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Informazioni e materiali elaborati da STUDIOFARINA di Farina Geom. Stefano & SEIDUESEI.org S.r.l.

12 marzo 2019

Comunicato STUDIOFARINA – Geom. Stefano Farina

Viste le continue richieste ricevute con quesiti in materia di sicurezza sul lavoro, appalti, ecc. si comunica che all’indirizzo:

http://quesiti.sicurello.it

è possibile attivare la procedura per avere rispose a domande e formulare quesiti tecnici.

 

Nel contempo si comunica che a partire dalla data odierna il Geom. Stefano Farina non effettuerà più attività gratuita di risposta a quesiti in materia di sicurezza sul lavoro, sicurezza cantieri, formazione, appalti, competenze professionali, ecc. in quanto il numero delle richieste ha raggiunto livelli non più umanamente gestibili.

I materiali da noi predisposti sono in vendita sul sito e-commerce di SICURELLO.si all’indirizzo

http://www.sicurello.it

Per ogni richiesta in merito ai suddetti materiali potete mandare una mail all’indirizzo

shop@sicurello.it

Sicurezza nelle attività di posa segnaletica stradale: le novità

Pubblicato il decreto con le procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare: dal 15 marzo si cambia.

21 febbraio 2019

Pubblicato oggi su PUNTOSICURO.it un articolo che approfondisce gli aspetti relativi al nuovo D.M. 22 gennaio 2019 in materia di sicurezza nei lavori di posa segnaletica cantieri stradali.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2019 è stato pubblicato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – 22 gennaio 2019 relativo all’individuazione delle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare.

 

La pubblicazione del nuovo Decreto avviene in quanto è stata ravvisata la necessità di aggiornare le previsioni del Decreto Ministeriale 4 marzo 2013, che a partire dal 15 marzo risulterà abrogato.

Fermo restando la configurazione già adottata dal vecchio D.M., da una attenta lettura del D.M. 22 gennaio 2019 emergono numerose ed in alcuni casi sostanziali modifiche rispetto alla normativa precedente.

 

Di seguito andiamo ad approfondire le principali modifiche introdotte, tenendo conto che il settore legato alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare risulta essere uno di quelli con elevato impatto di infortuni mortali e pertanto risulta necessario e fondamentale sensibilizzare e formare correttamente i lavoratori di questo settore, ma altrettanto importante è – come automobilisti – ricordarci che quando troviamo degli operai in strada dobbiamo rispettare le regole indicate: limitazione della velocità, divieto di sorpasso, … e soprattutto non distrarci, magari guardando il cellulare (regola che vale sempre quando si è alla guida, ma a maggior ragione quando ci imbattiamo in un cantiere su strada aperta al traffico).

Un primo aspetto che risalta dalla lettura comparata tra il vecchio D.M. ed il nuovo riguarda i soggetti che devono essere obbligatoriamente formati.

 

Nel punto 2 (Destinatari dei corsi) troviamo la prima differenza, i corsi sono diretti ai lavoratori e preposti adibiti alle attività connesse alla segnaletica, mentre sparisce l’estensione presente sul D.M. abrogato “o comunque addetti ad attività in presenza di traffico”.

Di particolare rilievo invece è la composizione della squadra (Allegato I Punto 2.1.): mentre nel D.M. 4 MARZO 2013 la squadra era composta in maggioranza da operatori che avevano completato il percorso formativo previsto, nel D.M. 22 gennaio 2019 tutti gli operatori devono aver completato il percorso formativo. Inoltre la squadra dovrà essere composta in maggioranza da operatori che abbiano esperienza nella categoria di strada interessata dagli interventi.

Passando poi ai contenuti della formazione, abbiamo le seguenti modifiche:

  • Vengono eliminati i cenni sulla legislazione generale di sicurezza;
  • Viene confermato che il percorso formativo è differenziato per categoria di strada;
  • Viene introdotta la tematica delle tecniche di integrazione e revisione della segnaletica per cantieri, che vanno ad affiancare quelle già previste relative all’installazione e rimozione;
  • Sparisce la locuzione “operatori” (es. percorso formativo per gli operatori) e compare quella più classica di “lavoratori” (es. percorso formativo per lavoratori).
  • Invariati rimangono i tempi della formazione, ma sia il modulo tecnico (tre ore per i lavoratori, cinque ore per i preposti), che quello pratico di 4 ore, sarà concernente le categorie di strade nonché le attività di emergenza.
  • Dal punto di vista della formazione viene disciplinato il passaggio da “lavoratore” a “preposto”. In questa situazione, se il nuovo preposto ha già effettuato il percorso formativo come lavoratore, la formazione dovrà essere integrata, in relazione ai compiti dal medesimo esercitati, con un corso della durata di quattro ore più una prova di verifica finale.  I contenuti di tale formazione comprenderanno:     

a)  modulo tecnico della durata di un’ora;     

b)  modulo pratico sulla comunicazione e sulla simulazione dell’addestramento della durata di tre ore;

c)   prova di verifica finale (prova pratica). 

  • Viene innalzato il numero di partecipanti per ogni corso a 35 unità (in precedenza 25), mentre rimane inalterato il rapporto massimo istruttore/allievi 1 a 6 (almeno un docente ogni sei allievi).

 

Completamente riscritto il punto 10 dell’allegato II relativo al modulo di aggiornamento della formazione dei lavoratori e dei preposti. L’aggiornamento

  • sarà distribuito nel corso di ogni quinquennio successivo al corso di formazione (attualmente era ogni quattro anni);
  • sarà effettuato per mezzo di interventi formativi della durata complessiva minima di sei ore (attualmente erano tre), in particolare in caso di modifiche delle norme tecniche e in caso di interruzione prolungata dell’attività lavorativa;

Gli aggiornamenti formativi potranno essere effettuati anche sui luoghi di lavoro.

 

Novità anche per quanto riguarda i formatori e gli istruttori. Di seguito le tipologie ed i requisiti previsti:

  • il docente della parte teorica potrà essere
    • il responsabile del Servizio di prevenzione e protezione aziendale con esperienza almeno triennale nel settore stradale;
    • personale interno o esterno con esperienza documentata, almeno quinquennale, nel settore della formazione o nel settore della prevenzione, sicurezza e salute nei cantieri stradali.
  • l’istruttore della parte pratica sarà un soggetto con esperienza professionale documentata nel campo dell’addestramento pratico o nei ruoli tecnici operativi o di coordinamento, almeno quinquennale, nelle tecniche di installazione e rimozione dei sistemi segnaletici adottati per garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione stradale.

 

Al termine del triennio successivo all’adozione del decreto, per la effettuazione di docenze riferite alla parte teorica, il personale esterno dovrà essere in possesso dei requisiti di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, del 6 marzo 2013, n. 65, con esperienza professionale nel settore della prevenzione, sicurezza e salute nei cantieri stradali, mentre rimangono inalterati i requisiti per il personale interno e per gli istruttori.

 

All’allegato I (criteri minimi per la posa, il mantenimento e la rimozione della segnaletica di delimitazione e di segnalazione delle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare) oltre a quella già citata relativa alla composizione della squadra, vi sono una serie di altre modifiche, alcune delle quali di particolare rilievo, tra le quali segnaliamo:

  • Nuovi vincoli e regole relativi agli spostamenti di personale a piedi in talune situazioni;
  • Aggiunta la valutazione del rischio di investimento accidentale degli operatori a piedi da parte di un veicolo di supporto in caso di tamponamento del veicolo stesso;
  • Il punto 4.3 – Discesa dal veicolo – è stato ampliato anche alla risalita sul veicolo stesso;
  • Al punto 4.4 viene previsto che qualora il veicolo sia posizionato sulla corsia di sorpasso (strade ad almeno due corsie per ogni senso di marcia) l’uscita dal cantiere dovrà avvenire (preferibilmente) al termine del cantiere stesso;
  • Sono state apportate numerose modifiche ai punti relativi alle modalità di segnalazione di situazioni di emergenza;
  • Sono state apportate modifiche alle modalità di segnalazione e delimitazione dei cantieri fissi;
  • Praticamente riscritto il punto 7.6 relativo alla “segnalazione e delimitazione dei cantieri mobili”. In questo caso da rilevare un errore che già era presente nel vecchio D.M. e che vede i cantieri mobili come sottocategoria dei cantieri fissi, mentre in realtà si tratta di un qualcosa di differente.

Di rilievo la procedura per i cantieri mobili su strade di tipo C con attività di un solo veicolo operativo la presegnalazione dell’attività viene agevolata mediante la posa di un segnale mobile di preavviso con PMV o equivalente segnale a terra (tipo Fig. II 391 art. 31 Reg. C.d.s.) posto sulla prima piazzola utile (o area equivalente) in entrambi i sensi di marcia e sulle intersezioni.

  • Tutto nuovo infine il punto 8 relativo alle segnalazioni di interventi all’interno di gallerie con una corsia per senso di marcia.  

 

Ha trovato soluzione anche una situazione (manovra in retromarcia del furgone che effettua il recupero della segnaletica stessa) che a mio avviso comportava dei problemi talune volte particolarmente rilevanti e che in passato ha causato non pochi problemi. Al punto 7.5. troviamo scritto: In particolare nei tratti privi della corsia di emergenza ove le manovre in retromarcia possono risultare particolarmente difficoltose e pericolose, la rimozione della segnaletica di preavviso può essere effettuata nel senso del traffico supportata da adeguata presegnalazione.

 

Concludendo, nel consigliare una lettura integrale del D.M. mi pongo comunque una domanda:

Il D.M. 4 marzo 2013 risulta abrogato, il nuovo D.M. prevede che i lavoratori ed i preposti possano effettuare attività su strada esclusivamente se preventivamente formati alla luce dell’allegato II del D.M. 22 gennaio 2019 stesso e non vi sono indicazioni specifiche o transitorie relative alla validità della formazione pregressa di chi è già stato formato o di chi ha fatto l’aggiornamento pari a 3 ore. La logica ci porterebbe a sostenere che, vista la quasi completa sovrapposizione tra i contenuti dei corsi previsti nelle due norme, i corsi già effettuati risultano essere validi. Forse un chiarimento in merito sarebbe importante.

Un’ultima valutazione nell’ottica della sicurezza e della conoscenza delle procedure: vista anche l’introduzione di nuove ed importanti modifiche nei criteri di apposizione, mantenimento e rimozione della segnaletica, a mio avviso sarebbe importante che le aziende programmassero, nel breve periodo, dei moduli di aggiornamento di almeno tre ore ai quali far partecipare il personale già formato sulla base del vecchio D.M. Tempistiche che a tutti gli effetti rientrano in quelle che sono le indicazioni relative alla distribuzione dell’aggiornamento di sei ore nel corso di ogni quinquennio.  

 

 

Geom. Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS e Referente Gruppo di Lavoro Costruzioni di AiFOS

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

 

Leggi l’articolo su PUNTOSICURO.it

 

[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

 

Si è tenuta ieri presso la Direzione Nazionale AiFOS di Brescia la prima riunione di lavoro legata al progetto “Influencer delle emergenze”, un’idea nata nel mese di dicembre all’indomani dell’ennesima intollerabile tragedia avvenuta durante lo svolgimento di una manifestazione pubblica nei pressi di Ancona. Le riflessioni derivanti dai fatti di cronaca prendevano spunto dall’esperienza nella gestione della sicurezza eventi e delle emergenze all’interno di realtà che vedono la presenza di utenti.

L’assunto di partenza è la considerazione che le normative esistono ma, anche dove regolarmente applicate, il margine di imprevedibilità derivante dal fattore umano degli “utenti” rende spesso difficilmente gestibili gli aspetti dell’emergenza, in quanto tale fattore risulta essere altamente variabile, soggettivo e non pianificabile.

La proposta avanzata dal Consigliere Nazionale AiFOS Stefano Farina nell’articolo pubblicato sul sito istituzionale di AIFOS lunedì 10 dicembre e su PuntoSicuro il giorno seguente era semplice: “non basta più quanto fatto con gli ‘addetti’, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti”. Molti sono stati i soggetti che si sono detti interessati ad approfondire tale tematica e che hanno espresso giudizi di apprezzamento alla proposta. Era pertanto necessario iniziare a lavorare concretamente su questa tematica e l’incontro di ieri – al quale ha preso parte anche Lara Calanni Pileri, referente del Gruppo di Progetto AiFOS “Gestione Eventi” – ha avuto proprio questo scopo: non solo approfondire l’argomento, ma chiarire i primi aspetti legati al progetto, iniziare a definire quali soggetti coinvolgere e proporre le collaborazioni da attivare.

Sicuramente le attività che possono rientrare nell’ambito di applicazione degli “influencer delle emergenze” sono numerose: ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, scuole, ospedali e strutture socio sanitarie, ecc. Per questo, nella progettazione delle attività è stato deciso di percorrere più canali in modo da poter ricavare il maggior numero di informazioni al fine di predisporre un modello gestionale il più completo possibile.

Naturalmente le proposte dei soci di AiFOS sono un elemento importante per lo sviluppo di questa iniziativa; pertanto non esitate ad inviare le vostre idee e suggerimenti all’indirizzo stefano.farina@aifos.it.

Pubblicato il: 17/01/2019

Una proposta Aifos Protezione Civile

La sicurezza del volontario negli scenari di intervento

Brescia, Sabato 23 marzo 2019

Docente: Geom. Stefano Farina:

Il corso intende approfondire gli aspetti della tutela del volontario impegnato su varie tipologie di scenario mediante l’analisi degli stessi, delle attività eseguite e dell’addestramento con finalità connesse alla salute e sicurezza dell’operatore.

http://aifosprotezionecivile.org/home/corsi/corsi/la_sicurezza_del_volontario_negli_scenari_di_intervento

Una proposta Aifos Protezione Civile

Autotutela dei tecnici nei sopralluoghi post sisma

Brescia, mercoledì 8 maggio 2019

Docente: Geom. Stefano Farina:

Durante i rilievi di agibilità sismica (ma anche nei sopralluoghi in edifici abbandonati) i tecnici sono esposti a rischi connessi allo stato degli edifici visitati.
Generalmente viene detto loro di adottare misure di autotutela e relativi DPI.
Il corso vuole approfondire questi aspetti cercando di capire quali sono le misure di autotutela da adottare al fine di tutelare la propria sicurezza, ma anche la propria salute.

http://aifosprotezionecivile.org/home/corsi/corsi/autotutela_dei_tecnici_nei_sopralluoghi_post_sisma

12 dicembre 2018#lavorando #formazione #sicurezza #datoridilavoro #dirigentiSi è concluso oggi il corso di formazione per datori di lavoro e dirigenti della pubblica amministrazione della Provincia Autonoma di Trento organizzato da TSM Trentino School of Management di Trento.Docente: Geom. Stefano Farina

SICURELLO.si & SICURELLO.no AUGURI DI BUON NATALE 2018

Le immagini dell’insicurezza: ospite a sorpresa

Brescia, 21 Dic – E’ ormai Natale e tutti noi dovremmo essere più buoni ed allora oggi SICURELLO.no, nella sua puntata numero 380, anziché utilizzare immagini di situazioni reali, ha pensato di proporre un momento di riflessione sulla sicurezza fatto in un modo un po’ diverso, un modo che serve anche come pretesto per farci gli auguri di buone feste.

 

Ecco allora SICURELLO.si che analizza dalla sua ottica alcune situazioni legate alla sicurezza sul lavoro, alla sicurezza stradale ed alla vita di tutti i giorni.

 

Si passa dalle cadute dall’alto, alla caduta dei materiali dai mezzi di trasporto; dalla difficoltà di trovare dei momenti di relax per se stessi (siamo sempre di corsa che si tratti di attività lavorative “classiche” o legate alla famiglia ed all’ambiente domestico), alla velocità quando ci spostiamo in macchina.

Lasciandovi alla lettura del fumetto di SICURELLO.si dal titolo UN OSPITE A SORPRESA, colgo l’occasione per inviare a tutti voi i miei migliori auguri di Buon Natale e Buone Feste, allargando l’augurio alla speranza che il 2019 possa finalmente essere un anno di svolta, lasciando SICURELLO.no senza lavoro perché di situazioni di insicurezza non ce ne sono più. Auguri a tutti voi, ai vostri collaboratori ed alle vostre famiglie.

 

clicca sull’immagine per scaricare “il racconto di Natale” di Sicurello

 

Geom. Stefano Farina

Consigliere Nazionale AiFOS e Referente Gruppo di Lavoro Costruzioni di AiFOS.   

 

Consigliere Nazionale AiFOS – Vicepresidente AiFOS Protezione Civile

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Leggi l’articolo su PUNTOSICURO.it

 

[Fonte: PUNTOSICURO.it ]

 

I CALENDARI 2019 di SICURELLO.si

SICURELLO.si Calendario 2019

Anche il 2019 sarà accompagnato dalle immagini del CALENDARIO di SICURELLO.si

Il “CALENDARIO di SICURELLO.si Kilometri Zero” è gratuito e liberamente scaricabile affinché per la sua diffusione non vi sia utilizzo di carburanti e conseguentemente nessun inquinamento per trasportarlo dalla tipografia ai nostri uffici, dagli uffici alle poste, dalle poste ai singoli destinatari.

Il CALENDARIO 2019 di SICURELLO.si, nelle due versioni (da SCRIVANIA e da PARETE) è dedicato agli EVENTI di PUBBLICO SPETTACOLO.

I disegni di Federica Farinafantasmina.it  ) riprendono le tematiche della sicurezza secondo il punto di vista di SICURELLO.si .

Per scaricare il CALENDARIO 2019 di SICURELLO.si nella versione da PARETE in versione qualità alta (dimensione indicativa file 61 Mb) fai click sull’immagine sottostante:

SICURELLO.si Calendario 2019

Per guardare le ISTRUZIONI per preparare il CALENDARIO di SICURELLO.si nella versione da PARETE (dimensione indicativa file 6Mb) fai click sull’immagine sottostante:

SICURELLO.si Calendario 2019


Per scaricare il CALENDARIO 2019 di SICURELLO.si nella versione da SCRIVANIA (dimensione indicativa file 20Mb) fai click sull’immagine sottostante:

SICURELLO.si Calendario 2019

Per guardare le ISTRUZIONI per preparare il CALENDARIO di SICURELLO.si nella versione da SCRIVANIA  (dimensione indicativa file 12Mb) fai click sull’immagine sottostante:

SICURELLO.si Calendario 2019


Se vuoi sono ancora disponibili per il download gratuito anche i calendari degli anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018 nelle due versioni da parete e da scrivania.

Fai click qui per entrare nelle pagine dalle quali potrai scaricare i calendari degli anni precedenti.

GLI INFLUENCER DELLE EMERGENZE: COSA E' SUCCESSO DOPO L'ARTICOLO

A seguito della pubblicazione dell'articolo su PuntoSicuro sono stati tantissimi i contatti, i riscontri positivi e le manifestazioni di interesse che mi sono arrivati.
Devo dire che l'idea è nata sabato sera (8 dicembre) dopo il debriefing TEDxTrento 2018 in cui avevamo parlato anche di gestione dei flussi di persone per  l'evento del 2019 (vedi Mirta Alberti quali riflessioni scateni?).
Rientrando verso casa, alla radio, gli aggiornamenti su quanto successo ad Ancona. E la mente ha iniziato a lavorare autonomamente e l'articolo, nonché il progetto collegato da intraprendere, sono usciti di getto, praticamente in tempo zero (chiaramente poi c'è stato un momento di revisione e perfezionamento).
 
Qualcuno mi chiede cosa bisogna fare, altri hanno proposte e idee, altri manifestano perplessità per un'idea che va oltre agli obblighi normativi: "non si rispetta/applicano le leggi esistenti, vedi il D.Lgs. 81/2008, vuoi che un qualcosa di volontario venga applicato?".

E invece il punto è proprio questo: non lavorare sugli obblighi, ma sulla cultura delle persone (non importa l'età, non importa lo status sociale, non importa il ruolo, non importa la scolarizzazione, ...), sul condividere in una situazione di emergenza il proprio essere una "persona" che può fare la differenza.
 
AiFOS Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro, il suo Presidente Rocco Vitale ed il suo Segretario Generale Francesco Naviglio , ci hanno creduto da subito, appena letta la bozza di proposta che avevo anticipato a loro già nella tarda serata di sabato.
 
Ed ora "rimbocchiamoci le maniche" ed iniziamo a lavorare.

 


 

Di seguito l'articolo pubblicato nei giorni scorsi:

 

Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza?

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sul molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare ed ai comportamenti delle persone.

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi al recente convegno “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti (link alle slide). Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati dello sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

L’effetto gregge esiste

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:
Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su  http://arxiv.org/abs/1504.04064
G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovo all’interno di un’area più o meno grande.

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perché non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.
Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.

Grazie alla disponibilità di Fabio Marsili – Around The Show srl, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo click sull’immagine è possibile vedere il video citato.

Video Messaggio Sicurezza ATS - Around The Show srl
Nota: fai click sull’immagine per aprire la pagina con il Video Messaggio Sicurezza proiettato al Modena Park 2017

Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;

  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, organizzato da Fabio Fila e Doc Servizi e al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare. Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”. È certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico coordinato dall’Arch. Lara Calanni Pileri, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione. Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

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Come influenzare positivamente i comportamenti delle persone in caso di emergenza?

In questi giorni le cronache ci portano una nuova triste notizia riguardante l’evento luttuoso che è avvenuto durante un concerto in una discoteca, un evento che sarà la magistratura a dipanare nelle sue cause e responsabilità, ma che certamente deve farci riflettere sul molti aspetti legati alle emergenze in presenza di folla, al panico che si può scatenare ed ai comportamenti delle persone.

Come certamente molti di voi, pure io mi sono posto una serie di domande non su cosa sia successo, ma su come si debba lavorare sulle persone per evitare il ripetersi, sempre più frequenti di situazioni di questo tipo e sia alla luce delle esperienze avute in ambito eventi pubblico spettacolo, sia in quello legato alla gestione di emergenze in luoghi con presenza di utenti, ho iniziato a riflettere su cosa si può o si deve fare per migliorare quanto già previsto normativamente.

Durante la riflessione mi è tornata in mente anche la testimonianza della Dott.ssa Anna Maria Masi al recente convegno “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” organizzato da AiFOS e ICOGEI e che si è tenuto a Torino lo scorso 27 novembre. La Dott.ssa Masi, Psicologa dell’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino, era intervenuta a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 ed ha raccontato quanto vissuto e le sensazioni di alcune delle persone coinvolte nell’evento: quella sera per un “falso allarme” si scatenò il panico con una fuga precipitosa delle persone dalla piazza, fuga che causò la morte di una persona ed oltre 1500 feriti (link alle slide). Da evidenziare come la dinamica di quella sera abbia molti punti in comune con quanto successo nella notte tra venerdì 7 dicembre e sabato 8 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona.

E dopo le domande, le risposte, o almeno delle risposte che possono essere un punto di partenza per dei ragionamenti e dei progetti da intraprendere.

Una prima risposta che ci può essere di aiuto è certamente lo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma e che può essere utilizzato per capire i comportamenti delle persone e per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza (studio pubblicato nel 2015). Di seguito riporto il comunicato stampa, diffuso nel 2015 dal CNR e riproposto in questi giorni, che presenta i risultati dello sperimentazione fatta e che si sovrappone esattamente all’esperienza che molti responsabili della sicurezza hanno maturato in anni di attività:

L’effetto gregge esiste

I pedoni in gruppo e le folle si comportano come pecore, quando non sanno dove andare, e si possono controllare: una scoperta, a cui ha contribuito l’Iac-Cnr, che con un’opportuna guida ‘nascosta’ potrebbe consentire di gestire in modo ottimale situazioni quali i flussi dei pellegrini al prossimo Giubileo. L’esperimento è apparso su arXiv

In situazioni di confusione, i gruppi umani si comportano esattamente come le greggi: tendono a seguire le persone davanti a loro, in particolare se sembrano sapere dove andare. Un comportamento che, secondo un nuovo studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, può essere sfruttato per ‘orientare’ i movimenti di una folla in situazioni di emergenza, magari mescolando ad essa soggetti che sappiano precisamente come comportarsi. Una ricerca che potrebbe tornare utile, per esempio, per gestire al meglio i flussi di pellegrini del prossimo Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

“Abbiamo voluto testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, spiega Emiliano Cristiani dell’Iac-Cnr. “Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione. In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”.

L’esperimento apparso su arXiv si è svolto di recente nel Dipartimento di matematica della Sapienza Università di Roma. A due gruppi di circa 40 persone ognuno è stato chiesto di raggiungere, a partire da un’aula, un determinato luogo, sconosciuto a tutti tranne che a una persona nel primo gruppo e a cinque nel secondo (che non si sono svelate fino alla fine dell’esperimento). “Uscendo dalla classe”, prosegue il ricercatore Iac-Cnr, “i soggetti hanno mostrato una lieve tendenza ad andare a destra, verso la parte del Dipartimento a loro più familiare, presto superata dal desiderio di raggiungere e seguire i compagni che si trovavano di fronte a loro. Questo comportamento ha permesso alle persone informate di ‘trascinare’ gli altri, portandoli a destinazione lungo il percorso più veloce”.

Si tratta del primo esperimento di questo genere effettuato con pedoni in un ambito di ricerca. Gli studiosi hanno verificato che le persone non sembrano a loro agio con istruzioni calate ‘dall’alto’, ma diventano docili quando viene fatto loro credere di scegliere autonomamente. “Nuovi modelli matematici e metodi di ottimizzazione sono stati usati in combinazione per trovare la strategia dei ‘leader nascosti’ e portare tutti a destinazione evitando attese e congestioni. La migliore consiste nello spezzare la folla per indirizzarla verso tutte le uscite disponibili, anche le più lontane e meno conosciute. Nel caso di una sola uscita, invece per garantire un deflusso ottimale è paradossalmente preferibile ingannare alcune persone conducendole lontano da essa, per poi riportarle successivamente nella giusta direzione”.

Le tecniche di controllo di grandi folle studiate in questa ricerca trovano una naturale applicazione nei casi in cui la situazione di pericolo è prevedibile, ma la comunicazione tra autorità e folla è difficoltosa, come per esempio durante una manifestazione violenta. In questi casi agenti in borghese nascosti nella folla potrebbero correre in direzioni concordate per attivare l’effetto gregge. Allo studio hanno collaborato scienziati della Technische Universität di Monaco di Baviera.

Roma, 11 maggio 2015

Scheda:
Chi: Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma Che cosa: Esperimento sul comportamento delle folle apparso su  http://arxiv.org/abs/1504.04064
G. Albi, M. Bongini, E. Cristiani, D. Kalise, Invisible control of self-organizing agents leaving unknown environments, SIAM J. Appl. Math., 76 (2016), 1683-1710.

Una seconda risposta è quella legata alle “tradizionali” forme di gestione dell’emergenza. In genere, tutte le attività, comprese quelle che vedono una presenza maggioritaria di utenti rispetto al personale di “servizio” (a solo titolo cito ristoranti, discoteche, alberghi, trasporti, centri commerciali, teatri, cinema, università, grossi convegni e convention, mostre mercato, mercatini natalizi, meeting, fiere campionarie, eventi sportivi, parchi divertimenti e parchi a tema, eventi di pubblico spettacolo, ecc.), hanno una gestione delle emergenze che si basa su parametri abbastanza standardizzati:

  • piano di emergenza,
  • personale addetto alle emergenze debitamente formato
  • personale semplicemente informato sulla gestione delle emergenze,
  • planimetrie dell’evacuazione,
  • segnaletica di sicurezza,
  • esercitazioni; queste ultime molte volte eseguite con il solo personale, mentre è (purtroppo) più raro che vengano eseguite coinvolgendo gli utenti/clienti.

Questo schema però molte volte risulta essere insufficiente o carente per situazioni con presenza di utenti “fluidi”, ovvero che non sono vincolati ad uno specifico luogo, ma si muovo all’interno di un’area più o meno grande.

Una terza risposta riguarda le dinamiche dell’affollamento, ovvero la considerazione che in qualsiasi situazione avremo delle zone più affollate rispetto ad altre, ovvero ci saranno delle aree “stabili” riempite in modo uniforme (ad esempio le zone antistanti i palchi, certe aree dei ristoranti, dei percorsi all’interno dei centri commerciali, delle singole attrazioni di un parco tematico, ecc.) ed una serie di zone “periferiche”, più fluide ed occupate con densità minori. La letteratura tecnica – con alcuni studi che hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti – indica che le folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente, mentre una densità pari o superiore di 6 persone o più, produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime (come purtroppo le cronache ci hanno più volte mostrato).

In tutti i casi il fattore umano degli “utenti” non è facilmente gestibile in quanto non prevedibile perché non legato a fattori oggettivi, ma altamente variabile e soggettivo (se pur con modelli ripetibili e misurabili) ed allora a questo punto – a mio avviso – non basta più quanto fatto con gli “addetti”, ma è necessario e fondamentale iniziare a lavorare anche sugli utenti.
Varie le possibilità che potrebbero essere utilizzate, vediamone alcune:

  • informazione prima o durante l’evento. Metodologia usata in alcuni grandi eventi vedasi ad esempio quanto fatto prima del concerto di Vasco Rossi lo scorso anno a Modena con la proiezione di un video messaggio relativo alla sicurezza.

Grazie alla disponibilità di Fabio Marsili – Around The Show srl, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo click sull’immagine è possibile vedere il video citato.

Video Messaggio Sicurezza ATS - Around The Show srl
Nota: fai click sull’immagine per aprire la pagina con il Video Messaggio Sicurezza proiettato al Modena Park 2017

Naturalmente l’esempio di quanto fatto al Modena Park 2017 può essere un’idea che, rimodulata nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni dell’evento o della situazione, può diventare un elemento per rendere consapevoli gli utenti di quanto previsto e della propria sicurezza;

  • effettuazione di esercitazioni con la presenza degli utenti, dei clienti, del pubblico (ad esempio in hotel e ristoranti, ma anche in altri contesti);
  • distribuzione di materiali informativi specifici e chiari (evitare riproposizione di norme, ma lavorare su disegni e schemi);
  • aprire dei tavoli di confronto tecnici per analizzare varie situazioni e meglio comprendere dinamiche e problematiche, un po’ come fatto quest’anno ad Arezzo nel Workshop PUBBLICO SICURO: Organizzazione Eventi negli Anni del Terrorismo, organizzato da Fabio Fila e Doc Servizi e al quale hanno partecipato relatori di caratura internazionale che hanno portato la loro esperienza e si è riflettuto su tematiche che in Europa sono dibattute a partire dal duemila e che vengono portate avanti da YES Group, un gruppo di lavoro nato dopo il disastro di Roskilde e che dal 2006 ha assunto una connotazione intereuropea creando il progetto Yourope.

Naturalmente in questo caso il punto di approfondimento e confronto non dovrebbero essere i grossi eventi, ma la quotidianità di strutture che ogni giorno aprono la loro attività e che a volte non riescono a comprendere i vincoli ed i limiti che le norme impongono.

Ma proprio pensando al “gregge” della ricerca CNR, l’idea potrebbe essere quella di identificare nei vari luoghi delle persone (clienti abituali, studenti, specifiche categorie di utenti) che in caso di emergenza sappiano cosa fare e soprattutto dove andare. Chiamiamoli gli “influencer dell’emergenza”, ovvero persone allenate che diventino dei ‘leader nascosti’ pronti a trasformarsi in “guide dell’emergenza”. È certamente un’idea che avrà bisogno di approfondimenti, analisi, simulazioni, prove pratiche ed esercitazioni.

Come AiFOS stiamo ormai da tempo approfondendo, con uno gruppo di lavoro specifico coordinato dall’Arch. Lara Calanni Pileri, le tematiche legate alla gestione degli eventi e certamente quest’idea, per quanto possa sembrare un volo pindarico, potrà essere uno dei prossimi punti di studio e valutazione. Naturalmente quanto sopra diventa possibile e realizzabile se anche gli altri aspetti della sicurezza, quali il numero di persone presenti, l’idoneità delle vie di fuga, la presenza di addetti debitamente formati, informati ed aggiornati, vengono attuati e rispettati.

 

Geom. Stefano Farina

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Storytelling

Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio

Convegno di studio e approfondimento 

Si è tenuto ieri, 27 novembre, a Torino il Convegno dal titolo: “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” e che ha visto i relatori, od ancor meglio i narratori, presentare le loro storie.

Organizzato da AiFOS ed ICOGEI, l’evento è stato ospitato dal Circolo degli Ufficiali dell’Esercito Italiano.

Nell’incontro, moderato da Lara Calanni Pileri, Titolare del CFA Icogei di Cuorgné (TO) e referente del Gruppo di Progetto AiFOS “Gestione eventi”, i narratori hanno esposto la loro esperienza professionale o di volontariato, raccontandone gli aspetti generali e poi focalizzandosi su come si sono sviluppati gli interventi secondo il ruolo ricoperto e quali criticità sono state rilevate. 

Lara Calanni Pileri

I saluti iniziali sono stati portati dal Maggiore Co. Ing. Canaparo arch. Elena,che in base alla sua esperienza ha presentato le analogie tra situazioni ed ambienti differenti nell’ambito della sicurezza sul lavoro.

Elena Canaparo

 

Il primo intervento che ha presentato le attività di sostegno psicologico a seguito degli incidenti verificatisi in Piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 è stato quella della Dott.ssa MARIA TERESA FENOGLIO che ha presentato l’Associazione Psicologi per i Popoli di Torino intervenuta nell’emergenza e quello della Dott.ssa  ANNA MARIA MASI, che ha raccontato la sua esperienza diretta a partire dal momento dell’allarme fino alle attività di sostegno psicologico successive alla prima emergenza.

 

E’ stata poi la volta della Dott.ssa Elisa Troglia – Psicoterapeuta, Volontaria Croce Rossa (Se.P), presentare quanto fatto a seguito del Crollo del Ponte Morandi di Genova del 14 agosto 2018 ovvero l”intervento di supporto psicologico ai soccorritori e ai famigliari delle vittime dell’evento.

Elena Troglia

 

Elena Troglia

 

 

Il Geom. Stefano Farina, ha invece affrontato il tema degli interventi post terremoto che ha colpito la terra d’Abruzzo nel 2009 utilizzando però un punto di lettura differente, ovvero “l’albero della memoria o del ricordo“, ovvero l’albero che a partire dal 6 aprile 2009 è diventato il simbolo di quanto successo e che anche durante i lavori di realizzazione del villaggio temporaneo di Onna era parte integrante dell’attività lavorativa.   

 

Onna

Onna

Onna

Onna

FOTO Carlo Cassano

 

Il Presidente di AiFOS, Prof. Rocco Vitale, hai poi narrato una storia che ha coinvolto i partecipanti sul tema e significato dello “STORYTELLING”.

Rocco Vitale

Infine Andrea Loreni, funambolo, filosofo, formatore e speaker, ha accompagnato i partecipanti lungo il cammino della paura del proprio essere e del proprio fare quotidiano e di come davanti alla paura diventa più pericoloso voltarsi e tornare indietro che non affrontarla.

Guarda il video di Andrea LoreniAndrea Loreni - Rocca Sbarua

 

Prologo all’incontro era stata, nel corso della mattinata, la visita guidata al Museo Storico Nazionale di Artiglieria polo museale di storia delle tecnologie militari ubicato nel Maschio della Cittadella (angolo fra Corso Galileo Ferraris e Via Cernaia). 

Museo Nazionale Artiglieria 

 

 

 

Mancano sette giorni a TedX Trento 2018 e l’organizzazione dell’evento è in piena attività da tempo.

Come ormai tradizione, anche per questa edizione di TedX Trento, tutti i passaggi (progettazione, programmazione, aspetti organizzativi e gestionali), sono stati effettuati mediante un confronto continuo con gli aspetti e le necessità legate alla safety.

Di rilievo la scelta legata alle verifiche interferenze rispetto agli altri eventi che di svolgeranno in contemporanea in luoghi adiacenti.

Obiettivo: garantire una efficace gestione delle emergenze.

L’appuntamento è per sabato primo dicembre presso il Teatro Sociale di Trento.

TedX TRENTO 2018:

HIC SUNT LEONES

Responsabile della sicurezza evento: Geom Stefano Farina.

L'articolo La SAFETY di un evento parte da lontano. proviene da EVENTI E PUBBLICHE MANIFESTAZIONI.

Nuove norme UNI 8132:2018 – UNI 8133:2018 – UNI 8134:2018 – UNI 8135:2018 – UNI 8136:2018

Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna

08 novembre 2018

Pubblicate oggi nel catalogo UNI le nuove norme relative alla Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna.

Si tratta di una serie di normative alla redazione delle quali ho avuto il piacere di partecipare in qualità di membro della Commissione Tecnica Sicurezza / [Segnaletica per aree dove si effettuano sport invernali in rappresentanza di AiFOS.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un approfondimento legato a queste norme che ricordo sono:

Norma numero : UNI 8132:2018
Titolo : Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Caratteristiche
Data entrata in vigore : 08 novembre 2018
Sommario : La norma specifica le caratteristiche della segnaletica da utilizzare per gli impianti a fune adibiti al servizio pubblico e nelle aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna.
 
Norma numero : UNI 8133:2018
Titolo : Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di informazione
Data entrata in vigore : 08 novembre 2018
Sommario : La norma specifica i segni grafici per i segnali di informazione da utilizzare per gli impianti a fune adibiti al servizio pubblico e nelle aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna.
 
Norma numero : UNI 8134:2018
Titolo : Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di obbligo
Data entrata in vigore : 08 novembre 2018
Sommario : La norma specifica i segni grafici per segnali di obbligo da utilizzare per gli impianti a fune adibiti al servizio pubblico e nelle aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna.
 
Norma numero : UNI 8135:2018
Titolo : Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di divieto
Data entrata in vigore : 08 novembre 2018
Sommario : La norma specifica i segni grafici per segnali di divieto da utilizzare per gli impianti a fune adibiti al servizio pubblico e nelle aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna.
 
Norma numero : UNI 8136:2018
Titolo : Segnaletica per impianti a fune ed aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna – Segni grafici per segnali di avvertimento
Data entrata in vigore : 08 novembre 2018
Sommario : La norma specifica i segni grafici per segnali di avvertimento da utilizzare per gli impianti a fune adibiti al servizio pubblico e nelle aree destinate allo sci, alle attività ricreative e agli sport della montagna.

IL GIORNALE DEI COORDINATORI

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del decimo numero del Giornale dei Registri Professionali AiFOS, a cura di Stefano Farina, dedicato ai coordinatori per la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Il Giornale dei Coordinatori: CANTIERE DONNA

Mentre pensavo ai contenuti di questo nuovo numero del Giornale dei Coordinatori mi è venuto in mente un vecchio riferimento normativo: Il D.P.R. 164/56 che all’articolo 48 (Lavoratori ammessi ai ponti) scriveva chiaro chiaro: È vietato adibire al lavoro sui ponti sospesi i minori di anni 18 e le donne.
Poi, con il tempo, l’idea che le donne potessero essere soggetto attivo in cantiere è diventata una realtà, anche se alcuni episodi che mi è capitato di veder vivere negli ultimi quindici anni (difficoltà per alcuni lavoratori di accettare le indicazioni di un’assistente donna, gesti scaramantici per l’accesso di una donna in una galleria in costruzione, …) mi hanno reso consapevole di come qualche problema di accettazione ci sia ancora. Ed allora ho preso in mano le prime due edizioni del Giornale dei Coordinatori, quelle pubblicate a febbraio e giugno, e mi sono reso conto che su 15 tra articoli e rubriche, in un solo caso appariva una firma femminile, tutto il resto era appannaggio degli uomini.
Il parallelo con la vita di cantiere è stato immediato, ed altrettanto immediato è stato il parallelo con i cantieri che vedono una prevalenza di uomini o per meglio dire un’esclusività di tali figure all’interno del proprio ambito (siano esse figure operative o tecniche).
Ecco allora l’idea di dedicare questo numero al Cantiere Donna, recuperare immediatamente una mancanza (ma non c’entra nulla il rispetto delle quote rosa), evidenziando il valore che la presenza delle donne ha in cantiere….

Leggi Il Giornale dei Coordinatori

ATTENZIONE QUESTA NOTIZIA E’ STATA AGGIORNATA CON ULTERIORI INDICAZIONI

VAI ALL’AGGIORNAMENTO DI DATA 31 OTTOBRE 2018


NUOVE REGOLE PER L’INVIO NOTIFICA PRELIMINARE CANTIERI IN PROVINCIA DI TRENTO

Dal 5 ottobre, con l’entrata in vigore del DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113 e della relativa modifica dell’articolo 99, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono state modificate le modalità di invio della NOTIFICA PRELIMINARE CANTIERI (*1).

In particolare è stato aggiunto l’invio della Notifica Preliminare anche al Prefetto.

Al fine di chiarire le modalità di invio ed alla luce del fatto che in Provincia di Trento non è presente il Prefetto (ma il Commissario del Governo),  in data 5 ottobre ho provveduto ad inviare le seguenti richieste al Commissario del Governo di Trento:

  • La conferma che per la Provincia di Trento l’invio va eseguito al Commissario del Governo,
  • Le modalità di invio (email ordinaria, PEC od altro sistema),
  • La conferma che tale invio viene accettato anche se effettuato dal Coordinatore per la Sicurezza in fase esecutiva in possesso di delega da parte del Committente o se l’invio deve essere fatto in via esclusiva dal Committente o dal Responsabile dei Lavori.

Di seguito la risposta ricevuta in data odierna (11 ottobre 2018):

In relazione a quanto richiesto si conferma che la trasmissione dei dati contenuti nell’allegato all’art. 99 del D.Leg.vo n. 81/2008, così come modificato dal D.L. 113/2018, potrà essere effettuata a questo Commissariato del Governo al seguente indirizzo: protocollo.comgovtn@pec.interno.it .

Quanto all’obbligo di notifica si ritiene che lo stesso dovrà essere assolto dal Committente o dal Responsabile dei Lavori, quali soggetti puntualmente individuati dal citato articolo 99.

 

Alla luce di quanto sopra si segnala che per quanto attiene le notifiche preliminari di avvio cantieri ed aggiornamento (nuove ditte, ecc.), la comunicazione al Commissario del Governo,  NON potrà essere fatta da SOGGETTI DELEGATI, ma tale obbligo dovrà essere assolto dal Committente o dal Responsabile dei Lavori.

 

!!!ATTENZIONE !!!

L’invio all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento ed alla Direzione Provinciale del Lavoro va invece e effettuato con le modalità precedenti (fai click qui per ulteriori informazioni),
in particolare l’invio delle notifiche preliminari dei cantieri del territorio della Provincia Autonoma di Trento:

  • all’Unità operativa Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento
  • alla Direzione Provinciale del Lavoro

potrà essere compilata e trasmessa solo online. Tale invio può essere effettuato anche da una persona diversa dal committente o responsabile dei lavori del cantiere con un’opportuna delega di questi.

 

RIASSUMENDO

Tutte le notifiche preliminari cantieri (ed i relativi aggiornamenti) dovranno essere inviate:

  • ONLINE per Azienda Provinciale Servizi Sanitari (UOPSAL) e Direzione Provinciale del Lavoro (anche tramite delegato)
  • P.E.C. per  Commissariato del Governo (inviata esclusivamente dal Committente/Responsabile dei lavori)

 

Geom. Stefano Farina

 

 

(*1) Riferimento normativo così come modificato dall’art. 26 del Decreto Legge 4 ottobre 2018

Art. 99. Notifica preliminare

1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’inizio dei lavori, trasmette all’azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro nonché al prefetto territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all’allegato XII, nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:
a) cantieri di cui all’articolo 90, comma 3;
b) cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera;
c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.

 

A partire dal 20 maggio 2018, con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale nr. 215 del 19 maggio 2017, è importante conoscere le regole e le modalità di fissazione del carico.

Il Geom. Stefano Farina ha progettato specifici percorsi formativi per gli autisti e per gli addetti al caricamento dei camion.

Nel corso dei momenti formativi, oltre agli aspetti teorico-normativi vengono effettuati momenti pratici con simulazioni ed esercitazioni sul campo.

Ricordiamo che durante il controllo su strada un veicolo può essere sottoposto all’ispezione della fissazione del suo carico per accertare che il carico sia fissato in modo tale da non interferire con la guida sicura del veicolo o costituire una minaccia per la vita, la salute, le cose o l’ambiente. I controlli possono essere effettuati per verificare che durante tutte le fasi di operazione del veicolo, comprese le situazioni di emergenza e le manovre di avvio in salita, i carichi possano subire solo minimi cambiamenti di posizione gli uni rispetto agli altri e rispetto alle pareti e superfici del veicolo e non possano fuoriuscire dal compartimento destinato alle merci o muoversi al di fuori della superficie di carico.

I NOSTRI COMPLIMENTI A CRIPPA, MEDAGLIA DI BRONZO NEI 10.000 METRI AI CAMPIONATI EUROPEI DI ATLETICA LEGGERA DI BERLINO.

Domani sera si svolgerà la 19 edizione della Lucciolata delle Terme di Comano.

Sono ormai circa 10 anni che abbiamo scelto di essere tra gli sponsor di questa manifestazione organizzata dall’ Atletica Giudicarie Esteriori , ma domani sarà certamente un’edizione speciale perché oggi uno dei “vincitori storici della lucciolata” Yeman Crippa ha vinto la medaglia di bronzo nei 10.000 metri ai campionati europei di atletica leggera di Berlino.

E ripensare a quante volte l’abbiamo visto sul gradino più alto del podio della Lucciolata ci fa capire il valore di queste manifestazioni “di paese” che aiutano gli atleti a crescere ed affermarsi. Felici di averci creduto per tanti anni e di continuare a crederci.

E proprio negli anni in cui Crippa vinceva SICURELLO.SI era “in prima fila” tra gli sponsor e cappeggiava sulle magliette di tutti i partecipanti.

 

 

SICURELLOsi FORMAZIONE OPERATORI SAFETY EVENTI

Direttiva Eventi – Formazione Operatori Safety

SICURELLO.SI #SAFETY propone i materiali per la formazione degli operatori

Oltre 150 slide liberamente modificabili dal docente e nate dall’esperienza nell’ambito dell’organizzazione e gestione di eventi di piccole e medie dimensioni ed utilizzate negli ultimi mesi nella formazione di decine di operatori in tutta Italia.

Slide semplici, chiare, colorate e ricche di immagini, modificabili e personalizzabili liberamente in base alle proprie esigenze formative.

Per chi effettua l’acquisto entro il 6 agosto 2018, le slide sono in vendita ad un prezzo scontato.
Inoltre verrà inviato gratuitamente un pacchetto di immagini .jpg di grande dimensione, relative alla cartellonistica di emergenza e antincendio della UNI EN ISO 7010, utilizzabili per esercitazioni, simulazioni e quant’altro necessario.

Le slide ed il pacchetto regalo vi verranno recapitati il 9 agosto 2018 all’indirizzo email con il quale vi siete registrati ed avete effettuato l’acquisto.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci al numero 0461 925385 o all’indirizzo email shop@sicurello.it

www.sicurello.it

Le slide SICURELLO.SI #SAFETY possono essere utilizzate per la formazione degli operatori eventi previsto dalla Circolare Gabrielli del 07 giugno 2017 e dalla Direttiva Eventi del 18 luglio 2018.

 

In particolare la Circolare Gabrielli prevede

ASPETTI SAFETY

[ESTRATTO]

… necessità di qualificare – nell’ambito del processo di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni – gli aspetti di Safety, quali i dispositivi e le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone e quelli di Security, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai fini dell’individuazione delle migliori strategie operative.

In tale ambito, per quanto riguarda le misure attinenti la Safety – facendo salve le competenze degli organismi previsti dalla normativa di settore, quali le Commissioni Provinciali e Comunali di Vigilanza sui pubblici spettacoli, nonché le competenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), del Centro Operativo Misto (C.O.M.) e del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) – dovranno essere accertate le seguenti imprescindibili condizioni di sicurezza:

[…]
  • piano di impiego, a cura dell’organizzazione, di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico;
[…]

Mentre la Direttiva Eventi del 18 luglio 2018, al punto 8 delle Linee Guida ribadisce

8.   OPERATORI DI SICUREZZA

Nell’ambito della gestione della sicurezza, devono essere previsti operatori destinati alle seguenti mansioni:

  • assistenza all’esodo;
  • instradamento e monitoraggio dell’evento;
  • lotta all’incendio.

Per l’espletamento di tali mansioni, l’organizzatore della manifestazione si avvarrà di operatori di sicurezza in possesso dei seguenti requisiti:

1.  Soggetti iscritti ad Associazioni di protezione civile riconosciute nonché personale in quiescenza già appartenente alle forze dell’ordine, alle forze armate, ai Corpi dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco, al Servizio Sanitario per i quali sia stata attestata l’idoneità psico-fisica, ovvero altri operatori in possesso di adeguata formazione in materia;

2.  Addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza, formati con corsi di livello C ai sensi del DM 10 marzo 1998 e abilitati ai sensi dell’art. 3 della Legge 609/96.

Per lo svolgimento della funzione di assistenza all’esodo, all’instradamento ed al monitoraggio dell’evento possono essere impiegati operatori in possesso dei requisiti, indistintamente, di cui ai precedenti punti 1 e 2.

Il numero complessivo di operatori di sicurezza addetti a tali funzioni non dovrà essere inferiore ad una unità ogni 250 persone presenti. Ogni venti operatori dovrà essere previsto almeno un coordinatore di funzione.

A questi operatori deve essere aggiunto un numero di addetti alla lotta antincendio e alla gestione delle emergenze in possesso dei requisiti di cui al punto 2, individuato sulla base della valutazione dei rischi di incendio e conformemente alla pianificazione di emergenza.

Per le manifestazioni caratterizzate da un’alta affluenza sarà richiesto, come stabilito dall’art. 19 del D.Lvo 139/2006 s.m.i.  il servizio di vigilanza antincendio al Comando dei Vigili del Fuoco competente per territorio.

Vengono pertanto confermati quali operatori sia coloro che con un percorso di volontariato strutturato o un percorso professionalizzante hanno acquisito competenze utili ai fini del ruolo da ricoprire, sia coloro che hanno ricevuto una formazione specifica in materia di assistenza all’esodo, instradamento e monitoraggio dell’evento. Affiancati inevitabilmente da addetti alla lotta all’incendio in numero congruo e con formazione da DM 10 marzo 1998 completa di abilitazione.

In riferimento ai volontari della Protezione Civile occorrerà raccordarsi a quanto stabilito dalle indicazioni regionali già emanate per l’attivazione degli stessi.

 

 

Le nostre slide, utilizzate – in tutta Italia – a partire dalla fine di giugno 2017 nella formazione degli operatori safety eventi, sono predisposte proprio per permettere ai formatori di trasmettere agli operatori safety eventi tutte le informazioni necessarie per ricoprire il proprio ruolo.

Ricorda che la Formazione Opeeratori Safety Eventi, oltre ad essere obbligatoria, è necessaria per il corretto svolgimento di qualsiasi tipologia di Evento e Pubblica Manifestazione, per la tutela del pubblico dell’Evento.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci al numero 0461 925385 o all’indirizzo email shop@sicurello.it

www.sicurello.it

Le nostre attivita’:
Progettazione sicurezza e ruolo di
Responsabile Sicurezza Evento Trento Smart City Week 2018
Ruolo ricoperto da Stefano Farina

 

Le oltre 150 slide della serie SICURELLO.SI #SAFETY possono essere utilizzate per la formazione degli operatori safety eventi previsto dalla Circolare Gabrielli del 07 giugno 2017 e dalla Direttiva Eventi del 18 luglio 2018 e sono state utilizzate a partire dalla fine di giugno 2017 in numerosi eventi formativi, informativi, divulgativi in Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Sardegna, Lazio, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna,
…e nell’ambito di Convegni, Seminari, Videoconferenze e WorkShop a carattere nazionale.

 

Le nostre attivita’:
Progettazione sicurezza e ruolo di
Responsabile Sicurezza Evento Trento Film Festival – Montagna Libri 2018
Ruolo ricoperto da Stefano Farina

 

Le oltre 150 slide della serie SICURELLO.SI #SAFETY sono nate dall’esperienza diretta nella progettazione e gestione sicurezza eventi maturata dal Geom. Stefano Farina a partire dal 2008, ovvero un’esperienza decennale in un settore dove di sicurezza si è iniziato a parlare solo da pochi mesi.

 

 

 

 

 

 

 

DirettivaEventiSassari

Le nuove regole per l’organizzazione e gestione delle feste.

Il giorno dopo la sua emanazione se ne è parlato in un Convegno a Sassari.

 

Il titolo del Convegno era chiaro PROTEZIONE CIVILE, tra eventi e manifestazioni. La Circolare Gabrielli”, ma il 19 luglio a Sassari oltre alla Circolare Gabrielli si è parlato anche e soprattutto della nuova “Direttiva Eventi” che era stata emanata poche ore prima.

Il Convegno che si è svolto nelle sale della Confcommercio Nord Sardegna di Sassari a partire dalle 9:00 di giovedì 19 luglio è stato organizzato  dai Centri Formazione Aifos della Sardegna CFA Professionale Masia e ISFOS S.r.l., ed ha approfondito uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi, ovvero quello della sicurezza nell’organizzazione di eventi, pubbliche manifestazioni e spettacoli.

Presieduto da  Antonio Sole, Presidente Confcommercio Nord Sardegna, il momento informativo aveva l’obiettivo di analizzare le normativa vigente e le circolari emanate nell’ultimo anno al fine di comprendere meglio la portata delle disposizioni in materia di sicurezza, definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori ed i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della security e della safety dell’evento.

E dalla nuova “Direttiva Eventi” è partito Pino Masia che nel suo intervento aveva il compito di presentare le motivazioni che hanno portato ad organizzare il Convegno, mentre il moderatore dell’incontro Efisio Porcedda, Vice presidente AiFOS, ha presentato la situazione degli eventi in Italia dopo l’emanazione della Circolare Gabrielli.

Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile, in oltre tre ore di intervento ha poi cercato di illustrare gli aspetti normativi, i limiti applicativi e le soluzioni che possono essere adottate nell’organizzazione degli eventi.

Nel suo intervento Stefano Farina ha poi presentato nel dettaglio la nuova direttiva e l’allegato “Nuovi modelli procedurali per l’organizzazione in sicurezza degli eventi”, specificandone le peculiarità, i limiti e le problematiche applicative.

Tra i vari aspetti sottolineati vi è quello dei soggetti chiamati a ricoprire il ruolo di “operatore eventi”, ovvero chi all’interno delle feste ha dei ruoli di accoglienza e gestione del pubblico. Negli ultimi mesi  erano stati quasi sempre utilizzati operatori professionali con  una formazione di addetti alla lotta all’incendio e alla gestione dell’emergenza rischio alto( indicazioni derivanti da una lettura generica della Circolare Morcone), il Ministero del Lavoro, nella nuova direttiva, prevede invece che gli operatori possono essere anche altri soggetti purché in possesso di adeguata formazione in materia (ad esempio volontari delle associazioni che frequentano appositi corsi specifici).

Nel corso del Convegno c’è stato anche l’intervento importante e non rituale dell’Ing Falpo comandante Vvf di SASSARI, che partendo proprio dalla nuova Direttiva ha illustrato quale sarà la  linea di intervento del proprio comando.

 

 

 

 


AUTOMOTIVE FORMULA SAE

E-Agle Trento Rancing Team & SICURELLO.si insieme per la sicurezza nei lavori sottotensione ambito automotive: il futuro è adesso

Trento, 07 luglio 2018

 

Potremmo dire che il futuro è già iniziato e vedendo lavorare gli studenti dell’Università di Trento,  membri della Scuderia E-Agle Trento Rancing Team, quella che potrebbe essere una sensazione diventa una conferma: il futuro è adesso.

E-Agle Trento Rancing Team,  dell’Università di Trento è la Scuderia che gareggia in Formula SAE (*1) e che coinvolge una sessantina di studenti di Ingegneria, Informatica ed Economia nella progettazione, costruzione e sviluppo di un’auto da corsa e nella gestione della Scuderia stessa.

Numerosi gli ambiti che coinvolgono attivamente gli studenti ed uno di questi riguarda gli aspetti dei lavori sottotensione elettrica.

E proprio la sicurezza degli addetti ai lavori elettrici sottotensione è la tematica del corso che si è svolto il 5 e 6 luglio 2018 nelle aule messe a disposizione dalla Facoltà di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento.

Il progetto SICUREZZASOTTOTENSIONE, che nasce dalla necessità formativa espressa dagli studenti, membri della Scuderia E-Agle Trento Rancing Team, è composto da vari moduli formativi che verranno erogati nei prossimi mesi. Il primo di essi è stato il modulo tecnico/pratico di 16 ore che ha affrontato le tematiche classiche riguardanti i lavori elettrici (con riferimento agli operatori PES e PAV) con un’attenzione speciale all’ambiente automotive, in particolare a quello delle vetture elettriche.

Visto l’obbligo normativo che prevede che l’esecuzione di lavori su parti in tensione venga affidata a soggetti idonei per tale attività, che abbiano ottenuto una specifica abilitazione a questo tipo di lavoro,  con la partnership della società SEIDUESEI.org S.r.l.Centro di Formazione AiFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro) ed il supporto dell’Ing. Diego Griffon, sono state studiate le modalità formative ed i contenuti tecnico/pratici che verranno illustrati dall’Ing. Griffon in queste due giornate di corso che ha come responsabile scientifico dell’intero progetto formativo il Geom. Stefano Farina.

Con questo primo corso inizia il rapporto di collaborazione tra la E-Agle TRT e la SEIDUESEI.org S.r.l.Centro di Formazione AiFOS – che in veste di sponsor con il marchio SICURELLO.si, erogherà alla scuderia ulteriori moduli formativi necessari in materia di sicurezza sul lavoro.

Investire nella sicurezza sul lavoro, investire nei giovani, investire sulle auto elettriche, non è solo investire sul futuro, ma credere nel futuro. Il futuro è adesso e noi ci crediamo.

 

Per saperne di più visita le pagine del progetto SICUREZZASOTTOTENSIONE.it

 

(*1) Formula SAE è una competizione studentesca universitaria organizzata dalla Society of Automotive Engineers (SAE) che prevede la progettazione e la produzione di un’auto da corsa, valutata durante una serie di prove in base alle sue qualità di design e di efficienza ingegneristica.

La Formula SAE ha lo scopo di dare agli studenti universitari la possibilità di confrontarsi in un evento che risulti quanto più appetibile e interessante, la competizione è ad oggi diffusa in tutto il mondo, con dieci eventi annuali, organizzati direttamente dalla SAE in collaborazione con le associazioni nazionali di ingegneri e tecnici dell’automobile.

 

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Circolare Gabrielli

Circolare Gabrielli: a Cagliari AiFOS fa il punto della situazione

Il punto della situazione sulle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche legate alla Circolare Gabrielli

Giovedì 24 maggio si è svolto a Cagliari su iniziativa di AiFOS e AiFOS Protezione Civile il convegno dal titolo “Protezione Civile tra eventi e manifestazioni: la circolare Gabrielli“. L’evento, svoltosi presso la sala convegni di Confcommercio Cagliari, ha ottenuto il patrocinio di INAIL Direzione Regionale Sardegna.

L’iniziativa nasce dalla necessità di comprendere meglio la portata delle recenti disposizioni in materia di sicurezza di eventi e manifestazioni pubbliche, al fine di definire in maniera chiara e precisa gli obblighi degli organizzatori, i compiti e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nella gestione della security e della safety: due espressioni chiave che definiscono l’organizzazione degli eventi in Italia.

Più che soddisfacente la partecipazione all’evento, con la presenza di circa settanta persone in sala ed una rilevante presenza istituzionale: Questore e vice Questore di Cagliari, Comando Generale dei Carabinieri della Regione Sardegna, il Responsabile settore volontariato e protezione civile della Regione Sardegna, i responsabili della polizia locale e i funzionari della Protezione Civile di diversi comuni della Sardegna, e non per ultimo le associazioni di volontariato iscritte presso l’albo regionale della Protezione Civile Sardegna e tutti i Professionisti operanti nel settore della sicurezza e RSPP.

Ringraziamo tutti i partecipanti per il contributo formulato e la pazienza prestata alle quattro ore consecutive di orazione ma soprattutto dall’attento ascolto e dal dibattito abilmente orchestrato da Stefano Farina, Vice Presidente di AiFOS Protezione Civile. L’organizzazione dell’evento è stata curata dai Centri di Formazione AiFOS I.S.Fo.S. Srl e Consulteam Srl.

 

Ulteriori informazioni sulla Circolare Gabrielli sul sito www.circolaregabrielli.it

 

 

 

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 2018 il decreto 7 marzo 2018, n. 49, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti recante «Approvazione delle linee guida sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione», ovvero quello che comunemente è conosciuto come “Regolamento del Direttore dei Lavori”.

Tale decreto che sarà in vigore dal 30 maggio 2018 riguarda le linee guida sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione e pertanto riguarda in generale gli aspetti legati alla direzione dei lavori nell’ambito dei lavori pubblici.

Dalla lettura del Decreto emergono alcuni passaggi che chiariscono una serie di dubbi che in passato si erano evidenziati relativamente ai rapporti tra Direttore dei Lavori e Coordinatore per la sicurezza del cantiere, in particolare:

  • Art. 2 – Rapporti con altre figure
    Dove al comma 3 viene precisato che laddove l’incarico di coordinatore per l’esecuzione dei lavori sia stato affidato a un soggetto diverso dal direttore dei lavori nominato, il predetto coordinatore assume la responsabilità per le funzioni ad esso assegnate dalla normativa sulla sicurezza, operando in piena autonomia. Ovvero viene confermato il concetto di piena autonomia del Coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva che molte volte era invece visto come un soggetto subalterno al Direttore dei Lavori ed con il quale il Coordinatore stesso doveva relazionarsi prima di effettuare ogni tipo di scelta legata ai compiti di cui all’art. 92 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.. Ciò chiaramente non vuol dire che il C.S.E. non deve tenere conto e rapportarsi regolarmente con il Direttore dei Lavori, ma non con un ruolo subordinato a quest’ultimo, ma mediante una effettiva cooperazione tra i soggetti.
  • Art. 8 – Modifiche, variazioni e varianti contrattuali
    Dove al comma 8 viene affrontato l’aspetto delle modifiche e varianti e dove viene sottolineato che tali modifiche al progetto iniziale devono mantenere inalterate le condizioni di sicurezza dei lavoratori. Ovvero viene sottolineata la necessità, durante la stesura delle varianti o l’effettuazione di modifiche progettuali, di un corretto confronto tra Direttore dei Lavori e Coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva per determinare le effettive condizioni di sicurezza che tali modifiche andrebbero a comportare.

Certamente un rammarico rimane per non aver visto l’evidenziazione di un effettivo coinvolgimento del Coordinatore della Sicurezza nella valutazione del «programma di esecuzione dei lavori», ovvero del documento presentato dall’esecutore (impresa) e che fondamentalmente risulta il vero “storyboard” delle attività che si andranno ad eseguire in cantiere, interferenze comprese. Il solo riferimento che tale documento deve essere redatto “in coerenza con il cronoprogramma predisposto dalla stazione appaltante” non è certamente significativo di una corretta valutazione degli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori.

Dalla data di entrata in vigore del regolamento, ai sensi dell’articolo 217, comma 1, lettera u), del codice, sono abrogati gli articoli da 178 a 210 (TITOLO IX – CONTABILITA’ DEI LAVORI) del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.

Per consultare il decreto 7 marzo 2018, n. 49, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti FAI CLIC QUI.

 

Pubblicato il: 16/05/2018

Fonte : www.aifos.it

Si svolgerà dal 26 aprile al 6 maggio 2018 la 66 edizione del Trento Film Festival che ci vede impegnati nella manifestazione con vari ruoli:
– Coordinamento Sicurezza Cantiere di allestimento e disallestimento sia in fase progettuale che in fase esecutiva
– Consulenti per tutte le procedure documentali relative alla sicurezza
– Ruolo di responsabile della sicurezza
– Addetti Safety Evento (integrazione della squadra presente).

SICURELLO.si è inoltre partner tecnico della manifestazione.

Si è svolto dal 12 al 16 aprile 2018 l’evento Trento Smart City Week che ci ha visti impegnati nella manifestazione con vari ruoli:
– Coordinamento Sicurezza Cantiere di allestimento e disallestimento sia in fase progettuale che in fase esecutiva
– Consulenti per tutte le procedure documentali relative alla sicurezza (Polizia Amministrativa, Questura, 118)
– Ruolo di responsabile della sicurezza e responsabile delle emergenze evento
– Addetti Safety Evento.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2018 sono state pubblicate le attese indicazioni relative all’applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido.

Il Decreto del Ministero dell’Interno parte da tre presupposti:

  • il primo riguarda la presa d’atto che alla data del 31 dicembre 2017 è scaduto il termine di adeguamento alla normativa antincendio, più volte prorogato, degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado;
  • il secondo dalla presa d’atto che alla stessa data del 31 dicembre 2017 è, altresì, scaduto il termine di adeguamento degli edifici e locali adibiti ad asili nido, relativamente alle prescrizioni indicate all’art. 6, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014;
  • il terzo e forse più urgente riguarda la necessità di definire le indicazioni programmatiche prioritarie ai fini dell’adeguamento delle predette strutture alla normativa di sicurezza antincendio.

Ovvero, considerato che i termini di adeguamento sono scaduti e molti (moltissimi) edifici e locali non sono stati a tutt’oggi adeguati, si rende necessario capire quali priorità devono essere date per gli adeguamenti da porre in atto.

Riteniamo utile approfondire l’argomento andando ad abbinare ad ogni riferimento normativo citato nel Decreto la relativa attività che dovrà essere eseguita: vediamo allora nel dettaglio quali sono queste indicazioni programmatiche prioritarie.

 

EDIFICI E LOCALI ADIBITI A SCUOLE DI QUALSIASI TIPO, ORDINE E GRADO

Le indicazioni, che partono dal rispetto degli obblighi riguardanti

  • l’applicazione degli articoli 3 (Valutazione dei progetti da parte dei Comandi) e 4 (Controlli di prevenzione incendi da parte dei Comandi) del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151,
  • l’osservanza del decreto del Ministro dell’interno 26 agosto 1992, riguardante le norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica;

prevedono che le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, potranno essere realizzate secondo predefiniti livelli di priorità.


Livello di priorità A

[Disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno 26 agosto 1992 – Punti 7.1, limitatamente al secondo comma, lettere a) e b); 8; 9.2; 10; 12]

  1. IMPIANTI ELETTRICI

7.1 Impianto elettrico di sicurezza.
a) illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux;
b) impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme.

  1. SISTEMI DI ALLARME

8.0. Generalità.
Le scuole devono essere munite di un sistema di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale presenti in caso di pericolo. Il sistema di allarme deve avere caratteristiche atte a segnalare il pericolo a tutti gli occupanti il complesso scolastico ed il suo comando deve essere posto in locale costantemente presidiato durante il funzionamento della scuola.

  1. MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI

9.2. Estintori
Devono essere installati estintori portatili di capacità estinguente non inferiore 13 A, 89 B, C di tipo approvato dal Ministero dell’interno in ragione di almeno un estintore per ogni 200 m2 di pavimento o frazione di detta superficie, con un minimo di due estintori per piano

  1. SEGNALETICA DI SICUREZZA

Si applicano le vigenti disposizioni sulla segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendi (rif. D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. – UNI EN ISO 7010:2017).

  1. NORME DI ESERCIZIO 

A cura del titolare dell’attività dovrà essere predisposto un registro dei controlli periodici ove sono annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi all’efficienza degli impianti elettrici, dell’illuminazione di sicurezza, dei presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, delle aree a rischio specifico e dell’osservanza della limitazione dei carichi d’incendio nei vari ambienti dell’attività. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte dell’autorità competente.

12.0 Deve essere predisposto un piano di emergenza e devono essere fatte prove di evacuazione, almeno due volte nel corso dell’anno scolastico.

12.1. Le vie di uscita devono essere tenute costantemente sgombre da qualsiasi materiale.

12.2. È fatto obbligo di permettere la agevole apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite di sicurezza, durante i periodi di attività della scuola, verificandone l’efficienza prima dell’inizio delle lezioni.

12.3. Le attrezzature e gli impianti di sicurezza devono essere controllati periodicamente in modo da assicurare la costante efficienza.

12.4. Nei locali ove vengono depositate o utilizzate sostanze infiammabili o facilmente combustibili è fatto divieto di fumare o fare uso di fiamme libere.

12.5 I travasi di liquidi infiammabili non possono essere effettuati se non in locali appositi con recipienti e/o apparecchiature di tipo autorizzato.

12.6 Nei locali della scuola, non appositamente all’uopo destinati, non possono essere depositati e/o utilizzati recipienti contenenti gas compressi e/o liquefatti. I liquidi infiammabili o facilmente combustibili e/o le sostanze che possono comunque emettere vapori o gas infiammabili, possono essere tenuti in quantità strettamente necessarie per esigenze igienico-sanitarie e per l’attività didattica e di ricerca in corso come previsto al punto 6.2 (Spazi per depositi) della norma stessa.

12.7. Al termine dell’attività didattica o di ricerca, l’alimentazione centralizzata di apparecchiature o utensili con combustibili liquidi o gassosi deve essere interrotta azionando le saracinesche di intercettazione del combustibile, la cui ubicazione deve essere indicata mediante cartelli segnaletici facilmente visibili.

12.8 Negli archivi e depositi, i materiali devono essere depositati in modo da consentire una facile ispezionabilità, azionando corridoi e passaggi di larghezza non inferiore a 0,90 m.

12.9. Eventuali scaffalature dovranno risultare a distanza non inferiore a m 0,60 dall’intradosso del solaio di copertura.

12.10. Il titolare dell’attività deve provvedere affinché nel corso della gestione non vengano alterate le condizioni di sicurezza. Egli può avvalersi per tale compito di un responsabile della sicurezza, in relazione alla complessità e capienza della struttura scolastica. 


Livello di priorità B

[Disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno 26 agosto 1992 – Punti 6.1; 6.2; 6.4; 6.6, limitatamente al punto 6.6.1; 9.3 ]

  1. SPAZI A RISCHIO SPECIFICO 

6.1. Spazi per esercitazioni

Vengono definiti spazi per esercitazioni tutti quei locali ove si svolgano prove, esercitazioni, sperimentazioni, lavori, ecc. connessi con l’attività scolastica.

Gli spazi per le esercitazioni ed i locali per depositi annessi devono essere ubicati ai piani fuori terra o al 1° interrato, fatta eccezione per i locali ove vengono utilizzati gas combustibili con densità superiore a 0,8 che devono essere ubicati ai piani fuori terra senza comunicazioni con i piani interrati.

Indipendentemente dal tipo di materiale impiegato nella realizzazione, le strutture di separazione devono avere caratteristiche di resistenza al fuoco valutate secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite dalla normativa vigente.

Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per i vari tipi di materiali nonché la classificazione dei locali in funzione del carico d’incendio, vanno determinati con le tabelle e con le modalità specificate dalla normativa vigente.

Le predette strutture dovranno comunque essere realizzate in modo da garantire una resistenza al fuoco di almeno REI 60.

Le comunicazioni tra il locale per esercitazioni ed il locale deposito annesso, devono essere munite di porte dotate di chiusura automatica aventi resistenza al fuoco almeno REI 60.

Nei locali dove vengono utilizzate e depositate sostanze radioattive e/o macchine radiogene è fatto divieto di usare o depositare materiali infiammabili.

Detti locali debbono essere realizzati in modo da consentire la più agevole decontaminazione ed essere predisposti per la raccolta ed il successivo allontanamento delle acque di lavaggio o di estinzione di principi di incendio.

Gli spazi per le esercitazioni dove vengono manipolate sostanze esplosive e/o infiammabili devono essere provvisti di aperture di aerazione, permanente, ricavate su pareti attestate all’esterno di superficie pari ad 1/20 della superficie in pianta del locale.

La realizzazione di aperture permanenti di aerazione pari ad 1/20 della superficie in pianta dei locali è necessaria nei locali ove si manipolano sostanze esplosive e/o infiammabili. A tale proposito si chiarisce che l’utilizzazione di becchi bunsen o di altri bruciatori alimentati a gas naturale non ricade in tale fattispecie. Si ricorda peraltro che le apparecchiature e le relative aperture di aerazione devono essere conformi alle norme di buona tecnica in materia di sicurezza degli apparecchi a gas e si fa presente che i locali destinati a laboratori chimici didattici e di ricerca dove si utilizzano sostanze esplosive o infiammabili devono essere dotati di impianti di ventilazione idonei ad evitare il ristagno e/o l’accumulo di gas e vapori (tossici e/o infiammabili) e di apposite cappe di aspirazione. Qualora vengano manipolati gas aventi densità superiore a 0,8 delle predette aperture di aerazione, almeno 1/3 della superficie complessiva deve essere costituito da aperture, protette con grigliatura metallica, situate nella parte inferiore della parete attestata all’esterno e poste a filo pavimento. Le apparecchiature di laboratorio alimentate a combustibile gassoso devono avere ciascun bruciatore dotato di dispositivo automatico di sicurezza totale che intercetti il flusso del gas in mancanza di fiamma. 

6.2. Spazi per depositi

Vengono definiti «spazi per deposito o magazzino» tutti quegli ambienti destinati alla conservazione di materiali per uso didattico e per i servizi amministrativi.

Si chiarisce che per “deposito” devono essere intesi gli ambienti destinati alla conservazione dei materiali per uso didattico e per i servizi amministrativi, con l’esclusione degli archivi e delle biblioteche in cui sia prevista la presenza continuativa di personale durante l’orario di attività scolastica. Pertanto, solo nei locali con carico di incendio superiore a 30 kg/m in cui non sia prevista la presenza continuativa di personale dovranno essere realizzati gli impianti automatici di rivelazione di incendio (locali fuori terra) o di estinzione (locali interrati) come disposto dal punto.

Nei depositi, inoltre, è fatto divieto di fumare o fare uso di fiamme libere.

I depositi di materiali solidi combustibili possono essere ubicati ai piani fuori terra o ai piani 1° e 2° interrati.

Indipendentemente dal tipo di materiale impiegato nella realizzazione le strutture di separazione devono avere caratteristiche di resistenza al fuoco valutate secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite dalle norme vigenti.

Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per i vari tipi di materiali nonché la classificazione dei depositi in funzione del carico di incendio, vanno determinati secondo le tabelle e con le modalità specificate dalle norme vigenti.

Le predette strutture dovranno comunque essere realizzate in modo da garantire una resistenza al fuoco di almeno REI 60.

L’accesso al deposito deve avvenire tramite porte almeno REI 60 dotate di congedo di autochiusura.

La superficie massima lorda di ogni singolo locale non può essere superiore a: 1000 m2 per i piani fuori terra; 500 m2 per i piani 1° e 2° interrato.

I suddetti locali devono avere apertura di aerazione di superficie non inferiore ad 1/40 della superficie in pianta, protette da robuste griglie a maglia fitta.

Il carico di incendio di ogni singolo locale non deve superare i 30 kg/m2, qualora venga superato il suddetto valore, nel locale dovrà essere installato un impianto di spegnimento a funzionamento automatico.

Ad uso di ogni locale dovrà essere previsto almeno un estintore, di tipo approvato, di capacità estinguente non inferiore a 21 A, ogni 200 m2 di superficie.

I depositi di materiali infiammabili liquidi e gassosi devono essere ubicati al di fuori del volume del fabbricato: lo stoccaggio, la distribuzione e l’utilizzazione di tali materiali devono essere eseguiti in conformità delle norme e dei criteri tecnici di prevenzione incendi. Ogni deposito dovrà essere dotato di almeno un estintore di tipo approvato, di capacità estinguente non inferiore a 21 A, 89 B, C ogni 150 m2 di superficie.

Per esigenze didattiche ed igienico-sanitarie è consentito detenere complessivamente, all’interno del volume dell’edificio, in armadi metallici dotati di bacino di contenimento, 20 l di liquidi infiammabili.

6.4. Spazi per l’informazione e le attività parascolastiche

Vengono definiti «spazi destinati all’informazione ed alle attività parascolastiche», i seguenti locali: auditori; aule mappe; sale per rappresentazioni. Detti spazi devono essere ubicati in locali fuori terra o al 1° interrato fino alla quota massima di 7,50 m; se la capienza supera le cento persone e vengono adibiti a manifestazioni non scolastiche, si applicano le norme di sicurezza per i locali di pubblico spettacolo. Qualora, per esigenze di carattere funzionale, non fosse possibile rispettare le disposizioni sull’isolamento delle suddette norme, le manifestazioni in argomento potranno essere svolte a condizione che non si verifichi contemporaneità con l’attività scolastica; potranno essere ammesse comunicazioni unicamente nel rispetto di specifiche disposizioni. 

6.6. Spazi per servizi logistici – 6.6.1. Mense

Locali destinati alla distribuzione e/o consumazione dei pasti. Nel caso in cui a tali locali sia annessa la cucina e/o il lavaggio delle stoviglie con apparecchiature alimentate a combustibile liquido o gassoso, agli stessi si applicano le specifiche normative di sicurezza vigenti.

9.3. Impianti fissi di rivelazione e/o di estinzione degli incendi.

Limitatamente agli ambienti o locali il cui carico d’incendio superi i 30 kg/m2, deve essere installato un impianto di rivelazione automatica d’incendio, se fuori terra, o un impianto di estinzione ad attivazione automatica, se interrato. 


Livello di priorità C

[Disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno 26 agosto 1992 – restanti disposizioni del citato decreto ministeriale]

Tra i punti inseriti nel livello di priorità C ne segnaliamo alcuni (legati al capitolo 5) che sono comunque molto importanti e che forse andavano previsti nel livello A o perlomeno in quello B. Nel dettaglio ci riferiamo alle misure per l’evacuazione in caso di emergenza:

  1. MISURE PER L’EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA

5.0. Affollamento massimo

5.1. Capacità di deflusso

5.2. Sistema di via di uscita

5.3. Larghezza delle vie di uscita

5.4. Lunghezza delle vie di uscita

5.5. Larghezza totale delle uscite di ogni piano

5.6. Numero delle uscite

In alternativa le attività di adeguamento secondo le suddette priorità potranno essere effettuate con l’osservanza delle norme tecniche di prevenzione incendi previste dal decreto del Ministro dell’interno 3 agosto 2015 così come integrato dal decreto del Ministro dell’interno 7 agosto 2017 ed essere articolate secondo modalità attuative specifiche.

 

EDIFICI E LOCALI ADIBITI AD ASILO NIDO

L’articolo 3 del Decreto in oggetto precisa quali sono le indicazioni programmatiche prioritarie per gli adeguamenti antincendio degli edifici ed i locali adibiti ad asili nido

Fermo restando quello che a mio avviso sono vari refusi nel testo dell’articolo 3, ovvero il richiamo all’

“art. 6, lettera a), del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014”,

è in realtà da intendersi

“art. 6, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014”,

in analogia agli aspetti legati agli edifici scolastici, anche le indicazioni per gli asili nido partono dal rispetto degli obblighi riguardanti

  • l’applicazione degli articoli 3 (Valutazione dei progetti da parte dei Comandi) e 4 (Controlli di prevenzione incendi da parte dei Comandi) del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151;
  • l’osservanza del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014, riguardante la regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido.


Livello di priorità A

[Disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014 – Punto 13.5, limitatamente ai punti 6.3, limitatamente al comma 1, lettere a) e b), 6.4, 7.2, 9, limitatamente all’allarme acustico, 10, 11, 12 del citato decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014]

13.5. Altre disposizioni

  1. Gli asili nido esistenti con più di trenta persone presenti dovranno inoltre rispettare le disposizioni di cui ai punti:

6.3. Servizi di sicurezza

  1. I seguenti impianti devono essere dotati di alimentazione di sicurezza:
  2. a) illuminazione di sicurezza;
  3. b) allarme;

6.4. Illuminazione di sicurezza

  1. Tutti gli ambienti accessibili a lavoratori e bambini devono essere serviti da un impianto di illuminazione di sicurezza, realizzato secondo la regola dell’arte e tale da assicurare livelli di illuminamento in conformità alle norme di buona tecnica.

7.2. Estintori

  1. Le attività devono essere dotate di un adeguato numero di estintori portatili, di tipo omologato, distribuiti secondo i criteri indicati nell’allegato V del decreto del Ministero dell’interno, adottato di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 10 marzo 1998, per le attività a rischio di incendio medio.
  2. Sistemi Di Allarme
  3. Le attività devono essere provviste di un sistema di allarme in grado di diffondere avvisi e segnali attraverso canali diversi di percezione sensoriale:

– segnali acustici eventualmente integrati da messaggi vocali contenenti le specifiche informazioni relative al tipo di comportamento da adottare;

  1. Le procedure di diffusione dei segnali di allarme devono essere opportunamente regolamentate nel piano di emergenza.
  2. Segnaletica di Sicurezza
  3. Al fine di favorire l’esodo in caso di emergenza deve essere installata la seguente segnaletica:
  4. a) segnaletica di tipo luminoso, finalizzata a indicare le uscite di sicurezza e i percorsi di esodo, che dovrà essere mantenuta sempre accesa durante l’esercizio dell’attività e alimentata anche in emergenza (Il percorso di esodo dovrà essere evidenziato da segnaletica a pavimento visibile in ogni condizione di illuminamento);
  5. b) apposita cartellonistica, nelle aree con presenza di bambini, che indichi:

presenza di gradini e/o ostacoli sui percorsi orizzontali;
non linearità dei percorsi;
presenza di elementi sporgenti;
presenza di rampe delle scale, nel caso di ambienti posti al piano diverso da quello dell’uscita.

  1. Le indicazioni di cui alla lettera b) potranno essere realizzate con misure alternative alla cartellonistica utilizzando più canali sensoriali tra i seguenti:

realizzazione di sistemi di comunicazione sonora;
realizzazione di superfici in cui sono presenti riferimenti tattili;
contrasti cromatici sul piano di calpestio percepibili nelle diverse condizioni di illuminamento.

  1. Per quanto non indicato, la segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendio, deve comunque essere conforme al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.
  2. Organizzazione e Gestione della Sicurezza Antincendio

11.1. Generalità

  1. Fermo restando il rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, l’organizzazione e la gestione della sicurezza deve rispondere ai criteri contenuti nel del decreto del Ministero dell’interno, adottato di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 10 marzo 1998.
  2. Nell’attività devono essere collocate in vista le planimetrie semplificate dei locali, recanti la disposizione delle indicazioni delle vie di esodo e dei mezzi antincendio.

11.2. Piano di emergenza

  1. Oltre alle misure definite secondo i criteri di cui al precedente punto, il responsabile dell’attività è tenuto a predisporre il piano di emergenza che deve riportare i seguenti contenuti:
  • descrizione generale della struttura;
  • identificazione dei possibili e ragionevoli eventi che possono verificarsi all’interno della struttura (o che possono coinvolgerla dall’esterno) e dai quali possano derivare pericoli per l’incolumità dei presenti e/o danni alla struttura stessa;
  • sistemi di rivelazione e comunicazione dell’emergenza adottati;
  • identificazione delle persone autorizzate ad attivare le procedure di emergenza e della persona responsabile dell’applicazione e del coordinamento delle misure di intervento all’interno dell’attività;
  • identificazione del personale che effettua il primo intervento;
  • disposizioni adottate per formare il personale ai compiti che sarà chiamato a svolgere;
  • le disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo;
  • modalità di effettuazione dell’evacuazione dei bambini dall’edificio;
  • attrezzature di ausilio all’evacuazione (carrelli ecc.);
  • procedure da adottare per il ritorno alle ordinarie condizioni di esercizio.
  1. Ai fini dell’attuazione di procedure di emergenza efficaci, le prove di simulazione devono essere ripetute almeno tre volte l’anno.

La prima prova deve essere effettuata entro due mesi dall’apertura dell’anno educativo.

Il piano di emergenza deve essere aggiornato dal responsabile dell’attività, in caso di cambiamenti sia del personale sia delle attrezzature e/o impianti.

  1. Informazione E Formazione Antincendio
  2. La formazione e l’informazione antincendio del personale devono essere attuate secondo i criteri di base enunciati negli specifici punti del decreto del Ministero dell’interno, adottato di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 10 marzo 1998.
  3. Tutto il personale che opera nella struttura dovrà essere formato con il programma relativo alle attività di rischio medio ed un’aliquota, corrispondente a 4 persone presenti ogni 50 bambini, dovrà anche avere acquisito il relativo attestato di idoneità tecnica.


Livello di priorità B

[Disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014 – Punti 13.5, limitatamente ai punti 6.1, 6.2, 6.3 limitatamente al comma 1, lettera c) del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014 ]

13.5. Altre disposizioni

  1. Gli asili nido esistenti con più di trenta persone presenti dovranno inoltre rispettare le disposizioni di cui ai punti:

6.1. Generalità

  1. Gli impianti elettrici devono essere realizzati a regola d’arte e nel rispetto delle specifiche disposizioni di prevenzione incendi in vigore.
  2. Ai fini della prevenzione degli incendi, devono avere le seguenti caratteristiche:
  • non costituire causa di innesco di incendio o di esplosione;
  • non costituire causa di propagazione degli incendi;
  • non costituire pericolo per gli occupanti a causa della produzione di fumi e gas tossici in caso di incendio;
  • garantire l’indipendenza elettrica e la continuità di esercizio dei servizi di sicurezza;
  • garantire la sicurezza dei soccorritori.

6.2. Sezionamento di emergenza

  1. Al fine di garantire la salvaguardia degli operatori di soccorso, gli impianti elettrici ed elettronici installati all’interno del fabbricato e/o dei compartimenti, esclusi quelli di sicurezza antincendio, devono poter essere sezionati in caso di emergenza.
  2. I dispositivi di sezionamento devono essere installati in una posizione facilmente raggiungibile anche dalle squadre di soccorso esterne, segnalata, protetta dal fuoco e dall’azionamento accidentale.
  3. Gli eventuali circuiti di comando utilizzati per i sezionamenti di emergenza, devono essere protetti dal fuoco.

6.3. Servizi di sicurezza

  1. I seguenti impianti devono essere dotati di alimentazione di sicurezza:
  2. c) rivelazione.


Livello di priorità C

[Disposizioni di cui a decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014 – restanti disposizioni di cui all’art. 6, lettera a) del citato decreto ministeriale].

Infine per quanto attiene la sicurezza sui luoghi di lavoro il decreto precisa che restano ferme le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

 

 

DOCUMENTI COLLEGATI

MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 21 marzo 2018 Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido. (18A02229) (GU Serie Generale n.74 del 29-03-2018)

MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 16 luglio 2014 Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido. (14A05976) (GU Serie Generale n.174 del 29-07-2014)

D.M. 26 agosto 1992 – Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica testo coordinato e commentato dall’Ing. Mauro Malizia – Prevenzione Incendi Scuole (FAI CLIC QUI) e tratto dal sito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (www.vigilfuoco.it).

 

Pubblicato il: 30/03/2018

Fonte : www.aifos.it

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Aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni» nella direzione della sicurezza a 360 gradi

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018. L'analisi del Consigliere Nazionale AiFOS Stefano Farina.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2018 sono state pubblicate le nuove Norme Tecniche delle Costruzioni: si tratta del testo aggiornato delle norme che sostituiscono quelle approvate con il decreto ministeriale 14 gennaio 2008. Le NTC definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità. Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere. 

Una importante sottolineatura riguarda le indicazioni applicative per l’ottenimento delle prestazioni previste, per le quali si precisa che per quanto non espressamente specificato nella norma ci si può riferire a normative di comprovata validità e ad altri documenti tecnici (elencati nel Cap. 12 della norma stessa) ed in particolare a quelle fornite dagli Eurocodici, che  con le relative Appendici Nazionali costituiscono indicazioni di comprovata validità e forniscono il sistematico supporto applicativo. Quest’ultimo è un passaggio importantissimo che dovrebbe essere applicato anche in altri ambiti dove spesso si riscontra la presenza di sovrapposizioni non sempre coerenti tra norme tecniche ed altre norme (un banale esempio per tutti: l’allegato XXV del D.Lgs. 81/2008 e le UNI EN ISO 7010 con la necessità di chiarirne l’equivalenza tramite la circolare n. 30 del 16/07/2013).

Analizzando il nuovo testo, si ritengono molto importanti i capitoli dedicati agli aspetti della progettazione antisismica degli edifici, un settore che purtroppo in Italia è stato da molti sottovalutato e sottostimato. In questo ambito, l’ideale sarebbe stato quello di eliminare definitivamente la distinzione tra costruzioni in zona sismica e aree a bassa od assente sismicità (Capitolo 4 COSTRUZIONI CIVILI E INDUSTRIALI e Capitolo 7 PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE), anche perché ormai è assodato che comunque la progettazione di una struttura deve tenere conto di questo non secondario fattore.
Nel riportare di seguito i titoli dei singoli capitoli vogliamo sottolineare come, ancora una volta, la sicurezza degli edifici diventa una parte integrante sia della sicurezza e salute sul lavoro, sia degli ambienti di vita.

Capitolo 1 - Oggetto
Capitolo 2 - Sicurezza e Prestazioni Attese
Capitolo 3 - Azioni sulle Costruzioni
Capitolo 4 - Costruzioni Civili e Industriali
Capitolo 5 - Ponti
Capitolo 6 - Progettazione Geotecnica
Capitolo 7 - Progettazione per Azioni Sismiche
Capitolo 8 - Costruzioni Esistenti
Capitolo 9 - Collaudo Statico
Capitolo 10 - Redazione dei Progetti Strutturali Esecutivi e delle Relazioni di Calcolo
Capitolo 11 - Materiali e Prodotti ad Uso Strutturale
Capitolo 12 - Riferimenti Tecnici

Pur nella complessità della norma, se andiamo a leggerla nell’ottica della “salute e sicurezza sul lavoro”, vi sono alcune novità introdotte che risultano molto importanti.

Riservandoci ulteriori approfondimenti, vogliamo però evidenziare quanto inserito nel capitolo 8 Costruzioni Esistenti, dove al punto 8.3 (Valutazione della sicurezza delle costruzioni esistenti), vengono ripresi alcuni degli aspetti già previsti dalla normativa precedente, ovvero dalle NTC2008, e ne vengono aggiunti altri molto importanti e dove troviamo indicato:

La valutazione della sicurezza [dell’edificio] deve effettuarsi quando ricorra anche una sola delle seguenti situazioni: 

  • riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa della struttura o di alcune sue parti dovuta a:
    • significativo degrado e decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali,
    • deformazioni significative conseguenti anche a problemi in fondazione;
    • danneggiamenti prodotti
      • da azioni ambientali (sisma, vento, neve e temperatura),
      • da azioni eccezionali (urti, incendi, esplosioni) o
      • da situazioni di funzionamento ed uso anomali;
  • provati gravi errori di progetto o di costruzione; 
  • cambio della destinazione d’uso della costruzione o di parti di essa, con variazione significativa dei carichi variabili e/o passaggio ad una classe d’uso superiore;
  • esecuzione di interventi non dichiaratamente strutturali, qualora essi interagiscano, anche solo in parte, con elementi aventi funzione strutturale e, in modo consistente, ne riducano la capacità e/o ne modifichino la rigidezza;
  • ogni qualvolta si eseguano gli interventi strutturali [come meglio indicati in un successivo punto];
  • opere realizzate in assenza o difformità dal titolo abitativo, ove necessario al momento della costruzione, o in difformità alle norme tecniche per le costruzioni vigenti al momento della costruzione.

L’attenta lettura dell’ultimo paragrafo, ed in particolare “opere realizzate…in difformità alle norme tecniche per le costruzioni vigenti al momento della costruzione” ritengo che non abbia bisogno di ulteriori sottolineature e ci da il senso di una norma che va sicuramente nella direzione della sicurezza a 360 gradi, ma anche dell’attivazione dei necessari approfondimenti riguardo alla parte statica di molti edifici esistenti o di alcuni elementi di essi (pensiamo solo a ringhiere, balconi, rampe scale). Certamente uno sprone anche nell’ottica della Valutazione dei Rischi.

In particolare, se ricorrono i casi sopra indicati, la valutazione della sicurezza, argomentata con apposita relazione, deve permettere di stabilire se:

  1. l’uso della costruzione possa continuare senza interventi;
  2. l’uso debba essere modificato (declassamento, cambio di destinazione e/o imposizione di limitazioni e/o cautele nell’uso); 
  3. sia necessario aumentare la sicurezza strutturale, mediante interventi.

Qualora le circostanze di cui ai punti precedenti riguardino porzioni limitate della costruzione, la valutazione della sicurezza potrà essere effettuata anche solo sugli elementi interessati e su quelli con essi interagenti, tenendo presente la loro funzione nel complesso strutturale, posto che le mutate condizioni locali non incidano sostanzialmente sul comportamento globale della struttura.

Le Norme Tecniche delle Costruzioni 2018 entreranno in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

Fai click qui per leggere l'articolo sul sito di AiFOS. 

 

E’ online il catalogo corsi contenente le nostre PROPOSTE PER I CENTRI DI FORMAZIONE

Le nostre proposte formative per Associazioni, Società, Enti Formativi, Ordini e Collegi Professionali,  Centri di Formazione.
La proposta prevede:

  • Modulo formativo con docente certificato secondo lo standard UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012 e/o Iscritto ai Registri Professionali Formatori;
  • Scelta della durata del modulo: 4 ore (base) o 8 ore (avanzato);
  • Per tutti i moduli avanzati e per parte di quelli base: esercitazioni d’aula con specifici materiali della serie
    I Materiali di SICURELLO.si;
  • Predisposizione dei test di fine corso;
  • Possibilità di gestione dell’intero modulo formativo (progettazione, erogazione, registrazione delle presenze, verifica di apprendimento, ecc.);
  • Possibilità di personalizzazione della locandina del modulo formativo con l’aggiunta del Vostro logo aziendale;
  • I materiali utilizzati per la lezione, nonché ulteriori documenti (facsimile, moduli, checklist, schemi tecnici ed altri supporti, approfondimenti, ecc.), verranno messi a disposizione dei partecipanti tramite la nostra piattaforma corsi
    (www.piattaformacorsi.it) e saranno scaricabili tramite nome utente e password condivisa. Accessibilità 6/12 mesi dalla data di attivazione del corso;
  • Possibilità di personalizzazione della pagina di “download materiali” della piattaformacorsi con il Vostro logo aziendale affiancato a quello di SICURELLO.si.
  • In caso dell’attivazione di più corsi sarà possibile predisporre un indirizzo del tipo nomeazienda.piattaformacorsi.it ed una maggiore personalizzazione delle pagine con logo ed indirizzo Aziendale su tutte le pagine);
  • Possibilità inserimento del momento formativo nel calendario della nostra piattaforma CORSI.in con pagina personalizzata con il Vostro logo aziendale (visibilità 6/12 mesi dalla data di attivazione del corso).
  • Ulteriori opzioni in merito a corsi e personalizzazione dei medesimi.

Fai click qui per scaricare il catalogo completo delle nostre proposte per i centri di formazione.

EVENTI FORMATIVI 
VIDEOCONFERENZE 2018 
AGGIORNAMENTO R.S.P.P. E 
COORDINATORI SICUREZZA CANTIERI


Sono stati attivati i corsi di aggiornamento 2018 per coordinatori sicurezza cantieri ed rspp tramite videoconferenza.

Ulteriori informazioni su corsi.in

Programma moduli:

 

12 gen 2018

Web 01a

AMIANTO: RISCHI E PREVENZIONI 

Web 01b

FIBRE ARTIFICIALI VETROSE (es. lana di vetro): RISCHI E PREVENZIONI 

 

26 gen 2018 

Web 02a

CANTIERI: DEMOLIZIONI E PIANO DELLE DEMOLIZIONI (prima parte) 

Web 02b
CANTIERI: DEMOLIZIONI E PIANO DELLE DEMOLIZIONI (seconda parte) 

 

16 feb 2018 

Web 03a

CANTIERI: QUALE FORMAZIONE PER I LAVORATORI? 

Web 03b

ATTREZZATURE NORMATE E NON NORMATE: QUALE FORMAZIONE PER I LAVORATORI? 

 

23 feb 2018 

Web 04a

CANTIERI: REALIZZAZIONE E MONTAGGIO DI CASE IN LEGNO (prima parte) 

Web 04b

CANTIERI: REALIZZAZIONE E MONTAGGIO DI CASE IN LEGNO (seconda parte) 

 

09 mar 2018 

Web 05a

IL DECRETO INTERMINISTERIALE 4 MARZO 2013 

Web 05b

I CANTIERI CHE COINVOLGONO LA VIABILITA’ STRADALE 

 

26 mar 2018 

Web 06a

GLI IMPIANTI ELETTRICI DI CANTIERE E LA CEI 64-17 

Web 06b

GLI IMPIANTI ELETTRICI DI CANTIERE ED IL RUOLO DEL COORD. PER LA SICUREZZA 

 

06 apr 2018 

Web 07a

CANTIERI: GLI SCAVI (prima parte) 

Web 07b

CANTIERI: GLI SCAVI E LA TAVOLA TECNICA SUGLI SCAVI (seconda parte) 

 

27 apr 2018 

Web 08a

I CANTIERI DI ALLESTIMENTO OPERE TEMPORANEE PUBBLICO SPETTACOLO ED EVENTI 

Web 08b

GESTIONE E ORGANIZZAZIONE IN SICUREZZA DEGLI EVENTI DI PUBBLICO SPETTACOLO 

 

04 mag 2018 

Web 09a

LA VALUTAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E COORDINAMENTO SICUREZZA CANTIERI 

Web 09b
LA VALUTAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E COORDINAMENTO SICUREZZA CANTIERI 

 

11 mag 2018 

Web 10a

LAYOUT DI CANTIERE E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE DELLE FASI LAVORATIVE (prima parte) 

Web 10b
LAYOUT DI CANTIERE E RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE DELLE FASI LAVORATIVE (seconda parte) 

 

18 mag 2018 

Web 11a

La SICUREZZA DEI TECNICI CHE ENTRANO IN CANTIERE (prima parte) 

Web 11b

La SICUREZZA DEI TECNICI CHE ENTRANO IN CANTIERE (seconda parte) 

 

 

Tutte le videoconferenze dei sottomoduli "Web a" si tengono dalle ore 14 alle ore 16 

Tutte le videoconferenze dei sottomoduli "Web b" si tengono dalle ore 16.30 alle ore 18.30 

 

I CALENDARI 2018 di SICURELLO.si

CALENDARIO SICURELLO.si 2018

 

Anche il 2018 sarà accompagnato dalle immagini del CALENDARIO di SICURELLO.si

Il “CALENDARIO di SICURELLO.si Kilometri Zero” è gratuito e liberamente scaricabile affinché per la sua diffusione non vi sia utilizzo di carburanti e conseguentemente nessun inquinamento per trasportarlo dalla tipografia ai nostri uffici, dagli uffici alle poste, dalle poste ai singoli destinatari.

Il CALENDARIO 2018 di SICURELLO.si, nelle due versioni (da SCRIVANIA e da PARETE) è dedicato ai Dispositivi di Protezione Individuale – D.P.I.

I disegni di Federica Farinafantasmina.it  ) riprendono le tematiche della sicurezza secondo il punto di vista di SICURELLO.si .

 

Per scaricare il CALENDARIO 2018 di SICURELLO.si nella versione da PARETE in versione qualità alta (dimensione indicativa file 56 Mb) fai click sull’immagine sottostante:

CALENDARIO SICURELLO.si 2018

 

Per guardare le ISTRUZIONI per preparare il CALENDARIO di SICURELLO.si nella versione da PARETE fai click sull’immagine sottostante:

CALENDARIO SICURELLO.si 2018

 


 

 

Per scaricare il CALENDARIO 2018 di SICURELLO.si nella versione da SCRIVANIA (dimensione indicativa file 18 Mb) fai click sull’immagine sottostante:

CALENDARIO SICURELLO.si 2018

 

 

Per guardare le ISTRUZIONI per preparare il CALENDARIO di SICURELLO.si nella versione da SCRIVANIA fai click sull’immagine sottostante:

CALENDARIO SICURELLO.si 2018

 


 

 

Se vuoi sono ancora disponibili per il download gratuito anche i calendari degli anni 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017 nelle due versioni da parete e da scrivania.

Fai click qui per entrare nelle pagine dalle quali potrai scaricare i calendari degli anni precedenti.

Convegno: Il valore del formatore - dalla normativa alla tecnologia

TRENTO, martedì 24 ottobre 2017

dalle ore 14.30 alle ore 18.00
“Fondazione Bruno Kessler” via Santa Croce, 77

 

Moderatore:

Antonella Grange, Consigliere Nazionale AiFOS e Responsabile Nazionale AiFOS Montagna

Interventi:
Rocco Vitale, Presidente AiFOS

Lorenzo Fantini, Direttore Quaderni della Sicurezza AiFOS
“Aspetti giuridici del Ruolo del Formatore”

Donato Lombardi, Agenzia del Lavoro Trento, coord. sottogruppo “Formazione” del Coordinamento tecnico interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro PISLL
“L’evoluzione della normativa in materia di formazione ed il ruolo del formatore”

Graziano Maranelli
, Direttore UOPSAL Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro - Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari Trento
“L’attività di vigilanza ed i controlli sulla formazione erogata”

Francesca Maffei
, Referente corsi salute e sicurezza tsm-Trentino School of Management
“La formazione nell’ambito degli Enti Pubblici”

Stefano Farina
, Consigliere Nazionale AiFOS e Responsabile Nazionale AiFOS Costruzioni
“Esperienze concrete di formazione”

Paolo Simionati, HELP’s
“Nuove tecnologie al servizio della formazione”

 

Fai click qui per informazioni od iscrizioni.

Tra SAFETY e SECURITY – La Circolare Gabrielli del 7 giugno 2017

Quali le procedure e gli obblighi da attuare per essere in regola nell’organizzazione di una manifestazione?

La Circolare Gabrielli prevede che l’organizzatore/gli organizzatori predispongano un piano di impiego di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico.

Come qualificare, formare ed informare gli OPERATORI EVENTI [denominati anche Steward Eventi] non è indicato in nessuna normativa o circolare, è pertanto compito dell’organizzatore poter dimostrare in maniera oggettiva il rispetto di questi adempimenti.

Una valutazione dei soggetti, una formazione reale, concreta, documentata, un’informazione puntale e specifica, diventano pertanto dei requisiti indispensabili per poter rispettare quanto previsto dalle normative.

La scelta dei formatori, del progetto formativo e dei relativi contenuti, sono requisito indispensabile per la tutela dell’organizzatore e per un corretto svolgimento dell’evento.

Un errore nella valutazione può portare a conseguenze gravi (anche in ambito penale e risarcitorio) e pertanto gli organizzatori devono poter “dormire sonni tranquilli” mediante una corretta pianificazione di tutti gli aspetti e la scelta di partner affidabili a cui affidare la progettazione della sicurezza dell’evento e la corretta esecuzione di tutti i passaggi legati alla safety dell’evento stesso.

 

Per saperne di più visita il sito: CircolareGabrielli.it

 

Circolare Gabrielli

 

 

La sicurezza di operatori e utenti degli impianti a fune

Il 12 maggio a Molveno un convegno gratuito si sofferma sulla sicurezza di addetti ed utenti degli impianti a fune, sulla gestione del salvataggio e recupero in caso di emergenza.

 

Funivie, seggiovie, funicolari, sciovie: gli impianti a fune hanno la delicata funzione di trasportare persone e cose tra luoghi di partenza e arrivo che presentano forti dislivelli e ostacoli ambientali, evitando percorsi ripidi o accidentati. Impianti di trasporto che sono di notevole importanza, anche in funzione turistica, specialmente per le regioni montane del nostro paese.

 

Ed è evidente che, nell’esercizio di questi impianti a fune, gli aspetti della sicurezza sul lavoro risultino essere uno degli elementi più importanti da garantire e attestare. Sia in relazione alla sicurezza di chi in questi impianti ci lavora, sia in relazione alla sicurezza di tutti gli utenti che li utilizzano.

Una tutela che deve essere garantita partendo da una corretta progettazione delle strutture e da una puntuale manutenzione. E arrivando a considerare anche le eventuali situazioni di emergenza e le necessarie procedure per gestirle.

 

Proprio con questi obiettivi l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro ( AiFOS) ha organizzato il 12 maggio a Molveno (TN) – con la collaborazione dello Studio Farina, la sponsorizzazione dell’azienda Leitner roperways e il patrocinio di “TrentinoSviluppo” e del Comune di Molveno – il convegno di studio e approfondimento “Impianti a fune: gestione della sicurezza di operatori e utenti”.

Un convegno che affronterà diversi aspetti – dalla sicurezza di addetti ed utenti degli impianti a fune, alla gestione del salvataggio e recupero in caso di emergenza – avvalendosi delle testimonianze e delle esperienze di chi interviene nelle situazioni di emergenza e di chi gli impianti li progetta e costruisce.

Inoltre nel pomeriggio si terrà anche un’attività sul campo con visita agli impianti con salita in quota e simulazione di emergenze.

 

I relatori si soffermeranno, in particolare, su alcuni temi: la sicurezza e la normativa relativa alla manutenzione degli impianti, la sicurezza e il salvataggio degli utenti, la tutela dei lavoratori nelle attività di realizzazione di impianti a fune, la valutazione dei rischi nell’ambito delle attività in ambiente montano.

 

Il convegno “Impianti a fune: gestione della sicurezza di operatori e utenti”, organizzato con il contributo del Settore Montagna dell’Associazione AiFOS, si terrà dunque il 12 maggio 2017a Molveno(Trento) dalle 9,00 alle 13,00 presso il Palacongressi di Molveno, via Lungo Lago, 20.

 

Il programma del convegno:

 

Apertura dei lavori 

Moderatore: Stefano Farina

 

Saluti istituzionali 

  • Luigi Nicolussi Sindaco di Molveno
  • Fulvio Rigotti Vicepresidente di TRENTINO SVILUPPO con delega al turismo
  • Fabio Bonetti Presidente Funivie Molveno Pradel
  • Rocco Vitale Presidente AiFOS

 

Interventi

Antonella Grange, Responsabile Nazionale Settore AiFOS Montagna e Consigliere Nazionale AiFOS: “Il ruolo di AiFOS Montagna nella valutazione dei rischi in materia di sicurezza sul lavoro nell’ambito delle attività in ambiente montano”;

Edoardo Iob, I.C. S.r.l.Progetto, Direzione Lavori e Sicurezza dei lavori di realizzazione Funivie Molveno;

Gianni Baldessari, Direttore area IMPIANTITURISTICI di Trentino Sviluppo: “La sicurezza degli operatori addetti alla manutenzione degli impianti e le norme tecniche in materia”;

LEITNER Ropeways, Costruttore degli impianti funiviari di Molveno;

Adriano Favre, Direttore del Soccorso Alpino Valdostano: “La sicurezza degli utenti e le attività di recupero e salvataggio in emergenza: le esperienze del Monte. Bianco e di Cervinia”;

Adriano Alimonta, Presidente del Soccorso Alpino della Provincia Autonoma di Trento: “L’organizzazione nelle attività di recupero e salvataggio in emergenza”.

 

Dibattito e conclusioni

 

L’attività su campo si svolgerà nel pomeriggio, dalle ore 14.30 alle ore 16.30, con visita agli impianti con salita in quota e simulazione emergenza con recupero utenti a cura di Funivie Molveno Pradel SpA e soccorso alpino della Provincia Autonoma di Trento. Al termine si terrà un debriefing di valutazione.

 

Link per l’iscrizione al convegno…

 

 

Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria. E a tutti i partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 3 crediti di aggiornamento per formatori (area 2 – rischi tecnici), coordinatori alla sicurezza (CSP/CSE) e addetti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione (ASPP/RSPP)

 

 

Per informazioni e iscrizioni:

Direzione AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.itconvegni@aifos.it  

 

PUNTOSICURO.it LE IMMAGINI dell’INSICUREZZA di SICURELLO.no

Con l’articolo odierno le IMMAGINI dell’INSICUREZZA di SICURELLO.no raggiungono quota 300. Trecento situazioni di mancati infortuni documentati con oltre 1.000 fotografie.

 

Il dubbio di essere monotoni o ripetitivi a volte ci assale, ma il riscontro positivo che ancora riceviamo ci porta a continuare quest’avventura iniziata nell’ormai lontano 2010. Non a caso è stato utilizzato il termine avventura, perché a volte alcune delle situazioni fotografate sono più da film di avventura che da luogo/attività di lavoro.

 

Il cammino verso la sicurezza è ancora lungo, ma la speranza che un giorno questa rubrica termini per “mancanza di materia prima” è altrettanto forte.

 

Buona lettura a tutti Voi e speriamo che la nuova veste grafica delle IMMAGINI dell’INSICUREZZA di SICURELLO.no sia di Vostro gradimento.

 

PUNTOSICURO SICURELLO.no

Il Coordinatore per la Sicurezza 2017


A venti anni dall'entrata in vigore del Decreto Legislativo 494/96 un questionario conoscitivo per studiare questa figura-chiave della sicurezza

 

Il 24 marzo 1997 entrava in vigore il Decreto Legislativo 494/96, il quale introduceva la figura del Coordinatore per la sicurezza in fase progettuale ed esecutiva: un nuovo soggetto che si trovò catapultato in un mondo che aveva sempre fatto senza di lui e che con una certa difficoltà lo accettò.

Con gli anni la figura del coordinatore è emersa nella sua validità e, anche grazie alle competenze acquisite e maturate nel tempo, il suo ruolo è diventato un punto di riferimento per molti cantieri di tutte le dimensioni.

AiFOS propone un questionario (fai clic qui per rispondere), realizzato con il supporto tecnico del Referente del gruppo di lavoro AiFOS Costruzioni geom. Stefano Farina, i cui risultati verranno presentati in occasione del convegno "Sicurezza in cantiere: da Brunelleschi al coordinatore" che si svolgerà a Firenze il 24 marzo.

PER ISCRIZIONI AL CONVEGNO "SICUREZZA IN CANTIERE: DA BRUNELLESCHI AL COORDINATORE": http://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/sicurezza_in_cantiere_da_brunelleschi_al_coordinatore

 

tag: COORDINATORE PER LA SICUREZZA 2017


 

SEMINARIO TECNICO ACCORDI STATO REGIONI RSPP 2016
Trento, 6 dicembre 2016

Come curatore del Seminario Tecnico che si è svolto nei giorni scorsi a Trento voglio ringraziare tutti i soggetti che hanno partecipato alla sua realizzazione.

In primo luogo i relatori:
- Donato Lombardi dell'Agenzia del Lavoro di Trento e coord. sottogruppo “Formazione” del Coordinamento tecnico interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro PISLL
- Antonella Grange Consigliere Nazionale AiFOS e Responsabile Nazionale AiFOS Montagna, membro Gruppo di Lavoro Sicurezza I.T.A.C.A.
- Marzia Filippi, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Università di Trento
per l'impegno profuso a preparare gli interventi ed illustrare i contenuti degli accordi,

Il Centrofor Trento, il suo Direttore Stefano Fontana ed il Presidente Stefano Tomasini per l'ospitalità e l'accoglienza,

AiFOS Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro nel suo complesso ed in particolare il Presidente Rocco Ornella Vitale, il Segretario Generale Francesco Naviglio e Nirvana Salvi per l'appoggio, l'aiuto e l'organizzazione,

Ornella e Federica per il supporto nella preparazione e gestione dell'evento,

e tutti i partecipanti che hanno seguito con interesse quanto veniva loro presentato.

Quando la squadra c'è nulla è impossibile!!!

Grazie a tutti da Stefano

https://www.facebook.com/media/set/…

CONVEGNO RSPP TRENTOTRENTO
martedì 6 dicembre 2016
ore 14.30 - 18.00


CENTROFOR
Centro di Formazione Professionale e Prevenzione
Infortunistica dell’Edilizia della Provincia di Trento
Via Ragazzi del ‘99, 35 - Trento

14.30 • Registrazione dei partecipanti

15.00 • Inizio lavori e saluti iniziali

Interventi
Donato Lombardi, Agenzia del Lavoro Trento, coord. sottogruppo “Formazione” del Coordinamento tecnico interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro PISLL
“L’impianto del nuovo Accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016”

Antonella Grange, Consigliere Nazionale AiFOS e Responsabile Nazionale AiFOS Montagna, membro Gruppo di Lavoro Sicurezza I.T.A.C.A.
“Come cambia la Formazione nei Moduli A,B e C - Aspetti giuridici e normativi”

Marzia Filippi, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Università di Trento
“Gli allegati dell’Accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016 ed altri aspetti degli Accordi”

Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Responsabile Nazionale AiFOS Costruzioni, membro Gruppo di Lavoro Sicurezza I.T.A.C.A.
“L’applicazione degli Accordi 7 luglio 2016 e precedenti ,nel settore dell’edilizia e delle costruzioni”

Dibattito

18.00 • Chiusura lavori

A tutti i partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n.2 crediti Formatori area tematica n.1 (normativa), RSPP/ASPP, RLS, Coordinatori alla Sicurezza.

Seminario tecnico gratuito con iscrizione

obbligatoria dal sito www.aifos.it

PER ULTERIORI INFORMAZIONI
E PER ISCRIVERTI FAI CLICK QUI

Le Grandi Escluse - Il Libro

"LE GRANDI ESCLUSE"

 
Pubblicato dall' AiFOS Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro indica tempi e contenuti della formazione per 44 attrezzature di lavoro non comprese nell'Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012.
 
A cura di Stefano Farina
Introduzione di Lorenzo Fantini
Conclusioni di Rocco Ornella Vitale
 
 
 
 
 
Credits:
 
Hanno collaborato:
 
Chiara Ballarini
Sandro Bottoni
Lara Calanni Pileri
Marina Calabrese
Roberto Catana
Lorenzo Fantini
Stefano Farina
Antonella Grange
Nicoletto Raimondo
Silvia Pellegrino
Giancarlo Ronchi
Rocco Vitale
Daniele Zanoni
 
Grafica: Silvia Toselli e Giulia Vailati
 
Disegni: Federica Farina
 
 

La lettura delle sentenze civili e penali in materia di salute e sicurezza evidenzia da sempre la frequenza degli infortuni che sono legati all’utilizzo di attrezzature e strumenti di lavoro e la drammaticità delle conseguenze infortunistiche derivanti da un utilizzo di essi non coerente con le disposizioni vigenti in materia di prevenzione degli infortuni e delle tecnopatie.
 
Tali fenomeni si possono ridurre drasticamente solo attraverso una attività educativa, che le aziende devono prevedere e pretendere, nei riguardi degli operatori, che – per mezzo di scelte dell’azienda non dettate da pur comprensibili esigenze economiche – comporti una crescita dei medesimi in termini culturali e, soprattutto, rispetto all’esistenza e alla necessità di applicazione giorno per giorno delle procedure di salute e sicurezza inderogabili e fondamentali in materia.
 
Da questa constatazione è nata l’idea di AiFOS di utilizzare la conoscenza, esperienza e competenza di alcuni degli straordinari “tecnici” associati per chiedergli di pensare a una descrizione dei percorsi di formazione e addestramento da garantire qualora le aziende utilizzino tipologie di attrezzature “non comprese” nella regolamentazione dell’Accordo del 22 febbraio 2012.
 
Le Grandi Escluse è quindi una pubblicazione che nasce dal lavoro e dall’esperienza ma che si sviluppa in modo completo e chiaro verso la descrizione delle caratteristiche delle attrezzature sulle quali svolgere formazione e addestramento e verso la definizione di processi educativi non solo del tutto rispettosi del quadro normativo vigente ma soprattutto sostenibili, replicabili e prima di tutto efficaci, che AiFOS mette a disposizione dei lettori, quale strumento di conoscenza, ausilio e crescita professionale.
 
FAI CLIC QUI per una demo sfogliabile del volume.
 

Abstract:
 
2. ANALISI GENERALE DEI SETTORI DI APPARTENENZA

2.1 Edilizia e costruzioni

Attività che si svolgono prevalentemente in cantieri temporanei o mobili
Certamente l’edilizia ed in generale il settore delle costruzioni è uno degli ambiti che più necessita di
approfondimento degli aspetti legati alla formazione all’uso delle attrezzature da parte degli operatori.
Le numerose tipologie di attrezzature, la necessità di adattamento al loro utilizzo in situazioni ed ambienti
notevolmente differenti, il numero elevato di addetti e l’altrettanto elevato numero di infortuni, nonché
numerosi altri fattori direttamente od indirettamente connessi alle attrezzature stesse, rendono necessario
garantire una corretta ed effettiva formazione dei lavoratori.
All’interno del settore edilizia sono state identificate le seguenti tipologie di attrezzatura:
  • Attrezzature ordinarie, ovvero attrezzature che per il loro funzionamento prevedono
    prevalentemente la presenza di un operatore addetto al suo funzionamento.
  • Carico, scarico, movimentazione materiali con operatore a bordo, ovvero attrezzature che per il
    loro funzionamento prevedono prevalentemente la presenza di un operatore a bordo macchina (con
    o senza sedile)
  • Attrezzature particolari, ovvero attrezzature particolari che per il loro funzionamento prevedono
    obbligatoriamente la presenza di un operatore

2.2 Agricoltura e foreste

Attrezzature che si utilizzano in maniera indifferenziata in più settori
In maniera analoga all’edilizia, anche il settore agricoltura e foreste, vede una vasta gamma di attrezzature,
anche molto diverse tra loro sia dal punto di vista funzionale che da quello dimensionale ed operativo e
pertanto l’approfondimento formativo relativo al loro utilizzo diventa un tassello importante nella riduzione
degli infortuni.
All’interno del settore agricoltura e foreste sono state identificate le seguenti tipologie di attrezzature:
  • Attrezzature ed accessori a motore indossabili o portatili, ovvero attrezzature indossabili, portatili
    o facilmente trasportabili (senza utilizzo di ulteriori attrezzature per il trasporto/movimentazione) e
    che per il loro funzionamento prevedono un’attenzione particolare da parte dell’operatore e
    l’adozione di specifici D.P.I.
  • Attrezzature ordinarie, ovvero attrezzature che per il loro funzionamento prevedono un’attenzione
    particolare da parte dell’operatore e l’adozione di specifici D.P.I.
  • Attrezzature trainate, ovvero attrezzature che per il loro funzionamento necessitano l’utilizzo di
    un’altra attrezzatura (es. trattore) alla quale devono essere collegate attraverso l’albero cardano.

2.3 Industria e logistica

Più complessa è stata la definizione delle tipologie da inserire in questo settore. La necessità di uniformare,
per quanto possibile, tali attrezzature, la vastità degli ambiti lavorativi, la loro differenziazione e le loro
peculiarità, hanno portato a inserire in questo settore alcune attrezzature che vengono utilizzate in ambiti
differenti, ma che possono rientrare a pieno titolo nella formazione trasversale degli operatori, ci riferiamo
in particolare al soccorso stradale e trasporto veicoli ed all’ambito cimiteriale.
All’interno del settore industria e logistica sono state identificate le seguenti tipologie di attrezzature:
 
  • Carico, scarico, movimentazione materiali con operatore a bordo, ovvero attrezzature che per il
    loro funzionamento prevedono obbligatoriamente la presenza di un operatore a bordo macchina
  • Carico, scarico, movimentazione materiali con/senza operatore a bordo, ovvero attrezzature che a
    seconda del modello e della tipologia possono essere con o senza operatore a bordo
  • Attrezzature per il sollevamento e spostamento materiali, ovvero attrezzature che vengono
    utilizzate per il sollevamento e lo spostamento di materiali e che sono fisse o scorrono su binari, carri
    gommati, ecc.
2.4 Altri settori: attrezzature per le attività di montagna

Attività legate ad ambienti montuosi o similari
Numerosi sono i settori che non rientrano in quelli precedentemente indicati.
In questa prima fase è stato approfondito l’ambito legato alle attrezzature utilizzate in montagna ed in particolare in presenza di neve.
 
3. EDILIZIA E COSTRUZIONI
Attività che si svolgono prevalentemente in cantieri temporanei o mobili.

3.1 Tipologie di attrezzature
 
A - Attrezzature ordinarie, ovvero attrezzature che per il loro funzionamento prevedono
prevalentemente la presenza di un operatore addetto al suo funzionamento.

B - Carico, scarico, movimentazione materiali con operatore a bordo, ovvero attrezzature che per il
loro funzionamento prevedono prevalentemente la presenza di un operatore a bordo macchina (con o
senza sedile).

C - Carico, scarico, movimentazione materiali o lavorazioni con operatore a terra od a bordo, ovvero
attrezzature che per il loro funzionamento prevedono prevalentemente la presenza di un operatore a
terra od a bordo macchina (con o senza sedile).

D - Attrezzature particolari, ovvero attrezzature particolari che per il loro funzionamento prevedono
obbligatoriamente la presenza di un operatore

3.2 Elenco attrezzature e tipologia di appartenenza

 Argano a bandiera [ 3A ]
 Autobetoniera [ 3B ]
 Betoniera [ 3A ]
 Catenaria - Taglia asfalti [ 3C ]
 Dumper gommati [ 3B ]
 Escavatore con massa <6000 kg [ 3B ]
 Intonacatrice [ 3A ]
 Motocarriole gommate o cingolate [ 3C ]
 Motolivellatrice - Grader [ 3B ]
 Pala meccanica con massa <4500 kg [ 3B ]
 Ponti mobili e Montacarichi [ 3D ]
 Rullo compressore/compattatore [ 3B ]
 Sega circolare [ 3A ]
 Sistemi di taglio murario [ 3D ]
 Traccialinee [ 3C ]
 Vibrofinitrice [ 3B ]
 
 
 



VALOREGEOMETRA
Una Vita da Geometra
Storie di successo

ValoreGeometra? E' professionalità, quella di chi ha deciso di stare al fianco dei cittadini: costruendo servizi, gestendo rapporti, portando avanti progetti e idee e ridando speranza a chi ha perso tutto

Quando impegno e dedizione al proprio lavoro hanno un valore che rimane nel tempo vuol dire che si è costruito qualcosa di vero e di unico: fiero di essere, assieme ad altri dieci colleghe e colleghi, uno dei #geometri italiani scelti dal ConsiglioNazionaleGeometri per ValoreGeometra .
Per oggi permettetemi un po' di gioia e soddisfazione e da domani umiltà e testa bassa: si riprende a lavorare.

Video presentato al Convegno Nazionale dei geometri e geometri laureati tenutosi a Roma i giorni 11 e 12 ottobre 2016.

#ValoreGeometra - la sfida del #lavoro, gli #strumenti per crescere - 2 giorni di #ThinkTank per parlare con esponenti di rilievo di #innovazione digitale, #welfare attivo e #formazione per #geometri organizzato da Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e #cipag

ValoreGeometra tavola rotonda a cui partecipano Lello Di Gioia - Presidente della Commissione Parlamentare di Controllo sulle Attività degli Enti Gestori di Forme Obbligatorie di Previdenza e Assistenza Sociale, AlbertoOliveti - presidente #ADEPP, Fausto Amadasi - presidente #CIPAG e #MaurizioSavoncelli - presidente Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e in diretta telefonica Maurizio Sacconi - Presidente della Commissione Lavoro al Senato.
Modera l'incontro il giornalista Francesco Giorgino

Ospite a #ValoreGeometra il ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, l'On. Enrico Costa

Gabriella Alemanno, vice direttrice Agenzia delle Entrate, appena laureata ha insegnato all'istituto #geometra di #Bolzano, dai bei ricordi al rapporto quotidiano con i #futurigeometri #ValoreGeometra

Roberta Vitale, presidente ANCE Giovani Imprenditori Edili: "Le case devono essere sicure dal punto di vista #sismico, ma #Europa2020 ci impone anche il piano #energetico" #ANCE #ValoreGeometra

#ValoreGeometra #LaureadelGeometra la parola alle università. Ospiti della tavola rotonda: Maria Amata Garito -#Uninettuno, Corrado Sancilio - preside istituto tecnico economico "A.Bassi" di Lodi, #MaurizioSavoncelli - presidente Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Angelo Marcello Tarantino - preside corso di laurea in Ingegneria Civile #UNIRSM. Modera Marco Piccaluga

#ValoreGeometra #welfareattivo Francesco Giorgino intervista Bruno Busacca, Capo della Segreteria Tecnica Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali #garanziagiovani

#ValoreGeometra ospita il Ministro della Giustizia Orlando

#Sviluppo e #innovazione questo il tema di apertura di #ValoreGeometra per una #edilizia 4.0. Scenari e strategia, agenda digitale delle costruzioni e piattaforme digitali per la gestione del territorio. Apre i lavori il Presidente Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati #MaurizioSavoncelli



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Quando impegno e dedizione al proprio lavoro hanno un valore che rimane nel tempo vuol dire che si è costruito qualcosa di vero e di unico: fiero di essere, assieme ad altri dieci colleghe e colleghi, uno dei #geometri italiani scelti dal ConsiglioNazionaleGeometri per ValoreGeometra .
Per oggi permettetemi un po' di gioia e soddisfazione e da domani umiltà e testa bassa: si riprende a lavorare.

Video presentato al Convegno Nazionale dei geometri e geometri laureati tenutosi a Roma i giorni 11 e 12 ottobre 2016.

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E-Learning Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti INARCASSA.

Nei giorni scorsi, presso la Multicast S R L Roma Via Tirone si sono concluse le registrazioni dei tre momenti formativi dedicati a
- Sicurezza Cantieri Pubblico Spettacolo e Manifestazioni Fieristiche
- Amianto e Fibre Artificiali Vetrose (FAV)...
- Demolizioni e Piano delle Demolizioni.
una proposta speriamo interessante ed importante nell'ottica della diffusione della sicurezza nei cantieri.

Il progetto ideato e curato dalla SEIDUESEI.org S.r.l. ha visto la partecipazione come docenti dell'Architetto Rosanna Cipolla, della Dott.ssa Antonella Grange, dell'Avvocato Lorenzo Fantini e dal Geom. Stefano Farina.

Un ringraziamento particolare va alla Fondazione per aver creduto nel progetto, ai docenti per l'impegno, alla MULTICAST ed ai tecnici che hanno seguito tutti gli aspetti legati alla registrazione degli interventi. Un grazie infine a Federica Farina per aver curato tutta la parte grafica dei materiali utilizzati.

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