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Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza?

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sul molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare ed ai comportamenti delle persone.

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi al recente convegno “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti (link alle slide). Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati dello sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

L’effetto gregge esiste

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:
Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su  http://arxiv.org/abs/1504.04064
G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovo all’interno di un’area più o meno grande.

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perché non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.
Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.

Grazie alla disponibilità di Fabio Marsili – Around The Show srl, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo click sull’immagine è possibile vedere il video citato.

Video Messaggio Sicurezza ATS - Around The Show srl
Nota: fai click sull’immagine per aprire la pagina con il Video Messaggio Sicurezza proiettato al Modena Park 2017

Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;

  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, organizzato da Fabio Fila e Doc Servizi e al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare. Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”. È certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico coordinato dall’Arch. Lara Calanni Pileri, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione. Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

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Per il Video Messaggio Sicurezza si ringrazia Fabio Marsili – Around The Show srl

Estate 2017
Video Messaggio Sicurezza

Credits:
Around The Show srl Prodotto
BeLoud per la realizzazione
Paul Mellidi per le animazioni
Simone Giacinti Attore
#securitymanagement #ats #sicurezza #informazione #prevenzione
ATS servizi di sicurezza a 360°

 

Il Modena Park 2017 è stato il concerto tenuto dal cantautore Vasco Rossi il 1º luglio 2017 a Modena, per autocelebrare i suoi 40 anni di attività musicale.

L’evento, ospitato al parco Enzo Ferrari, ha battuto il primato mondiale del concerto con il più alto numero di spettatori paganti, con 225.173 biglietti emessi, di cui 5.000 gratuiti.

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Informazione prima dell’evento: Proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza – Modena Park 2017

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Estate 2017
Video Messaggio Sicurezza

Credits:
Around The Show srl Prodotto
BeLoud per la realizzazione
Paul Mellidi per le animazioni
Simone Giacinti Attore
#securitymanagement #ats #sicurezza #informazione #prevenzione
ATS servizi di sicurezza a 360°

 

Il Modena Park 2017 è stato il concerto tenuto dal cantautore Vasco Rossi il 1º luglio 2017 a Modena, per autocelebrare i suoi 40 anni di attività musicale.

L’evento, ospitato al parco Enzo Ferrari, ha battuto il primato mondiale del concerto con il più alto numero di spettatori paganti, con 225.173 biglietti emessi, di cui 5.000 gratuiti.

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Estate 2017
Video Messaggio Sicurezza

Credits:
Around The Show srl Prodotto
BeLoud per la realizzazione
Paul Mellidi per le animazioni
Simone Giacinti Attore
#securitymanagement #ats #sicurezza #informazione #prevenzione
ATS servizi di sicurezza a 360°

 

Il Modena Park 2017 è stato il concerto tenuto dal cantautore Vasco Rossi il 1º luglio 2017 a Modena, per autocelebrare i suoi 40 anni di attività musicale.

L’evento, ospitato al parco Enzo Ferrari, ha battuto il primato mondiale del concerto con il più alto numero di spettatori paganti, con 225.173 biglietti emessi, di cui 5.000 gratuiti.

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DISCOTECA LANTERNA AZZURRA DI CORINALDO

Sabato, 08 dicembre 2018

Numerosi morti a in seguito al fuggi fuggi causato dall’uso di spray urticante.

in relazione al terribile incidente occorso nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo dove – stando alle attuali notizie – sono morte almeno 6 persone di cui cinque minorenni, proponiamo un approfondimento del C.N.R. sulla dinamica delle folle.

 

CNR-logo

L’effetto gregge esiste 

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

 

L'articolo UNO STUDIO C.N.R. SULLA DINAMICA DELLE FOLLE CI AIUTA NELLA PREVENZIONE proviene da EVENTI E PUBBLICHE MANIFESTAZIONI.

Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio

Convegno di studio e approfondimento 

Organizzato da AiFOS ed ICOGEI, l’evento che si è tenuto il 27 novembre a Torino ed è stato ospitato dal Circolo degli Ufficiali dell’Esercito Italiano, ha visto anche la testimonianza diretta della Dott.ssa  ANNA MARIA MASI, che era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017.

Nel suo intervento la  Dott.ssa  ANNA MARIA MASI, che ha raccontato la sua esperienza diretta a partire dal momento dell’allarme fino alle attività di sostegno psicologico successive alla prima emergenza. Altro intervento importante è stato quella della Dott.ssa MARIA TERESA FENOGLIO che ha presentato l’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino che ha coordinato tutta l’attività di sostegno psicologico a seguito dell‘emergenza.

 

Nell’incontro, moderato da Lara Calanni Pileri, Titolare del CFA Icogei di Cuorgné (TO) e referente del Gruppo di Progetto AiFOS “Gestione eventi”, i narratori hanno esposto la loro esperienza professionale o di volontariato, raccontandone gli aspetti generali e poi focalizzandosi su come si sono sviluppati gli interventi secondo il ruolo ricoperto e quali criticità sono state rilevate.

Lara Calanni Pileri

I saluti iniziali sono stati portati dal Maggiore Co. Ing. Canaparo arch. Elena,che in base alla sua esperienza ha presentato le analogie tra situazioni ed ambienti differenti nell’ambito della sicurezza sul lavoro.

Elena Canaparo

 

Dopo la relazione sugli eventi di Piazza San Carlo di Torino è stata poi la volta della Dott.ssa Elisa Troglia – Psicoterapeuta, Volontaria Croce Rossa (Se.P), presentare quanto fatto a seguito del Crollo del Ponte Morandi di Genova del 14 agosto 2018 ovvero l”intervento di supporto psicologico ai soccorritori e ai famigliari delle vittime dell’evento.

Elena Troglia

Elena Troglia

 

 

Il Geom. Stefano Farina, ha invece affrontato il tema degli interventi post terremoto che ha colpito la terra d’Abruzzo nel 2009 utilizzando però un punto di lettura differente, ovvero “l’albero della memoria o del ricordo“, ovvero l’albero che a partire dal 6 aprile 2009 è diventato il simbolo di quanto successo e che anche durante i lavori di realizzazione del villaggio temporaneo di Onna era parte integrante dell’attività lavorativa.

Onna

Onna

Onna

Onna

FOTO Carlo Cassano

 

Il Presidente di AiFOS, Prof. Rocco Vitale, hai poi narrato una storia che ha coinvolto i partecipanti sul tema e significato dello “STORYTELLING”.

Rocco Vitale

Infine Andrea Loreni, funambolo, filosofo, formatore e speaker, ha accompagnato i partecipanti lungo il cammino della paura del proprio essere e del proprio fare quotidiano e di come davanti alla paura diventa più pericoloso voltarsi e tornare indietro che non affrontarla.

Guarda il video di Andrea LoreniAndrea Loreni - Rocca Sbarua

 

Prologo all’incontro era stata, nel corso della mattinata, la visita guidata al Museo Storico Nazionale di Artiglieria polo museale di storia delle tecnologie militari ubicato nel Maschio della Cittadella (angolo fra Corso Galileo Ferraris e Via Cernaia). 

Museo Nazionale Artiglieria

 

 

 

L'articolo Incidenti Piazza San Carlo a Torino: la testimonianza di chi è intervenuto proviene da EVENTI E PUBBLICHE MANIFESTAZIONI.

E’ partita la fase di inchiesta pubblica finale per il progetto di norma nazionale UNI1604567.

Di interesse della Commissione Protezione attiva contro gli incendi, riguarda i sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio.

Il documento fornisce le caratteristiche del segnale acustico unificato di allarme incendio, in termini di segnale di preallarme e segnale di allarme evacuazione, utilizzato sui dispositivi acustici dei sistemi fissi automatici di rivelazione incendio.

Nello specifico, il progetto definisce due parametri acustici del segnale: il pattern e il livello di pressione sonora richiesto e udibile in tutte le aree dell’edificio.

Entro il 23 gennaio 2019, data di fine inchiesta, gli interessati possono inviare i propri commenti (>> consulta la banca dati).

 

UNI1604567

Titolo: Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme incendio “ Caratteristica del segnale acustico unificato di pre-allarme e allarme incendio
Sommario: La presente norma fornisce le caratteristiche del segnale acustico unificato di pre-allarme e allarme incendio, utilizzato sui dispositivi acustici dei sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme incendio.
Codice ICS: 13.140
Organo Tecnico UNI: Protezione attiva contro gli incendi
Data di inizio inchiesta:
Data di fine inchiesta: 23/01/2019

[Fonte UNI.com]

E’ partita la fase di inchiesta pubblica finale per il progetto di norma nazionale UNI1604601.

Di competenza della Commissione Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi il progetto riguarda le caratteristiche e i requisiti prestazionali e di durabilità degli elementi di protezione, atti a salvaguardare la sicurezza degli utilizzatori degli spazi di attività sportiva.

Ricordiamo che gli elementi di protezione hanno lo scopo di garantire all’utilizzatore una sicurezza durante le attività in caso di impatto su una delle superfici di elementi e/o attrezzature.

Entro il 23 gennaio 2019, data di fine inchiesta, gli interessati possono inviare i propri commenti (>> consulta la banca dati).

UNI1604601

Titolo: Elementi di protezione e caratteristiche di sicurezza per gli utilizzatori dello spazio di attività  in ambito sportivo e ricreativo
Sommario: La presente norma definisce le caratteristiche ed i requisiti prestazionali e di durabilità  degli elementi di protezione, atti a salvaguardare la sicurezza degli utilizzatori degli spazi di attività  sportiva di seguito definiti, da applicare agli elementi ed attrezzature fissi ed amovibili utilizzati nella configurazione degli spazi stessi.
Codice ICS: 97.220.10
Organo Tecnico UNI: Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi
Data di inizio inchiesta:
Data di fine inchiesta: 23/01/2019

[Fonte UNI.com]

Elenco delle norme UNI pubblicate nel mese di novembre 2018

Materiali polimerici cellulari flessibili – Determinazione della resilienza per mezzo del rimbalzo di una sfera

UNI EN ISO 8067:2018

Materiali polimerici cellulari flessibili – Determinazione della resistenza alla lacerazione

UNI EN ISO 6802:2018

Tubi flessibili e tubi flessibili raccordati di gomma o di materia plastica – Prova di pressione idraulica a impulsi con flessione

UNI EN ISO 6413:2018

Disegni tecnici – Rappresentazione di accoppiamenti scanalati e dentati

UNI EN ISO 5458:2018

Specifiche geometriche dei prodotti (GPS) – Indicazione delle tolleranze geometriche – Specifiche geometriche composte di serie di elementi

UNI EN ISO 4531:2018

Smalti porcellanati – Rilascio da manufatti smaltati a contatto con alimenti – Metodi di prova e limiti

UNI EN ISO 22653:2018

Calzature – Metodi di prova per fodera e sottopiedi di pulizia – Attrito statico

UNI EN ISO 22476-8:2018

Indagini e prove geotecniche – Prove in sito – Parte 8: Prova con pressometro a costipamento laterale

UNI EN ISO 22476-6:2018

Indagini e prove geotecniche – Prove in sito – Parte 6: Prova con pressiometro autoperforante

UNI EN ISO 21970-2:2018

Materie plastiche – Materiali a base di polichetone (PK) per stampaggio ed estrusione – Parte 2: Preparazione dei provini e determinazione delle proprietà

UNI EN ISO 21970-1:2018

Materie plastiche – Materiali a base di polichetone (PK) per stampaggio ed estrusione – Parte 1: Sistema di designazione e base per specifiche

UNI EN ISO 20728:2018

Corrosione di metalli e leghe – Determinazione della resistenza delle leghe di magnesio alla prova di tensocorrosione

UNI EN ISO 20326:2018

Rivestimenti resilienti per pavimentazioni – Specifiche per pannelli da pavimento con posa a secco

UNI EN ISO 19892:2018

Sistemi di tubazioni di materia plastica – Tubi termoplastici e raccordi per acqua calda e fredda – Metodo di prova per la resistenza delle giunzioni a cicli di pressione

UNI EN ISO 19014-3:2018

Macchine movimento terra – Sicurezza funzionale – Parte 3: Requisiti per la prestazione ambientale e la prova dei componenti elettronici ed elettrici utilizzati nelle parti relative alla sicurezza del sistema di comando

UNI EN ISO 18895:2018

Calzature – Metodi di prova per cambriglioni – Resistenza alla fatica

UNI EN ISO 18363-2:2018

Oli e grassi animali e vegetali – Determinazione dei monocloropropandioli (MCPDs) legati agli acidi grassi e del glicidolo mediante GC/MS – Parte 2: Metodo di transesterificazione alcalina lenta e valutazione di 2-MCPD, 3-MCPD e glicidolo

UNI EN ISO 17706:2018

Calzature – Metodi di prova per tomai – Resistenza a rottura e allungamento a trazione

UNI EN ISO 17705:2018

Calzature – Metodi di prova per tomai, fodere e sottopiedi di pulizia – Isolamento termico

UNI EN ISO 17703:2018

Calzature – Metodi di prova per tomai – Comportamento alle alte temperature

UNI EN ISO 17702:2018

Calzature – Metodi di prova per tomai – Resistenza all’acqua

UNI EN ISO 17696:2018

Calzature – Metodi di prova per tomai, fodere e sottopiedi di pulizia – Resistenza alla lacerazione

UNI EN ISO 15494:2018

Sistemi di tubazioni di materia plastica per applicazioni industriali – Polibutene (PB), polietilene (PE), polietilene ad elevata resistenza alla temperatura (PE-RT), polietilene reticolato (PE-X), polipropilene (PP) – Serie metrica per specifiche per i componenti e il sistema

UNI EN ISO 14855-2:2018

Determinazione della biodegradabilità aerobica finale dei materiali plastici in condizioni controllate di compostaggio – Metodo di analisi dell’anidride carbonica sviluppata – Parte 2: Misurazione gravimetrica dell’anidride carbonica sviluppata in una prova di laboratorio

UNI EN ISO 13056:2018

Sistemi di tubazioni di materia plastica – Sistemi in pressione per acqua calda e fredda – Metodo di prova per la tenuta sotto vuoto

UNI EN ISO 12058-1:2018

Materie plastiche – Determinazione della viscosità per mezzo di un viscosimetro a sfera – Parte 1: Metodo del tubo inclinato

UNI EN ISO 11640:2018

Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore a cicli di strofinio

UNI EN ISO 10545-2:2018

Piastrelle di ceramica – Parte 2: Determinazione delle caratteristiche dimensionali e della qualità della superficie

UNI EN 17190:2018

Membrane flessibili per impermeabilizzazione – Indice di riflettanza solare

UNI EN 16354:2018

Rivestimenti laminati per pavimentazioni – Sottostrati – Specifiche, requisiti e metodi di prova

UNI EN 15885:2018

Classificazione e caratteristiche delle tecniche di ripristino, riparazione e sostituzione degli impianti di raccolta e smaltimento di acque reflue

UNI EN 14428:2018

Pareti doccia – Requisiti funzionali e metodi di prova

UNI EN 14351-2:2018

Finestre e porte – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Parte 2: Finestre e porte interne pedonali

UNI EN 14215:2018

Rivestimenti tessili per pavimentazioni – Classificazione dei rivestimenti e passatoie fabbricati a macchina

UNI EN 14081-3:2018

Strutture di legno – Legno strutturale con sezione rettangolare classificato secondo la resistenza – Parte 3: Classificazione a macchina; requisiti aggiuntivi per il controllo di produzione in fabbrica

UNI EN 14081-2:2018

Strutture di legno – Legno strutturale con sezione rettangolare classificato secondo la resistenza – Parte 2: Classificazione a macchina; requisiti aggiuntivi per le prove iniziali di tipo

UNI EN 13565-2:2018

Sistemi fissi di lotta contro l’incendio – Sistemi a schiuma – Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione

UNI EN 12764:2018

Apparecchi sanitari – Specifica per bagni idromassaggio

UNI EN 1104:2018

Carta e cartone destinati a venire in contatto con gli alimenti – Determinazione del trasferimento dei costituenti antimicrobici

UNI CEN/TS 54-14:2018

Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio – Parte 14: Linee guida per la pianificazione, la progettazione, l’installazione, la messa in servizio, l’esercizio e la manutenzione

UNI CEN/TS 17216:2018

Prodotti da costruzione – Valutazione del rilascio di sostanze pericolose – Determinazione delle concentrazioni delle attività di radio 226, torio 232 e potassio 40 nei prodotti da costruzione usando uno spettrometro ai raggi gamma con semiconduttore

UNI CEN/TS 16637-1:2018

Prodotti da costruzione – Valutazione del rilascio di sostanze pericolose – Parte 1: Guida per la determinazione delle prove di lisciviazione e ulteriori fasi di prova

UNI EN ISO/ASTM 52901:2018

Additive manufacturing – Principi generali – Requisiti per l’acquisto di parti prodotte con Tecnologie Additive

UNI EN ISO 8993:2018

Anodizzazione dell’alluminio e sue leghe – Sistema di valutazione della corrosione puntiforme – Metodo delle immagini tipo

UNI EN ISO 4022:2018

Materiali metallici sinterizzati permeabili – Determinazione della permeabilità ai fluidi

UNI EN ISO 374-1:2018

Guanti di protezione contro i prodotti chimici e microorganismi pericolosi – Parte 1: Terminologia e requisiti prestazionali per rischi chimici

UNI EN ISO 23470:2018

Qualità del suolo – Determinazione della capacità effettiva di scambio cationico (CEC) e di cationi scambiabili utilizzando una soluzione di tricloruro di esamminocobalto(III)

UNI EN ISO 20378:2018

Materiali di apporto per saldatura – Bacchette per la saldatura a gas di acciai non legati e di acciai resistenti allo scorrimento a caldo – Classificazione

UNI EN ISO 19893:2018

Sistemi di tubazioni di materia plastica – Tubi termoplastici e raccordi per acqua calda e fredda – Metodo di prova per la resistenza degli assiemi ai cicli di temperatura

UNI EN ISO 18640-1:2018

Indumenti di protezione per vigili del fuoco – Impatto fisiologico – Parte 1: Misurazione del trasferimento combinato di calore e umidità mediante torso sudante

UNI EN ISO 18119:2018

Bombole per gas – Bombole e tubi per gas di acciaio e di lega di alluminio senza saldatura – Ispezione periodica e prove

UNI EN ISO 14852:2018

Determinazione della biodegradabilità aerobica finale delle materie plastiche in un mezzo acquoso – Metodo di analisi dell’anidride carbonica sviluppata

UNI EN ISO 11298-3:2018

Sistemi di tubazioni di materia plastica per il ripristino delle reti interrate di distribuzione dell’acqua – Parte 3: Inserimento interno (lining) di tubi continui ad alta aderenza

UNI EN ISO 11297-3:2018

Sistemi di tubazioni di materia plastica per il ripristino delle reti interrate in pressione di fognature e scarichi – Parte 3: Installazione interna con sistemi di tubi continui ed aderenti

UNI EN ISO 10750:2018

Calzature – Metodo di prova per chiusure lampo – Forza di attacco dei finecorsa

UNI EN ISO 10460:2018

Bombole per gas – Bombole per gas saldate di lega di alluminio, carbonio e acciaio inossidabile – Ispezione periodica e prove

UNI EN 997:2018

Vasi indipendenti e vasi abbinati a cassetta, con sifone integrato

UNI EN 9146:2018

Serie Aerospaziale – Programma di prevenzione dei danni agli oggetti estranei (FOD) – Requisiti per le organizzazioni aeronautiche, spaziali e della difesa

UNI EN 9145:2018

Serie Aerospaziale – Requisiti per la pianificazione avanzata della qualità del prodotto e processo di approvazione della parte di produzione

UNI EN 4710-03:2018

Serie Aerospaziale – Sistemi di chiusura a sgancio rapido per applicazioni non strutturali – Parte 03: Morsetti a molla

UNI EN 4710-01:2018

Serie Aerospaziale – Sistemi di chiusura a sgancio rapido per applicazioni non strutturali – Parte 01: Specifica tecnica

UNI EN 3660-005:2018

Serie aerospaziale – Accessori di attacco del cavo per connettori circolari e rettangolari, elettrici ed ottici – Parte 005: Ghiera con serracavo, stile A, 90°, non sigillata con morsetto antistrappo – Norma di prodotto

UNI EN 3660-004:2018

Serie Aerospaziale – Accessori di attacco del cavo per connettori circolari e rettangolari, elettrici ed ottici – Parte 004: Ghiera con serracavo, stile A, dritta, non sigillata con morsetto antistrappo – Norma di prodotto

UNI EN 2894:2018

Serie aerospaziale – Dadi, biesagonali, autobloccanti, con svasatura, in lega di nichel resistente al calore, passivati, lubrificati MoS2 – Classificazione: 1 550 MPa (a temperatura ambiente) / 315 °C

UNI EN 2591-403:2018

Serie aerospaziale – Elementi di connessione elettrica e ottica – Metodi di prova – Parte 403: Vibrazione sinusoidale e casuale

UNI EN 1992-4:2018

Eurocodice 2 – Progettazione delle strutture di calcestruzzo – Parte 4: Progettazione degli attacchi per utilizzo nel calcestruzzo

UNI EN 17124:2018

Combustibile a idrogeno – Specifiche di prodotto e assicurazione di qualità – Applicazioni di celle a combustibile con membrana a scambio protonico (PEM) per veicoli stradali

UNI EN 17093:2018

Apparecchi domestici utilizzati per il trattamento di acqua potabile non collegato all’approvvigionamento idrico – Sistemi di filtrazione dell’acqua – Requisiti di sicurezza e prestazioni, etichettatura e informazioni da fornire

UNI EN 16232:2018

Articoli per puericultura – Altalene per bambini

UNI EN 15940:2018

Combustibili per autotrazione – Gasolio paraffinico ottenuto da sintesi o idrotrattamento – Requisiti e metodi di prova

UNI EN 14688:2018

Apparecchi sanitari – Lavabi – Requisiti funzionali e metodi di prova

UNI EN 14528:2018

Bidè – Requisiti funzionali e metodi di prova

UNI EN 14458:2018

Equipaggiamento individuale per gli occhi – Visiere ad alte prestazioni destinate all’uso con caschi/elmetti di protezione

UNI EN 14296:2018

Apparecchi sanitari – Lavabi a canale

UNI EN 14055:2018

Cassette di scarico per vasi e orinatoi

UNI EN 1400:2018

Articoli per puericultura – Succhietti per neonati e bambini piccoli – Requisiti di sicurezza e metodi di prova

UNI EN 13702:2018

Bitumi e leganti bituminosi – Determinazione della viscosità dinamica di un bitume modificato mediante il metodo cono-piatto

UNI EN 13480-2:2018

Tubazioni industriali metalliche – Parte 2: Materiali

UNI EN 13407:2018

Orinatoi a parete – Requisiti funzionali e metodi di prova

UNI EN 13310:2018

Lavelli da cucina – Requisiti funzionali e metodi di prova

UNI EN 12405-1:2018

Contatori di gas – Dispositivi di conversione – Parte 1: Conversione di volume

UNI EN 1149-5:2018

Indumenti di protezione – Proprietà elettrostatiche – Parte 5: Requisiti prestazionali dei materiali e di progettazione

UNI EN 1073-1:2018

Indumenti di protezione contro particolati solidi aerotrasportati inclusa la contaminazione radioattiva – Parte 1: Requisiti e metodi di prova per indumenti di protezione ventilati con aria compressa dalla linea che proteggono il corpo e i tratti respiratori

UNI EN ISO 23874:2018

Gas naturale – Requisiti di gascromatografia per il calcolo del punto di rugiada degli idrocarburi

UNI EN ISO 204:2018

Materiali metallici – Prova di scorrimento uniassiale in tensione – Metodo di prova

UNI EN ISO 11990:2018

Laser e sistemi laser – Determinazione della resistenza al laser del fusto e del palloncino dei tubi tracheali

UNI EN ISO 11547:2018

Unità di piccole dimensioni – Dispositivo di protezione contro l’avviamento con asse in presa

UNI EN 13589:2018

Bitumi e leganti bituminosi – Determinazione delle caratteristiche a trazione del bitume modificato attraverso il metodo della “force ductility”

UNI EN 13302:2018

Bitumi e leganti bituminosi – Determinazione della viscosità dei leganti bituminosi attraverso l’uso del viscosimetro rotazionale

UNI EN ISO 9093-2:2018

Unità di piccole dimensioni – Valvole a scafo e passascafi – Parte 2: Costruzione non metallica

UNI EN ISO 9093-1:2018

Unità di piccole dimensioni – Valvole a scafo e passascafi – Parte 1: Costruzione metallica

UNI EN ISO 8666:2018

Unità di piccole dimensioni – Dati principali

UNI EN ISO 8469:2018

Unità di piccole dimensioni – Tubi per combustibile non resistenti al fuoco

UNI EN ISO 7840:2018

Unità di piccole dimensioni – Tubi per combustibile resistenti al fuoco

UNI EN ISO 6185-4:2018

Battelli pneumatici – Parte 4: Battelli con lunghezza dello scafo compresa tra 8 m e 24 m con una potenza del motore maggiore o uguale a 15 kW

UNI EN ISO 6185-3:2018

Battelli pneumatici – Parte 3: Battelli con lunghezza dello scafo minore di 8 m con una potenza del motore maggiore o uguale a 15 kW

UNI EN ISO 6185-2:2018

Battelli pneumatici – Parte 2: Battelli con un motore di potenza massima compresa tra 4,5 kW e 15 kW inclusi

UNI EN ISO 6185-1:2018

Battelli pneumatici – Parte 1: Battelli con un motore di potenza massima di 4,5 kW

UNI EN ISO 21487:2018

Unità di piccole dimensioni – Serbatoi per combustibile fissi a bordo per gasolio e benzina

UNI EN ISO 16180:2018

Unità di piccole dimensioni – Luci di navigazione – Installazione, posizionamento e visibilità

UNI EN ISO 15487:2018

Tessili – Metodo di valutazione dell’aspetto dei capi di abbigliamento e altri prodotti tessili finiti dopo lavaggio e asciugatura domestici

UNI EN ISO 14509-3:2018

Unità di piccole dimensioni – Rumore aereo generato dalle imbarcazioni da diporto con motore – Parte 3: Valutazione del rumore attraverso l’utilizzo di calcoli e di procedure di misurazione

UNI EN ISO 14509-1:2018

Unità di piccole dimensioni – Rumore aereo generato dalle imbarcazioni da diporto a motore – Parte 1: Procedure di misurazione per la prova al passaggio

UNI EN ISO 13590:2018

Unità di piccole dimensioni – Moto d’acqua – Requisiti della costruzione e dell’installazione degli impianti

UNI EN ISO 13297:2018

Unità di piccole dimensioni – Sistemi elettrici – Impianti a corrente alternata

UNI EN ISO 12216:2018

Unità di piccole dimensioni – Finestre, oblò, osteriggi, corazzette e porte – Requisiti di resistenza e di tenuta

UNI EN ISO 12215-9:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 9: Appendici di imbarcazioni a vela

UNI EN ISO 12215-8:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 8: Timoni

UNI EN ISO 12215-6:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 6: Disposizioni e dettagli di costruzione

UNI EN ISO 12215-5:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 5: Pressioni di progetto per unità monoscafo, sollecitazioni di progetto, determinazione del dimensionamento

UNI EN ISO 12215-4:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 4: Cantieri e fabbricazione

UNI EN ISO 12215-3:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 3: Materiali: Acciaio, leghe di alluminio, legno, altri materiali

UNI EN ISO 12215-2:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 2: Materiali: Materiale dell’anima per costruzioni a sandwich, materiali per fissaggio

UNI EN 485-2:2018

Alluminio e leghe di alluminio – Lamiere, nastri e piastre – Parte 2: Caratteristiche meccaniche

UNI EN 4708-106:2018

Serie aerospaziale – Guaina, termorestringente, per rilegatura, isolamento e identificazione – Parte 106: Manicotto a rischio di incendio limitato – Temperature di esercizio – da 30 °C a 105 °C – Norma di prodotto

UNI EN 4708-102:2018

Serie aerospaziale – Guaina termorestringente per legare, isolare e identificare – Parte 102: Polimero molto flessibile – Temperatura di esercizio da – 75 °C a 150 °C – Norma di prodotto

UNI EN 3745-202:2018

Serie aerospaziale – Fibre e cavi ottici di utilizzo aeronautico – Metodi di prova – Parte 202: Dimensioni delle fibre

UNI EN 2591-228:2018

Serie aerospaziale – Elementi di connessione elettrica e ottica – Metodi di prova – Parte 228: Forza di estrazione della boccola

UNI EN 2369:2018

Serie aerospaziale – Cavi, leghe resistenti al calore – Diametro 0,2 mm ≤ D ≤ 8 mm – Dimensioni

UNI EN 14236:2018

Contatori di gas domestici a ultrasuoni

UNI EN 13892-9:2018

Metodi di prova dei materiali per massetti – Part 9: Stabilità dimensionale

UNI EN 12726:2018

Imballaggi – Bocca a fascetta con diametro interno di 18,5 mm per tappatura a tappo raso di sughero e capsule sigillo di garanzia

UNI EN 12285-1:2018

Serbatoi in acciaio fabbricati in officina – Parte 1: Serbatoi cilindrici orizzontali a singola pelle e doppia pelle per lo stoccaggio sotterraneo di liquidi, infiammabili e non infiammabili che inquinano l’acqua, diversi da quelli per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici

UNI CEN/TS 17153:2018

Ventilazione per gli edifici – Correzione della portata d’aria in base alle condizioni ambientali

UNI 8136:2018

Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di avvertimento

UNI 8135:2018

Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di divieto

UNI 8134:2018

Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di obbligo

UNI 8133:2018

Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di informazione

UNI 8132:2018

Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Caratteristiche

 

MINISTERO DELL’INTERNO

COMUNICATO

Avviso relativo alla pubblicazione sul sito istituzionale del decreto n. 213 del 13 settembre 2018, concernente l’approvazione dei requisiti degli organismi formatori, del programma e delle modalita’ di effettuazione dei corsi di addestramento rivolti al personale addetto alle operazioni di carico e scarico di gas naturale con densita’ non superiore a 0,8 e di biogas, ai sensi del paragrafo 6.1 dell’allegato al decreto del Ministro dell’Interno 3 febbraio 2016. (18A07362) (GU Serie Generale n.269 del 19-11-2018)

 

In Gazzetta Ufficiale il COMUNICATO del MINISTERO DELL’INTERNO relativo ai requisiti degli organismi formatori, del programma e delle modalita’ di effettuazione dei corsi di addestramento rivolti al personale addetto alle operazioni di carico e scarico di gas naturale con densita’ non superiore a 0,8 e di biogas.

 Si comunica che  e'  stato  adottato  il  decreto  del  Capo  del Dipartimento dei vigili del fuoco,  del  soccorso  pubblico  e  della difesa  civile  n.   213   del   13   settembre   2018,   concernente
l'approvazione dei requisiti degli organismi formatori, del programma e delle modalita' di effettuazione dei corsi di addestramento rivolti
al personale addetto alle operazioni  di  carico  e  scarico  di  gas naturale con densita' non superiore a 0,8 e di biogas, ai  sensi  del paragrafo 6.1 dell'allegato al decreto del  Ministro  dell'interno  3 febbraio 2016.
    Il  suddetto  decreto  e'  pubblicato  sul  sito   internet   del «Ministero dell'interno - Dipartimento  dei  vigili  del  fuoco,  del soccorso pubblico e della difesa civile»  (www.vigilfuoco.it),  nella
sezione «Amministrazione on-line/norme di prevenzione incendi».
DECRETO 213 - Formazione GAS NATURALE E BIOGAS DECRETO 213 - Formazione GAS NATURALE E BIOGAS DECRETO 213 - Formazione GAS NATURALE E BIOGAS DECRETO 213 - Contenuti Formazione GAS NATURALE E BIOGAS DECRETO 213 - Contenuti Formazione GAS NATURALE E BIOGASDECRETO 213 - Formazione GAS NATURALE E BIOGAS

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DECRETO 1 ottobre 2018, n. 131
Regolamento recante disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato». (18G00156) (GU Serie Generale n.269 del 19-11-2018) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/12/2018

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DECRETO 1 ottobre 2018, n. 131
Regolamento recante disciplina della denominazione di «panificio», di
«pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato».
(18G00156)
(GU n.269 del 19-11-2018)
Vigente al: 18-12-2018

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI, FORESTALI E DEL
TURISMO

e

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1993, n.
283, relativo alle denominazioni legali di alcuni prodotti da forno;
Vista la legge 4 luglio 1967, n. 580, recante disciplina per la
lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e
delle paste alimentari;
Visto il decreto 13 aprile 1987 del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato recante norme sulla produzione di pane surgelato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 4 maggio 1987;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998,
n. 502;
Visto il decreto 13 luglio 1998, n. 312, e successive
modificazioni, recante norme per il trattamento con alcool etilico
del pane speciale preconfezionato;
Vista la comunicazione effettuata alla Commissione europea ai sensi
e per gli effetti della direttiva (UE) n. 2015/1535;
Visto il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
Visto il regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di
informazioni sugli alimenti ai consumatori, ed in particolare
l’articolo 17 relativo alla «Denominazione dell’alimento» e
l’articolo 44 relativo alle «Disposizioni nazionali per gli alimenti
non preimballati»;
Ritenuta la necessita’ di dare esecuzione a quanto previsto
dall’articolo 4, comma 2-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.
248;
Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano
nella seduta del 6 luglio 2017;
Udito il parere del Consiglio di Stato reso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 18 gennaio 2018;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri,
effettuata ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, con nota di protocollo n. 3416 del 9 febbraio 2018 ed
il successivo riscontro con nota n. 0003702 P del 4 maggio 2018;

Decreta:

Art. 1 – Definizione di panificio

1. Per panificio si intende l’impresa che dispone di impianti di
produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e
assimilati o affini e svolge l’intero ciclo di produzione dalla
lavorazione delle materie prime alla cottura finale.

Art. 2 – Definizione di pane fresco

1. E’ denominato «fresco» il pane preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante.

2. E’ ritenuto continuo il processo di produzione per il quale non intercorra un intervallo di tempo superiore alle 72 ore dall’inizio della lavorazione fino al momento della messa in vendita del prodotto.

Art. 3 – Pane conservato o a durabilita’ prolungata

1. Fatte salve le norme vigenti in materia, al pane non
preimballato ai sensi dell’articolo 44 del regolamento (UE) n.
1169/2011 si applicano le disposizioni di cui all’allegato VI, parte A, punto 1, del regolamento (UE) n. 1169/2011.

2. Il pane non preimballato ai sensi dell’articolo 44 del
regolamento (UE) n. 1169/2011, per il quale viene utilizzato, durante la sua preparazione o nell’arco del processo produttivo, un metodo di conservazion1e ulteriore rispetto ai metodi sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa nazionale e dell’Unione europea, e’ posto in vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzi il metodo di conservazione utilizzato, nonche’ le eventuali modalita’ di conservazione e di consumo.

3. Al momento della vendita, il pane per il quale e’ utilizzato un
metodo di conservazione durante la sua preparazione o nell’arco del processo produttivo, deve essere esposto in scomparti appositamente riservati.

Art. 4 – Mutuo riconoscimento

1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari, i prodotti legalmente fabbricati e commercializzati negli altri Stati membri dell’Unione europea o in Turchia o in uno Stato parte contraente dell’accordo sullo Spazio economico europeo possono essere commercializzati nel territorio italiano.

Art. 5 – Disposizione transitoria

1. E’ consentito utilizzare incarti o imballi con diciture o
denominazioni di vendita non conformi alle disposizioni del presente regolamento per 90 giorni a decorrere dalla data della sua pubblicazione, fermo restando quanto previsto dalle specifiche norme per i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti.

Art. 6 – Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Roma, 1° ottobre 2018

Il Ministro dello sviluppo economico
Di Maio

Il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo
Centinaio

Il Ministro della salute
Grillo

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Registrato alla Corte dei conti il 12 novembre 2018
Ufficio controllo atti MISE e MIPAAF, reg.ne prev. n. 813

Scarica il DECRETO 1 ottobre 2018, n. 131 completo: DECRETO 1 ottobre 2018 n 131

DECRETO 131 PANE FRESCO

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

DELIBERA 30 ottobre 2018

Regolamento sull’esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarita’ di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro di cui all’art. 54-bis del decreto legislativo n. 165/2001 (c.d. whistleblowing). (Delibera n. 1033). (18A07363) (GU Serie Generale n.269 del 19-11-2018)

 

In Gazzetta Ufficiale la DELIBERA 30 ottobre 2018 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione in materia di whistleblowing.

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE
DELIBERA 30 ottobre 2018

Regolamento sull’esercizio del potere sanzionatorio in materia di
tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarita’ di cui
siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro di cui
all’art. 54-bis del decreto legislativo n. 165/2001 (c.d.
whistleblowing). (Delibera n. 1033). (18A07363)
(GU n.269 del 19-11-2018)

Capo I
Disposizioni generali

IL CONSIGLIO DELL’AUTORITA’
NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Visto l’art. 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,
come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 74;
Vista la legge 6 novembre 2012, n. 190, e successive modificazioni
ed integrazioni;
Visti gli articoli 19, comma 5, e 31 del decreto-legge 24 giugno
2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014,
n. 114;
Visto l’art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
come modificato dall’art. 1 della legge 30 novembre 2017, n. 179 e,
in particolare, il comma 6;
Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689;
Visto l’art. 34-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
convertito in legge 17 dicembre 2012, n. 221, come modificato dal
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;
Visto il «Regolamento concernente l’accesso ai documenti formati o
detenuti dall’Autorita’ ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1°
febbraio 2016 con il quale e’ stato approvato il Piano di riordino
dell’Autorita’ nazionale anticorruzione;
Visti il «Regolamento sull’esercizio dell’attivita’ di vigilanza in
materia di contratti pubblici», il «Regolamento sull’esercizio
dell’attivita’ di vigilanza in materia di prevenzione della
corruzione», il «Regolamento sull’esercizio dell’attivita’ di
vigilanza sul rispetto degli obblighi di pubblicazione di cui al
decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33», il «Regolamento
sull’esercizio dell’attivita’ di vigilanza in materia di
inconferibilita’ e incompatibilita’ di incarichi nonche’ sul rispetto
delle regole di comportamento dei pubblici funzionari»;
Vista la «Direttiva annuale sullo svolgimento della funzione di
vigilanza» dell’Autorita’;
Viste le «Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico
che segnala illeciti (c.d. whistleblower)» dell’Autorita’;
Vista la delibera n. 1196 del 23 novembre 2016 recante il
«Riassetto organizzativo dell’Autorita’ nazionale anticorruzione a
seguito dell’approvazione del Piano di riordino e delle nuove
funzioni attribuite in materia di contratti pubblici e di prevenzione
della corruzione e della trasparenza, e individuazione dei centri di
responsabilita’ in base alla missione istituzionale dell’Autorita’»,
come modificata dalla delibera n. 1 del 10 gennaio 2018;
Tenuto conto della procedura di consultazione pubblica terminata il
30 settembre 2018;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1 – Definizioni

Ai fini del presente regolamento, si intende per:

a) «art. 54-bis», l’art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, come modificato dall’art. 1 della legge 30 novembre
2017, n. 179;

b) «Autorita’», l’Autorita’ nazionale anticorruzione;

c) «Presidente», il Presidente dell’Autorita’;

d) «Consiglio», il Consiglio dell’Autorita’;

e) «ufficio», l’Ufficio per la vigilanza sulle segnalazioni
pervenute all’Autorita’, ai sensi dell’art. 54-bis, competente per il
procedimento sanzionatorio di cui al presente regolamento;

f) «dirigente», il dirigente dell’ufficio;

g) «responsabile della prevenzione della corruzione e della
trasparenza (RPCT)», il soggetto individuato ai sensi dell’art. 1,
comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190, come modificato
dall’art. 41 del decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97;

h) «comunicazione», la comunicazione di violazioni di cui al
comma 6, primo periodo, dell’art. 54-bis fatta in ogni caso
all’Autorita’, ai sensi del comma 1, penultimo periodo, dell’art.
54-bis, da parte dell’interessato o delle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative nell’amministrazione nella quale si
ritiene siano state commesse tali violazioni;

i) «segnalazione», la segnalazione di violazioni di cui al comma
6, secondo e terzo periodo, dell’art. 54-bis all’Autorita’, da parte
dei soggetti di cui al comma 2, dell’art. 54-bis;

j) «misure discriminatorie», tutte le misure individuate all’art.
54-bis, comma 1, primo periodo, adottate in conseguenza della
segnalazione di reati o irregolarita’ di cui allo stesso comma 1,
aventi effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di
lavoro del segnalante come definito al comma 2, dell’art. 54-bis;

k) «sanzioni», le sanzioni amministrative pecuniarie individuate
nel loro ammontare minimo e massimo dall’art. 54-bis, comma 6.

Art. 2 – Oggetto

1. Il presente regolamento, adottato nell’ambito del potere
regolamentare riconosciuto all’Autorita’, disciplina il procedimento
per l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui
all’art. 54-bis, comma 6.

Art. 3 – Attivita’ sanzionatoria d’ufficio, su comunicazione e su segnalazione

1. L’Autorita’ esercita il potere sanzionatorio:

a) d’ufficio, qualora accerti una o piu’ delle violazioni di cui
all’art. 54-bis, comma 6, nell’ambito di attivita’ espletate secondo
la direttiva annuale sullo svolgimento della funzione di vigilanza
dell’Autorita’;

b) su comunicazione di cui all’art. 1, comma 1, lettera h);

c) su segnalazione di cui all’art. 1, comma 1, lettera i).

2. Le comunicazioni e le segnalazioni sono presentate, di norma,
attraverso il modulo della piattaforma informatica disponibile sul
sito istituzionale dell’Autorita’, che utilizza strumenti di
crittografia e garantisce la riservatezza dell’identita’ del
segnalante e del contenuto della segnalazione nonche’ della relativa
documentazione.

Art. 4 – Responsabile del procedimento

1. Responsabile del procedimento sanzionatorio e’ il dirigente.

2. Il responsabile del procedimento, esaminate le comunicazioni e
le segnalazioni e attribuito alle stesse l’ordine di priorita’ di cui
all’art. 5, puo’ individuare uno o piu’ funzionari cui affidare lo
svolgimento dell’istruttoria.

Art. 5 – Ordine di priorita’ delle comunicazioni e delle segnalazioni

1. Le comunicazioni e le segnalazioni sono trattate secondo il
seguente ordine di priorita’:

a) nei casi di cui al comma 6, primo periodo, art. 54-bis, si ha
riguardo alla gravita’ delle misure discriminatorie e all’eventuale
danno alla salute nonche’ alla reiterata adozione di misure
discriminatorie e alla adozione di piu’ misure discriminatorie
oltreche’ alla partecipazione di diversi soggetti all’adozione di
misure discriminatorie;

b) nei casi di cui al comma 6, secondo periodo, art. 54-bis, si
ha riguardo all’assenza di procedure per l’inoltro e la gestione
delle segnalazioni nonche’ all’adozione di procedure non conformi
alle linee guida dell’Autorita’, in particolare, riguardo alla
promozione, ai sensi dell’art 54-bis, comma 5, ultimo periodo, del
ricorso a strumenti di crittografia per garantire la riservatezza
dell’identita’ del segnalante e del contenuto della segnalazione
nonche’ della relativa documentazione;

c) nei casi di cui al comma 6, terzo periodo, art. 54-bis, si ha
riguardo alla gravita’ degli illeciti segnalati al RPCT, all’ampiezza
dell’intervallo temporale della inerzia del RPCT e al numero degli
illeciti segnalati al RPCT.

Art. 6 – Provvedimenti conclusivi del procedimento

1. Il procedimento si conclude con l’adozione di uno o piu’ dei
seguenti provvedimenti:

a) di archiviazione, qualora sia stata riscontrata l’assenza dei
presupposti di fatto o di diritto per la comminazione della sanzione
amministrativa pecuniaria;

b) di irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria tra il
minimo ed il massimo edittale, tenuto conto del criterio della
dimensione dell’amministrazione o dell’ente cui si riferisce la
comunicazione o la segnalazione di cui all’art. 54-bis, comma 6 e dei
criteri di cui all’art. 11 della legge n. 689/1981.

Capo II
Procedimento sanzionatorio

Art. 7 – Avvio del procedimento

1. La comunicazione di avvio del procedimento e’ effettuata dal
responsabile del procedimento mediante lettera di contestazione degli
addebiti.

2. La comunicazione e’ inviata ai soggetti destinatari del
provvedimento finale.

3. Nella comunicazione di avvio di cui al comma 1 sono indicati:

a) l’oggetto del procedimento;

b) la contestazione della violazione, con l’indicazione delle
disposizioni violate, delle relative norme sanzionatorie e delle
sanzioni comminabili all’esito del procedimento, nonche’ la menzione
della possibilita’ di effettuare, entro sessanta giorni, il pagamento
della sanzione in misura ridotta, ai sensi dell’art. 16 della legge
n. 689/1981, indicandone le modalita’;

c) il responsabile del procedimento;

d) l’ufficio presso cui si puo’ accedere agli atti;

e) la facolta’ di presentare eventuali memorie, deduzioni scritte
e documenti nonche’ la richiesta di audizione presso l’ufficio e il
termine entro cui possono essere presentati;

f) la facolta’ per i soggetti che abbiano esercitato una delle
facolta’ di cui alla lettera precedente di richiedere l’audizione al
Consiglio e il termine entro cui essa puo’ essere richiesta;

g) la casella di posta elettronica certificata (PEC), presso la
quale effettuare le comunicazioni relative al procedimento, e
l’invito a comunicare, con il primo atto utile, l’eventuale altra
PEC, presso la quale il soggetto interessato intende ricevere le
comunicazioni e le notificazioni relative al procedimento;

h) il termine di conclusione del procedimento.

4. Il termine per la comunicazione di avvio del procedimento,
decorrente dall’acquisizione della notizia della violazione di cui
all’art. 54-bis, comma 6, o della comunicazione o della segnalazione,
e’, salve specifiche esigenze del procedimento, di novanta giorni.

5. Il termine di cui al precedente comma puo’ essere prorogato in
presenza di particolari e motivate esigenze istruttorie, anche in
caso di estensione soggettiva od oggettiva del procedimento. Il
responsabile del procedimento comunica la proroga ai soggetti di cui
al comma 2 e ne informa i soggetti di cui al comma 8.

6. In ragione di un rilevante numero di destinatari la
comunicazione personale di cui al comma 2 puo’ essere sostituita da
modalita’ di volta in volta stabilite dall’Autorita’, nel rispetto
della vigente normativa in materia di protezione dei dati personali.

7. Il responsabile del procedimento invia al Consiglio, con cadenza
bimestrale, l’elenco dei procedimenti avviati ai sensi del presente
articolo.

8. Il responsabile del procedimento informa dell’avvio del
procedimento sanzionatorio i soggetti che hanno effettuato le
comunicazioni o le segnalazioni.

Art. 8 – Istruttoria

1. L’Ufficio, ricevute le deduzioni e i documenti dei soggetti cui
e’ stato comunicato l’avvio del procedimento, o scaduto il termine
per la loro presentazione, procede all’esame degli atti del
procedimento sanzionatorio.

2. Il responsabile del procedimento puo’ richiedere ulteriori
informazioni, chiarimenti, atti e documenti ai soggetti cui e’ stato
comunicato l’avvio del procedimento, anche avvalendosi dell’ufficio
ispettivo dell’Autorita’, della Guardia di finanza, ovvero
dell’Ispettorato per la funzione pubblica del Dipartimento della
funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.

3. Le richieste di cui al precedente comma sono formulate per
iscritto e indicano:

a) i fatti e le circostanze in ordine ai quali si effettuano tali
richieste;
b) il termine per l’adempimento che, tenuto conto dell’urgenza,
della quantita’ e qualita’ delle informazioni e dei documenti
richiesti, e’ non inferiore a dieci giorni e non superiore a trenta
giorni.

4. I documenti di cui e’ richiesta l’esibizione sono forniti,
preferibilmente, su supporto informatico, con allegata dichiarazione
di conformita’ all’originale. In alternativa, possono essere forniti
in originale o copia conforme.

5. Le richieste di informazioni e di esibizione di documenti
possono essere formulate anche oralmente nel corso di audizioni o
ispezioni, rendendole note all’interessato e verbalizzando le
medesime.

6. Il responsabile del procedimento, ove ritenuto necessario, puo’
convocare in audizione, anche su loro richiesta, i soggetti che hanno
effettuato le comunicazioni o le segnalazioni.

7. I soggetti cui e’ stata data comunicazione di avvio del
procedimento esercitano il proprio diritto di difesa, in merito agli
addebiti contestati nella fase istruttoria, mediante:
a) presentazione di memorie, deduzioni scritte e documenti;
b) accesso agli atti;
c) audizione innanzi all’ufficio.

8. Le memorie, le deduzioni scritte e i documenti sono inviati
all’ufficio entro il termine di trenta giorni dalla notifica della
lettera di contestazione degli addebiti. Tale termine puo’ essere
prorogato, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta
giorni, a seguito di motivata richiesta dei soggetti interessati.

9. L’accesso agli atti del procedimento avviene mediante istanza
all’ufficio nel rispetto delle modalita’ e dei termini previsti dal
«Regolamento concernente l’accesso ai documenti formati o detenuti
dall’Autorita’ ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241». Sono
sottratte all’accesso le comunicazioni e le segnalazioni, ai sensi
dell’art. 54-bis, comma 4.

10. L’audizione puo’ essere richiesta entro il termine di dieci
giorni dalla data di ricezione della comunicazione di avvio del
procedimento. Tale richiesta contiene l’oggetto e la descrizione
sintetica, ancorche’ precisa, chiara e puntuale, della esposizione
orale nonche’ le ragioni per le quali sia ritenuta necessaria. Ove
accolta, il responsabile del procedimento comunica agli istanti la
data e il luogo in cui sara’ svolta l’audizione. Tale data, anche a
fronte di istanze di differimento reiterate, puo’ essere differita,
su richiesta motivata, per un periodo comunque non superiore a trenta
giorni.

11. Nel corso delle audizioni i soggetti convocati possono farsi
assistere dal proprio legale di fiducia.

12. Delle audizioni e’ redatto processo verbale, contenente le
principali dichiarazioni delle parti, sottoscritto dai soggetti
partecipanti. Del processo verbale e’ consegnata copia ai soggetti
partecipanti che ne facciano richiesta. Ai soli fini di supporto per
la verbalizzazione, puo’ essere disposta, a cura dell’Autorita’, la
registrazione magnetica e/o informatica delle audizioni.

Art. 9 – Conclusione del procedimento

1. Al termine dell’istruttoria, qualora non ricorrano i presupposti
per l’archiviazione, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera a),
l’ufficio, entro centottanta giorni dalla data di avvio del
procedimento, comunica all’interessato che intende proporre al
Consiglio l’adozione del provvedimento sanzionatorio.

2. L’interessato, entro dieci giorni dalla comunicazione di cui al
precedente comma, puo’ presentare ulteriori memorie difensive, ovvero
chiedere l’audizione in Consiglio, in presenza di circostanze e fatti
nuovi rispetto a quanto accertato in sede istruttoria. La richiesta
di audizione puo’ essere accolta con disposizione del Presidente. Si
applica il comma 11 e, nelle parti compatibili, il comma 10 dell’art.
8.

3. Il Consiglio, tenuto conto delle memorie presentate e delle
risultanze dell’eventuale audizione, adotta il provvedimento
conclusivo.

4. Il provvedimento sanzionatorio indica gli elementi di fatto e di
diritto su cui si fonda la decisione, il termine per ricorrere e
l’autorita’ cui proporre ricorso nonche’ le modalita’ e il termine
entro il quale effettuare il pagamento della sanzione. Il
provvedimento viene notificato al responsabile dell’infrazione
contestata.

5. Nel caso di mancato pagamento della sanzione nel termine
indicato nel provvedimento sanzionatorio, l’ufficio competente
provvede all’iscrizione a ruolo delle somme dovute.

6. Il provvedimento di archiviazione indica gli elementi di fatto e
di diritto su cui si fonda la decisione. Il provvedimento viene
comunicato ai soggetti di cui al comma 2 dell’art. 7.

7. Il responsabile del procedimento comunica gli esiti del
procedimento ai soggetti che hanno effettuato la comunicazione o la
segnalazione.

Art. 10 – Procedimento sanzionatorio semplificato

1. Il procedimento e’ svolto in forma semplificata nei casi in cui:

a) nell’espletamento dell’attivita’ di vigilanza dell’Autorita’
venga riscontrata la mancanza delle procedure di ricezione e/o
gestione delle segnalazioni di cui all’art. 54-bis;
b) la segnalazione della mancanza delle procedure di ricezione
e/o gestione delle segnalazioni di cui all’art. 54-bis, e’ ritenuta
ragionevolmente fondata a seguito dello svolgimento dell’attivita’
preistruttoria dell’ufficio.

2. Nei casi di cui al comma 1, la comunicazione di avvio del
procedimento di cui all’art. 7, comma 1, contiene, altresi’, i
presupposti di fatto e le ragioni di diritto in relazione agli esiti
delle attivita’ svolte dall’Autorita’ che depongono per l’irrogazione
della sanzione.

3. Il presente procedimento e’ disciplinato dalle disposizioni dei
Capi I e III, e, ad esclusione delle disposizioni di cui ai commi 1 –
4, dell’art. 9 e delle disposizioni inerenti alla facolta’ di
richiedere audizione all’ufficio o al Consiglio, del Capo II.

4. Il dirigente, entro quarantacinque giorni, decorrenti dalla data
di ricevimento delle deduzioni e dei documenti da parte dei soggetti
cui e’ stata notificata la lettera di contestazione degli addebiti
ovvero scaduto il termine per la loro presentazione, trasmette al
Consiglio la proposta di adozione del provvedimento conclusivo.

5. Il Consiglio, tenuto conto delle eventuali memorie prodotte,
adotta il provvedimento conclusivo.

Art. 11 – Pubblicazione del provvedimento

1. Il provvedimento sanzionatorio e’ pubblicato sul sito
istituzionale dell’Autorita’ nella sezione dedicata alle segnalazioni
di cui all’art. 54-bis dopo la notizia dell’avvenuta notificazione al
soggetto interessato ovvero, nel caso di piu’ soggetti, dopo la
notizia dell’avvenuta ultima notificazione.

2. Il Consiglio puo’ altresi’ disporre la pubblicazione sul sito
istituzionale dell’amministrazione o dell’ente.

3. Il Consiglio, al fine di tutelare la riservatezza dell’identita’
del segnalante, puo’ disporre la pubblicazione del provvedimento in
forma anche parzialmente anonima ovvero l’esclusione della
pubblicazione.

Art. 12 – Comunicazioni relative al procedimento

1. Le comunicazioni e le notificazioni previste dal presente
regolamento sono effettuate secondo le seguenti modalita’:

a) mediante la piattaforma informatica di cui all’art. 3, comma
2;
b) mediante casella di posta elettronica certificata (PEC)
indicata all’Autorita’;
c) nelle altre forme previste dall’ordinamento vigente.

Capo III
Disposizioni finali

Art. 13 – Disposizioni relative ai procedimenti di vigilanza attivati sulla
base di una segnalazione di reati o irregolarita’ ai sensi dell’art. 54-bis

1. Nel caso di segnalazione di illeciti, ai sensi dell’art. 54-bis,
i procedimenti di vigilanza in materia di contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture, di anticorruzione, di trasparenza e di
imparzialita’ dei funzionari pubblici sono affidati all’ufficio, che
svolge le attivita’ istruttorie, ai sensi dei rispettivi regolamenti
di vigilanza e delle linee guida adottate dall’Autorita’ in materia,
nel rispetto della tutela della riservatezza dell’identita’ del
segnalante come previsto dall’art. 54-bis, con la collaborazione
degli uffici di vigilanza interessati per materia. Il dirigente
informa il Consiglio dei casi nei quali richiede la collaborazione
degli uffici di vigilanza suddetti.

2. In casi di particolare complessita’, su richiesta del dirigente,
il Consiglio puo’ autorizzare la proroga dei termini previsti per il
compimento degli atti del procedimento di vigilanza.
3. I provvedimenti conclusivi dei procedimenti di cui al presente
articolo sono adottati dal Consiglio, su congiunta proposta del
dirigente e del dirigente dell’ufficio di vigilanza interessato.

Art. 14 – Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Esso si
applica ai procedimenti sanzionatori avviati successivamente alla sua
entrata in vigore.

Approvato dal Consiglio dell’Autorita’ con delibera n. 1033
nell’adunanza del 30 ottobre 2018.

Roma, 30 ottobre 2018

Il Presidente: Cantone

 

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GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

DELIBERA 11 ottobre 2018 Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, ai sensi dell’articolo 35, comma 4, del regolamento (UE) n. 2016/679. (Delibera n. 467). (18A07359)

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 novembre 2018 la DELIBERA 11 ottobre 2018 riportante l’Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, ai sensi dell’articolo 35, comma 4, del regolamento (UE) n. 2016/679.

Di seguito il testo della delibera della Delibera.

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
  Nella riunione odierna,  in  presenza  del  dott.  Antonello  Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini,  vice  presidente,  della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della  prof.ssa  Licia  Califano, componenti, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;
  Visto il regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e  del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle  persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche'  alla libera circolazione di tali dati e che abroga la  direttiva  95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati, di seguito «RGPD»);
  Visto, in specie, l'art. 35, paragrafo 1, del RGPD, che  stabilisce l'obbligo per  il  titolare  di  effettuare,  prima  dell'inizio  del trattamento, una valutazione dell'impatto del  trattamento  medesimo, laddove quest'ultimo  possa  presentare  un  rischio  elevato  per  i diritti e le liberta' delle persone fisiche, «allorche' preved[a]  in particolare  l'uso  di  nuove  tecnologie,  considerati  la   natura, l'oggetto, il contesto e le finalita' [...]»;
  Visto il paragrafo 3 del medesimo articolo,  che  individua  alcune ipotesi in cui e' richiesta la valutazione d'impatto;
  Visto il paragrafo 10 del predetto art. 35, che individua invece le ipotesi in cui tale valutazione  non  e'  richiesta,  in  particolare «qualora il trattamento effettuato ai sensi dell'art. 6, paragrafo 1, lettere c) o e), trovi nel diritto dell'Unione o  nel  diritto  dello Stato membro cui il titolare del trattamento  e'  soggetto  una  base giuridica,  tale  diritto  disciplini  il  trattamento  specifico   o l'insieme di trattamenti in questione, e sia  gia'  stata  effettuata una valutazione d'impatto sulla protezione dei  dati  nell'ambito  di una valutazione d'impatto generale nel contesto dell'adozione di tale base giuridica [...], salvo che gli Stati membri ritengano necessario effettuare tale valutazione prima  di  procedere  alle  attivita'  di trattamento»;
  Considerato che l'art. 35, paragrafo 4, rimette alle  autorita'  di controllo nazionali il compito di  redigere  e  rendere  pubblico  un elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al  requisito  di  una valutazione d'impatto e di comunicarlo al  Comitato  europeo  per  la protezione dei dati di cui all'art. 68 del RGPD;
  Considerato che il  paragrafo  6  del  citato  art.  35  stabilisce l'applicazione del meccanismo di coerenza  di  cui  all'art.  63  del RGPD, da parte  della  singola  autorita'  di  controllo  competente, qualora l'elenco  comprenda  «attivita'  di  trattamento  finalizzate all'offerta di beni o servizi a interessati  o  al  monitoraggio  del loro comportamento in piu' stati membri, o attivita'  di  trattamento che possono incidere significativamente sulla libera circolazione dei dati personali all'interno dell'Unione»;
  Viste le indicazioni contenute nei «considerando» numeri 71,  75  e 91 del RGPD;
  Viste le «Linee guida in materia  di  valutazione  d'impatto  sulla protezione dei  dati  e  determinazione  della  possibilita'  che  il trattamento  "possa  presentare  un  rischio  elevato"  ai  fini  del regolamento (UE) n. 2016/679» del Gruppo di lavoro  art.  29  per  la protezione dei dati del 4 aprile 2017, come modificate e adottate  da ultimo il 4 ottobre 2017 e fatte proprie dal Comitato europeo per  la protezione dei dati il 25 maggio 2018 (di seguito «WP 248, rev. 01»), che  hanno  individuato  i  seguenti  nove  criteri  da   tenere   in considerazione  ai  fini  dell'identificazione  dei  trattamenti  che possono  presentare  un   «rischio   elevato»:   1)   valutazione   o assegnazione di un punteggio, inclusiva di profilazione e previsione, in  particolare  in  considerazione  di   «aspetti   riguardanti   il rendimento professionale, la  situazione  economica,  la  salute,  le preferenze  o  gli  interessi   personali,   l'affidabilita'   o   il comportamento, l'ubicazione o gli spostamenti  dell'interessato»;  2) processo decisionale automatizzato che ha effetto giuridico o  incide in modo analogo significativamente  sulle  persone;  3)  monitoraggio sistematico degli  interessati;  4)  dati  sensibili  o  dati  aventi carattere altamente personale; 5) trattamento di dati su larga scala;
6) creazione di corrispondenze o combinazione di insiemi di dati;  7) dati  relativi  a  interessati  vulnerabili;  8)  uso  innovativo   o applicazione di nuove soluzioni  tecnologiche  od  organizzative;  9) quando  il  trattamento  in  se'  «impedisce  agli   interessati   di esercitare un  diritto  o  di  avvalersi  di  un  servizio  o  di  un contratto»);
  Rilevato che il ricorrere di due o piu'  dei  predetti  criteri  e' indice di un trattamento  che  presenta  un  rischio  elevato  per  i diritti e le liberta' degli interessati e  per  il  quale  e'  quindi richiesta una valutazione d'impatto sulla protezione dei  dati  (cfr. WP 248, rev. 01, pag. 11);
  Considerato che il garante ha predisposto un elenco delle tipologie di trattamento ai sensi dell'art. 35, paragrafo  4  da  sottoporre  a valutazione d'impatto;
  Considerato che le previsioni di cui all'art. 35, paragrafo  1  del RGPD, che dispongono che «quando un tipo  di  trattamento,  allorche' prevede in particolare l'uso  di  nuove  tecnologie,  considerati  la natura, l'oggetto, il contesto e le finalita' del  trattamento,  puo' presentare un rischio elevato per  i  diritti  e  le  liberta'  delle persone fisiche, il  titolare  del  trattamento  effettua,  prima  di procedere  al   trattamento,   una   valutazione   dell'impatto   dei trattamenti previsti sulla protezione dei dati personali», prevalgono in ogni caso;
  Considerato altresi' che il predetto elenco  e'  stato  predisposto sulla  base  del  WP  248,  rev.  01,  allo  scopo  di   specificarne ulteriormente il contenuto e a complemento dello stesso;
  Rilevato che tale elenco e' stato comunicato in data 11 luglio 2018 al Comitato per il prescritto parere (art. 35, paragrafi  4  e  6,  e dall'art. 64, paragrafo 1, lettera a), del RGPD);
  Viste le osservazioni rese dal Comitato nel parere adottato  il  25 settembre 2018  e  notificato  il  2  ottobre  2018  (disponibile  su https://edpb.europa.eu);
  Ritenuto, in ottemperanza a quanto previsto dall'art. 64, paragrafo 7, del RGPD, di aderire  alle  osservazioni  contenute  nel  suddetto parere e di modificare,  in  conformita',  il  relativo  progetto  di decisione e di darne comunicazione al presidente del Comitato;
  Rilevato che tale elenco e' riferito esclusivamente a tipologie  di trattamento  soggette  al  meccanismo  di  coerenza  e  che  non   e' esaustivo,  restando  fermo  quindi   l'obbligo   di   adottare   una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati laddove ricorrano due o piu' dei criteri individuati dal WP 248, rev. 01 e  che  in  taluni casi «un titolare del trattamento puo' ritenere  che  un  trattamento che  soddisfa  soltanto  uno  [dei  predetti]  criteri  richieda  una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati» (cfr. WP  248,  rev. 01, pag. 11);
  Rilevato,  altresi',  che  il   predetto   elenco   potra'   essere ulteriormente  modificato  o  integrato  anche   sulla   base   delle risultanze emerse nel corso della  prima  fase  di  applicazione  del RGPD;
  Viste le osservazioni formulate dal segretario  generale  ai  sensi dell'art. 15 del regolamento del garante n. 1/2000;
  Relatore il dott. Antonello Soro;
Tutto cio' premesso:
  a) ai sensi degli articoli 35, paragrafo  4,  e  57,  paragrafo  1, lettera k), del RGPD fermo restando quanto indicato nel richiamato WP 248, rev. 01, individua  l'elenco  delle  tipologie  di  trattamenti, soggetti al meccanismo  di  coerenza,  da  sottoporre  a  valutazione d'impatto, riportate nell'allegato 1  facente  parte  integrante  del presente provvedimento, che specificano quanto riportato  nel  citato WP 248, rev. 01;
  b) ai  sensi  dell'art.  64,  paragrafo  7  del  RGPD  comunica  al presidente del Comitato il presente  provvedimento  che  recepisce  i rilievi formulati nel parere richiamato in premessa;
  c)   invia   copia   della   presente   deliberazione   all'Ufficio pubblicazione leggi e decreti del Ministero della giustizia  ai  fini della sua pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana.
    Roma, 11 ottobre 2018
Il presidente e relatore: Soro
Il segretario generale: Busia
(Allegato )
Allegato 1
    1. Trattamenti valutativi o di scoring su  larga  scala,  nonché trattamenti che comportano la profilazione degli interessati  nonché lo svolgimento di attivita' predittive  effettuate  anche  on-line  o attraverso  app,  relativi  ad  «aspetti  riguardanti  il  rendimento professionale, la situazione economica, la salute,  le  preferenze  o gli  interessi  personali,  l'affidabilita'   o   il   comportamento, l'ubicazione o gli spostamenti dell'interessato».
    2. Trattamenti automatizzati finalizzati  ad  assumere  decisioni che producono  «effetti  giuridici»  oppure  che  incidono  «in  modo analogo significativamente» sull'interessato, comprese  le  decisioni che impediscono di esercitare un diritto o di avvalersi di un bene  o di un servizio o di continuare ad esser  parte  di  un  contratto  in essere  (ad  es.  screening  dei  clienti  di  una  banca  attraverso l'utilizzo di dati registrati in una centrale rischi).
    3. Trattamenti che prevedono un utilizzo sistematico di dati  per l'osservazione, il monitoraggio o  il  controllo  degli  interessati, compresa la  raccolta  di  dati  attraverso  reti,  effettuati  anche on-line o attraverso app, nonche' il  trattamento  di  identificativi univoci in grado di identificare gli utenti di servizi della societa' dell'informazione inclusi servizi web, tv interattiva, ecc.  rispetto alle abitudini d'uso e ai dati di  visione  per  periodi  prolungati. Rientrano in tale previsione anche i trattamenti di metadati  ad  es. in ambito telecomunicazioni, banche, ecc. effettuati non soltanto per profilazione, ma piu'  in  generale  per  ragioni  organizzative,  di previsioni di budget, di  upgrade  tecnologico,  miglioramento  reti, offerta di servizi antifrode, antispam, sicurezza etc.
    4.  Trattamenti  su  larga  scala  di   dati   aventi   carattere estremamente personale (v. WP 248, rev. 01): si fa  riferimento,  fra gli altri, ai dati connessi alla vita familiare o  privata  (quali  i dati relativi  alle  comunicazioni  elettroniche  dei  quali  occorre tutelare la  riservatezza),  o  che  incidono  sull'esercizio  di  un diritto fondamentale (quali i dati sull'ubicazione, la  cui raccolta mette in gioco la liberta' di circolazione) oppure la cui  violazione comporta un grave  impatto  sulla  vita  quotidiana  dell'interessato (quali  i  dati  finanziari  che  potrebbero  essere  utilizzati  per commettere frodi in materia di pagamenti).
    5. Trattamenti effettuati  nell'ambito  del  rapporto  di  lavoro mediante sistemi  tecnologici  (anche  con  riguardo  ai  sistemi  di videosorveglianza  e  di  geolocalizzazione)  dai  quali  derivi   la possibilita' di effettuare un controllo a distanza dell'attivita' dei dipendenti (si  veda  quanto  stabilito  dal  WP  248,  rev.  01,  in relazione ai criteri numeri 3, 7 e 8).
    6. Trattamenti  non  occasionali  di  dati  relativi  a  soggetti vulnerabili (minori, disabili, anziani, infermi di  mente,  pazienti, richiedenti asilo).
    7.  Trattamenti  effettuati  attraverso   l'uso   di   tecnologie innovative, anche con particolari misure di  carattere  organizzativo (es. IoT; sistemi di intelligenza artificiale; utilizzo di assistenti vocali on-line attraverso lo scanning vocale e testuale;  monitoraggi effettuati da dispositivi wearable; tracciamenti di prossimita'  come ad es. il wi-fi tracking) ogniqualvolta ricorra anche almeno un altro dei criteri individuati nel WP 248, rev. 01.
    8. Trattamenti che comportano lo scambio tra diversi titolari  di dati su larga scala con modalita' telematiche.
    9.   Trattamenti   di   dati   personali   effettuati    mediante interconnessione, combinazione o raffronto di informazioni,  compresi i trattamenti che prevedono l'incrocio dei dati di  consumo  di  beni digitali con dati di pagamento (es. mobile payment).
    10.  Trattamenti  di  categorie  particolari  di  dati  ai  sensi dell'art. 9 oppure di dati relativi a condanne penali e  a  reati  di cui all'art. 10 interconnessi con altri dati personali  raccolti  per finalita' diverse.
    11. Trattamenti sistematici di dati biometrici, tenendo conto, in particolare,  del  volume  dei  dati,  della  durata,  ovvero   della persistenza, dell'attivita' di trattamento.
    12. Trattamenti sistematici di dati genetici, tenendo  conto,  in particolare,  del  volume  dei  dati,  della  durata,  ovvero   della persistenza, dell'attivita' di trattamento.

Scarica la DELIBERA 11 ottobre 2018 completa: DELIBERA 11 OTTOBRE 2018 – GARANTE PRIVACY

 

TELECAMERE PER VIDEOSORVEGLIANZA: UNA BACK DOOR PERMETTE L’ACCESSO DA REMOTO

Per chi si occupa di privacy e videosorveglianza, segnaliamo questo “problema” legato alle telecamere un po’ datate (di vari produttori).

In realtà il problema sarebbe risolvibile con un semplice aggiornamento firmware, ma non sempre questo aggiornamento viene effettuato.

Riassumendo brevemente, una grossa quota di telecamere per videosorveglianza prodotte fino al 2013-2014 contenevano nel firmware un accesso “back door” con un nome utente/password fissi che permettevano ai manutentori di avere l’accesso al sistema. Conoscendo la marca della telecamera per videosorveglianza è pertanto possibile ottenerne “irregolarmente” l’accesso e la visione di quanto da essa registrato.

Non tutti hanno aggiornato il firmware delle proprie telecamere per videosorveglianza installate indicativamente fino a 5 anni fa ed il problema potrebbe essere di avere accessi incontrollati alle riprese effettuate.

Il video allegato spiega nel dettagli il problema e le soluzioni:

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Di seguito alcune delle immagini tratte dal video

Back door - Videosorveglianza Back door - Videosorveglianza Back door - Videosorveglianza Back door - Videosorveglianza Back door - Videosorveglianza Back door - Videosorveglianza Back door - Videosorveglianza

 

Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati ai sensi dell’art. 35, comma 4, del Regolamento (UE) n. 2016/679 [9058979].

Valutazione d´impatto sulla protezione dei dati, in base alle previsioni del Regolamento (UE) 2016/679

La pagina contiene link alla normativa e a documenti interpretativi, schede informative e pagine tematiche,
ed è in continuo aggiornamento.

Ultimo aggiornamento 15 novembre 2018

INDICE

NEWS

Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati ai sensi dell’art. 35, comma 4, del Regolamento (UE) n. 2016/679

Terza riunione plenaria del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB). Adottati i pareri sulle liste dei trattamenti da sottoporre a “Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati”

EDPB – Opinion 12/2018 on the draft list of the competent supervisory authority of Italy regarding the processing operations subject to the requirement of a data protection impact assessment (Article 35.4 GDPR) impact assessment (Article 35.4 GDPR)

LINEE GUIDA

Linee-guida del Gruppo Articolo 29 in materia di valutazione di impatto sulla protezione dei dati (WP248)

Quando un trattamento può comportare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone interessate (a causa del monitoraggio sistematico dei loro comportamenti, o per il gran numero dei soggetti interessati di cui sono magari trattati dati sensibili, o anche per una combinazione di questi e altri fattori), ilregolamento 2016/679 obbliga i titolari a svolgere una valutazione di impatto prima di darvi inizio, consultando l´autorità di controllo in caso le misure tecniche e organizzative da loro stessi individuate per mitigare l´impatto del trattamento non siano ritenute sufficienti – cioè, quando il rischio residuale per i diritti e le libertà degli interessati resti elevato.

Si tratta di uno degli elementi di maggiore rilevanza nel nuovo quadro normativo, perché esprime chiaramente la responsabilizzazione (accountability) dei titolari nei confronti dei trattamenti da questi effettuati. I titolari sono infatti tenuti non soltanto a garantire l´osservanza delle disposizioni del regolamento, ma anche a dimostrare adeguatamente in che modo garantiscono tale osservanza; la valutazione di impatto ne è un esempio.

Le linee-guida del WP29 offrono alcuni chiarimenti sul punto; in particolare, precisano quando una valutazione di impatto sia obbligatoria (oltre ai casi espressamente indicati dal regolamento all´art. 35), chi debba condurla (il titolare, coadiuvato dal responsabile della protezione dei dati, se designato), in cosa essa consista (fornendo alcuni esempi basati su schemi già collaudati in alcuni settori), e la necessità di interpretarla come un processo soggetto a revisione continua piuttosto che come un adempimento una tantum.

Le linee-guida chiariscono, peraltro, anche quando una valutazione di impatto non sia richiesta: ciò vale, in particolare, per i trattamenti in corso che siano già stati autorizzati dalle autorità competenti e non presentino modifiche significative prima del 25 maggio 2018, data di piena applicazione del regolamento.

Il messaggio finale delle linee-guida (già sottoposte a consultazione pubblica) è che la valutazione di impatto costituisce una buona prassi al di là dei requisiti di legge, poiché attraverso di essa il titolare può ricavare indicazioni importanti e utili a prevenire incidenti futuri. In questo senso, la valutazione di impatto permette di realizzare concretamente l´altro fondamentale principio fissato nel regolamento 2016/679, ossia la protezione dei dati fin dalla fase di progettazione (data protection by design) di qualsiasi trattamento.

adottate il 4 aprile 2017
come modificate e adottate da ultimo il 4 ottobre 2017

DOCUMENTI

Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati ai sensi dell’art. 35, comma 4, del Regolamento (UE) n. 2016/679

– Valutazione di impatto sulla protezione dei dati (DPIA). Quando effettuarla?

APPROFONDIMENTI

Terza riunione plenaria del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB). Adottati i pareri sulle liste dei trattamenti da sottoporre a “Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati”

EDPB – Opinion 12/2018 on the draft list of the competent supervisory authority of Italy regarding the processing operations subject to the requirement of a data protection impact assessment (Article 35.4 GDPR) impact assessment (Article 35.4 GDPR)

– Guida all´applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali –Approccio basato sul rischio e misure di accountability (responsabilizzazione) di titolari e responsabibi

– VIDEO – “Data protection by default and by design”, valutazione di impatto e consultazione preventiva Intervento tenuto nel corso dell´incontro “Regolamento UE. Il Garante per la protezione dei dati personali incontra la PA”(tappa di Bari, 15 gennaio 2018)

– Individuazione e gestione del rischio – Pagina informativa

STRUMENTI

Un software per la valutazione di impatto

La CNIL, l´Autorità francese per la protezione dei dati, ha messo a disposizione un software di ausilio ai titolari in vista della effettuazione dellavalutazione d´impatto sulla protezione dei dati (DPIA)

Il software – gratuito e liberamente scaricabile dal sito www.cnil.fr (https://www.cnil.fr/fr/outil-pia-telechargez-et-installez-le-logiciel-de-la-cnil) – offre un percorso guidato alla realizzazione della DPIA, secondo una sequenza conforme alle indicazioni fornite dal WP29 nelle Linee-guida sulla DPIA.

La versione in lingua italiana è stata messa a punto anche con la collaborazione del Garante per la protezione dei dati personali.

Occorre sottolineare che il software è in continua evoluzione, con revisioni introdotte anche sulla base dell´esperienza raccolta e delle segnalazioni degli utenti.

IMPORTANTE

Il software qui presentato NON costituisce un modello al quale fare riferimento in ogni situazione di trattamento, essendo stato concepito soprattutto come ausilio metodologico per le PMI. Offre in ogni caso un focus sugli elementi principali di cui si compone la procedura di valutazione d´impatto sulla protezione dei dati. Potrebbe costituire quindi un utile supporto di orientamento allo svolgimento di una DPIA, ma non va inteso come schema predefinito per ogni valutazione d´impatto che va integrata in ragione delle tipologie di trattamento esaminate

E´ inoltre bene ricordare che la valutazione d´impatto sulla protezione dei dati deve tenere conto del rischio complessivo che il trattamento previsto può comportare per i diritti e le libertà degli interessati, alla luce dello specifico contesto. Pertanto, il concetto di rischio non si esaurisce nella considerazione delle possibili violazioni o minacce della sicurezza dei dati.

Per approfondimenti, è disponibile anche un breve tutorial realizzato dal Garante italiano.

ISTRUZIONI PER L´INSTALLAZIONE

Una volta aperta la paginahttps://www.cnil.fr/fr/outil-pia-telechargez-et-installez-le-logiciel-de-la-cnil, scorrere fino al titolo “Version portable” e selezionare il tipo di sistema operativo installato sul proprio computer.

Una volta scaricato il software, lanciare l´installazione che sarà effettuata automaticamente nella versione in lingua italiana.

news

linee guida

documenti

approfondimenti

strumenti

Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiata.

I trattamenti di dati previsti dal 1 gennaio 2019 possono violare la normativa sulla protezione dei dati.

Sproporzionata raccolta di informazioni e rischi di usi impropri da parte di terzi.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito l’Agenzia delle entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato dall’Agenzia delle entrate, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica [doc. web n. 9059949].
E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dalRegolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami.
Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica – esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori – presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.
Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante ha rilevato una serie di criticità. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per séinformazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.
Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.
Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.
Una preventiva consultazione dell’Autorità, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica.
Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza.

[Fonte: Garante della Privacy]

Safety Eventi

NORME TECNICHE PER LA SAFETY EVENTI

La corretta ed efficace progettazione “safety eventi” non può prescindere dalla conoscenza della UNI EN 13200-8.

06 novembre 2018

Pubblicato oggi su PUNTOSICURO.it un articolo che riassume le norme tecniche per la Safety Eventi, ovvero le modalità da adottare per una corretta ed efficace progettazione “safety eventi” che non può prescindere dalla conoscenza della UNI EN 13200-8.

Di seguito l’articolo a firma del Geom. Stefano Farina:

Dopo anni di “oblio” negli ultimi 18 mesi si sta parlando con una discreta frequenza dei problemi legati alla programmazione, progettazione, organizzazione e gestione di safety e security negli eventi (e non solo in quelli di pubblico spettacolo).

Numerose sono state le Circolari e Direttive emanate che, riallacciandosi alle normative vigenti in materia, vanno a dettare regole riguardanti le modalità di gestione della safety e – parzialmente – della security degli eventi.

A smuovere le acque è stata la Circolare emanata dal Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, all’indomani di quanto successo il Piazza San Carlo a Torino il 3 giugno 2017, alla quale si sono succedute varie Circolari e Direttive, l’ultima delle quali è stata la direttiva a firma del Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, Prefetto Matteo Piantedosi, pubblicata il 18 luglio 2018

( Nuovi modelli procedurali per l’organizzazione degli eventi).

Tutto però parte dalle numerose leggi nazionali, regionali e provinciali, nonché dai regolamenti comunali che coinvolgono vari aspetti progettuali e gestionali, riguardanti gli eventi stessi.

Forse però in questi ultimi mesi, perlomeno in talune situazioni ed in alcune realtà, si è un po’ perso di vista il significato relativo alla “progettazione dell’evento” riconducendo tutto alla redazione del mero “piano di prevenzione incendi” e/o al “piano di emergenza e di evacuazione”, conforme alle norme tecniche di progettazione antincendio e norme di sicurezza per la costruzione/esercizio di impianti, scelta che  viene sostenuta sulla base di indicazioni generali presenti nelle linee guida allegate alla citata Direttiva del luglio 2018, dove al punto 1 (NORMATIVA PRESA A RIFERIMENTO) è indicato:

“Per la definizione delle misure di mitigazione del rischio da attuarsi nelle manifestazioni oggetto del presente documento sono state prese come riferimento le seguenti normative di sicurezza:

  • DM 19.08.1996  Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.
  • DM 18.03.1996  Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi.”

A questo proposito, di recente in un convegno sul tema “eventi”,  mi è anche capitato di sentir dire da un relatore, membro di una Commissione di Vigilanza, che esclusivamente i professionisti “ex-818” possono redigere un piano di sicurezza eventi, indicazione che non deriva da nessuna legge nazionale o norma tecnica vigente, ma semplicemente un parere personale del relatore, che però egli ha trasformato in un vincolante obbligo per gli organizzatori eventi che a quella Commissione devono fare riferimento per le richieste autorizzative.

La realtà invece dovrebbe essere differente, in quanto la progettazione della sicurezza della manifestazione non deve svilupparsi solo sulla base della prevenzione incendi, ma anche su altri – altrettanto importanti – aspetti che lo stesso Prefetto Gabrielli nella sua circolare del 2017 citava.

Cerchiamo allora di esaminare l’argomento legato ad una corretta progettazione di un evento prendendo come punto di partenza una norma tecnica che – a mio avviso – dovrebbe essere conosciuta dai progettisti eventi ed approfondita nei suoi molteplici aspetti: la Norma UNI EN 13200-8: Installazioni per spettatori – gestione della sicurezza.

A questo punto una premessa è d’obbligo: questa norma tecnica, come tutte quelle ad essa associate o che in qualche modo possono essere collegate o riconducibili alla presenza di “spettatori” (*1), è una norma volontaria, che detta delle indicazioni generali che il singolo progettista dovrà poi applicare alle esigenze del proprio evento, va però detto che molti degli aspetti indicati sono una traccia importante da utilizzare.

Partiamo allora dall’analizzare alcuni degli aspetti peculiari della UNI EN 13200-8:2017 che è stata pubblicata in lingua italiana il 6 febbraio 2018, in recepimento della norma europea, ed è stata elaborata allo scopo di specificare i criteri generali per la gestione della sicurezza degli spettatori ed i cui principi fondamentali sono appropriati per tutti gli eventi, indipendentemente dalla dimensione, dall’attività o dal profilo del pubblico.

La misura in cui questi dettagli possono essere adottati è variabile ed è possibile che, a seconda delle dimensioni dell’evento, non tutti i processi e le procedure indicate siano appropriati. Tuttavia, come precisato nell’introduzione della norma, tutti gli eventi dovrebbero cercare di raggiungere i più alti livelli possibili evidenziati dal documento stesso.

In particolare la UNI EN 13200-8:2017:

  • specifica le caratteristiche generali di gestione della sicurezza nelle installazioni per spettatori;
  • indica la configurazione e la pianificazione della gestione;
  • analizza i criteri per mantenere quanto programmato prima, durante e dopo ogni evento;
  • tratta
    • del personale addetto alla sicurezza;
    • della politica di sicurezza;
    • delle procedure di sicurezza.

La norma non si occupa invece dei ruoli di sicurezza della polizia o di agenzie specializzate.

Analizziamo allora i contenuti della norma, riprendendone gli elementi peculiari e partendo da alcune delle definizioni in essa contenute che cerchiamo di riassumere per categorie

Definizioni generali

  • Area di attività – ovvero la zona in cui si volge l’evento;
  • Barriera – che viene definita come qualsiasi elemento di un’installazione per spettatori, permanente o temporaneo, destinato a impedire alle persone di cadere e a trattenere, fermare o guidare le persone (ricordo che per quanto attiene ai tipi di barriere utilizzati nelle installazioni per spettatori il riferimento è alla UNI EN 13200-3 “Installazioni per gli spettatori – Parte 3: Elementi di separazione – Requisiti”, entrata in vigore il giorno 11 ottobre 2018;
  • Capacità il numero totale di spettatori per il quale sono progettate l’installazione per spettatori o alcune divisioni della stessa (blocco o settore).

 Definizioni legate ai documenti

  • Piano di emergenza – piano preparato per gestire un incidente nelle installazioni per spettatori o nelle vicinanze, nella definizione si precisa che esso è di proprietà dei servizi di emergenza e/o dell’autorità locale;
  • Piano di evacuazione – si tratta del Documento organizzativo che assicura che le installazioni per spettatori possano essere evacuate in caso di emergenza secondo il piano di emergenza;
  • Piano di gestione – è invece il Documento per mantenere. prima, durante e dopo l’evento, lo stato ottimale dell’installazione per spettatori in conformità al certificato o alla licenza di protezione e sicurezza, se richiesto;
  • Pianta delle installazioni per spettatori – definita come le caratteristiche di progettazione delle installazioni per spettatori e dell’ambiente circostante, in aggiunta alla strategia di sicurezza/protezione durante gli eventi;
  • Politica di sicurezza – ovvero il documento sviluppato, rivisto e monitorato dall’organizzatore dell’evento o dalla direzione generale;
  • Piano di Contingenza – il Documento organizzativo che definisce quali azioni intraprendere in risposta ad incidenti che si verificano sul luogo e che potrebbero pregiudicare la sicurezza del pubblico o interrompere le normali operazioni legate all’evento;
  • Procedure di sicurezza – il piano operativo e di emergenza, contenente ruoli e responsabilità, livelli di personale, valutazioni del rischio, disposizioni mediche e contingenze.

Definizioni legate ai soggetti

  • Organizzatore dell’evento – persona (od organizzazione) responsabile della produzione di eventi partendo dalla progettazione e fino al suo completamento;
  • Responsabile della sicurezza – molto importante la definizione del Responsabile della Sicurezza ovvero la persona che supervisiona la gestione delle operazioni per la sicurezza del giorno dell’evento, incluse la pianificazione pre-evento e la valutazione post-evento;
  • Steward – definito come membro del team di gestione della sicurezza, impegnato a garantire la sicurezza e il benessere di tutti gli spettatori;
  • Responsabile degli steward – si tratta di un membro del team di gestione della sicurezza, cha ha già precedenti esperienze come steward ed ha pertanto un ruolo più avanzato e responsabile;
  • Gestore delle installazioni – fondamentalmente uno dei soggetti più importanti dell’organigramma legato alla sicurezza dell’evento e che è definita come la persona responsabile della gestione delle installazioni per conto del proprietario o dell’organizzatore dell’evento;
  • Direzione generale – in questo caso la definizione è più ampia e va a ricomprendere
    • consiglio di amministrazione,
    • proprietario delle installazioni,
    • presidente di un’installazione per spettatori,
    • organizzatore dell’evento
    • responsabile della sicurezza.
  • Supervisore, Membro del team di gestione della sicurezza che ha lavorato precedentemente come steward prima di essere promosso a un ruolo di supervisione.
  • Infine una definizione interessante è anche quella del Gruppo consultivo per la sicurezza (SAG), ovvero il forum all’interno del quale la direzione delle installazioni per spettatori e altri organi (autorità locali, polizia, vigili del fuoco e soccorso medico) forniscono consigli di sicurezza specifici.

Vi sono poi altre definizioni tra le quali citiamo: Area di osservazione, Area esterna, Circolazione, Manuale dell’operatore, Persona competente, Protezione, Sala di controllo, Superficie di visione inclinata, Tornello.

Dalla lettura delle definizioni, risulta interessante notare quella che potrebbe sembrare una mancanza, ovvero non vi è la definizione di “progettista dell’evento”, ma la lettura integrale del documento è invece chiarificatrice su questo aspetto in quanto, non viene separato l’aspetto “progettuale” da quello “operativo”, ma in realtà vi sono varie figure che eseguono le valutazioni e predispongono i documenti. Una di esse è il gestore delle installazioni, un’altra è quella del Responsabile della Sicurezza che include, all’interno del suo ruolo, anche la “pianificazione pre-evento” dalla quale derivano poi molte delle scelte e la stesura dei relativi documenti.

E’ d’obbligo precisare che in questo ambito stiamo parlando di “progettazione della sicurezza dell’evento” e non di quella legata alle strutture ( palchi, tribune, ecc.) che è invece appannaggio di figure tecniche differenti che con i vari soggetti, compreso il Responsabile della Sicurezza, devono collaborare ed interfacciarsi.

Passiamo ora ad analizzare altri punti norma ovvero quelli legati ai documenti ed alla loro redazione.

Uno dei principali è sicuramente quello della Valutazione del rischio che è il punto di partenza che il gestore delle installazioni e/o il responsabile della sicurezza devono preparare al fine di:

•    identificare il sito e i pericoli specifici dell’evento;

•    quantificare i rischi associali ai pericoli;

•    identificare le misure di controllo esistenti;

•    identificare controlli o procedure addizionali.

L’esito del processo di valutazione del rischio deve servire a limitare la gravità dei pericoli e/o ridurre la probabilità che i rischi si verifichino.

Interessante la precisazione che la valutazione del rischio deve essere condotta sempre da una persona competente, ovvero da una figura che abbia con sufficiente formazione ed esperienza per soddisfare le norme professionali nazionali pertinenti ai compiti del proprio ruolo.

Un ulteriore documento indicato è la Mappa del territorio, che deve essere sviluppata dal gestore delle installazioni per spettatori in collaborazione con le autorità locali e altre parti interessate. Essa fornisce informazioni sulla mobilità durante gli eventi con particolare riferimento alla necessità di identificare percorsi separati di flusso e di evacuazione per le diverse categorie di spettatori, oltre a informazioni per ridurre al minimo qualsiasi interferenza con la mobilità ordinaria. In tale mappa troveremo l’identificazione dei sistemi di accesso e di mobilità, prevedendo ad esempio percorsi separati ed aree di parcheggio per le diverse categorie di spettatori, l’implementazione e miglioramento dei servizi di trasporto pubblico, il piano medico generale che tenga conto dei percorsi di emergenza e delle strutture ospedaliere allertate in circostanze normali e in situazioni di emergenza, l’identificazione di percorsi separati sulla base delle effettive esigenze dell’evento.

Vi è poi la Pianta delle installazioni per spettatori che deve essere sviluppata dal gestore delle installazioni (anche in collaborazione con il SAG) e comprende, tra i vari aspetti, la mobilità e accesso nell’area esterna, le indicazioni relative alla circolazione di spettatori in ciascuna area o settore separato, il punto di controllo dei biglietti, il sistema delle vie di uscita, le strade pubbliche e personale addetto ai servizi, la configurazione di ciascuna area o settore con relativa capacità, i piani/disegni per i vari livelli con riferimento a entrate, cancelli di uscita, siti pericolosi, posizione delle sale di emergenza, pronto soccorso e controllo durante l’incontro, posizione del collegamento e coordinamento degli allarmi, posizione delle telecamere CCTV e della rispettiva area di controllo.

Veniamo poi al Piano di gestione che, sviluppato dal gestore delle installazioni, deve contenere il piano per la manutenzione delle condizioni di protezione ordinarie (monitoraggio, manutenzione e condizioni operative, il piano per il mantenimento della protezione ordinaria e del livello di sicurezza durante l’evento, il piano medico e apparecchiature di pronto soccorso, in esercizio o in emergenza, il piano di prevenzione antincendio e di controllo ed infine quello relativo alla manutenzione preventiva programmata.

Un ulteriore documento è il Piano di contingenza che è necessario per coprire tutti gli incidenti prevedibili, grandi o piccoli. Questi varieranno secondo la configurazione dell’installazione per spettatori e gli sport che essa ospita. Al punto 4.3.8 è presente un elenco non esaustivo di situazioni che si possono verificare, tra esse citiamo:

  • Guasto strutturale, come per esempio danni del vento, subsidenza, erosione, fulmine, impatto dello spostamento e delle dinamiche degli spettatori, guasto di strutture smontabili temporanee
  • Condizioni atmosferiche avverse
  • Guasto delle attrezzature
  • Perdita di servizi o utenze come elettricità, gas, acqua, fogne, gruppo elettrogeno di emergenza locale o gruppi di continuità (UPS), fornitura inadeguata o interrotta di cibo e bevande
  • Perdita o guasto dei sistemi di comunicazione
  • Guasto della gestione della sicurezza (assenza di personale chiave, come responsabile della sicurezza e personale di sicurezza, numero insufficiente di steward correttamente formati, valutati e qualificati)

Ed altre ancora (difficoltà di trasporto, orario dell’evento modificato, incendio o fumo eccessivo, allarme bomba/pacco sospetto, fuoriuscita di gas o incidente chimico, incidenti correlati con gli spettatori, …).

Veniamo poi al Piano di emergenza, documento peraltro molto conosciuto. In questo punto norma è interessante a tal proposito l’indicazione che, anche se i piani di contingenza sono preparati del gestore delle installazioni e/o dal responsabile della sicurezza e il piano di emergenza è preparato dai servizi di emergenza, i due piani devono essere compatibili tra loro. Sembra quasi un’affermazione scontata, ma non sempre tale compatibilità viene riscontrata nella realtà.

Per quanto attiene invece le Procedure di sicurezza per l’evento devono essere esaminate e sviluppate dal responsabile della sicurezza o dal gestore delle installazioni (in collaborazione con il SAG) e devono contenere

  • La pianificazione prima dell’evento che comprende
    • La valutazione del rischio dell’evento,
    • L’organizzazione di stewarding,
    • Il manuale dell’operatore,
    • Il piano medico,
    • Il piano di gestione del traffico,
    • Il piano di contingenza,
    • Il piano di emergenza,
    • I regolamenti delle installazioni per spettatori,
    • La pianificazione dell’esercizio,
    • La riunione informativa preventiva
    • Le verifiche e controlli che andranno effettuati
  • I controlli e verifiche durante l’evento;
  • I risultati dei controlli e delle verifiche eseguiti dopo l’evento e a seguire (applicando il piano di contingenza, riunione informativa, ispezioni post-evento).

Riguardo alle procedure di sicurezza ricordiamo che una corretta progettazione dell’evento deve tenere conto anche della presenza di spettatori con esigenze speciali (es. vari tipi di disabilità), in questo caso il riferimento va alla norma UNI CEN/TR 15913:2009 – Installazioni per gli spettatori – Criteri di disposizione degli spazi di osservazione per spettatori con esigenze speciali, dove ad esempio vi sono specifici richiami ai rischi per gli utilizzatori di sedie a rotelle rispetto agli spostamenti in avanti della folla, o altre indicazioni legate alla gestione delle emergenze.

Un ultimo aspetto che andiamo ad affrontare riguardo alla “documentazione” è quello legato al Regolamento delle installazioni per spettatori che, a seconda della natura dell’evento, dovrà includere alcune indicazioni tra le quali – ad esempio – l’elenco di divieti generali o legati ai comportamenti (danni alla struttura, ostruzione dei passaggi, razzismo e introduzione di striscioni, bandiere con messaggi politici, religiosi e violenti, fuochi d’artificio, droni, accesso e interruzione dell’ingresso nelle installazioni per spettatori sotto l’influenza di una droga e/o alcol).

Al fine di non dilungarci ulteriormente vi rimandiamo alla lettura della norma per l’analisi di altri documenti (ad esempio il Manuale dell’operatore, il Piano di stewarding, il Piano di gestione dell’evento, il Piano di sicurezza antincendio) o l’approfondimento di quelli sopra enunciati.

Ultimi passaggi di questa mia analisi della UNI EN 13200-8:2017 riguardano la figura del Responsabile della Sicurezza che viene analizzata molto in dettaglio nelle sue competenze e ruoli, ed in particolare viene precisato anche che

  • Il responsabile della sicurezza deve avere il controllo completo delle questioni relative alla gestione operativa della sicurezza in un giorno di evento e deve essere presente
  • Nei giorni degli eventi, un responsabile della sicurezza deve avere l’autorità per prendere decisioni relative alla sicurezza senza dover riferire a membri della direzione generale o del consiglio
  • La direzione generale può nominare uno o più sostituti competenti del responsabile della sicurezza che possano gestire l’evento in assenza del responsabile della sicurezza. I sostituti devono aver lavorato a fianco del responsabile della sicurezza per almeno quattro eventi e quindi aver gestito un numero di eventi sotto la diretta supervisione del responsabile della sicurezza, e aver dimostrato il necessario grado di competenza, prima di assumersi la responsabilità.

Naturalmente la norma è molto più strutturata e complessa rispetto a questa mia riflessione ed approfondisce numerosi altri aspetti, tra i quali i doveri basilari degli steward, la pianificazione dell’evento con l’analisi dei pericoli anche in caso di attività sportive, le riunioni informative sulla sicurezza, ed altro ancora. Certamente una lettura della stessa è un consiglio che i soggetti coinvolti nella realizzazione di un evento dovrebbero fare proprio, ma anche a livello legislativo, ma anche rispetto a Circolari e Direttive emanate, essa potrebbe essere un punto di partenza per una riflessione globale su questo argomento.

A titolo informativo, riportiamo il sommario del punto 4 della norma ed i titoli degli allegati della norma stessa:

4  PRINCIPI GENERALI

4.1     Generalità

4.1.1  Introduzione
4.1.2  Personale addetto alla sicurezza
4.1.3  Direzione generale
4.1.4  Responsabili della sicurezza
4.1.5  Supervisori
4.1.6  Responsabili degli steward
4.1.7  Steward

4.2     Politica di sicurezza

4.2.1  Generalità
4.2.2  Mappa del territorio
4.2.3  Pianta delle installazioni per spettatori
4.2.4  Valutazione del rischio
4.2.5  Piano di gestione

4.3     Procedure di sicurezza per l’evento

4.3.1  Generalità
4.3.2  Pianificazione prima dell’evento
4.3.3  Gruppo consultivo per la sicurezza (SAG)
4.3.4  Manuale dell’operatore
4.3.5  Piano medico
4.3.6  Piano di gestione del traffico
4.3.7  Piano di emergenza
4.3.8  Piano di contingenza
4.3.9  Regolamento delle installazioni per spettatori
4.3.10     Riunione informativa sulla sicurezza
4.3.11     Verifiche e controlli prima degli eventi
4.3.12     Verifiche e controlli durante gli eventi

 

APPENDICE      A         CONTENUTO DEL MANUALE DELL’OPERATORE
APPENDICE      B         RIUNIONE INFORMATIVA PRELIMINARE E CONCLUSIVA
APPENDICE      C          DISPOSIZIONI PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA      SICUREZZA
APPENDICE      D         ORGANIGRAMMA OPERATIVO DELLA SICUREZZA
APPENDICE      E          ATTREZZATURA DEGLI STEWARD
APPENDICE      F          LIBRETTO TASCABILE IN DOTAZIONE AL PERSONALE DI SICUREZZA
APPENDICE      G         MAPPA DEL TERRITORIO
APPENDICE      H         PIANTA DELLE INSTALLAZIONI PER SPETTATORI

 

Infine una precisazione che ritengo sia dovuta.
Il presente articolo è stato redatto sulla base

  • della lettura della norma UNI EN 13200-8:2018 alla quale si rimanda per ogni riferimento e dettaglio;
  • dagli approfondimenti fatti in base alle normative vigenti, nonché circolari e direttive emanate negli ultimi mesi;
  • dell’esperienza da me maturata nell’ambito di varie consulenze relative ad eventi e pubbliche manifestazioni;
  • dalle analisi fatte con colleghi che si occupano di tali argomenti;
  • dal confronto che si è sviluppato in occasione di numerosi Seminari e Convegni in materia di Eventi ai quali ho partecipato in ambito nazionale.

Quanto scritto nasce da considerazioni personali e non vuole in nessun modo essere una interpretazione applicativa della norma tecnica stessa, ma si tratta di una semplice analisi soggettiva partendo però da dati oggettivi e non interpretativi.

 (*1) Elenco delle norme UNI

Riportiamo di seguito l’elenco (non esaustivo) delle norme UNI in materia

UNI EN 13200-1:2012  Installazioni per spettatori – Parte 1: Caratteristiche generali degli spazi di osservazione per spettatori

UNI CEN/TR 13200-2:2006 Installazioni per gli spettatori – Criteri di disposizione degli spazi di servizio – Parte 2: Caratteristiche e situazioni nazionali

UNI EN 13200-3:2018 Installazioni per gli spettatori – Parte 3: Elementi di separazione – Requisiti

UNI EN 13200-4:2007 Installazioni per gli spettatori – Parte 4: Sedute – Caratteristiche di prodotto

UNI EN 13200-5:2007 Installazioni per gli spettatori – Parte 5: Tribune telescopiche

UNI EN 13200-6:2013 Installazioni per spettatori – Parte 6: Tribune smontabili (temporanee)

UNI EN 13200-7:2014 Installazioni per spettatori – Parte 7: Elementi e percorsi di entrata e di uscita

UNI EN 13200-8:2017 Installazioni per spettatori – Parte 8: Gestione della sicurezza

UNI CEN/TR 15913:2009 Installazioni per gli spettatori – Criteri di disposizione degli spazi di osservazione per spettatori con esigenze speciali

UNI/TR 11639:2016 Installazioni per gli spettatori – Caratteristiche generali degli spazi di osservazione per gli spettatori – Spiegazione di alcuni punti della UNI EN 13200-1

UNI/TR 11449:2012 Installazioni per gli spettatori – Elementi di separazione – Spiegazione di alcuni punti della UNI EN 13200-3

UNI/TR 11699:2017 Installazioni per gli spettatori – Sedute – Spiegazione di alcuni punti della UNI EN 13200-4

UNI 11143-6:2005 Acustica – Metodo per la stima dell’impatto e del clima acustico per tipologia di sorgenti – Parte 6: Rumore da luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo

 

Geom. Stefano Farina

Vicepresidente AiFOS Protezione Civile, Consigliere Nazionale AiFOS

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Elenco delle norme UNI pubblicate nel mese di ottobre 2018

 UNI EN ISO 8849:2018

Unità di piccole dimensioni – Pompe di sentina azionate elettricamente a corrente continua

 UNI EN ISO 8384:2018

Costruzioni navali – Draghe – Vocabolario

 UNI EN ISO 25197:2018

Unità di piccole dimensioni – Sistema elettrico/elettronico per il controllo di direzione, invertitore e acceleratore

 UNI EN ISO 20765-2:2018

Gas naturale – Calcolo delle proprietà termodinamiche – Parte 2: Proprietà a singola fase (gas, liquido e fluido denso) per un intervallo esteso di applicazioni

 UNI EN ISO 20765-1:2018

Gas naturale – Calcolo delle proprietà termodinamiche – Parte 1: Proprietà della fase gassosa per applicazioni nel trasporto e distribuzione

 UNI EN ISO 19136-2:2018

Informazioni geografiche – Linguaggio di marcatura geografica (GML – Geography Markup Language) – Parte 2: Schemi estesi e regole di codifica

 UNI EN ISO 15084:2018

Unità di piccole dimensioni – Ancoraggio, ormeggio e rimorchio – Punti di forza

 UNI EN ISO 15083:2018

Unità di piccole dimensioni – Impianti di pompaggio di sentina

 UNI EN ISO 14067:2018

Gas ad effetto serra – Impronta climatica dei prodotti (Carbon footprint dei prodotti) – Requisiti e linee guida per la quantificazione

 UNI EN ISO 12215-1:2018

Unità di piccole dimensioni – Costruzione dello scafo e dimensionamento – Parte 1: Materiali: Resine termoindurenti, rinforzi di fibra di vetro, laminato di riferimento

 UNI EN ISO 11812:2018

Unità di piccole dimensioni – Pozzetti stagni e pozzetti ad autosvuotamento rapido

 UNI EN ISO 11192:2018

Unità di piccole dimensioni – Simboli grafici

 UNI EN ISO 10650:2018

Odontoiatria – Attivatori elettrici di polimerizzazione

 UNI EN ISO 10637:2018

Odontoiatria – Sistemi di aspirazione centrale

 UNI EN ISO 10325:2018

Corde in fibre – Polietilene ad alto modulo – Fibre a 8 e 12 capi intrecciati e corde rivestite

 UNI EN 4839-003:2018

Serie aerospaziale – Interruttori automatici ad arco, a tre poli, con compensazione della temperatura, corrente nominale da 3 A a 25 A – 115/200 V a.c. Frequenza costante 400 Hz – Parte 003: senza contatti ausiliari – Norma di prodotto

 UNI EN 4839-001:2018

Serie aerospaziale – Interruttori automatici ad arco, a tre poli, con compensazione della temperatura, corrente nominale da 3 A a 25 A – 115 V a.c. Frequenza costante 400 Hz – Parte 001: Specifiche tecniche

 UNI EN 4611-007:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, per impiego generale, unipolare e multipolare – Famiglia XLETFE – Parte 007: Rame nichelato – Temperature di funzionamento comprese tra -65 °C e 150 °C – Isolante a doppia parete estrusa per applicazioni aperte – Stampabile laser UV – Norma di Prodotto

 UNI EN 4611-006:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, per impiego generale, unipolare e multipolare – Famiglia XLETFE – Parte 006: Rame argentato – Temperature di funzionamento comprese tra -65 °C e 150 °C – Isolante a doppia parete estrusa per applicazioni aperte – Stampabile laser UV – Norma di Prodotto

 UNI EN 4611-005:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, per impiego generale, unipolare e multipolare – Famiglia XLETFE – Parte 005: Rame argentato – Temperature di funzionamento comprese tra -65 °C e 150 °C – Isolante a singola parete estrusa per applicazioni interne – Stampabile laser UV – Norma di Prodotto

 UNI EN 2564:2018

Serie aerospaziale – Laminati di fibra di carbonio – Determinazione del tenore di fibra, di resina e del tasso di porosità

 UNI EN 1885:2018

Piume e piumini – Termini e definizioni

 UNI EN 16436-1:2018

Manichette e tubi in gomma e plastica e loro assemblaggi per utilizzo con propano, butano e loro miscele in fase gassosa – Parte 1: Manichette e tubi

 UNI EN 13203-6:2018

Apparecchi a gas domestici per la produzione di acqua calda – Parte 6: Valutazione del consumo di energia delle pompe di calore ad assorbimento e adsorbimento

 UNI EN 13088:2018

Articoli manufatti imbottiti con piuma e piumino – Metodo per la determinazione della massa totale dei prodotti imbottiti e della massa dell’imbottitura

 UNI EN 12131:2018

Piume e piumini – Metodi di prova – Determinazione della composizione quantitativa di piume e piumini (metodo manuale)

 UNI EN 12130:2018

Piume e piumini – Metodi di prova – Determinazione del potere di riempimento (volume massico)

 UNI EN 10164:2018

Acciai con caratteristiche di deformazione migliorate nella direzione perpendicolare alla superficie del prodotto – Condizioni tecniche di fornitura

 UNI CEN/TS 17182:2018

Sistemi di trasporto intelligenti – eSafety – eCall attraverso stazione ITS

 UNI CEI EN 16603-60-21:2018

Ingegneria spaziale – Terminologia giroscopica e specifiche delle prestazioni

 UNI CEI EN 16603-31-02:2018

Ingegneria spaziale – Attrezzature per il trasporto del calore a due fasi

 UNI EN ISO 7539-6:2018

Corrosione dei metalli e loro leghe – Prova di tensocorrosione – Parte 6: Preparazione e utilizzazione delle provette precriccate per prove sotto carico o spostamento costante

 UNI EN ISO 18275:2018

Materiali di apporto per saldatura – Elettrodi rivestiti per saldatura manuale ad arco degli acciai ad alta resistenza – Classificazione

 UNI 7836:2018

Metropolitane e tranvie – Andamento plano-altimetrico dei binari

 UNI 11730:2018

Autoveicoli – Valutazione dello stato d’uso – Metodologia, requisiti minimi del personale e delle attrezzature

 UNI/TS 11325-10:2018

Attrezzature a pressione – Messa in servizio e utilizzazione delle attrezzature e degli insiemi a pressione – Parte 10: Sorveglianza dei generatori di vapore e/o acqua surriscaldata esclusi dal campo di applicazione della UNI/TS 11325-3

 UNI ISO 3858:2018

Ingredienti per mescolanze di gomma – Nero di carbonio – Determinazione della trasmittanza luminosa dell’estratto in toluene

 UNI ISO 2781:2018

Gomma vulcanizzata o termoplastica – Determinazione della massa volumica

 UNI ISO 2007:2018

Gomma non vulcanizzata – Determinazione della plasticità – Metodo a plastometro rapido

 UNI ISO 1853:2018

Gomme conduttive e antistatiche, vulcanizzate o termoplastiche – Misurazione della resistività

 UNI ISO 14146:2018

Protezione dalle radiazioni – Criteri e curve limite di riferimento di prestazione per la verifica periodica di servizi di dosimetria

 UNI ISO 10225:2018

Apparecchiature per saldatura a gas – Marcatura per apparecchiature utilizzate per i processi di saldatura a gas, taglio e quelli correlati

 UNI EN ISO 8637-2:2018

Sistemi extracorporei per la purificazione del sangue – Parte 2: Circuiti sanguigni extracorporei per emodializzatori, emodiafiltri ed emofiltri

 UNI EN ISO 8251:2018

Anodizzazione dell’alluminio e sue leghe – Determinazione della resistenza all’abrasione degli strati di ossido anodico

 UNI EN ISO 8249:2018

Saldatura – Determinazione del tenore di ferrite (FN) nel metallo fuso di acciai inossidabili austenitici e di acciai duplex ferritici-austenitici al Cr-Ni

 UNI EN ISO 7494-1:2018

Odontoiatria – Unità dentali fisse e poltrone odontoiatriche per paziente – Parte 1: Requisiti generali

 UNI EN ISO 7488:2018

Odontoiatria – Miscelatrici per amalgama dentale

 UNI EN ISO 6872:2018

Odontoiatria – Materiali ceramici

 UNI EN ISO 6581:2018

Anodizzazione dell’alluminio e sue leghe – Determinazione della solidità comparativa alla luce ultravioletta e al calore degli strati di ossido anodico colorati

 UNI EN ISO 28057:2018

Dosimetria con rivelatori solidi a termoluminescenza per fasci di fotoni e elettroni in radioterapia

 UNI EN ISO 24373:2018

Materiali di apporto per saldatura – Fili pieni e bacchette per la saldatura per fusione di rame e leghe di rame – Classificazione

 UNI EN ISO 22477-5:2018

Indagini e prove geotecniche – Prove di strutture geotecniche – Parte 5: Prove di ancore al suolo

 UNI EN ISO 2085:2018

Anodizzazione dell’alluminio e sue leghe – Controllo della continuità degli strati di ossido anodico sottili – Prova al solfato di rame

 UNI EN ISO 20749:2018

Odontoiatria – Amalgama dentale in capsule pre-dosate

 UNI EN ISO 20697:2018

Cateteri sterili di drenaggio e dispositivi accessori monouso

 UNI EN ISO 20696:2018

Cateteri uretrali sterili monouso

 UNI EN ISO 20608:2018

Odontoiatria – Manipoli a getto di polvere e polveri

 UNI EN ISO 18618:2018

Odontoiatria – Interoperabilità dei sistemi CAD/CAM

 UNI EN ISO 18472:2018

Sterilizzazione dei prodotti sanitari – Indicatori biologici e chimici – Apparecchiatura di prova

 UNI EN ISO 14607:2018

Impianti chirurgici non attivi – Impianti mammari – Requisiti particolari

 UNI EN ISO 11979-7:2018

Impianti oftalmici – Lenti intraoculari – Parte 7: Indagini cliniche delle lenti intraoculari per la correzione dell’afachia

 UNI EN ISO 11979-10:2018

Impianti oftalmici – Lenti intraoculari – Parte 10: Investigazioni cliniche di lenti intraoculari per la correzione dell’ametropia degli occhi fachici

 UNI EN ISO 11139:2018

Sterilizzazione dei prodotti sanitari – Vocabolario – Termini utilizzati nelle norme di processo di sterilizzazione ed attrezzature associate

 UNI EN ISO 11070:2018

Introduttori di cateteri intravascolari sterili monouso, dilatatori e fili guida

 UNI EN ISO 10993-11:2018

Valutazione biologica dei dispositivi medici – Parte 11: Prove di tossicità sistemica

 UNI EN ISO 10477:2018

Odontoiatria – Prodotti a base di polimeri per corone e ponti

 UNI EN 301549:2018

Requisiti di accessibilità per prodotti e servizi ICT

 UNI EN 13976-2:2018

Sistemi di soccorso – Trasporto di incubatori – Parte 2: Requisiti di sistema

 UNI EN 13976-1:2018

Sistemi di soccorso – Trasporto di incubatori – Parte 1: Condizioni di interfaccia

 UNI EN 12012-1:2018

Macchine per materie plastiche e gomma – Macchine per riduzione dimensionale – Parte 1: Requisiti di sicurezza per granulatori a lame e per trituratori

 UNI CEN/TS 16826-3:2018

Analisi molecolari – Specifiche per la fase pre-analitica per i tessuti a congelazione rapida – Parte 3: Isolamento del DNA

 UNI CEN/TS 1459-8:2018

Carrelli elevatori fuoristrada – Requisiti di sicurezza e verifiche – Parte 8: Trattori agricoli a braccio telescopico

 UNI CEN/TR 17223:2018

Guida sulla relazione tra la EN ISO 13485:2016 (Dispositivi medici – Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti per scopi regolamentari) ed il Regolamento Europeo relativo ai dispositivi medici ed il Regolamento Europeo relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro

 UNI CEN/TR 16961:2018

Dichiarazione di incertezze nei rapporti di prova

 UNI 11731:2018

Scaffalature statiche di acciaio – Requisiti per il trattamento dei componenti danneggiati

 UNI 11729:2018

Linee guida per la stima del valore delle imprese concessionarie demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo (imprese balneari)

 UNI 11211-4:2018

Opere di difesa dalla caduta massi – Parte 4: Progetto definitivo ed esecutivo

 UNI EN ISO 4042:2018

Elementi di collegamento – Sistemi di rivestimenti elettrolitici

 UNI EN ISO 18541-5:2018

Veicoli stradali – Accesso normalizzato alle informazioni sulla riparazione e manutenzione degli autoveicoli (RMI) – Parte 5: Disposizioni specifiche per veicoli pesanti

 UNI EN ISO 17427-1:2018

Sistemi di trasporto intelligenti – Sistemi cooperativi – Ruoli e responsabilità nel contesto dell’architettura(e) ITS cooperativa

 UNI EN ISO 10683:2018

Elementi di collegamento – Sistemi di rivestimenti non elettrolitici di lamelle di zinco

 UNI EN 419241-1:2018

Sistemi affidabili che supportano la firma lato server – Parte 1: Requisiti generali di sicurezza del sistema

 UNI EN 419221-5:2018

Profili di protezione per moduli crittografici TSP – Parte 5: Moduli crittografici per servizi fiduciari

 UNI EN 419212-5:2018

Interfaccia applicativa per componenti sicuri per servizi di identificazione elettronica, autenticazione e affidabilità – Parte 5: Servizi elettronici affidabili

 UNI EN 419212-4:2018

Interfaccia applicativa per componenti sicuri per servizi di identificazione elettronica, autenticazione e affidabilità – Parte 4: Protocolli specifici per la Privacy

 UNI EN 17115:2018

Tecnologia dello spettacolo – Specifiche per la progettazione e la fabbricazione di tralicci in alluminio e acciaio

 UNI EN 17101:2018

Isolanti termici per edilizia – Metodi di identificazione e metodi di prova per schiume poliuretaniche adesive monocomponenti per sistemi compositi di isolamento termico per l’esterno (ETICS)

 UNI EN 16770:2018

Sicurezza delle macchine per la lavorazione del legno – Sistemi di estrazione di trucioli e polveri per installazioni in interni – Requisiti di sicurezza

 UNI EN 13497:2018

Isolanti termici per edilizia – Determinazione della resistenza all’impatto dei sistemi compositi di isolamento termico per l’esterno (ETICS)

 UNI EN 13451-10:2018

Attrezzature per piscine – Parte 10: Requisiti aggiuntivi specifici di sicurezza e metodi di prova per piattaforme di immersione e trampolini per tuffi e relative attrezzature

 UNI EN 13200-3:2018

Installazioni per gli spettatori – Parte 3: Elementi di separazione – Requisiti

 UNI CEN/TS 17184:2018

Sistemi di trasporto intelligenti – eSafety – eCall Protocolli applicativi di alto livello (HLAP) tramite reti a commutazione di pacchetto IMS

 UNI CEN/TS 16818:2018

Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno – Dinamiche dell’umidità del legno e dei prodotti a base di legno

 UNI 11728:2018

Acustica – Pianificazione e gestione del rumore di cantiere – Linee guida per il committente comprensive di istruzioni per l’appaltatore

 UNI 10200:2018

Impianti termici centralizzati di climatizzazione invernale, estiva e produzione di acqua calda sanitaria – Criteri di ripartizione delle spese di climatizzazione invernale, estiva e produzione di acqua calda sanitaria

 UNI EN ISO 3690:2018

Saldatura e tecniche connesse – Determinazione del contenuto di idrogeno nel metallo fuso mediante saldatura ad arco

 UNI EN ISO 2401:2018

Materiali d’apporto per saldatura – Elettrodi rivestiti – Determinazione del rendimento e del coefficiente di deposito

 UNI EN ISO 1891-4:2018

Elementi di collegamento – Vocabolario – Parte 4: Controlli, collaudo, fornitura, accettazione e qualità

 UNI EN ISO 11699-2:2018

Prove non distruttive – Pellicole per radiografia industriale – Parte 2: Controllo del trattamento della pellicola mediante valori di riferimento

 UNI EN ISO 11238:2018

Informatica Medica – Identificazione dei prodotti medicinali – Strutture e caratteristiche dei dati per l’identificazione univoca e lo scambio di informazioni regolamentate sui principi attivi

 UNI EN 6049-003:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, installazione – Guaina di protezione in fibre di meta-aramide – Parte 003: Guaina trecciata tubolare, espandibile – Norma di prodotto

 UNI EN 6049-001:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, installazione – Guaine di protezione in fibre di meta-aramide – Parte 001: Specifica tecnica

 UNI EN 560:2018

Apparecchiature per saldatura a gas – Raccordi per tubi flessibili per apparecchiature di saldatura, taglio e procedimenti connessi

 UNI EN 4840-001:2018

Serie aerospaziale – Forme termorestringenti stampate – Parte 001: Specifica tecnica

 UNI EN 2880:2018

Serie aerospaziale – Olivette autobloccanti flottanti, resistenti ai carburanti, a tenuta, a due alette, con foro profondo all’estremità, in lega d’acciaio, cadmiato, lubrificate con MoS2 – Classificazione: 900 MPa (a temperatura ambiente) / 120 °C

 UNI EN 2878:2018

Serie aerospaziale – Olivette autobloccanti flottanti, resistenti all’aria, a tenuta, a due alette, con foro profondo all’estremità, in lega d’acciaio, cadmiato, lubrificate con MoS2 – Classificazione: 900 MPa (a temperatura ambiente) / 235 °C

 UNI EN 2475:2018

Serie aerospaziale – Acciaio 30CrNiMo8 (1.6580) – Fuso in aria – Bonificato – Barra di lavorazione – De ≤100 mm – 1 100 MPa ≤ Rm ≤ 1 300 MPa

 UNI EN 17110:2018

Cisterne per il trasporto di merci pericolose – Equipaggiamento di servizio per cisterne – Valvola di sfiato del collettore dei vapori

 UNI EN 14596:2018

Cisterne per il trasporto di merci pericolose – Equipaggiamenti di servizio per cisterne – Valvola di scarico della pressione per emergenza

 UNI EN 12516-4:2018

Valvole industriali – Resistenza meccanica dell’involucro – Parte 4: Metodo di calcolo per gli involucri delle valvole realizzati in materiali metallici diversi dall’acciaio

 UNI EN 12516-1:2018

Valvole industriali – Resistenza meccanica dell’involucro – Parte 1: Metodo tabulare per gli involucri delle valvole di acciaio

NORME TECNICHE PER LA SAFETY EVENTI

La corretta ed efficace progettazione “safety eventi” non può prescindere dalla conoscenza della UNI EN 13200-8.

 

All’inizio della prossima settimana verrà pubblicato un articolo che riassumerà le norme tecniche per la Safety Eventi, ovvero le modalità da adottare per una corretta ed efficace progettazione “safety eventi” che non può prescindere dalla conoscenza della UNI EN 13200-8.

Riportiamo uno stralcio dell’articolo:

Cerchiamo allora di esaminare l’argomento legato ad una corretta progettazione di un evento prendendo come punto di partenza una norma tecnica che – a mio avviso – dovrebbe essere conosciuta dai progettisti eventi ed approfondita nei suoi molteplici aspetti: la Norma UNI EN 13200-8: Installazioni per spettatori – gestione della sicurezza.

A questo punto una premessa è d’obbligo: questa norma tecnica, come tutte quelle ad essa associate o che in qualche modo possono essere collegate o riconducibili alla presenza di “spettatori”, è una norma volontaria, che detta delle indicazioni generali che il singolo progettista dovrà poi applicare alle esigenze del proprio evento, va però detto che molti degli aspetti indicati sono una traccia importante da utilizzare.

Partiamo allora dall’analizzare alcuni degli aspetti peculiari della UNI EN 13200-8:2017 che è stata pubblicata in lingua italiana il 6 febbraio 2018, in recepimento della norma europea, ed è stata elaborata allo scopo di specificare i criteri generali per la gestione della sicurezza degli spettatori ed i cui principi fondamentali sono appropriati per tutti gli eventi, indipendentemente dalla dimensione, dall’attività o dal profilo del pubblico.

Vi invitiamo a seguirci per ulteriori informazioni ed approfondimenti.

 

 

 

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UNI EN ISO 11111-3:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 3: Macchine per la produzione di non tessuti”

UNI EN ISO 11111-7:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio”

 

Il tessile da sempre un settore fondamentale per il nostro Paese è foriero di numerose norme tecniche che definisco la cosiddetta regola dell’arte in molteplici ambiti.

È il caso delle due norme UNI EN ISO 11111 parte 3 e 7 recentemente recepite dalla commissione Sicurezza anche in lingua italiana.

Il primo documento (parte 3) da utilizzare unitamente a UNI EN ISO 11111-1, UNI EN ISO 11111-2, UNI EN ISO 11111-6 e UNI EN ISO 11111-7, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per la produzione di non tessuti.

Il secondo documento (parte 7), da utilizzare anch’esso unitamente alla UNI EN ISO 11111-1, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per tintura e finissaggio.

Entrambe le norme identificano i requisiti di sicurezza tecnica per la progettazione e la costruzione di macchinari tessili. Quindi tutte le parti della ISO 11111 sono destinate all’uso da parte di tutti gli interessati alla sicurezza del macchinario tessile come ad esempio i progettisti, i fabbricanti, gli integratori di sistemi per macchinari tessili e non ultimi gli utilizzatori e gli esperti di sicurezza. Inoltre, sia la parte 3 che la parte 7 sono applicabili a tutti i macchinari, impianti e attrezzature correlate destinate ad essere utilizzate per apertura, pulitura, mescola, cardatura, agugliatura, essicatura a cilindri e

 


UNI EN ISO 11111-3:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 3: Macchine per la produzione di non tessuti”

Norma numero : UNI EN ISO 11111-7:2016
Titolo : Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio
Data entrata in vigore : 13 ottobre 2016
 
Sommario : La norma, da utilizzare unitamente alla UNI EN ISO 11111-1, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per tintura e finissaggio.

Lista sostituzioni


Sostituisce :


UNI EN ISO 11111-7:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio”

Norma numero : UNI EN ISO 11111-7:2016
Titolo : Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio
Data entrata in vigore : 13 ottobre 2016
 
Sommario : La norma, da utilizzare unitamente alla UNI EN ISO 11111-1, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per tintura e finissaggio.

Lista sostituzioni


Sostituisce :

[Fonte UNI.com]

UNI EN ISO 11111-3:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 3: Macchine per la produzione di non tessuti”

UNI EN ISO 11111-7:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio”

 

Il tessile da sempre un settore fondamentale per il nostro Paese è foriero di numerose norme tecniche che definisco la cosiddetta regola dell’arte in molteplici ambiti.

È il caso delle due norme UNI EN ISO 11111 parte 3 e 7 recentemente recepite dalla commissione Sicurezza anche in lingua italiana.

Il primo documento (parte 3) da utilizzare unitamente a UNI EN ISO 11111-1, UNI EN ISO 11111-2, UNI EN ISO 11111-6 e UNI EN ISO 11111-7, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per la produzione di non tessuti.

Il secondo documento (parte 7), da utilizzare anch’esso unitamente alla UNI EN ISO 11111-1, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per tintura e finissaggio.

Entrambe le norme identificano i requisiti di sicurezza tecnica per la progettazione e la costruzione di macchinari tessili. Quindi tutte le parti della ISO 11111 sono destinate all’uso da parte di tutti gli interessati alla sicurezza del macchinario tessile come ad esempio i progettisti, i fabbricanti, gli integratori di sistemi per macchinari tessili e non ultimi gli utilizzatori e gli esperti di sicurezza. Inoltre, sia la parte 3 che la parte 7 sono applicabili a tutti i macchinari, impianti e attrezzature correlate destinate ad essere utilizzate per apertura, pulitura, mescola, cardatura, agugliatura, essicatura a cilindri e

 


UNI EN ISO 11111-3:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 3: Macchine per la produzione di non tessuti”

Norma numero : UNI EN ISO 11111-7:2016
Titolo : Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio
Data entrata in vigore : 13 ottobre 2016
 
Sommario : La norma, da utilizzare unitamente alla UNI EN ISO 11111-1, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per tintura e finissaggio.

Lista sostituzioni


Sostituisce :


UNI EN ISO 11111-7:2016 “Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio”

Norma numero : UNI EN ISO 11111-7:2016
Titolo : Macchinario tessile – Requisiti di sicurezza – Parte 7: Macchine per tintura e finissaggio
Data entrata in vigore : 13 ottobre 2016
 
Sommario : La norma, da utilizzare unitamente alla UNI EN ISO 11111-1, specifica i pericoli significativi e i corrispondenti requisiti e/o misure di sicurezza per le macchine per tintura e finissaggio.

Lista sostituzioni


Sostituisce :

[Fonte UNI.com]

Otto anni di SICURELLO.no su PUNTOSICURO.it

Esattamente otto anni fa, il 15 ottobre 2010, veniva pubblicato su PUNTOSICURO.it  il primo numero delle Immagini dell’insicurezza di SICURELLO.NO

Venerdì scorso siamo giunti all’articolo 370!!!

Otto anni di immagini, oltre 2500 fotografie, tantissimi formatori (ma anche RSPP, Consulenti, Organi di Vigilanza) che ci comunicano di aver utilizzato le immagini e che ci manifestano il loro apprezzamento per quanto stiamo facendo.

Ricordiamo infine che le immagini possono essere utilizzate nel rispetto dei diritti d’autore e della Licenza Creative Commons.

PUNTOSICURO.it SICURELLO.no Articolo 1

PUBBLICO SICURO

Workshop Organizzazione Eventi

Giovedì 8 novembre 2018, ore 9.00

CIRCOLO ARTISTICO Corso Italia, 108 – 52100 Arezzo (AR)

Relatori:

PASCAL VIOT – HENRIK NIELSEN

Introduce:

Arch. Laura Calanni Pileri (coordinatore tavolo tecnico eventi di Aifos)

Organizzazione:

Fondazione Arezzo Wave, STEA, Doc Servizi, iSSUE, YES Group

Patrocinio di Assomusica, AIFOS (Associazione Italiana Formatori e Operatori della Sicurezza), Metis Studio Associato Partner tecnici K-Array, Eps, Italstage, Tecnoconference

Giovedì 8 novembre 2018, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 al Circolo Artistico di Corso Italia, 108 – 52100 Arezzo (AR) si svolge il secondo meeting internazionale “PUBBLICO SICURO”, workshop dedicato alla progettazione, organizzazione e gestione della sicurezza per il pubblico negli eventi.

L’evento nasce per volere di Fondazione Arezzo Wave, iSSUE, STEA e Doc Servizi con il Patrocinio di Assomusica, AIFOS, Metis Studio Associato e la partnership tecnica di KArray, EPS, Italstage e Tecnoconference.

I relatori saranno il Dr. Pascal Viot (già relatore del meeting del 2017 a Milano) e Henrik Nielsen (organizzatore di Roskilde Festival, il più longevo festival europeo, attivo dal 1971).

Introdurrà il workshop Arch. Lara Calanni Pileri, coordinatore del tavolo tecnico eventi di Aifos, con un excursus sulla attuale normativa italiana.

Il workshop, suddiviso in 4 momenti diversi della durata di una giornata è dedicato ai temi del terrorismo e alla gestione dei grandi eventi culturali con l’obiettivo di evitare o eventualmente gestire gli attacchi terroristici e i grandi flussi di persone. Un tema che, dopo i tragici eventi che hanno colpito l’Europa, interessa sempre più non solo gli organizzatori di eventi musicali e culturali di grandi dimensioni ma anche il pubblico e gli artisti stessi. In Italia, la sicurezza per il pubblico è un tema fortemente sentito, soprattutto dopo la tragedia avvenuta a Torino e dalla quale scaturirono poi una serie di circolari e direttive specifiche per il settore.

La giornata vuole essere l’occasione per portare anche in Italia un progetto di riflessione su queste tematiche che in Europa è attivo sin dal 2000 e viene portato avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope. È dunque dal 2006 che attraverso Yourope, YES Group organizza seminari dedicati alla salute e alla sicurezza nei festival in tutta Europa.

Uno dei relatori sarà il dottor Pascal Viot, ricercatore che ha conseguito il Dottorato di Ricerca nel 2013 sul tema Il territorio messo al sicuro per grandi eventi contemporanei. Membro guida dell’evento Yourope Event Safety Group, il dottor Pascal Viot dal 2006 è anche coordinatore del dipartimento Health, Safety & Security per il Paléo Festival di Nyon. Inoltre, ha fondato iSSUE (Swiss Institut for Urban & Event Security), mentre tra il 2013 e il 2016 ha condotto un progetto di ricerca dedicato al mantenimento dell’ordine durante i grandi eventi politici e sportivi in Europa.

Altro relatore sarà Henrik Nielsen, tra gli organizzatori del Roskilde Festival, tra i più grandi, “vecchi” e famosi festival europei (esiste dal 1971) che, dopo il tragico evento del 30 giugno 2000 in cui, durante il concerto dei Pearl Jam, persero la vita 8 persone, subì una profonda riorganizzazione generale e, ad oggi, è considerato il festival più sicuro e accogliente in Europa.

La manifestazione vedrà la partecipazione di 100 professionisti del settore (organizzatori di eventi di grandi dimensioni, tecnici, ecc.) che potranno partecipare alla giornata di formazione.

Il workshop sarà organizzato in tavoli di lavoro che permetteranno non solo di approfondire specifiche tematiche legate alla sicurezza nei grandi eventi, ma anche di produrre contenuti utili ai partecipanti per trovare soluzioni effettive per la gestione di luoghi affollati.

L’evento permetterà quindi di confrontarsi con esperti del settore e accrescere le proprie competenze e conoscenze su un tema che riguarda tutti, soprattutto nel periodo attuale. Pubblico Sicuro è inserito nell’evento “SudWave”.

L’evento è in lingua inglese (con servizio di traduzione simultanea).

Il corso rilascia 7 crediti formativi valevoli come aggiornamento professionale per RSPP/ASPP/CSP/CSE/Formatori/RLS.

PROGRAMMA

Welcome e registrazioni

Dalle ore 9.00 alle ore 9.30

9:30 – Introduzione

10:00 – 18:00 – 4 workshop

Workshop 1 – Gestione della folla nei festival

– presentazione di Henrik su Roskilde

– presentazione del festival, profilo del pubblico, evoluzione del sistema di barriere, concetto di alta energia

– presentazione da Pascal su Paléo incentrata sulla gestione della folla (teoria e pratica)

– per quanto riguarda il tuo evento? Discussione in tavola con i partecipanti sul profilo del pubblico e strategia di gestione della folla in atto per i loro eventi

Workshop 2 – Strategie del terrorismo applicate a Roskilde e Paleo

– Lezioni apprese da Bataclan e Manchester

– Situazione in Danimarca e strategia per Roskilde

– Situazione in Svizzera e strategia per Paléo

– E la situazione in Italia? Discussione in tavola con i partecipanti sulla percezione della minaccia del terrorismo e strategie in atto per i loro eventi

Workshop 3 – Profilo della folla e aspettative del pubblico

– One Direction a Wembley nel 2014

– Eminem a Roskilde nel 2018 – Stromae al Paléo nel 2014

– Case study o esempi dei partecipanti? Tavola di discussione con i partecipanti su eventi ed esperienze speciali

Workshop 4 – Piano di gestione della folla

– Sonisphere Switzerland 2012

– Progetto di rimodellamento dello stadio di Wembley

– Uso delle tecnologie ai festival: CCTV, Control Room Management, Push messages (Crowd connected) Conclusione e feedback dei partecipanti

Informazioni

Il workshop è a numero chiuso fino a esaurimento posti (100 posti disponibili)

Il workshop rilascia 7 crediti formativi RSPP/ASPP/CSP/CSE/Formatori/RLS

Prezzo:

Costo a persona: € 150,00 + IVA

Costo associati Aifos e associati Assomusica: € 100,00 + IVA

Costo soci Doc: € 80,00 + IVA

Nel prezzo è incluso coffee break e lunch break

Iscrizione e registrazione: http://www.docformazione.it/workshop/pubblico-sicuro/

Per info: formazione@steacoop.it

Recepite in Italiano le norme tecniche della serie EN ISO 25649 che specificano i requisiti di sicurezza e i metodi di prova di materiali, sicurezza, prestazione e informazioni per il consumatore, per articoli galleggianti per il tempo libero per l’utilizzo su e in acqua.

In particolare la 25649-4 specifica i requisiti di sicurezza e i metodi di prova di materiali, sicurezza, prestazione e informazioni per il consumatore, per articoli galleggianti per il tempo libero per l’utilizzo su e in acqua, secondo la UNI EN ISO 25649-1.

La norma si applica unitamente alla UNI EN ISO 25649-1 e UNI EN ISO 25649-2.

Inoltre, si applica agli articoli galleggianti per il tempo libero per l’utilizzo su e in acqua di Classe B secondo la UNI EN 25649-1 indipendentemente dal fatto che il galleggiamento sia ottenuto mediante gonfiaggio o materiale galleggiante inerente.

I dispositivi di classe B a differenza di altri sono caratterizzati da una posizione parzialmente immersa dell’utilizzatore all’interno del dispositivo e forniscono una struttura di galleggiamento dotata di una o più aperture per il corpo nelle quali l’utilizzatore si posiziona parzialmente immerso.

Lo sviluppo di prodotti sempre nuovi appartenenti a questo settore è in continua evoluzione. Oltre ai classici canotti con mutandina (destinati ai bambini al di sopra dei tre anni di età) che consentono un’azione più dinamica sull’acqua e nell’acqua sono stati sviluppati prodotti che consentono posture del corpo diverse e sono stati ampliati i gruppi di utilizzatori. La normazione che si dedica a questi prodotti mira a renderli più sicuri per tutti i tipi di utilizzatori.

Per maggiore chiarezza indichiamo qui di seguito alcuni prodotti tipici appartenenti alla classe B:

  • canotti galleggianti con sistema interno di sostegno per il corpo (“salvagente con mutandina”) prevalentemente di forma circolare o quadrata, nei formati fantasia per scopi ludici;
  • strutture galleggianti di fantasia con una o più aperture nelle quali adagiare il corpo del bambino, con o senza sistema di sostegno per il corpo;
  • galleggianti con fenditure o aperture di qualsiasi forma nelle quali infilare le gambe;
  • ciambelle galleggianti con fasce integrate di seduta all’interno dell’apertura circolare per il corpo.

La norma indica anche i luoghi tipici di applicazione degli articoli galleggianti, quali:

  • piscine;
  • aree protette di laghi, stagni;
  • aree litoranee protette (non con vento che soffia dalla spiaggia verso il mare, non in corrente).

[Fonte UNI.com]

Il Garante per la protezione dei dati personali ha messo a disposizione sul proprio sito le istruzioni sul Registro delle attività di trattamento, previsto dal Regolamento (EU) n. 679/2016 (di seguito “RGPD”).

Il Registro, che deve essere predisposto dal titolare e del responsabile del trattamento, è un documento contenente le principali informazioni (specificatamente individuate dall’art. 30 del Regolamento) relative alle operazioni di trattamento svolte da una impresa, un’associazione, un esercizio commerciale, un libero professionista.

L’obbligo di redigere il Registro costituisce uno dei principali elementi di accountability del titolare, poiché rappresenta uno strumento idoneo a fornire un quadro aggiornato dei trattamenti in essere all’interno della propria organizzazione, indispensabile ai fini della valutazione o analisi del rischio e dunque preliminare rispetto a tale attività.

Il Registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante.

Come specificato nelle FAQ del Garante, sono tenuti a redigere il Registro le imprese o le organizzazioni con almeno 250 dipendenti e – al di sotto dei 250 dipendenti – qualunque titolare o responsabile che effettui trattamenti che possano presentare rischi, anche non elevati, per i diritti e le libertà delle persone o che effettui trattamenti non occasionali di dati oppure trattamenti di particolari categorie di dati (come i dati biometrici, dati genetici, quelli sulla salute, sulle convinzioni religiose, sull’origine etnica etc.), o anche di dati relativi a condanne penali e a reati.

Nelle FAQ vengono indicate, tra l’altro, quali informazioni deve contenere il Registro e le modalità per la sua conservazione e il suo aggiornamento.

[Fonte Garante della Privacy]

L'articolo Standard di qualità ai fini della qualificazione professionale della categoria dei Geometri sembra essere il primo su OTTANTUNO.

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TEDxTRENTO2018 - HIC SUNT LEONES

Proseguono le attività di preparazione dell’edizione 2018 dell’evento TEDx Trento che si svolgerà al Teatro Sociale di Trento e che vedono SICURELLO.si SAFETY come Partner Tecnico per la sicurezza.

Una nuova edizione del TEDxTrento che vi porterà oltre. Oltre tutto ciò che conoscete, oltre ogni limite, oltre la vostra immaginazione. Un esploratore si è spinto troppo oltre, cosa troverà?

Nel frattempo godetevi questo trailer ruggente registrato presso il Teatro di Levico Terme (TN) e ad ARTE SELLA The Contemporary Mountain.

 

Location:

ARTE SELLA - TEDx Trento 2018

#SICURELLO.si SAFETY #sicurezza #antincendio

TEDx Trento 2018: HIC SUNT LEONES

TEDxTRENTO2018-TRAILER


Dal 18 ottobre 2018 tutte le comunicazioni degli Appalti pubblici, a partire dalla presentazione delle candidature e delle offerte, devono avvenire solo con modalità elettronica: la norma sugli appalti digitali, le questioni di riservatezza e il rischio di inadeguatezza dei sistemi.

[…]

Il problema della segretezza negli appalti digitali

Altro errore che si potrebbe commettere è quello di ritenere l’utilizzo della PEC rispondente all’obbligo, normativamente imposto dall’art. 40 del D.Lgs. 50/2016, di valersi esclusivamente di mezzi elettronici di comunicazione nell’ambito delle procedure di affidamento di contratti pubblici. In realtà non è così, atteso che l’utilizzo della PEC per la trasmissione delle richieste di partecipazione alla gara e/o delle offerte vere e proprie non consentirebbe di rispettare il precetto contenuto nel citato art. 22 c. 3 della direttiva europea – recepito nell’art. 52 c. 5 del codice contratti – e tradizionalmente da sempre ritenuto ineludibile anche dalla normativa e dalla giurisprudenza nazionali, secondo il quale le stazioni appaltanti possono esaminare il contenuto delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza del termine stabilito per la loro presentazione e ne devono garantire, sino a quel momento, la completa riservatezza.

Questo postula la necessità di gestire la procedura di affidamento attraverso strumenti che consentano di preservare in ogni momento la segretezza e l’integrità delle comunicazioni scambiate e, in particolare, delle domande di partecipazione e delle offerte presentate, senza permettere ad alcuno l’accesso al loro contenuto prima del termine assegnato per la presentazione. In altre parole, la posta elettronica non è sufficiente, ma occorrono delle piattaforme di e-procurement che consentano di gestire le gare, comprese quelle informali e quelle di nuova generazione come i partenariati per l’innovazione o le procedure competitive con negoziazione, in modo interamente elettronico e completamente rispondente ai requisiti imposti dalla normativa

Estratto dall’articolo di Paola Conio

Osservatorio Agenda Digitale Politecnico di Milano.

Leggi tutto l’articolo su agendadigitale.eu

Norma numero : UNI EN 1436:2018
Titolo : Materiali per segnaletica orizzontale – Prestazioni della segnaletica orizzontale per gli utenti della strada e metodi di prova

 

Sommario : La norma specifica le prestazioni per gli utenti della strada della segnaletica orizzontale di colore bianco e giallo, espresse mediante la riflessione in condizioni di luce diurna e di illuminazione stradale, la retroriflessione in condizioni di illuminamento mediante i fari degli autoveicoli, il colore e la resistenza allo slittamento (derapaggio).

La norma si occupa di segnali stradali orizzontali che includono strisce longitudinali, frecce, strisce trasversali, testi e simboli posti sulla superficie stradale, ecc. Sono inclusi anche i segnali stradali longitudinali che servono anche per delineare le strade, separare i flussi opposti di traffico e di suddividere l’area della sede stradale in sottoaree per diversi utenti della strada. Altri segnali stradali orizzontali servono a diversi scopi, come ad esempio per indicare l’uso di corsie di guida per arresti e dare precedenza, per contrassegnare gli attraversamenti pedonali e fornire informazioni.

RIFERIMENTI NORMATIVI
l seguenti documenti, in tutto o in parte, sono richiamati con carattere normativo nel documento e sono indispensabili per la sua applicazione. Per quanto riguarda i riferimenti datati, si applica esclusivamente l’edizione citata. Per i riferimenti non datati vale l’ultima edizione del documento a cui si fa riferimento (compresi tutti gli aggiornamenti).

  • EN 13036-4: Road and airfield surface characteristics – Test methods – Part 4: Method !or measurement of slip/skid resistance of a surface:The pendulum test
  • lEC 60050-845:1987: lnternational Electrotechnical Vocabulary – Chapter 845: Lighting
  • ISO 11664-2:2007: Colorimetry- Part 2: ClE standard illuminants

 

ESTRATTO PUNTO NORMA RELATIVO ALLA RESISTENZA AL DERAPAGGIO

La resistenza al derapaggio deve essere misurata in conformità alla EN 13036·4 utilizzando un ampio gruppo di cursori con il pattino di gomma di durezza IHRD 57. Il valore misurato è il valore della resistenza al derapaggio (SRT).
La EN 13036 4 utilizza il principio del valore di prova del pendolo (PTV). l valori PTV e SRT sono equivalenti, quando PTV è misurato come sopra indicato.
Questa prova è valida per segnail stradali orizzontali non profilati e i segnali orizzontail con un basso grado di rilievo. l segnali stradali che presentano un elevato grado di rugosità o i segnali profilati potrebbero non essere idonei per determinare la resistenza al derapaggio effettuata con questo metodo.

Talvolta la lunghezza di scorrimento non può essere adeguatamente regolata a causa della superficie ruvida dei segnali profilati. A volte la lunghezza discorrimento può essere regolata ma il cursore salta a causa della scabrosità della superficie profilata.

In entrambi i casi sopra menzionati deve essere dichiarato che la misurazione del valore SRT non può essere eseguti a a causa della scabrosità della superficie profilata dei segnali.

Si possono utilizzare altri metodi di misurazione a condizione che simulino l’azione dei pneumatici su una superficie stradale in condizioni di bagnato e che abbiano una correlazione con il metodo sopracitato.

 

 

[Fonte UNI.COM]

Elenco delle norme UNI pubblicate nel mese di settembre 2018

 

UNI/TS 11726:2018

Progettazione illuminotecnica degli attraversamenti pedonali nelle strade con traffico motorizzato

UNI/TR 11727:2018

Acustica – Indicazioni operative per la redazione delle informazioni sulle emissioni acustiche delle macchine

UNI EN ISO 898-3:2018

Caratteristiche meccaniche degli elementi di collegamento di acciaio al carbonio e acciaio legato – Parte 3: Rondelle piane con classi di resistenza specificate

UNI EN ISO 6888-1:2018

Microbiologia di alimenti e mangimi per animali – Metodo orizzontale per la conta di stafilococchi coagulasi-positivi (Staphylococcus aureus e altre specie) – Parte 1: Tecnica che utilizza il terreno agar Baird-Parker

UNI EN ISO 3961:2018

Oli e grassi animali e vegetali – Determinazione del numero di iodio

UNI EN ISO 23999:2018

Rivestimenti resilienti per pavimentazioni – Determinazione della stabilità dimensionale e dell’incurvamento dopo esposizione al calore

UNI EN ISO 18593:2018

Microbiologia della catena alimentare – Metodi orizzontali per il campionamento di superficie

UNI EN ISO 1856:2018

Materiali polimerici cellulari flessibili – Determinazione della deformazione residua dopo compressione

UNI EN ISO 11296-3:2018

Sistemi di tubazioni di materia plastica per il ripristino di reti non in pressione di fognature e di scarichi – Parte 3: Rivestimento interno (lining) di tubi continui ad alta aderenza

UNI EN ISO 10927:2018

Plastica – Determinazione della massa molecolare e della sua distribuzione di speci polimeriche tramite la spettrometria di massa a tempo di volo utilizzando il desorbimento/ionizzazione laser, matrice-assistito (MALDITOF-MS)

UNI EN 54-7:2018

Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio – Parte 7: Rivelatori di fumo – Rivelatori puntiformi di fumo funzionanti secondo il principio della diffusione della luce, della trasmissione della luce o della ionizzazione

UNI EN 17119:2018

Prove non distruttive – Prove termografiche – Termografia attiva

UNI EN 16951-2:2018

Applicazioni ferroviarie – Binario – Barriere antirumore e dispositivi correlati che agiscono sulla propagazione del suono per via aerea – Procedure per la valutazione delle prestazioni a lungo termine – Parte 2: Caratteristiche non acustiche

UNI EN 16951-1:2018

Applicazioni ferroviarie – Binario – Barriere antirumore e dispositivi correlati che agiscono sulla propagazione del suono per via aerea – Procedure per la valutazione delle prestazioni a lungo termine – Parte 1: Caratteristiche acustiche

UNI EN 16727-2-1:2018

Applicazioni ferroviarie – Binario – Barriere antirumore e dispositivi correlati che agiscono sulla propagazione del suono per via aerea – Prestazioni non acustiche – Parte 2-1: Prestazioni meccaniche sotto carichi dinamici causati dalla circolazione ferroviaria – Resistenza alla fatica

UNI EN 16727-1:2018

Applicazioni ferroviarie – Binario – Barriere antirumore e dispositivi correlati che agiscono sulla propagazione del suono per via aerea – Prestazioni non acustiche – Parte 1: Prestazioni meccaniche sotto carichi statici – Calcolo e metodo di prova

UNI EN 14067-6:2018

Applicazioni ferroviarie – Aerodinamica – Parte 6: Requisiti e procedure di prova per la valutazione della stabilità rispetto al vento laterale

UNI EN 13704:2018

Disinfettanti chimici – Test di sospensione quantitativo per la determinazione dell’attività sporicida dei disinfettanti chimici usati in campo alimentare, industriale, istituzionale e domestico – Metodo di prova e requisiti (Fase 2, step 1)

UNI EN 12519:2018

Finestre e porte pedonali – Terminologia

UNI CEN/TS 17174:2018

Mangimi per animali: Metodi di campionamento e analisi – Criteri di prestazione per metodi di analisi convalidati da uno o più laboratori per la determinazione di metalli pesanti

UNI CEI EN ISO 50001:2018

Sistemi di gestione dell’energia – Requisiti e linee guida per l’uso

UNI 11600-2:2018

Modalità operative per le verifiche metrologiche periodiche e casuali – Parte 2: Dispositivi di conversione di volumi gas associati ai contatori di gas

UNI 11211-1:2018

Opere di difesa dalla caduta massi – Parte 1: Termini e definizioni

UNI EN ISO 888:2018

Elementi di collegamento – Viti e viti prigioniere – Lunghezze nominali e lunghezze filettate

UNI EN ISO 8434-1:2018

Connessioni di tubi metallici per oleoidraulica e pneumatica e per impieghi generali – Parte 1: Raccordi conici a 24°

UNI EN ISO 5395-1:2018

Macchine da giardinaggio – Requisiti di sicurezza per i tosaerba con motore a combustione interna – Parte 1: Terminologia e prove comuni

UNI EN ISO 4254-8:2018

Macchine agricole e forestali – Sicurezza – Parte 8: Spandiconcime per concimi solidi

UNI EN ISO 4254-5:2018

Macchine agricole – Sicurezza – Parte 5: Macchine per la lavorazione del terreno con utensili azionati

UNI EN ISO 20557-2:2018

Materie plastiche – Materiali di polifeniletere (PPE) per stampaggio ed estrusione – Parte 2: Preparazione dei provini e determinazione delle proprietà

UNI EN ISO 20557-1:2018

Materie plastiche – Materiali di polifeniletere (PPE) per stampaggio ed estrusione – Parte 1: Sistema di designazione e basi per specifiche

UNI EN ISO 19014-1:2018

Macchine movimento terra – Sicurezza funzionale – Parte 1: Metodologia per determinare le parti relative alla sicurezza del sistema di comando e i requisiti di prestazione

UNI EN ISO 17871:2018

Bombole per gas – Valvole ad apertura rapida – Specifiche e prove di tipo

UNI EN ISO 16380:2018

Veicoli stradali – Connettore di rifornimento per miscele di combustibili gassosi

UNI EN ISO 16283-2:2018

Acustica – Misure in opera dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Parte 2: Isolamento dal rumore di calpestio

UNI EN ISO 15626:2018

Prove non distruttive sui giunti saldati – Tecnica della diffrazione dei tempi di volo (TOFD) – Livelli di accettabilità

UNI EN ISO 13769:2018

Bombole per gas – Marcatura

UNI EN ISO 13766-2:2018

Macchine movimento terra e macchine per le costruzioni edili – Compatibilità elettromagnetica (EMC) di macchine con alimentazione interna elettrica – Parte 2: Requisiti supplementari EMC per le funzioni di sicurezza

UNI EN ISO 13766-1:2018

Macchine movimento terra e macchine per le costruzioni edili – Compatibilità elettromagnetica (EMC) di macchine con alimentazione interna elettrica – Parte 1: Requisiti generali EMC nelle condizioni elettromagnetiche ambientali tipiche

UNI EN 17002:2018

Spruzzatura termica – Componenti rivestiti mediante spruzzatura termica – Specifiche della procedura della spruzzatura termica

UNI EN 17001:2018

Spruzzatura termica – Componenti rivestiti mediante spruzzatura termica – Specifiche del rivestimento

UNI EN 16952:2018

Macchine agricole – Piattaforme di lavoro fuoristrada per operazioni in frutteto (WPO) – Sicurezza

UNI EN 16726:2018

Infrastrutture del gas – Qualità del gas – Gruppo H

UNI EN 15895:2018

Chiodatrici a sparo – Requisiti di sicurezza – Pistole marcatrici a massa battente

UNI EN 15860:2018

Materie plastiche – Prodotti semi- finiti termoplastici per lavorazioni a macchina – Requisiti e metodi di prova

UNI EN 14903:2018

Superfici per aree sportive – Sistemi di pavimentazione multi-sport per utilizzo interno – Metodo di prova per la determinazione dell’attrito rotazionale

UNI EN 14399-8:2018

Assiemi di bulloneria strutturale ad alta resistenza da precarico – Parte 8: Sistema HV – Assiemi vite a testa esagonale con gambo calibrato e dado

UNI EN 14399-7:2018

Assiemi di bulloneria strutturale ad alta resistenza da precarico – Parte 7: Sistema HR – Assiemi vite con testa svasata piana e dado

UNI EN 1395-5:2018

Spruzzatura termica – Controllo di accettazione delle attrezzature di spruzzatura termica – Parte 5: Spruzzatura a plasma in camere

UNI EN 13684:2018

Macchine da giardinaggio – Aeratori e scarificatori condotti a piedi – Sicurezza

UNI EN 13507:2018

Spruzzatura termica – Pretrattamento di superfici di parti metalliche e componenti da sottoporre a spruzzatura termica

UNI EN 1279-6:2018

Vetro per edilizia – Vetrate isolanti – Parte 6: Controllo della produzione in fabbrica e prove periodiche

UNI EN 1279-5:2018

Vetro per edilizia – Vetrate isolanti – Parte 5: Norma di prodotto

UNI EN 1279-4:2018

Vetro per edilizia – Vetrate isolanti – Parte 4: Metodo di prova per le proprietà fisiche delle sigillature del bordo e degli inserti

UNI EN 1279-3:2018

Vetro per edilizia – Vetrate isolanti – Parte 3: Prove d invecchiamento e requisiti per la velocità di perdita di gas e per le tolleranze di concentrazione del gas

UNI EN 1279-2:2018

Vetro per edilizia – Vetrate isolanti – Parte 2: Metodo per la prova di invecchiamento e requisiti per la penetrazione del vapore d’acqua .

UNI EN 1279-1:2018

Vetro per edilizia – Vetrate isolanti – Parte 1: Generalità, descrizione del sistema, regole per la sostituzione, tolleranze e qualità visiva

UNI EN 1096-4:2018

Vetro per edilizia – Vetri rivestiti – Parte 4: Norma di prodotto

UNI CEN/TS 17171:2018

Gestione dei dati idrometrici osservati – Guida

UNI CEN/TR 13480-7:2018

Tubazioni industriali metalliche – Parte 7: Guida sull’utilizzo delle procedure di valutazione della conformità

UNI EN ISO 9443:2018

Classi di qualità superficiale per barre e vergelle laminate a caldo

UNI EN ISO 7590:2018

Nastri trasportatori rinforzati con cavi di acciaio – Metodi per la determinazione dello spessore totale e dello spessore del rivestimento

UNI EN ISO 5398-3:2018

Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di ossido di cromo – Parte 3: Quantificazione mediante spettrometria ad assorbimento atomico

UNI EN ISO 5398-1:2018

Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di ossido di cromo – Parte 1: Quantificazione mediante titolazione

UNI EN ISO 4098:2018

Cuoio – Prove chimiche – Determinazione delle sostanze solubili in acqua, delle sostanze inorganiche e organiche solubili in acqua

UNI EN ISO 4048:2018

Cuoio – Prove chimiche – Determinazione delle sostanze solubili in diclorometano e del contenuto di acidi grassi liberi

UNI EN ISO 4045:2018

Cuoio – Prove chimiche – Determinazione del pH e la cifra di differenza

UNI EN ISO 3949:2018

Tubi flessibili e tubi flessibili raccordati di materia plastica – Tipi con rinforzo tessile per applicazioni idrauliche – Specifiche

UNI EN ISO 17708:2018

Calzature – Metodi di prova per calzature complete – Distacco tomaio/suola

UNI EN ISO 10139-1:2018

Odontoiatria – Materiali morbidi da ribasatura per protesi dentali amovibili – Parte 1: Materiali per l’utilizzo a breve termine

UNI EN 6109:2018

Serie aerospaziale – Elementi di tenuta statici in elastomero, stampati, resistenti agli esteri fosforici – Specifica tecnica

UNI EN 6059-309:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, installazione – Guaine di protezione – Metodi di prova – Parte 309: Resistenza al fuoco quando installato su un fascio di cavi

UNI EN 54-5:2018

Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio – Parte 5: Rivelatori di calore – Rivelatori di calore puntiformi

UNI EN 4840-101:2018

Serie aerospaziale – Forme termorestringenti stampate – Parte 101: Poliolefina, semirigida, a rischio di incendio limitato – Intervallo di temperatura – da 30 °C a 105 °C – Norma di prodotto

UNI EN 4838-001:2018

Serie aerospaziale – Interruttori automatici per guasto ad arco, unipolare, con compensazione della temperatura, corrente nominale da 3 A a 25 A – 115 V a.c. Frequenza costante 400 Hz – Parte 001: Specifica tecnica

UNI EN 4836:2018

Serie aerospaziale – Adattatore, raccordo per tubi con cono da 24 ° fino a 35 000 kPa (5 080 psi) Raccordo ad anello – Riduttore – Senza estremità – Serie in pollici – Filettatura extra fine

UNI EN 4835:2018

Serie aerospaziale – Requisiti di installazione e rimozione per raccordo e riduttore ad anello, cono da 24 ° fino a 35 000 kPa (5 080 psi) – Serie in pollici

UNI EN 4834:2018

Serie aerospaziale – Adattatore, Raccordo per tubi con cono da 24 ° fino a 35 000 kPa (5 080 psi) Attacco per raccordo ad anello – Serie in pollici – Configurazione geometrica

UNI EN 4833:2018

Serie aerospaziale – Adattatore, raccordo per tubi con cono da 24 ° fino a 35 000 kPa (5 080 psi) – Senza estremità – Serie in pollici – Filettatura extra fine

UNI EN 4832:2018

Serie aerospaziale – Adattatore, raccordo per tubi con cono da 24° fino a 35 000 kPa (5 080 psi) Raccordo ad anello e riduttore con raccordo ad anello – Serie in pollici – Specifica tecnica

UNI EN 4641-001:2018

Serie aerospaziale – Cavi ottici, diametro del rivestimento 125 µm – Parte 001: Specifica tecnica

UNI EN 4611-002:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, per impiego generale, unipolare e multipolare – Famiglia XLETFE – Parte 002: Generalità

UNI EN 4604-010:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, per la trasmissione dei segnali – Parte 010: Cavi coassiali, di peso leggero, 50 Ohm, 200 °C, tipo KX (WD leggero) – Norma di prodotto

UNI EN 4510:2018

Serie aerospaziale – Giunti per tubi, 60°, sferici, in lega di titanio TI-P64001, adattatori, diritti, doppia estremità, con anello di bloccaggio

UNI EN 3719:2018

Serie aerospaziale – Conduttori di alluminio o in lega di alluminio per cavi elettrici – Norma di prodotto

UNI EN 3646-006:2018

Serie aerospaziale -Connettori elettrici circolari con accoppiamento a baionetta e temperatura di funzionamento continuo a 175 °C o 200 °C – Parte 006: Presa ermetica con montaggio a controdado – Norma di prodotto

UNI EN 3646-003:2018

Serie aerospaziale – Connettori elettrici circolari con accoppiamento a baionetta e temperatura di funzionamento continuo a 175 °C o 200 °C – Parte 003: Presa con montaggio a flangia quadrata – Norma di prodotto

UNI EN 3475-411:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici di utilizzo aeronautico – Metodi di prova – Parte 411: Resistenza ai fluidi

UNI EN 3375-001:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici, per trasmissione di dati digitali – Parte 001: Specifica tecnica

UNI EN 2796:2018

Serie aerospaziale – Gomma fluorocarbonica (FKM) – Set di basse compressioni – Durezza 60 IRHD

UNI EN 2591-326:2018

Serie aerospaziale – Elementi di connessione elettrica e ottica – Metodi di prova – Parte 326: Prova di immersione al fuoco

UNI EN 2591-318:2018

Serie aerospaziale – Organi di connessione elettrici e ottici – Metodi di prova – Parte 318: Resistenza al fuoco

UNI EN 2591-100:2018

Serie aerospaziale – Elementi di connessione elettrica ed ottica – Metodi di prova – Parte 100: Generalità

UNI EN 2541:2018

Serie aerospaziale – Acciaio FE-PA18 – Temprato e trafilato a freddo – Filo per molla – D ≤ 4,0 mm

UNI EN 2540:2018

Serie aerospaziale – Acciaio X7CrNiAl17-7 (1.4568) – Fusa in aria – Soluzione trattata e indurita per precipitazione – Lamiere e nastri – a ≤ 6 mm – 1 240 MPa ≤ Rm ≤ 1 450 MPa

UNI EN 2387:2018

Serie aerospaziale – Lega di alluminio 2014A- – T6 – Tubi per strutture – 0,6 mm ≤ a ≤ 12,5 mm

UNI EN 2319:2018

Serie aerospaziale – Lega di alluminio 2024- – T3510 – Barra trafilata – a ≤75 mm

UNI EN 2279:2018

Serie aerospaziale – Acciaio FE-PM37 – 900 MPa ≤ Rm ≤ 1 100 MPa – Stampati – De ≤150 mm

UNI EN 2084:2018

Serie aerospaziale – Cavi elettrici di utilizzo generale, con conduttori di rame o di lega di rame – Specifica tecnica

UNI EN 2031:2018

Serie aerospaziale – Acciaio 102Cr6 (1.2067) – Bonificato – Barre

UNI EN 16712-4:2018

Attrezzature portatili alimentate da pompe antincendio per il getto di agenti estinguenti – Apparecchiature schiumogene portatili – Parte 4: Generatori PN 16 di schiuma ad alta espansione

UNI EN 16167:2018

Fanghi, rifiuti organici trattati e suolo – Determinazione di policlorobifenili (PCB) mediante gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa (GC-MS) e gascromatografia con rivelatore a cattura di elettroni (GC-ECD)

UNI EN 1563:2018

Fonderia – Getti di ghisa a grafite sferoidale

UNI EN 13126-6:2018

Accessori per serramenti – Accessori per finestre e porte finestre – Requisiti e metodi di prova – Parte 6: Bracci a geometria variabile (con o senza sistema di frizionamento)

UNI EN 12830:2018

Registratori di temperatura per il trasporto, la conservazione e la distribuzione di merci sensibili alla temperatura – Prove, prestazioni e idoneità all’utilizzo

UNI EN 12390-14:2018

Prove sul calcestruzzo indurito – Parte 14: Metodo semi-adiabatico per la determinazione del calore rilasciato dal calcestruzzo durante il suo processo di indurimento

UNI CEN/TS 17198:2018

Emissioni da sorgente fissa – Sistemi Predittivi per il Monitoraggio delle Emissioni (PEMS) – Applicabilità, esecuzione e garanzia di qualità

UNI CEN/TS 16675:2018

Rifiuti – Metodi di prova per la determinazione della condizione di monoliticità di un rifiuto per lo smaltimento in discarica

UNI CEI EN 16603-20-20:2018

Ingegneria spaziale – Progettazione elettrica e requisiti di interfaccia per l’alimentazione elettrica

UNI/TS 11725:2018

Ingegneria del software e di sistema – Linee guida per la misurazione della qualità dei dati

UNI ISO 7743:2018

Gomma vulcanizzata o termoplastica – Determinazione delle proprietà di sollecitazione/deformazione in compressione

UNI ISO 5435:2018

Ingredienti per mescolanze di gomma – Nero di carbonio – Determinazione del potere colorante

UNI ISO 2969:2018

Cinematografia – Risposta elettroacustica della catena B delle sale di controllo cinematografico e teatri al coperto – Specifiche e misurazioni

UNI ISO 22234:2018

Cinematografia – Livelli di pressione sonora relativi e assoluti per sistemi audio multicanale cinematografici – Metodi di misurazione e livelli applicabili all’audio cinematografico fotografico analogico, all’audio digitale per pellicole fotografiche e all’audio D-cinema

UNI ISO 21727:2018

Cinematografia – Metodo di misurazione dell’intensità sonora percepita (Loudness) per contenuti audio cinematografici di breve durata

UNI ISO 13009:2018

Turismo e servizi correlati – Requisiti e raccomandazioni per le attività in spiaggia

UNI EN ISO 23611-1:2018

Qualità del suolo – Campionamento di invertebrati del suolo – Parte 1: Selezione manuale e estrazione di vermi di terra

UNI EN ISO 17423:2018

Sistemi intelligenti di trasporto – Sistemi cooperativi – Requisiti di applicazione ITS e obiettivi

UNI EN ISO 16151:2018

Corrosione dei metalli e loro leghe – Prove cicliche accelerate con esposizione a spruzzo salino acidificato, in condizioni di “Asciutto” e di “umido”

UNI EN ISO 15952:2018

Qualità del suolo – Effetto degli inquinanti nei confronti di lumache giovani (Helicidae) – Determinazione degli effetti sulla crescita per contaminazione del suolo

UNI EN ISO 12870:2018

Ottica oftalmica – Montature per occhiali – Requisiti e metodi di prova

UNI EN 9278:2018

Serie aerospaziale – Principi generali di gestione dell’obsolescenza di sostanze chimiche, materiali e processi

UNI EN 6126:2018

Serie aerospaziale – Estremità raccordo, cono interno 24 °, filettatura esterna, tipo senza scanalatura, diametro tubo -32 D = 2 pollici (D = 50,8 mm) Serie in pollici con filettatura extra fine – Serie in pollici – Norma di progettazione

UNI EN 16781:2018

Tessili per puericultura – Requisiti di sicurezza e metodi di prova per sacchi nanna da bambino da utilizzare nel lettino

UNI EN 16780:2018

Tessili per puericultura – Requisiti di sicurezza e metodi di prova per i paracolpi da lettino per bambini

UNI EN 16779-1:2018

Tessili per puericultura – Requisiti di sicurezza e metodi di prova per i piumini da lettino per bambini – Parte 1: Piumini (esclusi i copripiumini)

UNI EN 14025:2018

Cisterne per il trasporto di merci pericolose – Cisterne metalliche a pressione – Progettazione e costruzione

UNI EN 12312-8:2018

Attrezzature per servizi aeroportuali di rampa – Requisiti specifici – Parte 8: Scale e piattaforme di manutenzione o servizio

UNI CEN/TS 17201:2018

Prodotti da costruzione – Valutazione del rilascio di sostanze pericolose – Contenuto di sostanze inorganiche – Metodo per l’analisi delle soluzioni di acqua regia

UNI CEN/TS 17200:2018

Prodotti da costruzione – Valutazione del rilascio di sostanze pericolose – Analisi delle sostanze inorganiche in soluzioni ed eluati – Analisi attraverso il Plasma Accoppiato Induttivo – Spettometro di massa (ICP-MS)

UNI CEN/TS 17197:2018

Prodotti da costruzione – Valutazione del rilascio di sostanze pericolose – Analisi delle sostanze inorganiche in soluzioni ed eluati – Analisi attraverso il Plasma Accoppiato Induttivo – Spettrometro ad Emissione Ottica (ICP-OES)

UNI CEN/TS 17196:2018

Prodotti da costruzione – Valutazione del rilascio di sostanze pericolose – Digestione attraverso acqua regia per l’analisi successiva di sostanze organiche

UNI CEN/TS 17195:2018

Prodotti da costruzione – Valutazione del rilascio di sostanze pericolose – Analisi delle sostanze inorganiche in eluati

UNI CEN/TR 17238:2018

Proposta di valori limite per i contaminanti del biometano individuati sulla base di valutazione degli impatti sulla salute umana

UNI 11538-2:2018

Pavimentazioni di legno per esterni – Parte 2: Requisiti degli elementi di appoggio e di fissaggio e modalità di posa in opera delle pavimentazioni

 

Elenco delle norme UNI pubblicate nel mese di agosto 2018

UNI EN ISO 4957:2018

Acciai per utensili

UNI EN ISO 3923-1:2018

Polveri metalliche – Determinazione della massa volumica apparente – Parte 1: Metodo dell’imbuto

UNI EN ISO 19146:2018

Informazioni geografiche – Vocabolari comuni a più domini

UNI EN ISO 18750:2018

Sistemi intelligenti di trasporto – Sistemi cooperativi – Mappe dinamiche locali

UNI EN ISO 17892-12:2018

Indagini e prove geotecniche – Prove di laboratorio sui terreni – Parte 12: Determinazione dei limiti liquidi e plastici

UNI EN ISO 17419:2018

Sistemi di trasporto intelligenti – Sistemi cooperativi – Identificazione globale unica

UNI EN ISO 1716:2018

Prove di reazione al fuoco dei prodotti – Determinazione del potere calorifico superiore

UNI EN ISO 15612:2018

Specifica e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici – Qualificazione mediante adozione di procedure di saldatura unificate

UNI EN ISO 15138:2018

Industrie del petrolio e del gas naturale – Installazioni per la produzione in mare – Riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria

UNI EN ISO 10855-3:2018

Container per strutture in mare e relativi dispositivi di sollevamento – Parte 3: Ispezione periodica, esame e collaudo

UNI EN ISO 10855-2:2018

Container per strutture in mare e relativi dispositivi di sollevamento – Parte 2: Progettazione, produzione e marcatura dei dispositivi di sollevamento

UNI EN ISO 10855-1:2018

Container per strutture in mare e relativi dispositivi di sollevamento – Parte 1: Progettazione, produzione e marcatura di container per strutture in mare

UNI EN 9300-115:2018

Serie aerospaziale – LOTAR – Archiviazione a lungo termine e recupero dei dati tecnici e numerici quali 3D, CAD e PDM – Parte 115: Struttura di assemblaggio CAD esplicita

UNI EN 9300-100:2018

Serie aerospaziale – LOTAR – Archiviazione a lungo termine e recupero dei dati tecnici e numerici quali 3D, CAD e PDM – Parte 100: Concetti comuni per l’archiviazione a lungo termine e il recupero di informazioni meccaniche CAD 3D

UNI EN 9115:2018

Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti per le organizzazioni dell’aeronautica, dello spazio e della difesa – Software consegnabile (Supplemento alla UNI EN 9100)

UNI EN 71-3:2018

Sicurezza dei giocattoli – Parte 3: Migrazione di alcuni elementi

UNI EN 71-1:2018

Sicurezza dei giocattoli – Parte 1: Proprietà meccaniche e fisiche

UNI EN 4838-004:2018

Serie aerospaziale – Interruttori automatici ad arco, unipolari, con compensazione della temperatura, corrente nominale da 3 A a 25 A – 115 V a.c. frequenza costante 400 Hz – Parte 004: Con contatto di segnalazione – Norma di prodotto

UNI EN 3745-505:2018

Serie aerospaziale – Fibre e cavi ottici di utilizzo aeronautico – Metodi di prova – Parte 505: Resistenza alla rottura del cavo

UNI EN 2799:2018

Serie aerospaziale – Gomma fluorocarbonica (FKM) – Set di basse compressioni – Durezza 90 IRHD

UNI EN 2280:2018

Serie aerospaziale – Acciaio FE-PM37 – 900 MPa ≤ Rm ≤ 1 100 MPa – Lamiera – a ≤ 6 mm

UNI EN 16236:2018

Valutazione e verifica della costanza della prestazione (AVCP) degli aggregati – Prove di tipo e controllo di produzione in fabbrica

UNI EN 14325:2018

Indumenti di protezione contro prodotti chimici – Metodi di prova e classificazione della prestazione di materiali, cuciture, unioni e assemblaggi degli indumenti di protezione chimica

UNI EN 13765:2018

Tubi flessibili e tubi flessibili raccordati termoplastici multistrato (non vulcanizzati) per il trasferimento di idrocarburi, solventi e prodotti chimici – Specifiche

UNI EN 13445-2:2018

Recipienti a pressione non esposti a fiamma – Parte 2: Materiali

UNI EN 12972:2018

Cisterne per il trasporto di merci pericolose – Prova, controllo e marcatura delle cisterne metalliche

UNI CEI EN ISO/IEC 80079-38:2018

Atmosfere esplosive – Parte 38: Apparecchi e componenti destinati alle atmosfere esplosive in miniere sotterranee

UNI/TR 11724:2018

Durabilità dei prodotti e dei sistemi di materia plastica – Linee guida per la definizione dei metodi di verifica e delle relative prove

UNI EN ISO 41012:2018

Facility management – Guida sull’approvvigionamento strategico e l’elaborazione degli accordi

UNI EN ISO 41001:2018

Facility management – Sistemi di gestione – Requisiti con guida per l’utilizzo

UNI EN ISO 10318-2:2018

Geosintetici – Parte 2: Simboli e pittogrammi

UNI EN ISO 10318-1:2018

Geosintetici – Parte 1: Termini e definizioni

UNI EN ISO 10042:2018

Saldatura – Giunti di alluminio e sue leghe saldati ad arco – Livelli di qualità delle imperfezioni

UNI EN 1793-6:2018

Dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale – Metodo di prova per la determinazione della prestazione acustica – Parte 6: Caratteristiche intrinseche – Valore in sito di isolamento acustico per via aerea in condizioni di campo sonoro diretto

UNI EN 1793-2:2018

Dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale – Metodo di prova per la determinazione della prestazione acustica – Parte 2: Caratteristiche intrinseche di isolamento acustico per via aerea in condizioni di campo sonoro diffuso

UNI EN 17065:2018

Applicazioni ferroviarie – Sistemi frenanti – Procedura di prova per vetture passeggeri

UNI EN 17043:2018

Concimi – Determinazione del molibdeno boro in concentrazione ≤10% mediante spettrometria di un complesso con ammonio tiocianato

UNI EN 17042:2018

Concimi – Determinazione del boro in concentrazioni >10% mediante tiltolazione acidimetrica

UNI EN 17041:2018

Concimi – Determinazione del boro in concentrazione 10% mediante spettrometria con azometina – H

UNI EN 16785-2:2018

Prodotti a base biologica – Contenuto di prodotti a base biologica – Parte 2: Determinazione del contenuto di prodotti a base biologica col metodo del bilancio materiale

UNI EN 16657:2018

Cisterne per il trasporto di merci pericolose – Attrezzatura per cisterne di trasporto per i dispositivi di troppopieno per serbatoi statici

UNI EN 14399-9:2018

Assiemi di bulloneria strutturale ad alta resistenza da precarico – Parte 9: Sistema HR o HV – Rondelle con indicazione di carico per assiemi vite e dado

UNI EN 14399-10:2018

Assiemi di bulloneria strutturale ad alta resistenza da precarico – Parte 10: Sistema HRC – Assiemi vite e dado con serraggio calibrato

UNI EN 14116:2018

Cisterne per il trasporto di merci pericolose – Interfaccia digitale dei dispositivi di riconoscimento dei prodotti per combustibili liquidi

UNI EN 13317:2018

Cisterne per il trasporto di merci pericolose – Equipaggiamento di servizio per cisterne – Coperchio del passo d’uomo

UNI EN 13285:2018

Miscele non legate – Specifiche

UNI EN 13231-5:2018

Applicazioni ferroviarie – Binario – Accettazione dei lavori – Parte 5: Procedure per la riprofilatura di binari in linea normale, scambi, incroci e giunti di dilatazione

UNI EN 12697-26:2018

Misecele bituminose – Metodi di prova – Parte 26: Rigidezza

UNI EN 12697-24:2018

Miscele bituminose – Metodi di prova – Parte 24: Resistenza alla fatica

UNI EN 12697-12:2018

Miscele bituminose – Metodi di prova – Parte 12: Determinazione della sensibilità all’acqua dei provini bituminosi

UNI EN 12665:2018

Luce e illuminazione – Termini fondamentali e criteri per i requisiti illuminotecnici

UNI EN 12493:2018

Attrezzature e accessori per GPL – Recipienti a pressione di acciaio saldato per cisterne per trasporto su strada di GPL – Progettazione e fabbricazione

UNI EN 1090-4:2018

Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio – Parte 4: Requisiti tecnici per elementi strutturali di acciaio formati a freddo e strutture formate a freddo per applicazioni su tetti, soffitti, pavimenti e pareti

UNI CEN ISO/TS 19397:2018

Determinazione degli spessori dei rivestimenti utilizzando una strumentazione ad ultrasuoni

In Gazzetta Ufficiale del 04 ottobre 2018

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
COMUNICATO

Avviso relativo ai reclami, alle segnalazioni e alle richieste di verifica preliminare (18A06387) (GU Serie Generale n.231 del 04-10-2018)

 

gAi sensi dell’art. 19 del decreto legislativo 10 agosto 2018, n.
101, si informa che, entro il termine di sessanta giorni dalla data
di pubblicazione del presente avviso, i soggetti che dichiarano il
loro attuale interesse possono presentare al Garante per la
protezione dei dati personali motivata richiesta di trattazione dei
reclami, delle segnalazioni e delle richieste di verifica preliminare
pervenuti entro il 25 maggio 2018.
La predetta richiesta non riguarda i reclami e le segnalazioni di
cui si e’ gia’ esaurito l’esame o di cui il Garante per la protezione
dei dati personali ha gia’ esaminato nel corso del 2018 un motivato
sollecito o una richiesta di trattazione o per i quali il Garante
medesimo e’ a conoscenza, anche a seguito di propria denuncia, che
sui fatti oggetto di istanza e’ in corso un procedimento penale. Si
intendono gia’ esaminati dal Garante i reclami e le segnalazioni per
i quali l’istante abbia ricevuto dal Garante la comunicazione di
avvio del procedimento, anche mediante una richiesta di informazioni
o di esibizione di documenti a terze parti ovvero all’istante stesso.

 

In Gazzetta Ufficiale del 04 ottobre 2018

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
DELIBERA 27 settembre 2018

Indicazioni relative alle istanze che devono ritenersi comprese nell’ambito degli affari pregressi di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101. (Delibera n. 455). (18A06386)

 

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro,
presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della
prof.ssa Licia Califano e della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici,
componenti, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;
Visto il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone
fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla
libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE
(regolamento generale sulla protezione dei dati, di seguito
«regolamento»);
Visto il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, recante
«Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle
disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle
persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali,
nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che abroga la
direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)»;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il
«Codice in materia di protezione dei dati personali» (di seguito
«Codice»);
Considerato che il regolamento trova applicazione negli ordinamenti
degli Stati membri a decorrere dal 25 maggio 2018 (art. 99, par. 2);
Considerato che, ai sensi dell’art. 19, comma 1, del decreto
legislativo n. 101/2018, entro il termine di sessanta giorni dalla
data di pubblicazione dell’avviso del Garante, i soggetti che
dichiarano il loro attuale interesse possono presentare al Garante
medesimo motivata richiesta di trattazione dei reclami, delle
segnalazioni e delle richieste di verifica preliminare (c.d. affari
pregressi) «pervenuti entro la predetta data»;
Considerato, altresi’, che la predetta richiesta non riguarda i
reclami e le segnalazioni di cui si e’ gia’ esaurito l’esame «o di
cui il Garante ha gia’ esaminato nel corso del 2018 un motivato
sollecito o una richiesta di trattazione», o per i quali il Garante
medesimo e’ a conoscenza, anche a seguito di propria denuncia, che
sui fatti oggetto di istanza e’ in corso un procedimento penale (art.
19, comma 2, del decreto legislativo n. 101/2018);
Considerato che la formulazione delle predette disposizioni
potrebbe ingenerare dubbi interpretativi, sotto il profilo temporale
e sostanziale, in ordine alla sua applicabilita’ alle istanze
presentate a questa autorita’ a partire dal 25 maggio 2018;
Ritenuto, quindi, di dover fornire un opportuno chiarimento, anche
in coerenza con il regolamento, riguardante le istanze che devono
ritenersi ricomprese nell’ambito degli affari pregressi e, quindi,
oggetto di eventuale richiesta di trattazione da parte di coloro che
dichiarino il loro perdurante interesse alla relativa definizione
ovvero di trattazione da parte di questa autorita’;
Ritenuto che la disposizione di cui al citato art. 19, comma 1, del
decreto legislativo n. 101/2018, concernente le istanze riguardanti
la trattazione di affari pregressi aventi ad oggetto reclami,
segnalazioni e richieste di verifica preliminare, debba intendersi
riferita unicamente agli istituti disciplinati, dal Codice,
antecedentemente alle modifiche ad esso apportate in conseguenza
dell’applicazione della normativa europea. Tale interpretazione deve
ritenersi fondata sia nella circostanza che il diritto di proporre
reclami o segnalazioni fondati sulla nuova disciplina, prevalendo
sulle fonti interne eventualmente contrastanti, non e’ derogabile
(art. 77 del regolamento; articoli da 141 a 144 del Codice, come
novellati dal decreto legislativo n. 101/2018), sia nel fatto che,
successivamente alla menzionata data di applicazione del regolamento,
l’istituto della verifica preliminare risulta incompatibile con il
regolamento medesimo;
Ritenuto, pertanto, che all’ultimo periodo del comma 1 dell’art. 19
del decreto legislativo n. 101/2018, la locuzione «entro la predetta
data …», debba intendersi riferita al 24 maggio 2018;
Considerato, altresi’, che le norme sul procedimento amministrativo
e il regolamento n. 1/2007 riguardante le procedure interne presso
l’autorita’ aventi rilevanza esterna (pubblicato in Gazzetta
Ufficiale n. 65 del 14 dicembre 2007 e in www.gpdp.it – doc. web n.
1477480) portano a ritenere che l’esame dei reclami o delle
segnalazioni di cui al regime previgente normativo trovi inizio
nell’invio di un avviso di avvio del relativo procedimento, di una
richiesta di elementi o esibizione di documenti ovvero di altro atto
recettizio diretto al titolare o all’istante (articoli 6, 9, 10 e 14
del regolamento n. 1/2007);
Ritenuto, quindi, che la disposizione di cui al citato art. 19,
comma 2, del decreto legislativo n. 101/2018, concernente i reclami e
le segnalazioni sottratte all’esigenza di una loro sollecitazione da
parte dei soggetti che dichiarano il loro attuale interesse, in
quanto sono gia’ stati esaminati a seguito di un sollecito o una
richiesta di trattazione, debba intendersi riferita ai reclami e le
segnalazioni per i quali l’istante abbia ricevuto da parte degli
uffici di questa autorita’ la comunicazione di avvio del
procedimento, anche mediante una richiesta di informazioni o di
esibizione di documenti a terze parti ovvero all’istante stesso;
Ritenuto, pertanto, che al comma 2 dell’art. 19 del decreto
legislativo n. 101/2018, la locuzione «il Garante ha gia’ esaminato»,
debba intendersi riferita ai casi in cui gli uffici di questa
autorita’ abbiano gia’ inviato all’istante la comunicazione di avvio
del procedimento o di altro atto recettizio, anche mediante una
richiesta di informazioni o di esibizione di documenti a terze parti;
Vista la documentazione in atti;
Viste le osservazioni dell’ufficio, formulate dal segretario
generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante, n.
1/2000;
Relatore il dott. Antonello Soro;

Tutto cio’ premesso
il Garante:

a) ai sensi degli articoli 57, par. 1, del regolamento e 154, comma
1, lettera f), del Codice, come novellato dal decreto legislativo n.
101/2018, ai fini della corretta applicazione delle disposizioni,
fornisce le indicazioni di cui in premessa in relazione alle istanze
che devono ritenersi ricomprese nell’ambito degli affari pregressi di
cui all’art. 19 del decreto legislativo n. 101/2018;
b) dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al
Ministero della giustizia – Ufficio pubblicazione leggi e decreti,
per la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Roma, 27 settembre 2018

Il Presidente e relatore: Soro

Il segretario generale: Busia

UNI EN 7010

scarica la demo INFO di SICURELLO.si: UNI EN 7010

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Breve guida relativa alla segnaletica di sicurezza secondo la norma UNI EN ISO 7010

 

 

 


Le INFO di SICURELLO.si

 

Obiettivo delle INFO di SICURELLO.si è quello di fornire strumenti efficaci per i Formatori, RSPP, Coordinatori Sicurezza, Datori di Lavoro, Consulenti e facilmente comprensibili per chi li deve utilizzare.

Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a migliorare la comprensione di norme e procedure operative al fine del miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.

Le INFO di SICURELLO.si  sono rivolte a coloro che operano nell’ambito della sicurezza sul lavoro e rappresentando un semplice strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.

[Fonte: SICURELLO.si]

 

L'articolo Norme EN 13492 ed EN 13493 – Geosintetici con funzione barriera: l’impiego nella costruzione di discariche sembra essere il primo su OTTANTUNO.

L'articolo Norme EN 13492 ed EN 13493 – Geosintetici con funzione barriera: l’impiego nella costruzione di discariche sembra essere il primo su GLI ARTICOLI DI PIATTAFORMASITI.

Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.
I Quaderni sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.

[Fonte: INAIL.it]

Elenco dei quaderni tecnici pubblicati

Ultimo aggiornamento: 28/09/2018

 

ANCORAGGI

scarica il quaderno tecnico: ancoraggi


Introduzione

Gli ancoraggi vengono utilizzati nei cantieri temporanei o mobili per poter collegare i dispositivi di protezione – sia individuale che collettiva – e le attrezzature di lavoro di cui si vuole garantire la stabilità e il vincolo alla struttura di supporto. Essi vengono impiegati anche nei sistemi di accesso alle coperture e possono essere di tipo non permanente o permanente.
La definizione di ancoraggio è fondamentale per poter effettuare una corretta valutazione dei rischi in quanto non ne esiste una condivisa sia a livello legislativo che normativo.

Indice

1. Denominazione

2. Documenti di riferimento

3. Cosa sono

4. Destinazione d’uso

5. Tipologia 10 5.1 Tipologia dei dispositivi di ancoraggio in base alla Uni En 795 10 5.2 Tipologia dei punti di ancoraggio secondo le Uni En 516 o Uni En 517 10 5.3 Tipologia degli ancoraggi per ponteggi e circolari ministeriali 85/78, 44/90,132/91 12 5.4 Tipologia degli ancoranti metallici/chimici per utilizzo su calcestruzzo secondo le ETag 001 16 5.5 ancoraggi non rientranti nelle precedenti tipologie

6. Marcatura 18 6.1 Marcatura dei dispositivi di ancoraggio secondo
la Uni En 795 18 6.2 Marcatura dei punti di ancoraggio secondo le Uni En 516 o Uni En 517 19 6.3 Marcatura degli ancoraggi per ponteggi 19 6.4 Marcatura degli ancoranti metallici/chimici per utilizzo su calcestruzzo secondo le ETag 001

7. Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio 20 7.1 Scelta 20 7.2 Montaggio 20 7.3 Uso 20 7.4 Smontaggio

8. Indicazioni essenziali di manutenzione

9. FAQ (Frequently asked questions)

Riferimenti nel d.lgs. 81/08


Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

 

Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.

I Quaderni sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.

[Fonte: INAIL.it]

 

Elenco dei quaderni tecnici pubblicati

Ultimo aggiornamento: 28/09/2018

 

PARAPETTI PROVVISORI

scarica il quaderno tecnico: parapetti provvisori


Introduzione

L’adozione dei parapetti provvisori permette di ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprime il concetto di protezione collettiva.
La classificazione introdotta dalla norma tecnica di prodotto UNi eN 13374: 2013 contribuisce in maniera incisiva al processo di valutazione del rischio in quanto mette in relazione i requisiti prestazionali e geometrici che i parapetti devono possedere con quelli relativi alla superficie di lavoro, esprimibili attraverso la pendenza e l’altezza di caduta.

 

Indice

1. Denominazione

2. Documenti di riferimento

3. Cosa sono

4. Destinazione d’uso

5. Classificazione 9 5.1 Classificazione secondo la UNi eN 13374: 2013 9 5.2 Classificazione per tipologia

6. Marcatura

7. Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio 11 7.1 scelta 11 7.2 Montaggio 14 7.3 Uso 16 7.4 smontaggio

8. Indicazioni essenziali di manutenzione

9. FAQ (Frequently asked questions)

Riferimenti nel d.lgs. 81/08


Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

 

Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.

I Quaderni sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.

[Fonte: INAIL.it]

 

Elenco dei quaderni tecnici pubblicati

Ultimo aggiornamento: 28/09/2018

 

PONTEGGI FISSI

scarica il quaderno tecnico: Ponteggi Fissi


Introduzione

L’utilizzo dei ponteggi come opera provvisionale di servizio alla costruzione è consolidato e diffuso.
Essi possono essere impiegati anche come sistemi di protezione collettiva per i lavoratori che effettuano attività in copertura a condizione che, per ogni singola realizzazione e a seguito di una adeguata valutazione dei rischi, venga eseguito uno specifico progetto del ponteggio.
Nell’ambito delle tipologie di ponteggio presenti sul mercato sono da preferire i modelli con telaio parapetto con montaggio dal basso. Essi vengono montati dal piano inferiore e garantiscono la massima sicurezza quando il lavoratore sale al livello superiore riducendo drasticamente la possibilità di caduta dall’alto dello stesso durante la fase di montaggio e smontaggio.

 

Indice

1. Denominazione

2. Documenti di riferimento

3. Cosa sono

4. Destinazione d’uso

5. Classificazione
5.1 Classificazione in base alle classi di carico
5.2 Classificazione in base agli elementi costruttivi

6. Marcatura

7. Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio
7.1 Scelta
7.2 Montaggio
7.3 Uso
7.4 Smontaggio

8. Indicazioni essenziali di manutenzione

9. FAQ (Frequently asked questions)

Riferimenti nel d.lgs. 81/08


Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

 

Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.

I Quaderni sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.

[Fonte: INAIL.it]

 

Elenco dei quaderni tecnici pubblicati

Ultimo aggiornamento: 28/09/2018

 

RETI DI PROTEZIONE – RETI DI SICUREZZA

scarica il quaderno tecnico: Reti di Sicurezza


Introduzione

Le reti di sicurezza contribuiscono a ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprimono il concetto di protezione collettiva.
Esse non vengono utilizzate frequentemente nei cantieri temporanei o mobili del nostro paese a causa di motivazioni di tipo culturale.
Esistono applicazioni come la bonifica delle coperture in amianto o il rifacimento delle strutture secondarie dei tetti in legno in cui i benefici derivanti dal loro utilizzo sono evidenti.
I vantaggi di questo tipo di protezione collettiva sono legati alla facilità di posa e alle ridotte azioni sul corpo che il lavoratore subisce in caso di caduta. Le reti di sicurezza non vanno utizzate nei casi in cui lo spazio vuoto sotto le stesse sia limitato o in quelli in cui è possibile che su di esse cada del materiale, come quello incandescente, che ne possa causare il facile danneggiamento.

 

Indice

1. Denominazione

2. Documenti di riferimento

3. Cosa sono

4. Destinazione d’uso

5. Classificazione secondo la UNI EN 1263-1:2015
5.1 Classificazione per classe
5.2 Classificazione per sistema

6. Marcatura

7. Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio
7.1 Scelta
7.2 Montaggio
7.3 Uso
7.4 Smontaggio

8. Indicazioni essenziali di manutenzione

9. FAQ (Frequently asked questions)

Riferimenti nel d.lgs. 81/08


Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

 

Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.

I Quaderni sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.

[Fonte: INAIL.it]

 

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