro deve  comunque  dare  immediata
          evidenza,      attraverso      idonea       documentazione,
          dell'aggiornamento delle misure di prevenzione e  immediata
          comunicazione  al  rappresentante  dei  lavoratori  per  la
          sicurezza. A tale documentazione accede, su  richiesta,  il
          rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
              4. Il  documento  di  cui  all'articolo  17,  comma  1,
          lettera a), e quello  di  cui  all'articolo  26,  comma  3,
          devono essere custoditi  presso  l'unita'  produttiva  alla
          quale si riferisce la valutazione dei rischi.
              5. Fermo restando quanto previsto  al  comma  6-ter,  i
          datori  di  lavoro  che  occupano  fino  a  10   lavoratori
          effettuano la valutazione dei rischi  di  cui  al  presente
          articolo sulla base delle procedure standardizzate  di  cui
          all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del
          terzo mese successivo alla data di entrata  in  vigore  del
          decreto interministeriale di cui all'articolo 6,  comma  8,
          lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli
          stessi   datori   di   lavoro    possono    autocertificare
          l'effettuazione  della  valutazione  dei   rischi.   Quanto
          previsto  nel  precedente  periodo  non  si  applica   alle
          attivita' di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a),  b),
          c), d) nonche' g).
              6. Fermo restando quanto previsto  al  comma  6-ter,  i
          datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori  possono
          effettuare la  valutazione  dei  rischi  sulla  base  delle
          procedure standardizzate di cui all'articolo  6,  comma  8,
          lettera f). Nelle more dell'elaborazione di tali  procedure
          trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1,  2,
          3, e 4.
              6-bis. Le procedure standardizzate di cui al  comma  6,
          anche con riferimento alle aziende che rientrano nel  campo
          di applicazione del titolo IV, sono adottate  nel  rispetto
          delle disposizioni di cui all' articolo 28.
              6-ter. Con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  delle
          politiche  sociali,   da   adottare,   sulla   base   delle
          indicazioni della Commissione consultiva permanente per  la
          salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa  in  sede  di
          Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
          regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
          individuati  settori  di  attivita'  a  basso  rischio   di
          infortuni e malattie professionali, sulla base di criteri e
          parametri oggettivi, desunti  dagli  indici  infortunistici
          dell'INAIL  e  relativi  alle  malattie  professionali   di
          settore e specifiche della singola azienda. Il  decreto  di
          cui al primo periodo reca in allegato  il  modello  con  il
          quale, fermi restando i  relativi  obblighi,  i  datori  di
          lavoro delle aziende che operano nei settori di attivita' a
          basso rischio infortunistico  possono  dimostrare  di  aver
          effettuato la valutazione dei rischi di cui  agli  articoli
          17 e 28 e al presente articolo.  Resta  ferma  la  facolta'
          delle aziende di  utilizzare  le  procedure  standardizzate
          previste dai commi 5 e 6 del presente articolo.
              6-quater. Fino alla  data  di  entrata  in  vigore  del
          decreto di cui al comma 6-ter per  le  aziende  di  cui  al
          medesimo comma trovano applicazione le disposizioni di  cui
          ai commi 5, 6 e 6-bis.
              7. Le disposizioni di cui al comma 6 non  si  applicano
          alle attivita' svolte nelle seguenti aziende:
              a) aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a),
          b), c), d), f) e g);
              b) aziende in cui si svolgono attivita' che espongono i
          lavoratori  a  rischi  chimici,  biologici,  da   atmosfere
          esplosive, cancerogeni mutageni,  connessi  all'esposizione
          ad amianto;
              c).".

    

 Note all'art. 14:
              Si riporta il testo dell'articolo 41 del  decreto-legge
          25  giugno  2008,  n.  112  (Disposizioni  urgenti  per  lo
          sviluppo economico, la semplificazione, la  competitivita',
          la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
          tributaria), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25  giugno
          2008, n. 147, S.O., evidenziando  che  il  comma  13  dello
          stesso sara' abrogato "decorsi dodici mesi  dalla  data  di
          entrata in vigore della presente legge":
              "Art. 41.  Modifiche  alla  disciplina  in  materia  di
          orario di lavoro
              1. All'articolo 1, comma  2,  lettera  e),  n.  2,  del
          decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole «e'
          considerato lavoratore notturno  qualsiasi  lavoratore  che
          svolga», sono inserite le seguenti: «per almeno tre ore».
              2. All'articolo 1, comma 2,  lettera  h),  del  decreto
          legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole «passeggeri
          o merci», sono inserite le seguenti: «sia per conto proprio
          che per conto di terzi».
              3. All'articolo 2, comma 3, del decreto  legislativo  8
          aprile 2003, n. 66  dopo  le  parole  «attivita'  operative
          specificamente istituzionali», sono aggiunte  le  seguenti:
          «e agli addetti ai servizi di vigilanza privata».
              4. All'articolo 7  del  decreto  legislativo  8  aprile
          2003,  n.  66  dopo  le  parole  «frazionati   durante   la
          giornata», sono aggiunte  le  seguenti:  «o  da  regimi  di
          reperibilita'».
              5. All'articolo 9, comma 1, del decreto  legislativo  8
          aprile 2003, n. 66, dopo le  parole  «di  cui  all'articolo
          7.», sono aggiunte le parole «Il suddetto periodo di riposo
          consecutivo e' calcolato  come  media  in  un  periodo  non
          superiore a 14 giorni».
              6. La lettera a) dell'articolo 9, comma 2, del  decreto
          legislativo 8  aprile  2003,  n.  66  e'  sostituita  dalla
          seguente: «a) attivita' di lavoro a turni ogni volta che il
          lavoratore cambi turno o squadra e non possa usufruire, tra
          la fine del servizio  di  un  turno  o  di  una  squadra  e
          l'inizio del successivo, di periodi di riposo giornaliero o
          settimanale».
              7. Il comma 1 dell'articolo 17 del decreto  legislativo
          8 aprile 2003, n. 66 e' sostituito  dal  seguente:  «1.  Le
          disposizioni di cui agli articoli 7, 8,  12  e  13  possono
          essere derogate mediante contratti collettivi  stipulati  a
          livello   nazionale   con   le   organizzazioni   sindacali
          comparativamente  piu'  rappresentative.  Per  il   settore
          privato,  in  assenza  di   specifiche   disposizioni   nei
          contratti collettivi nazionali le  deroghe  possono  essere
          stabilite nei contratti collettivi territoriali o aziendali
          stipulati con le organizzazioni sindacali  comparativamente
          piu' rappresentative sul piano nazionale».
              8.  Il  comma  3,  dell'articolo  18-bis  del   decreto
          legislativo  8  aprile  2003,  n.  66  e'  sostituito   dal
          seguente: «3. La  violazione  delle  disposizioni  previste
          dall'articolo 4, commi 2, 3, 4, dall'articolo 9, comma 1, e
          dall'articolo 10,  comma  1,  e'  punita  con  la  sanzione
          amministrativa da 130 a 780 euro per ogni  lavoratore,  per
          ciascun periodo di riferimento di cui all'articolo 4, commi
          3 o 4, a cui si riferisca la violazione».
              9.  Il  comma  4  dell'articolo  18-bis   del   decreto
          legislativo  8  aprile  2003,  n.  66  e'  sostituito   dal
          seguente: «4. La  violazione  delle  disposizioni  previste
          dall'articolo  7,  comma  1,  e'  punita  con  la  sanzione
          amministrativa da 25 euro a 100 euro in relazione  ad  ogni
          singolo lavoratore e ad ogni singolo periodo di 24 ore,».
              10.  Il  comma  6  dell'articolo  18-bis  del   decreto
          legislativo  8  aprile  2003,  n.  66  e'  sostituito   dal
          seguente: «6. La  violazione  delle  disposizioni  previste
          dall'articolo 5, commi 3 e 5,  e'  soggetta  alla  sanzione
          amministrativa da 25  a  154  euro.  Se  la  violazione  si
          riferisce  a  piu'  di  cinque  lavoratori  ovvero  si   e'
          verificata nel corso dell'anno solare per piu' di cinquanta
          giornate lavorative, la sanzione amministrativa va da 154 a
          1.032 euro e non e' ammesso il pagamento della sanzione  in
          misura ridotta».
              11. All'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 9
          aprile 2008, n. 81 le parole: «ovvero in caso di  reiterate
          violazioni della disciplina in materia di  superamento  dei
          tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale di cui
          agli articoli 4, 7 e 9 del  decreto  legislativo  8  aprile
          2003, n. 66, e successive  modificazioni,  considerando  le
          specifiche  gravita'   di   esposizione   al   rischio   di
          infortunio,» sono soppresse.
              12. All'articolo 14, comma 4, lettera b),  del  decreto
          legislativo 9 aprile 2008, n. 81 le parole:  «di  reiterate
          violazioni della disciplina in materia di  superamento  dei
          tempi di lavoro, di riposo giornaliero  e  settimanale,  di
          cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n.  66,  o»  sono
          soppresse.
              13. Al personale delle aree dirigenziali degli  Enti  e
          delle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, in  ragione
          della qualifica posseduta e delle necessita' di  conformare
          l'impegno   di   servizio   al   pieno   esercizio    della
          responsabilita'    propria    dell'incarico    dirigenziale
          affidato, non si applicano  le  disposizioni  di  cui  agli
          articoli 4e 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66.
          La contrattazione collettiva definisce le modalita' atte  a
          garantire ai dirigenti condizioni di lavoro che  consentano
          una protezione  appropriata  ed  il  pieno  recupero  delle
          energie psico-fisiche.
              14. Dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
          decreto sono abrogati gli articoli 4, comma 5, 12, comma 2,
          e l'articolo 18-bis, comma 5,  del  decreto  legislativo  8
          aprile 2003, n. 66.".
              Si riporta testo dell'articolo 17  del  citato  decreto
          legislativo 8 aprile 2003, n. 66, evidenziando che il comma
          6-bis dello stesso  sara'  abrogato  "decorsi  dodici  mesi
          dalla data di entrata in vigore della presente legge":
              "Art. 17. Deroghe alla disciplina in materia di  riposo
          giornaliero,  pause,  lavoro   notturno,   durata   massima
          settimanale
              1. Le disposizioni di cui agli articoli 7, 8, 12  e  13
          possono  essere  derogate  mediante  contratti   collettivi
          stipulati  a  livello  nazionale  con   le   organizzazioni
          sindacali comparativamente  piu'  rappresentative.  Per  il
          settore privato, in assenza di specifiche disposizioni  nei
          contratti collettivi nazionali le  deroghe  possono  essere
          stabilite nei contratti collettivi territoriali o aziendali
          stipulati con le organizzazioni sindacali  comparativamente
          piu' rappresentative sul piano nazionale.
              2. In mancanza di disciplina collettiva,  il  Ministero
          del lavoro e delle politiche sociali ovvero, per i pubblici
          dipendenti,  il  Ministro  per  la  funzione  pubblica,  di
          concerto con il  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche
          sociali,  su  richiesta  delle   organizzazioni   sindacali
          nazionali    di     categoria     comparativamente     piu'
          rappresentative o delle associazioni nazionali di categoria
          dei datori di lavoro firmatarie  dei  contratti  collettivi
          nazionali di lavoro, adotta un decreto, sentite  le  stesse
          parti, per stabilire deroghe agli articoli 4, terzo  comma,
          nel limite di sei mesi, 7, 8, 12 e 13 con riferimento:
              a) alle attivita' caratterizzate dalla distanza fra  il
          luogo di lavoro e il luogo  di  residenza  del  lavoratore,
          compreso il lavoro offshore, oppure dalla  distanza  fra  i
          suoi diversi luoghi di lavoro;
              b) alle attivita' di guardia, sorveglianza e permanenza
          caratterizzate dalla necessita' di assicurare la protezione
          dei beni e delle persone, in particolare, quando si  tratta
          di guardiani o portinai o di imprese di sorveglianza;
              c) alle attivita' caratterizzate  dalla  necessita'  di
          assicurare la continuita' del servizio o della  produzione,
          in particolare, quando si tratta:
              1) di servizi relativi all'accettazione, al trattamento
          o alle cure prestati da ospedali o  stabilimenti  analoghi,
          comprese le attivita' dei medici in formazione, da case  di
          riposo e da carceri;
              2) del personale portuale o aeroportuale;
              3) di servizi della stampa, radiofonici, televisivi, di
          produzione     cinematografica,     postali     o     delle
          telecomunicazioni, di servizi di ambulanza,  antincendio  o
          di protezione civile;
              4)  di  servizi  di   produzione,   di   conduzione   e
          distribuzione del gas, dell'acqua e  dell'elettricita',  di
          servizi di raccolta dei rifiuti domestici o degli  impianti
          di incenerimento;
              5) di industrie  in  cui  il  lavoro  non  puo'  essere
          interrotto per ragioni tecniche;
              6) di attivita' di ricerca e sviluppo;
              7) dell'agricoltura;
              8) di  lavoratori  operanti  nei  servizi  regolari  di
          trasporto   passeggeri   in   ambito   urbano   ai    sensi
          dell'articolo 10, comma 1,  numero  14),  2°  periodo,  del
          decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
          633;
              d) in caso di sovraccarico prevedibile di attivita',  e
          in particolare:
              1) nell'agricoltura;
              2) nel turismo;
              3) nei servizi postali;
              e) per personale che lavora nel settore  dei  trasporti
          ferroviari:
              1) per le attivita' discontinue;
              2) per il servizio prestato a bordo dei treni;
              3) per le attivita' connesse al trasporto ferroviario e
          che assicurano la regolarita' del traffico ferroviario;
              f) a fatti dovuti a circostanze estranee al  datore  di
          lavoro, eccezionali e imprevedibili o  eventi  eccezionali,
          le  conseguenze  dei   quali   sarebbero   state   comunque
          inevitabili malgrado la diligenza osservata;
              g) in caso di  incidente  o  di  rischio  di  incidente
          imminente.
              3. Alle stesse condizioni di cui al  comma  2  si  puo'
          derogare alla disciplina di cui all'articolo 7:
              a) per l'attivita' di lavoro a turni tutte le volte  in
          cui il lavoratore cambia squadra e non puo'  usufruire  tra
          la fine del servizio di una squadra e  l'inizio  di  quello
          della squadra successiva di periodi di riposo giornaliero;
              b) per le attivita' caratterizzate da periodo di lavoro
          frazionati  durante  la  giornata,   in   particolare   del
          personale addetto alle attivita' di pulizie.
              4. Le deroghe previste nei  commi  1,  2  e  3  possono
          essere ammesse soltanto a condizione che ai  prestatori  di
          lavoro  siano  accordati  periodi  equivalenti  di   riposo
          compensativo o, in caso eccezionali in cui  la  concessione
          di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non  sia
          possibile  per  motivi  oggettivi,  a  condizione  che   ai
          lavoratori  interessati  sia   accordata   una   protezione
          appropriata.
              5. Nel rispetto dei principi generali della  protezione
          della  sicurezza  e  della  salute   dei   lavoratori,   le
          disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5, 7, 8,  12  e  13
          non si applicano ai lavoratori la cui durata dell'orario di
          lavoro,  a  causa  delle   caratteristiche   dell'attivita'
          esercitata, non e' misurata o predeterminata o puo'  essere
          determinata dai lavoratori stessi e, in particolare, quando
          si tratta:
              a) di dirigenti, di personale direttivo delle aziende o
          di altre persone aventi potere di decisione autonomo;
              b) di manodopera familiare;
              c) di lavoratori nel settore liturgico delle  chiese  e
          delle comunita' religiose;
              d) di  prestazioni  rese  nell'ambito  di  rapporti  di
          lavoro a domicilio e di telelavoro.
              6. Nel rispetto dei principi generali della  protezione
          della  sicurezza  e  della  salute   dei   lavoratori,   le
          disposizioni di cui agli articoli 7, 8,  9  e  13,  non  si
          applicano al personale  mobile.  Per  il  personale  mobile
          dipendente   da   aziende   autoferrotranviarie,    trovano
          applicazione le  relative  disposizioni  di  cui  al  regio
          decreto-legge 19 ottobre 1923, n.  2328,  convertito  dalla
          legge 17 aprile 1925, n. 473,  e  alla  legge  14  febbraio
          1958, n. 138.
              6-bis. Le disposizioni di cui all' articolo  7  non  si
          applicano al personale del  ruolo  sanitario  del  Servizio
          sanitario nazionale, per il quale si  fa  riferimento  alle
          vigenti disposizioni contrattuali in materia di  orario  di
          lavoro, nel rispetto dei principi generali della protezione
          della sicurezza e della salute dei lavoratori.".
              Il  testo   del   comma   13   dell'articolo   15   del
          decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95  (Disposizioni  urgenti
          per la revisione della spesa pubblica  con  invarianza  dei
          servizi  ai  cittadini  nonche'  misure  di   rafforzamento
          patrimoniale   delle   imprese   del   settore   bancario),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 luglio 2012, n.  156,
          S.O.:
              "Art. 15. Disposizioni  urgenti  per  l'equilibrio  del
          settore  sanitario  e  misure  di   governo   della   spesa
          farmaceutica
              (Omissis).
              13. Al fine di  razionalizzare  le  risorse  in  ambito
          sanitario e di conseguire una  riduzione  della  spesa  per
          acquisto di beni e servizi:
              a) ferme restando le disposizioni di  cui  all'articolo
          17, comma 1,  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,
          convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n.
          111, gli importi  e  le  connesse  prestazioni  relative  a
          contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di
          beni e servizi, con esclusione degli acquisti dei  farmaci,
          stipulati  da  aziende  ed  enti  del  Servizio   sanitario
          nazionale, sono ridotti del 5 per cento a  decorrere  dalla
          data di entrata in vigore del presente decreto e del 10 per
          cento a decorrere dal 1° gennaio 2013 e per tutta la durata
          dei contratti medesimi; tale riduzione per la fornitura  di
          dispositivi medici opera fino al 31 dicembre 2012. Al  fine
          di salvaguardare i livelli  essenziali  di  assistenza  con
          specifico riferimento alle esigenze di inclusione  sociale,
          le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano
          possono       comunque        conseguire        l'obiettivo
          economico-finanziario  di   cui   alla   presente   lettera
          adottando   misure    alternative,    purche'    assicurino
          l'equilibrio del bilancio sanitario;
              b)  all'articolo  17,  comma   1,   lettera   a),   del
          decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla  legge
          15 luglio 2011, n. 111, il quarto e il quinto periodo  sono
          sostituiti dai seguenti: «Qualora sulla base dell'attivita'
          di rilevazione di cui al presente comma, nonche' sulla base
          delle analisi effettuate dalle Centrali regionali  per  gli
          acquisti anche grazie a strumenti di rilevazione dei prezzi
          unitari  corrisposti  dalle  Aziende  Sanitarie   per   gli
          acquisti   di   beni   e   servizi,   emergano   differenze
          significative dei prezzi unitari, le Aziende Sanitarie sono
          tenute a  proporre  ai  fornitori  una  rinegoziazione  dei
          contratti  che  abbia  l'effetto  di  ricondurre  i  prezzi
          unitari di fornitura ai prezzi di  riferimento  come  sopra
          individuati, e  senza  che  cio'  comporti  modifica  della
          durata del contratto. In caso di mancato accordo, entro  il
          termine di 30 giorni dalla trasmissione della proposta,  in
          ordine ai prezzi come sopra proposti, le Aziende  sanitarie
          hanno il diritto di  recedere  dal  contratto  senza  alcun
          onere a carico delle stesse, e cio' in deroga  all'articolo
          1671 del codice civile. Ai fini della presente lettera  per
          differenze significative dei prezzi si intendono differenze
          superiori  al  20  per  cento   rispetto   al   prezzo   di
          riferimento.  Sulla  base   dei   risultati   della   prima
          applicazione della presente disposizione, a  decorrere  dal
          1° gennaio 2013 la individuazione  dei  dispositivi  medici
          per le finalita' della presente disposizione e'  effettuata
          dalla medesima Agenzia di cui all'articolo  5  del  decreto
          legislativo 30 giugno 1993, n. 266, sulla base  di  criteri
          fissati con decreto del Ministro della salute, di  concerto
          con   il   Ministro   dell'economia   e   delle    finanze,
          relativamente  a  parametri  di   qualita',   di   standard
          tecnologico, di sicurezza e di efficacia. Nelle more  della
          predetta individuazione  resta  ferma  l'individuazione  di
          dispositivi medici  eventualmente  gia'  operata  da  parte
          della citata Agenzia.  Le  aziende  sanitarie  che  abbiano
          proceduto  alla  rescissione  del  contratto,  nelle   more
          dell'espletamento delle gare indette in sede  centralizzata
          o aziendale, possono, al fine  di  assicurare  comunque  la
          disponibilita'  dei  beni  e  servizi  indispensabili   per
          garantire l'attivita' gestionale e assistenziale, stipulare
          nuovi contratti accedendo a  convenzioni-quadro,  anche  di
          altre regioni, o tramite affidamento diretto  a  condizioni
          piu' convenienti in ampliamento di contratto  stipulato  da
          altre  aziende  sanitarie  mediante  gare  di   appalto   o
          forniture.»;
              b-bis) l'articolo  7-bis  del  decreto-legge  7  maggio
          2012, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla  legge  6
          luglio 2012, n. 94, e' abrogato;
              c)  sulla  base   e   nel   rispetto   degli   standard
          qualitativi,  strutturali,   tecnologici   e   quantitativi
          relativi all'assistenza ospedaliera fissati,  entro  il  31
          ottobre  2012,   con   regolamento   approvato   ai   sensi
          dell'articolo 1, comma 169, della legge 30  dicembre  2004,
          n. 311, previa intesa della  Conferenza  permanente  per  i
          rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
          Trento e di Bolzano, nonche' tenendo conto della  mobilita'
          interregionale, le regioni e le province autonome di Trento
          e di Bolzano adottano, nel rispetto della  riorganizzazione
          di servizi distrettuali e delle cure  primarie  finalizzate
          all'assistenza 24 ore su 24 sul territorio adeguandoli agli
          standard europei, entro il 31 dicembre 2012,  provvedimenti
          di riduzione dello standard  dei  posti  letto  ospedalieri
          accreditati  ed  effettivamente  a  carico   del   servizio
          sanitario regionale, ad un  livello  non  superiore  a  3,7
          posti letto per mille abitanti, comprensivi  di  0,7  posti
          letto  per  mille  abitanti  per  la  riabilitazione  e  la
          lungodegenza  post-acuzie,   adeguando   coerentemente   le
          dotazioni organiche dei  presidi  ospedalieri  pubblici  ed
          assumendo come riferimento  un  tasso  di  ospedalizzazione
          pari a 160 per mille  abitanti  di  cui  il  25  per  cento
          riferito a ricoveri diurni. La riduzione dei posti letto e'
          a carico dei presidi ospedalieri pubblici per una quota non
          inferiore al 50 per cento del totale  dei  posti  letto  da
          ridurre  ed  e'  conseguita  esclusivamente  attraverso  la
          soppressione di unita' operative complesse.  Nelle  singole
          regioni e province autonome, fino ad avvenuta realizzazione
          del  processo  di  riduzione  dei  posti  letto   e   delle
          corrispondenti unita' operative complesse,  e'  sospeso  il
          conferimento  o  il   rinnovo   di   incarichi   ai   sensi
          dell'articolo  15-septies  del   decreto   legislativo   30
          dicembre  1992,  n.   502   e   successive   modificazioni.
          Nell'ambito del processo di  riduzione,  le  regioni  e  le
          province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  operano  una
          verifica, sotto  il  profilo  assistenziale  e  gestionale,
          della funzionalita'  delle  piccole  strutture  ospedaliere
          pubbliche, anche se  funzionalmente  e  amministrativamente
          facenti parte di presidi  ospedalieri  articolati  in  piu'
          sedi,  e  promuovono  l'ulteriore  passaggio  dal  ricovero
          ordinario  al  ricovero  diurno  e  dal   ricovero   diurno
          all'assistenza   in   regime    ambulatoriale,    favorendo
          l'assistenza residenziale e domiciliare;
              c-bis) e' favorita la sperimentazione di nuovi  modelli
          di assistenza, nell'ambito delle varie forme in cui  questa
          e'  garantita,  che  realizzino  effettive   finalita'   di
          contenimento  della  spesa  sanitaria,   anche   attraverso
          specifiche sinergie  tra  strutture  pubbliche  e  private,
          ospedaliere ed extraospedaliere;
              d) fermo restando  quanto  previsto  dall'articolo  17,
          comma 1, lettera a), del decreto-legge 6  luglio  2011,  n.
          98, convertito con  modificazioni  dalla  legge  15  luglio
          2011, n. 111, gli enti del  servizio  sanitario  nazionale,
          ovvero, per essi, le regioni  e  le  province  autonome  di
          Trento e Bolzano, utilizzano,  per  l'acquisto  di  beni  e
          servizi  relativi  alle  categorie  merceologiche  presenti
          nella piattaforma  CONSIP,  gli  strumenti  di  acquisto  e
          negoziazione telematici messi a disposizione  dalla  stessa
          CONSIP,  ovvero,  se   disponibili,   dalle   centrali   di
          committenza regionali di riferimento  costituite  ai  sensi
          dell'articolo 1, comma 455, della legge 27  dicembre  2006,
          n. 296. I  contratti  stipulati  in  violazione  di  quanto
          disposto dalla presente lettera sono  nulli,  costituiscono
          illecito  disciplinare  e  sono  causa  di  responsabilita'
          amministrativa.  Il  rispetto  di  quanto   disposto   alla
          presente   lettera   costituisce   adempimento   ai    fini
          dell'accesso  al  finanziamento  integrativo  al   Servizio
          sanitario nazionale. Alla verifica del predetto adempimento
          provvede  il  Tavolo  tecnico   per   la   verifica   degli
          adempimenti   di   cui    all'articolo    12    dell'intesa
          Stato-regioni del 23 marzo 2005, pubblicata nel supplemento
          alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del  7  maggio  2005,  sulla
          base dell'istruttoria congiunta effettuata dalla  CONSIP  e
          dall'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici;
              e) costituisce  adempimento  ai  fini  dell'accesso  al
          finanziamento integrativo del SSN, ai sensi  della  vigente
          legislazione, la verifica della redazione dei bandi di gara
          e dei contratti di global service e facility management  in
          termini  tali  da  specificare  l'esatto  ammontare   delle
          singole prestazioni richieste (lavori, servizi,  forniture)
          e la loro incidenza percentuale  relativamente  all'importo
          complessivo  dell'appalto.  Alla  verifica   del   predetto
          adempimento provvede il Tavolo tecnico  di  verifica  degli
          adempimenti   di   cui    all'articolo    12    dell'Intesa
          Stato-Regioni   del   23    marzo    2005,    sulla    base
          dell'istruttoria effettuata dall'Autorita' per la vigilanza
          sui lavori pubblici;
              f) il tetto di  spesa  per  l'acquisto  di  dispositivi
          medici, di cui all'articolo 17, comma 2, del  decreto-legge
          6 luglio 2011, n. 98, convertito  con  modificazioni  dalla
          legge 15 luglio 2011, n. 111, e' rideterminato, per  l'anno
          2013 al valore del 4,8 per cento e, a decorrere  dal  2014,
          al valore del 4,4 per cento;
              f-bis) all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo
          30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,  dopo
          il  penultimo  periodo  e'  inserito  il  seguente:  «Nelle
          aziende         ospedaliere,         nelle          aziende
          ospedaliero-universitarie di cui all'articolo 2 del decreto
          legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, e negli  istituti  di
          ricovero  e  cura   a   carattere   scientifico   pubblici,
          costituiti da un unico presidio, le funzioni  e  i  compiti
          del direttore sanitario di cui al presente articolo  e  del
          dirigente medico  di  cui  all'articolo  4,  comma  9,  del
          presidio ospedaliero  sono  svolti  da  un  unico  soggetto
          avente i requisiti di legge»;
              g) all'articolo 8-sexies  del  decreto  legislativo  30
          dicembre 1992, n. 502, dopo  il  comma  1  e'  inserito  il
          seguente comma:
              «1-bis. Il valore complessivo della remunerazione delle
          funzioni non puo' in ogni caso superare il 30 per cento del
          limite di remunerazione assegnato».".
              La legge 7 agosto 2012 n. 135  (Conversione  in  legge,
          con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95,
          recante disposizioni urgenti per la revisione  della  spesa
          ubblica  con  invarianza  dei  servizi  ai  cittadini),  e'
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto 2012, n. 189,
          S.O. 

 

 

Note all'art. 15:
              Il testo delle Osservazioni  preliminari  dell'allegato
          II  del  decreto  legislativo  17  agosto  1999,   n.   298
          (Attuazione  della  direttiva   93/103/CE   relativa   alle
          prescrizioni minime di sicurezza e di salute per il  lavoro
          a bordo delle navi da  pesca),  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale 27 agosto 1999, n.  201,  come  modificato  dalla
          presente legge cosi' recita:
              "Prescrizioni minime dl sicurezza e di  salute  per  le
          navi da pesca esistenti
              (art. 3, comma 2, lettera a) e art. 4, comma 2)
              Osservazione preliminare
              Gli obblighi previsti  dal  presente  allegato  trovano
          applicazione, nella misura consentita dalle caratteristiche
          strutturali della  nave,  ogniqualvolta  lo  richiedano  le
          caratteristiche del luogo di lavoro  o  dell'attivita',  le
          condizioni o un rischio  a  bordo  di  una  nave  da  pesca
          esistente.
              1. Navigabilita' e stabilita'.
              1.1. La nave deve essere mantenuta in buone  condizioni
          di navigabilita' e dotata di attrezzature appropriate  alla
          sua destinazione ed al suo impiego.
              1.2.   Le   informazioni   sulle   caratteristiche   di
          stabilita'  della  nave,   se   esistono,   devono   essere
          disponibili a bordo e accessibili al personale di guardia.
              1.3. Ogni nave che non  sia  in  avaria  deve  avere  e
          conservare  una  stabilita'  sufficiente  nelle  condizioni
          operative previste.
              Il comandante deve  prendere  le  misure  precauzionali
          necessarie per conservare l'adeguata stabilita' della nave.
              Vanno rigorosamente seguite le istruzioni relative alla
          stabilita' della nave.
              2. Impianto meccanico ed elettrico.
              2.1.  L'impianto  elettrico  deve  essere  concepito  e
          realizzato in modo da non costituire pericolo e garantire:
              la protezione dell'equipaggio e  della  nave  contro  i
          rischi elettrici;
              il  buon  funzionamento  di   tutte   le   attrezzature
          necessarie per mantenere la nave in condizioni operative  e
          di abitabilita' normali senza dover  fare  ricorso  ad  una
          fonte di energia elettrica di emergenza;
              il funzionamento degli apparecchi elettrici  essenziali
          per la sicurezza nelle possibili situazioni di emergenza.
              2.2.  Deve  essere  prevista  una  fonte   di   energia
          elettrica di emergenza.
              Essa deve essere sistemata, tranne nelle navi con ponte
          aperto,  al  di  fuori  della  sala  macchine   ed   essere
          progettata in modo da assicurare, in  caso  di  incendio  o
          altro  guasto  dell'impianto   elettrico   principale,   il
          funzionamento simultaneo, per almeno tre ore:
              del sistema di comunicazione  interno,  dei  rilevatori
          antincendio e dei segnali necessari in caso di emergenza;
              delle  luci  di  navigazione  e  dell'illuminazione  di
          emergenza;
              del sistema di radiocomunicazione;
              della pompa  elettrica  antincendio  di  emergenza,  se
          disponibile sulla nave.
              Se la  fonte  di  energia  elettrica  di  emergenza  e'
          costituita da una batteria  di  accumulatori,  in  caso  di
          guasto dell'impianto elettrico principale, la  batteria  di
          accumulatori  deve  essere  collegata  automaticamente   al
          pannello di distribuzione di energia elettrica di emergenza
          e deve garantire l'alimentazione senza interruzioni per tre
          ore dei servizi indicati al secondo comma, primo, secondo e
          terzo trattino.
              Il pannello di distribuzione di energia elettrica ed il
          pannello di emergenza  dovrebbero,  per  quanto  possibile,
          essere installati in maniera che  non  si  trovino  esposti
          simultaneamente all'acqua o al fuoco.
              2.3. I pannelli di comando  devono  recare  indicazioni
          chiare; le scatole dei massimi fusibili e il  supporto  dei
          fusibili  devono  essere  periodicamente  controllati   per
          accertare che  la  taratura  dei  fusibili  utilizzati  sia
          corretta.
              2.4. Gli scompartimenti che ospitano  gli  accumulatori
          per l'elettricita' devono essere adeguatamente aerati.
              2.5.  I  sistemi   elettronici   di   assistenza   alla
          navigazione  devono  essere  controllati  frequentemente  e
          sottoposti a manutenzione.
              2.6.   Tutte   le   attrezzature   impiegate   per   il
          sollevamento   devono   essere   controllate   e    provate
          periodicamente.
              2.7. Tutte le parti dei dispositivi di sollevamento, di
          trazione e delle attrezzature ad essi affini devono  essere
          mantenute in buono stato di funzionamento.
              2.8. Gli impianti di refrigerazione  ed  i  sistemi  ad
          aria compressa  eventualmente  installati  a  bordo  devono
          essere   sottoposti   a    manutenzione    e    controllati
          periodicamente.
              2.9. Gli apparecchi per la cottura  e  quelli  per  uso
          domestico che funzionano  con  gas  pesanti  devono  essere
          impiegati  solo  in  locali  ben  aerati;  occorro  evitare
          accuratamente le concentrazioni pericolose di gas.
              I cilindri metallici che contengono gas infiammabili  e
          altri  gas  pericolosi  devono  riportare  una  indicazione
          chiara del  loro  contenuto  e  devono  essere  ubicati  in
          coperta.
              Tutte le valvole, i regolatori  della  pressione  e  le
          tubazioni di collegamento a detti  cilindri  devono  essere
          protetti contro i guasti.
              3. Impianto di radiocomunicazione.
              Gli impianti di radiocomunicazione devono permettere di
          entrare in collegamento in qualsiasi momento con almeno una
          stazione costiera o terrestre costiera, tenuto conto  delle
          normali   condizioni    di    propagazione    delle    onde
          radioelettriche.
              4. Vie e uscite di sicurezza.
              4.1. Le vie e le uscite che possono  essere  utilizzate
          come vie e  uscite  di  sicurezza  non  devono  mai  essere
          ostruite, devono essere facilmente accessibili  e  condurre
          il piu' direttamente possibile in coperta o in area  sicura
          e da qui ai dispositivi  di  salvataggio,  in  modo  che  i
          lavoratori possano evacuare rapidamente e in condizioni  di
          massima sicurezza i posti di lavoro o gli alloggi.
              4.2. Il numero, la distribuzione e le dimensioni  delle
          vie e delle uscite che possono essere utilizzate come vie e
          uscite  di   sicurezza   devono   dipendere   dall'impiego,
          dall'attrezzatura e dalle dimensioni del posto di lavoro  e
          di alloggio e dal numero massimo  di  persone  che  possono
          trovarsi a bordo.
              Le uscite che possono essere utilizzate come uscite  di
          sicurezza e che sono  chiuse  devono  poter  essere  aperte
          facilmente  ed  immediatamente  in  caso  di  emergenza  da
          qualunque lavoratore o da squadre di salvataggio.
              4.3. Le vie e le  uscite  di  sicurezza  devono  essere
          indicate da segnali in conformita' della normativa vigente.
              I segnali devono essere apposti nei  punti  appropriati
          ed essere fatti per durare.
              4.4. Le vie di emergenza, i mezzi di evacuazione  e  le
          uscite di sicurezza  che  richiedono  illuminazione  devono
          essere  dotati  di  luci  di   emergenza   di   sufficiente
          intensita' per i casi di guasto all'illuminazione.
              5. Rilevazione incendio e lotta antincendio.
              5.1. A seconda delle dimensioni  e  dell'impiego  della
          nave, dell'attrezzatura che essa contiene, delle proprieta'
          fisiche e chimiche delle sostanze  presenti  e  del  numero
          massimo di  persone  che  possono  trovarsi  a  bordo,  gli
          alloggi,  i  posti  di  lavoro  chiusi,  compresa  la  sala
          macchine  nonche'  la  stiva  per  il  pesce  eventualmente
          necessaria,  devono  essere   equipaggiati   con   adeguate
          attrezzature antincendio e, se necessario, con  sistemi  di
          rilevamento e di allarme antincendio.
              5.2. Le attrezzature antincendio devono  essere  sempre
          tenute nei luoghi  appositi,  devono  essere  mantenute  in
          condizione di funzionare  e  devono  essere  immediatamente
          accessibili.
              I  lavoratori  devono  sapere  dove   si   trovano   le
          attrezzature antincendio, come funzionano e come si usano.
              La presenza degli estintori e delle altre  attrezzature
          portatili  antincendio   deve   essere   verificata   prima
          dell'approntamento della nave.
              5.3. Le attrezzature antincendio  azionate  manualmente
          devono essere facilmente accessibili  e  di  facile  uso  e
          devono essere  indicate  mediante  segnali  in  conformita'
          della normativa vigente.
              Questi  segnali  devono  essere   apposti   in   luoghi
          appropriati ed essere fatti per durare.
              5.4. I sistemi di rilevazione incendio  e  di  relativo
          allarme devono essere regolarmente trovati e  sottoposti  a
          manutenzione.
              5.5.  Le  esercitazioni   antincendio   devono   essere
          effettuate regolarmente.
              6. Aerazione dei posti di lavoro chiusi.
              Nei posti di lavoro chiusi si deve garantire che vi sia
          sufficiente aria pulita, tenuto conto dei metodi di  lavoro
          impiegati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.
              Se viene usato un sistema di aerazione meccanico,  esso
          deve essere sottoposto a manutenzione.
              7. Temperatura dei locali.
              7.1. La temperatura nei locali di  lavoro  deve  essere
          adeguata all'organismo umano durante il  tempo  di  lavoro,
          tenuto conto dei metodi di lavoro applicati,  degli  sforzi
          fisici   imposti   ai   lavoratori   e   delle   condizioni
          meteorologiche  esistenti  o  che  possono  esistere  nella
          regione in cui opera la nave.
              7.2. La temperatura degli alloggi dei servizi igienici,
          delle mense e dei locali di pronto soccorso, ove  esistono,
          deve essere conforme alla destinazione specifica di  questi
          locali.
              8. Illuminazione naturale e artificiale  dei  posti  di
          lavoro.
              8.1. I posti  di  lavoro  devono  disporre  per  quanto
          possibile  di  una  illuminazione  naturale  sufficiente  e
          essere dotati di dispositivi di  illuminazione  artificiale
          adeguata alle condizioni di pesca senza mettere in pericolo
          la sicurezza e la salute dei lavoratori  o  la  navigazione
          delle altre navi.
              8.2. Gli impianti di illuminazione dei posti di lavoro,
          scale, scale a pioli e corridoi devono essere installati in
          modo  tale  che  il  tipo  di  illuminazione  previsto  non
          presenti un rischio di  infortunio  per  lavoratori  e  non
          ostacoli la navigazione della nave.
              8.3. Nei posti di  lavoro  in  cui  i  lavoratori  sono
          particolarmente esposti  a  pericoli  nel  caso  di  guasto
          all'illuminazione  artificiale  si   deve   prevedere   una
          illuminazione di emergenza di intensita' adeguata.
              8.4. L'illuminazione di emergenza deve essere mantenuta
          in  buone  condizioni  di  funzionamento  e   deve   essere
          controllata periodicamente.
              9. Pavimenti, pareti e soffitti.
              9.1. I locali accessibili ai lavoratori  devono  essere
          antisdrucciolevoli o essere  dotati  di  altri  dispositivi
          contro la caduta ed essere esenti da  ostacoli  per  quanto
          possibile.
              9.2. I  locali  comprendenti  posti  di  lavoro  devono
          disporre, per quanto possibile, di un isolamento acustico e
          termico sufficiente, tenuto conto del tipo  di  mansione  e
          dell'attivita' fisica dei lavoratori.
              9.3 Le superfici dei  pavimenti,  delle  pareti  e  dei
          soffitti nei locali devono  essere  tali  da  poter  essere
          pulite o deterse per ottenere condizioni adeguate d'igiene.
              10. Porte.
              10.1.   Le   porte   devono   sempre   potersi   aprire
          dall'interno senza un dispositivo particolare. Esse  devono
          potersi aprire da entrambi i lati quando i posti di  lavoro
          sono in uso.
              10.2. Le porte, e in particolare le  ponte  scorrevoli,
          quando non se ne possa fare a meno, devono  funzionare  nel
          modo piu' sicuro possibile per i  lavoratori,  specialmente
          in condizioni di cattivo tempo e di mare agitato.
              11. Vie di circolazione - Zone di pericolo.
              11.1. Corridoi, cofani, la parte esterna della  tuga  e
          in generale tutte le  vie  di  circolazione  devono  essere
          dotate  di  battagliole,  corrimano,  guardacorpo  o  altri
          dispositivi per garantire la sicurezza dei lavoratori nello
          svolgimento delle loro attivita' a bordo.
              11.2. Qualora sussista il  rischio  che  il  lavoratore
          cada attraverso un boccaporto  del  ponte  o  da  un  ponte
          all'altro,  si  deve  prevedere,  per   quanto   possibile,
          un'adeguata protezione.
              11.3. Gli accessi agli impianti previsti  al  di  sopra
          del ponte ai fini del loro impiego  o  manutenzione  devono
          essere tali da garantire la sicurezza dei lavoratori.
              Parapetti  o  dispositivi  similari  di  protezione  di
          altezza  adeguata  devono  essere  previsti  per  prevenire
          cadute.
              11.4. Le impavesate o altri mezzi previsti per  evitare
          le cadute fuori bordo devono essere mantenuti efficienti.
              Dei parapetti di scarico  o  altri  dispositivi  simili
          devono essere previsti nell'impavesata per un rapido  scolo
          delle acque.
              11.5. Su pescherecci  per  traino  poppiero  dotati  di
          rampe, la parte superiore  di  queste  ultime  deve  essere
          equipaggiata con una porta o  un  altro  dispositivo  della
          stessa  altezza  delle  impavesate,  o  altri   dispositivi
          adiacenti,  che  impediscano  l'accesso  per  proteggere  i
          pescatori dal rischio di cadere nella rampa.
              Questa porta o altro dispositivo deve essere di  facile
          apertura  e  chiusura,  deve  essere  aperta  soltanto  per
          salpare ed issare a bordo la rete.
              12. Struttura dei posti di lavoro.
              12.1. Le aree di lavoro devono essere tenute sgombre e,
          per quanto possibile, protette contro il moto  del  mare  e
          devono fornire un'adeguata protezione ai lavoratori  contro
          le cadute a bordo o fuori bordo.
              Le   aree   di   lavorazione    del    pesce    saranno
          sufficientemente spaziose sia in termini di altezza che  di
          superficie.
              12.2. Quando viene effettuato dalla sala  macchine,  il
          comando dei motori deve  essere  effettuato  in  un  locale
          separato, isolato acusticamente  e  termicamente  da  detta
          sala e accessibile senza attraversare la sala stessa.
              Il ponte di comando e' considerato un  locale  conforme
          ai requisiti previsti nel primo capoverso.
              12.3. I comandi  dei  dispositivi  di  trazione  devono
          essere installati in  un'area  sufficientemente  ampia  per
          consentire ai manovratori di operare senza ostacoli.
              I dispositivi di trazione devono inoltre essere  muniti
          di congegni di sicurezza adeguati per i casi di  emergenza,
          compresi congegni di arresto di emergenza.
              12.4. Il manovratore dei dispositivi di  trazione  deve
          avere un campo di visione adeguato su  tali  dispositivi  e
          sui lavoratori all'opera.
              Se i comandi dei dispositivi di trazione sono manovrati
          dal ponte, il manovratore deve avere anche in  questo  caso
          una  visione   libera   sui   lavoratori   all'opera,   sia
          direttamente, sia tramite un altro mezzo adeguato.
              12.5. Fra il ponte e la coperta di lavoro  deve  essere
          impiegato un sistema di comunicazione affidabile.
              12.6. Durante  l'attivita'  di  pesca  o  quando  altri
          lavori sono svolti in coperta deve essere sempre  mantenuta
          un'attenta vigilanza e l'equipaggio deve  essere  avvertito
          del pericolo imminente di ondate in arrivo.
              12.7. Il tratto non protetto di funi  e  cavi  e  degli
          elementi mobili dell'attrezzatura deve  essere  ridotto  al
          minimo prevedendo dispositivi di protezione.
              12.8.  Devono  essere  installati  dispositivi  per  il
          controllo delle masse  in  movimento,  particolarmente  sui
          pescherecci per traino poppiero:
              dispositivi di blocco dei bozzelli divergenti;
              dispositivi per il  controllo  delle  oscillazioni  del
          sacco della rete.
              13. Alloggi.
              13.1.  Gli  eventuali  alloggi  dei  lavoratori  devono
          essere  strutturati  in  modo  tale  che  al   rumore,   le
          vibrazioni,  gli  effetti  di  movimenti  e   accelerazioni
          nonche' le esalazioni da  altri  locali  siano  ridotti  al
          minimo.
              Negli  alloggi   deve   essere   prevista   un'adeguata
          illuminazione.
              13.2. La cucina  e  la  mensa  eventuali  devono  avere
          dimensioni  adeguate,  con  appropriata   illuminazione   e
          ventilazione e deve essere facile mantenerle pulite.
              Devono essere previsti frigoriferi o altre attrezzature
          di  conservazione  per  mantenere  gli  alimenti  a   bassa
          temperatura.
              14. Impianti sanitari.
              14.1.  Sulle  navi  che  dispongono  di   alloggi   per
          l'equipaggio, devono essere installati lavabi, gabinetti e,
          se possibile, una  doccia  e  i  rispettivi  locali  devono
          essere debitamente aerati.
              15. Pronto soccorso.
              Tutte le navi devono  essere  dotate  di  materiale  di
          pronto soccorso in conformita' dei requisiti della  vigente
          normativa.
              16. Scale e passerelle d'imbarco.
              Deve  essere  disponibile  una  scala  d'imbarco,   una
          passerella di imbarco o un altro  dispositivo  analogo  che
          offra un accesso adeguato e sicuro a bordo della nave.". 

 

 Note all'art. 16:
              Il testo del comma 1 dell'articolo 24  della  Legge  23
          luglio  1991.  N.  223   (Norme   in   materia   di   cassa
          integrazione,  mobilita',  trattamenti  di  disoccupazione,
          attuazione di direttive della Comunita' europea, avviamento
          al lavoro ed altre disposizioni in materia di  mercato  del
          lavoro), pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  27  luglio
          1991, n. 175, S.O., come modificato  dalla  presente  legge
          cosi' recita:
              "Art. 24. Norme in materia di riduzione del personale
              1. Le disposizioni di cui all'articolo 4, commi da 2  a
          12 e 15-bis, e all'articolo 5, commi da 1 a 5, si applicano
          alle imprese che  occupino  piu'  di  quindici  dipendenti,
          compresi  i  dirigenti,  e  che,  in  conseguenza  di   una
          riduzione  o  trasformazione  di  attivita'  o  di  lavoro,
          intendano effettuare almeno cinque licenziamenti, nell'arco
          di centoventi giorni, in ciascuna unita' produttiva,  o  in
          piu' unita' produttive nell'ambito del  territorio  di  una
          stessa provincia. Tali disposizioni si applicano per  tutti
          i licenziamenti che, nello stesso arco  di  tempo  e  nello
          stesso ambito, siano comunque riconducibili  alla  medesima
          riduzione o trasformazione
              1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 4, commi  2,
          3, con esclusione dell'ultimo periodo, 4, 5, 6,  7,  8,  9,
          11, 12, 14, 15 e 15-bis, e all'articolo 5, commi 1, 2 e  3,
          si applicano ai privati datori di lavoro  non  imprenditori
          alle medesime condizioni di cui al comma  1.  I  lavoratori
          licenziati vengono iscritti nella lista di cui all'articolo
          6,  comma  1,   senza   diritto   all'indennita'   di   cui
          all'articolo 7.  Ai  lavoratori  licenziati  ai  sensi  del
          presente comma non si applicano le disposizioni di cui agli
          articoli 8, commi 2 e 4, e 25, comma 9.
              1-ter. La disposizione di cui all'articolo 5, comma  3,
          ultimo periodo, non  si  applica  al  recesso  intimato  da
          datori di lavoro non imprenditori che svolgono, senza  fini
          di  lucro,  attivita'  di   natura   politica,   sindacale,
          culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto.
              1-quater. Nei casi previsti dall'articolo 5,  comma  3,
          al recesso intimato da datori di  lavoro  non  imprenditori
          che svolgono, senza fini  di  lucro,  attivita'  di  natura
          politica, sindacale, culturale,  di  istruzione  ovvero  di
          religione o di culto, si applicano le disposizioni  di  cui
          alla  legge  15  luglio  1966,   n.   604,   e   successive
          modificazioni.
              1-quinquies. Nel caso in cui l'impresa o il  datore  di
          lavoro non imprenditore, ricorrendo le condizioni di cui al
          comma 1, in- tenda procedere al licenziamento di uno o piu'
          dirigenti, trovano  applicazione  le  disposizioni  di  cui
          all'articolo 4, commi  2,  3,  con  esclusione  dell'ultimo
          periodo, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11,  12,  14,  15  e  15-bis,  e
          all'articolo 5, commi 1, 2 e 3,  primo  e  quarto  periodo.
          All'esame di cui all'articolo 4, commi 5 e 7,  relativo  ai
          dirigenti  eccedenti,  si  procede  in  appositi  incontri.
          Quando risulta  accertata  la  violazione  delle  procedure
          richiamate all'articolo 4,  comma  12,  o  dei  criteri  di
          scelta di cui all'articolo  5,  comma  1,  l'impresa  o  il
          datore di lavoro non imprenditore e' tenuto al pagamento in
          favore del dirigente di un'indennita'  in  misura  compresa
          tra   dodici   e   ventiquattro   mensilita'    dell'ultima
          retribuzione globale di fatto, avuto riguardo alla natura e
          alla gravita' della  violazione,  fatte  salve  le  diverse
          previsioni  sulla  misura  dell'indennita'  contenute   nei
          contratti e negli accordi collettivi applicati al  rapporto
          di lavoro.
              2. Le disposizioni richiamate  nei  commi  1,  1-bis  e
          1-quinquies si  applicano  anche  quando  le  imprese  o  i
          privati datori  di  lavoro  non  imprenditori,  di  cui  ai
          medesimi commi, intendano cessare l'attivita'.
              3. Quanto previsto  all'articolo  4,  commi  3,  ultimo
          periodo, e 10, e all'articolo 5, commi 4 e  5,  si  applica
          solo alle imprese di  cui  all'articolo  16,  comma  1.  Il
          contributo previsto dall'articolo 5,  comma  4,  e'  dovuto
          dalle imprese di cui all'articolo 16, comma 1 nella  misura
          di  nove  volte  il  trattamento  iniziale   di   mobilita'
          spettante al lavoratore ed e' ridotto a tre volte nei  casi
          di accordo sindacale.
              4. Le disposizioni di cui al presente articolo  non  si
          applicano nei casi di scadenza dei  rapporti  di  lavoro  a
          termine, di fine lavoro nelle costruzioni edili e nei  casi
          di attivita' stagionali o saltuarie.
              5.  La  materia  dei   licenziamenti   collettivi   per
          riduzione di personale di cui al primo comma  dell'articolo
          11 della legge 15 luglio  1966,  n.  604,  come  modificato
          dall'articolo 6 della legge 11  maggio  1990,  n.  108,  e'
          disciplinata dal presente articolo.
              6. Il presente articolo non si applica ai licenziamenti
          intimati prima  della  data  di  entrata  in  vigore  della
          presente legge.". 

 

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 
Nuovi Interpelli del Ministero del Lavoro: dimissioni della lavoratrice madre-lavoratore padre, somministrazione irregolare, distacco illecito e “lavoro nero”, lavoro intermittente – settori turismo, pubblici esercizi e spettacolo

 

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva fornisce nuove risposte ad interpello in materia di salute e sicurezza sul lavoro:

 

07/11/2014 – n. 26/2014 lavoro

istanza: lavoro intermittente – settori turismo, pubblici esercizi e spettacolo

 

07/11/2014 – n. 27/2014 lavoro

istanza: somministrazione irregolare, distacco illecito e “lavoro nero”

 

07/11/2014 – n. 28/2014 lavoro

istanza: dimissioni della lavoratrice madre-lavoratore padre

 

 

 

 [ fonte: lavoro.gov.it ]

 

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 
Nuovi Interpelli del Ministero del Lavoro: interpretazione dell’articolo 31, commi 6 e 7, del D.Lgs. n. 81/2008, costi di manutenzione degli apprestamenti

 

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva fornisce nuove risposte ad interpello in materia di salute e sicurezza sul lavoro:

 

04/11/2014 – n. 24/2014

istanza: interpretazione dell’articolo 31, commi 6 e 7, del D.Lgs. n. 81/2008

 

04/11/2014 – n. 25/2014

istanza: costi di manutenzione degli apprestamenti

 

 

[ fonte: lavoro.gov.it ]

 

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 
Nuovi Interpelli del Ministero del Lavoro: docenti formatori, coordinatori sicurezza cantieri, rls, visite mediche, dotazione economica servizio di prevenzione e protezione, art. 3 del d.p.r. 177

 

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva fornisce nuove risposte ad interpello in materia di salute e sicurezza sul lavoro:

 

06/10/2014 – n. 16/2014

istanza: Nomina, revoca e durata in carica dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

 

06/10/2014 – n. 17/2014

istanza: Il Rappresentante dei lavoratori di gruppo

 

06/10/2014 – n. 18/2014

istanza: Visite mediche al di fuori degli orari di servizio

 

06/10/2014 – n. 19/2014

istanza: Aggiornamento professionale dei coordinatori per la sicurezza

  

06/10/2014 – n. 20/2014

istanza: Elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle imprese con più di 15 lavoratori

 

 

06/10/2014 – n. 21/2014

istanza: I criteri di qualificazione del docente formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro

 

06/10/2014 – n. 22/2014

istanza: Dotazione economica del servizio di prevenzione e protezione

 

06/10/2014 – n. 23/2014

istanza: Interpretazione dell’articolo 3, commi 1 e 2, del D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177

 

 

 [ fonte: lavoro.gov.it ]

 

 

 

 

D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza (POS), del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) e del fascicolo dell’opera (FO) nonché del piano di sicurezza sostitutivo (PSS)

12 settembre 2014
  

Decreto interministeriale 9 settembre 2014

Modelli semplificati piani sicurezza cantieri

Con decreto interministeriale, ex articolo 104-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ed ex articolo 131, comma 2-bis del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono stati individuati i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell’opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo.

Se ne dà avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie Generale, n. 212 del 12 settembre 2014.

[fonte: LAVORO.GOV.IT]

 

Riportiamo di seguito il testo ex articolo 104-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 relativo all’individuazione dei modelli semplificati per la redazione dei piani di sicurezza:
Art. 104-bis. Misure di semplificazione nei cantieri temporanei o mobili
(articolo introdotto dall’art. 32, comma 1, lettera h), legge n. 98 del 2013)

1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro della salute, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h), del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, e del fascicolo dell’opera di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), fermi restando i relativi obblighi.

 

NOTA 14 settembre 2014: 
REV. 01 Si segnala che la copia scaricabile dal DOWNLOAD è stata modificata rispetto a quella allegata al DECRETO INTERMINISTERIALE (riposizionamento di alcune pagine che nel DECRETO sono state erroneamente posizionate).

 

 

 

 

 


 

MODELLI SEMPLIFICATI-piano operativo sicurezza


MODELLI SEMPLIFICATI piano sicurezza coordinamento


MODELLI SEMPLIFICATI piano sostitutivo sicurezza


MODELLI SEMPLIFICATI fascicolo opera

 


 

GAZZETTA UFFICIALE MODELLI SEMPLIFICATI PIANI SICUREZZA

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI COMUNICATO

Individuazione dei modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell’opera nonche’ del piano di sicurezza sostitutivo. (14A07039) (GU Serie Generale n.212 del 12-9-2014)

Si  rende  noto  che  in  data  9  settembre  2014,  con  decreto
interministeriale di cui all’articolo 104-bis del decreto legislativo
9 aprile 2008, n. 81, sono stati individuati i  modelli  semplificati
per la redazione del piano  operativo  di  sicurezza,  del  piano  di
sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell’opera  nonche’  del
piano di sicurezza sostitutivo, di cui all’articolo 131, comma  2-bis
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, codice dei  contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Il suddetto  decreto
e’ reperibile nel sito internet del  Ministero  del  lavoro  e  delle
politiche  sociali   (http://www.lavoro.gov.it/Lavoro),   all’interno
della sezione «Sicurezza nel lavoro».

Leggi il D.Lgs. 81/2008 integrato con il D.Interm. 22 luglio 2014 Capo II – Manifestazioni Fieristiche

Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 - Manifestazioni Fieristiche

 

Il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, ha modificato quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 nell’ambito degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche.

Il decreto se applica a tutte le attività ove sarà necessario aprire cantieri di realizzazione strutture provvisorie per spettacoli quali palchi, teatri tenda, strutture di illuminazione, allestimenti fieristici ed altre situazioni di cantieri di pubblico spettacolo. Nel decreto sono previsti alcuni ambiti di cantieri spettacoli per i quali il decreto non si applica (strutture di dimensioni ridotte).

 

 

 

 

 

 

 

Effettua il download del testo integrale D.L.gs. 81/2008 TITOLO IV  (cantieri temporanei o mobili) con le indicazioni e prescrizioni del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 per il settore delle Manifestazioni Fieristiche


 

Leggi anche il testo integrale del D.Interm. 22 luglio 2014.

 

 

 

 

 


Estratto:

DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

Definizioni

a) Gestore: soggetto giuridico che gestisce il Quartiere fieristico;

b) Organizzatore: soggetto giuridico che organizza la manifestazione fieristica;

c) Espositore: azienda o altro soggetto giuridico che partecipa alla manifestazione fieristica con

disponibilità di un’area specifica;

d) Allestitore: soggetto che è titolare del contratto di appalto per montaggio dello stand, smontaggio dello

stand ed eventuale realizzazione delle strutture espositive;

e) Stand: singola area destinata alla partecipazione alla manifestazione fieristica dell’Espositore;

f) Spazio complementare allestito: area allestita destinata a sale convegni, mostre, uffici e altri servizi a

supporto dell’esposizione fieristica;

g) Quartiere fieristico: struttura fissa, o altro spazio destinato ad ospitare la manifestazione fieristica,

dotata di una propria organizzazione logistica e relativa agibilità, destinata allo svolgimento di

manifestazioni fieristiche;

h) Struttura allestitiva: insieme degli elementi utilizzati per l’allestimento di uno stand o di uno spazio

complementare allestito;

i) Tendostruttura: struttura portante con telo di copertura, sia aperta che chiusa ai lati.

Campo di applicazione

Attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per

manifestazioni fieristiche, fatte salve le esclusioni.

Esclusioni

Le disposizioni del decreto interministeriale 22/07/2014 non operano per le attività in caso:

strutture allestitive cha abbiano un’altezza inferiore a 6,50 m rispetto a un piano stabile;

strutture allestitive biplanari che abbiano una superficie della proiezione in pianta del piano

superiore fino a 100 m²

tendostrutture e opere temporanee strutturalmente indipendenti, realizzate con elementi

prodotti da un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi

massimi, previsti dallo stesso, la cui altezza complessiva, compresi gli elementi di copertura

direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 8,50 m di altezza rispetto a un

piano stabile.

Particolari esigenze

Si applicano le disposizioni di cui al presente decreto, in considerazione delle particolari esigenze che

caratterizzano le attività di lavoro tipiche delle manifestazioni fieristiche di seguito elencate:

a) compresenza di più imprese esecutrici nelle aree di lavoro, con permanenza di durata

variabile;

b) compresenza di un elevato numero di lavoratori, autonomi o dipendenti, nelle aree di lavoro,

con permanenza di durata variabile e con svolgimento di mansioni diverse tra loro;

c) frequente presenza di imprese e lavoratori di diverse nazionalità nelle aree di lavoro;

d) necessità di completamento dei lavori in tempi brevi, compatibili con lo svolgimento

programmato degli eventi;

e) necessità di realizzazione dei lavori in spazi ristretti;

f) possibilità di operare in contesti caratterizzati da vincoli architettonici o ambientali;

g) rischi derivanti dalle condizioni meteorologiche e ambientali in relazione alle attività da

svolgersi in luoghi aperti;

h) presenza di più stand contigui nello stesso quartiere fieristico.

TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

INTEGRATO E MODIFICATO CON DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

CAPO II – “MANIFESTAZIONI FIERISTICHE”

Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

Art. 88. Campo di applicazione

1. Il presente capo contiene disposizioni specifiche relative alle misure per la tutela della salute e per la

sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili quali definiti all’articolo 89, comma 1, lettera a).

2. Le disposizioni del presente capo non si applicano:

a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali;

b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attività minerarie esistenti entro il perimetro dei permessi di

ricerca, delle concessioni o delle autorizzazioni;

c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze della miniera: gli impianti fissi interni o esterni, i

pozzi, le gallerie, nonché i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le

opere e gli impianti destinati all’arricchimento dei minerali, anche se ubicati fuori del perimetro delle

concessioni;

d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e trasporto dei prodotti delle cave ed alle operazioni di

caricamento di tali prodotti dai piazzali;

e) alle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel

territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine

comunque soggette ai poteri dello Stato;

f) ai lavori svolti in mare;

g) alle attività svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese,

purché tali attività non implichino l’allestimento di un cantiere temporaneo o mobile;

g-bis) ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento,

nonché ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore a dieci uomini-giorno, finalizzati alla

realizzazione o alla manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non espongano i lavoratori ai rischi di

cui all’allegato XI;

g-ter), alle attività di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, che non comportino lavori edili o di

ingegneria civile di cui all’allegato X.

2-bis. Le disposizioni di cui al presente titolo si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e

alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle

relative attività, individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che

deve essere adottato entro il 31 dicembre 2013.

Art. 89. Definizioni

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per:

a) cantiere temporaneo o mobile, di seguito denominato: «cantiere»: qualunque luogo in cui si effettuano

lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’allegato X il luogo nel quale si svolgono le attività

di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per

manifestazioni fieristiche, fatte salve le esclusioni eccezioni di cui al comma 3 del decreto interministeriale

22/07/2014 ;

b) committente: il soggetto gestore, organizzatore, o espositore che ha la titolarità e che esercita i poteri

decisionali e di spesa, per conto del quale si effettuano le attività di approntamento e smantellamento di

strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per manifestazioni fieristiche limitatamente

all’ambito di esplicazione dei richiamati poteri per conto del quale l’intera opera viene realizzata,

indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opera pubblica,

il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto;

c) responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso

attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e

successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento;

d) lavoratore autonomo: persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera

senza vincolo di subordinazione;

e) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 91;

f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per l’esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese

affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra

committente e impresa esecutrice;

g) uomini-giorno: entità presunta del cantiere rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate

dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione dell’opera;

h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in

riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono

riportati nell’allegato XV così come modificato ed integrato dal decreto interministeriale 22/07/2014 e devono

tener conto dell’allegato IV del decreto interministeriale 22/07/2014 e delle informazioni contenute nel

documento unico di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26 del d. lgs.81/08 redatto dal gestore o

dall’organizzatore, i cui contenuti minimi sono descritti nell’allegato V del decreto interministeriale

22/07/2014;

i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione

dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Nel caso in cui titolare

del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga la funzione di promuovere la partecipazione

delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei

lavori, l’impresa affidataria è l’impresa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto

individuata dal consorzio nell’atto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralità

di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori come

affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione;

i-bis) impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e

materiali;

l) idoneità tecnico-professionale: possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di

macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare.

Art. 90. Obblighi del committente o del responsabile dei lavori

1. Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle

misure generali di tutela di cui all’articolo 15, in particolare:

a) deve acquisire le informazioni di cui all’allegato IV e V del decreto interministeriale 22/07/2014 relative

agli spazi ove realizzare le attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture

o opere temporanee per manifestazioni fieristiche al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed

organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o

successivamente;

b) all’atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro.

1-bis. Per i lavori pubblici l’attuazione di quanto previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti

attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista.

2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell’opera, prende in

considerazione unicamente il documento di cui all’articolo 91, comma 1, lettera a) (il P.S.C.) i documenti di

cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b).

3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il

committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori,

contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.

4. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il

committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per

l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98.

5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica

impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.

6. Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, ha facoltà

di svolgere le funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

7. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese affidatarie, alle imprese esecutrici e ai

lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del coordinatore per

l’esecuzione dei lavori. Tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere.

8. Il committente o il responsabile dei lavori ha facoltà di sostituire in qualsiasi momento, anche

personalmente, se in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, i soggetti designati in attuazione dei commi

3 e 4.

9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o

ad un lavoratore autonomo:

a) verifica l’idoneità tecnico-professionale mediante l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di

commercio industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, corredato da

autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’allegato XVII del D. Lgs. 81/08. delle

imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da

affidare, con le modalità di cui all’allegato XVII. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uominigiorno

e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI, il requisito di cui al periodo che

precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del

certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità

contributiva, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre

2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, corredato da

autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’allegato XVII;

b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica,

corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’Istituto nazionale della previdenza sociale

(INPS), all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una

dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più

rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200

uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI, il requisito di cui al periodo

che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di

regolarità contributiva e dell’autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;

c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o

della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’articolo 99, il documento unico di

regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-

bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28

gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui

alle lettere a) e b).

Nei confronti delle imprese esecutrici straniere la verifica dell’idoneità tecnico professionale può essere

dimostrata per mezzo del modello di cui all’allegato II del decreto interministeriale 22/07/2014.

10. In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 o del fascicolo di cui

all’articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui all’articolo 99,

quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei

lavoratori autonomi, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. L’organo di vigilanza comunica l’inadempienza

all’amministrazione concedente.

11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in

base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del

coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.

 

 

 

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Leggi il D.Lgs. 81/2008 integrato con il D.Interm. 22 luglio 2014 Capo I – Spettacoli musicali, cinematografici, teatrali

Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 - Spettacoli Musicali 

Il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, ha modificato quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 nell’ambito degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche.

Il decreto se applica a tutte le attività ove sarà necessario aprire cantieri di realizzazione strutture provvisorie per spettacoli quali palchi, teatri tenda, strutture di illuminazione, allestimenti fieristici ed altre situazioni di cantieri di pubblico spettacolo. Nel decreto sono previsti alcuni ambiti di cantieri spettacoli per i quali il decreto non si applica (strutture di dimensioni ridotte).

 

 

 

 

 

 

 

Effettua il download del testo integrale D.L.gs. 81/2008 TITOLO IV  (cantieri temporanei o mobili) con le indicazioni e prescrizioni del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014 per il settore degli spettacoli musicali, cinematografici, teatrali


 

Leggi anche il testo integrale del D.Interm. 22 luglio 2014.

 

 

 

 

 


Estratto:

DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

Campo di applicazione

Attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee, compreso il loro allestimento e disallestimento con

impianti audio, luci e scenotecnici, realizzate per spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di

intrattenimento, fatte salve le esclusioni.

Esclusioni

Le disposizioni del decreto interministeriale 22/07/2014 non operano per le attività:

che si svolgono al di fuori delle fasi di montaggio e smontaggio di opere temporanee di cui al comma

precedente;

di montaggio e smontaggio di pedane di altezza fino ai 2 m rispetto a un piano stabile, non connesse

ad altre strutture o supportanti altre strutture;

di montaggio e smontaggio di travi, sistemi di travi o graticci sospesi a stativi o a torri con

sollevamento manuale o motorizzato, il cui montaggio avviene al suolo o sul piano del palco e la cui

altezza finale rispetto a un piano stabile, misurata all’estradosso, non superi 6 m nel caso di stativi e 8

m nel caso di torri;

di montaggio e smontaggio delle opere temporanee prefabbricate, realizzate con elementi prodotti da

un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi massimi, previsti

dallo stesso, la cui altezza complessiva rispetto a un piano stabile, compresi gli elementi di copertura

direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 7 m.

Particolari esigenze

Si applicano le disposizioni di cui al presente decreto, in considerazione delle particolari esigenze che

caratterizzano le attività di lavoro tipiche degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali di seguito

indicate:

a) Compresenza di più imprese esecutrici nelle aree di lavoro, con permanenza di durata

variabile

b) compresenza di un elevato numero di lavoratori, autonomi o dipendenti, nelle aree di lavoro,

con permanenza di durata variabile e con svolgimento di mansioni diverse tra loro;

c) frequente presenza di imprese e lavoratori di diverse nazionalità nelle aree di lavoro;

d) necessità di completamento dei lavori in tempi brevi, compatibili con lo svolgimento

programmato degli spettacoli;

e) necessità di realizzazione dei lavori in spazi ristretti;

f) possibilità di operare in contesti caratterizzati da vincoli architettonici o ambientali;

g) rischi derivanti dalle condizioni meteorologiche e ambientali in relazione alle attività da

svolgersi in luoghi aperti.

D. LGS. 81/08 : TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

INTEGRATO E MODIFICATO CON DECRETO INTERMINISTERIALE 22/07/2014

CAPO I – “SPETTACOLI MUSICALI, CINEMATOGRAFICI E TEATRALI”

Capo I – Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

Art. 88. Campo di applicazione

1. Il presente capo contiene disposizioni specifiche relative alle misure per la tutela della salute e per la

sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili quali definiti all’articolo 89, comma 1, lettera a).

2. Le disposizioni del presente capo non si applicano:

a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali;

b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attività minerarie esistenti entro il perimetro dei permessi di

ricerca, delle concessioni o delle autorizzazioni;

c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze della miniera: gli impianti fissi interni o esterni, i

pozzi, le gallerie, nonché i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le

opere e gli impianti destinati all’arricchimento dei minerali, anche se ubicati fuori del perimetro delle

concessioni;

d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e trasporto dei prodotti delle cave ed alle operazioni di

caricamento di tali prodotti dai piazzali;

e) alle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel

territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine

comunque soggette ai poteri dello Stato;

f) ai lavori svolti in mare;

g) alle attività svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese,

purché tali attività non implichino l’allestimento di un cantiere temporaneo o mobile;

g-bis) ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento,

nonché ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore a dieci uomini-giorno, finalizzati alla

realizzazione o alla manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non espongano i lavoratori ai rischi di

cui all’allegato XI;

g-ter), alle attività di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, che non comportino lavori edili o di

ingegneria civile di cui all’allegato X.

2-bis. Le disposizioni di cui al presente titolo si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e

alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle

relative attività, individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che

deve essere adottato entro il 31 dicembre 2013.

Art. 89. Definizioni

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per:

a) cantiere temporaneo o mobile, di seguito denominato: «cantiere»: qualunque luogo in cui si effettuano

lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’allegato X il luogo nel quale si svolgono le attività

di montaggio e smontaggio di opere temporanee, compreso il loro allestimento o disallestimento con

impianti audio, luci e scenotecnici, realizzate per spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di

intrattenimento fatte salve le eccezioni di cui al comma 3 del decreto interministeriale 22/07/2014 ;

b) committente: il soggetto che ha la titolarità e che esercita i poteri decisionali e di spesa, per conto del

quale vengono realizzate le attività di cui al decreto interministeriale 22/07/2014 indipendemente da

eventuali frazionamenti della loro realizzazione. per conto del quale l’intera opera viene realizzata,

indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opera pubblica,

il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto;

c) responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso

attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e

successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento;

d) lavoratore autonomo: persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera

senza vincolo di subordinazione;

e) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 91;

f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, di seguito denominato

coordinatore per l’esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,

dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese

affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra

committente e impresa esecutrice;

g) uomini-giorno: entità presunta del cantiere rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate

dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione dell’opera;

h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in

riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono

riportati nell’allegato XV così come modificato ed integrato dal decreto interministeriale 22/07/2014;

i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione

dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Nel caso in cui titolare

del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga la funzione di promuovere la partecipazione

delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei

lavori, l’impresa affidataria è l’impresa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto

individuata dal consorzio nell’atto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralità

di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori come

affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione;

i-bis) impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e

materiali;

l) idoneità tecnico-professionale: possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di

macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare.

Art. 90. Obblighi del committente o del responsabile dei lavori

1. Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle

misure generali di tutela di cui all’articolo 15, in particolare:

a) deve acquisire le informazioni di cui all’allegato I del decreto interministriale 22/07/2014 al momento

delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si

svolgeranno simultaneamente o successivamente;

b) all’atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro.

1-bis. Per i lavori pubblici l’attuazione di quanto previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti

attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista.

2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell’opera, prende in

considerazione unicamente il documento di cui all’articolo 91, comma 1, lettera a) (il P.S.C.) i documenti di

cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b).

3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il

committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori,

contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.

 

 

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 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

E’ stato pubblicato sul sito della Regione Lombardia-Sanità il Decreto n.6551 del 08.07.2014 – Linee guida “Uso delle piattaforme di lavoro elevabili” nei (cantieri temporanei e mobili)

 

 

Cantieri spettacoli musicali: in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto interministeriale contenente le disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività

Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro  

Pubblicato il decreto interministeriale 22 luglio 2014

Con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, sono state individuate, ex articolo 88, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 81/2008, così come modificato dalla Legge n. 98/2013 di conversione del D.L. n. 69/2013, le disposizioni che si applicano “agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività”.

Se ne dà avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie Generale, n. 183 dell’8 agosto 2014.

Il decreto se applica a tutte le attività ove sarà necessario aprire cantieri di realizzazione strutture provvisorie per spettacoli quali palchi, teatri tenda, strutture di illuminazione, allestimenti fieristici ed altre situazioni di cantieri di pubblico spettacolo. Nel decreto sono previsti alcuni ambiti di cantieri spettacoli per i quali il decreto non si applica (strutture di dimensioni ridotte).

 

CANTIERI SPETTACOLI: SICUREZZA NEL PUBBLICO SPETTACOLO/PALCHI

 

Ricordiamo che AIFOS ha già programmato per il 23 ottobre a Bologna un Convegno sul tema. “SICUREZZA NEL PUBBLICO SPETTACOLO: LA FORMAZIONE CONSAPEVOLE DI ATTORI E TECNICI” al quale parteciperà in qualità di relatore anche il Geom. Stefano Farina.

Il convegno nasce dalle problematiche legate all’allestimento di palchi per spettacoli di vario genere e di strutture per manifestazioni fieristiche, per l’analisi delle quali da tempo AIFOS ha costituito un gruppo di lavoro e sta lavorando ad un progetto formativo sperimentale.

Il convegno vuole evidenziare l’importanza di formazione consapevole in ambito di sicurezza sul lavoro in un settore, quello del pubblico spettacolo e dei cantieri spettacoli, fino ad oggi poco considerato.

 

 

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

Una sentenza della Cassazione chiarisce gli obblighi di prevenzione e protezione nel caso di distacco dei lavoratori.

Con la sentenza del 10 luglio 2014 n. 30483, la Quarta Sezione Penale della Cassazione si è pronunciata in riferimento alla fattispecie del distacco di lavoro secondo il D.Lgs. 81/08.

In generale è stato ribadito che le norme antinfortunistiche non sono dettate soltanto per la tutela dei lavoratori, ossia per eliminare il rischio che i lavoratori possano subire danni nell’esercizio della loro attività, ma sono dettate finanche a tutela dei terzi, cioè di tutti coloro che, per una qualsiasi legittima ragione, accedono nell’ambiente lavorativo, a prescindere da un rapporto di dipendenza diretta con il titolare dell’impresa (cfr anche, Sezione IV, 24 giugno 2008, Ansalone ed altro).

In particolare è stato affermato che in caso di distacco di un lavoratore da un’impresa ad un’altra, per effetto della modifica normativa introdotta dall’art. 3, comma sesto, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, sono a carico del distaccatario tutti gli obblighi di prevenzione e protezione, fatta eccezione per l’obbligo di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali questo viene distaccato, che restano a carico del datore di lavoro distaccante.

 

Ricordiamo che il distacco di lavoratori è un istituto del diritto del lavoro italiano, in particolare si tratta di una modalità di esplicazione del rapporto di lavoro, consistente nel mettere temporaneamente da parte di un datore di lavoro detto distaccante, a disposizione di un altro datore, detto distaccatario, uno o più lavoratori per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa.

Riassumendo

Datore di lavoro distaccatario: soggetto utilizzatore dei servizi del lavoratore che ha in capo tutti gli obblighi  di prevenzione e protezione.

Datore di lavoro distaccante: titolare del contratto di lavoro con il lavoratore che ha l’obbligo informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali questo viene distaccato

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 
Nuovi Interpelli del Ministero del Lavoro: corsi di aggiornamento, formazione, impresa affidataria, verifica finale corsi e-learning, applicabilità 81/008, associazioni di professionisti senza scopo di lucro.

 

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva fornisce nuove risposte ad interpello in materia di salute e sicurezza sul lavoro:

 

• 11/07/2014 – n. 15/2014
istanza: corsi di aggiornamento di cui al D.I. 4 marzo 2013, ex art. 161, comma 2-bis del d.lgs. n. 81/2008

• 11/07/2014 – n. 14/2014
istanza: effettuazione della formazione mediante “strutture formative di diretta emanazione” 

• 11/07/2014 – n. 13/2014
istanza: impresa affidataria articolo 89, comma 1, lettera i) del D.Lgs. n. 81/2008

• 11/07/2014 – n. 12/2014
istanza: formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro, verifica finale dei corsi erogati in modalità e-learning

• 11/07/2014 – n. 11/2014
istanza: applicabilità del D.Lgs. n. 81/2008 negli ambiti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

• 11/07/2014 – n. 10/2014
istanza: definizione di Associazioni di professionisti senza scopo di lucro di cui all’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012

 

 [ fonte: lavoro.gov.it ]

 

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 
Nuovi Interpelli del Ministero del Lavoro: Lavoro notturno, DURC, Edilizia, Lavoratori italiani operanti all’estero, Appalti e contratti di lavoro

Sul sito del Ministero del Lavoro sono stati pubblicati i seguenti interpelli:

• 26/06/2014 – n. 13/2014
istanza: autorizzazione preventiva per lavoro all’estero

• 26/06/2014 – n. 14/2014
istanza: trattamento di disoccupazione edile

• 26/06/2014 – n. 15/2014
istanza: certificazione di regolarità contributiva per le società operanti in regime di accreditamento

• 26/06/2014 – n. 16/2014
istanza: figura professionale del fisioterapista

 • 26/06/2014 – n. 17/2014
attività in appalto

• 26/06/2014 – n. 18/2014
istanza: limitazioni al lavoro notturno

•26/06/2014 – n. 19/2014
istanza: diritto alla fruizione dei permessi ex L. n. 104/1992

 

 

 

 

 

 Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

Immissione in circolazione su strada di carrelli per brevi e saltuari spostamenti a vuoto o a carico

In merito al Decreto della Direzione generale per la motorizzazione del 14.01.2014, di attuazione della disposizione prevista dal comma 2 bis dell’art. 114 del nuovo codice della strada, riguardante l’immissione in circolazione su strada di carrelli per brevi e santuari spostamenti a vuoto o a carico, il Ministero dei Trasporti ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi.
In particolare la Circolare fornisce indicazioni utili per l’immissione in circolazione dei carrelli e, con la sua pubblicazione, abroga le disposizioni impartite con la Circolare prot. n. 14906 del 10.06.2013 e con la Circolare 26363/DIV3/C del 25.10.2013.

Il Decreto 14 gennaio 2014 prot. 752 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2014 n. 28) prevede un regime autorizzativo in capo all’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile, sentito il parere dell’ente proprietario della strada interessata (tipicamente Comune e Provincia).

Per quanto attiene quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto della Direzione generale per la motorizzazione del 14.01.2014, segnaliamo che il Servizio Motorizzazione Civile della Provincia Autonoma di Trento ha predisposto un modulo specifico per la richiesta di circolazione saltuaria di carrelli elevatori su strada pubblica.

Ricordiamo infine che l’autorizzazione è subordinata al rispetto di una serie di prescrizioni tecniche e di sicurezza relative al carrello, elencate e dettagliate nell’articolo 2 del decreto, tra cui evidenziamo le seguenti:

  • essere munito dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione;
  • essere dotato di pannelli retroriflettenti a strisce bianche e rosse (o di analoghi sistemi) atti a segnalare l’ingombro dei dispositivi di sollevamento ovvero le parti a sbalzo di sezione ridotta;
  • essere munito di almeno un dispositivo retrovisore collocato sul lato sinistro nonché, se munito di cabina con parabrezza, di un dispositivo tergicristallo;
  • essere munito di un sistema di frenatura;
  • essere munito delle certificazioni, rilasciate dal costruttore, di rispondenza alla direttiva macchine e alla normativa sulla compatibilità elettromagnetica;
  • essere accompagnato da personale a terra, che coadiuvi il conducente,
  • il decreto impone una velocità massima di 10 chilometri orari.

 

D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Aggiornamento a maggio 2014 del Testo Unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

27 maggio 2014

Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro
Disponibile il testo coordinato nell’edizione maggio 2014

Disponibile on line il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive.

Novità in questa versione:

– Inserito il Titolo X-BIS ai sensi del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 19, “Attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l’accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario”, (GU n.57 del 10/03/2014).

– Inserito il decreto interministeriale 18 aprile 2014 “Informazioni da trasmettere all’organo di vigilanza in caso di costruzione e di realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti e di ristrutturazione di quelli esistenti”

– Inserita la Circolare n. 45/2013 e la lettera circolare del 27/12/2013;

– Inseriti gli interpelli 16, 17 e 18 del 2013 e dal n. 1 al n. 9 del 13/03/2014;

– Inserito il decreto ministeriale 10 marzo 1998 “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”;

– Inserito il decreto 15 luglio 2003, n. 388 “Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.”

[fonte: LAVORO.GOV.IT]

 

 

 

NUOVA NORMA UNI EN ISO 7010:2014

In data 13 marzo 2014 è stata pubblicata (solo in inglese) la nuova norma UNI EN ISO 7010:2014 che sostituisce la precedente.

La norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO 7010 (edizione luglio 2012), dell’aggiornamento A1 (edizione gennaio 2014), dell’aggiornamento A2 (edizione gennaio 2014) e dell’aggiornamento A3 (edizione gennaio 2014).

La norma prescrive i segnali di sicurezza da utilizzare nella prevenzione degli infortuni, nella protezione dal fuoco, per l’informazione sui pericoli alla salute e nelle evacuazioni di emergenza.

La forma e il colore di ogni segnale di sicurezza sono conformi alla ISO 3864-1 e la progettazione dei segni grafici è conforme alla ISO 3864-3.

La norma è applicabile a tutti i siti in cui le questioni legate alla sicurezza delle persone necessitano di essere poste. Comunque, non è applicabile ai segnali utilizzati nel traffico ferroviario, stradale, fluviale, marittimo e aereo e, in generale, in quei settori soggetti a una regolamentazione che può differire in alcuni punti della presente norma e della serie ISO 3864.

La norma specifica gli originali dei segnali di sicurezza che possono essere ridotti o ingranditi per esigenze di riproduzione e di applicazione.

[fonte: UNI]

 

Nel corso del mese di aprile provvederemo ad aggiornare la SICURELLO.si INFO che trattava l’argomento.

 

 

 Entra nel minisito della UNI EN ISO 7010

Accedi al MINISITO sulla UNI EN ISO 7010

 

 

D.Lsg.81/08: nuovo titolo X-bis

Prevenzione ferite da taglio e punta nel settore sanitario

                       

Pubblicato in G.U. n. 57 del 10 Marzo il D.Lgs. 19 Febbraio 2014 n. 19 che introduce nel D.Lgs. 81/08 il nuovo titolo X-Bis “Prevenzione delle ferite da taglio e punta nel settore sanitario”.

Il nuovo titolo consta di 6 articoli (dall’art. 286-bis al 286 septies).

 Titolo X-bis

 PROTEZIONE DALLE FERITE DA TAGLIO E DA PUNTA NEL SETTORE  OSPEDALIERO E SANITARIO

Art. 286-bis.  –  Ambito di applicazione       

Art. 286-ter. – Definizioni

Art. 286-quater. – Misure generali di tutela

Art. 286-quinquies. – Valutazione dei rischi

Art. 286-sexies. – Misure di prevenzione specifiche

Art. 286-septies. – Sanzioni

Le norme entrano in vigore il 25 Marzo 2014.

 

 pdf SF_DECRETO LEGISLATIVO 19 febbraio 2014

 

 

Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

 

Decreto del 13 febbraio 2014 – Documento “Procedure semplificate per l’adozione dei modelli di organizzazione e gestione (MOG) nelle piccole e medie imprese (PMI)”.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale del 13 febbraio 2014 che recepisce le “procedure semplificate per l’adozione dei modelli di organizzazione e gestione nelle piccole e medie imprese” approvate dalla Commissione Consultiva.

[Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali]

Scarica il Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro: TU 81-08 – Ed. Dicembre 2013


 

Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro

Disponibile il testo coordinato nell’edizione dicembre 2013

Il Ministero del Lavoro ha diffuso il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive.

Novità in questa versione:

– inserita la circolare 41 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
– inserita la modifica all’art. 71, comma 11 introdotta dalla Legge 30 ottobre 2013, n. 125 di conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. (GU n.255 del 30/10/2013);
– inseriti gli interpelli dal n. 8 al n. 15 del 24/10/2013.

 

[Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali]

Scarica il Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro: TU 81-08 – Ed. Dicembre 2013


 

Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11 gennaio 2012. Entrata in vigore il 26 gennaio 2012

Datori di Lavoro che ricoprono il ruolo di RSPP: scadenza dei termini per effettuare il primo aggiornamento per i soggetti precedentemente esonerati

L’accordo al punto 7 precisa che l’obbligo di aggiornamento si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 (di seguito D.M. 16/01/1997) e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell’articolo 95 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.

Per gli esonerati il primo termine dell’aggiornamento è individuato in 24 mesi dalla data di pubblicazione dell’Accordo, ovvero entro il 10 gennaio 2014.

Le modalità di aggiornamento prevedono la frequenza ai corsi di aggiornamento della durata di  6 ore per le azeinde a basso rischio, di 10 ore per le aziende a medio rischio e di 14 ore per le aziende ad alto rischio.

D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Aggiornamento a ottobre 2013 del Testo Unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

È stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali l’aggiornamento al D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, Testo Unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro integrandone e correggendone alcune disposizioni.

Ecco il comunicato del Ministero del Lavoro:

22 ottobre 2013

Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro
Disponibile il testo coordinato nell’edizione ottobre 2013

Disponibile on line il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive.

Tra le novità (che si possono leggere nella seconda pagina del manuale) possiamo evidenziare quelle più rilevanti quali ad esempio:

– le modifiche agli artt. 8, comma 4, 71, comma 13-bis e 73, comma 5-bis, introdotte dall’art. 11, comma 5, D.L. 14/08/2013, n. 93, convertito con modificazioni dalla L. 15/10/2013, n. 119;

– le modifiche agli artt. 3, 6, 26, 27, 29, 31, 32, 37, 67, 73, 71, 88, 104-bis, 225, 240, 250 e 277, introdotte dal Decreto-Legge 21/06/2013, n. 69 convertito con modificazioni dalla Legge 9/08/2013, n. 98;

– l’aggiornamento degli importi delle sanzioni come previsto dall’art. 306 comma 4-bis, così come modificato dal Decreto-Legge 28/06/2013, n. 76 convertito con modificazioni dalla Legge 9/08/2013, n.99;

– le circolari 18, 21, 28, 30, 31 e 35 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché le circolari del 10/05/2013 e del 10/06/2013 del Ministero della Salute;

– il Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute del 30/05/2013 riguardante l’elenco delle aziende autorizzate ad effettuare lavori sotto tensione su impianti elettrici alimentati a frequenza industriale a tensione superiore a 1000V ai sensi del punto 3.4 dell’allegato I al D.M. 04/02/2011.

– il Decreto Dirigenziale del 31 luglio 2013 riguardante il sesto elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11.

 

[fonte: LAVORO.GOV.IT]

 

 

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